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Tragico video sul News Feed di Facebook fa milioni di visualizzazioni


Facebook è stato un luogo dove la gente andava a discutere le ultime notizie, anche se spesso ore dopo il fatto. Sempre, però, la piattaforma viene utilizzata per breaking news - soprattutto sui video. L'ultimo esempio è una sparatoria fatale dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles durante il fine settimana. Un video del tragico evento descrive un racconto tristemente familiare: la polizia viene ripresa in video uccidere un uomo di colore che potrebbe essere stato disarmato.

Codacons: stop agli insulti su Facebook e Twitter, servono interventi


''Sui social network regna oggi un vero e proprio caos fuori da ogni controllo, dove dilagano insulti gratuiti e minacce spesso gravi, incitazioni alla violenza, pagine che promuovono l'odio e il razzismo''. E' la denuncia  del Codacons che chiede ''una riforma volta ad incrementare i poteri in capo alla Polizia Postale, aumentando la capacità d'azione di tale compartimento e permettendo interventi immediati per oscurare siti e profili lesivi e/o pericolosi e individuare i responsabili che si nascondono dietro l'anonimato garantito dal web''. 

L'associazione chiede inoltre un incontro con l'Autorità per le Comunicazioni al fine di studiare interventi e misure per migliorare la vigilanza e i controlli da parte dei responsabili dei social network, come Facebook e Twitter. Non mancano gli episodi da citare a sostegno delle argomentazioni del Codacons: ad esempio, qualche giorno fa il direttore del Tg La 7 Enrico Mentana è stato costretto ad abbandonare Twitter a causa dei troppi insulti ricevuti. 

"Il numero di tizi che si esaltano a offendere su twitter è in continua crescita. Calmi tra poco ce ne andremo, così v'insulterete tra di voi", cinguettava Mentana su Twitter. Il direttore era davvero fuori di sè e continuava cinguettare: "Sono contrario alle limitazioni e alle censure per legge. Sono contrario ai blocchi, censure private. Twitter è così, o l'accetti o lasci". E ancora: "Resterei se ci fosse almeno un elementare principio d'uguaglianza: l'obbligo di usare la propria vera identità. Strage di ribaldi col nickname".  

Secondo il associazione dei consumatori i gestori dei social network ''non sembrano esercitare la dovuta vigilanza. Oltre alla lesione dei diritti personali per chi è vittima di minacce e offese, vi sono rischi reali soprattutto per i più giovani che - sottolinea la nota - passano molte ore su Facebook e Twitter, e possono subire una influenza negativa soprattutto da quelle pagine che vorrebbero far passare disprezzo e violenza come una cosa normale o addirittura giusta''.

Fonte: Codacons
Via: Adnkronos
Foto dal web

Cyber War: hacker cinesi dietro attacchi a Facebook, Apple e Twitter



Il primo bersaglio è stato Twitter, poi Facebook, e infine Apple: i colossi mondiali della tecnologia sono nel mirino degli hacker. L'azienda di Cupertino ha svelato di essere stata attaccata probabilmente dagli stessi pirati informatici che avevano già colpito il social network fondato da Mark Zuckerberg: un numero limitato di Mac dei dipendenti è stato colpito attraverso il programma Java ma "non c'è alcuna prova che dati riguardanti Apple siano stati rubati. Stiamo collaborando con le autorità", rassicura un comunicato. 

Apple ha anche spiegato che il software maligno identificato è lo stesso usato anche negli attacchi ad altre società: una precisazione che arriva nel giorno in cui un rapporto (http://bit.ly/130bpCS) della Mandiant Corporation, società che si occupa di sicurezza informatica, punta il dito contro la Cina e il suo esercito per i cyber attacchi, alcuni dei quali hanno colpito New York Times e Wall Street Journal. Apple ha anche aggiunto che renderà disponibile online un software per impedire ai suoi clienti di essere colpiti da attacchi informatici simili.

