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Facebook si scusa per il bug nel Safety check dopo strage di Lahore


Stupore per il "Safety check" sull'attacco in Pakistan arrivato anche agli utenti italiani. Il gigante del social networking Facebook ha chiesto scusa lunedi dopo un bug della sua funzione di "controllo di sicurezza" in un avviso di breaking news per tutti gli utenti dopo una potente esplosione che ha distrutto un parco pubblico a Lahore, uccidendo 69 persone e ferendone oltre 250. Facebook accende la funzionalità "Safety check" per aiutare a far sapere ad amici e familiari di essere al sicuro nel caso in cui si resta intrappolati dopo un disastro naturale o attacco terroristico.

Facebook e Instagram mettono al bando commercio armi tra privati


Facebook ha messo al bando le vendite di armi tra privati sul suo social network e sul suo servizio di photo-sharing Instagram, una mossa destinata a reprimere il commercio di pistole senza licenza. Facebook vieta già alle persone di offrire marijuana, farmaci e droghe illegali per la vendita, e la società ha comunicato di aver aggiornando la sua politica che include le armi. Il divieto si applica alle vendite private di pistole da persona a persona. I rivenditori di armi su licenza e club armi possono ancora mantenere le pagine di Facebook e postare su Instagram.

Usa: Corte Suprema, minacce di morte non sono reato su Facebook


La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato la condanna di un uomo della Pennsylvania che aveva rivolto minacce di morte all'ex moglie e ai colleghi su Facebook. Secondo i supremi giudici americani, i procuratori non hanno infatti presentato sufficienti prove del fatto che con i post incriminati abbiano fatto sentire minacciata  ragionevolmente una persona. E' stato così accolto il ricorso, presentato da Anthony Elonis, dopo essere stato condannato per aver postato testi di canzoni rap in cui minacciava di uccidere in modo orrendo l'ex moglie.

Lutto in Facebook: morto Dave Goldberg, marito di Sheryl Sandberg


L'amministratore delegato di SurveyMonkey, Dave Goldberg è morto Venerdì per una ferita alla testa mentre si esercitava in un resort in Messico, ha detto Lunedì l'ufficio del procuratore locale. Goldberg, marito della COO di Facebook, Sheryl Sandberg, è caduto da un tapis roulant in una villa privata a Punta Mita e ha battuto la testa, ha detto il portavoce del procuratore. Il fratello di Goldberg lo ha trovato riverso sul pavimento della palestra ancora in vita, ha riferito il portavoce. Goldberg è stato portato in ospedale, dove poi è morto.

Turchia: censura per Twitter e YouTube, Facebook torna accessibile


Le autorità turche hanno ordinato il blocco dell'accesso ai social media per impedire la circolazione delle foto del procuratore ucciso la settimana scorsa a Istanbul. Nell'era 2.0 la censura si fa contro Internet. Così in Turchia dopo la pubblicazione delle foto del pm Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio dal fronte Fronte rivoluzionario per la liberazione del popolo turco e poi ucciso nel blitz delle teste di cuoio, il governo censura YouTube e Twitter bloccandone l'accesso. Entrambi si sarebbero rifiutati  di cancellare le immagini.

Tragico video sul News Feed di Facebook fa milioni di visualizzazioni


Facebook è stato un luogo dove la gente andava a discutere le ultime notizie, anche se spesso ore dopo il fatto. Sempre, però, la piattaforma viene utilizzata per breaking news - soprattutto sui video. L'ultimo esempio è una sparatoria fatale dal Dipartimento di Polizia di Los Angeles durante il fine settimana. Un video del tragico evento descrive un racconto tristemente familiare: la polizia viene ripresa in video uccidere un uomo di colore che potrebbe essere stato disarmato.

