Il direttore operativo di Facebook, Sheryl Sandberg, avrebbe chiesto via email al suo staff di indagare sul miliardario George Soros, a causa delle dure dichiarazioni all'inizio dell'anno riguardo al social network. La società ha ammesso l'esistenza del documento, ma ha precisato che le ricerche erano iniziate già da tempo. Fino ad ora la manager aveva affermato di non essere a conoscenza del lavoro svolto da Definers Public Affairs, una società di comunicazioni che Facebook ha assunto per le relazioni pubbliche e la ricerca di oppositori, tra cui il ricco imprenditore ungherese.
Visualizzazione post con etichetta Politica estera. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Politica estera. Mostra tutti i post
Soros, email di Sandberg ai funzionari FB? Indagine era già in corso
Il direttore operativo di Facebook, Sheryl Sandberg, avrebbe chiesto via email al suo staff di indagare sul miliardario George Soros, a causa delle dure dichiarazioni all'inizio dell'anno riguardo al social network. La società ha ammesso l'esistenza del documento, ma ha precisato che le ricerche erano iniziate già da tempo. Fino ad ora la manager aveva affermato di non essere a conoscenza del lavoro svolto da Definers Public Affairs, una società di comunicazioni che Facebook ha assunto per le relazioni pubbliche e la ricerca di oppositori, tra cui il ricco imprenditore ungherese.
Etichette:
Antisemitismo,
Elliot Schrage,
Email,
Facebook Policy,
Finanza,
Freedom from Facebook,
Google,
Mark Zuckerberg,
Politica estera,
Sheryl Sandberg,
WEF
Molti utenti abbandonano Facebook e altri rimuovono la app mobile
Quote significative degli utenti di Facebook hanno preso provvedimenti nell'ultimo anno per riformulare la loro relazione con la piattaforma di social media. Un gran numero di americani ha fatto un passo indietro da Facebook sulla scia dei recenti scandali sulla gestione dei dati degli utenti da parte del social network. Secondo una recente ricerca, nel corso dell'ultimo anno il 42% degli utenti statunitensi ha preso una lunga pausa da Facebook, abbandonandolo per parecchie settimane o anche di più, mentre il 26% ha ammesso di aver cancellato l'applicazione dal proprio dispositivo mobile.
Etichette:
Congresso USA,
Download Your Information,
Esteri,
Facebook per Android,
Facebook per iOS,
Pew Research,
Politica estera,
Privacy,
Ricerche,
Sec,
Sheryl Sandberg,
Sondaggi,
Studi,
Utenti attivi
Agcom richiede a Facebook informazioni su impiego Data analytics
Facebook nel mirino dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), dopo lo scoppio della vicenda Cambridge Analytica che, durante la campagna elettorale statunitense, avrebbe usato i dati di 50 milioni di utenti per influenzare la decisione sul voto. L'Agcom ha inviato al social network una specifica richiesta di informazioni circa l'impiego di data analytics per finalità di comunicazione politica da parte di soggetti terzi. Anche la Federal Trade Commission (Ftc) accusa Facebook di aver violato i termini del decreto 2011 che regola la condivisione di dati con terze parti.
Etichette:
Agcom,
Agenzie di stampa,
Applicazioni desktop,
Cambridge Analytica,
Data breach,
Elezioni politiche,
Facebook Policy,
Facebook Privacy,
FTC,
Ico,
Newsroom Facebook,
Politica estera,
Stephen Deadman
Facebook contabilizzerà introiti pubblicitari nei paesi dove li realizza
Facebook ha deciso di transitare a una "struttura di vendita locale" nei paesi in cui possiede un ufficio di supporto alle vendite nei confronti degli inserzionisti locali, piuttosto che re-instradare tramite la sua sede internazionale di Dublino, in una mossa per mostrarsi più collaborativo con i governi che lo accusano di eludere miliardi di euro in tasse. Il passaggio a una struttura di vendita locale fornirà maggiore trasparenza ai governi e ai responsabili politici di tutto il mondo che hanno chiesto più chiarezza sul fatturato associato alle vendite sostenute a livello locale nei loro paesi.
