Quote significative degli utenti di Facebook hanno preso provvedimenti nell'ultimo anno per riformulare la loro relazione con la piattaforma di social media. Un gran numero di americani ha fatto un passo indietro da Facebook sulla scia dei recenti scandali sulla gestione dei dati degli utenti da parte del social network. Secondo una recente ricerca, nel corso dell'ultimo anno il 42% degli utenti statunitensi ha preso una lunga pausa da Facebook, abbandonandolo per parecchie settimane o anche di più, mentre il 26% ha ammesso di aver cancellato l'applicazione dal proprio dispositivo mobile.
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Molti utenti abbandonano Facebook e altri rimuovono la app mobile
Quote significative degli utenti di Facebook hanno preso provvedimenti nell'ultimo anno per riformulare la loro relazione con la piattaforma di social media. Un gran numero di americani ha fatto un passo indietro da Facebook sulla scia dei recenti scandali sulla gestione dei dati degli utenti da parte del social network. Secondo una recente ricerca, nel corso dell'ultimo anno il 42% degli utenti statunitensi ha preso una lunga pausa da Facebook, abbandonandolo per parecchie settimane o anche di più, mentre il 26% ha ammesso di aver cancellato l'applicazione dal proprio dispositivo mobile.
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Studio, oltre 30 milioni di utenti italiani su Facebook: 53% è over 35
Facebook ha attualmente 30 milioni di utenti attivi in Italia, tra cui 28 milioni che accedono da mobile, secondo un'analisi effettuata dall'esperto di social media Vincenzo Cosenza, direttore dell'ufficio di Roma del gruppo di ricerca Blogmeter. Oltre la metà degli utenti ha più di 35 anni di età (53% ) e il numero di visitatori attivi che controllano Facebook su dispositivi mobili è in crescita. Anche il numero di iscritti che sono compresi nella fascia 36-45 anni (+14 percento) è in aumento. Sono calcolati attraverso lo strumento Facebook Advertising, sulla base dei 30 milioni di utenti attivi al giorno.
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Studio rivela che su Facebook la maggioranza degli amici sono falsi
Possedere molti amici sul social network non serve a nulla, quelli veri si contano sulle dita delle mani e alla gran parte non frega nulla di ciò che si pubblica, secondo l'ultima ricerca. Quanti dei vostri amici di Facebook che si dicono tali sono veramente vostri amici? Un nuovo studio dell'Università di Oxford ha scoperto che le liste amici sui siti di social media come Facebook possono essere altamente fuorvianti. Lo studio afferma che gli amici della maggior parte degli utenti hanno più probabilità di essere antipatici e poco affidabili nelle situazioni di vita reale.
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Aggiornamento di stato su Facebook indica se un utente è narcisista
Le persone che soffrono di bassa autostima sono più propensi a pubblicare il loro stato di relazione su Facebook, ha rilevato un nuovo report. Uno studio della Brunel University, pubblicato venerdì scorso, ha scoperto che la caratteristica popolare di Facebook "relationship status" è stata utilizzata per generare attenzione dalle persone con bassa autostima per distrarre dai propri sentimenti. "Le persone con bassa autostima sono più propensi a vedere il vantaggio di auto svelarsi su Facebook piuttosto che di persona", dice lo studio.
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Su Facebook è l'utente il primo a filtrare il contenuto del News Feed
Su Facebook il primo filtraggio delle notizie non è quello effettuato dall'algoritmo del sito, ma quello compiuto dagli stessi utenti: ognuno infatti crea in maniera spontanea i suoi filtri e finisce per visualizzare solo ciò che desidera vedere. È questa la conclusione dello studio condotto da un team di ricercatori dello stesso social network e dell'Università del Michigan e pubblicato sulla rivista Science. La ricerca quantifica per la prima volta esattamente a quante notizie e informazioni ideologicamente diverse sono esposti gli individui sulla piattaforma.
Facebook rilascia il rapporto sullo stato della global connectivity 2014
Facebook ha pubblicato il suo rapporto State of Connectivity 2014, un nuovo studio di Internet.org che esamina la situazione attuale della connettività globale di Internet. Il documento utilizza i dati provenienti dalle fonti più importanti del mondo sulla connettività e incorpora le nuove scoperte del gruppo per esaminare la penetrazione di Internet e gli ostacoli alla crescita ulteriore. Entro il 2015, 3 miliardi di persone saranno online. Si tratta di un grande traguardo, ma significa anche che solo il 40% della popolazione mondiale è connessa a Internet.