Nasce in Gran Bretagna la brigata Facebook che combatte sui social


L'esercito britannico sta creando una forza speciale di "guerrieri Facebook", abili nelle operazioni psicologiche e l'uso dei social media per coinvolgerli in una guerra non convenzionale nell'era dell'informazione. La 77esima Brigata, che avrà sede a Hermitage, nei pressi di Newbury, nel Berkshire, sarà di circa 1.500 soldati e composta da unità estratte da tutto l'esercito. La brigata sarà responsabile di quella che viene descritta come la guerra non letale.

Facebook afferma di non ospitare gruppi terroristici sulla piattaforma


I terroristi hanno trovato su Internet e social network terreno fertile per reclutare militanti e fare una potente propaganda. Facebook, spesso indicato come strumento di reclutamento o propaganda souvent per le organizzazioni jihadiste, si è difeso affermando che i gruppi terroristici sono esclusi dal social network. Lo ha spiegato Monika Bickert, responsabile della politica dei contenuti di Facebook.

Lo scontro tra religioni in Birmania passa anche attraverso Facebook


Sono passati più di tre anni da quando in Myanmar, l'ex Birmania, si è insediato un governo civile al posto della giunta militare: la situazione nel Paese è tutt'altro che tranquilla e ora la tensione passa anche attraverso i social network. Il problema maggiore restano gli scontri etnici tra buddisti radicali e musulmani che negli ultimi due anni hanno causato la morte di più di duecento persone e lo sfollamento di decine di migliaia di abitanti.

Esplode su Facebook moda delle nomination anche a rischio della vita


Continua a imperversare su Facebook il gioco delle "nomination", ma dopo le pericolose sfide a bere alcolici, la moda del momento è innocua e riguarda le foto di quando si era bambini. "Ringrazio X per la nomination e a mia volta nomino Y a caricare una vostra foto di quando eravate piccoli. Avete 24 ore di tempo", si legge sulle bacheche di moltissimi utenti del social network. 

E' un'altra sfida da condividere con i propri amici che si aggiunge alle tante dell'ultimo anno, in particolare la discussa "NekNominate", ovvero la sfida a bere una grande quantità di alcolici fino a star male, fare qualcosa di folle, riprendersi, e poi postare il video online sfidando a fare di meglio. Una moda arrivata dall'Australia e diventata popolare e pericolosa anche in Europa.  

Trending come #NekNomination su Twitter si sta diffondendo rapidamente su Facebook. Basta fare una ricerca su YouTube alla chiave "Neknominate" per trovare migliaia di filmati delle migliori performance alcoliche. Il rischioso gioco ha già registrato diverse vittime: in Irlanda, Johnny Bryne, 19 anni, è morto annegato dopo aver bevuto una pinta di birra ed essersi buttato in un fiume. 

Ross Cummins è stato trovato svenuto in casa a Dublino ed è morto poco dopo in ospedale: aveva 22 anni. Isaac Richardson, 20 anni, morto per un devastante cocktail di vino, whiskey, vodka e birra; a Cardiff, il 29 enne Stephen Brook, ucciso da una bottiglia di Vodka mandata giù in meno di un minuto. Ad Agrigento, un ragazzo di sedici anni è finito in coma etilico.

La polizia ha avvertito che le conseguenze del gioco sono sempre più gravi in quanto la tendenza diventa più grande. In Italia il Neknominate (il cui nome fa probabilmente riferimento al collo della bottiglia) si chiama "Birra alla goccia" e i partecipanti bevono principalmente pinte di birra, appunto "alla goccia" (in un sol fiato) dopo che si è stati sfidati dai propri amici su Facebook.



Facebook lancia FB Newswire, servizio in tempo reale per giornalisti


Facebook ha lanciato FB Newswire, un servizio di notizie in tempo reale per giornalisti che prevede la pubblicazione di foto, storie e video da parte dei membri del social network. "Oggi, siamo lieti di annunciare FB Newswire, una risorsa che renderà più facile per i giornalisti e le redazioni di trovare, condividere e incorporare contenuti di notizie da Facebook nei media", ha detto in una nota Andy Mitchel, direttore della divisone news di Facebook.

