Il direttore operativo di Facebook, Sheryl Sandberg, avrebbe chiesto via email al suo staff di indagare sul miliardario George Soros, a causa delle dure dichiarazioni all'inizio dell'anno riguardo al social network. La società ha ammesso l'esistenza del documento, ma ha precisato che le ricerche erano iniziate già da tempo. Fino ad ora la manager aveva affermato di non essere a conoscenza del lavoro svolto da Definers Public Affairs, una società di comunicazioni che Facebook ha assunto per le relazioni pubbliche e la ricerca di oppositori, tra cui il ricco imprenditore ungherese.
Visualizzazione post con etichetta Antisemitismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Antisemitismo. Mostra tutti i post
Soros, email di Sandberg ai funzionari FB? Indagine era già in corso
Il direttore operativo di Facebook, Sheryl Sandberg, avrebbe chiesto via email al suo staff di indagare sul miliardario George Soros, a causa delle dure dichiarazioni all'inizio dell'anno riguardo al social network. La società ha ammesso l'esistenza del documento, ma ha precisato che le ricerche erano iniziate già da tempo. Fino ad ora la manager aveva affermato di non essere a conoscenza del lavoro svolto da Definers Public Affairs, una società di comunicazioni che Facebook ha assunto per le relazioni pubbliche e la ricerca di oppositori, tra cui il ricco imprenditore ungherese.
Etichette:
Antisemitismo,
Elliot Schrage,
Email,
Facebook Policy,
Finanza,
Freedom from Facebook,
Google,
Mark Zuckerberg,
Politica estera,
Sheryl Sandberg,
WEF
Iran: governo apre a Facebook, ma profili personali solo per ministri
Tutti i ministri iraniani hanno aperto ad agosto un profilo personale su Facebook, ma il social media più famoso del mondo è ancora inaccessibile per la popolazione, dato che il sito in Iran è bloccato dalle autorità. I media locali parlano comunque di un primo segno di apertura verso Internet da parte del governo. Facebook era finito nel mirino degli ayatollah iraniani in quanto anti islamico perché "diffonde immoralità".
Le pagine Facebook dei 15 ministri sono visibili a Teheran attraverso un proxy, e sono state create dopo l'elezione del presidente Hasan Rouhani, tranne quella del ministro degli Esteri Javad Zarif che l'aveva già aperta nel 2009. Lo stesso Rouhani ha creato un suo profilo ufficiale, collegato a quello di tutti i ministri, che ha già ricevuto più di 7.000 "mi piace".
Secondo Saeed Leilaz, un'analista della politica iraniana, potrebbe trattarsi dell'inizio di un abbassamento dei filtri informatici che ora bloccano certi siti web per la popolazione iraniana, tra cui Facebook. Rouhani stesso, durante al sua campagna elettorale a giugno, aveva promesso più trasparenza e apertura.
Rouhani potrebbe inaugurare una nuova era di apertura, in particolare a seguito di una serie di messaggi Twitter. La scorsa settimana, un tweet da un account a nome del presidente ha creato scalpore estendendo saluti agli ebrei per il nuovo anno ebraico. Un tono conciliante che ha rotto con l'antisemitismo associato a Mahmoud Ahmadinejad, predecessore di Rouhani.
L'Iran ha una comunità ebraica tra 25.000 e 80.000 persone. L'uso dei social media da parte di alti funzionari non è senza precedenti, nonostante i divieti giuridici esistenti per gli iraniani. Facebook e Twitter sono stati ufficialmente banditi dopo gli sconvolgimenti che accolsero la contestata rielezione di Ahmadinejad nel 2009, quando gli attivisti dell'opposizione tentarono di usarli per organizzare manifestazioni.
Fonte: AGI
Via: Telegraph
Etichette:
Anno ebraico,
Antisemitismo,
Censura,
Esteri,
Facebook blocked,
Islam,
Pagine,
Politica estera,
Profili,
Proxy,
Regimi,
Tweets,
Twitter,
Web
Insegnante liceo minaccia su Facebook strage ebrei e immigrati
"Torino, professore su facebook minaccia stragi di ebrei e immigrati": e' il titolo dell'articolo di Repubblica.it che il professore citato nel pezzo, Renato Pallavidini, di Torino, ha linkato sulla sua bacheca di Facebook, cliccando sul tasto "mi piace". La strage di ebrei minacciata nella sinagoga di Torino se gli amministratori di Facebook avessero tolto alcune foto di Hitler e del Duce da lui pubblicate online, oggetto del titolo e dell'articolo del giornale, oggi sono sparite.
Ma restano le foto e altri post e commenti di stampo neonazista del professor Pallavidini, 55 anni, insegnante di liceo che in passato era gia' stato accusato di negazionismo. Sul suo profilo, inoltre, si leggono anche minacce xenofobe e antisemite. "Americani e servi di sion che mi state controllando dalla California! E che cancellate ogni mio scritto sulla bacheca! Arrivera' anche per voi il momento di pagare con il sangue il vostro essere!", scrive in un post datato 14 settembre.
