WhatsApp, il popolare servizio di messaggistica di proprietà di Facebook, sta alzando l'età minima degli utenti da 13 a 16 anni in Europa per aiutarla a conformarsi alle nuove regole sulla privacy dei dati che entreranno in vigore il mese prossimo. La società ha affermato di aver agito in questo modo per rispettare l'imminente GDPR (General Data Protection Regulation) dell'Unione Europea che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio. La normativa non prevederà però l'esibizione di un documento d'identità da parte degli iscritti e non obbligherà a WhatsApp una procedura di verifica.
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GDPR, WhatsApp si conforma: vietato ai minori di 16 anni in Europa
WhatsApp, il popolare servizio di messaggistica di proprietà di Facebook, sta alzando l'età minima degli utenti da 13 a 16 anni in Europa per aiutarla a conformarsi alle nuove regole sulla privacy dei dati che entreranno in vigore il mese prossimo. La società ha affermato di aver agito in questo modo per rispettare l'imminente GDPR (General Data Protection Regulation) dell'Unione Europea che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio. La normativa non prevederà però l'esibizione di un documento d'identità da parte degli iscritti e non obbligherà a WhatsApp una procedura di verifica.
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Class action dei genitori per acquisti fatti dai minorenni su Facebook
Una class-action, simile a quella affrontata da Apple e Google, per gli acquisti fatti dai ragazzini senza il consenso dei genitori. È quella che si prepara ad affrontare Facebook, autorizzata da un tribunale californiano per presunte violazioni della legge dello Stato Usa sul rimborso degli acquisti effettuati. Il caso è nato nel 2012, a intentare la causa i genitori di un gruppo di minorenni che hanno acquistato, senza la loro autorizzazione, crediti virtuali da usare nei giochi online.
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Facebook potrebbe incrementare la voglia di bere alcolici nei giovani
Facebook potrebbe indurre alcuni utenti a bere alcolici. Uno studio della Michigan State University ha infatti scoperto che più gli utenti del social network vengono coinvolti in pagine o post correlati all'alcol, condividendo o anche semplicemente commentando, più è probabile che considerino di bere alcolici. Per arrivare a questi risultati i ricercatori hanno coinvolto nello studio 400 persone. Gli studiosi hanno indagato sui sentimenti dei soggetti in seguito all'esposizione ad annunci su Facebook correlati all'alcol.
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WhatsApp insidia Facebook tra adolescenti, ma 11,5% mai connesso
App e social in ascesa nel gusto degli adolescenti in Italia. Nel 2015 lo usa il 59 per cento dei ragazzi tra i 12 e i 17 anni, con un aumento del 39 per cento dal 2013. Diminuisce invece, anche se resta sempre solida, la presenza dei ragazzini su Facebook con il 75 per cento; meno uno su tre invece usa Twitter. Una ricerca di Ipsos per Save the Children, effettuata a gennaio 2015, su un campione di 1.000 ragazzi, mette a fuoco le abitudini dei nativi digitali di casa nostra, rivelando un doppio volto.
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Facebook aggiunge un avvertimento per i video dai contenuti violenti
Facebook ha iniziato a mettere gli avvisi sui video che mostrano contenuti violenti che potrebbero "scioccare, offendere o sconvolgere" gli utenti. Le etichette impediscono ai video di partire automaticamente nel News Feed a meno che non si fa clic, a differenza di altre clip. Facebook ha confermato che il nuovo sistema è in atto dal mese di dicembre, ed è un modo per evitare che i video pubblicati in modo irresponsabile possano essere visualizzati automaticamente. In precedenza tali contenuti venivano riprodotti con auto-play sul sito.
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Facebook introduce gli AMBER Alerts per segnalare bimbi scomparsi
Facebook aiuta nelle ricerche dei bambini scomparsi, attraverso lo smartphone. Inserisce nel flusso di notizie degli utenti gli Amber Alerts, un sistema usato in molti paesi per trovare bimbi rapiti o scomparsi. Funziona così: quando si è una determinata area dove si è verificata la scomparsa di un bimbo, appare sul proprio flusso di notizie un "alert", una sorta di scheda dei bimbi "missing" con foto e informazioni decise dalla forze dell'ordine, Facebook si occupa solo della diffusione. Al momento il servizio sarà attivo solo negli Stati Uniti.
