Facebook, dopo gli attacchi terroristici contro due moschee in Nuova Zelanda trasmessi su Facebook live, limiterà l'utilizzo di questa funzionalità per chi viola certe regole della piattaforma, compresa la policy sui gruppi e gli individui pericolosi. Lo ha reso noto lo stesso social network, che ha siglato anche una nuova partnership da 7,5 milioni di dollari con tre atenei americani per migliorare la tecnologia che consente di individuare video e immagini manipolati per sfuggire ai controlli e venir poi postati nuovamente, come accaduto dopo gli attentati nei due luoghi di culto di Christchurch.
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Facebook applicherà restrizioni ai live streaming per prevenire abusi
Facebook, dopo gli attacchi terroristici contro due moschee in Nuova Zelanda trasmessi su Facebook live, limiterà l'utilizzo di questa funzionalità per chi viola certe regole della piattaforma, compresa la policy sui gruppi e gli individui pericolosi. Lo ha reso noto lo stesso social network, che ha siglato anche una nuova partnership da 7,5 milioni di dollari con tre atenei americani per migliorare la tecnologia che consente di individuare video e immagini manipolati per sfuggire ai controlli e venir poi postati nuovamente, come accaduto dopo gli attentati nei due luoghi di culto di Christchurch.
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Facebook si scusa per il bug nel Safety check dopo strage di Lahore
Stupore per il "Safety check" sull'attacco in Pakistan arrivato anche agli utenti italiani. Il gigante del social networking Facebook ha chiesto scusa lunedi dopo un bug della sua funzione di "controllo di sicurezza" in un avviso di breaking news per tutti gli utenti dopo una potente esplosione che ha distrutto un parco pubblico a Lahore, uccidendo 69 persone e ferendone oltre 250. Facebook accende la funzionalità "Safety check" per aiutare a far sapere ad amici e familiari di essere al sicuro nel caso in cui si resta intrappolati dopo un disastro naturale o attacco terroristico.
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Facebook consente di attivare la bandiera francese nella foto profilo
Mentre il collettivo di Anonymous si appresta a scovare i responsabili degli attacchi terroristici a Parigi, gli utenti di Facebook mostrano il loro sostegno alle vittime con un filtro foto del profilo. Dopo la diffusione su Twitter degli hashtag "#Pray forParis" e "#JeSuisParis", il social network ha attivato la funzione che permette di modificare i colori della foto del proprio profilo con quelli della bandiera francese. In risposta ai tragici attentati di venerdì sera a Parigi, Facebook ha aggiunto un filtro foto così gli utenti possono facilmente mostrare il loro sostegno alla Francia.
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Jihad, donne dello Stato islamico contattate anche tramite Facebook
"Avevo il desiderio di capire, di sentire ciò che queste giovani vivono". Cosa spinge le ragazze europee a lasciare la famiglia per entrare a far parte dello Stato islamico? Dopo il caso delle tre teenager britanniche - Kadiza Sultana di 16 anni, Shamima Begum e Amira Abase, entrambe di 15 anni - se lo ha chiesto una giornalista francese che ha raccontato la sua storia in un libro firmato con uno pseudonimo per le minacce che l'indagine le ha procurato. La donna ha aperto un falso account in Facebook e si è spacciata per una 20enne musulmana.
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Turchia: censura per Twitter e YouTube, Facebook torna accessibile
Le autorità turche hanno ordinato il blocco dell'accesso ai social media per impedire la circolazione delle foto del procuratore ucciso la settimana scorsa a Istanbul. Nell'era 2.0 la censura si fa contro Internet. Così in Turchia dopo la pubblicazione delle foto del pm Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio dal fronte Fronte rivoluzionario per la liberazione del popolo turco e poi ucciso nel blitz delle teste di cuoio, il governo censura YouTube e Twitter bloccandone l'accesso. Entrambi si sarebbero rifiutati di cancellare le immagini.
