Le autorità turche hanno ordinato il blocco dell'accesso ai social media per impedire la circolazione delle foto del procuratore ucciso la settimana scorsa a Istanbul. Nell'era 2.0 la censura si fa contro Internet. Così in Turchia dopo la pubblicazione delle foto del pm Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio dal fronte Fronte rivoluzionario per la liberazione del popolo turco e poi ucciso nel blitz delle teste di cuoio, il governo censura YouTube e Twitter bloccandone l'accesso. Entrambi si sarebbero rifiutati di cancellare le immagini.
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Turchia: censura per Twitter e YouTube, Facebook torna accessibile
Le autorità turche hanno ordinato il blocco dell'accesso ai social media per impedire la circolazione delle foto del procuratore ucciso la settimana scorsa a Istanbul. Nell'era 2.0 la censura si fa contro Internet. Così in Turchia dopo la pubblicazione delle foto del pm Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio dal fronte Fronte rivoluzionario per la liberazione del popolo turco e poi ucciso nel blitz delle teste di cuoio, il governo censura YouTube e Twitter bloccandone l'accesso. Entrambi si sarebbero rifiutati di cancellare le immagini.
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Facebook rilascia il rapporto sullo stato della global connectivity 2014
Facebook ha pubblicato il suo rapporto State of Connectivity 2014, un nuovo studio di Internet.org che esamina la situazione attuale della connettività globale di Internet. Il documento utilizza i dati provenienti dalle fonti più importanti del mondo sulla connettività e incorpora le nuove scoperte del gruppo per esaminare la penetrazione di Internet e gli ostacoli alla crescita ulteriore. Entro il 2015, 3 miliardi di persone saranno online. Si tratta di un grande traguardo, ma significa anche che solo il 40% della popolazione mondiale è connessa a Internet.
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Censis: su Facebook 80% dei giovani italiani, 4 milioni su Instagram
E' sempre più l'Italia dei social network, utilizzati dal 49% della popolazione e dall'80% degli under 29. Delle 4,7 ore al giorno trascorse mediamente sul Web, due sono dedicate ai social network. E il numero di chi accede a Internet tramite cellulare in un giorno medio è oramai più alto di quanti accedono solo da pc o da entrambi. E' quanto emerge dal 48° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Dall'indagine emerge inoltre che gli Italiani sono "affamati" di informazioni su salute e benessere.
Lo scontro tra religioni in Birmania passa anche attraverso Facebook
Sono passati più di tre anni da quando in Myanmar, l'ex Birmania, si è insediato un governo civile al posto della giunta militare: la situazione nel Paese è tutt'altro che tranquilla e ora la tensione passa anche attraverso i social network. Il problema maggiore restano gli scontri etnici tra buddisti radicali e musulmani che negli ultimi due anni hanno causato la morte di più di duecento persone e lo sfollamento di decine di migliaia di abitanti.
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Facebook acquisisce società finalndese Pryte per portare web a tutti
Facebook sta acquisendo Pryte, una società finlandese con sede ad Helsinki, che mira a rendere più facile agli utenti di telefonia mobile di utilizzare app wireless nel parti sottosviluppate del mondo. Il social network non ha rivelato i termini finanziari della transazione, che la portavoce Vanessa Chan ha detto si prevede di chiudere a fine mese. L'acquisizione di Pryte avrebbe come obbiettivo finale Internet.org, l'iniziativa di Mark Zuckerberg per connettere più persone al mondo alla rete, soprattutto nei paesi emergenti.
"Oggi, siamo lieti di annunciare che il nostro team si unirà a Facebook. Da quando abbiamo lanciato Pryte abbiamo lavorato per ri-immaginare il modo in cui dati mobile lavorano in un mondo app-driven, consentendo partenariati tra app e fornitori di contenuti e operatori di telefonia mobile", ha annunciato Pryte.
"Ora, ci stiamo unendo a Facebook, la cui missione di collegare il mondo grazie alla partnership con gli operatori per portare persone online in modo proficuo che si allinea strettamente con gli obiettivi del nostro team".