Etichette:
Advertising,
Dave Wehner,
Economia,
Facebook Ads,
Facebook Irlanda,
Facebook news,
Facebook uffici,
Fisco,
Inserzionisti,
Menlo Park,
Newsroom Facebook,
Politica estera,
Tasse
Facebook rivela tematiche più discusse nel 2016 con Year in Review
Facebook è una delle piattaforme web più utilizzata dalla maggior parte degli utenti di Internet. Le persone condividono sul social media contenuti auto-generati che spaziano da testi, immagini e video. Ogni anno l'azienda tiene traccia delle maggiori tendenze utilizzando analisi interne e presenta una revisione annuale. La società ha rilasciato Year in Review 2016, fornendo dettagli sugli argomenti più discussi in Italia, così come a livello globale. Facebook sta creando anche Year in Review video per i suoi 1,8 miliardi di utenti, aiutandoli a celebrare i momenti più importanti dell'anno.
Lo scontro tra religioni in Birmania passa anche attraverso Facebook
Sono passati più di tre anni da quando in Myanmar, l'ex Birmania, si è insediato un governo civile al posto della giunta militare: la situazione nel Paese è tutt'altro che tranquilla e ora la tensione passa anche attraverso i social network. Il problema maggiore restano gli scontri etnici tra buddisti radicali e musulmani che negli ultimi due anni hanno causato la morte di più di duecento persone e lo sfollamento di decine di migliaia di abitanti.
Etichette:
Censura,
Cronaca Estera,
Decessi,
Facebook down,
Politica estera,
Profili,
Religione,
Stampa,
Video cronaca,
Web
GB: troppi pochi fan su Facebook, David Cameron compra i suoi Like
Non è abbastanza popolare su Facebook e così lo staff del premier britannico David Cameron ha deciso di tirare fuori migliaia di sterline dalle casse dei Tory per "comprare" fan, raggiungendo sulla sua pagina ufficiale la cifra di oltre 130.000 fan. Ma come ha fatto Cameron raccogliere tanti Like, così in fretta? La risposta è una vera e propria campagna pubblicitaria per invogliare gli utenti a cliccare "mi piace" sulla pagina del premier.
La notizia è stata pubblicata dal Mail on Sunday ed è rimbalzata in queste ore su diversi quotidiani del Regno. Se pur discutibile, la strategia ha già dato i suoi frutti: in un mese Cameron ha raddoppiato i suoi fan sul social network. Poco più di un mese fa, David Cameron aveva quasi 60.000 "Like" dietro il vice primo ministro Nick Clegg con 82.000. Difficile, scrive l'ANSA, stabilire quanto l'operazione sia costata al partito conservatore.
Secondo un esperto di comunicazione non meno di 7.500 sterline (circa 10.000 euro). Immediata la reazione dei laburisti. Per la deputata Sheila Gilmore Cameron "ha un ego infinito", mentre per i tory queste campagne sono normalissime e spesso utilizzati dai candidati alla presidenza negli Stati Uniti. Il premier britannico è stato l'ospite d'onore all'apertura del CeBIT di Hannover, la fiera dell'high tech più grande del mondo.
"La mia missione qui a CeBIT è quello di promuovere il settore tecnologico straordinario che abbiamo nel Regno Unito. 4 anni fa, abbiamo messo in atto un piano economico a lungo termine per trasformare il nostro paese in tutto e l'innovazione è proprio nel cuore di quel piano", ha dichiarato Cameron in un post sul sito del Governo. La Gran Bretagna è partner dell'edizione 2014 del CeBIT ed è presente con 130 aziende.
)
Via: Euronews
Etichette:
CeBIT,
Facebook Fan Page,
Fan,
Like,
Marketing,
Politica estera,
Video
Iran: governo apre a Facebook, ma profili personali solo per ministri
Tutti i ministri iraniani hanno aperto ad agosto un profilo personale su Facebook, ma il social media più famoso del mondo è ancora inaccessibile per la popolazione, dato che il sito in Iran è bloccato dalle autorità. I media locali parlano comunque di un primo segno di apertura verso Internet da parte del governo. Facebook era finito nel mirino degli ayatollah iraniani in quanto anti islamico perché "diffonde immoralità".