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Isis: nasce 5elafabook, Facebook dei sostenitori dello Stato islamico
I sostenitori dello Stato islamico hanno creato recentemente il proprio rivale di Facebook chiamato "5elafabook". Il sito di social network mira a diventare un'alternativa a Facebook e Twitter in mezzo alla repressione contro i seguaci del gruppo terrorista. Il sito, che si propone di sostenere i contenuti in sette lingue, tra cui portoghese e giavanese, è ospitato dalla società di web hosting con sede a Scottsdale GoDaddy. 5elafabook è realizzato sul modello di Facebook, con gli utenti in grado di creare i loro profili online completi di avatar e informazioni personali.
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Nasce in Gran Bretagna la brigata Facebook che combatte sui social
L'esercito britannico sta creando una forza speciale di "guerrieri Facebook", abili nelle operazioni psicologiche e l'uso dei social media per coinvolgerli in una guerra non convenzionale nell'era dell'informazione. La 77esima Brigata, che avrà sede a Hermitage, nei pressi di Newbury, nel Berkshire, sarà di circa 1.500 soldati e composta da unità estratte da tutto l'esercito. La brigata sarà responsabile di quella che viene descritta come la guerra non letale.
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Facebook afferma di non ospitare gruppi terroristici sulla piattaforma
I terroristi hanno trovato su Internet e social network terreno fertile per reclutare militanti e fare una potente propaganda. Facebook, spesso indicato come strumento di reclutamento o propaganda souvent per le organizzazioni jihadiste, si è difeso affermando che i gruppi terroristici sono esclusi dal social network. Lo ha spiegato Monika Bickert, responsabile della politica dei contenuti di Facebook.
Nsa fingeva essere Facebook per infettare milioni di pc con malware
La National Security Agency ha finto di essere Facebook per riuscire ad avere informazioni e spiare obiettivi sensibili d'intelligence. La notizia è stata rivelata dalla pubblicazione di nuovi documenti raccolti da Edward Snowden, la talpa che ha fatto scoppiare il Datagate svelando il programma di spionaggio dell'Nsa. Come riporta il quotidiano online The Intercept, l'Nsa è in grado di manipolare i computer facendo credere loro di essere sui server di Facebook quando invece si trovavano su quelli dell'agenzia di intelligence.
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FBI studia monitoraggio Facebook e Twitter contro terrorismo
L'Fbi sta studiando un sistema per monitorare Facebook e Twitter al fine di trarre informazioni preziose per la lotta al terrorismo. L'agenzia federale è alla ricerca di una società tecnologica in grado di realizzare un sistema di monitoraggio adatto, capace di rintracciare conversazioni che potrebbero essere collegate ad attentati terroristici. Nella richiesta da parte del Ministero della Giustizia americano, si legge:
"Il Federal Bureau of Investigations sta conducendo una ricerca di mercato per determinare le capacità del settore IT di fornire un'applicazione di social media. Lo strumento come minimo dovrebbe essere in grado di soddisfare le esigenze operative e di analisi descritte in allegato. [...] Tutte le soluzioni presentate devono includere le stime di prezzo per la rispettiva soluzione (s), che saranno riesaminate e utilizzate per ricerche di mercato e alla pianificazione [...]".
Ma il Federal Bureau of Investigation non è stata la prima agenzia governativa a individuare nei social network una fonte di informazioni preziosa per la sicurezza degli americani. Anche la Cia e la Darpa (il braccio che si occupa di ricerca per il dipartimento della Difesa), per esempio, stanno studiando sistemi simili. L'annuncio dell'Fbi ha inevitabilmente sollevato critiche riguardo la privacy, un argomento sempre più caro agli utenti.
Ma l'agenzia federale ha specificato che analizzerà soltanto i dati pubblici, gli stessi che sono tenuti sotto osservazione anche dalle aziende per ottimizzare politiche di marketing. Eppure, basta un manipolo di hacker per mandare in tilt le difese Web dei servizi segreti americani. Con un grande attacco, i pirati informatici del gruppo Anonymous hanno infatti recentemente bloccato per ore il portale della Cia, esultando poi su twitter con lo slogan “Cia Tango Down!”.