Computer finora ritenuti immuni a qualsiasi virus. La vulnerabilità era celata in una falla in una versione del programma Java, di Oracle, impiegato in una applicazione per browser Web. La lista delle aziende americane attaccate si è allungata negli ultimi mesi: uno degli ultimi cyber attacchi è avvenuto nei confronti dell'account Twitter di Burger King, che ieri invece di pubblicizzare hamburger inviava messaggi razzisti. Non sono state risparmiate le agenzie governative: dal Dipartimento di Giustizia alla Fed sono state oggetto dell'attenzione di hacker di recente.

Oracle ha rilasciato gli aggiornamenti per JAVA SE 7 e Java SE 6 (a poca distanza dall'aggiornamento rilasciato da Cupertino sempre per Java) che risolvono il bug sfruttato per compromettere alcuni computer. Oracle raccomanda vivamente a tutti gli utenti Java SE 7 e Java Se 6 l'update a questa nuova versione. Facebook ha reso noto che hacker non identificati, hanno compiuto un sofisticato attacco riuscendo a penetrare nei laptop di alcuni impiegati, anche se non è stata compromessa alcuna informazione relativa agli utenti del social network.



Fonte: TMNews
Via: ANSA

Terrorblanche, foto Facebook finta: bimbo pagato per sdraiarsi


Un giovane bianco sorridente che accovacciato impugna orgoglioso un fucile e preme il ginocchio su un bimbo nero disteso. Era la foto agghiacciante postata su un profilo Facebook e che aveva movimentato la Rete, sul quale ha indagato la procura di Johannesburg. Il profilo riportava il nome di "Eugene Terrorblanche", che richiamava il nome dell’ex leader del movimento di resistenza africana di estrema destra Terre Blanche, uno dei più feroci oppositori dell'uguaglianza tra bianchi e neri, assassinato nell’aprile 2010. La polizia ha raccontato di aver interrogato già nel 2007 il misterioso Eugene Terrorblanche, il quale aveva detto "di aver pagato il bimbo per sdraiarsi. Non era morto". Tuttavia, ciò che stava succedendo sul social network aveva imposto una riapertura del caso. "Ci stiamo concentrando sul sapere se il bambino è vivo o morto. L’accusa è quella di omicidio", aveva detto la polizia. Il profilo Terrorblanche sul social network era falso, per cui gli agenti non sono stati in grado di rintracciare l’autore che ad oggi è scomparso. Su Facebook Terrorblanche si presentava come un lavoratore autonomo, interessato ai coltelli, le armi da fuoco e il close combat. Poco prima che fosse disattivato il suo profilo Facebook, la foto shock era stata sostituita da quella di un militante a cavallo con la bandiera del Movimento di resistenza afrikaaner. Le indagini devono provare a chiarire perché quattro anni dopo quella foto sia tornata alla luce. In attesa della risoluzione del caso, il quadro è servito ad approfondire il problema razziale sudafricano.

Via: El Mundo

Foto choc su Facebook: bambino nero diventa un trofeo di caccia


Un ragazzo bianco sorridente con un fucile in mano che mostra con orgoglio ai suoi piedi, come fosse un trofeo di caccia, un bambino nero, apparentemente senza vita. L'immagine è postata su Facebook e la storia ha provocato un enorme scalpore in Sudafrica.

La polizia sta ora cercando di identificare chi è l'uomo nella fotografia e chi ha inserito il post e se l'immagine tanto agghiacciante sia vera o frutto di un fotomontaggio. La foto è stata pubblicata sul profilo il 24 giugno da un utente denominato Terrorblanche Eugene, nome che richiama l'ex leader del Movimento di Resistenza Afrikaner (AWB) di estrema destra Eugene TerreBlanche, assassinato nell'aprile del 2010.

Il portavoce del Ministero della Polizia, Zweli Mnisi, ha spiegato che sul caso è stata aperta un'inchiesta e invita chi dovesse riconoscere l'uomo ritratto nella foto (che potrebbe essere stata manipolata) a chiamare la polizia: "Se, infatti si tratta di un fatto reale quell'uomo deve essere punito".

