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PrivacyFix, estensione protegge i dati personali da Facebook e Google


Gli utenti di Internet possono ora gestire meglio le proprie impostazioni sulla privacy in tutto il Web, grazie ad una nuova estensione per il browser. PrivacyFix supporta Firefox e Google Chrome. Con l'estensione è possibile controllare automaticamente le impostazioni della privacy su siti Web specifici, tra cui Facebook e Google.

Quindi visualizza e spiega le impostazioni, dando la possibilità di gestirli direttamente. PrivacyFix dispone di una lista di controllo per le impostazioni di privacy di Facebook, con i segnali di pericolo arancioni vicino alle impostazioni degli utenti. PrivacyFix promette di bloccare il monitoraggio di oltre 1.000 siti.

Inoltre l'app consente di rimuovere il pulsante di Facebook dalle pagine visitate, così da evitare il tracciamento. PrivacyFix calcola, sulla base degli ultimi 60 giorni di attività su Google, la media annuale. In base poi alle valutazioni, stabilisce la cifra che Google guadagna dall'utente.

Lo stesso creatore del software, Jim Brock, ammette che si tratta di stime approssimative, un piccolo contributo per rendere maggiormente consapevole l'utente che, il più delle volte, dissemina clic e informazioni senza attribuire il giusto valore, meno che mai monetario.

Dopo aver installato PrivacyFix, si apre una finestra nel browser che mostra le impostazioni di default per iniziare. "Possono i non amici vedere i tuoi messaggi? Facebook condivide il tuo profilo con altri siti? Il tuo nome viene usato per Like' su alcuni annunci?" Queste sono solo alcune delle impostazioni che è possibile visualizzare e gestire attraverso l'estensione.

Cliccando su una specifica impostazione si viene portati direttamente su Facebook, dove è possibile attivare o disattivare. PrivacyFix classifica anche diversi siti Web in base al loro politiche di sicurezza e privacy. Rivela anche che gli inserzionisti e le altre terze parti tengono traccia delle attività nei vari siti.


Via: ArsTechinca

Cassazione: niente Facebook ai domiciliari, ok a Web browsing


Niente Chat su Facebook per chi si trova agli arresti domiciliari, ma puo' tranquillamente navigare sul Web a "scopo conoscitivo". Lo rileva la Cassazione nello spiegare quali sono i limiti telematici entro i quali puo' muoversi chi e' agli arresti. Spiega la Suprema Corte che mentre la navigazione per informarsi e' consentita', e' invece off limits la comunicazione via Facebook. In particolare, la Quarta sezione penalei, con la sentenza n. 4064/2012, ha dichiarato inammissibile il ricorso di Alfonso L., un 24enne pugliese che si era visto revocare i domiciliari perche' era stato sorpreso in una conversazione su Facebook con un coimputato. Inutile il ricorso per Cassazione dove il detenuto ha cercato di difendersi sostenendo che nel provvedimento che gli faceva divieto di comunicare con terzi non era stato specificato che il divieto fosse valido anche per le comunicazioni a distanza. Per la Cassazione, "il divieto di comunicare con terze persone, estranee ai familiari conviventi vale anche per le comunicazioni tramite Internet sul sito Facebook, ma l'uso di Internet non e' illecito quando assume una mera funzione conoscitiva". In questo caso, l'utilizzo di Internet da parte di Alfonso L., nei confronti dei quali e' stata ripristinata la custodia in carcere per violazione del divieto di comunicare con persone diverse da quelle con lui coabitanti, non aveva una finalita' conoscitiva ma era finalizzato alla preparazione del programma criminoso da attuare in occasione della liberazione di altro complice ristretto in carcere". Ecco perche' piazza Cavour ha convalidato la decisione del tribunale della liberta' di Lecce del 20 maggio 2011.

Fonte: Adnkronos
Via: Libero News
Citazione: Studio Cataldi