"Siamo entusiasti di iniziare, ed avere un impatto ancora maggiore avanzando il lavoro che stiamo facendo in collaborazione con il grande team di Facebook che lavora a Internet.org per rendere l'accesso a internet a prezzi accessibili a disposizione di tutti nel mondo. Vogliamo esprimere apprezzamento per i nostri investitori, che hanno creduto in noi e nella nostra visione fin dai primi giorni. Grazie a tutti coloro che si sono uniti in questo viaggio". Il servizio di Pryte offre pacchetti di dati da abbinare all'uso di specifiche app.
Facebook, il più grande social network al mondo, con 1,28 miliardi di utenti, è interessato soprattutto al team che sta dietro Pryte, guidato dal Chief Executive Markku Makelainen, ha detto Chan. L'azienda ha meno di 30 dipendenti, anche se non è chiaro quanti si uniranno a Facebook. Il social network ha stretto recentemente partnership con diversi operatori wireless in alcuni paesi per offrire l'accesso gratuito alla rete sociale e la società sta costruendo droni e satelliti per fornire accesso a Internet nelle regioni remote del mondo.
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Internet e Facebook stanno spingendo il Bhutan nel mondo moderno
Monasteri buddisti, monaci e smartphones. Tuffo nella modernità o progressi recessivi? Il Bhutan ha scelto. Sino al 1999, 15 anni fa, qui non c'era traccia di Internet né di televisioni. Oggi è scoppiata la febbre della connessione on line. Non è stata una decisione presa alla leggera.
Prima di introdurre una tecnologia straniera in questo paese di antichissima tradizione, rannicchiato nella catena himalayana tra la Cina e l'India, le autorità devono stabilire se sia in armonia con la "felicità interna lorda", indice adottato dal Bhutan per calcolare il benessere della popolazione e basato su criteri come la conservazione della natura e del patrimonio tradizionale.
Il premier del Bhutan Tshering Tobgay sugli smartphones non ha dubbi. "Se registriamo un boom di vendite è perché non si tratta di una tecnologia dagli effetti negativi. È una svolta positiva che contribuirà alla prosperità del paese". Nel 2005 il Bhutan, 750mila abitanti, si è aperto senza scosse alla democrazia con un sovrano costituzionale amatissimo dal suo popolo.
Oggi gli utenti di Facebook sono già 80mila e in continuo aumento dando un segnale di come Internet sia diventato popolare in pochissimo tempo. Per gli entusiasti servirà a creare sensibilità sociali che influiranno sul governo. Per altri, si tratta soprattutto di mantenere contatti oltre la catena himalayana.
"Possiamo fare nuove amicizie in paesi stranieri e scambiarci informazioni con i cugini in Nepal. Senza Internet e Facebook non potremmo farlo". Oggi tre quarti degli abitanti del paese del Drago di tuono hanno un telefono portatile. Un passo da gigante dall'età feudale a quella moderna. O un tuffo nell'abisso dei progressi recessivi?
Nella propria pagina Facebook, il primo ministro della "Terra del Thunder Dragon" ha più di 25.000 follower che possono ottenere aggiornamenti su tutto, dai suoi colloqui con il leader dell'opposizione del Myanmar Aung San Suu Kyi, alle immagini delle reclute della polizia in formazione.
Fonte: TMNews
Foto: Wikimedia
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Pubblicità online, trascinata da Facebook è boom su mobile nel 2013
Internet è mobile e social, la pubblicità segue tendenze e cambiamenti nel mondo digitale, dove smartphone e tablet stanno soppiantando il vecchio computer. In Italia a fine 2013 ci sono 7,5 milioni di tablet e 37 milioni di smartphone, gli utenti che accedono a Internet dal telefono ogni mese sono circa il 90 per cento di quelli che navigano da Pc, la stessa percentuale visita i social network.
