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Censis: su Facebook 80% dei giovani italiani, 4 milioni su Instagram


E' sempre più l'Italia dei social network, utilizzati dal 49% della popolazione e dall'80% degli under 29. Delle 4,7 ore al giorno trascorse mediamente sul Web, due sono dedicate ai social network. E il numero di chi accede a Internet tramite cellulare in un giorno medio è oramai più alto di quanti accedono solo da pc o da entrambi. E' quanto emerge dal 48° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Dall'indagine emerge inoltre che gli Italiani sono "affamati" di informazioni su salute e benessere.

Facebook non causa depressione nei ragazzi, smentita dagli studiosi


Uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Adolescent Health indica, per la prima volta, che non c'e' un nesso evidente fra depressione e quantità di tempo spesa su Facebook e altri social network simili. La ricerca è opera della University of Wisconsin School of Medicine and Public Health (Med-Wisc). Lo scorso anno, un report della American Academy of Pediatrics metteva in guardia sulla depressione che l'esposizione a Facebook poteva causare in bambini e adolescenti.

La prestigiosa American Academy of Pediatrics, sosteneva proprio questa tesi:  i ragazzi soffrono il confronto sul social network più popolare del mondo, in particolare quelli con difficoltà comportamentali e un basso livello di autostima rischiano di accentuare le proprie debolezze vedendo il più bello della classe con più amici e pieno di commenti positivi. Ed è storia vera quella della quindicenne del Massachussetts che si è suicidata dopo essersi vista sbeffeggiata sul suo profilo.

"Il nostro studio è il primo a presentare prove scientifiche sul presunto legame tra l'uso dei social media e il rischio di depressione", ha sottolineato la ricercatrice Lauren Jelenchick. I risultati "hanno implicazioni importanti per i medici che potrebbero aver allarmato troppo presto i genitori sull'uso dei social media e sui rischi di depressione". Jelenchick e il docente Megan Moreno hanno seguito 190 studenti dell'Università, di età compresa tra i 18 e i 23 anni, valutando il tempo trascorso online e le attività compiute.

Secondo l'indagine, i volontari passavano oltre la metà del tempo totale online su Facebook, ma non è stato rinvenuto alcun nesso importante tra l'uso dei social media e il rischio di depressione. Tuttavia, Moreno, pediatra che studia il consumo dei social media tra bambini e adolescenti, ha sottolineato: "Seppure il numero di ore trascorso su Facebook non è associato alla depressione, noi invitiamo i genitori ad essere modelli attivi e insegnanti su un uso corretto ed equilibrato dei media per i loro figli".

Via: La Stampa

Amici su Facebook, inversione di tendenza: parte lo sfoltimento


Inversione di tendenza per Facebook: sembrerebbe finire l'era del “aggiungo chiunque” tra gli amici a favore di un controllo e di una cernita maggiore su chi ottiene la nostra amicizia. Secondo un studio effettuato dalla società di ricerca statunitense Pew, risulta che il numero di utenti Usa che abbia sfoltito le liste di amici stia crescendo, raggiungendo quasi due terzi del totale degli iscritti. Inoltre, circa il 44% ha eliminato i commenti di altre persone dalla propria bacheca e il 37% si toglie regolarmente da fotografie taggate col proprio nome.

Una sorta di ritorno alla privacy e alle vere amicizie selezionate, sembrerebbe, che si muove in senso opposto a quanto visto fino ad ora. Secondo Pew ci sono diverse motivazioni. Molte persone, ad esempio, hanno aggiunto in passato colleghi, capiufficio e parenti. Tutte persone che possono creare situazioni di imbarazzo nell'eventualità di frasi o fotografie 'compromettenti'. 

Alcuni dati lo confermano: almeno l'11% di chi è iscritto a Facebook si è pentito almeno una volta per un commento scritto. Il 29% degli utenti più giovani ha fatto almeno una volta una gaffe. E se c'è chi 'sopravvive' a figuracce e situazioni imbarazzanti, c'è anche chi non regge il peso: lo scorso anno, racconta il Daily Mail, 100.000 utenti britannici (su un totale di 30 milioni) si sono disattivati da Facebook per il troppo impegno che il social network richiede nel seguirlo. 

Al Telegraph, le donne hanno detto di essere particolarmente vulnerabili perché la loro autostima deriva dai rapporti con gli altri e Facebook li costringe ad 'acquisire' centinaia di amici. Inoltre, i siti di social networking stanno diventando un sostituto per le famiglie, come i legami tradizionali diventano più deboli, secondo gli esperti. David Smallwood, un esperto di dipendenze alla clinica Priory, ha detto che almeno il 10 per cento della popolazione è vulnerabile alla “friendship addiction”.