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Ragazzina stuprata da branco, profilo Facebook finto a nome vittima
Un falso profilo su Facebook ha innescato una spirale di violenza che ha distrutto l'esistenza di una quattordicenne di Molfetta. Quattro ragazzi maggiorenni sono stati arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri con l'accusa di aver fatto parte di un branco che ha violentato e minacciato la ragazzina. Sulla pagina del social network, aperta a sua insaputa, c'era scritto il suo nome ed era riportato il suo numero di cellulare.
E, tra le caratteristiche, era indicato "ragazza disponibile a tutto". Un giorno i ragazzi avrebbero convinto la minore, adescata attraverso quel numero di cellulare pubblicato su Facebook, a fare un giro in scooter e allora sarebbe scattata la violenza di gruppo che si sarebbe consumata, la prima volta, alla fine dell'aprile 2012 in un anfiteatro all'aperto a Molfetta. A cui sarebbero seguiti altri episodi tra cui un tentativo di violenza persino durante una gita con il gruppo dell'oratorio.
Inutile il tentativo, fatto dalla minore, di liberarsi di quel numero di telefono gettando la scheda Sim. La persona che aveva creato il falso profilo Facebook è stata identificata: era una coetanea della 14enne, che dopo la creazione di quella pagina online, aveva anche chiesto scusa all'amica. I quattro sono finiti ai domiciliari su disposizione del gip. Una quinta persona è indagata ma la sua posizione, avendo meno di 18 anni all'epoca dei fatti, è al vaglio del tribunale dei minori.
Restano ancora da identificare gli altri membri del gruppo. Dagli inquirenti arriva un appello: attenzione all'uso che si fa dei social network. "I ragazzi - ha spiegato il procuratore aggiunto di Trani, Francesco Giannella - non si rendono conto della portata delle conseguenze di un cattivo uso di certi strumenti" come i social network. La giovane che ha creato il falso profilo è stata identificata ma non è coinvolta nell'indagine.
Fonte: La Repubblica
Via: AGI
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Usa: mette su Facebook foto con figlia, poi la uccide e tenta suicidio
Un giovane padre posta la foto della figlia di 19 mesi su Facebook e la uccide con una pistola che poi punta su di sè. Per la piccola non c'è stato nulla da fare, mentre Merrick McKoy è ricoverato in ospedale. E' successo nella mattinata di lunedì a Westmister in Colorado e il motivo della azione estrema dell'uomo è una lite furibonda con la mamma della bimba, Kim Phanthavongsa.
Sul profilo del social network, il 22enne aveva pubblicato: "Ti avevo detto che non avrei potuto vivere senza di te, forse pensavi stessi giocando, adesso io e mia figlia ci togliamo di mezzo". Poi il suo ultimo post: "Non giudicatemi non avevo scelta". Sotto choc Kim, 21 anni, che ha raccontato alla polizia di essersi svegliata con la pistola puntata e poi di essere riuscita ad andare dai vicini per chiamare il 911.
McKoy è sopravvissuto alla ferita d'arma da fuoco ed è stato ricoverato in ospedale in Colorado. La giovane ha spiegato che Merrick era un ragazzo molto geloso e possessivo. McKoy era stato anche oggetto di un ordine restrittivo dopo un incidente di violenza domestica nei confronti di Kim. Era stato accusato di aggressione, furto con scasso, violazione di domicilio e molestie.
La polizia ha detto che su McKoy era stato emesso un ordine restrittivo della libertà personale che gli vietava di essere in quel appartamento. McKoy era stato arrestato dalla polizia di Westminster il 27 settembre ed un giudice della contea di Adams aveva emesso l'ordine tre giorni dopo, il 30 settembre, lo stesso giorno che McKoy è stato rilasciato dal carcere dopo l'invio di 20.000 dollari di cauzione.
