La Suprema Corte ha stabilito che per le offese sul social network la competenza non è del Giudice di Pace ma del Tribunale ordinario. La diffamazione tramite Facebook può essere punita con il carcere. Lo ha deciso la Prima sezione penale della Corte di Cassazione. I giudici sono stati chiamati a decidere su una querela che nel 2010, in seguito a una burrascosa separazione, una donna aveva presentato nei confronti dell'ex marito accusandolo di aver pubblicato sul social network alcuni post e commenti dal contenuto diffamatorio.
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Insulti su Facebook possono costare il carcere, lo dice la Cassazione
La Suprema Corte ha stabilito che per le offese sul social network la competenza non è del Giudice di Pace ma del Tribunale ordinario. La diffamazione tramite Facebook può essere punita con il carcere. Lo ha deciso la Prima sezione penale della Corte di Cassazione. I giudici sono stati chiamati a decidere su una querela che nel 2010, in seguito a una burrascosa separazione, una donna aveva presentato nei confronti dell'ex marito accusandolo di aver pubblicato sul social network alcuni post e commenti dal contenuto diffamatorio.
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Ex dipendente di Facebook divulga alcuni segreti del social in un libro
Un nuovo libro di un ex dipendente di Facebook, che ha lavorato presso l'azienda quando era una neonata startup, descrive il giovane Mark Zuckerberg come un leader esigente che ha aspramente criticato i dipendenti che non sono riusciti a soddisfare le sue aspettative. Nel suo libro auto-pubblicato on-line, chiamato "How I Lost $170 Million: My Time as #30 at Facebook" Noah Kagan, cita due slogan spesso ripetuti all'interno della società: "Don't Suck" e "Domination".
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Cambiare il nome di una pagina Facebook attraverso un workaround
Una lamentela comune sulle pagine Facebook è l'incapacità da parte degli amministratori di modificare i nomi delle loro pagine con oltre 200 "Mi Piace" (http://on.fb.me/1eqosAS), ma lo sviluppatore di applicazioni Web e Mobile Locastic sostiene di aver trovato un workaround. In un post sul blog Locastic, il designer Marko Maljkovic ha descritto il processo per cercare di cambiare il nome della società sulla pagina di Facebook da Locastic Studio a Locastic.
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Web cambia la comunicazione aziendale: Facebook batte call center
Con il web il consumatore ha oggi nuovi strumenti a portata di mano per diventare da fruitore passivo a utente attivo, trasformando così anche la comunicazione aziendale che non può più prescindere dai social network, visto che Facebook batte ormai il call center. E’ quanto emerge dall’undicesimo rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione promosso da 3 Italia, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia. Il Rapporto è stato presentato a Roma presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati.
Tra i giovani la quota di utenti della rete arriva al 90,4%, mentre è ferma al 21,1% tra gli anziani; il 75,6% dei primi è iscritto a Facebook, contro appena il 9,2% dei secondi; il 66,1% degli under 30 usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 6,8% degli over 65. Il 36,6% degli italiani che hanno accesso a Internet è entrato in contatto con un’azienda che commercializza prodotti o servizi di loro interesse negli ultimi due mesi.
Il sito web aziendale è il primo punto di approdo, rileva il Censis, perché è stato usato dal 19,9%. Contattare un’azienda inviando una e-mail è la seconda attività di comunicazione più praticata (11,7%). Segue il rapporto con il mondo dei social network: l’8,2% consulta la pagina Facebook creata e gestita direttamente dall’azienda, il 5,2% le pagine Facebook create da altri consumatori su un’azienda o un prodotto.
I canali video dedicati a recensioni e video-tutorial “fatti in casa” dai consumatori consultabili su YouTube fungono da mezzo informativo per il 2,5% degli internauti, a cui si aggiunge l’1,2% che consulta i canali YouTube gestiti direttamente dalle aziende. I blog a tema e i forum di discussione online vengono usati dal 3,4%. Tra le opzioni possibili, parlare direttamente con il call center di un’azienda è un’attività che ha coinvolto il 6,6% del campione: meno, dunque, di quanti hanno cercato l’azienda su Facebook.
