Uber, WhatsApp, Twitter, Google, Instagram e ovviamente Facebook, popolarissimi tra i cittadini europei, sono stati ideati e prodotti negli Stati Uniti. Ora però l'Unione Europea vuole recuperare terreno su questo fronte. E annuncia ingenti investimenti su nuove start up e servizi on-line "Made in Ue", sperando magari di creare un giorno qualcosa che possa essere il "prossimo" Facebook, ma europeo. In particolare, si tratta di 300 milioni spesi sul progetto Fiware, un neologismo dalla fusione delle parole "Future Internet e software".
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Unione Europea investe in Fiware per realizzare un nuovo Facebook
Uber, WhatsApp, Twitter, Google, Instagram e ovviamente Facebook, popolarissimi tra i cittadini europei, sono stati ideati e prodotti negli Stati Uniti. Ora però l'Unione Europea vuole recuperare terreno su questo fronte. E annuncia ingenti investimenti su nuove start up e servizi on-line "Made in Ue", sperando magari di creare un giorno qualcosa che possa essere il "prossimo" Facebook, ma europeo. In particolare, si tratta di 300 milioni spesi sul progetto Fiware, un neologismo dalla fusione delle parole "Future Internet e software".
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Class action globale intentata contro Facebook per violazione privacy
Uno studente austriaco invita gli utilizzatori di Facebook a unirsi in una class-action contro il social network accusato di violazione della privacy. Max Schrems, studente di legge da anni impegnato in una crociata contro Facebook, punta a ottenere un risarcimento di 500 euro per ogni utilizzatore. Max Schrems, che ha citato in giudizio Facebook e diverse altre importanti aziende tecnologiche statunitensi prima, ha presentato il suo nuovo reclamo venerdì presso il tribunale commerciale di Vienna.
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Sistema registrerà i movimenti del puntatore del mouse su Facebook
Dopo aver studiato le emozioni degli utenti Facebook punta a tracciare anche i movimenti del mouse degli iscritti. Lo ha dichiarato il capo analista Ken Rudin al Wall Street Journal. Il social network, infatti, sta testando un software per monitorare le attività degli iscritti sul sito, compresi gli spostamenti del cursore sullo schermo. Per ora si tratta di un test che coinvolge un piccolo gruppo di utenti. A margine di una conferenza a New York, Steve Rosenbush ha incontrato Ken Rudin.
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Studiati 1,3 miliardi URL, 22% delle pagine Web rimandano a Facebook
Che fosse la piattaforma più popolare al mondo era risaputo, così come lo storico traguardo dei 955 milioni di utenti che ha proclamato Facebook come vero e proprio fenomeno di massa. Ciò che emerge però da una ricerca di Matthew Berk e del suo Zyxt Labs di Seattle è che il 22% di tutte le pagine Web mondiali rimandano con i link direttamente al social network. Un dato che denota una straordinaria ed inedita capacità del social network di penetrare in Internet integrandosi in maniera totale.
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