Le pagine Facebook dei 15 ministri sono visibili a Teheran attraverso un proxy, e sono state create dopo l'elezione del presidente Hasan Rouhani, tranne quella del ministro degli Esteri Javad Zarif che l'aveva già aperta nel 2009. Lo stesso Rouhani ha creato un suo profilo ufficiale, collegato a quello di tutti i ministri, che ha già ricevuto più di 7.000 "mi piace".
Secondo Saeed Leilaz, un'analista della politica iraniana, potrebbe trattarsi dell'inizio di un abbassamento dei filtri informatici che ora bloccano certi siti web per la popolazione iraniana, tra cui Facebook. Rouhani stesso, durante al sua campagna elettorale a giugno, aveva promesso più trasparenza e apertura.
Rouhani potrebbe inaugurare una nuova era di apertura, in particolare a seguito di una serie di messaggi Twitter. La scorsa settimana, un tweet da un account a nome del presidente ha creato scalpore estendendo saluti agli ebrei per il nuovo anno ebraico. Un tono conciliante che ha rotto con l'antisemitismo associato a Mahmoud Ahmadinejad, predecessore di Rouhani.
L'Iran ha una comunità ebraica tra 25.000 e 80.000 persone. L'uso dei social media da parte di alti funzionari non è senza precedenti, nonostante i divieti giuridici esistenti per gli iraniani. Facebook e Twitter sono stati ufficialmente banditi dopo gli sconvolgimenti che accolsero la contestata rielezione di Ahmadinejad nel 2009, quando gli attivisti dell'opposizione tentarono di usarli per organizzare manifestazioni.
Fonte: AGI
Via: Telegraph
Etichette:
Anno ebraico,
Antisemitismo,
Censura,
Esteri,
Facebook blocked,
Islam,
Pagine,
Politica estera,
Profili,
Proxy,
Regimi,
Tweets,
Twitter,
Web
Zuckerberg lancia Fwd.us, gruppo politico per riforma immigrazione
Mark Zuckerberg, l'amministratore delegato di Facebook, guiderà un nuovo gruppo politico di imprenditori tecnologici previsto già da qualche mese. L'organizzazione è stata presentata ufficialmente ieri mattina ed ha l'obiettivo di promuovere una riforma dell'immigrazione, che favorisca la concessione dei visti e l'ingresso nel Paese di persone qualificate. Zuckerberg ha esposto gli obiettivi del gruppo, chiamato Foward.us, sul Washington Post.
Il nuovo gruppo di pressione avrà l'obiettivo di "promuovere politiche che mantengano gli Stati Uniti e i loro cittadini competitivi in un'economia globale, comprese le riforme dell'immigrazione e dell'istruzione". Nella nuova avventura, la prima sul versante politico, il 28enne miliardario avrà a fianco il suo ex compagno di stanza a Harvard, Joe Green, fondatore e presidente dell'organizzazione, a sua volta imprenditore tecnologico di successo.
"L'attuale politica è strana per un Paese di migranti e non è adatta al mondo di oggi. C'è bisogno di un nuovo approccio: una riforma dell'immigrazione ampia che inizi con un'efficace sicurezza dei confini, che apra la strada per la cittadinanza e ci consenta di attirare i maggiori talenti e i lavoratori, non importa dove si è nati. Lavoreremo con i membri del Congresso di ambedue i partiti, con l'amministrazione e con gli Stati e le autorità locali", ha detto Zuckerberg.
Sono molti i gruppi tecnologici che si sono lamentati della normativa attuale in tema di immigrazione perché - sostengono - rende difficile le assunzioni di talenti e laureati stranieri. Per questo, hanno aderito a FWD.us anche Marissa Mayer, amministratore delegato di Yahoo!. Altri manager sono: il co-fondatore di LinkedIn Reid Hoffman, il presidente esecutivo di Google Eric Schmidt, il CEO di Dropbox Drew Houston; il co-fondatore di PayPal Max Levchin.
