In un mondo più aperto e connesso, non è soltanto più facile per gli amici e la famiglia rimanere in contatto, ma si stanno creando tante nuove opportunità economiche. Un nuovo rapporto di Deloitte, dal titolo Facebook's Global Economic Impact, analizza come marketing, piattaforma, e gli effetti della connettività di Facebook hanno facilitato la crescita e l'occupazione in tutto il mondo. Commissionato da Facebook, lo studio stima che l'azienda, con una base di circa 8 miliardi di dollari, ha consentito un'impatto economico globale di 227 miliardi dollari e 4,5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo nel 2014.
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Facebook ha creato 4,5 mln posti di lavoro in tutto il mondo nel 2014
In un mondo più aperto e connesso, non è soltanto più facile per gli amici e la famiglia rimanere in contatto, ma si stanno creando tante nuove opportunità economiche. Un nuovo rapporto di Deloitte, dal titolo Facebook's Global Economic Impact, analizza come marketing, piattaforma, e gli effetti della connettività di Facebook hanno facilitato la crescita e l'occupazione in tutto il mondo. Commissionato da Facebook, lo studio stima che l'azienda, con una base di circa 8 miliardi di dollari, ha consentito un'impatto economico globale di 227 miliardi dollari e 4,5 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo nel 2014.
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Risultati finanziari record per Facebook nel quarto trimestre del 2013
Facebook (Nasdaq: FB) ha annunciato i risultati finanziari del Q4 e dell'anno conclusosi il 31 dicembre 2013. "E' stato un ottimo modo di concludere l'anno per Facebook", ha detto Mark Zuckerberg, fondatore e Ceo di Facebook. "Non vediamo l'ora di affrontare il prossimo decennio e di aiutare a connettere il resto del mondo". I ricavi per l'intero anno 2013 sono stati 7,87 miliardi dollari, con un incremento del 55% anno su anno.
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Web cambia la comunicazione aziendale: Facebook batte call center
Con il web il consumatore ha oggi nuovi strumenti a portata di mano per diventare da fruitore passivo a utente attivo, trasformando così anche la comunicazione aziendale che non può più prescindere dai social network, visto che Facebook batte ormai il call center. E’ quanto emerge dall’undicesimo rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione promosso da 3 Italia, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia. Il Rapporto è stato presentato a Roma presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati.
Tra i giovani la quota di utenti della rete arriva al 90,4%, mentre è ferma al 21,1% tra gli anziani; il 75,6% dei primi è iscritto a Facebook, contro appena il 9,2% dei secondi; il 66,1% degli under 30 usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 6,8% degli over 65. Il 36,6% degli italiani che hanno accesso a Internet è entrato in contatto con un’azienda che commercializza prodotti o servizi di loro interesse negli ultimi due mesi.
Il sito web aziendale è il primo punto di approdo, rileva il Censis, perché è stato usato dal 19,9%. Contattare un’azienda inviando una e-mail è la seconda attività di comunicazione più praticata (11,7%). Segue il rapporto con il mondo dei social network: l’8,2% consulta la pagina Facebook creata e gestita direttamente dall’azienda, il 5,2% le pagine Facebook create da altri consumatori su un’azienda o un prodotto.
I canali video dedicati a recensioni e video-tutorial “fatti in casa” dai consumatori consultabili su YouTube fungono da mezzo informativo per il 2,5% degli internauti, a cui si aggiunge l’1,2% che consulta i canali YouTube gestiti direttamente dalle aziende. I blog a tema e i forum di discussione online vengono usati dal 3,4%. Tra le opzioni possibili, parlare direttamente con il call center di un’azienda è un’attività che ha coinvolto il 6,6% del campione: meno, dunque, di quanti hanno cercato l’azienda su Facebook.
Fonte: TMNews
Via: La Stampa
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Ricerca: heartbreak peggiore in era digitale, soprattutto su Facebook
L'heartbreak è peggiore nell'era digitale, perché la storia del rapporto indugia nelle foto e messaggi postati sui siti di social network, sostengono i ricercatori. Mentre gli ex amanti potevano una volta strappare fotografie e bruciare lettere d'amore, i registri tenuti sui siti come Facebook sono molto più difficili da rimuovere a causa del loro volume. Quando finisce un amore gli atteggiamenti sui social network possono essere diversi.
I messaggi di posta elettronica e le fotografie digitali possono essere facilmente eliminate, ma le canzoni, le foto e i messaggi postati sui social network non sono così facili da cancellare, soprattutto se sono stati pubblicati online da qualcun altro. La pervasività di contenuti memorizzati su computer, tablet e telefoni cellulari "crea problemi durante un break-up", perché i ricordi del loro rapporto sono sempre presenti, hanno detto i ricercatori.