Usa: mette su Facebook foto con figlia, poi la uccide e tenta suicidio


Un giovane padre posta la foto della figlia di 19 mesi su Facebook e la uccide con una pistola che poi punta su di sè. Per la piccola non c'è stato nulla da fare, mentre Merrick McKoy è ricoverato in ospedale. E' successo nella mattinata di lunedì a Westmister in Colorado e il motivo della azione estrema dell'uomo è una lite furibonda con la mamma della bimba, Kim Phanthavongsa. 

Sul profilo del social network, il 22enne aveva pubblicato: "Ti avevo detto che non avrei potuto vivere senza di te, forse pensavi stessi giocando, adesso io e mia figlia ci togliamo di mezzo". Poi il suo ultimo post: "Non giudicatemi non avevo scelta". Sotto choc Kim, 21 anni, che ha raccontato alla polizia di essersi svegliata con la pistola puntata e poi di essere riuscita ad andare dai vicini per chiamare il 911.


McKoy è sopravvissuto alla ferita d'arma da fuoco ed è stato ricoverato in ospedale in Colorado. La giovane ha spiegato che Merrick era un ragazzo molto geloso e possessivo. McKoy era stato anche oggetto di un ordine restrittivo dopo un incidente di violenza domestica nei confronti di Kim. Era stato accusato di aggressione, furto con scasso, violazione di domicilio e molestie.

La polizia ha detto che su McKoy era stato emesso un ordine restrittivo della libertà personale che gli vietava di essere in quel appartamento. McKoy era stato arrestato dalla polizia di Westminster il 27 settembre ed un giudice della contea di Adams aveva emesso l'ordine tre giorni dopo, il 30 settembre, lo stesso giorno che McKoy è stato rilasciato dal carcere dopo l'invio di 20.000 dollari di cauzione.


Fonte: AGI
Via: WCPO
Foto: Facebook

India: genitori le vietano Facebook, adolescente si impicca in camera


Una ragazza indiana di 17 anni si è suicidata dopo che i suoi genitori le avevano proibito di usare Facebook. E' successo a Parbhani, nello stato di Maharashtra, nell'India occidentale. "Mercoledì sera, ha avuto una discussione con i suoi genitori che gli avevano detto di non usare Facebook e il suo cellulare tutto il giorno per chiacchierare", ha raccontato l'agente di polizia Nanal Peth.

"Gli avevano detto di concentrarsi sullo studio. Dopo la lite, si è chiusa a chiave nella sua stanza ed è stata trovata in seguito impiccata", ha aggiunto. Le forze dell'ordine hanno riferito che la ragazzina aveva lasciato un messaggio per spiegare il gesto nel quale faceva riferimento alla proibizione di Facebook. Suo padre ha dichiarato: "Ancora non riesco a crederci. Siamo in un profondo shock".

"Volevamo solo si concentrasse sui suoi studi. Non potevamo mai pensare che lei avrebbe fatto un gesto del genere", ha aggiunto Dahiwal. Johnson Thomas, direttore di Aasra, un servizio di assistenza con sede a Mumbai, che lavora per la prevenzione dei suicidi, ha detto che i problemi affrontati da giovani vanno dalla mancanza di comunicazione con i genitori alle relazioni interrotte.

Gli esperti dicono che i casi di suicidio sono in aumento. L'utilizzo di Internet è ancora minoritario in India, ma sta crescendo rapidamente: entro il 2013 il web raggiungerà 200 milioni di persone, su una popolazione di 1,2 miliardi. Secondo i dati della Tata consultancy services, tre quarti degli adolescenti indiani preferiscono usare Facebook rispetto al cellulare per comunicare con gli amici.


