Le autorità turche hanno ordinato il blocco dell'accesso ai social media per impedire la circolazione delle foto del procuratore ucciso la settimana scorsa a Istanbul. Nell'era 2.0 la censura si fa contro Internet. Così in Turchia dopo la pubblicazione delle foto del pm Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio dal fronte Fronte rivoluzionario per la liberazione del popolo turco e poi ucciso nel blitz delle teste di cuoio, il governo censura YouTube e Twitter bloccandone l'accesso. Entrambi si sarebbero rifiutati di cancellare le immagini.
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Turchia: censura per Twitter e YouTube, Facebook torna accessibile
Le autorità turche hanno ordinato il blocco dell'accesso ai social media per impedire la circolazione delle foto del procuratore ucciso la settimana scorsa a Istanbul. Nell'era 2.0 la censura si fa contro Internet. Così in Turchia dopo la pubblicazione delle foto del pm Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio dal fronte Fronte rivoluzionario per la liberazione del popolo turco e poi ucciso nel blitz delle teste di cuoio, il governo censura YouTube e Twitter bloccandone l'accesso. Entrambi si sarebbero rifiutati di cancellare le immagini.
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Nasce in Gran Bretagna la brigata Facebook che combatte sui social
L'esercito britannico sta creando una forza speciale di "guerrieri Facebook", abili nelle operazioni psicologiche e l'uso dei social media per coinvolgerli in una guerra non convenzionale nell'era dell'informazione. La 77esima Brigata, che avrà sede a Hermitage, nei pressi di Newbury, nel Berkshire, sarà di circa 1.500 soldati e composta da unità estratte da tutto l'esercito. La brigata sarà responsabile di quella che viene descritta come la guerra non letale.
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Facebook afferma di non ospitare gruppi terroristici sulla piattaforma
I terroristi hanno trovato su Internet e social network terreno fertile per reclutare militanti e fare una potente propaganda. Facebook, spesso indicato come strumento di reclutamento o propaganda souvent per le organizzazioni jihadiste, si è difeso affermando che i gruppi terroristici sono esclusi dal social network. Lo ha spiegato Monika Bickert, responsabile della politica dei contenuti di Facebook.
Apocalisse a Palermo, viaggiavano su Facebook le minacce del boss
Scorrendo il diario pubblico del profilo Facebook di uno degli arrestati nell'ambito dell'operazione antimafia "Apocalisse", che ha portato alla cattura di 95 persone a Palermo, ci si imbatte in decine di foto con un unico tema: la condanna dei pentiti e dei collaboratori di giustizia, e l'apprezzamento della "legge" dell'omertà, del "farsi i fatti propri". La pagina è quella che Gregorio Palazzotto, titolare di una ditta di traslochi ritenuto a capo della cosca dell'Arenella, condivide con la compagna.
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Usa: mette su Facebook foto con figlia, poi la uccide e tenta suicidio
Un giovane padre posta la foto della figlia di 19 mesi su Facebook e la uccide con una pistola che poi punta su di sè. Per la piccola non c'è stato nulla da fare, mentre Merrick McKoy è ricoverato in ospedale. E' successo nella mattinata di lunedì a Westmister in Colorado e il motivo della azione estrema dell'uomo è una lite furibonda con la mamma della bimba, Kim Phanthavongsa.
Sul profilo del social network, il 22enne aveva pubblicato: "Ti avevo detto che non avrei potuto vivere senza di te, forse pensavi stessi giocando, adesso io e mia figlia ci togliamo di mezzo". Poi il suo ultimo post: "Non giudicatemi non avevo scelta". Sotto choc Kim, 21 anni, che ha raccontato alla polizia di essersi svegliata con la pistola puntata e poi di essere riuscita ad andare dai vicini per chiamare il 911.