Fonte: TMNews
Via: La Stampa
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Minacce su Facebook e Twitter alla Carfagna: verremo a prenderti...
La portavoce del gruppo Pdl alla Camera dei deputati Mara Carfagna ha dato mandato ai suoi legali di procedere per diffamazione e minacce verso gli utenti di Facebook e Twitter che hanno utilizzato nei suoi confronti affermazioni lesive e gravemente offensive. Lo comunica, in una nota, l'ufficio stampa della parlamentare del Pdl.
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Don Paolo Padrini: 10 comandamenti per educare figli su Facebook
Don Paolo Padrini, 38 anni, parroco a Stazzano (AL), è considerato il prete più tecnologico grazie al successo della sua applicazione per smatphone e tablet iBreviary e del suo blog Passi nel Deserto. Convinto che non c'è luogo dove non regni lo Spirito Santo, quindi che anche Internet è, o può essere, uno spazio sacro, il sacerdote è impegnato ad avvicinare le persone a Dio attraverso il web. Don Padrini si rivolge soprattutto ai giovani, generazione tecnologica per eccellenza, e anche la più lontana da linguaggi e contesti di comunicazione tradizionali.
Nel 2010, don Padrini ha fondato il teamwork Mediacath (www.mediacath.org) per offrire comunicazione ecclesiale e sociale e consulenza e progettazione di applicazioni editoriali per iPad ed iPhone. Dopo aver ideato il progetto Pope2you.net, dove i giovani possono incontrare il capo della Chiesa cattolica con le modalità loro familiari della rete, ora il sacerdote ha scritto una vera e propria guida per genitori e educatori che hanno a che fare con figli e giovani spesso "Facebook dipendenti" o comunque che vivono sulla rete e sui social network la maggior parte della loro vita sociale.
Il volume, facile e veloce da leggere (meno di 100 pagine) quanto ricco di esperienza e consigli pratici, è edito da Edizioni San Paolo e costa 10 euro (si allega scheda). Don Paolo spiega agli adulti come gestire i profili dei figli su Facebook, foto e tag, chat e video chat, Twitter e Instagram, riportando anche alcune esperienze educative. Essere amici o no dei propri ragazzi su Facebook? Dialogare con loro in rete e come? Ecco in sintesi una sorta di decalogo di don Paolo Padrini per vivere ai tempi di Internet e addentrarsi nella "foresta virtuale" di Facebook senza paura.
1) Facebook non è Dio e neppure l'unico mezzo di comunicazione; 2) Non chiedere l'amicizia ai propri figli sui social network; 3) La vita non è fatta solo di amici: altre relazioni sono importanti; 4) Non sminuire l'importanza di Facebook nella vita del ragazzo; 5) Facebook o un libro di favole? Mangiare poco, mangiare di tutto; 6) Chiedere ai figli le password ma non spiarli in rete: anche Facebook può essere luogo di fiducia; 7) Facebook non è il luogo della fuga; 8) Facebook non è il luogo del segreto; 9) Non condividere con tutti qualsiasi cosa; 10) Siate educatori, sempre. Anche attraverso Facebook.
Onore al duce sul display del bus, infuria la polemica su Facebook
La frase "Onore al Duce" sul display luminoso di un un autobus dell'Atac a Roma, sopra il lunotto anteriore, al posto del numero della linea e del nome del capolinea. La foto è stata pubblicata su Facebook ed è finita sul blog "nonleggerlo", scatenando ironia e indignazione sul social network, ma anche una polemica politica nella capitale. I commenti si dividono tra chi sostiene la libertà di espressione e chi condanna l'apologia del fascismo.
L'azienda pubblica romana dei trasporti, mesi fa travolta dallo scandalo 'Parentopolì, ha annunciato un'inchiesta interna per individuare il responsabile della scritta nostalgica. Il mezzo si trovava nel deposito di Acilia, una frazione alle porte della capitale, secondo quanto accertato dall'Atac, è quindi inverosimile che il mezzo abbia percorso anche un solo metro con lo slogan ben visibile.