Fonte: AGI
Via: WSJ
Foto dal Web

Facebook rimuove video decapitazione e rafforza standard comunità


Facebook ha rimosso un filmato shock in cui si vedeva una donna messicana a cui veniva tagliata la testa perché adultera. Martedì il social network, seguito da oltre un miliardo di persone in tutto il mondo, lo ha rimosso dopo aver ricevuto numerose proteste dagli utenti. "Abbiamo concluso che questo contenuto conteneva una apologia di violenza in maniera inappropriata e irresponsabile", ha fatto sapere Facebook a proposito del video incriminato che, "per questa ragione" è stato censurato e cancellato dal sito.

Miami: uccide la moglie e posta foto cadavere su Facebook, arrestato


Un 31enne americano si e' costituito alla polizia di Miami dopo aver ucciso la moglie e aver postato su Facebook una foto del corpo martoriato della donna. E' stato lo stesso Derek Medina a raccontare l'omicidio della 26enne Jennifer Alfonso, pubblicando sul social network un messaggio: "Andro' in prigione o verro' condannato a morte per aver ucciso mia moglie, mi vedrete tra le notizie". 

"Mia moglie mi stava picchiando e non volevo piu' sottostare all'abuso, cosi' ho fatto quello che ho fatto, spero che capirete", ha spiegato. Dopo averlo interrogato, gli inquirenti si sono recati sul luogo del presunto delitto, dove "hanno trovato la vittima deceduta per colpi d'arma da fuoco cosi' come la figlia di 10 anni illesa". "Il movente al momento e' ignoto", ha fatto sapere la polizia. 

La foto del corpo di Jennifer sul pavimento, con la faccia e le braccia ricoperte di sangue, e' rimasta per circa 5 ore su Facebook, e condivisa 170 volte, prima che la pagina venisse bloccata dal social network, con i commenti allarmati degli amici che chiedevano cosa fosse successo. Nell'abitazione c'era anche la figlia di 10 anni, che fortunatamente è rimasta illesa. Nella versione del padre di Medina, la coppia aveva avuto un violento litigio.

"Ha semplicemente detto che sua moglie aveva preso un coltello per avventarsi contro di lui, hanno avuto un grosso scontro e lui gli ha sparato". Medina condivideva la sua vita on-line con video postati sul suo canale di YouTube. Ha pubblicato dei libri e teneva un sito web chiamato EmotionalWriter.com. I suoi libri pretendono di essere sulla "comunicazione efficace" e "suggerimenti di consulenza matrimoniale", secondo il sito web. 

"Derek medina è uno scrittore emozionale. Il suo obiettivo è quello di salvare la vita delle persone attraverso i suoi libri che ha pubblicato", dice il sito. "Il mio obiettivo è per voi, i lettori, di aprire gli occhi e cambiare per il meglio." Ore prima dell'uccisione, Medina ha postato una foto di sua moglie, sua figlia e se stesso a cena insieme all'aperto in un porto turistico. Erano tutti sorridenti.


Fonte: AGI
Via: CNN

Spagna, macchinista treno deragliato su Facebook: vado a 200 Kmh


Francisco José Garzon Amo, il macchinista alla guida del treno deragliato vicino Santiago de Compostela e formalmente arrestato dalla polizia, aveva diffuso quattro mesi fa sul suo profilo di Facebook (prontamente cancellato) una foto del tachimetro di un convoglio (presumibilmente di tipo Av) che segnava i 200 chilometri orari, vantandosi di "non poter andare più forte se no mi fanno la multa". 

Tanto che erano apparsi commenti choccati: "Freeena che vai troppo veloce", gli dice un utente. Al quale garzon risponde: "Sono al limite, non posso andare di più". "Ma se vai a 200", continua l'altro. E lui: "Ma il tachimetro non è truccato". E ancora: "Che bello sarebbe  andare in parallelo alla Guardia Civil e superarli facendo saltare l'autovelox. Ah ah, che bella multa per Renfe".