McKoy è sopravvissuto alla ferita d'arma da fuoco ed è stato ricoverato in ospedale in Colorado. La giovane ha spiegato che Merrick era un ragazzo molto geloso e possessivo. McKoy era stato anche oggetto di un ordine restrittivo dopo un incidente di violenza domestica nei confronti di Kim. Era stato accusato di aggressione, furto con scasso, violazione di domicilio e molestie.
La polizia ha detto che su McKoy era stato emesso un ordine restrittivo della libertà personale che gli vietava di essere in quel appartamento. McKoy era stato arrestato dalla polizia di Westminster il 27 settembre ed un giudice della contea di Adams aveva emesso l'ordine tre giorni dopo, il 30 settembre, lo stesso giorno che McKoy è stato rilasciato dal carcere dopo l'invio di 20.000 dollari di cauzione.
La polizia ha detto che su McKoy era stato emesso un ordine restrittivo della libertà personale che gli vietava di essere in quel appartamento. McKoy era stato arrestato dalla polizia di Westminster il 27 settembre ed un giudice della contea di Adams aveva emesso l'ordine tre giorni dopo, il 30 settembre, lo stesso giorno che McKoy è stato rilasciato dal carcere dopo l'invio di 20.000 dollari di cauzione.
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Miami: uccide la moglie e posta foto cadavere su Facebook, arrestato
Un 31enne americano si e' costituito alla polizia di Miami dopo aver ucciso la moglie e aver postato su Facebook una foto del corpo martoriato della donna. E' stato lo stesso Derek Medina a raccontare l'omicidio della 26enne Jennifer Alfonso, pubblicando sul social network un messaggio: "Andro' in prigione o verro' condannato a morte per aver ucciso mia moglie, mi vedrete tra le notizie".
"Mia moglie mi stava picchiando e non volevo piu' sottostare all'abuso, cosi' ho fatto quello che ho fatto, spero che capirete", ha spiegato. Dopo averlo interrogato, gli inquirenti si sono recati sul luogo del presunto delitto, dove "hanno trovato la vittima deceduta per colpi d'arma da fuoco cosi' come la figlia di 10 anni illesa". "Il movente al momento e' ignoto", ha fatto sapere la polizia.
La foto del corpo di Jennifer sul pavimento, con la faccia e le braccia ricoperte di sangue, e' rimasta per circa 5 ore su Facebook, e condivisa 170 volte, prima che la pagina venisse bloccata dal social network, con i commenti allarmati degli amici che chiedevano cosa fosse successo. Nell'abitazione c'era anche la figlia di 10 anni, che fortunatamente è rimasta illesa. Nella versione del padre di Medina, la coppia aveva avuto un violento litigio.
"Ha semplicemente detto che sua moglie aveva preso un coltello per avventarsi contro di lui, hanno avuto un grosso scontro e lui gli ha sparato". Medina condivideva la sua vita on-line con video postati sul suo canale di YouTube. Ha pubblicato dei libri e teneva un sito web chiamato EmotionalWriter.com. I suoi libri pretendono di essere sulla "comunicazione efficace" e "suggerimenti di consulenza matrimoniale", secondo il sito web.
"Ha semplicemente detto che sua moglie aveva preso un coltello per avventarsi contro di lui, hanno avuto un grosso scontro e lui gli ha sparato". Medina condivideva la sua vita on-line con video postati sul suo canale di YouTube. Ha pubblicato dei libri e teneva un sito web chiamato EmotionalWriter.com. I suoi libri pretendono di essere sulla "comunicazione efficace" e "suggerimenti di consulenza matrimoniale", secondo il sito web.
"Derek medina è uno scrittore emozionale. Il suo obiettivo è quello di salvare la vita delle persone attraverso i suoi libri che ha pubblicato", dice il sito. "Il mio obiettivo è per voi, i lettori, di aprire gli occhi e cambiare per il meglio." Ore prima dell'uccisione, Medina ha postato una foto di sua moglie, sua figlia e se stesso a cena insieme all'aperto in un porto turistico. Erano tutti sorridenti.