"Un fatto grave, che non solo lede l'immagine dell'azienda, ma dell'intera città", dice l'assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma (Pdl), che auspica "la più ferma applicazione dei provvedimenti disciplinari previsti". Ma l'opposizione, Pd in testa, parla di un "clima propizio a nostalgie fasciste che sarebbe stato favorito dall'amministrazione del sindaco Gianni Alemanno". Nell'immagine l'autobus appare fermo accanto ad un altro uguale, senza nessuno a bordo. Nel vetro anteriore è riflesso un uomo che sembra fotografare con un telefonino la scritta inneggiante al duce.
Sono perfettamente leggibili sia il numero che la targa del mezzo. L'Atac parla di "utilizzo improprio del display" sul suo profilo Twitter @infoatac e annuncia l'inchiesta interna. Oltre a eventuali sanzioni disciplinari per il responsabile, "qualora il gesto configurasse reati di carattere penale - assicura l'azienda - al di fuori dello stretto ambito aziendale, Atac spa provvederà a informare senz'altro l'autorità giudiziaria".
Via: LEGGO
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Londra 2012: ok a Facebook, Twitter e YouTube ma con limitazioni
Il Cio ha (avrebbe) dato il via libera a Facebook, Twitter, YouTube e blog al Villaggio Olimpico di Londra, tanto che si era parlato addirittura della prima Olimpiade dove i social network avranno quello spazio che prima non avevano mai avuto. Ma attenzione, c'è l'inganno. Perché non è vero che il Cio " incoraggia attivamente e appoggia gli atleti a partecipare ai social media e parlare delle proprie esperienze tramite di blog...", come sostiene, perché ha messo tanti e tali "paletti" che alla fine gli atleti potranno scrivere solo messaggi banali, tipo "mamma qui a Londra tutto bene, mi sono allenato e domani spero di fare una bella gara...".
Il Coni ha tradotto le norme previste dal Cio: gli atleti e gli "officials" che andranno a Londra dovranno quindi studiare con la massima attenzione un opuscolo chiamato "Linee guida social media, blogging e Internet Cio per i partecipanti e altre persone accreditate ai Giochi Olimpici di Londra 2012". Cosa prevede? Non c'è la possibilità di "postare" liberamente foto, video, tweet: solo messaggi in prima persona, foto di se stessi (se ci sono altri atleti va chiesta l'autorizzazione).
Vietati i filmati, sia al Villaggio sia ai luoghi di gara (solo uso personale e non "potranno essere condivisi tramite posting, blog o tweet..."). I cinque cerchi olimpici non si possono usare e non è permesso "promuovere qualsiasi marchio, prodotto o servizio nell'ambito di posting, blog o tweet o altro su qualunque piattaforma social media o sito web. Ai partecipanti e altre persone accreditate è vietato firmare qualsiasi accordo commerciale esclusivo". I rischi per chi sgarra sono altissimi, anche dal punto di vista penale.
Via: La Repubblica
Codice HTML per incorporare video Facebook su blog e siti Web
La maggior parte dei video condivisi su Facebook risiedono su YouTube. Sono però numerosi quelli caricati dagli utenti direttamente sul social network, ad esempio i video personali girati con il proprio telefonino. E' possibile inoltre registare video direttamente su Facebook ma si avrà bisogno di una webcam e un PC con installata la versione più recente di Adobe Flash Player. Facebook supporta quasi tutti i tipi di file video, ma il formato che offre i migliori risultati è l'MP4. Diversamente da YouTube, Facebook non offre il codice per incorporare i video in siti e blog.