Garzon, 52enne, è uno dei due conducenti che era al comando del treno Mercoledì sera, quando l'espresso da Madrid alla città portuale di Ferrol nella Spagna nord-occidentale è deragliato nei pressi della città di Santiago de Compostela, lasciando una scena di devastazione e carrozze sparsi su tutta la linea. Il limite di velocità su quel tratto di pista doveva essere 80 chilometri all'ora.


Ma nei momenti dopo l'incidente, uno dei piloti preso dal panico ha fatto una chiamata ai funzionari ferroviari ammettendo che il treno stava viaggiando a più del doppio della velocità consetita. "Stavo andando a 190 chilometri all'ora! Spero che nessuno sia morto, perché peserà sulla mia coscienza", il conduttore ha segnalato di aver detto. "Siamo solo esseri umani! Siamo solo esseri umani!". 

Non è stato immediatamente chiaro quale dei due piloti, entrambi con lesioni lievi, ha realizzato la confessione, perché al momento della chiamata non si erano identificati ai funzionari della Renfe, la società ferroviaria di proprietà dello Stato che ha operato il servizio. Per la Spagna è uno degli incidenti ferroviari più terribili: è il più grave degli ultimi 40 anni e il primo per una linea dell'alta velocità. 

Al momento l'unico dato certo è che il convoglio è entrato in curva a velocità eccessiva, senza che le cause siano state accertate: va notato che il treno aveva superato un test meccanico poche ore prima della partenza, e che nel tratto interessato la linea disponeva della ripetizione elettronica dei segnali ma non del sistema automatico Ermts di frenata in caso di velocità eccessiva del convoglio.

India, vende neonato su Facebook per 11mila euro: arrestato nonno


Un uomo è stato arrestato nello stato indiano nord occidentale del Punjab per aver venduto un neonato, suo nipote, su Facebook per 800 mila rupie (oltre 11 mila euro). Lo riferisce oggi la tv Zee News. Lo scioccante caso è successo nella città di Ludhiana e ha coinvolto tre persone complici nel losco affare tutte arrestate dalla polizia.

Il piccolo era stato rapito dallo zio materno subito dopo la sua nascita in un ospedale della città. L’uomo aveva detto alla nipote che aveva partorito un feto morto. D’accordo con una infermiera, identificata con il solo nome Sunita, ha quindi «venduto» il neonato a un altro dipendente del nosocomio, il Satyam Hospital, per una cifra equivalente a 640 euro.

Quest’ultimo ha messo un annuncio su Facebook a cui ha risposto un amico di New Delhi che ha offerto oltre 11 mila euro per avere il bambino. Nel frattempo però la neo madre, non credendo alla morte del neonato, ha denunciato il genitore alla polizia. Gli investigatori sono riusciti a risalire ai complici del rapimento e a ritrovare il bambino.

La televisione precisa però che «l’acquirente», un imprenditore, ha fatto perdere le proprie tracce. Di recente a New Delhi, e in altre parti dell’India, c’è stata una escalation di rapimenti e di violenze sessuali su bambini che hanno provocato diverse proteste da parte di associazioni per la difesa dei diritti umani e dei partiti dell’Opposizione.


Via: La Stampa
Foto dal web

Iran, un blogger dissidente muore in carcere per aver usato Facebook


Morire per aver utilizzato Facebook. L'opposizione iraniana sul sito Kaleme annuncia così il decesso in carcere di un blogger, Sattar Beheshti, uno dei tanti a non essere uscito vivo dalla terribile prigione di Evin, a Teheran. Nel corso degli anni, iraniani convertiti al cristianesimo sono stati detenuti per brevi e lunghi periodi. Beheshti aveva 35 anni, era un sindacalista vicino al movimento di Mir Hossein Mousavi.

Con il suo lavoro sosteneva i genitori e dedicava il suo tempo libero a far conoscere al mondo le storture del regime. Questo gli è costato la vita: arrestato il 30 ottobre dalla Cyber Police, la polizia cibernetica, creata nel gennaio 2011 appunto per vigilare sulla rete, è stato arrestato e rinchiuso dopo il sequestro del suo computer e dei suoi effetti personali. 