La polizia ha detto che su McKoy era stato emesso un ordine restrittivo della libertà personale che gli vietava di essere in quel appartamento. McKoy era stato arrestato dalla polizia di Westminster il 27 settembre ed un giudice della contea di Adams aveva emesso l'ordine tre giorni dopo, il 30 settembre, lo stesso giorno che McKoy è stato rilasciato dal carcere dopo l'invio di 20.000 dollari di cauzione.
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Facebook ammette che giovani stanno perdendo interesse per il sito
Facebook ammette che il fascino esercitato sui teenager sta scemando. Nella conference call seguita alla diffusione della trimestrale, il social network riconosce anche che la crescita della pubblicità sperimentata nel trimestre potrebbe essere insostenibile. In realtà non è chiaro a che fascia di età Facebook si riferisca. Quello che invece è certo è che i giovani preferiscono Twitter (del quale si attende lo sbarco in borsa), Snapchat e Instagram (per altro di recente acquisita da Facebook).
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India: genitori le vietano Facebook, adolescente si impicca in camera
Una ragazza indiana di 17 anni si è suicidata dopo che i suoi genitori le avevano proibito di usare Facebook. E' successo a Parbhani, nello stato di Maharashtra, nell'India occidentale. "Mercoledì sera, ha avuto una discussione con i suoi genitori che gli avevano detto di non usare Facebook e il suo cellulare tutto il giorno per chiacchierare", ha raccontato l'agente di polizia Nanal Peth.
"Gli avevano detto di concentrarsi sullo studio. Dopo la lite, si è chiusa a chiave nella sua stanza ed è stata trovata in seguito impiccata", ha aggiunto. Le forze dell'ordine hanno riferito che la ragazzina aveva lasciato un messaggio per spiegare il gesto nel quale faceva riferimento alla proibizione di Facebook. Suo padre ha dichiarato: "Ancora non riesco a crederci. Siamo in un profondo shock".
"Volevamo solo si concentrasse sui suoi studi. Non potevamo mai pensare che lei avrebbe fatto un gesto del genere", ha aggiunto Dahiwal. Johnson Thomas, direttore di Aasra, un servizio di assistenza con sede a Mumbai, che lavora per la prevenzione dei suicidi, ha detto che i problemi affrontati da giovani vanno dalla mancanza di comunicazione con i genitori alle relazioni interrotte.
Gli esperti dicono che i casi di suicidio sono in aumento. L'utilizzo di Internet è ancora minoritario in India, ma sta crescendo rapidamente: entro il 2013 il web raggiungerà 200 milioni di persone, su una popolazione di 1,2 miliardi. Secondo i dati della Tata consultancy services, tre quarti degli adolescenti indiani preferiscono usare Facebook rispetto al cellulare per comunicare con gli amici.
Fonte: AGI
Via: WSJ
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Randi Zuckerberg, libro informa bambini su pericoli nuove tecnologie
Bambini, attenzione all'uso consapevole dei social network e delle nuove tecnologie. A sostenerlo è la sorella del fondatore di Facebook, Randi Zuckerberg, che ha lasciato il suo ruolo di manager all'interno della società nel 2011. Mentre Mark Zuckerberg ha deciso, proprio in questi giorni, di allentare le regole della privacy per i minori, Randi Zuckerberg ha scritto un libro per informare i più piccoli sui pericoli delle nuove tecnologie e dei social network.
Randi ha pubblicato una storia che non incoraggia certo l'uso della piattaforma inventata dal fratello. Il libro, come spiega infatti la stessa Randi sul suo blog, racconta la storia di una ragazzina di nome Dot (da Dot com), completamente dipendente dal suo smartphone, che un giorno si rende conto che la vita nei grandi spazi aperti è molto più divertente di quella davanti a uno schermo di un tablet o di un telefono. Il libro sarà disponibile dal 5 novembre 2013.
La tecnologia ha cambiato praticamente ogni parte della nostra vita: il modo in cui interagiamo con gli amici e la famiglia, come noi alleviamo i nostri figli, come annunciamo le notizie più importanti della vita, come troviamo l'amore, e di come gestiamo le nostre carriere. In "Dot Complicated", Randi Zuckerberg ci mostra attraverso racconti di prima mano del suo tempo a Facebook, le opportunità e gli ostacoli, problemi e soluzioni, di questa nuova realtà online.
