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Censis: su Facebook 80% dei giovani italiani, 4 milioni su Instagram


E' sempre più l'Italia dei social network, utilizzati dal 49% della popolazione e dall'80% degli under 29. Delle 4,7 ore al giorno trascorse mediamente sul Web, due sono dedicate ai social network. E il numero di chi accede a Internet tramite cellulare in un giorno medio è oramai più alto di quanti accedono solo da pc o da entrambi. E' quanto emerge dal 48° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Dall'indagine emerge inoltre che gli Italiani sono "affamati" di informazioni su salute e benessere.

Ragazzi sempre più dipendenti da Internet, oltre il 50% su Facebook


Presentato il Rapporto 2012 di Telefono Azzurro e Eurispes: adolescenti a rischio dipendenza da Internet. Le applicazioni per cellulari maggiormente usate dai ragazzi sono: il collegamento a Internet (54%), l’uso dei Social Network quali Facebook e Twitter (50,8%), la visione di filmati su YouTube (49 per cento), l’utilizzo di giochi quali Angry Birds e Fruit ninja (44,8 per cento).

Seguono iTunes o altre app per ascoltare musica (26,8%), Instagram o altre app per le foto (21,8%), Live Score o altre app con aggiornamenti sui risultati sportivi (18,8%), preferite largamente dal pubblico maschile. Chiudono la classifica l’utilizzo di mappe o del navigatore (13,8%), di Skype (10,8%) e di iMovie o altre applicazioni per i video (10,4%).

Quale sarebbe la paura più grande dei ragazzi se gli fosse preclusa di collegarsi ad Internet? Il 55,7% avrebbe paura di non venire a sapere le cose, di non venire a conoscenza o non essere aggiornato su eventi e appuntamenti, il 50,2 per cento di essere tagliato fuori da ciò che quotidianamente accade nel mondo, il 46,5% di perdersi qualcosa di divertente.

Ed ancora il 38,4 per cento di non avere più la possibilità di conoscere nuove persone, il 31,9 per cento di perdersi qualcosa di più interessante della vita normale, il 22 per cento di restare fuori dalla propria cerchia di amicizie, che molto si nutre e si cementa nel Web e sui Social Network, il 17,2 per cento di perdere l’opportunità di trovare un partner.

Alla domanda “ti capita, quando sei connesso a Internet, di non riuscire a staccarti, anche se ti sei riproposto di farlo?” quasi metà degli adolescenti (47 per cento) risponde “qualche volta”, al 14,5 per cento accade spesso e al 7,2% sempre. Solo il 30,3 per cento dei ragazzi non mai messo in atto comportamenti di dipendenza, anche se con diverse gradazioni, dalla Rete.

Via: Telefono Azzurro
Foto dal web

Facebook e gli smartphone: fenomeni di massa tra gli adolescenti


Una generazione seduta, con oltre il 60% degli adolescenti che trascorre tra le 10 e le 11 ore tra la sedia e la poltrona. La fotografia è stata scattata dall'edizione 2011-2012 dell'indagine 'Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti' della Società Italiana di Pediatria, giunta alla 15^ edizione, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti (1042 maschi - 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore. Dall'indagine emerge, inoltre, che i ragazzi sono un popolo di nottambuli.

Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. Sono otto su dieci i tredicenni che hanno il profilo su Facebook (il 79,8%, con un altro 6,5% vuole farlo a breve), mentre appena un anno fa erano il 10% in meno. E se per l’Autorità per le Tlc ormai il 30% dei telefonini italiani va su internet, molti sono in tasca agli adolescenti: il 65% del campione ne possiede uno. A collegarsi alla rete per più di 3 ore al giorno è il 17% (media nazionale), ma il 25,4% nelle grandi città.

