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Facebook presenta nuova piattaforma prevenzione contro il bullismo


Facebook lancia in Italia la piattaforma di prevenzione contro il bullismo in collaborazione con Save the Children Italia e Telefono Azzurro. "Oggi lanciamo il nuovo Centro di prevenzione contro il bullismo, in Italia che offrirà strumenti importanti per consentire alle persone di aiutarsi a vicenda quando assistono a episodi di bullismo, sia online che offline", si legge in un post di Facebook Safety.

Quattordicenne suicida: Moige denuncia Facebook, omesso controllo


Più volte critici nei confronti dei social network, il Moige - movimento italiano genitori - denuncia Facebook per la vicenda della 15enne suicida lo scorso gennaio a Novara. Oltre alla responsabilità degli 8 minori che la Procura dei minori di Torino ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di istigazione al suicidio e detenzione di materiale pedopornografico, corresponsabilità ci sarebbero - secondo il Moige - da parte della multinazionale per omesso controllo e vigilanza. 

Il Moige ha presentato una formale denuncia alla Procura di Roma, ed "è pronto a costituirsi parte civile in tutti i prossimi episodi di mancato controllo a danno dei minori da parte di Facebook". Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, spiega che "dopo gli ultimi casi di cronaca e le segnalazioni ricevute di contenuti più che discutibili, i casi di bullismo e anche adescamento pedopornografico su Facebook" è stato deciso di procedere ricorrendo all'autorità giudiziaria. 

"Come genitori - prosegue la presidente del Moige - non possiamo più tollerare il far west che vivono i nostri figli iscritti senza il nostro consenso a Facebook, la questione dell'accesso e vigilanza è centrale. Abbiamo più volte ricordato che l'iscrizione dei minori concretamente comporta la formalizzazione di un contratto da parte di un soggetto che non ha ancora capacita' giuridica per farlo, nè al genitore è riconosciuta la possibilità di esercitare la legittima potestà di controllo sul proprio figlio". 

Ed è "grave che una multinazionale come Facebook non effettui una vigilanza sulle piazze virtuali, che sembrano diventate lo strumento privilegiato per pedofili e bulli. Siamo indignati e preoccupati per il silenzio e l'indifferenza di chi gestisce questi potenti mezzi di comunicazione, senza un'adeguata politica di tutela dei minori", conclude il Moige. Mentre si attende la replica del social network, sulla pagina Facebook Safety dei video di esperti spiegano come difendersi dal cyberbullismo.


Fonte: MOIGE
Via: AGI

Novara/ ragazza suicida, Moige: Facebook e Twitter simile far-west


Il Movimento Italiano Genitori (Moige) chiede di fare subito chiarezza sulle cause del suicidio della 14enne di Novara e si dichiara pronto a costituirsi parte civile. In particolare manifesta preoccupazione per il cyber-bullismo: "temiamo che i social network non garantiscono la sicurezza dei nostri figli", ha dichiarato il direttore generale del Moige, Antonio Affinita

"Il fenomeno del cyber-bullismo - aggiunge Affinita - sempre più dilagante continua a non essere affrontato, se non quando succedono fatti di cronaca cosi devastanti come il suicidio della giovane 14enne". "I social network - osserva - da grande opportunità stanno diventando un grande problema: in questo momento, sono un far west, senza regole, né controlli". 

"Se dovesse essere accertato quanto riportato dagli amici della giovane, - aggiunge il direttore del Moige - ci troveremmo davanti a un vero e proprio concorso di responsabilità penale gravissima del social network, colpevole di non aver vigilato, nei suoi server, sulla presenza del gruppo di minori protagonista di queste violenze psicologiche verso la ragazza".

"Noi genitori - ammonisce Affinita - non possiamo tacere. Pretendiamo che ci siano vere garanzie a tutela dei nostri figli, soprattutto quando si parla della loro sicurezza: tutti devono sentirsi responsabili, compresi coloro che dalla rete traggono profitto. Siamo indignati e preoccupati per l'indifferenza di chi gestisce questi strumenti: la vita dei nostri figli vale di piu' del profitto".


Fonte: La Stampa
Foto: Facebook

Facebook e gli smartphone: fenomeni di massa tra gli adolescenti


Una generazione seduta, con oltre il 60% degli adolescenti che trascorre tra le 10 e le 11 ore tra la sedia e la poltrona. La fotografia è stata scattata dall'edizione 2011-2012 dell'indagine 'Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti' della Società Italiana di Pediatria, giunta alla 15^ edizione, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti (1042 maschi - 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore. Dall'indagine emerge, inoltre, che i ragazzi sono un popolo di nottambuli.

Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. Sono otto su dieci i tredicenni che hanno il profilo su Facebook (il 79,8%, con un altro 6,5% vuole farlo a breve), mentre appena un anno fa erano il 10% in meno. E se per l’Autorità per le Tlc ormai il 30% dei telefonini italiani va su internet, molti sono in tasca agli adolescenti: il 65% del campione ne possiede uno. A collegarsi alla rete per più di 3 ore al giorno è il 17% (media nazionale), ma il 25,4% nelle grandi città.

Ad avere il profilo sul Facebook è l’80% (50% nel 2009 , 61% nel 2010) ma nelle grandi città si supera l’85%. E nell’ambito della navigazione in rete, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane. Per il 77,7% del campione le regole imposte dai genitori vanno bene, mentre solo il 16,5% le considera eccessive e un altro 6% addirittura poche. Cala il bullismo classico, ma preoccupa quello sul web.

“Forse qualche regola più rigida non farebbe male - commenta a Maurizio Tucci, curatore dell’indagine - se si pensa che più del 50% va a letto dopo le 23 anche se il giorno successivo c’è scuola, e la percentuale sfonda il 90% se invece non ci sono lezioni. Inutile dire - prosegue Tucci - che le ore “midnight round” i baby nottambuli le trascorrono davanti alla TV o, molto più spesso, navigando in Internet, indisturbati nella propria camera da letto, il 68%, infatti, ha il PC in camera da letto e il 61% la TV. Naturalmente il 45% li ha entrambi”.

Polpost: Facebook tra i social network più insidiosi per i minori


Spetta ai social network l'infelice primato della realta' virtuale piu' insidiosa per i minori. E' su Facebook e simili che corrono piu' rischi, potenziali vittime di pedofili pronti ad adescarli. Ma anche piu' esposti al bullismo, diventato ormai sempre più 2.0: dai banchi di scuola ha finito per infettare e contagiare la Rete. 

"Sicuramente - riconosce Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, intervenendo a un congresso organizzato oggi a Roma da Telefono Azzurro in occasione della giornata mondiale per la sicurezza su internet - i social network sono la realta' che ormai cela piu' insidie. Stanno diventando uno dei percorsi abituali, battuto dai pedofili per adescare vittime". A renderli piu' rischiosi, anche il fatto che i ragazzi abbassano le difese quando si trovano a navigare sui loro profili. 

"Si sentono piu' sicuri, al riparo - spiega Apruzzese - e con le nuove tecnologie basta un telefonino per accedervi, dunque sono sempre connessi". La nota positiva "e' che sta aumentando la sensibilita', la conoscenza del fenomeno - precisa il direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni - quindi abbiamo segnalazioni preventive, che arrivano prima e ci consentono di tagliare i tempi degli interventi a difesa dei minori". Pedofili online, a caccia delle loro prede sul web. 

Nel mirino ragazzini da adescare sfruttando le potenzialita' della Rete. Un fenomeno in allarmante crescita, come mostrano i numeri dei pedofili stanati online e finiti in manette. E se da un lato è la piaga della pedofilia a preoccupare, dall'altra c'e' il bullismo 2.0 con cui la Polizia Postale è chiamata a fare i conti. Un fenomeno di cui si è spesso parlato negli anni recenti, legato ad episodi di cronaca in cui i ragazzi erano sia attori che vittime e che oggi ha nuovi confini con l’avvento dei social network che, a loro volta, ridefiniscono i concetti di amicizia, di relazione e di comunità.

Via: Adnkronos
Foto dal Web

Web tabù tra genitori e figli, solo 26% dichiara uso di Facebook


Solo un adolescente su quattro parla con i propri genitori di Internet e di nuove tecnologie e un genitore su cinque conosce poco o niente delle attività dei figli nel 'mondo virtuale'. E' quanto rileva Telefono Azzurro, secondo cui il 68,8% dei genitori non parla mai, o solo occasionalmente, con i propri figli della Rete. 

Solo il 26.8% dichiara di utilizzare Facebook e, sebbene i dati sul sexting e il cyberbullismo siano in crescita, l'88,9% dei genitori intervistati ritiene impossibile che il figlio possa spogliarsi e mettere sue immagini/video online, mentre l'84% ritiene impossibile che i figli diffondano su Internet informazioni/video che possono far soffrire altri coetanei. 