I psicologi della University of California hanno intervistato 24 persone di età compresa tra 19 e 34 anni sui loro metodi di rimozione, dopo un fine rapporto. Presentando i risultati all'ACM conference di Parigi, i ricercatori hanno spiegato che le persone hanno difficoltà a cancellare ogni ricordo del loro rapporto on-line, ovvero alcuni hanno scelto di non cancellare nulla, mentre altri hanno intrapreso un abbattimento sistematico di tutto ciò che potevano trovare.
La metà dei partecipanti ha ammesso di aver cancellato ogni traccia possibile dai propri dispositivi digitali e otto di loro hanno ammesso di aver mantenuto intatte tutte le registrazioni del loro rapporto, mentre solo quattro di quelli selezionati hanno eliminato messaggi e fotografie. Coloro che hanno tenuto tutto hanno impiegato più tempo per guarire dal loro crepacuore, ma coloro che hanno cancellato tutto spesso si sono pentiti di averlo fatto.
Gli autori dello studio propongono di creare un "vaso di Pandora" virtuale, nel quale inserire tutte le foto, le email e i ricordi relativi alla persona di cui si era innamorati. Lo si può tenere in una parte nascosta del computer, in modo da consentire successivamente agli utenti di scegliere quali reliquie del loro rapporto cancellare e quali mantenere, oppure farlo tenere ad un amico fidato, dandogli eventualmente il permesso di cancellare tutto in futuro.
Via: Telegraph
Ragazzi sempre più dipendenti da Internet, oltre il 50% su Facebook
Presentato il Rapporto 2012 di Telefono Azzurro e Eurispes: adolescenti a rischio dipendenza da Internet. Le applicazioni per cellulari maggiormente usate dai ragazzi sono: il collegamento a Internet (54%), l’uso dei Social Network quali Facebook e Twitter (50,8%), la visione di filmati su YouTube (49 per cento), l’utilizzo di giochi quali Angry Birds e Fruit ninja (44,8 per cento).
Seguono iTunes o altre app per ascoltare musica (26,8%), Instagram o altre app per le foto (21,8%), Live Score o altre app con aggiornamenti sui risultati sportivi (18,8%), preferite largamente dal pubblico maschile. Chiudono la classifica l’utilizzo di mappe o del navigatore (13,8%), di Skype (10,8%) e di iMovie o altre applicazioni per i video (10,4%).
Quale sarebbe la paura più grande dei ragazzi se gli fosse preclusa di collegarsi ad Internet? Il 55,7% avrebbe paura di non venire a sapere le cose, di non venire a conoscenza o non essere aggiornato su eventi e appuntamenti, il 50,2 per cento di essere tagliato fuori da ciò che quotidianamente accade nel mondo, il 46,5% di perdersi qualcosa di divertente.
Ed ancora il 38,4 per cento di non avere più la possibilità di conoscere nuove persone, il 31,9 per cento di perdersi qualcosa di più interessante della vita normale, il 22 per cento di restare fuori dalla propria cerchia di amicizie, che molto si nutre e si cementa nel Web e sui Social Network, il 17,2 per cento di perdere l’opportunità di trovare un partner.
Alla domanda “ti capita, quando sei connesso a Internet, di non riuscire a staccarti, anche se ti sei riproposto di farlo?” quasi metà degli adolescenti (47 per cento) risponde “qualche volta”, al 14,5 per cento accade spesso e al 7,2% sempre. Solo il 30,3 per cento dei ragazzi non mai messo in atto comportamenti di dipendenza, anche se con diverse gradazioni, dalla Rete.
Via: Telefono Azzurro
Foto dal web
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Nielsen, social media report 2012: Facebook è più visitato in assoluto
Ci portiamo i social network anche al bagno. Anzi è proprio lì che i giovani diventano più social, trascorrendovi più tempo che su qualsiasi altro sito. Secondo il rapporto 2012 di Nielsen sui social media è dal luogo più privato della casa che partono i tweet o i "like" di Facebook per il 32% dei giovani tra i 18 e i 24 anni. Dati che cambiano prendendo una fascia d'età più alta che per simili attività predilige l'ufficio.
Secondo la ricerca Nielsen nel 2012 trascorriamo più tempo sui social network che su qualsiasi altro sito, e lo facciamo per il 30 per cento dai device mobili e per il 20 per cento dal PC. In particolare, negli Stati Uniti c'è stato un incremento del 37 per cento del tempo totale speso online in favore dei social media e questo anche grazie alla sempre più diffusa presenza di smartphone e tablet nella vita quotidiana.