Via: TMNews
Etichette:
FWD,
Immigrazione,
Joe Green,
Marissa Mayer,
Mark Zuckerberg,
Politica estera,
Siti Web,
Video,
Video Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg si prepara ad entrare in politica Usa con un gruppo
Mark Zuckerberg, co-fondatore e Ceo di Facebook, starebbe preparando il suo ingresso nella politica americana attraverso la creazione di un gruppo volto a fare pressione per rendere meno rigide le leggi sull'immigrazione e il sistema che regola la concessione dei visti. Lo scrive il Telegraph. Nella nuova avventura il 28enne miliardario potrebbe investire 20 milioni di dollari ed avrebbe convinto altri mediatori della Silicon Valley.
Facebook e politica vietati ancora per 4 anni a Malia e Sasha Obama
Con la rielezione del presidente Barack Obama negli Stati Uniti, Malia e Sasha saranno first daughters per altri quattro anni, continuando a dover seguire le regole ferree imposte da "mamma e papà per proteggere la vita privata delle le prime ragazze "a crescere alla Casa Bianca in un momento in cui tutti hanno il cellulare e si è costantemente sotto gli occhi di tutti", come ha detto Michelle.
Le due first daughters d'America, che ora hanno 14 ed 11 anni, potranno pure incontrare celebrità, come Jay-Z e Beyonce, che le loro coetanee pagherebbero oro anche solo per potere vedere da lontano, ma dovranno comunque mantenere la testa sulle spalle e continuare a vivere nel più normale dei modi, in un'era in cui social network e nuove tecnologie la fanno da padroni.
Social network che, come hanno più volte raccontato i loro genitori, sono vietati alle due ragazzine che non sono iscritte a Facebook. I regolamenti federali impediscono ai siti web di raccogliere informazioni dagli utenti di età inferiore ai 13 anni. Ma il punto non è questo. Per le loro figlie Michelle e Barack Obama hanno in mente un futuro fatto anche di regole e responsabilità.
Proprio per questo gli Obama sono sempre stati attenti affinché le loro figlie facessero i compiti di scuola e che fossero in grado di prepararsi il letto da sole, per potere essere indipendenti il prima possibile. Tanto che, come ha spiegato la first lady a Oprah Winfrey, la più grande, Malia, già sa fare la lavatrice. Inoltre, la politica non ha un ruolo dominante nella vita di Malia e Sasha.
Etichette:
Casa Bianca,
Facebook Forbidden,
Politica estera,
Privacy
Obama passa a Timeline Facebook, online il suo atto di nascita
Una tazza con il noto certificato di nascita, quello su cui si erano concentrati gli attacchi dei repubblicani che lo accusavano di non essere un vero americano. Con questa foto il presidente Usa Barack Obama apre il suo profilo ufficiale su Facebook, finalmente aggiornato nella versione Diario.
Etichette:
Barack Obama,
Campagne elettorali,
Fan page,
Politica estera,
Timeline
Russia: Medvedev su Facebook promette inchiesta su violazioni
Il presidente russo, Dmitry Medvedev, ha ordinato una indagine sulle accuse di violazioni nelle elezioni per la Duma. Lo si apprende dal suo profilo di Facebook all'indomani delle manifestazioni di protesta avvenute in tutto il Paese. Medvedev ha pero' espresso il suo dissenso nei confronti dei manifestanti che in piazza hanno chiesto la ripetizione delle elezioni per la Duma.
Il leader del Cremlino Dmitri Medvedev sbarca con una pagina su Facebook
Appassionato utilizzatore di internet, il leader del Cremlino Dmitry Medvedev sbarca anche su Facebook. Finora interagiva sulla rete solo su Twitter, dove ha aperto un account nel giugno 2010 durante una visita alla Silicon Valley. "Ho deciso di scrivere su Facebook, anche. Rimani in contatto!", ha annunciato on line. Su Twitter, il presidente condivide la sua visione sugli eventi che accadono in Russia e all'estero, posta foto da lui scattate e risponde a domande di altri utenti.