Fonte: AGI
Via: CNN
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Olanda, uccide coetanea su richiesta via Facebook: condannato 15enne
Un litigio su Facebook si è concluso nel più drammatico dei modi: un ragazzino 15enne ha ucciso il 14 gennaio scorso a coltellate una compagna di classe e poi ha tentato di eliminare anche il padre che voleva difenderla. Il teenager olandese è stato condannato oggi da un tribunale di Arnhem a un anno di detenzione in un carcere minorile e altri tre in una clinica psichiatrica.
Jinhua K., che all'epoca dei fatti aveva 14 anni, è andato di proposito a casa di Joyce Winsie Hau, 15enne, per ucciderla, dopo essere stato assoldato attraverso il social network da una coppia di compagni di classe. Il caso, conosciuto come Facebook murder, ha causato in Olanda un dibattito molto diffuso sul ruolo dei social network nei crimini violenti.
La disputa sarebbe iniziata tra le due ragazze - riporta la Bbc - che hanno litigato per alcuni commenti postati sul profilo Facebook di Polly da Joyce Winsie Hau, la vittima. Secondo le ricostruzioni dei media olandesi, Polly W e il suo ragazzo avrebbero dato a Jinhua, il killer, un biglietto con le indicazioni sui tempi e modi per uccidere Joyce, in cambio di una somma di denaro (alcuni media indicano 100 euro).
Secondo Blick, la causa del litigio è stata l'accusa di una scappatella sessuale rivolta da Winsie a Polly, che avrebbe fatto infuriare la giovane coppia. Jinhua, che si è scusato con la corte per il suo gesto, avrebbe agito perché incapace di opporsi alle pressioni della ragazzina. La perizia psichiatrica ha riscontrato nel ragazzo gravi disordini mentali e un comportamento psicopatico.
Il padre della vittima ha denunciato la mitezza della sentenza: "Fa una grossa differenza, io ho perso una figlia, lui ha avuto un anno di prigione" ed ha aggiunto: "Mi chiedo ogni giorno come queste persone possono averla uccisa solo per un litigio". I due adolescenti, Polly W e il suo ragazzo, saranno processati il prossimo mese con l'accusa di aver commissionato l'omicidio.
Via: TMNews
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Santanchè su Facebook: agente che sbaglia non è mai assassino
"Gli uomini delle forze dell'ordine anche se sbagliano non sono mai assassini": non c'é il nome di Luigi Spaccarotella, ma il post su Twitter e su Facebook di Daniela Santanché ha raccolto in meno di quattro ore oltre 2.200 commenti. Quasi tutti sono negativi e spesso mettono esplicitamente in relazione il giudizio espresso dalla parlamentare del Pdl con la vicenda del poliziotto condannato per l'omicidio di Gabriele Sandri e da oggi in carcere.
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Usa, rimuovono la figlia dalle amicizie Facebook: il padre li uccide
L’hanno cancellata da Facebook, e suo padre non ha digerito la cosa, arrivando a uccidere una giovane coppia del Tennessee. Le vittime avevano già sporto denuncia alla polizia sostenendo che la figlia di Marvin Potter li aveva infastiditi ripetutamente dopo che loro l’avevano cancellata come amica sul sito di social network.
Potter, 60 anni, è stato accusato di duplice omicidio, le vittime sono Billy Payne Jr., 36 anni, e la sua compagna, 23 anni, Billie Jean Hayworth. Marvin Potter, aiutato da Jamie Curd, 38 anni, avrebbe deciso di vendicare il torto subito dalla donna uccidendo gli ex-amici di Jenelle Porter. La coppia è uccisa a colpi d’arma da fuoco nella sua casa di Mountain City.
I due avevano un bambino di otto mesi che è stato trovato, illeso, tra le braccia della sua mamma. Curd a quanto pare era innamorato di Jenelle. "È la cosa peggiore che abbia mai visto" ha riferito lo sceriffo della contea Mike Reece, aggiungendo di non aver mai visto niente di simile nei suoi 27 anni di applicazione della legge nella zona.
