Facebook sta testando una nuova funzionalità chiamata "Related Videos" ("video correlati") che suggerisce i video relativi più popolari dopo che un utente ha finito di guardarne uno sul proprio News Feed Mobile. Simile a quello che si potrebbe vedere sulle piattaforme come YouTube, una volta che il video viene avviato nel News Feed, si avrà la possibilità di riguardare quel video, oppure selezionarne un Related Videos diverso fornito da Facebook.
Visualizzazione post con etichetta Abusi sessuali. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Abusi sessuali. Mostra tutti i post
Facebook testa funzionalità video correlati in un nuovo player mobile
Facebook sta testando una nuova funzionalità chiamata "Related Videos" ("video correlati") che suggerisce i video relativi più popolari dopo che un utente ha finito di guardarne uno sul proprio News Feed Mobile. Simile a quello che si potrebbe vedere sulle piattaforme come YouTube, una volta che il video viene avviato nel News Feed, si avrà la possibilità di riguardare quel video, oppure selezionarne un Related Videos diverso fornito da Facebook.
Etichette:
Abusi sessuali,
Advertising mobile,
Android,
Facebook Mobile,
Facebook Video,
Funzionalità,
iOS,
News feed mobile,
Related Articles,
Related Videos,
Test,
Video,
Video player,
Video sponsorizzati
Video pedofilo su Facebook: migliaia di condivisioni, Web sotto shock
E' bufera su Facebook dopo la pubblicazione di un video pedopornografico, rimasto alcune ore visibile sul social network prima di essere rimosso. Protagonista dell'agghiacciante filmato sarebbe una bambina abusata da un uomo adulto. Immediata è scoppiata la polemica su Twitter dove molti utenti hanno espresso la loro indignazione sia per le immagini diffuse ma soprattutto per il successo che ha riscosso la mancata repentina rimozione.
Ma quel che ha fatto inorridire ancor di più gli utenti del social network - che ha festeggiato proprio in questi giorni i 7 anni di vita - è stato il numero di "like" ricevuti: secondo il tam-tam su Twitter, il filmato avrebbe ottenuto in meno di 7 ore quasi 4.000 "Mi piace" e sarebbe stato condiviso sul social network di Mark Zuckerberg da oltre 16.000 utenti. Il video è successivamente stato rimosso ma ha comunque fatto il giro del web e probabilmente scaricato.
Dopo le proteste della rete i vertici del social network si sono scusati con gli utenti. "Tolleranza zero contro la pedopornografia", ha sottolineato lo staff di Facebook, "la tempestiva segnalazione di questo contenuto ci ha consentito di rimuoverlo il più rapidamente possibile. Facebook non tollera in alcun modo la presenza di contenuti pedopornografici e siamo determinati ad adottare ogni provvedimento per prevenire la pubblicazione di questo tipo di materiali".
Questo aspetto inquietante di Facebook non è una nuova rivelazione per l'azienda, che fino al 2011 ha fatto affidamento sulle segnalazione degli utenti su attività illegali. L'anno scorso un intervento pubblicato da WND.com ha rivelato una quantità preoccupante di pornografia infantile che viene condivisa da parte di predatori sul social network. L'inclusione del programma PhotoDNA di Microsoft ha contribuito ad abbattere immagini e dati in modo rapido.
Fonte: Dailymail
Via: AGI
Foto dal Web
Fonte: Dailymail
Via: AGI
Foto dal Web
Etichette:
Abusi sessuali,
Condivisione,
Esteri,
Facebook Security,
Like,
Pedofilia,
PhotoDNA,
Twitter,
Video,
Web
Pedofilia: arrestato allenatore basket, usava Facebook per circuire vittime
I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno arrestato A.D., romano di 46 anni, per violenza sessuale su minori, atti sessuali con minorenni e induzione alla prostituzione minorile, reati commessi in un arco temporale compreso tra il 2007 ed il 2012. Lo rende noto un comunicato dell'Arma del Lazio. L'uomo si trova ora nel carcere di Regina Coeli.
"L'uomo, di professione assicuratore, svolgeva anche l'attività di allenatore di una squadra maschile di basket presso un circolo sportivo in un quartiere periferico nella zona Est di Roma, composta da minori dell'età compresa tra i 12 e i 15 anni, sfruttando tale ruolo per circuirne alcuni e indurli al compimento di atti sessuali", scrivono i carabinieri.
"L'indagato era solito instaurare con loro un rapporto confidenziale paritario, ricorrendo anche a Facebook ove le vittime venivano coinvolte progressivamente in discussioni a sfondo sessuale sempre piu' spinte, culminanti in espliciti tentativi di approccio sessuale, caratterizzati da un equivoco atteggiamento scherzoso e goliardico".
Le indagini sono state avviate proprio grazie alla denuncia di alcuni genitori delle vittime i quali, insospettiti dagli atteggiamenti troppo confidenziali di A.D. verso i loro figli, avevano controllato i computer di casa, trovando delle conversazioni di Facebook particolarmente spinte tra i minori e l'indagato.
Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di far luce anche su altri abusi, reiterati dall'indagato per diversi anni, nei confronti di alcuni giovani di un campeggio nei pressi del lago di Bracciano, dove l'indagato trascorreva le vacanze estive. Sei i minori, tutti maschi, individuati quali vittime. Le indagini comunque proseguono, visto che l'indagato aveva creato una vasta rete di contatti.
Via: Libero Quotidiano
Etichette:
Abusi sessuali,
Arma dei Carabinieri,
Arresti,
Carceri,
Cronaca,
Facebook,
Pedofilia
Iscriviti a:
Post (Atom)