Questo gap di conoscenze si traduce non solo in un'assenza di dialogo con i figli su potenzialità e rischi delle nuove tecnologie, ma nell'utilizzo di strategie 'repressive' anziche' educative: non sapendo concretamente come tutelare i ragazzi, molti genitori italiani, a differenza di quelli europei, continuano ad utilizzare la proibizione e il controllo del tempo come unica modalita' di tutela dei figli. 

In occasione del Safer Internet Day - La Giornata per la Sicurezza su Internet che si celebra in tutto il mondo il 7 febbraio, S.O.S. Il Telefono Azzurro Onlus organizza l'evento 'GenerAzioni web!: Genitori e Figli insieme per una rete più sicura', un confronto aperto con la partecipazione attiva di centinaia di studenti e la presenza delle istituzioni, dei genitori, degli insegnanti e di esponenti del mondo della Comunicazione e delle nuove tecnologie. 

Un'occasione importante per fare il punto sui pericoli che bambini e adolescenti corrono in Rete, rischio spesso sottovalutato dai genitori, che in una recente indagine di Telefono Azzurro e Eurispes dichiarano di saper utilizzare Internet ''poco'' o ''niente'' (35%) e ritengono impossibile che il proprio figlio chattando incontri un adescatore pedofilo e che veda su Internet immagini sessualmente esplicite (46,4%).

Via: Adnkronos

Cyberbullismo dilagante su Facebook tra i teenager americani


Il centro Pew Internet & American Life Project ha analizzato, fra l'aprile e il luglio scorso, le esperienze online di 799 adolescenti americani fra i 12 e i 17 anni. L'80% di essi utilizza almeno un social media e il 93 % di essi ha un profilo Facebook. La ricerca si è concentrata su eventuali fatti negativi avvenuti in Rete e ha cercato di confrontare i resoconti forniti dai teenager con quanto riportato invece da un campione di adulti. 

Il 20% dei ragazzi ritiene che i loro coetanei online siano per lo più scortesi, contro il 5% degli adulti. Una ragazza su tre si è trovata in situazioni spiacevoli. A un teenager su quattro è capitato di aver litigato almeno una volta a seguito di una discussione sul social network, per circa uno su cinque tale discussione ha causato la fine di un'amicizia. L'8% degli adolescenti, dalle parole è passato ai pugni e la scintilla è stata provocata da qualche dissapore nato su Facebook. 

Il 6% racconta di aver avuto problemi a scuola. Il centro Pew ha associato alle conversazioni telefoniche con i quasi ottocento minorenni, sette focus group condotti su un campione d'età leggermente superiore (12–19 anni). I ricercatori sono rimasti stupiti dai termini usati da questi soggetti per descrivere i loro pari: i termini più comuni erano “meschino”, “falso”, “rozzo” e “maleducato”. 

Molte delle persone criticate sembrano avere una doppia vita: persone tranquille e posate a scuola, senza freni sulla loro bacheca di Facebook. Fra questi adolescenti esiste comunque anche un certo grado di solidarietà: quando qualcuno viene molestato online, l'80 % di coloro che assistono interviene per difendere la vittima, contro il 20 % di coloro che invece prendono le parti dell'aggressore.

Fonte: PewInternet
Via: La Stampa

Social network nel mirino dell'Ue, poco sicuri per i minori


I siti di social network come Facebook non proteggono abbastanza i bambini e i ragazzi da pericoli come la pedofilia o il bullismo online. L’allarme arriva da un’inchiesta condotta per conto della Commissione Ue: su 14 siti posti sotto osservazione, solo due - Bebo e MySpace - assicurano i controlli necessari per assicurarsi che estranei non possano accedere ai profili. 

I test hanno riguardato Arto, Bebo, Facebook, Giovani.it, Hyves, Myspace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Rate.ee, SchulerVZ, Irc Galleria, Tuenti e Zap.lu. "Sono deluso dal fatto che il maggior numero dei social network non riesca a garantire che i profili dei minori siano accessibili soltanto dai contatti approvati per default", ha detto il vice-presidente della Commissione Ue, Neelie Kroes. 

Secondo l'Ue, il numero dei minori che usano Internet e si iscrivono ai social network sta crescendo (attualmente, è il 77% del ragazzini tra i 13 e i 16 anni; il 38% di quelli 9-12). Kroes ha assicurato che esorterà i le società proprietarie dei siti ad apportare le modifiche al "quadro di auto-regolamentazione". "Non si tratta solo di proteggere i minori da contatti non voluti ma anche di proteggere la loro reputazione online: i giovani non comprendono appieno le conseguenze del rivelare troppo della loro vita personale on-line". 