"Abbiamo avuto omicidi, ma niente di tutto questo. Questo delitto è senza senso". Potter e Curd si trovano ora in prigione in attesa di affrontare il processo che li vede imputati per omicidio volontario e favoreggiamento. Non è il primo caso di violenza che coinvolge Facebook.
L'anno scorso in Iowa, una donna è stata arrestata con l'accusa di aver dato fuoco al garage di un amico dopo essere stata rimossa dalle sue amicizie sul sito di social network. In Texas, un uomo è stato accusato di aver picchiato la moglie dopo che lei ha messo "Mi piace" su un post Facebook dove vi era scritto l'anniversario della morte di sua madre, secondo quanto riferiscono i media. Il motivo, che di primo acchito potrebbe suscitare ilarità, dovrebbe dare adito a serie riflessioni.
Fonte: Ibn Live
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Ventenne uccisa, aveva ricevuto minacce di morte su Facebook
Tra novembre e dicembre scorsi Antonella Riotino, la 20enne di Putignano, in provincia di Bari, uccisa mercoledi' sera, avrebbe ricevuto delle minacce attraverso Facebook. Le minacce arrivavano da un utente che si faceva identificare con lo pseudonimo 'Rasta light', il nome di un videogioco che la vittima aveva regalato al suo fidanzato 19enne, Antonio Giannandrea, accusato dalla Procura di Bari dell'omicidio volontario della giovane studentessa.
Attraverso questo profilo di fantasia, ieri, avrebbe anche inviato un messaggio alla sorella di Antonella. Frequentavano insieme l'istituto alberghiero di Putignano. Le presunte minacce, giunte anche via sms sul telefonino, sarebbero state anche denunciate alla caserma dei carabinieri.
Gli inquirenti sospettano anche che il ragazzo, dopo aver ucciso Antonella, sia entrato nel profilo Facebook di lei, di cui conosceva la password di accesso, e abbia aggiornato lo status per depistare le indagini e allontanare il sospetto che la ragazza potesse essere sparita.
Di Antonella non si avevano più notizie da mercoledì sera. Era uscita di casa e i genitori non l'avevano più vista tornare. Ieri mattina allarmati sono andati dai carabinieri a Putignano per denunciarne la scomparsa. Subito sono partite le ricerche. I primi sospetti si sono immediatamente concentrati sul fidanzato Antonio, portato in caserma e interrogato per ore.
Messo alle strette, il giovane assassino è crollato. Il movente non e ancora chiaro: secondo gli investigatori, Giannandrea non sopportava l'idea che lei lo potesse lasciare. Nell'ultimo periodo i due litigavano spesso e Antonella, stanca anche della gelosia morbosa di lui, aveva deciso di troncare la relazione. La famiglia di Antonella è sotto choc.
Vie: Adnkronos | TM News
Foto: Facebook
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Tradito da Facebook, preso un ricercato per omicidio e rapine
Tradito da Facebook, e' stato arrestato a Berna dopo un anno e mezzo di indagini, il 31enne algerino Abbes Benesouci accusato dell'omicidio della prostituta Veronica Crosati, il 26 luglio 2010 a Milano. Rapinatore seriale, Benesouci aveva un profilo Facebook e lo studio della localizzazione degli accessi e' stato fondamentale per l'individuazione.
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Strage Firenze, indagini sul profilo del killer e amici Facebook
Facebook come soluzione nelle indagini sulla spietata esecuzione dei giovani ambulanti senegalesi. Gianluca Casseri - il ragioniere-killer cinquantenne malato di depressione e diabete ma anche, e soprattutto, di razzismo e neonazismo - aveva soltanto due amici sul suo profilo Facebook. Procura e investigatori stanno indagando su eventuali confronti prima della strage tra Casseri e i due amici, indottrinati di cultura xenofoba, che hanno in qualche modo potuto spingerlo a compiere gli omicidi.