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Studio: Facebook Likes rivelano personalità meglio di amici e parenti
I computer possono giudicare tratti della personalità meglio di amici e familiari. E ad aiutarli a svelare in modo preciso elementi chiave del carattere delle persone sono stati i "Mi piace" su Facebook. E' quanto emerge da un nuovo studio, pubblicato su Pnas e condotto congiuntamente da ricercatori della Stanford University e della Università di Cambridge, che confronta la capacità di computer ed esseri umani di esprimere giudizi sui tratti psicologici di una persona.
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Facebook potrebbe incrementare la voglia di bere alcolici nei giovani
Facebook potrebbe indurre alcuni utenti a bere alcolici. Uno studio della Michigan State University ha infatti scoperto che più gli utenti del social network vengono coinvolti in pagine o post correlati all'alcol, condividendo o anche semplicemente commentando, più è probabile che considerino di bere alcolici. Per arrivare a questi risultati i ricercatori hanno coinvolto nello studio 400 persone. Gli studiosi hanno indagato sui sentimenti dei soggetti in seguito all'esposizione ad annunci su Facebook correlati all'alcol.
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Facebook IQ, nuovo strumento per campagne di marketing efficienti
Facebook ha annunciato che dal primo gennaio 2015 aggiornerà le policy sulla privacy, con l'obiettivo di aiutare gli utenti ad avere maggiore controllo delle informazioni rilasciati sulla piattaforma. Nel frattempo il social network ha detto che fornirà ai marketers una vera comprensione di chi sono gli utenti, cosa fanno e perché lo fanno e tutto questo in maniera da salvaguardare la privacy delle persone. Ogni giorno, in tutto il mondo, le persone si rivolgono a Facebook per connettersi, condividere, scoprire, informarsi e lasciarsi ispirare.
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Facebook introduce nuove regole per le ricerche interne sugli iscritti
Dopo le polemiche scoppiate a seguito del test emotivo che ha coinvolto quasi settecentomila utenti, Facebook modifica le regole attraverso le quali potrà fare ricerche sui profili degli oltre 1,3 miliardi di iscritti. A darne notizia è lo stesso social network con un post sulla newsroom. "Voglio aggiornarvi su alcuni cambiamenti che stiamo facendo al nostro modo di fare ricerca su Facebook", scrive Mike Schroepfer, Chief Technology Officer della piattaforma.
Facebook e studio emozionale nel mirino del garante privacy inglese
L'azienda è oggetto di attenta analisi. Facebook sotto indagine nel Regno Unito. Il garante della privacy britannico, Information Commissioner's Office (Ico), ha avviato un'inchiesta dopo la notizia che il gruppo di Menlo Park avrebbe alterato i feed di 700 mila utenti per una ricerca sulle possibilità manipolatrici del social. L'autorità vuole capire quanti dati personali siano stati usati e se gli utenti abbiano dato il loro consenso. Quanto alla ricerca, da essa è emerso che mostrando agli utenti meno storie positive nei rispettivi news feed, si tende a pubblicare post più negativi e viceversa.
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Usa, umore espresso su Facebook tramite status e post è contagioso
Il buon umore è contagioso anche attraverso Facebook: aggiornamenti di stato o post positivi di un utente richiamano post positivi dei suoi amici. Lo stesso vale, in misura minore, per l'umore negativo. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista Plos One. Condotto da James Fowler della University of California a San Diego, già autore di numerosi studi sul fenomeno del contagio" di comportamenti ed emozioni (come obesità, generosità, felicità), lo studio vede tra gli autori gli italiani Lorenzo Coviello e Massimo Franceschetti.
Gli utenti di Facebook interagiscono tra loro in molti modi, la maggior parte testuale. Per misurare l'espressione emotiva, usano "aggiornamenti di stato" (chiamati anche "post"), che sono messaggi di testo "non orientati" che i contatti sociali di un utente (amici di Facebook) possono visualizzare sul proprio News Feed. Basandosi sul Linguistic Inquiry Word (LIWC), un sistema di classificazione della parola ampiamente utilizzato e validato, si determina se un post contiene parole che esprimono emozioni positive o negative.
Finora gli esperti si erano focalizzati solo su reti di amicizie e conoscenti reali e non su reti virtuali come Facebook. In questo studio, usando il software analizzatore, gli esperti hanno visionato oltre un miliardo di aggiornamenti di stato di oltre 100 milioni di individui resi anonimi, su un periodo di 1180 giorni dal 2009 al 2012. È emerso che un post positivo richiama altri post positivi, segno che l'umore positivo di un individuo contagia l'umore di altri attraverso Facebook. Lo stesso avviene, ma in misura minore, per l'umore negativo.