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Pranzo di Natale, indagine su Facebook rivela gaffe più comuni
Pranzi e cenoni di Natale sono a rischio gaffe per ben 7 italiani su 10, che non conoscono le regole piu' elementari del galateo e dell'accoglienza dell'ospite. Solo 2 italiani su 10 conoscono il giusto posizionamento dei commensali a tavola e 1 su 3 non sa come comportarsi correttamente quando si ricevono gli invitati, specialmente durante l'aperitivo. E' quanto emerge da uno studio realizzato da Sanbitter e condotto su 1300 italiani, tra i 20 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network - Facebook, Twitter, YouTube - blog, forum e community interattive, per sondare come si comportano gli italiani nei ricevimenti di Natale. Il 25% dei padroni di casa farebbe sedere i propri ospiti subito a tavola, mentre il 46% non organizza un breve aperitivo o rinfresco. E nella scelta del tipo di pietanze da presentare a tavola, i padroni di casa erroneamente puntano piu' sulla quantita' che sulla qualita'. La disposizione degli ospiti a tavola e' spesso lasciata al caso (57%), con 1 italiano su 3 (34%) che non vorrebbe mai mettersi accanto a persone che non conosce per evitare gaffe e imbarazzi. Da evitare assolutamente la presenza sulla tavola di candele profumate (32%), cesti di pane (39%) e telefonini (47%). Ma chi sono gli ospiti graditi che gli italiani vorrebbero a tavola? Tra gli uomini, quest'anno il piu' desiderato e' Fiorello (54%), che colpisce per la sua compostezza e educazione seguito da Mario Monti (42%), dal quale si vorrebbero utili consigli per ristabilire l'economia domestica, e dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da cui ricevere saggi consigli sulla vita (34%). Tra le donne, invece, trionfa Maria De Filippi (51%) seguita da Ilary Blasi, cercata per la sua spontaneita'.
Via: ANSA
Foto dal Web
Gruppi bestemmia su Facebook, si rischia multa fino a 309 euro
Per gli irriducibili della bestemmia su Facebook può scattare la denuncia. Il blog cattolico Pontifex.Roma ha infatti dichiarato guerra ai gruppi sul social network che propagandano la bestemmia, denunciandoli penalmente e chiedendone "l'immediato oscuramento". La denuncia è stata presentata ai sensi dell'articolo 724 del Codice Penale - così come modificato da una sentenza della Consulta nel 1995 e da un decreto legislativo del 1999 - che punisce "chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la Divinità".
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Vasco promuove IlBasco su Facebook, l'e-cigarette a vapore
Sono nate le sigarette al vapore IlBlasco. Fumatore incallito, Rossi dopo i problemi di salute degli ultimi mesi, si e' convertito al fumo elettronico e ora da' il proprio 'marchio di qualita'' ad un prodotto realizzato da un'azienda ferrarese, la Don O'Brian srl. Blasco. Promosse su Facebook, le aveva gia' fumate pu' volte nei suoi 'clippini'. Definite ''sigarette che non fanno male'', realizzate ''per non smettere di fumare'', sono disponibili in blister da 8 euro, pacchetti da 23 euro e stecche da 230 euro, con acquisto on line. Un prodotto 'usa e getta': ''non la devi caricare, quando finisce la puoi buttare'', si legge sulla pagina 'Il Blasco e-cigarette' del social network, creata a meta' ottobre ma 'ufficializzata' nelle ultime ore dall'artista con un link sulla propria bacheca. Un blister contiene una batteria usa e getta e un cartomizzatore, con o senza nicotina, della durata di circa 25-30 sigarette tradizionali.
''Non sono presenti - si legge nella presentazione del prodotto sul blog - le migliaia di componenti tossiche e cancerogene presenti nella sigaretta tradizionale. Si puo' utilizzare ovunque, non lascia cattivo odore negli ambienti e sugli indumenti e appaga comunque il desiderio di fumare, in quanto non viene a mancare la gestualita' e mediante l'aspirazione del vapore aromatizzato al tabacco (contenente o meno nicotina), si ha l'impressione di fumare una sigaretta tradizionale. Si annulla il rischio di malattie respiratorie, circolatorie e di origini tumorali''. Non mancano pero', sul sito del marchio, le avvertenze rivolte a chi ha patologie respiratorie o cardiache, come e' sconsigliato l'uso ''alle donne in gravidanza o in allattamento''. Immediati e tantissimi i commenti dei fans al post pubblicato da Vasco su Facebook. Nel frattempo la pagina delle Blasco ha raccolto in un paio d'ore oltre 800 iscritti.