Particolarmente preoccupante la pratica del tagging delle immagini delle persone, che aumenta il rischio del cyber-bullismo, secondo l’esecutivo Ue. Facebook è già nel mirino degli organismi di controllo europei sulla privacy per la sua tecnologia di riconoscimento facciale, che suggerisce i nomi per le persone nelle foto appena caricate sul sito.

Via: La Stampa

Su Facebook iscritti oltre 5 milioni di bambini sotto i 10 anni


L’esercito degli utenti di Facebook conta milioni di bambini sotto i 10 anni, che nonostante i controlli teorici da parte dell’azienda riescono ad eludere il limite di 13 anni imposto dal social network. Lo afferma uno studio della rivista statunitense Consumer Report, secondo cui oltre a quello aziendale anche il controllo da parte dei genitori è insufficiente. 

La ricerca è stata fatta sugli utenti statunitensi del social network, e ha mostrato che sono in totale 7,5 milioni gli under 13 che hanno un loro profilo. La gran parte di questi utenti illegali, più di 5 milioni, ha addirittura meno di dieci anni: “Il dato più preoccupante della ricerca - spiega Jeff Fox, uno degli autori - è che la maggior parte dei genitori non é a conoscenza dell’attività dei figli, o sottovaluta i pericoli che potrebbero venire dall’uso del social network”. 

Secondo gli autori dello studio bambini così piccoli sono esposti a una serie di rischi, che vanno dall’infezione dei pc con virus al furto di identità, fino a bullismo e molestie sessuali. “Alcune semplici regole possono aiutare i genitori a proteggere i figli - spiega il rapporto - innanzitutto dovrebbero far chiudere i loro profili utilizzando il modulo che denuncia l’utilizzo da parte di utenti inferiori a 13 anni”. 

“Nel caso di ragazzi tra i 13 e i 17 anni, che possono avere un profilo, dovrebbero utilizzare tutte le impostazioni sulla privacy e limitare l’accesso solo agli amici. Da evitare infine, tutte le applicazioni che rivelano l’esatta ubicazione geografica degli utenti”. Facebook ha di recente rimesso a punto il Family Safety Center per tutelare le famiglie e i minorenni con tool di sicurezza: video per famiglie, teenager e insegnanti. Tuttavia il social network può fare di più per evitare gli abusi e soprattutto bloccare il fenomeno del cyber-bullismo.

Via: Prima Online

Gli adolescenti amano Facebook ma non il Grande Fratello


Sette adolescenti su dieci possiedono un profilo Facebook e solo l'1,7% dei ragazzi tra 12 e 19 anni non dispone di un proprio cellulare. E' quanto emerge dal decimo rapporto Eurispes-Telefono Azzurro su infanzia e adolescenza. Il rapporto, che riguarda gli adolescenti tra i 12 e i 19 anni (1.373 i questionari analizzati), mette in evidenza come le nuove tecnologie siano sempre più dominanti nelle vite dei ragazzi. 

L'apparecchiatura maggiormente diffusa rimane la televisione (solo il 3,1% non la guarda mai), seguita però a breve distanza dal pc (non lo usa il 6,5%) e dal cellulare (6,8%). Tra i programmi televisivi preferiti dagli adolescenti italiani spiccano il cartoon americano "I Simpson" (18,1%), il talent-show "Amici" (12,6%) e il telefilm "I Cesaroni" (12,4%). 

Sorprende invece il risultato piuttosto contenuto di programmi come "Il Grande Fratello", scelto da solo il 2,6% degli intervistati, e X- factor (3,7%). Il 44,5% degli adolescenti, poi, ha detto di non sopportare la volgarità e le parolacce in tv. 

Per quanto riguarda il computer, il 71,1% dei ragazzi possiede un profilo su Facebook, di gran lunga il social network più diffuso rispetto ai dati di My Space (17,1%), Habbo (10,4%) e Twitter (2,5%). L'utilizzo dei social network, però, viene spesso circoscritto tra gli amici già conosciuti. 

Infatti solo il 14,9% ha confessato di utilizzare Facebook per fare nuove conoscenze, mentre il 28,7% ritiene che i social network siano utili per rimanere in contatto con gli amici di sempre o con quelli che non si frequentano da molto tempo (23,6%). Solo l'8% considera i social network una perdita di tempo e i rischi connessi sono vari ed insidiosi: fra le minacce il grooming (adescamento online di minori) e il cyberbullismo.

Via: Reuters