Sempre su Facebook è concentrat un’altra tranche dell’inchiesta. Riguarda i sostenitori del gesto folle del ragioniere simpatizzante di Casa Pound. Il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi ha aperto un fascicolo per istigazione o agevolazione a delinquere.
"Sono state avviate indagini - precisa - per identificare gli autori di questi messaggi. Si sta, cioè, verificando l’ipotesi della presenza di eventuali concorrenti nei due omicidi e nei tre tentati omicidi non solo sotto il profilo materiale, ma anche in forma di concorso morale sotto il profilo di eventuale istigazione o agevolazione dei reati".
Resta da capire se da uno di questi due contatti Facebook è partita la suggestione - per non dire il suggerimento - sulla sparatoria di martedì. E il ruolo del social network, in questa drammatica storia di ordinaria follia, non finisce qui. Sempre sul computer recuperato nella casa della madre di Gianluca Casseri, a Pistoia, sono evidenti le tracce lasciate dalle chat e dai contatti con siti di estrema destra stranieri. Il computer, in realtà, appartiene al fratello dell’assassino, ferroviere in pensione. Ad usarlo, tuttavia, era prevalentemente Gianluca che raggiungeva la casa di famiglia ogni 4-5 giorni.
Via: La Stampa
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Pagina Facebook contro 16enne ucciso, interviene il Codacons
Spunta su Facebook pagina che offende Simona Costa, il sedicenne ucciso a Fiumicino con un pugno alla tempia dal suo migliore amico per una sigaretta non data. Simone Costa: così impari a fare il tirchio: è il titolo della pagina creata ieri sera e poi cancellata dopo le polemiche, ma riapparsa in queste ore.
"La madre degli imbecilli è sempre incinta. Si tratta di una pagina aberrante, offensiva e incredibilmente diseducativa, in cui la morte per futili motivi viene lodata. L'autore di questa 'genialata' deve essere punito", ha dichiarato il Codacons. "Non è sufficiente chiudere la pagina Facebook in questione e far finta che non sia mai esistita. Per tale motivo stiamo preparando un esposto sia alla Polizia Postale, sia alla Procura della Repubblica di Roma, in cui si chiede di individuare l'autore del gruppo e procedere nei suoi confronti per istigazione alla violenza e per altri reati che saranno ravvisabili".
La pagina veniva non solo giustificata, ma addirittura inneggiata. Nel frattempo, la pagina è comparsa nuovamente in mattinata. "Vergognati!!!!! sarai segnalato alla polizia postale...sicuramente sei un minorenne e non potranno farti niente...però io dico ma i tuoi genitori ?....i minorenni vanno controllati specialmente se sono sulle chat...spero ne risponderanno loro per te", scrive Cristiana.
E Fiorella aggiunge: "mi dispiace perchè, credo, sarai un ragazzo dell'età di Simone, verrai denunciato ,anzi manca poco che ti troveranno, sicuramente non farai la galera, ma spero con tutto il cuore che ti facciano lavorare in alcuni luoghi 'socialmente utili'...dove la vita vale un tesoro...dove la vita è bella viverla fino all'ultimo giorno...dove tu, capirai, che deridere un ragazzo morto per mano di un'amico...è orribile!!! (una mamma)".
Via: Il Secolo XIX
Su Facebook la difesa di Amanda Knox e Raffaele Sollecito
Non solo i media tradizionali hanno giocato un loro ruolo all'interno delle dinamiche del processo Meredith, come più volte denunciato in aula in senso negativo sia dal procuratore Giancarlo Costagliola che dal pm Giuliano Mignini, che hanno invitato la Corte "a non tenerne conto". Dal 2008 ad oggi sono nati in rete dei veri e propri comitati di sostenitori di Amanda e Raffaele, che hanno dato via a dei siti Internet sia per raccogliere fondi per la causa che per smentire l'immagine "diabolica" (per Amanda) e di "succube" (Raffaele) emersa con le ricostruzioni dell'accusa.