Nel processo, vengono fissate le regole per portare un pò d'ordine e chiarezza alla nostra vita online. "Internet, social network e gli smartphone - scrive Randi - ci hanno dato nuovi incredibili strumenti e modi di comunicare, collaborare, e di vivere con gli altri. Siamo in grado di utilizzare le nuove tecnologie per comprendere e risolvere alcune vecchie sfide che gli individui e comunità di tutto il mondo hanno dovuto affrontare da molto tempo prima di Facebook".
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Facebook cambia Policy, anche per minorenni post pubblici e seguaci
Da qualche giorno anche i minorenni possono condividere i propri post, immagini e video su Facebook con chiunque e non soltanto con la propria cerchia di amici. E' la novità annunciata il 16 ottobre dal social network che coinvolge i giovani dai 13 ai 17 anni, che fino ad ora non potevano rendere pubbliche foto e status. Nel comunicarlo, Facebook ha chiarito che i minorenni verranno avvisati, prima di postare un contenuto, dei rischi che si possono correre coinvolgendo sconosciuti.
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Posta su Facebook foto hard della ex diciassettenne, arrestato stalker
Pubblica su Facebook le foto pornografiche che aveva realizzato con l'ex fidanzata con cui ha troncato la relazione da tempo e viene arrestato. E' successo a Caltanissetta dove i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile hanno arrestato Davide Miraglia. E' accusato di produzione e divulgazione di materiale pedopornografico, diffamazione e minaccia.
Miraglia era agli arresti domiciliari, perchè era già stato incriminato per stalking nei confronti della minorenne, alla quale è legato da una parentela. Un'indagine che s'è mossa sull'asse Caltanissetta-California, in particolare a Palo Alto dove ha sede Facebook.
E' stata la madre della diciassettenne a denunciare lo scorso 2 settembre che sul profilo Facebook di Miraglia erano state postate scatti hard in cui v'era in posa la figlia e che altre immagini compromettenti erano state pubblicate su un secondo profilo.
Miraglia, inoltre, avrebbe inviato un sms all'ex fidanzata minacciandola che avrebbe fatto girare altre foto osè se non fossero tornati insieme. Ma scavando nella rete, i carabinieri hanno individuato un terzo profilo dove Miraglia aveva pubblicato altre foto.
Venerdì notte i carabinieri hanno perquisito l'abitazione di Miraglia, sequestrando diversi cellulari, numerosi Cd e un computer che saranno analizzati dagli specialisti per verificare se contengano altro materiale pedo-pornografico. Ora le indagini dei carabinieri mirano ad individuare se vi sono stati altri utenti di Facebook che hanno condiviso le foto pubblicate da Davide Miraglia.
Via: AGI
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Quattordicenne suicida: Moige denuncia Facebook, omesso controllo
Più volte critici nei confronti dei social network, il Moige - movimento italiano genitori - denuncia Facebook per la vicenda della 15enne suicida lo scorso gennaio a Novara. Oltre alla responsabilità degli 8 minori che la Procura dei minori di Torino ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di istigazione al suicidio e detenzione di materiale pedopornografico, corresponsabilità ci sarebbero - secondo il Moige - da parte della multinazionale per omesso controllo e vigilanza.
Il Moige ha presentato una formale denuncia alla Procura di Roma, ed "è pronto a costituirsi parte civile in tutti i prossimi episodi di mancato controllo a danno dei minori da parte di Facebook". Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, spiega che "dopo gli ultimi casi di cronaca e le segnalazioni ricevute di contenuti più che discutibili, i casi di bullismo e anche adescamento pedopornografico su Facebook" è stato deciso di procedere ricorrendo all'autorità giudiziaria.