Sulla bacheca del gruppo dal nome "Commemorazione morte del nostro amato duce", scrive: "Occorre organizzare una straripante e ben inquadrata manifestazione per il 28 ottobre 2012 che accomuni, senza divisioni, tutti i gruppi che si richiamano ai valori del Fascismo. E occorre muoversi con tempestivita' e discrezione!".
Facebook non e' forse il luogo migliore per agire "con discrezione", ma proprio oggi Pallavidini aggiunge un commento che insuna il dubbio di essere "spiato": "Per quale motivo alcune pagine della mia bacheca, che contengono affermazioni forti, sono visibili a tutti, sul web, digitando il mio nome? Dovrebbero essere visibili solo dagli amici, non dai giornalisti di Repubblica che poi telefonano per chiedertene spiegazione!". In realtà molti contenuti della sua bacheca sono pubblici.
Via: AGI
Foto dal Web
Etichette:
Antisemitismo,
Facebook Privacy,
Insegnanti,
Link,
Negazionismo,
Neonazismo,
Post,
Profili,
Stampa,
Xenofobia
Antisemitismo: Nicola Zingaretti cambia status su Facebook
"La ricomparsa su un blog di indegne accuse nei confronti della comunità ebraica rappresenta un segnale che non va sottovalutato e da condannare duramente. I responsabili di questo gesto sono riusciti infatti nella difficile impresa di coniugare stupidità, intolleranza e violenza". Lo dichiara in una nota il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti spiegando di aver deciso di "scrivere sullo status e sulla foto del mio profilo facebook la frase 'Siamo tutti ebrei. No all'antisemitismo. No all'intolleranza'". "Desidero esprimere la solidarietà dell'amministrazione provinciale - aggiunge - al presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, al sindaco Gianni Alemanno e a tutti coloro che sono stati insultati dagli autori del blog, con la speranza che le autorità competenti individuino al più presto i responsabili di questo gesto meschino e vergognoso". "Considerando che la rete è stato il luogo scelto per offendere così vigliaccamente la comunita' ebraica, penso che proprio la rete sia il luogo più adatto per rispondere a queste vili intimidazioni e per dimostrare che il popolo ebraico non sara' mai solo nella sua battaglia contro l'odio - conclude - Per questo ho deciso di scrivere sullo status e sulla foto del mio profilo facebook la frase 'Siamo tutti ebrei. No all'antisemitismo. No all'intolleranza'". Nato l’11 ottobre 1965 a Roma, Zingaretti ha iniziato il suo impegno nell’associazionismo laico e di sinistra, prendendo parte al movimento per la pace nel 1982. A diciassette anni è stato tra i fondatori dell’associazione di volontariato antirazzista Nero e non solo, impegnata nelle politiche dell’immigrazione e per una società multietnica e multiculturale.
Foto dal Web
Etichette:
Antisemitismo,
Blog,
Fan page,
Foto Bacheca,
Status
Equality Italia, frasi choc su Facebook contro rom e down
"Come si ammazzano 15 mosche in un colpo solo? Dando uno schiaffo ad un bimbo africano''. "Questo e' solo uno dei commenti pubblicati dai quasi diecimila iscritti alla pagina italiana di Facebook 'I veri crociati del black humor'", denuncia la rete sui diritti civili 'Equality Italia', che ha chiesto a Facebook di provvedere alla chiusura della pagina. "E' difficile contare quante frasi razziste, antisemite, xenofobe, di offesa verso i bambini down, siano state scritte - afferma la rete per i diritti civili - Nel vano tentativo di far passare tutto come uno scherzo, questi personaggi hanno trovato il modo di offendere e discriminare pesantemente neri, disabili, migranti, meridionali, donne e ebrei". Per questo motivo "abbiamo chiesto a Facebook la chiusura di questa ulteriore pagina discriminatoria e volgare". Per capire di cosa si sta parlando e' sufficiente leggere qualche esempio fornito da Equality Italia: "Allarme topi nei campi Rom di tutta Italia: non possiamo continuare cosi', sono troppi, puzzano, e portano malattie hanno dichiarato i topi". Offese illegibili anche i bambini down: ''Perche' questa pianta ha le cuffie?" scrive un frequentatore a commento di una foto che ritrae un bimbo down con le cuffie. "Su questa pagina puo' accedere chiunque - dice Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia - anche i minori, e non si puo' restare inerti spettatori nel leggere frasi di questo tipo".