Sono i dati dell'Osservatorio New Media & New Internet della School of Management del Politecnico di Milano che anticipano il settimo rapporto, in pubblicazione a marzo 2014. Sono più di 28 milioni gli italiani che visitano i social media e la pubblicità segue la tendenza: la crescita del mobile advertising si attesa a +130% tra il 2012 e il 2013, passando da 89 a circa 200 milioni, aumenta del 75% la pubblicità sui social network, che sfiora i 100 milioni di euro, trascinata dalla crescita di Facebook.
Tra le ragioni che attirano l'interesse degli investitori sui social ci sono l'attitudine degli utenti a creare profili, che aumenta l'efficacia dell advertising per target mirati, e la capacità di abilitare l'interattività con l'utente. La stragrande maggioranza di questo fatturato è nelle mani di Facebook, con un ruolo chiave della componente mobile: circa il 70% degli utenti accede anche in mobilità su smartphone e tablet.
"È in corso un vero e proprio cambiamento paradigmatico nel mondo digitale: si sta affermando una nuova internet, incentrata sempre di più su mobile device, sui social network e sulle app - dice Andrea Rangone, responsabile scientifico dell'Osservatorio New media & new internet - smartphone e tablet stanno soppiantando il vecchio pc. I social network, in qualche misura, stanno assumendo il ruolo di traino giocato dai motori di ricerca nella 'vecchio' internet, sono una nuova 'porta di ingresso'; l'accesso ai contenuti è mediato e semplificato dalle applicazioni. L'Advertising ha trovato così un nuovo canale di sbocco".
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Web cambia la comunicazione aziendale: Facebook batte call center
Con il web il consumatore ha oggi nuovi strumenti a portata di mano per diventare da fruitore passivo a utente attivo, trasformando così anche la comunicazione aziendale che non può più prescindere dai social network, visto che Facebook batte ormai il call center. E’ quanto emerge dall’undicesimo rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione promosso da 3 Italia, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia. Il Rapporto è stato presentato a Roma presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati.
Tra i giovani la quota di utenti della rete arriva al 90,4%, mentre è ferma al 21,1% tra gli anziani; il 75,6% dei primi è iscritto a Facebook, contro appena il 9,2% dei secondi; il 66,1% degli under 30 usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 6,8% degli over 65. Il 36,6% degli italiani che hanno accesso a Internet è entrato in contatto con un’azienda che commercializza prodotti o servizi di loro interesse negli ultimi due mesi.
Il sito web aziendale è il primo punto di approdo, rileva il Censis, perché è stato usato dal 19,9%. Contattare un’azienda inviando una e-mail è la seconda attività di comunicazione più praticata (11,7%). Segue il rapporto con il mondo dei social network: l’8,2% consulta la pagina Facebook creata e gestita direttamente dall’azienda, il 5,2% le pagine Facebook create da altri consumatori su un’azienda o un prodotto.
I canali video dedicati a recensioni e video-tutorial “fatti in casa” dai consumatori consultabili su YouTube fungono da mezzo informativo per il 2,5% degli internauti, a cui si aggiunge l’1,2% che consulta i canali YouTube gestiti direttamente dalle aziende. I blog a tema e i forum di discussione online vengono usati dal 3,4%. Tra le opzioni possibili, parlare direttamente con il call center di un’azienda è un’attività che ha coinvolto il 6,6% del campione: meno, dunque, di quanti hanno cercato l’azienda su Facebook.
Fonte: TMNews
Via: La Stampa
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Iran: governo apre a Facebook, ma profili personali solo per ministri
Tutti i ministri iraniani hanno aperto ad agosto un profilo personale su Facebook, ma il social media più famoso del mondo è ancora inaccessibile per la popolazione, dato che il sito in Iran è bloccato dalle autorità. I media locali parlano comunque di un primo segno di apertura verso Internet da parte del governo. Facebook era finito nel mirino degli ayatollah iraniani in quanto anti islamico perché "diffonde immoralità".