"Come genitori - prosegue la presidente del Moige - non possiamo più tollerare il far west che vivono i nostri figli iscritti senza il nostro consenso a Facebook, la questione dell'accesso e vigilanza è centrale. Abbiamo più volte ricordato che l'iscrizione dei minori concretamente comporta la formalizzazione di un contratto da parte di un soggetto che non ha ancora capacita' giuridica per farlo, nè al genitore è riconosciuta la possibilità di esercitare la legittima potestà di controllo sul proprio figlio".
Ed è "grave che una multinazionale come Facebook non effettui una vigilanza sulle piazze virtuali, che sembrano diventate lo strumento privilegiato per pedofili e bulli. Siamo indignati e preoccupati per il silenzio e l'indifferenza di chi gestisce questi potenti mezzi di comunicazione, senza un'adeguata politica di tutela dei minori", conclude il Moige. Mentre si attende la replica del social network, sulla pagina Facebook Safety dei video di esperti spiegano come difendersi dal cyberbullismo.
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Facebook vietato per brutti voti: ragazzina si butta in dirupo, salvata
Andava male a scuola e i genitori le avevano limitato l'utilizzo di pc e Facebook. Per questo una ragazzina di 14 anni di origine romena non era tornata a casa da scuola e si era poi lanciata in un dirupo. È successo nel canavese. Portata all'ospedale di Ivrea se l'è cavata con una prognosi di 40 giorni.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, venerdì scorso la ragazza al termine delle lezioni non era tornata a casa. Gli amici e la convivente del padre l'avevano rintracciata intorno alle 18,30 nei pressi del Castello Medievale del paese ma lei, rimproverata per essersi allontanata, è saltata nel dirupo.
Subito è stata soccorsa dai sanitari del 118. Successivamente è emerso che la ragazza temeva nuovi rimproveri del padre che le aveva limitato l'uso del computer dopo che, convocato a scuola dagli insegnanti, aveva saputo delle numerose assenze e del cattivo rendimento scolastico della figlia.
Il mese scorso, per curare la dipendenza da Facebook della figlia quattordicenne, Paul Baier ha fatto firmare un vero e proprio contratto, che prevede la disattivazione del suo profilo. Se la ragazzina non userà il social network fino al 26 giugno, suo padre la ricompenserà con 200 dollari.
Via: La Stampa
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Facebook corregge bug che trapelava numeri di telefono degli utenti
Facebook ha corretto un bug che permetteva il leak dei numeri di telefono degli utenti agli sviluppatori di applicazioni. Riportato nel mese di giugno 2012, l'errore API (Application Programming Interface) ha interessato il campo email in alcune applicazioni mobili che accedono alle API di Facebook. Il rapporto originale del glitch è stato riprodotto in un avviso di Facebook Developers in cui Alvin Sng, ingegnere di Facebook, ha detto che dovrebbe essere risolto.
Facebook ha detto che durante il recupero di e-mail di un utente tramite l'API Graph, gli sviluppatori di applicazioni hanno ricevuto un numero di 10 cifre una volta ogni 1.000 utenti, più o meno, al posto dell'indirizzo e-mail formattato correttamente che il campo della documentazione doveva restituire. Ma, come sottolineato da Zach Miners di IDG (International Data Group), alcuni sviluppatori di app hanno riportato incidenze significativamente più elevate.
Uno di questi sviluppatori - Nathan Cobb, investigatore di ricerca con l'American Legacy Foundation, un'organizzazione antifumo senza scopo di lucro - ha detto che il gruppo di app per smettere di fumare, Ubiquitous, ha restituito numeri di telefono per circa uno ogni 200 utenti, secondo i rapporti di Miners. Facebook non ha riportato se sia o meno a conoscenza di sviluppatori che hanno usato i numeri per chiamare gli utenti a promuovere i propri servizi.
Ultimamente il social network ha affrontato problemi di privacy collegati al Graph Search, il suo nuovo motore di ricerca sociale, attualmente in versione beta. Lo strumento è stato progettato per consentire agli utenti di trovare più facilmente le cose sul sito attraverso le loro relazioni sociali, ma alcuni si sono chiesti se riveli troppo. Facebook ha spiegato nelle ultime settimane, per esempio, perché Graph Search non compromette i diritti di privacy dei minori.