Dopo una settimana la telefonata ai genitori: preparate una bara e una tomba e venitevelo a prendere. Problemi di cuore, secondo la versione ufficiale. Pesanti maltrattamenti, secondo le testimonianze che si rincorrono in rete dove si trova anche un'intervista con la sorella, che ha disobbedito all’ordine della polizia ai familiari di Sattar: tenere la bocca chiusa e non rilasciare interviste. 

Commentando i rapporti sulla morte Beheshti, il ministro del Regno Unito per il Medio Oriente e Nord Africa , Alistair Burt, ha detto: "Sono scioccato per la notizia che Sattar Beheshti, un giovane cittadino iraniano, che potrebbe essere morto in stato di detenzione in Iran solo perchè favorevole alla difesa dei diritti umani su Internet". 

"Purtroppo, abbiamo visto molti casi simili di iraniani rinchiusi e maltrattati in carcere per aver espresso tali opinioni. Se le notizie sono vere, questo è l'ennesimo tentativo vergognoso da parte del governo iraniano di schiacciare ogni forma di libera espressione da parte dei suoi cittadini. Le autorità iraniane hanno piena responsabilità della vita di Beheshti in prigione e chiedo all'Iran con urgenza di confermare ciò che gli è successo".


Fonte: La Stampa

Global Disaster Relief on Facebook e Red Cross Usa per uragano Sandy


Sandy, una delle peggiori tempeste che abbiano mai colpito gli Stati Uniti, è arrivata sulla costa orientale americana provocando numerosi morti, allagamenti di vaste zone di New York, il blocco dei trasporti e per il secondo giorno consecutivo la chiusura della borsa di Wall Street, come mai era successo dagli attentati dell'11 settembre 2001.

Rivendica 50% quota Facebook con prove false: arrestato Paul Ceglia


Paul Ceglia, 39 anni, l'imprenditore internet che ha reclamato in tribunale la metà di Facebook, è stato arrestato dai federali con l'accusa di frode. Ceglia è accusato di aver "fabbricato e distrutto" prove per portare avanti la sua causa contro l'ad e fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg. Ceglia in una causa avviata nel luglio 2010 contro Zuckerberg ha affermato di aver siglato nel 2003 un accordo in base al quale gli sarebbe spettato il 50% del social network.

Paul Ceglia è stato accusato di frode postale e elettronica per aver costruito prove a sostegno della sua  partecipazione in Facebook in virtù di un accordo del 2003 con Zuckerberg. Ceglia aveva citato in giudizio la società e il suo capo esecutivo nel 2010, sostenendo che aveva diritto ad una quota di partecipazione del 50%. Zuckerberg, mentre studiava alla Harvard University, aveva fatto il lavoro di programmazione per l'azienda di Ceglia, StreetFax.com



Nella sua causa, presentata alla corte federale di Buffalo, New York, Ceglia aveva sostenuto che Zuckerberg aveva condiviso i suoi piani per un sito di social networking con lui mentre lavorava in StreetFax. Per costruire il suo caso, Ceglia ha presentato presunte e-mail da Zuckerberg. Ma Zuckerberg ha detto che non aveva mai concepito l'idea per Facebook fino al dicembre 2003, e ha presentato le sue e-mail personali per provare la sua versione. 

Ceglia ha ingaggiato una serie di avvocati di primo piano per portare avanti la causa, tra cui lo studio DLA Piper e Milberg, che ha lavorato sul caso ma in seguito si è ritirato. Ceglia è stato arrestato nella sua casa il venerdì mattina e si è presentato al tribunale federale di Buffalo nel pomeriggio. Nell'udienza, un giudice federale ha fissato la cauzione in 21.000 dollari. Ciascuna delle accuse contro di lui comporta una pena massima di 20 anni di carcere.


Fonte: Financial Times
Via: Rai News24
Foto: Facebook