Ad avere il profilo sul Facebook è l’80% (50% nel 2009 , 61% nel 2010) ma nelle grandi città si supera l’85%. E nell’ambito della navigazione in rete, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane. Per il 77,7% del campione le regole imposte dai genitori vanno bene, mentre solo il 16,5% le considera eccessive e un altro 6% addirittura poche. Cala il bullismo classico, ma preoccupa quello sul web.

“Forse qualche regola più rigida non farebbe male - commenta a Maurizio Tucci, curatore dell’indagine - se si pensa che più del 50% va a letto dopo le 23 anche se il giorno successivo c’è scuola, e la percentuale sfonda il 90% se invece non ci sono lezioni. Inutile dire - prosegue Tucci - che le ore “midnight round” i baby nottambuli le trascorrono davanti alla TV o, molto più spesso, navigando in Internet, indisturbati nella propria camera da letto, il 68%, infatti, ha il PC in camera da letto e il 61% la TV. Naturalmente il 45% li ha entrambi”.

Pranzo di Natale, indagine su Facebook rivela gaffe più comuni


Pranzi e cenoni di Natale sono a rischio gaffe per ben 7 italiani su 10, che non conoscono le regole piu' elementari del galateo e dell'accoglienza dell'ospite. Solo 2 italiani su 10 conoscono il giusto posizionamento dei commensali a tavola e 1 su 3 non sa come comportarsi correttamente quando si ricevono gli invitati, specialmente durante l'aperitivo. E' quanto emerge da uno studio realizzato da Sanbitter e condotto su 1300 italiani, tra i 20 e i 65 anni, attraverso un monitoraggio online sui principali social network - Facebook, Twitter, YouTube - blog, forum e community interattive, per sondare come si comportano gli italiani nei ricevimenti di Natale. Il 25% dei padroni di casa farebbe sedere i propri ospiti subito a tavola, mentre il 46% non organizza un breve aperitivo o rinfresco. E nella scelta del tipo di pietanze da presentare a tavola, i padroni di casa erroneamente puntano piu' sulla quantita' che sulla qualita'. La disposizione degli ospiti a tavola e' spesso lasciata al caso (57%), con 1 italiano su 3 (34%) che non vorrebbe mai mettersi accanto a persone che non conosce per evitare gaffe e imbarazzi. Da evitare assolutamente la presenza sulla tavola di candele profumate (32%), cesti di pane (39%) e telefonini (47%). Ma chi sono gli ospiti graditi che gli italiani vorrebbero a tavola? Tra gli uomini, quest'anno il piu' desiderato e' Fiorello (54%), che colpisce per la sua compostezza e educazione seguito da Mario Monti (42%), dal quale si vorrebbero utili consigli per ristabilire l'economia domestica, e dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, da cui ricevere saggi consigli sulla vita (34%). Tra le donne, invece, trionfa Maria De Filippi (51%) seguita da Ilary Blasi, cercata per la sua spontaneita'.

Via: ANSA
Foto dal Web

Allarme under 13 su Facebook, violano regolamento aiutati da genitori


In barba al divieto che impone il limite di 13 anni per iscriversi a Facebook, milioni di ragazzini americani non resistono al richiamo del social network e creano account mentendo sulla propria età. Da soli o con la complicità dei genitori, i minori di 13 anni non hanno alcuna difficoltà a crearsi un account mentendo sulla propria età. I genitori sono tutt'altro che contrariati e un'indagine della New York University ha rivelato che il 55% di padri e madri non vede affatto un problema. 

E il 76% di loro ha anche dichiarato di aver aiutato i propri figli ad aprire un account. Il 19% dei genitori ha detto poi di avere un figlio al di sotto dei 10 anni con account su Facebook. "Tutti i suoi amichetti ce l'hanno - ha commentato un genitore di Brooklyn - ormai non si mandano più email e comunque teniamo il computer in un'area della casa dove c'è sempre uno di noi che controlla. 