Via: Il Resto del Carlino
Insulta l'Islam su Facebook, egiziano condannato ai lavori forzati
Tre anni di carcere e una condanna ai lavori forzati. Questa la condanna per un uomo egiziano, reo di avere offeso la religione islamica su Facebook. Il "blogger" di Facebook Ayman Hassan Mansour è stato condannato con l'accusa di "sfruttamento della religione per promuovere idee estremiste con l'intento di incitare il conflitto confessionale, danneggiare l'unità nazionale e insultare la religione islamica". L'islam dichiara di essere la religione madre da cui son derivate tutte le altre, compreso il cristianesimo ed il giudaismo.
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Legge Ue su tutela dati personali, tre studenti sfidano Facebook Inc.
Dopo la scoperta fatta da Max Schrems, insieme a due compagni di Università, delle 1200 pagine pdf in formato A4 di dati che lo riguardano registrati da Facebook, i tre hanno individuato 22 violazioni sulla privacy e hanno deciso di segnalarle alla irlandese Data Protection Commissioner - dato che la sede di Facebook in Europa si trova a Dublino e dunque sottindente alla direttiva Ue sulla tutela dei dati personali (94/45 CE) - che il 24 agosto ha accolto la richiesta ed ha avviato un’indagine conoscitiva.
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Su Facebook la difesa di Amanda Knox e Raffaele Sollecito
Non solo i media tradizionali hanno giocato un loro ruolo all'interno delle dinamiche del processo Meredith, come più volte denunciato in aula in senso negativo sia dal procuratore Giancarlo Costagliola che dal pm Giuliano Mignini, che hanno invitato la Corte "a non tenerne conto". Dal 2008 ad oggi sono nati in rete dei veri e propri comitati di sostenitori di Amanda e Raffaele, che hanno dato via a dei siti Internet sia per raccogliere fondi per la causa che per smentire l'immagine "diabolica" (per Amanda) e di "succube" (Raffaele) emersa con le ricostruzioni dell'accusa.
Il primo a comparire in rete fu quello realizzato dagli amici di Seattle di Amanda Knox: www.friendsofamanda.org. "La vera Amanda Knox - scrivono prima della fotogallery - non assomiglia affatto alla immagine distorta che le Autorità italiane e molte parte dei media hanno dato di lei. Amanda è una persona di buon cuore, con una personalità aperta e positiva. Può essere franca ma quasi mai arrabbiata.
Anche il sito Internet di Raffaele Sollecito (www.raffaelesollecito.org) è sulla falsa riga di quello della ragazza americana, ma aggiunge una serie di testimonianze di amici che smentiscono la potenziale crudeltà o la freddezza passiva attribuita al ragazzo pugliese. Naturalmente non può mancare Facebook. Sul social network il ragazzo di Giovinazzo può contare su un gruppo che lo vuole libero con 350 iscritti, mentre Amanda sbanca: su una pagina ha la vicinanza di 4.133 fan.
Via: TMNews
Facebook in rivolta contro la cosiddetta norma ammazza blog
Scoppiano le proteste su blog e social network contro la cosiddetta norma 'ammazza blog', ovvero nuove regole più stringenti inserite all'interno del 'ddl intercettazioni', sul quale il governo dovrebbe porre la fiducia. La notizia ha scatenato la reazione di blogger e utenti indignati che gridano allo scandalo e al complotto nei confronti della libertà di espressione. La norma infatti prevede che ogni gestore di sito informatico ha l'obbligo di rettificare qualsiasi contenuto pubblicato qualora ci fosse la richiesta di qualunque soggetto che si ritenga leso dal contenuto del post. E se non si rettifica la multa può raggiungere anche i 12mila euro, indipendentemente se il ricorso sia fondato o meno. "Attenti, questa è la goccia che può far traboccare il vaso: si tratta di una dichiarazione di guerra alla Rete e noi non ci tireremo indietro" scrive un utente sul gruppo Facebook, 'Salva i blog!', al quale sono iscritte già 32mila persone. "Loro attaccano noi, noi attaccheremo loro. Restiamo in attesa di nuove informazioni dal Palazzo. Agiremo di conseguenza", minaccia un altro utente su un blog di discussione politica. "Per i siti informatici, ivi compresi i giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica - si legge nel testo della norma - le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro 48 ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono". La norma quindi equipara il web ai giornali cartacei, introducendo una parziale ma importante censura a quanto viene scritto e postato, dato che per ogni commento, nota o articolo, basterà una mail per chiederne la rimozione oppure la correzione di quegli aspetti considerati infamanti o diffamatori, indipendentemente dalla reale fondatezza della protesta. Ma la protesta contro questa norma viaggia nel mondo virtuale ma anche in quello reale.
