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Facebook può causare attacchi psicotici e deliri, secondo i ricercatori


Facebook e altri siti di social networking possono influenzare la salute mentale, provocando episodi psicotici e deliri, avvertono i ricercatori. Poiché l'accesso a Internet diventa sempre più diffuso, così da creare psicopatologie correlate, come la dipendenza da Internet e delusioni legate alla tecnologia e ai rapporti virtuali, secondo lo studio. Le comunicazioni informatiche come Facebook e gruppi di chat sono una parte importante di questa storia, ha detto il dottor Uri Nitzan dell'Università di Tel Aviv e centro salute mentale Shalvata. 

Per lo studio, i ricercatori hanno studiato tre pazienti che sono stati coinvolti in intense relazioni virtuali, al fine di sfuggire alla solitudine. Tutti i partecipanti hanno avuto in comune un problema di solitudine di fondo, ma nessuno di loro era tossicodipendente o aveva una storia di psicosi precedente. Secondo Nitzan, i pazienti condividevano alcune caratteristiche fondamentali, tra cui la solitudine o la vulnerabilità a causa della perdita o separazione da una persona cara, relativa all'inesperienza con la tecnologia.

In ogni caso, è stato trovato un collegamento tra lo sviluppo graduale e l'esacerbazione di sintomi psicotici, tra cui deliri, ansia, confusione, e l'uso intenso di comunicazioni informatiche. La buona notizia è che tutti i pazienti, che volontariamente hanno cercato un trattamento per conto proprio, hanno avuto un pieno recupero con il trattamento e la cura, ha detto Nitzan. Mentre le tecnologie come Facebook hanno numerosi vantaggi, alcuni pazienti sono danneggiati da questi siti di social networking. 

Tutti e tre i pazienti di Nitzan hanno cercato rifugio da una situazione di solitudine e trovato conforto in intense relazioni virtuali. Anche se questi rapporti sono stati positivi in ​​un primo momento, alla fine hanno portato a sentimenti di dolore, tradimento, e violazione della privacy, ha detto Nitzan. Due pazienti si sono sentiti vulnerabili a causa della condivisione di informazioni private, e uno ha anche sperimentato allucinazioni tattili, credendo di poter toccare fisicamente la persona al di là dello schermo.

Fonte: Daily Mail
Foto dal web

Facebook vietato per brutti voti: ragazzina si butta in dirupo, salvata


Andava male a scuola e i genitori le avevano limitato l'utilizzo di pc e Facebook. Per questo una ragazzina di 14 anni di origine romena non era tornata a casa da scuola e si era poi lanciata in un dirupo. È successo nel canavese. Portata all'ospedale di Ivrea se l'è cavata con una prognosi di 40 giorni. 

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, venerdì scorso la ragazza al termine delle lezioni non era tornata a casa. Gli amici e la convivente del padre l'avevano rintracciata intorno alle 18,30 nei pressi del Castello Medievale del paese ma lei, rimproverata per essersi allontanata, è saltata nel dirupo. 

Subito è stata soccorsa dai sanitari del 118. Successivamente è emerso che la ragazza temeva nuovi rimproveri del padre che le aveva limitato l'uso del computer dopo che, convocato a scuola dagli insegnanti, aveva saputo delle numerose assenze e del cattivo rendimento scolastico della figlia.

Il mese scorso, per curare la dipendenza da Facebook della figlia quattordicenne, Paul Baier ha fatto firmare un vero e proprio contratto, che prevede la disattivazione del suo profilo. Se la ragazzina non userà il social network fino al 26 giugno, suo padre la ricompenserà con 200 dollari.



Via: La Stampa
Foto dal web

Facebook dipendenza, carenza di Like genera frustrazione ed invidia


Più di un miliardo di persone nel mondo hanno un account Facebook e circa la metà comunicano regolarmente con Twitter. Il commento "Mi piace" viene cliccato 500 milioni di volte al giorno, mentre i cinguettii giornalieri su Twitter sono 340 milioni. E se tutti questi numeri per molti non sono una sorpresa, oggi c'è anche una stima della cosiddetta dipendenza da social network: una sindrome che ha contagiato oltre 350 milioni di utenti.