"Trovo che il limite di 13 anni sia sciocco, visto che internet è ovunque ormai e non credo che Facebook sia una cosa di cui preoccuparsi". A Maggio scorso Mark Zuckerberg ha annunciato che lotterà per eliminare il limite di età di 13 anni imposto per l’utilizzo di Facebook, perché convinto dei vantaggi educativi del social network da lui fondato. 

Oggi Facebook, che conta oltre 800 milioni di utilizzatori in tutto il mondo, vieterebbe l’iscrizione agli under 13, ma in realtà questa regola viene spesso aggirata, come ha confermato una recente indagine inglese, nella quale è emerso che un bambino su cinque fra i 9 e 12 anni ha il suo profilo regolarmente registrato su Facebook mentre, allargando il discorso al resto del globo, sono risultati essere oltre 7 milioni gli under 13 che hanno la loro pagina sul sito.

Via: Blitz Quotidiano

Parolisi vietava Facebook a Melania, temeva un tradimento?


Salvatore Parolisi era arrivato a vietare alla moglie Melania di accedere a Facebook. Lui non voleva che avesse un suo profilo. Forse per gelosia o perché non voleva che lei potesse in qualche modo controllare i suoi traffici sul social network, dove parlava con l'amante Ludovica. Questa è una delle ultime novità dell’inchiesta ed è emersa grazie alla testimonianza di Imma Rosa, un’amica di Melania. Imma fu una delle prime persone a ipotizzare un tradimento di Parolisi, tanto che già il 20 aprile ne parlò agli investigatori. Secondo la donna Salvatore "negli ultimi tempi era diventato molto geloso, al punto di non permetterle di aprire un suo profilo su Facebook". Il marito di Melania chiamò proprio Imma il 19 aprile, un giorno dopo la scomparsa e prima che venisse trovato il corpo della moglie. Comportamento strano il suo perché non aveva mai chiamato Imma, una telefonata che sembrò quasi una giustificazione perché lui continuava a ripetere quanto amasse la moglie. Inoltre emerge una sorta di "patto" tra il caporalmaggiore e i genitori della moglie, nella fase delle indagini, al fine di non rivelare la vicenda che ha coinvolto il tradimento con la soldatessa Ludovica. Notizia, confermata da un’intercettazione tra Parolisi e Ludovica Perone, l’amante soldatessa, in cui il caporalmaggiore voleva spiegare tutto sul suo rapporto extraconiugale, ma a quanto risulta gli inquirenti si rifiutarono di ascoltarlo. Il 28 novembre la Cassazione deciderà se accogliere o meno la richiesta di scarcerazione del militare, accusato di omicidio volontario aggravato e vilipendio di cadavere.

Via: Blitz Quotidiano

Facebook nella bufera, indagine sui profili ombra degli utenti


Nuova bufera su Facebook: il social network avrebbe creato "profili ombra" di persone che non si sono mai iscritte, i cui dati sarebbero stati acquisiti dai cellulari e dalle mail degli utenti registrati. E' quanto emerge da una denuncia presentata alla Commissione irlandese sulla protezione dei dati. 

Nei database, oltre alle informazioni inserite consapevolmente dagli iscritti, ci sarebbero migliaia di pagine con informazioni personali e contatti ottenuti attraverso la "sincronizzazione" di mail e cellulari per la ricerca delle 'persone che potresti conoscere', uno dei servizi offerti da Facebook per accrescere la propria lista di 'amici'. Secondo il Guardian, tutto e' partito dalla denuncia di uno studente austriaco, il 24enne Max Schrems, che si e' rivolto a Facebook chiedendo una copia dei suoi dati personali in possesso del sito. 

Dalla California gli e' stato recapitato un cd che conteneva 1.200 pagine di dati, gran parte dei quali credeva di aver cancellato. Le informazioni sono state suddivise in 57 categorie, tra cui gli piace, log-on (un elenco di quando ha effettuato l'accesso e l'indirizzo IP che ha usato) email, che comprendeva alcuni indirizzi di posta elettronica di Schrems che non aveva mai personalmente caricati sul sito, ma che sarebbero stati assunti dal discernimento del profilo utente. 