Via: Adnkronos

Facebook fa bene all'umore e induce le persone a connettersi


Facebook fa bene all’umore, crea un crescendo di profonde emozioni positive che induce le persone a connettersi più e più volte al social network. Lo dimostra uno studio italiano coordinato da Giuseppe Riva della Cattolica di Milano e pubblicato sulla rivista Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking. 

Quello che emerge dai test psicologici e fisiologici su 30 volontari di 18-24 anni, spiega all’ANSA uno degli autori, Pietro Cipresso dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano che lavora anche al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, è che “la navigazione nei social network genera una serie di continui stimoli positivi che coinvolgono attivamente l’utente in un processo continuo di attivazione di aree neurali cognitive, innescando il desiderio di successivi ingressi in Facebook. 

In un certo senso Facebook è simile a un cibo di cui siamo ghiotti: non smetteremmo mai di mangiarlo. Gli esperti hanno sottoposto a test psicologici e fisiologici 30 volontari di 18-24 anni sia mentre entravano in Facebook, sia di fronte a panorami naturalistici (con effetto rilassante) sia infine mentre erano sottoposti a test matematici (condizione di stress). 

Lo stato psicofisico dei giovani è stato misurato in vari modi: come indice di eccitamento è stata usata la misura della conduttanza cutanea, capacità della pelle di trasmettere corrente, la misura del ritmo respiratorio, numero di respirazioni al minuto, delle onde Beta nel cervello, con elettroencefalogramma, del battito cardiaco, con elettrocardiogramma. 

Sono tanti i motivi di tale benessere psicologico Facebook-indotto: di certo la sensazione di avere tanti amici, ma in primis l’idea di “esserci”. Quanto più forte è questa idea, tanto maggiore sarà la convinzione di vivere ricche relazioni sociali anche se totalmente telematiche e quindi il benessere procurato da Facebook.

Fonte: ANSA

Utenti Facebook a rischio depressione, amici sembrano più felici


Più si frequenta Facebook, più si tende a credere che gli altri abbiano una vita migliore e più bella della nostra, e che siano più felici - con il risultato che si diventa tristi e scontenti. Questo è quanto sostiene un nuovo studio statunitense. La colpa di questa ondata di depressione da Facebook sarebbe da imputare alle facce sorridenti ritratte nei profili personali degli utenti. 

La maggioranza di questi, infatti, pubblica una foto di sé che lo ritrae, appunto, sorridente o in ogni caso nella forma migliore. Per comprendere meglio come questo fenomeno avesse il potere di deprimere le persone, i sociologi Hui-Tzu Grace Chou e Nicholas Edge della Utah Valley University hanno intervistato 425 studenti universitari. I partecipanti dovevano rispondere a domande inerenti la loro felicità e quella che ritenevano fosse tale nei loro amici. 

Dalle informazione raccolte si è scoperto anche il 95% degli intervistati utilizzava Facebook, che erano iscritti in media da due anni e mezzo e che si collegavano al social network - e vi restavano - per circa 4,8 ore a settimana. Ciò che apparso subito evidente è che i frequentatori assidui di Facebook hanno risposto in maggioranza - esprimendo il proprio accordo o meno - che i loro amici online erano di certo più felici di loro; che la vita era ingiusta nei loro confront. 

Al contrario, chi passava più tempo con amici veri e socializzava di più nella vita reale erano più propensi a giudicare la vita con ottimismo, più giusta, e non ritenere che solo gli altri fossero felici. A questo fenomeno, la dottoressa Chou dà il nome di bias di corrispondenza, ossia la tendenza psicologica con cui traiamo conclusioni errate su una persona sulla base di una conoscenza limitata. "Vedendo le immagini felici di altre persone su Facebook dà alla gente l’impressione che gli altri siano sempre felici e abbiano una bella vita, come si evince da queste immagini che ritraggono momenti felici", conclude Chou.

Via: La Stampa
Foto dal Web

Salute: sondaggio su Facebook per sapere se si mangia bene


Un software adattato a Facebook e sviluppato in 6 lingue (italiano, inglese, portoghese, tedesco, spagnolo e francese) per capire quanto e' diffusa la dieta mediterranea, considerata da sempre dagli studiosi come un prezioso antidoto all'insorgere delle malattie cardiovascolari. E' il questionario, composto da 11 domande, messo a punto dagli istituti di informatica e telematica e di fisiologia clinica del Cnr di Pisa per i milioni di utenti del social network. Una volta completata l'indagine, l'utente ricevera' un voto da 1 a 10 che sancisce il suo attenersi o meno alla dieta mediterranea ottenendo cosi' in modo gratuito e anonimo uno strumento di prevenzione. ''Il software applicato a Facebook - spiega Alessandro Pingitore dell'istituto di fisiologia clinica del Cnr - ci consente di arrivare a soggetti sani e giovani dei quali possiamo studiare lo stile di vita. La dieta mediterranea e' il primo passo di un'osservazione che comprende anche lo stress, l'esercizio fisico e la qualita' del sonno. In questo modo e' possibile fare prevenzione primaria ma anche studiare la vulnerabilita' alle malattie delle persone in relazione allo stile di vita''. L'applicazione e' reperibile all'indirizzo http://apps.facebook.com/dietamediterranea/ ''ed e' facile da utilizzare - precisa Marina Buzzi ricercatrice dell'istituto di informatica e telematica - perche' si chiede agli utenti la frequenza con cui si mangiano gli alimenti basilari della dieta mediterranea come pane, pasta, verdura, frutta, carne e si chiede anche la quantita' di bevande alcoliche assunte durante i pasti''. Il responso 'diagnostico' sara' inviato agli utenti mediante un post nella loro pagina Facebook.