Le pagine Facebook dei 15 ministri sono visibili a Teheran attraverso un proxy, e sono state create dopo l'elezione del presidente Hasan Rouhani, tranne quella del ministro degli Esteri Javad Zarif che l'aveva già aperta nel 2009. Lo stesso Rouhani ha creato un suo profilo ufficiale, collegato a quello di tutti i ministri, che ha già ricevuto più di 7.000 "mi piace".
Secondo Saeed Leilaz, un'analista della politica iraniana, potrebbe trattarsi dell'inizio di un abbassamento dei filtri informatici che ora bloccano certi siti web per la popolazione iraniana, tra cui Facebook. Rouhani stesso, durante al sua campagna elettorale a giugno, aveva promesso più trasparenza e apertura.
Rouhani potrebbe inaugurare una nuova era di apertura, in particolare a seguito di una serie di messaggi Twitter. La scorsa settimana, un tweet da un account a nome del presidente ha creato scalpore estendendo saluti agli ebrei per il nuovo anno ebraico. Un tono conciliante che ha rotto con l'antisemitismo associato a Mahmoud Ahmadinejad, predecessore di Rouhani.
L'Iran ha una comunità ebraica tra 25.000 e 80.000 persone. L'uso dei social media da parte di alti funzionari non è senza precedenti, nonostante i divieti giuridici esistenti per gli iraniani. Facebook e Twitter sono stati ufficialmente banditi dopo gli sconvolgimenti che accolsero la contestata rielezione di Ahmadinejad nel 2009, quando gli attivisti dell'opposizione tentarono di usarli per organizzare manifestazioni.
Fonte: AGI
Via: Telegraph
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Codacons: stop agli insulti su Facebook e Twitter, servono interventi
''Sui social network regna oggi un vero e proprio caos fuori da ogni controllo, dove dilagano insulti gratuiti e minacce spesso gravi, incitazioni alla violenza, pagine che promuovono l'odio e il razzismo''. E' la denuncia del Codacons che chiede ''una riforma volta ad incrementare i poteri in capo alla Polizia Postale, aumentando la capacità d'azione di tale compartimento e permettendo interventi immediati per oscurare siti e profili lesivi e/o pericolosi e individuare i responsabili che si nascondono dietro l'anonimato garantito dal web''.
L'associazione chiede inoltre un incontro con l'Autorità per le Comunicazioni al fine di studiare interventi e misure per migliorare la vigilanza e i controlli da parte dei responsabili dei social network, come Facebook e Twitter. Non mancano gli episodi da citare a sostegno delle argomentazioni del Codacons: ad esempio, qualche giorno fa il direttore del Tg La 7 Enrico Mentana è stato costretto ad abbandonare Twitter a causa dei troppi insulti ricevuti.
"Il numero di tizi che si esaltano a offendere su twitter è in continua crescita. Calmi tra poco ce ne andremo, così v'insulterete tra di voi", cinguettava Mentana su Twitter. Il direttore era davvero fuori di sè e continuava cinguettare: "Sono contrario alle limitazioni e alle censure per legge. Sono contrario ai blocchi, censure private. Twitter è così, o l'accetti o lasci". E ancora: "Resterei se ci fosse almeno un elementare principio d'uguaglianza: l'obbligo di usare la propria vera identità. Strage di ribaldi col nickname".
Secondo il associazione dei consumatori i gestori dei social network ''non sembrano esercitare la dovuta vigilanza. Oltre alla lesione dei diritti personali per chi è vittima di minacce e offese, vi sono rischi reali soprattutto per i più giovani che - sottolinea la nota - passano molte ore su Facebook e Twitter, e possono subire una influenza negativa soprattutto da quelle pagine che vorrebbero far passare disprezzo e violenza come una cosa normale o addirittura giusta''.
Fonte: Codacons
Via: Adnkronos
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Video pedofilo su Facebook: migliaia di condivisioni, Web sotto shock
E' bufera su Facebook dopo la pubblicazione di un video pedopornografico, rimasto alcune ore visibile sul social network prima di essere rimosso. Protagonista dell'agghiacciante filmato sarebbe una bambina abusata da un uomo adulto. Immediata è scoppiata la polemica su Twitter dove molti utenti hanno espresso la loro indignazione sia per le immagini diffuse ma soprattutto per il successo che ha riscosso la mancata repentina rimozione.