Lo studio Nielsen conferma il primato di Facebook come sito più visitato in assoluto. A seguire, i più frequentati su PC sono Blogger, Twitter, WordPress, LinkedIn, Pinterest, in forte ascesa, Google Plus. Nel ramo mobile, l'ordine è Facebook, Twitter, FourSquare, Google Plus e Pinterest. In linea generale, sale l’utilizzo di Internet mobile (che comprende, però, anche i tablet) e i PC desktop scendono di un 4 per cento.
Un altro dato interessante che emerge dal Social Media Report 2012 che, nonostante le personalità politiche siano molto presenti e attive nei social media (da poco è sbarcato anche Benedetto XVI su Twitter), il principale impiego di questi ultimi resti ancora prevalentemente orientato al contatto con amici e familiari. Per scaricare il report in formato PDF, dopo aver lasciato alcuni dati, andate su questa pagina.
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Sette nuovi account al secondo su Facebook, cybercrime in aumento
Tra il 2009 ed il 2011, in media sono stati creati 7 nuovi account Facebook al secondo. Oggi il social network conta 800 milioni di utenti nel mondo, tra cui oltre 21 milioni di utenti in Italia, Paese che registra in percentuale più utilizzatori di social network al mondo, con l'86% dei navigatori stando al report Nielsen ''State of the Media: The Social Media Report'' del 2011.
Gli italiani sono anche gli utenti che dedicano più tempo ad attività social online: quasi un terzo del tempo degli utenti internet italiani si qualifica come "social", mentre negli Stati Uniti questa percentuale scende ad un quarto. Inevitabile attirare le attenzioni di malintenzionati di ogni genere.
In materia di cybercrime, il Rapporto Clusit 2012 prodotto da Clusit e Security Summit sulla situazione della sicurezza Ict in Italia, rileva che quello organizzato trans-nazionale segna una crescita esponenziale (+250% nel 2011 rispetto al 2010), con un giro d'affari stimato di 7 miliardi di dollari, per realizzare il quale sono stati inflitti danni diretti ed indiretti stimati a livello globale oltre 350 miliardi di dollari, una somma maggiore del Pil della Danimarca.
Il social network è oggetto di malware, spam e frodi di ogni genere, ma anche di phishing, furto o sostituzione d'identità, furto dei dati sensibili, diffamazione e stalking. Ci sono poi le minacce specifiche derivanti dall'uso dei social media in ambito non privato (business, pubblica amministrazione, enti no profit) i cui rischio comprendono soprattutto social engineering e spear phishing, perdita o furto di dati riservati e della proprietà intellettuale, ma anche danni all'immagine e alla reputazione.
Come proteggersi? Servono informazione e formazione a livello aziendale, con l'individuazione di procedure standard e strumenti organizzativi, oltre naturalmente alla necessità di implementare strumenti tecnologici efficaci di monitoraggio e controllo, considerando che firewall, proxy ed antivirus non sono più sufficienti.
Via: Adnkronos
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Censis: giovani italiani sempre su Facebook, ignorano informazione
L'Italia della crisi è un Paese fragile e isolato che vede scricchiolare la famiglia e aumentare il disinteresse per le regole; ostaggio dei mercati e dei poteri finanziari. A fotografare l'immagine del Bel Paese è il rapporto annuale del Censis dove si può notare una situazione preoccupante per i giovani che, sospesi e demoralizzati, trascorrono il loro tempo su Facebook e ignorano l'informazione.
Solo per gli immigrati che vivono nel nostro Paese, l'Italia del futuro sarà più coesa e benestante, a dispetto della crisi economica. Secondo il Censis, "nel picco della crisi 2008-2009 avevamo dimostrato una tenuta superiore a tutti gli altri, guadagnandoci una 'good reputation' internazionale. Ma ora siamo fragili a causa di una crisi che viene dal non governo della finanza globalizzata e che si esprime sul piano interno con un sentimento di stanchezza collettiva e di inerte fatalismo rispetto al problema del debito pubblico".
In generale, sottolinea il Censis, cresce l'idea di responsabilità collettiva e la richiesta di una classe dirigente onesta in privato e in pubblico. Con il profondo cambiamento delle tipologie familiari, in Italia nell'ultimo decennio sono nati nuovi format relazionali, delle 'reti' che in qualche modo suppliscono alla famiglia e tengono insieme la società italiana.