Il primo a comparire in rete fu quello realizzato dagli amici di Seattle di Amanda Knox: www.friendsofamanda.org. "La vera Amanda Knox - scrivono prima della fotogallery - non assomiglia affatto alla immagine distorta che le Autorità italiane e molte parte dei media hanno dato di lei. Amanda è una persona di buon cuore, con una personalità aperta e positiva. Può essere franca ma quasi mai arrabbiata.
Anche il sito Internet di Raffaele Sollecito (www.raffaelesollecito.org) è sulla falsa riga di quello della ragazza americana, ma aggiunge una serie di testimonianze di amici che smentiscono la potenziale crudeltà o la freddezza passiva attribuita al ragazzo pugliese. Naturalmente non può mancare Facebook. Sul social network il ragazzo di Giovinazzo può contare su un gruppo che lo vuole libero con 350 iscritti, mentre Amanda sbanca: su una pagina ha la vicinanza di 4.133 fan.
Via: TMNews
Foto choc su Facebook: bambino nero diventa un trofeo di caccia
Un ragazzo bianco sorridente con un fucile in mano che mostra con orgoglio ai suoi piedi, come fosse un trofeo di caccia, un bambino nero, apparentemente senza vita. L'immagine è postata su Facebook e la storia ha provocato un enorme scalpore in Sudafrica.
La polizia sta ora cercando di identificare chi è l'uomo nella fotografia e chi ha inserito il post e se l'immagine tanto agghiacciante sia vera o frutto di un fotomontaggio. La foto è stata pubblicata sul profilo il 24 giugno da un utente denominato Terrorblanche Eugene, nome che richiama l'ex leader del Movimento di Resistenza Afrikaner (AWB) di estrema destra Eugene TerreBlanche, assassinato nell'aprile del 2010.
Il portavoce del Ministero della Polizia, Zweli Mnisi, ha spiegato che sul caso è stata aperta un'inchiesta e invita chi dovesse riconoscere l'uomo ritratto nella foto (che potrebbe essere stata manipolata) a chiamare la polizia: "Se, infatti si tratta di un fatto reale quell'uomo deve essere punito".
Sul profilo di Facebook Terrorblanche si descrive come un impresario a cui piacciono la musica africana, i Simpson, le armi bianche e il fuoco e conta. "Coloro che hanno fatto commenti favorevoli potranno essere accusati di non aver denunciato il fatto, di razzismo e di abuso su minori" ha spiegato Miranda Giordano, direttore dell'istituto contro gli abusi sui minori.
"Per lui, l'accusa potrebbe essere omicidio o lesioni gravi ad un bambino". Ora su Facebook si sono formati due gruppi di protesta contro la foto del "cacciatore di bambini neri". Si tratta del gruppo "arrestate tutti gli amici di Terrorblanche" e un "gruppo di protesta" contro di lui.
Fonte: El Mundo
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Omicidio Sforna, il giovane era stato minacciato su Facebook
Eduardo Sforna, il 18enne ucciso davanti alla pizzeria Jolly di Morena, martedì sera, potrebbe essere stato ucciso per futili motivi: i carabinieri di Frascati che stanno conducendo le indagini, infatti, stanno scavando nella vita personale di «Dodo», che sembra senza ombra, un giovane "pulito" e tra le ipotesi come possibile movente spunta quindi quella di un litigio occasionale, forse di poco precedente all'agguato. Niente uso di droghe, giurano gli amici. Nessun debito o «conto» in sospeso con i bulli del quartiere. Il pm Barbara Sargenti, titolare del fascicolo processuale aperto per omicidio volontario, ha ascoltato ieri due testimoni oculari, che hanno ricostruito la dinamica del delitto. I due killer, arrivati a bordo di uno scooter, secondo alcune indicazioni dei testimoni, sarebbero due giovani, due ragazzi intorno ai 20 anni, uno solo di loro ha sparato, quattro colpi di 765, tre andati a vuoto, uno, letale, lo ha colpito al torace. I carabinieri stanno passando al setaccio i rapporti della vittima, compreso quello con Elisa, la fidanzatina sua coetanea che si era messa con lui da qualche mese. Sul profilo Facebook della vittima giorni fa è apparso un messaggio. Lo riportiamo, crudamente, così come appariva prima che la bacheca di Dodo venisse resa inaccessibile: «Te devi fa’ una vagonata de cazzi tua!!!». Gli uomini dell’Arma stanno cercando di capire se la frase fosse il post, colorito, di un’amico o se non sia la prova che il fattorino aveva avuto davvero una discussione con qualcuno. All’indizio viene annessa una qualche importanza. Tanto che i carabinieri sono andati a casa dei genitori di Sforna e hanno portato via il PC del ragazzo.