Non è escluso che la mossa di intervenire anche con una pagina su Facebook sia legata al tentativo di raggiungere la fascia dell'elettorato giovanile in vista delle elezioni legislative del 4 dicembre, dove sarà capolista del partito putiniano Russia Unita. Ma il premier russo Vladimir Putin ha affermato che il ruolo di Medvedev in un futuro governo non è un dato acquisito.
Dmitry Medvedev (Дмитрий Анатольевич Медведев) è nato il 14 settembre 1965 a Leningrado (oggi San Pietroburgo). Avvocato e uomo politico, è stato eletto presidente russo nel marzo 2008, conquistando il 70% dei voti. Nel settembre 2011 ha sostenuto il suo predecessore Vladimir Putin per tornare al Cremlino nel 2012, ed è ora avrebbe chiesto allo stesso Putin di diventare primo ministro dopo la sua rielezione.
Medvedev, i cui genitori erano entrambi professori universitari, è cresciuto nel sobborgo Kupchino di Leningrado. Nonostante l'incoraggiamento dei suoi genitori a seguire il padre Anatolij, che era un fisico, nella scienza, ha perseguito una carriera nel diritto. Nel 1982 Medvedev ha iniziato l'università di legge alla Leningrado State University, si è laureato nel 1987 e tre anni dopo ha conseguito il dottorato di ricerca, essendo specializzato in diritto civile, societario e titoli.
Fonti: ANSA | Russia Profile
Foto dal web
Etichette:
Biografie,
Campagne elettorali,
Facebook Fan Page,
Fan page,
Pagine,
Politica estera,
Profili,
Twitter
Siria, militanti su Facebook: "onore agli uomini liberi dell'esercito"
I militanti filo-democratici manifestano per sostenere i soldati che si sono uniti alla contestazione, con le organizzazioni di difesa di diritti umani che segnalano numerosi casi di defezione di militari contrari alla repressione, che secondo le Nazioni Unite ha provocato più di 3.000 morti. I militanti hanno invitato sulla loro pagina Facebook a manifestare in onore degli "uomini liberi dell'esercito", all'indomani della morte di 36 persone, tra cui 25 soldati, in bombardamenti e combattimenti in tutto il Paese. "Gli uomini liberi dell'esercito non uccidono gli uomini liberi del popolo che rivendicano la libertà", si può leggere sulla pagina Facebook "The Syrian Revolution". "Vi abbiamo inviato dall'esercito per proteggerci e proteggere la vostra e la nostra terra di fronte ai nemici, ma ci avete ingannato e (avete) ingannato la patria", ha proseguito il testo. Un appello che arriva mentre numerosi casi di defezione sono stati segnalati ultimamente e sempre più soldati sono stati uccisi nelle violenze nel Paese, dove l'esercito e le forze di sicurezza fronteggiano ormai una resistenza armata. La spirale di violenza nel paese mediorientale è ormai senza controllo, e l'Alto commissariato Onu per i diritti umani ha detto di temere una "guerra civile". Secondo Abdel Rahmane, il presidente dell'Osservatorio siriano dei diritti umani (Odh), i siriani sono scesi a migliaia nelle strade in numerose città del Paese nonostante l'imponente dispiegamento delle forze di sicurezza. Rispondevano all'appello dei militanti pro-democrazia che su Facebook invitavano a manifestare per rendere omaggio agli "uomini liberi dell'esercito che non uccidono gli uomini liberi del popolo che rivendica la libertà", una allusione ai disertori.