Per verificare l'attendibilità del contagio, gli esperti hanno osservato la relazione tra la pioggia e il cattivo umore dato dalla stessa. Così è stato osservato che una giornata piovosa causa un aumento di post negativi dell'1,16% e riduce il numero di quelli positivi dell'1,19% anche se si considerano solamente i post di amici residenti in città differenti (con clima differente per evitare risultati falsati), escludendo quindi l'effetto ancora più forte del contagio tra amici della stessa città, che hanno sicuramente un rapporto più intimo e si contagiano di più.
Foto: Plos One
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Facebook come virus: entro 2017 perderà 80% utenti secondo studio
Facebook è una malattia infettiva e come tale destinata a scomparire. Il social network potrebbe perdere l'80% dei suoi utenti entro il 2017, secondo uno studio condotto da due studenti di dottorato della prestigiosa Università americana di Princeton. Entrambi gli aspiranti dottorandi in ingegneria meccanica e aerospaziale sono arrivati a queste conclusioni nello studio pubblicato online e in corso di valutazione dai loro superiori prima della pubblicazione ufficiale.
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Facebook registra anche contenuti scritti da utenti ma non pubblicati
Facebook memorizza tutto ciò che gli utenti digitano sul sito di social networking, compresi status, post e note che scelgono di non pubblicare, secondo un nuovo studio intitolato "Self-Censorship on Facebook". Il data scientist di Facebook Adam Kramer ha lavorato con Sauvik Das, dottorando presso la Carnegie Mellon University, per studiare i dati di 3,9 milioni di utenti in Usa e Gran Bretagna nel corso di 17 giorni nell'estate 2012.
Lo studio, realizzato allo scopo di comprendere le ragioni della mancata pubblicazione di contenuti, mostra che il 71% degli utenti sul social network ha almeno una volta digitato uno status, una post o entrambi, senza averli mai pubblicati. Kramer ha visto le attività su ogni profilo monitorandone l'elemento form HTML, che si compone del codice HTML che cambia ogni volta che un utente digita nella chat di Facebook, aggiornamento di stato o altri settori.
Anche se Facebook afferma che non tiene traccia delle parole che sono scritte in ogni casella, l'azienda è in grado di determinare quando i caratteri vengono digitati, quante parole vengono digitate, e se sono pubblicate o eliminate. L'analisi rivela che gli uomini si autocensurano più delle donne, soprattutto se che contano poche donne nella loro cerchia di contatti. Paura e censura anche per gli utenti che hanno tra i contatti colleghi e datori di lavoro.
"Le decisioni di auto-censura sembrava essere guidata da due principi: persone censurano di più quando la rilevanza dello spazio di comunicazione è più stretto", dice il rapporto. "In altre parole, mentre post che sono diretti al pubblico vago (aggiornamenti di stato) sono censurati di più, così per post diretti a obiettivi specificamente definiti di gruppi, perché è più facile mettere in dubbio la rilevanza dei contenuti focalizzati rivolti al pubblico".
Facebook è stato a lungo un obiettivo per i sostenitori della privacy che dicono che la società è troppo liberale nel modo in cui utilizza i dati dei clienti. Eppure termini e le condizioni della società menzionano che tali studi possano essere condotti e che perfino è permesso raccogliere le informazioni non specificamente inviate al sito. Lo studio è interessante ma ha sollevato non poche polemiche e critiche riguardo la privacy degli utenti.
Via: RT
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Cala entusiasmo dei teenager per Facebook che migrano su Twitter
Bisogna dire addio all'equazione che definisce Twitter il rifugio per professionisti rampanti, pronti a scambiarsi notizie e brevi conversazioni pseudo-culturali. Negli Usa la piattaforma di microblogging è un social network per giovani. La notizia arriva da uno studio del Pew Research Center che sottolinea come nell'ultimo anno gli utenti con meno di vent'anni rappresentino un quarto di tutti gli iscritti americani.
Il 24 per cento dei teenager intervistati nel 2012 dal think tank di Washington ha detto di usare Twitter, contro il 16 per cento dell'anno precedente. "Gli adulti sono stati i primi a colonizzare Twitter", ha dichiarato Mary Madden, ricercatrice Pew e una delle autrici del nuovo rapporto. "Tuttavia gli adolescenti che migrano su Twitter stanno crescendo, spesso unendo la presenza sul social network all'utilizzo di Facebook".