Usa, padre sigla accordo con figlia: 200 $ per 5 mesi senza Facebook


Paul Baier, alto dirigente di una società energetica di Boston, Massachusetts, ha pubblicato sul suo blog un vero e proprio "contratto" stipulato con la figlia quattordicenne, in cui si impegna a pagarle 200 dollari se lei non accederà a Facebook per cinque mesi. Secondo quanto si legge sul contratto che ha chiamato "Facebook Deactivation Agreement", la prima rata da 50 dollari non arriverà nelle tasche della teenager prima del 26 aprile e il saldo non prima del 26 giugno.

La ragazzina ha già dato la password del suo account al padre, che così potrà cambiarla in modo da impedire accessi furtivi. "In realtà è stata una sua idea", ha detto il signor Baier a The Daily Dot. "Vuole guadagnare soldi e trova Facebook a volte una distrazione e anche una perdita di tempo". La prova è iniziata da qualche giorno e per sapere se la figlia riuscirà a rispettare il suo impegno non resta che attendere i prossimi mesi.

Che la dipendenza da Facebook non faccia bene alla salute è noto da tempo (meno ore di sonno la notte), ma a dimostrarlo ulteriormente sarebbero stati i ricercatori di due università statunitensi, che dopo uno studio, sono giunti alla conclusione che il social network potrebbe far ingrassare. "Abbiamo dimostrato che l'utilizzo del social network più popolare di oggi, Facebook, può avere un effetto negativo sull'auto-controllo delle persone".

Così dicono il dottor Andrew Stephen dell'Università di Pittsburgh che insieme al dottor Keith Wilcox della Columbia University hanno condotto uno studio su più di 1.000 utenti di Facebook che hanno dimostrato come il social network potrebbe portare alcuni utenti a mostrare una perdita di auto-controllo. I risultati, dicono i ricercatori, "suggeriscono che l'uso maggiore del social network è associato ad un più alto indice di massa corporea, aumento di binge eating".


Vie: Daily Dot | Metro Weekly

Facebook avvisa gli utenti: come torta compleanno, abusarne fa male


Trascorrere troppo tempo su Facebook non aiuta le relazioni. A dirlo è il social network con un post pubblicato sul profilo ufficiale. "Le torte di compleanno sono fatte dalle persone a stare insieme. Danno agli amici un posto per raccogliere e celebrare. Ma troppa torta probabilmente non è sano. Quindi la torta di compleanno è molto simile a Facebook", scrive il social network.

Come le società produttrici di sigarette o alcolici, anche Facebook sembra aver voluto mettere in guardia i suoi utenti sui rischi. Questo avvertimento arriva dopo le ultime statistiche ufficiali che hanno reso noto quanti minuti passano giornalmente gli utenti sul sito. Secondo i dati, sono circa 10 miliardi i minuti totali spesi giornalmente da tutti gli iscritti che accedono da desktop. 

Una cifra che equivale a un uso giornaliero di Facebook pari a 12,4 minuti per ogni singolo utente. Il messaggio del social network è stato subito commentato, condiviso da quasi 26.000 di utenti e ha ricevuto oltre 438.000 "like". Non sono comunque tardate ad arrivare le reazioni negative da parte di alcuni iscritti. Mentre in altri casi c'è stato invece chi ha scelto di usare l'ironia.

Il social network ha spiegato che l'abuso può comportare l'erosione delle relazioni offline. Tale fenomeno patologico si manifesta quando diminuisce il tempo che l'utente dedica alle persone care, agli amici e alla famiglia. La prevalenza di questa patologia nella popolazione appare in aumento soprattutto nei giovani: si stima che circa il 10% degli utenti diventano dipendenti.

Facebook e Twitter sono tentazioni più forti di alcol, sesso e sigarette


Facebook e Twitter sarebbero ormai tentazioni più forti di sesso e sigarette. Lo afferma uno studio pubblicato dalla rivista Psychological Science, secondo cui il desiderio di dare una sbirciatina al proprio profilo è molto più difficile da tenere a bada. Le attività più comuni riportate sono state guardare la TV e navigare in Internet

La ricerca dell'università di Chicago è stata condotta su 250 persone in Germania tra 18 e 85 anni, che venivano contattate via sms dai ricercatori sette volte al giorno per una settimana con la richiesta di descrivere che tipo di desideri avevano provato nella mezz'ora precedente.