Inoltre nella società si afferma con sempre maggiore prepotenza la supremazia dell'ego e la convinzione che le regole, anche quelle scritte, siano relative. Ne deriva una crescente litigiosità, che si manifesta in tutti i livelli della società, dalla famiglia (aumento di separazioni e divorzi), al condominio (le aule dei tribunali sono intasate dalle controversie civili e penali tra condomini), alle manifestazioni di piazza (quelle con disordini sono cresciute in un anno del 53,5%).
Fonte: TM News
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Italiani tristi e aggressivi, su Facebook per 55 minuti al giorno
L'Italia è diventato un Paese triste e aggressivo, due brutte facce di uno stesso disagio che lascia libere da ogni freno le pulsioni più negative. La dimensione più distruttiva delle pulsioni, spiega il Censis, si riscontra nel progressivo crescere delle forme di depressione. Il consumo di antidepressivi è emblematico: le dosi giornaliere sono piu' che raddoppiate dal 2001 al 2009, passando da 16,2 a 34,7 per 1.000 abitanti, segnando un +114,2%, l'aggressività cresce con un aumento del 35,3% di minacce e ingiurie negli ultimi cinque anni, del 26,5% di lesioni e percosse, mentre i reati sessuali sono passati da 4.454 a 5.625, con un aumento del +26,3%.
Sono alcuni dati dell'ultimo Rapporto Censis, che fotografa la "crisi antropologica" che attraversa l'Italia. Non solo, in questo vuoto di valori, le relazioni virtuali prendono il posto di quelle reali: gli italiani sono infatti tra i maggiori frequentatori dei social network, tanto che dal settembre 2008 al marzo 2011 gli utenti di Facebook, secondo il Censis, sono passati da 1,3 milioni a 19,2 milioni.
"Ogni utente - racconta il Censis - trascorre su Facebook mediamente 55 minuti al giorno, e' membro di 13 gruppi, e ogni mese posta 24 commenti, invia 8 richieste di amicizia, diventa fan di 4 pagine e riceve 3 inviti ad eventi". Mentre il narcisismo e la bellezza a tutti i costi imperano: nel 2010 sono stati circa 450.000 gli interventi di chirurgia estetica effettuati in Italia. Anoressia e bulimia sono fra le prime cause di morte tra le giovani. "Siamo una società in cui sono sempre più deboli i riferimenti valoriali e gli ideali comuni, in cui è piu' fragile la consistenza dei legami e delle relazioni sociali", si legge nel rapporto Censis.
Foto: Spiderman 3
Gli adolescenti amano Facebook ma non il Grande Fratello
Sette adolescenti su dieci possiedono un profilo Facebook e solo l'1,7% dei ragazzi tra 12 e 19 anni non dispone di un proprio cellulare. E' quanto emerge dal decimo rapporto Eurispes-Telefono Azzurro su infanzia e adolescenza. Il rapporto, che riguarda gli adolescenti tra i 12 e i 19 anni (1.373 i questionari analizzati), mette in evidenza come le nuove tecnologie siano sempre più dominanti nelle vite dei ragazzi.
L'apparecchiatura maggiormente diffusa rimane la televisione (solo il 3,1% non la guarda mai), seguita però a breve distanza dal pc (non lo usa il 6,5%) e dal cellulare (6,8%). Tra i programmi televisivi preferiti dagli adolescenti italiani spiccano il cartoon americano "I Simpson" (18,1%), il talent-show "Amici" (12,6%) e il telefilm "I Cesaroni" (12,4%).
Sorprende invece il risultato piuttosto contenuto di programmi come "Il Grande Fratello", scelto da solo il 2,6% degli intervistati, e X- factor (3,7%). Il 44,5% degli adolescenti, poi, ha detto di non sopportare la volgarità e le parolacce in tv.
Per quanto riguarda il computer, il 71,1% dei ragazzi possiede un profilo su Facebook, di gran lunga il social network più diffuso rispetto ai dati di My Space (17,1%), Habbo (10,4%) e Twitter (2,5%). L'utilizzo dei social network, però, viene spesso circoscritto tra gli amici già conosciuti.
Infatti solo il 14,9% ha confessato di utilizzare Facebook per fare nuove conoscenze, mentre il 28,7% ritiene che i social network siano utili per rimanere in contatto con gli amici di sempre o con quelli che non si frequentano da molto tempo (23,6%). Solo l'8% considera i social network una perdita di tempo e i rischi connessi sono vari ed insidiosi: fra le minacce il grooming (adescamento online di minori) e il cyberbullismo.
Via: Reuters
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