Via: TM News
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Segretario di Cgil Calabria: minacce terroristiche su Facebook
"Quanto pubblicato sul social network Facebook, nel gruppo Salviamo il Porto di Gioia Tauro", riguardante la vertenza del porto, a firma di due rappresentanti del sindacalismo autonomo, e' un atto indegno nei confronti della Camera del Lavoro Gioiese e della Cgil tutta". Lo afferma, in una nota, Sergio Genco, segretario generale della Cgil Calabria, che aggiunge: "Rappresenta una vera e propria intimidazione di stampo 'ndranghetista e terrorista che, attraverso l'utilizzazione di immagini inquietanti - un caricatore di proiettili e il corpo del sindacalista CGIL Guido Rossa, trucidato dalle brigate rosse - seguite da parole farneticanti - lanciano una minaccia a tutti coloro che dell'azione sindacale hanno fatto una scelta di vita per la difesa della condizione dei lavoratori e delle lavoratrici. Tale atto vigliacco - continua Genco - non puo' passare sotto silenzio e la Cgil, come ha sempre fatto, in tutte le forme e sedi opportune difendera' la liberta' e la democrazia nei posti di lavoro, cosi' come hanno insegnato tutti coloro che hanno immolato la propria vita , come Guido Rossa, per la causa dei lavoratori. La Cgil tutta - continua - non si lascera' intimidire da nessuno e continuera' con rinnovata forza, con il coinvolgimento delle forze sociali, politiche, istituzionali e dei lavoratori, ad esprimere le proprie posizioni a garanzia degli interessi generali di sviluppo del porto di Gioia Tauro e di rappresentanza e tutela dei lavoratori. Chiediamo alla Magistratura competente di non sottovalutare quanto e' accaduto e richiamiamo lo stesso Sul ad intervenire per allontanare quanti, con i loro gesti e le loro parole, offendono tutto il mondo del sindacalismo democratico e libero".
Fonte: AGI
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Terrorismo, minacce su pagina Facebook della Casa Bianca
Messaggi minatori sono stati postati sulla pagina della Casa Bianca su Facebook, riaprendo il capitolo della possibile minaccia di attacchi nel giorno del decimo anniversario degli attentati dell'11 settembre 2001. Le frasi sono state subito eliminate, come ha fatto sapere il portavoce del Secret Service Ed Donovan. "Torneremo Usa. Un giorno, l'11 settembre 2011", diceva uno dei messaggi, accompagnato da una foto di Osama Bin Laden, il numero uno di Al Qaida ucciso ad Abbottabad, in Pakistan, il 2 maggio scorso.
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I lettori del Secolo XIX ricordano l'11 settembre su Facebook
Il ricordo degli attacchi che l’11 settembre del 2001 sconvolsero New York, l’America e il mondo intero è ancora ben vivo nelle menti di tutti. A dimostrarlo, anche gli oltre 30 commenti pubblicati sulla pagina Facebook del Secolo XIX in cui il giornale ha chiesto ai suoi lettori dov’erano e che cosa facevano durante il crollo delle Torri Gemelle. Fra i primi a rispondere, Edoardo Repetto: "Ero molto piccolo, avevo appena 8 anni. Ero a casa che guardavo i cartoni animati in tv. Mi ricordo che interruppero le trasmissioni e, a reti unificate, diedero l’annuncio della caduta delle Torri Gemelle".
"Ho seguito l’edizione straordinaria del Tg1 che ha trasmesso in diretta quelle immagini dure, ma non ero del tutto conscio di ciò che era successo. A distanza di qualche anno, realizzai meglio ciò che successe". Gli fa eco Franca Berutti: "Telefona mio papà e dice: 'Senti un pò cosa succede... accendi la tv'... Guardando quelle immagini e apprese tutte quelle notizie ho abbracciato forte i miei bambini, allora piccoli. Credevo scoppiasse una guerra". Paolo Tealdi stava lavorando: "In quell’anno ero collaboratore al centro Ricerche e Innovazione tecnologica della Rai di Torino.
Era un susseguirsi di notizie convulse, i server web Rai erano andati in crash perché intasati dalle troppe connessioni". Più brevi, ma non per questo meno significative, le testimonianze di Perflavia Cp: "Ero in casa. Pensavo fosse la ripresa di un film. Ho dovuto sedermi, quando mi sono resa conto dell’orrore. Mi è mancato il respiro. La più grande tragedia del secolo. Odio disumano"; o di Dabbiero Maria: "Ero al lavoro, alcuni colleghi mi dissero che era successo una strage. Vidi alla tv la disperazione, lo spavento, lo sgomento, l’inferno"; o, ancora, di Mara Parodi: "Al lavoro pensavo fosse uno scherzo, e anche guardando la tv continuavo a pensare 'non è vero'".