Ma quel che ha fatto inorridire ancor di più gli utenti del social network - che ha festeggiato proprio in questi giorni i 7 anni di vita - è stato il numero di "like" ricevuti: secondo il tam-tam su Twitter, il filmato avrebbe ottenuto in meno di 7 ore quasi 4.000 "Mi piace" e sarebbe stato condiviso sul social network di Mark Zuckerberg da oltre 16.000 utenti. Il video è successivamente stato rimosso ma ha comunque fatto il giro del web e probabilmente scaricato.
Dopo le proteste della rete i vertici del social network si sono scusati con gli utenti. "Tolleranza zero contro la pedopornografia", ha sottolineato lo staff di Facebook, "la tempestiva segnalazione di questo contenuto ci ha consentito di rimuoverlo il più rapidamente possibile. Facebook non tollera in alcun modo la presenza di contenuti pedopornografici e siamo determinati ad adottare ogni provvedimento per prevenire la pubblicazione di questo tipo di materiali".
Questo aspetto inquietante di Facebook non è una nuova rivelazione per l'azienda, che fino al 2011 ha fatto affidamento sulle segnalazione degli utenti su attività illegali. L'anno scorso un intervento pubblicato da WND.com ha rivelato una quantità preoccupante di pornografia infantile che viene condivisa da parte di predatori sul social network. L'inclusione del programma PhotoDNA di Microsoft ha contribuito ad abbattere immagini e dati in modo rapido.
Fonte: Dailymail
Via: AGI
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Fonte: Dailymail
Via: AGI
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Ragazzi sempre più dipendenti da Internet, oltre il 50% su Facebook
Presentato il Rapporto 2012 di Telefono Azzurro e Eurispes: adolescenti a rischio dipendenza da Internet. Le applicazioni per cellulari maggiormente usate dai ragazzi sono: il collegamento a Internet (54%), l’uso dei Social Network quali Facebook e Twitter (50,8%), la visione di filmati su YouTube (49 per cento), l’utilizzo di giochi quali Angry Birds e Fruit ninja (44,8 per cento).
Seguono iTunes o altre app per ascoltare musica (26,8%), Instagram o altre app per le foto (21,8%), Live Score o altre app con aggiornamenti sui risultati sportivi (18,8%), preferite largamente dal pubblico maschile. Chiudono la classifica l’utilizzo di mappe o del navigatore (13,8%), di Skype (10,8%) e di iMovie o altre applicazioni per i video (10,4%).
Quale sarebbe la paura più grande dei ragazzi se gli fosse preclusa di collegarsi ad Internet? Il 55,7% avrebbe paura di non venire a sapere le cose, di non venire a conoscenza o non essere aggiornato su eventi e appuntamenti, il 50,2 per cento di essere tagliato fuori da ciò che quotidianamente accade nel mondo, il 46,5% di perdersi qualcosa di divertente.
Ed ancora il 38,4 per cento di non avere più la possibilità di conoscere nuove persone, il 31,9 per cento di perdersi qualcosa di più interessante della vita normale, il 22 per cento di restare fuori dalla propria cerchia di amicizie, che molto si nutre e si cementa nel Web e sui Social Network, il 17,2 per cento di perdere l’opportunità di trovare un partner.
Alla domanda “ti capita, quando sei connesso a Internet, di non riuscire a staccarti, anche se ti sei riproposto di farlo?” quasi metà degli adolescenti (47 per cento) risponde “qualche volta”, al 14,5 per cento accade spesso e al 7,2% sempre. Solo il 30,3 per cento dei ragazzi non mai messo in atto comportamenti di dipendenza, anche se con diverse gradazioni, dalla Rete.