Il desiderio al 1° posto è stato mangiare, seguito da dormire e assumere bevande non alcoliche. Al 4° posto si è piazzato usare qualche forma di media, che costituisce l'8,1% dei desideri riportati, con il 71% dei partecipanti all'interno di questa categoria che ha riportato di voler controllare l'e-mail e il 65% di voler andare sui social network.

Molto lontani in classifica il sesso, al 9° posto, e l'alcol, al sesto. Ai partecipanti è stato anche chiesto di provare a resistere al desiderio, ma il tentativo è fallito nel 42% dei casi se si trattava di guardare Facebook, nel 22% se la tentazione a cui resistere era quella al cibo e appena dell'11% nel caso del desiderio sessuale.

In definitiva è più facile resistere al sesso che vedere chi ci tagga su Facebook e dove. "Questi risultati sono importanti. Il desiderio dei social media è molto frequente ed è più difficile resistervi - spiega Wilhelm Hofmann, uno degli autori - probabilmente perchè sono molto più disponibili e facili da ottenere".

Via: ANSA

Padova, chattava su Facebook in ufficio: licenziata per scarso rendimento


Per un pò era sembrata a tutti la dipendente ideale. Inchiodata al pc anche di sera ben oltre l'orario di lavoro, la si vedeva spesso in ufficio anche al sabato mattina, a ditta chiusa. Con l'andare dei mesi si è scoperto invece che la ragazza era sì dipendente ma da social network.

''Facebook su tutti ma non solo'', spiega al Corriere del Veneto Patrizio Bernardo, legale di diritto del lavoro, che ha seguito il caso per conto dell'impresa. La ragazza, trentenne, funzioni e responsabilità di livello medio-alto all'interno di un'azienda commerciale del Padovano piuttosto importante, è stata licenziata.

''Il problema con la dipendente - spiega l'avvocato Bernardo - è emerso nel 2011. Abbiamo transato quest'anno, pochi mesi fa''. Di fatto azienda e impiegata hanno trovato un accordo e alla donna è stata riconosciuta una sorta di buona uscita, pari a un tot di mensilità.

Accordo, tra l’altro, che sta diventando la regola in questo tipo di cause, piuttosto complicate e molto frequenti dato che ormai Facebook, Twitter e amici virtuali hanno invaso la nostra vita.

Una tendenza che sta prendendo piede anche in Italia e che negli Usa è all’ordine del giorno: secondo l’ultimo studio dell’americana Proofpoint, l’8% delle società intervistate dichiara di aver licenziato dei dipendenti per colpa di Facebook e il 17% di aver effettuato dei richiami disciplinari per lo stesso motivo.

E se le aziende corrono ai ripari divulgando disciplinari interni con le indicazioni per l’uso corretto di internet e social network sui luoghi di lavoro, resta da capire come e se possano intervenire, ad esempio, sugli smartphone personali dei dipendenti, costantemente collegate alla rete.

Vie: Adnkronos | Libero Quotidiano

Facebook non causa depressione nei ragazzi, smentita dagli studiosi


Uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Adolescent Health indica, per la prima volta, che non c'e' un nesso evidente fra depressione e quantità di tempo spesa su Facebook e altri social network simili. La ricerca è opera della University of Wisconsin School of Medicine and Public Health (Med-Wisc). Lo scorso anno, un report della American Academy of Pediatrics metteva in guardia sulla depressione che l'esposizione a Facebook poteva causare in bambini e adolescenti.

La prestigiosa American Academy of Pediatrics, sosteneva proprio questa tesi:  i ragazzi soffrono il confronto sul social network più popolare del mondo, in particolare quelli con difficoltà comportamentali e un basso livello di autostima rischiano di accentuare le proprie debolezze vedendo il più bello della classe con più amici e pieno di commenti positivi. Ed è storia vera quella della quindicenne del Massachussetts che si è suicidata dopo essersi vista sbeffeggiata sul suo profilo.

"Il nostro studio è il primo a presentare prove scientifiche sul presunto legame tra l'uso dei social media e il rischio di depressione", ha sottolineato la ricercatrice Lauren Jelenchick. I risultati "hanno implicazioni importanti per i medici che potrebbero aver allarmato troppo presto i genitori sull'uso dei social media e sui rischi di depressione". Jelenchick e il docente Megan Moreno hanno seguito 190 studenti dell'Università, di età compresa tra i 18 e i 23 anni, valutando il tempo trascorso online e le attività compiute.