Fonte: Network World
Via: Facebook Developers
Fonte: Network World
Via: Facebook Developers
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Facebook mette in evidenza tutela privacy dei minori su Graph Search
Con il test della nuova funzione Graph Search di Facebook a pieno regime, il social network ha provveduto a rassicurare i genitori di adolescenti che i loro figli non sono a rischio, definendo misure che sono state adottate per proteggere gli utenti dai 13 ai 17 anni. Con Graph Search, è possibile cercare qualsiasi cosa in comune con voi su Facebook, e gli altri possono trovare cose che avete condiviso con loro.
Attualmente, Graph Search è a disposizione di un piccolo numero di persone che utilizzano Facebook in lingua inglese (Stati Uniti). Il social network sta distribuendo questo prodotto lentamente in modo che possa valutare come le persone lo usano e apportare dei miglioramenti. Come per tutti i suoi prodotti, Facebook ha progettato Graph Search per tener conto delle esigenze specifiche dei ragazzi su Facebook.
Un nota della pagina di Facebook Safety ha ribaditodei suggerimenti generali per gli utenti preoccupati per la privacy. Come sempre, quando si condivide qualcosa su Facebook, ricordatevi di usare il buon senso e di condividere responsabilmente. Il Registro attività rende facile vedere le cose che avete postato su Facebook, modificare il pubblico di foto del passato, e scegliere ciò che appare sulla vostra Timeline.
Facebook ha recentemente annunciato alcuni nuovi strumenti che rendono più facile intervenire su più foto, come untagging, o chiedendo che vengano rimossi con una click. Oltre al Registro attività, rivedete la scheda "Circa" per verificare eventuali informazioni di base che avete condiviso con gli altri sul tuo profilo, come ad esempio la propria città, il posto di lavoro, le pagine che vi piacciono, o la vostra istruzione.
Le stesse persone che possono vedere queste informazioni sul loro profilo possono cercare queste informazioni su di voi. Controllate questa sezione per assicurarsi di avere dimestichezza con il pubblico con cui si è scelto di condividere queste informazioni. Come sempre, non esitate a segnalare eventuali contenuti offensivi che vedete su Facebook attraverso appositi collegamenti in tutto la piattaforma.
Via: Facebook Safety
Usa, padre sigla accordo con figlia: 200 $ per 5 mesi senza Facebook
Paul Baier, alto dirigente di una società energetica di Boston, Massachusetts, ha pubblicato sul suo blog un vero e proprio "contratto" stipulato con la figlia quattordicenne, in cui si impegna a pagarle 200 dollari se lei non accederà a Facebook per cinque mesi. Secondo quanto si legge sul contratto che ha chiamato "Facebook Deactivation Agreement", la prima rata da 50 dollari non arriverà nelle tasche della teenager prima del 26 aprile e il saldo non prima del 26 giugno.
La ragazzina ha già dato la password del suo account al padre, che così potrà cambiarla in modo da impedire accessi furtivi. "In realtà è stata una sua idea", ha detto il signor Baier a The Daily Dot. "Vuole guadagnare soldi e trova Facebook a volte una distrazione e anche una perdita di tempo". La prova è iniziata da qualche giorno e per sapere se la figlia riuscirà a rispettare il suo impegno non resta che attendere i prossimi mesi.
Che la dipendenza da Facebook non faccia bene alla salute è noto da tempo (meno ore di sonno la notte), ma a dimostrarlo ulteriormente sarebbero stati i ricercatori di due università statunitensi, che dopo uno studio, sono giunti alla conclusione che il social network potrebbe far ingrassare. "Abbiamo dimostrato che l'utilizzo del social network più popolare di oggi, Facebook, può avere un effetto negativo sull'auto-controllo delle persone".
Così dicono il dottor Andrew Stephen dell'Università di Pittsburgh che insieme al dottor Keith Wilcox della Columbia University hanno condotto uno studio su più di 1.000 utenti di Facebook che hanno dimostrato come il social network potrebbe portare alcuni utenti a mostrare una perdita di auto-controllo. I risultati, dicono i ricercatori, "suggeriscono che l'uso maggiore del social network è associato ad un più alto indice di massa corporea, aumento di binge eating".