Via: Telefono Azzurro
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Neonata stringe mano del chirurgo: foto Facebook commuove il Web
Una manina che spunta dal pancione della mamma e stringe forte l'indice guantato del medico impegnato a farla nascere, in Arizona. "Truly amazing", la foto della piccola Nevaeh, figlia di Alicia e Randy Atkins, ritratta durante il cesareo mentre afferra la mano del dottore è diventata un successo sul Web, dopo che i genitori l'hanno postata su Facebook.
Tanto che, secondo la stampa anglosassone, l'immagine si candida a diventare il primo tormentone online del 2013. Stando al Daily Mail e la bimba è nata con un cesareo il 9 ottobre scorso a Glendale, in Arizona. A scattare l'immagine è stato il papà Randy, che ha visto la manina della figlia afferrare quella del medico e l'ha immortalata con uno scatto.
"Il dottore mi ha chiamato e mi ha detto 'hey, mi ha afferrato il pollice'", ha raccontato Randy a una tv americana. "Così sono corso a fotografarli" ha spiegato il papà, aggiungendo di aver fatto tutto molto velocemente, per paura di non riuscire a cogliere l'attimo. La moglie Alicia è una fotografa professionista e possiede uno studio fotografico.
Il 26 dicembre ha postato la foto sulla pagina di Facebook del suo studio "A Classic Pin-Up", raccontando i dettagli di quell'insolito arrivo della cicogna. Con sua sorpresa, la foto ha catturato l'attenzione dei visitatori, accumulando fino a ora oltre 9.000 "Mi piace" e migliaia di commenti e condivisioni. La famiglia ha ricevuto alcune offerte per l'acquisto della foto.
Fonte: Adnkronos
Via: Daily Mail
Foto: © Randy Atkins / A Classic Pin Up Photography
Facebook e Twitter sono tentazioni più forti di alcol, sesso e sigarette
Facebook e Twitter sarebbero ormai tentazioni più forti di sesso e sigarette. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Psychological Science, secondo cui il desiderio di dare una sbirciatina al proprio profilo è molto più difficile da tenere a bada. Le attività più comuni riportate sono state guardare la TV e navigare in Internet
La ricerca dell'università di Chicago è stata condotta su 250 persone in Germania tra 18 e 85 anni, che venivano contattate via sms dai ricercatori sette volte al giorno per una settimana con la richiesta di descrivere che tipo di desideri avevano provato nella mezz'ora precedente.
Il desiderio al 1° posto è stato mangiare, seguito da dormire e assumere bevande non alcoliche. Al 4° posto si è piazzato usare qualche forma di media, che costituisce l'8,1% dei desideri riportati, con il 71% dei partecipanti all'interno di questa categoria che ha riportato di voler controllare l'e-mail e il 65% di voler andare sui social network.
Molto lontani in classifica il sesso, al 9° posto, e l'alcol, al sesto. Ai partecipanti è stato anche chiesto di provare a resistere al desiderio, ma il tentativo è fallito nel 42% dei casi se si trattava di guardare Facebook, nel 22% se la tentazione a cui resistere era quella al cibo e appena dell'11% nel caso del desiderio sessuale.
In definitiva è più facile resistere al sesso che vedere chi ci tagga su Facebook e dove. "Questi risultati sono importanti. Il desiderio dei social media è molto frequente ed è più difficile resistervi - spiega Wilhelm Hofmann, uno degli autori - probabilmente perchè sono molto più disponibili e facili da ottenere".
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Facebook accusato di evadere il fisco nel Regno Unito in modo legale
Facebook non pagherebbe tutte le tasse dovute per le sue attività in Gran Bretagna. Secondo i dati riportati dalla società di analisi indipendente "Enders Analysis", il social network avrebbe pagato 238 mila sterline di tasse, una cifra decisamente troppo bassa se si considera che gli introiti dell'azienda si aggirano intorno ai 175 milioni di sterline.