Fonti: Il Messaggero, Il Tempo
Stefano ucciso a Mykonos, amici su Facebook: "morto da eroe"
E' stato confermato l'arresto di uno dei tre giovani stranieri fermati ieri a Mykonos dopo la morte del 21enne lodigiano. Il giovane era in Grecia con quattro amici per trascorre le ferie. "È stato un incidente, non volevo ucciderlo". Si è difeso così Alex G., lo svizzero 23enne arrestato per l'omicidio di Stefano Raimondi, ucciso con una bottiglia di vodka in testa per una rissa scoppiata nel locale 'Cavo Paradiso' sull'isola delle Cicladi. Gli altri due giovani che erano stati fermati insieme al sospetto che ha confessato di aver colpito l'italiano sono invece stati rilasciati e gli inquirenti avrebbero terminato di raccogliere le diverse testimonianze sulla dinamica dei fatti. "Ha fatto roteare la bottiglia come una mazza da baseball, e ha preso Stefano alla tempia", racconta uno dei presenti. "Tutto ciò che abbiamo visto e sentito lo abbiamo detto alla polizia, non servono altri discorsi", ha detto Alessandro Marchese, amico del 21enne ucciso. "Quel ragazzo era ubriaco, ci ha preso a pugni mentre eravamo seduti e quando ci siamo alzati per andarcene ha colpito Stefano", ha detto un altro giovane. Intanto su Facebook è nato un gruppo per ricordare il giovane studente di economia, in cui amici, conoscenti e gente comune lo ricordano come un eroe. "Quando un ragazzo muore per difendere un amico, è decisamente un eroe", "Stefano sei un esempio per tutti", solo alcuni dei commenti apparsi sul gruppo. Al suo paese, Ospedaletto Lodigiano, si attendono notizie sul rientro della salma.
Gb: uccide fidanzata per scommessa e si crea alibi su Facebook
Joshua Davies, sedicenne gallese, è stato riconosciuto colpevole dell'omicidio della fidanzata Rebecca Aylward, che ha attirato in un bosco e uccisa a colpi di pietra. Il delitto è motivato anche da una scommessa con gli amici. Più volte Joshua, qualche mese dopo essere stato lasciato da Rebecca dopo una relazione tormentata, aveva detto agli amici di voler ucciderla. Aveva pensato persino di buttarla giù da una rupe o di avvelenarla con la digitale purpurea, ma nessuno lo aveva mai preso sul serio. Tanto che lo scorso ottobre - quando ha chiesto con un sms ad un amico: "Cosa faresti se la uccidessi davvero?" - la risposta che ha ricevuto è stata: "Ti offrirei la colazione". Così La ragazza, appena 15 anni, è stata attirata in un bosco e uccisa a colpi di pietra. Dopo il delitto il ragazzo aveva convocato due amici nel bosco, perché vedessero il cadavere e aveva detto a uno di loro: "Sai quanto è duro rompere il collo di qualcuno? Era girata dall’altra parte e mi sono detto 'Ci siamo', ho provato a romperglielo, ma lei urlava e così ho preso una pietra e ho cominciato a colpirla". Successivamente aveva postato dei messaggi su Facebook nella quale esprimeva la sua preoccupazione per la ragazza, data per scomparsa, e aveva cercava di costruirsi un alibi affermando di aver trascorso il pomeriggio a casa. La polizia aveva scoperto il corpo della ragazza il giorno dopo, condotta sul posto da uno degli amici. Durante il processo Joshua aveva provato ad accusare un altro sedicenne di essere responsabile del delitto, affermando che arrivando sul posto aveva trovato la ragazza già morta.