Tra le informazioni salvate da Facebook anche i contenuti delle chat, le richieste di amicizia rifiutate, gli eventi ai quali aveva partecipato e quelli ai quali non aveva risposto. Il colosso di Mark Zuckerberg ha smentito di aver creato "profili ombra" e ha ribadito che e' sempre possibile richiedere la cancellazione dei dati inseriti.



Via: AGI

Indagine BlogMeter, comportamento delle aziende su Facebook


Tra i brand, Nivea ha la pagina con più fans, mentre Samsung vanta quella più commentata. E' quanto emerge da un'indagine di BlogMeter, presentata allo Iab Forum di Milano, un’indagine che ha voluto fare il punto sulla presenza delle aziende italiane su Facebook. Partendo dall’analisi degli 88 prodotti finalisti al premio Brand Awards 2011 di Gdo Week e Mark Up, nel periodo che va dal 1° gennaio al 30 settembre 2011. Dallo studio è emerso che la metà dei brand non ha una propria pagina Facebook.

Sventato rave party abusivo grazie a indagine su Facebook


Seguendo su Facebook la tribù del «Flow» gli uomini della Guardia di finanza hanno stroncato sul nascere un rave party organizzato da uno dei gruppi festaioli più trasgressivi del Veneto. Il blitz degli uomini delle Fiamme Gialle è scattato Venerdì notte nei pressi della chiesa sconsacrata di San Clemente a Padova. 

I finanzieri hanno controllato un centinaio di giovani arrivati in zona industriale per dare vita ad un mega party non autorizzato con affezionati dello sballo provenienti da nord Italia. Facebook era stato lo strumento attraverso cui la community aveva organizzato e diffuso la notizia dell'evento, pensando così di evitare che le forze di polizia potessero scoprirlo e bloccarlo. 

Tutto nasce alcune settimane addietro, quando la Polizia di Stato aveva intimato agli organizzatori dell'evento, pubblicizzato attraverso locandine e spot, di non svolgere alcuna attività d'intrattenimento nella notte tra il 16 ed il 17 settembre, in quanto i locali che erano stati individuati non erano idonei ad accogliere le centinaia di persone previste e non rispettavano le condizioni di sicurezze per garantire l'incolumità dei partecipanti. 

Un'intimazione che doveva essere rispettata, secondo le promesse degli organizzatori, ma che di fatto era stata aggirata attraverso un tam-tam sulle pagine di Facebook e sulle radio locali. Così Guardia di Finanza e Questura hanno continuato a monitorare il web, scoprendo quale sarebbe stato il nuovo luogo dell'evento. Su oltre un centinaio di ragazzi controllati, 21 sono stati sorpresi in possesso di varie sostanze stupefacenti. Decine le violazioni al codice della strada contestate ai giovani avventori che erano nei pressi del locale, la maggior parte dei quali era in evidente stato di ebbrezza.

Via: Corriere del Veneto
Fonte: ANSA

Ricerca lavoro e Facebook, un connubio sempre più stretto


La ricerca di lavoro passa sempre più per i social network, che diventano i canali in più rapido sviluppo. Sono diverse infatti le indagini che confermano il trend. La prima è stata condotta su 97 mila persone (5.500 in Italia) di 30 Paesi da Kelly Services, la multinazionale americana delle risorse umane. 

Il 33% degli interpellati dice di utilizzare i social network per cercare nuove opportunità di lavoro. La grossa novità, però, è che non sono più solo i professional network (primo tra tutti Linkedin) a veicolare contatti di lavoro. A fare concorrenza arrivano anche Twitter (più all’estero, poco in Italia) e soprattutto Facebook. 