Vie: Daily Dot | Metro Weekly
Ragazzi sempre più dipendenti da Internet, oltre il 50% su Facebook
Presentato il Rapporto 2012 di Telefono Azzurro e Eurispes: adolescenti a rischio dipendenza da Internet. Le applicazioni per cellulari maggiormente usate dai ragazzi sono: il collegamento a Internet (54%), l’uso dei Social Network quali Facebook e Twitter (50,8%), la visione di filmati su YouTube (49 per cento), l’utilizzo di giochi quali Angry Birds e Fruit ninja (44,8 per cento).
Seguono iTunes o altre app per ascoltare musica (26,8%), Instagram o altre app per le foto (21,8%), Live Score o altre app con aggiornamenti sui risultati sportivi (18,8%), preferite largamente dal pubblico maschile. Chiudono la classifica l’utilizzo di mappe o del navigatore (13,8%), di Skype (10,8%) e di iMovie o altre applicazioni per i video (10,4%).
Quale sarebbe la paura più grande dei ragazzi se gli fosse preclusa di collegarsi ad Internet? Il 55,7% avrebbe paura di non venire a sapere le cose, di non venire a conoscenza o non essere aggiornato su eventi e appuntamenti, il 50,2 per cento di essere tagliato fuori da ciò che quotidianamente accade nel mondo, il 46,5% di perdersi qualcosa di divertente.
Ed ancora il 38,4 per cento di non avere più la possibilità di conoscere nuove persone, il 31,9 per cento di perdersi qualcosa di più interessante della vita normale, il 22 per cento di restare fuori dalla propria cerchia di amicizie, che molto si nutre e si cementa nel Web e sui Social Network, il 17,2 per cento di perdere l’opportunità di trovare un partner.
Alla domanda “ti capita, quando sei connesso a Internet, di non riuscire a staccarti, anche se ti sei riproposto di farlo?” quasi metà degli adolescenti (47 per cento) risponde “qualche volta”, al 14,5 per cento accade spesso e al 7,2% sempre. Solo il 30,3 per cento dei ragazzi non mai messo in atto comportamenti di dipendenza, anche se con diverse gradazioni, dalla Rete.
Via: Telefono Azzurro
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Pedopornografia: adesca 12enne in chat Facebook, indagato 20enne
Ha tentato di adescare una ragazzina di 12 anni e di farla spogliare in webcam, ma la mamma si è insospettita, ed è grazie a questo che la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia, insieme al Commissariato di polizia di Città di Castello, ha smascherato e denunciato un 20enne altotiberino incensurato.
L'indagine ha preso avvio dalla denuncia di una madre di Città di Castello preoccupata da quanto accaduto alla propria figlia 12enne: nel corso di un collegamento in chat su Facebook aveva ricevuto la proposta di un anonimo di spogliarsi davanti alla webcam e praticare alcuni giochi erotici.
Le indagini e gli accertamenti tecnici svolti in collaborazione tra il personale del compartimento di Polizia Postale di Perugia e dal commissariato di Città di Castello hanno permesso l'individuazione dell'utenza telefonica da dove partivano le connessioni collegate alla chat, con la quale il responsabile del reato aveva tentato di far spogliare la minore.
Le connessioni portavano a casa di un 20enne incensurato della zona che, per accattivarsi le simpatie della ragazzina, si era spacciato per un 13enne. Raccolti gli indizi di prova, la Procura di Perugia ha delegato gli investigatori per una perquisizione informatica.
Lì gli esperti informatici della Polizia Postale hanno trovato nel computer del ragazzo materiale pedopornografico, posto sotto sequestro. Il giovane è stato quindi indagato, in stato di libertà per la mancanza di precedenti penali, per il tentativo di adescamento della minore e per la detenzione di materiale pedopornografico.
Fonte: Adnkronos
Via: Libero Quotidiano
Fonte: Adnkronos
Via: Libero Quotidiano
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