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Jihad, donne dello Stato islamico contattate anche tramite Facebook


"Avevo il desiderio di capire, di sentire ciò che queste giovani vivono". Cosa spinge le ragazze europee a lasciare la famiglia per entrare a far parte dello Stato islamico? Dopo il caso delle tre teenager britanniche - Kadiza Sultana di 16 anni,  Shamima Begum e Amira Abase, entrambe di 15 anni - se lo ha chiesto una giornalista francese che ha raccontato la sua storia in un libro firmato con uno pseudonimo per le minacce che l'indagine le ha procurato. La donna ha aperto un falso account in Facebook e si è spacciata per una 20enne musulmana.

Iran: governo apre a Facebook, ma profili personali solo per ministri


Tutti i ministri iraniani hanno aperto ad agosto un profilo personale su Facebook, ma il social media più famoso del mondo è ancora inaccessibile per la popolazione, dato che il sito in Iran è bloccato dalle autorità. I media locali parlano comunque di un primo segno di apertura verso Internet da parte del governo. Facebook era finito nel mirino degli ayatollah iraniani in quanto anti islamico perché "diffonde immoralità". 

Le pagine Facebook dei 15 ministri sono visibili a Teheran attraverso un proxy, e sono state create dopo l'elezione del presidente Hasan Rouhani, tranne quella del ministro degli Esteri Javad Zarif che l'aveva già aperta nel 2009. Lo stesso Rouhani ha creato un suo profilo ufficiale, collegato a quello di tutti i ministri, che ha già ricevuto più di 7.000 "mi piace".  

Secondo Saeed Leilaz, un'analista della politica iraniana, potrebbe trattarsi dell'inizio di un abbassamento dei filtri informatici che ora bloccano certi siti web per la popolazione iraniana, tra cui Facebook. Rouhani stesso, durante al sua campagna elettorale a giugno, aveva promesso più trasparenza e apertura.

Rouhani potrebbe inaugurare una nuova era di apertura, in particolare a seguito di una serie di messaggi Twitter. La scorsa settimana, un tweet da un account a nome del presidente ha creato scalpore estendendo saluti agli ebrei per il nuovo anno ebraico. Un tono conciliante che ha rotto con l'antisemitismo associato a Mahmoud Ahmadinejad, predecessore di Rouhani. 

L'Iran ha una comunità ebraica tra 25.000 e 80.000 persone. L'uso dei social media da parte di alti funzionari non è senza precedenti, nonostante i divieti giuridici esistenti per gli iraniani. Facebook e Twitter sono stati ufficialmente banditi dopo gli sconvolgimenti che accolsero la contestata rielezione di Ahmadinejad nel 2009, quando gli attivisti dell'opposizione tentarono di usarli per organizzare manifestazioni.

Fonte: AGI
Via: Telegraph

Iran, divieto per donne di postare foto su Facebook senza velo islamico


"Le donne iraniane che pubblicano le proprie foto senza il velo sul web compiono un reato, violano la legge islamica e devono essere punite in base alla sharia". E' quanto ha dichiarato Mehdi Bakhshi, procuratore della città di Sirjan, nel sud-est dell'Iran, invitando le donne iraniane a rispettare il codice etico islamico anche sul web. Nelle scorse settimane era stata lanciata su internet una campagna per i diritti delle donne arabe, poichè un progresso tangibile passa per il cambiamento della condizione femminile.

Iran: ayatollah stabilisce che utilizzare Facebook è anti islamico


Facebook è anti islamico e il suo uso rappresenta un peccato per i musulmani. Lo ha stabilito un ayatollah iraniano, Lotfollah Safi-Golpaygani, il cui parere è stato diffuso dall'agenzia stampa iraniana Isna.

"Fondamentalmente, andare su un sito web che diffonde immoralità e può indebolire la fede è un'attività proibita e anti islamica, per questo diventarne membro e' haram (peccato) - ha affermato l'ayatollah - e' permesso solo l'uso di siti che diffondono i principi religiosi e non portano a nessuna immoralità".

In Iran è prassi comune richiedere pareri su pratiche sociali ai diversi ayatollah e le loro risposte sono una forma di editto religioso. Ma è difficile che questo pronunciamento possa scoraggiare gli utenti di Facebook. Secondo stime ufficiali dello scorso ottobre, ben 17 milioni di iraniani hanno il loro profilo sul social network, malgrado le restrizioni imposte dal governo.