Su quest’ultimo, tra l’altro, Monster, il leader mondiale del recruiting online, ha lanciato l’applicazione BeKnown che consente agli utenti Facebook di creare proprie reti professionali. "È un’estensione delle soluzioni che offriamo ai nostri candidati - spiega al Corriere della Sera la marketing manager di Monster Elisa Schiavon - che senza uscire da Facebook visualizzano i nostri annunci di lavoro che sono più in linea con i loro profili. 

In più con BeKnown possono mantenere separati i contatti privati da quelli professionali". Secondo un’indagine di Krc Research condotta in Europa il mese scorso su oltre 4 mila lavoratori, il 67% è preoccupato per la possibile confusione sui social network tra amici e contatti professionali. E più di 1 su 3 ha avuto o conosce qualcuno con problemi di lavoro a causa di colleghi che hanno visto i loro profili Facebook.

Auguri di Natale via SMS in calo, gli Italiani preferiscono Facebook


Secondo una ricerca pubblicata e condotta dall'Associazione Contribuenti Italiani, gli SMS di auguri spediti dagli italiani durante il Natale sono diminuiti rispetto agli anni scorsi, nonostante, come ogni anno, gli operatori telefonici non abbiano fatto mancare le tradizionali promozioni natalizie. 

Per gli Auguri di Natale gli italiani hanno preferito Facebook, perchè la vecchia tradizione del messaggio di testo al tempo dei social network e dell'istant messaging è diventata superflua e sempre più obsoleta. Non come le cartoline cartacee, ma i brevi messaggi di testo risentono anche loro del cambiamento del mondo della comunicazione in cui l’era del social network sembra non lasciare spazio ad altri strumenti. 

In particolare questo Natale sono stati scambiati intorno ai 495 milioni di auguri coi messaggi dal cellulare. Una cifra comunque importante, pari a circa dieci messaggi per ogni Sim Card attivata nel nostro paese, ma in netto calo del 3% rispetto ai numeri registrati gli scorsi anni. Secondo lo studio, l’82% degli utenti manda i famosi e decisamente fastidiosi “auguri standard” tutti uguali, inviati in massa a tutti i contatti della rubrica senza un minimo di personalizzazione. 

Il 36% sbaglia destinatario, il 65% inoltra senza stare troppo lì a spendere tempo e fatica. "E' meglio fare pochi auguri ma buoni - afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it Associazione Contribuenti Italiani - soltanto alle persone care che veramente li gradiscono, magari utilizzando la vecchia cornetta telefonica. La voce è sempre più gradita rispetto ad un freddo ed inaffidabile messaggino".

Facebook e Belen Rodriguez le parole più ricercate del 2010‎


Facebook si conferma al primo posto delle ricerche su internet degli italiani. Lo rivela la classifica pubblicata da Yahoo! Italia sui termini più caldi del 2010. A seguire due classici del web, 'giochi' e 'oroscopo', mentre la quarta posizione è occupata da 'superenalotto' che - complice anche il mega jackpot da 177 milioni di euro a ottobre - è salito in quarta posizione. 

I dati sottolineano che le ricerche su internet riguardano soprattutto argomenti più leggeri: nella top ten si piazzano 'Grande Fratello' (5° posto), 'Calciomercato' (6°), 'meteo' (7°), 'Belen Rodriguez' (8°), 'Mappe' (9°) e 'Tarocchi' (10°). Guardando con più attenzione il settore celebrità, si scopre che è Belen la donna più ricercata dagli italiani. 

La showgirl occupa il primo gradino di un podio su cui salgono anche Elisabetta Canalis e Nina Senicar. New entry 2010 sono Veronica Ciardi (dal Grande Fratello, al 6° posto) e Sara Carbonero, la giornalista spagnola fidanzata del portiere della nazionale campione del mondo Iker Casillas. 