Foto: WNS
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Omicidio Rea, analisi archivi del profilo Facebook di Parolisi
Arrivano in California le indagini sulla morte di Melania Rea, la mamma di 29 anni di Somma Vesuviana uccisa e trovata morta nel bosco di Ripe di Civitella, nel teramano, il 20 aprile scorso. Grazie a una rogatoria internazionale, ottenuta dalla Procura di Ascoli Piceno, gli investigatori potranno consultare gli archivi telematici di Facebook in California e analizzare il contenuto di eventuali messaggi cancellati dal profilo di Salvatore Parolisi.
"Dal profilo Facebook di Parolisi possono emergere spunti investigativi, ma non delle prove. Il momento focale dell'inchiesta ci sara' solo quando queste informazioni saranno incrociate con i dati della relazione di Tagliabracci sull'esame cadaverico e delle indagini scientifiche dei Ris sui reperti raccolti. Non prima".
Cosi' all'AGI il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno Col. Alessandro Patrizio, nel commentare le ricerche gia' in fase avanzata, da parte sempre di ufficiali dell'Arma, fatte direttamente presso la sede del social network americano, a Palo Alto, in California, per scoprire se nei contatti del caporalmaggiore dell'esercito con la sua amante - la soldatessa ed ex sua allieva Ludovica P. - siano nascosti elementi utili per le indagini in corso sull'assassinio brutale di Melania Rea, moglie dello stesso militare.
Il caporalmaggiore dell’esercito indagato per l’omicidio volontario della moglie, è tornato intanto ad Ascoli per riprendere il lavoro nella caserma "Clementi", dove ha svolto finora il ruolo di addestratore delle reclute.
Via: AGI
Melania Rea: giallo su Facebook, minacce morte a Paciolla
Proseguono le indagini della polizia postale, sulla vicenda delle minacce di morte nei confronti dell'agente di custodia carceraria Raffaele Paciolla - amico e vicino di casa a Folignano (Ascoli Piceno) di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell'esercito indagato per omicidio in relazione alla morte di Melania Rea - minacce pervenute tramite il suo profilo Facebook, agli inizi di giugno. L'avvocato Tommaso Pietropaolo presentò regolare denuncia per l'episodio, e spiega all'AGI: "Al momento non abbiamo novità. Ma la vicenda è molto recente, e quindi dobbiamo attendere l'esito delle ricerche delle forze dell'ordine. Per il resto - continua - noi pensiamo potrebbe trattarsi dell'opera di un mitomane, ma potrebbe essere anche qualcosa di più serio, tanto più che nella minaccia era scritto esplicitamente "stai attento a quello che fai...". Per il legale di Paciolla, quando l'agente incontrò a Folignano Salvatore Parolisi, la storia delle minacce non sarebbe legata al caso di Melania Rea. "E io non credo - ha sottolineato l'avvocato Pietrapaolo - che lui sappia qualcosa di più di quanto ha gia' detto sulla vicenda della donna uccisa". E' comunque il caso di ricordare, che proprio in queste ore gli investigatori stanno svolgendo indagini approfondite sul falso profilo facebook di Parolisi, registrato come lo pseudonimo di "Vecio Alpino" , ora sequestrato, e grazie al quale il caporalmaggiore potrebbe aver comunicato con soldatesse del Reggimento Piceno, sue ex allieve, o con altri soggetti. Dalla sede di Facebook a Palo Alto, si attendono maggiori informazioni sulla questione.
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