Gli osservatori ritengono che gli utenti siano in realtà molti di più, in questo paese di 70 milioni di persone con il 60% della popolazione sotto i 30 anni. Qui le autorità hanno bloccato l'accesso a più di 5 milioni di siti, ma gli internauti riescono ad aggirare gran parte dei blocchi, così come i film e i Cd occidentali vietati sono facilmente reperibili al mercato nero.

Le autorità hanno recentemente creato una unità di cyberpolizia per controllare il web e vi è anche un progetto, più volte rinviato, per creare una rete Internet iraniana (Intranet).

 Il governo di Teheran ha infatti annunciato il lancio di una Rete nazionale chiamata "Clean web", mirata a scoraggiare una nuova primavera araba. Ispirata ai principi halal e in linea con la legge islamica, la nuova intranet intende censurare contenuti moralmente e politicamente scorretti e ripulire i social network da post e commenti sgraditi al regime.

Via: Adnkronos
Immagine: Inside Faccialibro

In allestimento il Facebook islamico, i primi test a inizio del 2012


L'anno prossimo partiranno i primi test di SalamWorld.com, il cosiddetto ''Facebook islamico'' in allestimento a Istanbul con l'ambizione di raccogliere 50 milioni di utenti in tre anni. La rete sociale sul web dedicata ai musulmani "SalamWorld" (''Salve mondo'') punta a diffondere fra i giovani i valori dell'islam evitando i messaggi devianti grazie ad una ''nutrita squadra'' di ''moderatori'', a filtri e a un'auspicata autodisciplina degli utenti.

Insulta l'Islam su Facebook, egiziano condannato ai lavori forzati


Tre anni di carcere e una condanna ai lavori forzati. Questa la condanna per un uomo egiziano, reo di avere offeso la religione islamica su Facebook. Il "blogger" di Facebook Ayman Hassan Mansour è stato condannato con l'accusa di "sfruttamento della religione per promuovere idee estremiste con l'intento di incitare il conflitto confessionale, danneggiare l'unità nazionale e insultare la religione islamica". L'islam dichiara di essere la religione madre da cui son derivate tutte le altre, compreso il cristianesimo ed il giudaismo.

Facebook oscurato in Arabia Saudita, è immorale secondo autority


L'accesso a Facebook è stato bloccato oggi in Arabia Saudita su decisione dell'autority delle comunicazioni che ha stabilito che il social network su Internet non rispetta i valori della tradizione wahabita del regno. Dal Pakistan al Bangladesh altri Stati arabi hanno già bloccato temporaneamente l'accesso al sito inventato da Marck Zuckerberg.

L'Egitto contro il concerto di Beyonce, governo cerca di distrarre il popolo


Il concerto di Beyonce, svoltosi ieri sera a Port Ghalib, sul Mar Rosso in Egitto, ha suscitato le ire di alcuni deputati e di gruppi su Facebook. Nei giorni scorsi Hamdi Hassan, deputato indipendente vicino ai Fratelli Musulmani, ha scritto al governo chiedendo perchè fosse stato autorizzato un concerto che si presenta più come "una festa a carattere sessuale, un'autorizzazione in violazione della sharia".

A preoccupare i Fratelli Musulmani, la madre di tutte le organizzazioni islamiche, è la sfida dell'ostentata siluette della pop star alla sharia, la legge islamica. Una sfida di contenuti più che di forme, a detta del parlamentare Hamdi Hassan: "Il governo cerca di distrarre il popolo con il peccato e la licenziosità per coprire i crimini che sta commettendo contro di lui".

Era già successo lo scorso anno quando l'imam Khaled al-Guindi aveva attaccato la performance della colombiana Shakira al Pyramids Plateau Cairo paragonandola alla prostituzione. Allora la protesta s'era infranta sulle note arabeggianti di "Whenever, Wherever".

Stavolta, nell'arena sul mar Rosso blindata come un vertice di capi di stato, la risposta è stata l'inno di Beyonce "I Am..", io sono..., versione pop-individualista del mantra obamiano "We Can". Ostile alla cantante anche il gruppo degli oppositori su Facebook, che conta ben 10mila aderenti. Per chi fosse interessato alla Fan Page di Beyonce Knowles su Facebook, potete trovarla a questo indirizzo.

Via: ANSA