Capitolo scandali: al primo posto c'è il caso Ruby, la giovane marocchina che ha raccontato le feste a casa del premier Berlusconi, seguito dai tradimenti del golfista Tiger Woods e le polemiche sulla casa di Montecarlo dove abita il cognato di Gianfranco Fini. Appena fuori dal podio, ma forse penalizzato perché troppo recente, i documenti segreti resi pubblici da Wikileaks. Le priorità degli italiani cambiano in maniera rilevante quando ci si connette da cellulare, dove la top ten si riempie di termini sportivi.

Fonte: La Repubblica

Il tempo delle mele nell'era di Facebook


Il primo appuntamento può deciderlo il profilo di Facebook, che per il 43 per cento delle ragazze può essere così importante da spingerle a dire di no a chi le ha invitate. Il 21 per cento (maschi e femmine) ha interrotto una relazione amorosa con un clic, modificando il suo profilo e tornando allo stato di single dopo una lite o un semplice ripensamento. Il "tempo delle mele" nell'era dei social network è ora fotografato dagli sforzi congiunti di 17 magazine americani destinati ai teenager, che hanno intervistato 10.000 lettori tra i 16 e i 21 anni.

Facebook survey, uno su tre fa amicizia controvoglia

Una persona su tre accetta una richiesta d'amicizia su Facebook o di adesione ad un network professionale come Linkedin, ma lo fa controvoglia. Lo rivela uno studio condotto da Robert Half, societa' di recruiting specializzato, su un campione di 2500 manager in 11 paesi europei, Italia inclusa. La ricerca ha classificato le proposte d'amicizia in funzione della provenienza, con questi risultati: se la proposta proviene da un pari grado, nell'85% dei casi il destinatario e' felice di riceverla e soltanto il 15% e' contrariato. Bilancio analogo, se la richiesta proviene da un sottoposto (81% compiaciuto; 19% scontento). Massimo imbarazzo invece se la richiesta d'amicizia proviene da un proprio superiore: soltanto il 64% ne e' lusingato, mentre il 36% accoglie la proposta con grande freddezza. Tiepida la reazione anche quando ci si confronta con soggetti esterni all'azienda: se la proposta di amicizia proviene da un cliente, gli scontenti sono uno su quattro; se proviene da un fornitore, sono quasi uno su tre. “E’ inconsueto che una proposta d’amicizia venga rigettata. Se però la si accetta per ragioni di cortesia o di opportunità, si rischia di snaturare, almeno parzialmente, la qualità delle relazioni. Soprattutto negli ambienti di lavoro, dove la relazione virtuale e quella reale convivono.” dice Carlo Caporale, Associate Director di Robert Half.

Via: http://techblog.tgcom.it/

Sarah: profili di Facebook aggiornati per 7 giorni dopo la sparizione


Qualcuno è entrato nei profili Facebook di Sarah Scazzi. E ha modificato alcune cose. L´ultimo accesso risale a una settimana fa, sette giorni dopo la scomparsa della ragazza. Quegli ingressi, possibili solo grazie alle password, possono significare molto nell´economia delle indagini con le quali si sta provando a bucare la coltre di nebbia che da quattordici giorni avvolge il destino di questa ragazzina di paese.

I manager usano Facebook ma per spiare i colleghi

Ai manager piacciono i social network e utilizzano per lo più Facebook. Ma oltre alle diverse opportunità della rete sociale un manager su tre ammette: usa i social network per spiare sottoposti e colleghi. Mentre uno su due si dichiara d’accordo a proibirne l’uso in orario d’ufficio. È quanto emerge da una indagine realizzata su oltre 400 manager da Adico, l’associazione italiana per il marketing le vendite e la comunicazione, per capire usi e comportamenti dei professionisti che decidono le strategie di mercato delle nostre aziende, rispetto ai social network. Nella classifica individuata da Adico risulta che in testa tra quelli utilizzati con maggiore frequenza dai manager c’è Facebook, con il 38,5% delle preferenze e Linkedin con il 37,4%.

Fonte: http://www.ilsecoloxix.it/