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Studiati 1,3 miliardi URL, 22% delle pagine Web rimandano a Facebook
Che fosse la piattaforma più popolare al mondo era risaputo, così come lo storico traguardo dei 955 milioni di utenti che ha proclamato Facebook come vero e proprio fenomeno di massa. Ciò che emerge però da una ricerca di Matthew Berk e del suo Zyxt Labs di Seattle è che il 22% di tutte le pagine Web mondiali rimandano con i link direttamente al social network. Un dato che denota una straordinaria ed inedita capacità del social network di penetrare in Internet integrandosi in maniera totale.
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Facebook e gli smartphone: fenomeni di massa tra gli adolescenti
Una generazione seduta, con oltre il 60% degli adolescenti che trascorre tra le 10 e le 11 ore tra la sedia e la poltrona. La fotografia è stata scattata dall'edizione 2011-2012 dell'indagine 'Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti' della Società Italiana di Pediatria, giunta alla 15^ edizione, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti (1042 maschi - 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore. Dall'indagine emerge, inoltre, che i ragazzi sono un popolo di nottambuli.
Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. Sono otto su dieci i tredicenni che hanno il profilo su Facebook (il 79,8%, con un altro 6,5% vuole farlo a breve), mentre appena un anno fa erano il 10% in meno. E se per l’Autorità per le Tlc ormai il 30% dei telefonini italiani va su internet, molti sono in tasca agli adolescenti: il 65% del campione ne possiede uno. A collegarsi alla rete per più di 3 ore al giorno è il 17% (media nazionale), ma il 25,4% nelle grandi città.
Ad avere il profilo sul Facebook è l’80% (50% nel 2009 , 61% nel 2010) ma nelle grandi città si supera l’85%. E nell’ambito della navigazione in rete, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane. Per il 77,7% del campione le regole imposte dai genitori vanno bene, mentre solo il 16,5% le considera eccessive e un altro 6% addirittura poche. Cala il bullismo classico, ma preoccupa quello sul web.
“Forse qualche regola più rigida non farebbe male - commenta a Maurizio Tucci, curatore dell’indagine - se si pensa che più del 50% va a letto dopo le 23 anche se il giorno successivo c’è scuola, e la percentuale sfonda il 90% se invece non ci sono lezioni. Inutile dire - prosegue Tucci - che le ore “midnight round” i baby nottambuli le trascorrono davanti alla TV o, molto più spesso, navigando in Internet, indisturbati nella propria camera da letto, il 68%, infatti, ha il PC in camera da letto e il 61% la TV. Naturalmente il 45% li ha entrambi”.
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Cassazione: niente Facebook ai domiciliari, ok a Web browsing
Niente Chat su Facebook per chi si trova agli arresti domiciliari, ma puo' tranquillamente navigare sul Web a "scopo conoscitivo". Lo rileva la Cassazione nello spiegare quali sono i limiti telematici entro i quali puo' muoversi chi e' agli arresti. Spiega la Suprema Corte che mentre la navigazione per informarsi e' consentita', e' invece off limits la comunicazione via Facebook. In particolare, la Quarta sezione penalei, con la sentenza n. 4064/2012, ha dichiarato inammissibile il ricorso di Alfonso L., un 24enne pugliese che si era visto revocare i domiciliari perche' era stato sorpreso in una conversazione su Facebook con un coimputato. Inutile il ricorso per Cassazione dove il detenuto ha cercato di difendersi sostenendo che nel provvedimento che gli faceva divieto di comunicare con terzi non era stato specificato che il divieto fosse valido anche per le comunicazioni a distanza. Per la Cassazione, "il divieto di comunicare con terze persone, estranee ai familiari conviventi vale anche per le comunicazioni tramite Internet sul sito Facebook, ma l'uso di Internet non e' illecito quando assume una mera funzione conoscitiva". In questo caso, l'utilizzo di Internet da parte di Alfonso L., nei confronti dei quali e' stata ripristinata la custodia in carcere per violazione del divieto di comunicare con persone diverse da quelle con lui coabitanti, non aveva una finalita' conoscitiva ma era finalizzato alla preparazione del programma criminoso da attuare in occasione della liberazione di altro complice ristretto in carcere". Ecco perche' piazza Cavour ha convalidato la decisione del tribunale della liberta' di Lecce del 20 maggio 2011.