Fonte: Adnkronos
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Antisemitismo: Nicola Zingaretti cambia status su Facebook
"La ricomparsa su un blog di indegne accuse nei confronti della comunità ebraica rappresenta un segnale che non va sottovalutato e da condannare duramente. I responsabili di questo gesto sono riusciti infatti nella difficile impresa di coniugare stupidità, intolleranza e violenza". Lo dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti spiegando di aver deciso di "scrivere sullo status e sulla foto del mio profilo facebook la frase 'Siamo tutti ebrei. No all'antisemitismo. No all'intolleranza'". "Desidero esprimere la solidarietà dell'amministrazione provinciale - aggiunge - al presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, al sindaco Gianni Alemanno e a tutti coloro che sono stati insultati dagli autori del blog, con la speranza che le autorità competenti individuino al più presto i responsabili di questo gesto meschino e vergognoso". "Considerando che la rete è stato il luogo scelto per offendere così vigliaccamente la comunita' ebraica, penso che proprio la rete sia il luogo più adatto per rispondere a queste vili intimidazioni e per dimostrare che il popolo ebraico non sara' mai solo nella sua battaglia contro l'odio - conclude - Per questo ho deciso di scrivere sullo status e sulla foto del mio profilo facebook la frase 'Siamo tutti ebrei. No all'antisemitismo. No all'intolleranza'". Nato l’11 ottobre 1965 a Roma, Zingaretti ha iniziato il suo impegno nell’associazionismo laico e di sinistra, prendendo parte al movimento per la pace nel 1982. A diciassette anni è stato tra i fondatori dell’associazione di volontariato antirazzista Nero e non solo, impegnata nelle politiche dell’immigrazione e per una società multietnica e multiculturale.
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I segreti della Casta su Facebook, la vendetta di un precario
E' caccia all'identita' del precario che lavorava a Montecitorio e che ha aperto una pagina su Facebook, per svelare tutti i privilegi (nascosti e non) della casta. Al momento, la sua e' sicuramente tra le pagine piu' gettonate del social network, avendo fatto registrare in poco piu' di 24 ore oltre 120 mila preferenze. Quel che e' certo e' che vuole togliersi piu' di un sassolino dalla scarpa, essendo stato - come si legge sulle informazioni della pagina - licenziato dopo 15 anni di lavoro all'interno del Palazzo. Il superprecario ha aperto anche un blog, nel caso gli venisse oscurata la pagina su Facebook e si firma con l'inquietante pseudonimo di Spidertruman. Con lo stesso nome, raggiunte le migliaia di sottoscrizioni su Facebook, apre anche un profilo Twitter. Leggendo tra i post si scopre che certe marche d'auto fanno sconti anche del 20% ai parlamentari, e compagnie telefoniche applicano tariffe assai ridotte. E poi i criteri per l'assegnazione delle auto blu, compresi gli stratagemmi che gli onorevoli hanno escogitato nel corso degli anni per usufruire del privilegio. Nessun nome viene riportato, come ovvio, ma tanto basta per far scatenare un diluvio di commenti indignati dei lettori. E c'è chi propone una grande manifestazione. Il 'caso' fara' discutere, anche se sulla Rete c'e' chi non e' convinto dell'autenticita' dell'autore del blog. Ma il superprecario pubblica anche foto di documenti, come appunto gli elenchi delle agevolazioni, e tutto in nome della trasparenza. Le rivelazioni sono appena all'inizio, assicura l'anonimo vendicatore.
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