Via: Tm News
Etichette:
Cronaca Estera,
Diritti umani,
Fan page,
Manifestazioni,
Onu,
Politica estera,
Post
Facebook lancia Election Tracker, misuratore delle presidenziali
Qualche giorno fà Mark Zuckerberg ha lanciato Facebook nel mondo della politica USA e adesso il CEO del social blu ha lanciato all'interno del sito InsideFacebook.com l'Election Tracker, il misuratore di consensi Facebook di tutti i candidati alle Presidenziali 2012, che potrebbe dare importanti indicazioni su chi sarà il prossimo inquilino della Casa Bianca. Dal 28 settembre fino all'elezione del presidente degli Stati Uniti il sito mostrerà il gradimento da parte degli utenti di Facebook degli attuali membri del Congresso, dei candidati alla carica di governatore nei singoli Stati americani e dei candidati al Congresso che si insedierà nel 2012 assieme al nuovo presidente.
Etichette:
Fan page,
Inside Facebook,
Politica estera,
Servizi online
Facebook entra in politica e crea comitato di azione FB PAC
Facebook entra in politica e crea il proprio Political Action Commitee (PAC), un comitato che si occuperà di fornire appoggio economico a partiti e candidati politici in vista delle elezioni presidenziali dell'anno prossimo. Il social network di Zuckerberg non è l'unica società della Silicon Valley interessata a stringere i rapporti con Washington: da Google a Microsoft, i colossi informatici investono sempre più in attività di lobbying.
Presidenziali Usa in vista e Obama ci riprova sui social network
Consenso in crescita per Barack Obama in vista delle elezioni presidenziali del 2012. E' il dato che emerge dagli ultimi sondaggi tra i cittadini americani, convinti che il Presidente verrà riconfermato. E a tre anni dalla sua elezione il presidente degli Stati Uniti ci riprova, affidandosi ancora una volta, per la sua nuova campagna elettorale ai social network, promettendo questa volta di dialogare personalmente con i suoi sostenitori.
Etichette:
Campagne elettorali,
Fan page,
Politica estera,
Social Network,
Twitter
Hamas sbarca su Facebook per ovviare al calo di consensi
Anche Hamas arriva su Facebook. Come riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz, nelle ultime settimane diversi leader del gruppo estremista palestinese, preoccupati per il calo di consensi registrato sia nella Striscia di Gaza che in Cisgiordania, hanno aperto proprie pagine sul famoso social network per cercare "di conquistare i cuori e le menti" dei palestinesi. Secondo un sondaggio pubblicato due giorni fa dal Jerusalem Media and Communications Center, il 39,2% dei palestinesi dei territori ripone la sua fiducia in al Fatah, il partito del presidente Abu Mazen, e solo il 16,6% in Hamas.
Germania, minacce di morte su Facebook per Sarrazin
Minacce di morte su Facebook per Thilo Sarrazin, il consigliere della Bundesbank autore delle controverse dichiarazioni su musulmani ed ebrei. Lo scrive la 'Bild': la polizia, aggiunge, sta gia' indagando sulle minacce.
Intanto il 65enne autore del "La Germania si autodistrugge" - pubblicato pochi giorni fa e diventato gia' un bestseller in Germania - e' stato messo sotto protezione della polizia ed e' stato scortato da quattro agenti ieri mentre andava a fare un intervento ad un dibattito.
Dopo aver ribadito e sostenuto le proprie tesi sull'immigrazione, Sarrazin - nei confronti del quale i vertici della Bundesbank hanno avviato la procedura di allontanamento dall'istituzione - e' stato aggredito verbalmente da un uomo mentre stava tornando alla macchina.
Noto anche come saggista ed uomo politico (ha fatto parte sino al 2009 dell'SPD), sarrazin ha cominciato la sua ascesa politica come assessore all'economia (Finanzsenator) di Berlino, ruolo ricoperto da gennaio 2002 sino ad aprile 2009.
È successivamente divenuto membro esecutivo della Deutsche Bundesbank sino alla fine di settembre 2010. Ruolo che ha abbandonato in seguito alle polemiche scaturite dalla pubblicazione del suo saggio Deutschland schafft sich ab. Il libro, controverso e provocatorio, contiene tesi genetiche in relazione a politiche sociali in tema di immigrazione.
Via: Adnkronos
Etichette:
Cronaca,
Libri,
Minacce,
Politica estera,
Profili
Iscriviti a:
Post (Atom)


