Etichette:
Antisemitismo,
Diritti civili,
Equality Italia,
Facebook Fan Page,
Note,
Razzismo,
Xenofobia
Atac riammette l'ex Nar che insultò ebrei su Facebook
Polemiche sulla decisione dell’Atac di reintegrare Francesco Bianco, l’ex Nar, dipendente dell’azienda, che era stato sospeso a dicembre dopo che erano comparse sul suo profilo di Facebook parole antisemite e insulti a studenti che manifestavano contro la riforma Gelmini. «In un momento in cui si vuole riportare efficienza e rigore nell’Azienda - accusa il consigliere del Pd Athos De Luca - la decisione di Atac è un precedente molto grave che autorizza nell’azienda comportamenti incivili e di violenza verbale e di arroganza che non dovrebbero avere cittadinanza in una grande azienda finanziata con i soldi di tutti i cittadini romani». L’Atac s.p.a. risponde che, dopo «verifiche giuslavoristiche effettuate, non è applicabile la sanzione della destituzione». Per questa ragione «l’azienda ha provveduto a riammetterlo in servizio. A Bianco è stata comminata la sanzione prevista». «Dopo il degrado di Parentopoli, questo è un precedente molto grave - afferma De Luca, membro della commissione Trasporti - che autorizza nell'azienda comportamenti incivili, di violenza verbale, di arroganza e di contumelia che non dovrebbero avere cittadinanza in una grande azienda finanziata con i soldi di tutti i cittadini romani. Ci domandiamo - conclude - quali pressioni e ingerenze abbiano determinato la reintegrazione. Sicuramente va notato che molti personaggi provenienti dall'estrema destra godono in Campidoglio e nelle Aziende di particolare protezione rispetto agli altri dipendenti».
L'Atac sospende l'ex Nar Bianco per comportamento non conforme
Francesco Bianco, ex terrorista dei Nar, dipendente dell'Atac, e' stato sospeso dopo che erano comparse sul suo profilo Facebook parole antisemite contro il presidente della Comunita' ebraica di Roma Riccardo Pacifici e insultato gli studenti che pacificamente manifestavano contro la riforma Gelmini.
L’azienda, annuncia anche di aver rivisto la policy di accesso ad internet per i dipendenti, limitandola "ulteriormente". L'Atac sospende l'ex Nar Bianco in una nota resa pubblica ieri pomeriggio dalla stessa Atac, "in merito all’improprio utilizzo dei sistemi informatici aziendali per lanciare messaggi dal contenuto inaccettabile mediante social network", l’azienda ha fatto sapere che si è provveduto a sospendere, "con effetto immediato".
Bianco, "autore del comportamento non conforme, in via cautelativa e in attesa delle risultanze degli ulteriori accertamenti in corso". L’Atac ha fatto, quindi, sapere che "si è contestualmente proceduto alla modifica delle policy aziendali di utilizzo di internet, limitando ulteriormente le possibilità di accesso".
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, aveva parlato con i vertici dell'azienda per «una rapida indagine e l'assunzione di adeguati provvedimenti, qualora si accertasse l'utilizzo di un social network su un'utenza aziendale per fini privati e per i contenuti gravemente offensivi e antisemiti come quelli apparsi sulla stampa».
Fonte: Il Giornale
Insulti su Facebook contro ebrei e studenti, è bufera sull'ex Nar
Quando il 3 dicembre scorso venne fuori la storia della sua assunzione in Atac e lo scandalo Parentopoli i giornali scrissero: un passato da Nar, processato per «rapine, aggressioni, omicidio e tentato omicidio». E adesso un’altra pagina nera per Francesco Bianco che sul suo profilo di Facebook ha scritto parole antisemite contro il presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici e insultato gli studenti che pacificamente manifestavano contro la riforma Gelmini.
Lo sdegno del mondo politico non si è fatto attendere, soprattutto nel centrosinistra. Dopo aver dato la solidarietà al presidente Pacifici e aver definito «oscena la Parentopoli del Comune di Roma targata Alemanno», il segretario romano del Pd Marco Miccoli ha chiesto al sindaco Alemanno «di censurare pubblicamente questi atteggiamenti antisemiti e antidemocratici».
La risposta del primo cittadino è arrivata in serata: «L’Atac mi ha garantito una rapida indagine e l’assunzione di adeguati provvedimenti, qualora si accertasse l’utilizzo di un social network su un’utenza aziendale per fini privati e per i contenuti gravemente offensivi e antisemiti come quelli apparsi sulla stampa».
«Voglio esprimere la mia solidarietà al presidente Pacifici e alla comunità ebraica di Roma». La portavoce del presidente della Comunità ebraica di Roma, Ester Mieli, ringrazia «l’opposizione per la solidarietà espressa nei riguardi del presidente Pacifici e il sindaco di Roma Gianni Alemanno per aver preso le distanze da contenuti offensivi».
Via: La Stampa
Etichette:
Antisemitismo,
Politica,
Profili,
Trasporti
Iscriviti a:
Post (Atom)