Sul profilo di Facebook Terrorblanche si descrive come un impresario a cui piacciono la musica africana, i Simpson, le armi bianche e il fuoco e conta. "Coloro che hanno fatto commenti favorevoli potranno essere accusati di non aver denunciato il fatto, di razzismo e di abuso su minori" ha spiegato Miranda Giordano, direttore dell'istituto contro gli abusi sui minori.

"Per lui, l'accusa potrebbe essere omicidio o lesioni gravi ad un bambino". Ora su Facebook si sono formati due gruppi di protesta contro la foto del "cacciatore di bambini neri". Si tratta del gruppo "arrestate tutti gli amici di Terrorblanche" e un "gruppo di protesta" contro di lui.

Via: Corriere della Sera
Fonte: El Mundo

Strage in Norvegia, il profilo dell'attentatore su Facebook lo descrive


"Single, cristiano, conservatore e anti-islamico" è questo il profilo Facebook (ora non più disponibile), che tracciava di se stesso Anders Behring Breivik, il 32enne arrestato dalla polizia norvegese e accusato del doppio attacco che ieri, sull'isola di Utoya e a Oslo, ha causato 91 morti. Gli interessi, le idee politiche e le letture di Breivik appaiono sul profilo  (qui la copia cache) passato al setaccio dagli inquirenti che stanno indagando sugli attentati.

Appassionato di videogiochi e di caccia, il presunto killer indicava tra gli interessi il body-building e la massoneria manifestando il proprio odio per la societa' multiculturale e multirazziale. Sulla sua pagina Twitter, lo scorso 17 luglio, anche una citazione del filosofo inglese, John Stuart Mill: "Una persona con una fede ha la forza di 100mila che hanno solo interessi".

Breivik, secondo quanto riferiscono i media norvegesi, sarebbe proprietario di una fattoria a 150 km da Oslo nella regione di Heidmark dove si sarebbe trasferito un mese fa lasciando la capitale norvegese. Dagli elenchi tributari, che in Norvegia sono pubblici, emerge che Breivik, negli ultimi 5 anni, ha dichiarato zero redditi, con l'eccezione del 2009, anno nel quale ha indicato modesti guadagni.

Eskil Pedersen, leader del movimento giovanile del partito laburista norvegese (Auf) ha affermato che la sparatoria sull'isola di Utopya è stato "un attacco contro i giovani democratici che hanno un credo". "Ma non ci faremo zittire, in onore di chi ha perso la vita - ha aggiunto Pedersen - Continueremo a tenere alti i nostri ideali di tolleranza e antirazzismo".

Equality Italia, frasi choc su Facebook contro rom e down


"Come si ammazzano 15 mosche in un colpo solo? Dando uno schiaffo ad un bimbo africano''. "Questo e' solo uno dei commenti pubblicati dai quasi diecimila iscritti alla pagina italiana di Facebook 'I veri crociati del black humor'", denuncia la rete sui diritti civili 'Equality Italia', che ha chiesto a Facebook di provvedere alla chiusura della pagina. "E' difficile contare quante frasi razziste, antisemite, xenofobe, di offesa verso i bambini down, siano state scritte - afferma la rete per i diritti civili - Nel vano tentativo di far passare tutto come uno scherzo, questi personaggi hanno trovato il modo di offendere e discriminare pesantemente neri, disabili, migranti, meridionali, donne e ebrei". Per questo motivo "abbiamo chiesto a Facebook la chiusura di questa ulteriore pagina discriminatoria e volgare". Per capire di cosa si sta parlando e' sufficiente leggere qualche esempio fornito da Equality Italia: "Allarme topi nei campi Rom di tutta Italia: non possiamo continuare cosi', sono troppi, puzzano, e portano malattie hanno dichiarato i topi". Offese illegibili anche i bambini down: ''Perche' questa pianta ha le cuffie?" scrive un frequentatore a commento di una foto che ritrae un bimbo down con le cuffie. "Su questa pagina puo' accedere chiunque - dice Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia - anche i minori, e non si puo' restare inerti spettatori nel leggere frasi di questo tipo".