Fonte: Adnkronos
Via: Libero News
Citazione: Studio Cataldi
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Rinnovabili: Facebook con Greenpeace per futuro energia verde
Promuovere le energie rinnovabili e incoraggiare le grandi aziende che erogano energia a puntare sulle fonti pulite. Sono tra gli obiettivi della collaborazione tra Greenpeace e Facebook annunciata dall'associazione ambientalista. L'intesa conclude la campagna di Greenpeace Unfriend Coal: in due anni 700 mila persone hanno chiesto a Facebook di alimentare i suoi data center con energia pulita e non con il carbone.
"Greenpeace e Facebook lavoreranno da oggi insieme per convincere i principali produttori di energia ad abbandonare il carbone e a investire sulle rinnovabili. - annuncia Tzeporah Berman, co-direttrice della campagna Energia e Clima di Greenpeace International -. Solo perseguendo la strada delle energie pulite sarà possibile lottare contro i cambiamenti climatici, rafforzare l'economia e tutelare la salute dei cittadini".
"Facebook - afferma Marcy Scott Lynn del Facebook's sustainability program - guarda lontano, a un giorno in cui le fonti energetiche primarie saranno pulite e rinnovabili, e stiamo lavorando con Greenpeace e con altri per far sì che quel giorno sia sempre più vicino. Da oggi, la nostra politica sulla localizzazione dei data center favorirà l'accesso alle fonti rinnovabili".
"L'impegno di Facebook rilancia la sfida alle altre aziende dell'IT e del cloud computing come Apple, IBM, Microsoft e Twitter - ricorda Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia - Abbiamo dimostrato che le persone, in ogni parte del mondo, vogliono che i social network e la Rete, siano alimentati da fonti pulite e non dal carbone. Greenpeace continuerà a misurare e investigare sui progressi del settore verso il 'green cloud computing'".
Via: ANSA
Fonte: Greenpeace
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Facebook come antidoto alla diminuzione dei consumi di vini
Internet e Facebook come antidoto al calo dei consumi in Europa, come motore crescita in Usa e come timone per i consumatori del Nuovo Mondo. La pensano cosi' gli esperti di "WineFuture" Honk Kong (www.winefuture.hk).
Lulie Halstead, Ceo dell'agenzia di ricerca Uk Wine Intelligence, fornisce alcuni dati: "tra chi bene regolarmente vino, utilizza i social media applicati "a Bacco" il 13% nel Regno Unito, il 21% in Usa, il 13% in Francia e il 62% in Cina, ma se guardiamo a chi produce non è solo fruitore, ma anche produttore di contenuti (su Facebook, Twitter, blog e via dicendo), le percentuali scendono al 5, 11, 5 e 48%".
Se si guarda al dato cinese, il Web pare fondamentale per creare un rapporto con in consumatori del più grande mercato asiatico. A guardare gli altri tre paesi storici del consumo di vino, Internet e social media sono una realtà e anche molto importante, secondo David Pearson, Ceo di Opus One.
La joint venture californiana diventata in pochi anni uno dei simboli della viticoltura americana, anche grazie all'attività sul Web, "ma lo sbaglio è pensare che sia sufficiente esserci. Avere un sito, un profilo Facebook o un account Twitter di per sè non è niente. I social servono soprattutto a creare relazione con il pubblico, a capire cosa pensa di te".
Ma se le potenzialità del "social" sono enormi, anche i rischi vanno calcolati: "possono essere usati per costruire, ma anche contro qualcuno - spiega Jacob Johansen, uno dei più grandi esperti di branding e comunicazione che da 10 anni lavora in Cina. Le cantine devono cambiare approccio se vogliono puntare sui social. Che non si deve fare perchè costa meno dell'advertising tradizionale, ma perchè si vuole davvero fare relazione.
Via: AGI
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