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11 settembre: ambasciatore Usa su Facebook ringrazia Italia
"I ricordi rimasti più impressi nella memoria sono quelli dei fiori ai cancelli delle nostre ambasciate, dei messaggi di amicizia e affetto arrivati dall'Italia e da tanti altri Paesi". Con queste parole, affidate a un video su Facebook, l'ambasciatore degli Stati Uniti David Thorne commemora il decimo anniversario degli attacchi dell'11 settembre 2001 e ringrazia gli italiani per la solidarietà dimostrata e per l'impegno nel difendere i valori condivisi dai due Paesi. "Gli americani vi saranno eternamente grati per la vostra dimostrazione di solidarietà e per ciò che l'Italia fa per difendere gli ideali che uniscono i nostri due Paesi - dichiara nel filmato il diplomatico, che parla in un perfetto italiano - Oggi, dieci anni dopo, questi legami di amicizia sono ancora più saldi". Nel messaggio - come anticipa l'ambasciata Usa in un comunicato - Thorne rende poi omaggio "alla memoria delle migliaia di cittadini di oltre novanta Paesi, compresa l'Italia, che hanno perso la vita in quel tragico evento" e sottolinea che "la violenza di pochi estremisti non ha toccato quei principi di libertà e giustizia che sono sempre più diffusi in tutto il mondo e che animano coloro i quali si impegnano per un futuro migliore". Il video sarà pubblicato domenica 11 settembre sulla pagina Facebook dell'Ambasciata Usa in Italia. Le torri gemelle del World Trade Centre, tragicamente distrutte nell'attentato, erano il simbolo di Manhattan e rappresentavano la città di New York nella sua operosità. Per 50.000 persone, le torri sono state, per lungo tempo, la sede del proprio lavoro, visto che al loro interno operavano 1200 imprese rappresentative di 60 paesi. Poi, quel tragico 11 settembre di dieci anni fa che spazzò via in un battibaleno le famose Twin Towers. In quella data morirono 2749 persone e con loro perì un pò anche New York.
Fonti: TmNews, La Repubblica
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Su Facebook il messaggio di una vittima dell'attacco in Egitto
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| http://www.xinhuanet.com/ |
"Il 2010 e' ormai passato - questo il messaggio scritto da Mariouma - Quest'anno porta con se' i migliori ricordi della mia vita. Spero che il 2011 sia ancora meglio. Ho cosi' tanti desideri per il 2011. Per favore, Dio, stammi vicino e aiutami a realizzarli". Una delle pagine sul social network mostra una giovane donna, abbigliata elegantemente con un vestito di seta salmone e una rosa tra i capelli. Un altra le sue fotografie, da quando era bambina fino al giorno in cui si è diplomata, accompagnate da decine e decine di saluti pieni di commozione: "non ti dimenticheremo mai, sei un angelo", scrive una donna. "La gente muore a causa dell'odio. Non riesco ancora a crederci. Sarai sempre nel nostro cuore", afferma un'altra ragazza. Ed un ragazzo: ''Di che crimine ti sei macchiata perche' sia fatto scorrere il tuo sangue?''. ''Io sono egiziano musulmano - scrive un frequentatore - e il mio sangue e' il tuo''.
