Sul web è facile imbattersi in false applicazioni che promettono di scoprire chi visita il nostro profilo Facebook. Generalmente queste app hanno lo scopo di rubare i dati personali al fine di attivare e-mail di spam o di intasare le bacheche con messaggi pubblicitari automatici. Per scoprire davvero chi visita il profilo "sbirciando" troppo tra i post è possibile sfruttare un servizio online.
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Scoprire indirizzo IP di un utente che visita il nostro profilo Facebook
Sul web è facile imbattersi in false applicazioni che promettono di scoprire chi visita il nostro profilo Facebook. Generalmente queste app hanno lo scopo di rubare i dati personali al fine di attivare e-mail di spam o di intasare le bacheche con messaggi pubblicitari automatici. Per scoprire davvero chi visita il profilo "sbirciando" troppo tra i post è possibile sfruttare un servizio online.
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Ricercatore trova vulnerabilità in Facebook Url reindirizzamento aperto
Il ricercatore di sicurezza Rafay Baloch sostiene di aver trovato una vulnerabilità open redirect in Facebook. Per dimostrare la sua scoperte, ha pubblicato un video del proof-of-concept sul suo blog. L'open redirect può essere utilizzato come trucco dai criminali informatici per far credere alle vittime che stanno per visitare un sito web sicuro, quando in realtà stanno venendo indirizzati a un dominio arbitrario.
Al fine di proteggere gli utenti contro gli attacchi che si basano su open redirect, Facebook ha implementato un sistema di sicurezza che avvisa i clienti nel caso in cui essi sono in procinto di visitare un sito potenzialmente dannoso, tuttavia, l'esperto ha individuato un modo per saltare - almeno in parte - questo meccanismo di protezione. Si tratta di una forma di uso illecito particolarmente grave perchè sfrutta la funzionalità del sito.
Quando un utente fa click su un link (incluso in un post o messaggio), Facebook se rileva che l'URL è dannoso, visualizzerà una pagina interstiziale prima che la request del browser rimandi effettivamente alla pagina sospetta. La vulnerabilità che ha scoperto è causata da una debolezza del parametro di filtro e non può essere utilizzato come un reindirizzamento completamento aperto, ma può essere utilizzato soltanto in una certa misura.
I rappresentanti del social network hanno riconosciuto l'esistenza del difetto, ma non è certo se affronteranno la questione nell'immediato futuro. "Questo endpoint contiene un parametro speciale che ne limita l'utilizzo a un numero limitato di computer e utenti, impedendo che venga usato come un completo open redirect", dice Facebook. URL vulnerabile:
www.facebook.com/l.php?u=https://rafayhackingarticles.net&h=YAQH4kMuY&s=1.
Via: Rafayhackingarticles
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Studiati 1,3 miliardi URL, 22% delle pagine Web rimandano a Facebook
Che fosse la piattaforma più popolare al mondo era risaputo, così come lo storico traguardo dei 955 milioni di utenti che ha proclamato Facebook come vero e proprio fenomeno di massa. Ciò che emerge però da una ricerca di Matthew Berk e del suo Zyxt Labs di Seattle è che il 22% di tutte le pagine Web mondiali rimandano con i link direttamente al social network. Un dato che denota una straordinaria ed inedita capacità del social network di penetrare in Internet integrandosi in maniera totale.
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