Fonte: ANSA
Foto dal Web

Adolescenti fragili a rischio depressione causata da troppo Facebook


Il social network piu' amato dai ragazzi preoccupa i pediatri americani. Secondo uno studio dell'American Academy of Pediatrics (Aap), infatti, l'uso prolungato e ossessivo di Facebook puo' scatenare pensieri negativi soprattutto nei soggetti piu' fragili, contribuendo ad alimentare la depressione. Pochi amici virtuali, una bacheca che langue senza dimostrazione di affetto e un compagno di classe che raccoglie maggior 'consensi', vedendo post su post di coetanei felici e soddisfatti, in una parola 'vincenti', alcuni rischiano di sentirsi ancor piu' inadeguati, e finiscono per deprimersi.

I ragazzi con difficoltà comportamentali e un basso livello di autostima, quelli che tendono a isolarsi, rischiano di accentuare ancor più tali debolezze nel mondo del social network: vedere il più bello della classe con molti più amici dei propri o che posta sempre commenti positivi sarebbe molto più 'pericoloso' dello star seduti da soli in un bar affollato. "Per alcuni adolescenti i social network sono la via principale di interazione sociale. Qualcosa di piu' comune e abituale rispetto ad andare in un centro commerciale o a casa di un amico", spiega Gwenn O'Keeffe, co-autore dello studio.

"Gran parte dello sviluppo sociale ed emotivo di questa generazione e' online - prosegue - via Internet e sui telefoni cellulari. I genitori hanno bisogno di capire meglio queste tecnologie, per poter interagire con il mondo dei propri figli". Nelle nuove linee guida per i pediatri, i ricercatori suggeriscono dunque di chiedere ai ragazzi come e quanto usano Facebook e ai genitori di seguire l'attività dei propri figli sul social network. Senza considerare che il bullismo portato dai banchi alle pagine Web può trovare uno spazio enorme.

Fonte: Adnkronos
Foto: Flickr

Adolescenti stregati da Facebook, sempre più in cerca di amicizie


Gli adolescenti italiani sono sempre piu' cybernauti ed in cerca di amicizie on-line: il 97% ha un computer in casa (il 16% ne ha addirittura piu' di due), il 51% naviga online tutti i giorni - il record spetta alle ragazze - e il 16,7% lo fa per piu' di tre ore al giorno. Il social network Facebook è incoronato fenomeno dell'anno, chat e messenger sono usati da oltre il 75% degli adolescenti e l'80% ha dimestichezza con YouTube. Il 41%, poi, ha un suo blog, nel quale inserisce prevalentemente foto e musica.

Le femmine, molto piu' dei maschi, pubblicano anche riflessioni sulla famiglia, le amicizie, l'amore, facendone una sorta di 'diario online'. Questa la fotografia che emerge dall'indagine su 'Abitudini e stili di vita degli adolescenti' 2009, che la Societa' italiana di pediatria (SIP) realizza ogni anno dal 1997. Si tratta di un lavoro svolto annualmente su un campione nazionale di 1.300 studenti delle scuole medie inferiori tra gli 12 e i 14 anni. Dopo due anni di calo (essenzialmente dovuto all'erosione praticata da Internet), torna poi a crescere il 'consumo' di televisione da parte degli adolescenti italiani. A guardarla più di tre ore è il 23% del campione (25% dei maschi).

Un risultato ottenuto non a discapito della Rete, rilevano i pediatri. Inoltre sono proprio gli appassionati di televisione ad essere anche i più assidui frequentatori del web. Più del 7% degli adolescenti intervistati ha dichiarato di passare oltre tre ore al giorno sia davanti alla tv che in Internet. C'è quindi una significativa percentuale di giovanissimi che passa, in media, 4-5 ore al giorno davanti a un monitor. Il computer è anche diventato sempre più 'personal', nel senso che oltre il 54% lo ha nella propria camera e il 21,7% naviga in Internet la sera tardi prima di addormentarsi.

Fonti: Adnkronos | Adnkronos Salute