Per la prima volta nella storia del sito di cinguettii gli utenti adulti sono in minoranza rispetto agli adolescenti: nel 2012 si sono fermati a quota 16%. Facebook - che pochi giorni fa ha festeggiato il primo anno in Borsa - sta continuando a perdere utenti proprio tra i più giovani che preferiscono Twitter, WhatsApp, Instagram e Tumblr, la piattaforma di blog appena acquistata da Yahoo! e usata soprattutto da teenager.
"Scegliamo Twitter e Instagram perché i nostri genitori non li usano", ha detto un 19enne intervistato nella ricerca. Le scoperte di Pew indicano che l'entusiasmo dei ragazzi per Facebook è in calo, dando credito alle preoccupazioni, sollevate da parte degli investitori della società e di altri riguardo al fatto che il social network può perdere un pubblico fondamentale che a lungo ha alimentato il suo successo.
Facebook è diventato un "peso sociale" per gli adolescenti, scrivono nel rapporto Pew gli autori. "Mentre Facebook è ancora profondamente integrato nella vita quotidiana dei ragazzi, a volte è visto come un programma di utilità e un obbligo, piuttosto che una nuova ed entusiasmante piattaforma che gli adolescenti possono rivendicare come propria". Nel rapporto si legge che il 7% dei teenager ha un account su Myspace.
Fonte: TMNews
Via: Huffington Post
Ricerca: heartbreak peggiore in era digitale, soprattutto su Facebook
L'heartbreak è peggiore nell'era digitale, perché la storia del rapporto indugia nelle foto e messaggi postati sui siti di social network, sostengono i ricercatori. Mentre gli ex amanti potevano una volta strappare fotografie e bruciare lettere d'amore, i registri tenuti sui siti come Facebook sono molto più difficili da rimuovere a causa del loro volume. Quando finisce un amore gli atteggiamenti sui social network possono essere diversi.
I messaggi di posta elettronica e le fotografie digitali possono essere facilmente eliminate, ma le canzoni, le foto e i messaggi postati sui social network non sono così facili da cancellare, soprattutto se sono stati pubblicati online da qualcun altro. La pervasività di contenuti memorizzati su computer, tablet e telefoni cellulari "crea problemi durante un break-up", perché i ricordi del loro rapporto sono sempre presenti, hanno detto i ricercatori.
I psicologi della University of California hanno intervistato 24 persone di età compresa tra 19 e 34 anni sui loro metodi di rimozione, dopo un fine rapporto. Presentando i risultati all'ACM conference di Parigi, i ricercatori hanno spiegato che le persone hanno difficoltà a cancellare ogni ricordo del loro rapporto on-line, ovvero alcuni hanno scelto di non cancellare nulla, mentre altri hanno intrapreso un abbattimento sistematico di tutto ciò che potevano trovare.
La metà dei partecipanti ha ammesso di aver cancellato ogni traccia possibile dai propri dispositivi digitali e otto di loro hanno ammesso di aver mantenuto intatte tutte le registrazioni del loro rapporto, mentre solo quattro di quelli selezionati hanno eliminato messaggi e fotografie. Coloro che hanno tenuto tutto hanno impiegato più tempo per guarire dal loro crepacuore, ma coloro che hanno cancellato tutto spesso si sono pentiti di averlo fatto.
Gli autori dello studio propongono di creare un "vaso di Pandora" virtuale, nel quale inserire tutte le foto, le email e i ricordi relativi alla persona di cui si era innamorati. Lo si può tenere in una parte nascosta del computer, in modo da consentire successivamente agli utenti di scegliere quali reliquie del loro rapporto cancellare e quali mantenere, oppure farlo tenere ad un amico fidato, dandogli eventualmente il permesso di cancellare tutto in futuro.
Via: Telegraph
Facebook può causare attacchi psicotici e deliri, secondo i ricercatori
Facebook e altri siti di social networking possono influenzare la salute mentale, provocando episodi psicotici e deliri, avvertono i ricercatori. Poiché l'accesso a Internet diventa sempre più diffuso, così da creare psicopatologie correlate, come la dipendenza da Internet e delusioni legate alla tecnologia e ai rapporti virtuali, secondo lo studio. Le comunicazioni informatiche come Facebook e gruppi di chat sono una parte importante di questa storia, ha detto il dottor Uri Nitzan dell'Università di Tel Aviv e centro salute mentale Shalvata.