Anwar Al-Awlaki recluta jihadisti su Facebook
Grazie ai suoi forum su Facebook e ai messaggi su YouTube guadagnerà l'appellativo di Osama bin Laden del pianeta Internet. Awlaki, il cittadino yemenita-americano è considerato punto di riferimento per le nuove leve dei jihadisti, la mente della nuova strategia qaedista di attacco all’America. Nato il 22 aprile 1971 a Las Cruces, in New Mexico, da genitori di origine yemenita, al-Awlaki vive i suoi primi sei anni negli Usa e nel 1978 si trasferisce a Sana’a, la capitale dello Yemen, dove il padre, brillante economista con dottorato negli States, ricopre l’incarico di ministro dell’Agricoltura e rettore della principale università pubblica. Terminato il liceo, nel 1991 Anwar torna negli Usa per frequentare la facoltà di ingegneria alla Colorado State University prima, e specializzarsi in insegnamento ed educazione nell’Ateneo di San Diego dopo. E’ in questi anni che si avvicina al fondamentalismo islamico iniziando l’opera di proselitismo nell’ambito della Muslim Student Association. La sua permanenza negli Usa dura sino al 2002, perché dopo un anno di indagini il suo nome viene ricollegato agli attentati dell’11 settembre 2001. Alla fine del 2002 lascia gli Usa a causa del clima di «paura e intimidazione», e si trasferisce a Londra dove, di fronte a platee di almeno 200 giovani, invita a «non credere mai in chi non è musulmano perché capace di cospirare contro la religione islamica giorno e notte». E’ costretto due anni più tardi a lasciare anche il Regno Unito e si trasferisce in Yemen dove vive nel villaggio di Shabwa con sua moglie e cinque bambini. E’ talmente abile e pericoloso che Obama ad aprile di quest’anno firma il suo mandato di cattura e di eliminazione facendolo diventare il primo cittadino americano sulla lista speciale stilata dalla Cia. A lui sono legati tutti i fatti di terrorismo che hanno riguardato gli Usa negli ultimi due anni. Il suo nome infine è stato tra i primi a spuntare fuori dopo il ritrovamento dei pacchi esplosivi : entrambi provenienti dallo Yemen e spediti dalla stessa persona.
Fonte: http://www.lastampa.it/
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Osama Bin Laden su Facebook
Poco prima dell’11 settembre 2001, Osama Bin Laden aveva chiesto che un’antenna satellitare fosse montata sul suo nascondiglio nei pressi di Kandahar, nel sud dell’Afghanistan, per poter seguire in diretta dalla Tv americane l’attentato contro le Torri Gemelle a New York. Il leader di Al Qaida, tuttavia, non potè godersi lo spettacolo del crollo dei due grattacieli del World Trade Center in quanto per la particolare conformazione della zona in cui si era rifugiato il segnale non arrivava.
Secondo quanto riferisce il quotidiano britannico Daily Telegraph, a rivelarlo è stato Nasser al-Bahri, all’epoca una delle ex guardie del corpo di Osama, oggi pentito e autore di un libro intitolato "All’ombra di Bin Laden", scritto assieme al giornalista francese Georges Malbrunot. E la notizia che il ricercato numero uno al mondo ha una pagina sul social network piu' famoso ha gia' fatto il giro del mondo. A rivelarlo e' il noto tabloid britannico 'The Sun', secondo cui il leader di al-Qaeda ha una pagina su 'Facebook' nella quale condivide con i militanti video e proclami contro l'Occidente.
La notte scorsa, tuttavia, alcuni esperti di sicurezza hanno chiesto ai gestori di 'Facebook' negli Usa di chiudere la presunta pagina del leader di al-Qaeda, intitolata al 'Leader dei Mujahedin, Osama Bin Laden'. Secondo un'inchiesta del 'The Sun', Bin Laden, pur avendo attivato la pagina meno di un mese fa, poteva contare gia' su quasi mille 'amici'. Purtroppo per i servizi segreti di tutto il mondo che gli danno la caccia da anni nel profilo di Bin Laden, che contiene messaggi in lingua araba e inglese, non ci sono notizie specifiche su dove si nasconda. Sul link 'indirizzo', tuttavia, c'e' un non meglio specificato "le montagne del mondo".
Fonti: La Stampa | Adnkronos
Un codice di autoregolamentazione per prevenzione reati su internet
I gestori delle reti internet e i rappresentanti di Facebook, convocati dopo la proliferazione sulla rete di gruppi e siti che istigavano alla violenza, hanno incontrato Martedì scorso il ministro dell'Interno Roberto Maroni. «La strada da seguire è quella di un accordo di responsabilità fra tutti gli operatori, definendo un codice di autoregolamentazione che coinvolga i soggetti interessati, evitando interventi d'autorità ma ottenendo ugualmente il risultato», cioè contemperare la tutela della libertà di espressione con la necessità di rimuovere da Internet «contenuti che integrino gravi reati».
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