Per lo studio, i ricercatori hanno studiato tre pazienti che sono stati coinvolti in intense relazioni virtuali, al fine di sfuggire alla solitudine. Tutti i partecipanti hanno avuto in comune un problema di solitudine di fondo, ma nessuno di loro era tossicodipendente o aveva una storia di psicosi precedente. Secondo Nitzan, i pazienti condividevano alcune caratteristiche fondamentali, tra cui la solitudine o la vulnerabilità a causa della perdita o separazione da una persona cara, relativa all'inesperienza con la tecnologia.
In ogni caso, è stato trovato un collegamento tra lo sviluppo graduale e l'esacerbazione di sintomi psicotici, tra cui deliri, ansia, confusione, e l'uso intenso di comunicazioni informatiche. La buona notizia è che tutti i pazienti, che volontariamente hanno cercato un trattamento per conto proprio, hanno avuto un pieno recupero con il trattamento e la cura, ha detto Nitzan. Mentre le tecnologie come Facebook hanno numerosi vantaggi, alcuni pazienti sono danneggiati da questi siti di social networking.
Tutti e tre i pazienti di Nitzan hanno cercato rifugio da una situazione di solitudine e trovato conforto in intense relazioni virtuali. Anche se questi rapporti sono stati positivi in un primo momento, alla fine hanno portato a sentimenti di dolore, tradimento, e violazione della privacy, ha detto Nitzan. Due pazienti si sono sentiti vulnerabili a causa della condivisione di informazioni private, e uno ha anche sperimentato allucinazioni tattili, credendo di poter toccare fisicamente la persona al di là dello schermo.
Fonte: Daily Mail
Via: Indian Express
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Amore, chi tagga foto su Facebook con partner ha rapporto più solido
L'abitudine a inserire immagini del partner o della coppia su Facebook cementa il rapporto e chi usa i social network ha rapporti d'amore più romantici. A questa conclusione è giunto Christopher Carpenter del dipartimento di comunicazione della Western Illinois University, specialista nel campo della comunicazione, già autore di una precedente ricerca su Facebook come veicolo prediletto per i narcisi che ha avuto un certo rilievo sulla stampa statunitense.
Carpenter ha detto di studiare le interazioni degli esseri umani sui social network e Facebook perché le reti online offrono una finestra unica nella vita delle persone. Il nuovo studio, realizzato da Carpenter insieme alla co-autrice Erin Spottswood della Cornell University, è in attesa di essere pubblicato su Computers in Human Behavior il prossimo luglio e lo specialista anticipa i risultati in una nota a cura della sua università.
Questa volta ha analizzato 276 persone che hanno anche risposto a dei questionari psicologici, sulla propria vita personale e sull'uso dei social network. "Chi pubblica molte foto di coppia e 'tagga' regolarmente il partner negli aggiornamenti di Facebook tende ad avere relazioni sentimentali più profonde e romantiche perchè si tende ad assorbire più similitudini col partner e ci si sente così più legati e completi, secondo il modello psicologico di espansione del sè", spiega lo studioso.
''La volontà di crescere - prosegue - è la motivazione fondamentale per questo modello, si tratta di una necessità di espandere il proprio sè che deriva dallo scambio col partner nelle relazioni sentimentali. I social network sono un modo solido e concreto di farlo. Sarebbe inoltre molto complicato osservare le dinamiche dei rapporti di coppia dal vivo, invece Facebook offre una panoramica unica su molti aspetti dei rapporti, anche quando questi sono terminati da tempo perchè restano tracce nei nostri profili".
Fonte: ANSA
Via: News Wise
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Usa, un semplice Like Facebook per le aziende può valere 174 dollari
Cliccare "Mi piace" su Facebook vale 174,18 dollari. O almeno questo è il valore (in aumento del 28% dal 2010) che può assumere un "Like per" una azienda in futuri acquisti secondo quanto ha calcolato la società di social intelligence Syncapse sulla base di acquisti, raccomandazioni e consigli dati ad altri consumatori da un campione di utenti Usa di Facebook. Syncapse ha condotto il suo studio iniziale su 20 migliori marchi di consumo a livello mondiale nel 2010, e fissato il valore di un "Like" a 136 dollari.
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Like degli utenti Facebook rivelano intimi segreti, secondo uno studio
Una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences, mostra che è possibile dedurre una serie di informazioni sorprendentemente accurate circa etnia, età, Qi, sessualità, personalità e uso di sostanze stupefacenti di un utente Facebook da un'analisi automatica dei suoi "Like". Lo studio è stato realizzato dalla University of Cambridge.
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