Secondo l'indagine, i volontari passavano oltre la metà del tempo totale online su Facebook, ma non è stato rinvenuto alcun nesso importante tra l'uso dei social media e il rischio di depressione. Tuttavia, Moreno, pediatra che studia il consumo dei social media tra bambini e adolescenti, ha sottolineato: "Seppure il numero di ore trascorso su Facebook non è associato alla depressione, noi invitiamo i genitori ad essere modelli attivi e insegnanti su un uso corretto ed equilibrato dei media per i loro figli".

Via: La Stampa

Teenager e Facebook, ricerca Common sense media rivela sorprese


Usare i social media come Facebook e Twitter è diventata parte integrante dell'adolescenza moderna. Una recente inchiesta di Common sense media, un gruppo che si occupa dell'impatto della tecnologia e dei media sui giovani, ha dimostrato però che la teen generation nutre alcuni dubbi nei confronti della dipendenza da Web. Il 90% dei giovani esaminati dichiara di partecipare direttamente alla galassia dei social media, la metà addirittura ogni giorno.

Considerato quanto siano pervasivi i social media oggi, molti genitori, educatori e altri adulti sono profondamente interessati al ruolo di questi media nella vita dei ragazzi. Alcuni sono ottimisti sul potenziali benefici dei social media per l'apprendimento, lo sviluppo, ecc. Altri hanno però espresso pareri negativi per quanto riguarda l'impatto che questi mezzi possono avere, specialmente quando si tratta del benessere emotivo dei ragazzi.


Il 68% di loro hanno dichiarato che i messaggi SMS sono il canale più utilizzato. La sorpresa giunge dalla quota di intervistati che dichiara di essere troppo condizionato dall'approccio Web nelle relazioni interpersonali. Questa generazione è la prima ad aver vissuto tutta la loro adolescenza con Facebook e altri siti di social networking a portata di mano. L'utilizzo dei  social media influisce sul modo di interagire con alcuni ragazzi l'uno all'altro.

Un terzo (31%) ha confessato di avere iniziato un corteggiamento che non avrebbe mai osato intraprendere di persona mentre un quarto rivela di avere attaccato qualcuno solo grazie a Internet, un'audacia che non avrebbe mai avuto dal vivo. Infine l'annuncio forse più inquietante: il 43% degli adolescenti della ricerca dichiara che vorrebbe di tanto in tanto avere la forza di staccarsi dal mondo della "rete". Una dipendenza dalla quale è sempre più difficile sottrarsi.


Via: TM News

Facebook e gli smartphone: fenomeni di massa tra gli adolescenti


Una generazione seduta, con oltre il 60% degli adolescenti che trascorre tra le 10 e le 11 ore tra la sedia e la poltrona. La fotografia è stata scattata dall'edizione 2011-2012 dell'indagine 'Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti' della Società Italiana di Pediatria, giunta alla 15^ edizione, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti (1042 maschi - 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore. Dall'indagine emerge, inoltre, che i ragazzi sono un popolo di nottambuli.

Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. Sono otto su dieci i tredicenni che hanno il profilo su Facebook (il 79,8%, con un altro 6,5% vuole farlo a breve), mentre appena un anno fa erano il 10% in meno. E se per l’Autorità per le Tlc ormai il 30% dei telefonini italiani va su internet, molti sono in tasca agli adolescenti: il 65% del campione ne possiede uno. A collegarsi alla rete per più di 3 ore al giorno è il 17% (media nazionale), ma il 25,4% nelle grandi città.

Ad avere il profilo sul Facebook è l’80% (50% nel 2009 , 61% nel 2010) ma nelle grandi città si supera l’85%. E nell’ambito della navigazione in rete, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane. Per il 77,7% del campione le regole imposte dai genitori vanno bene, mentre solo il 16,5% le considera eccessive e un altro 6% addirittura poche. Cala il bullismo classico, ma preoccupa quello sul web.

“Forse qualche regola più rigida non farebbe male - commenta a Maurizio Tucci, curatore dell’indagine - se si pensa che più del 50% va a letto dopo le 23 anche se il giorno successivo c’è scuola, e la percentuale sfonda il 90% se invece non ci sono lezioni. Inutile dire - prosegue Tucci - che le ore “midnight round” i baby nottambuli le trascorrono davanti alla TV o, molto più spesso, navigando in Internet, indisturbati nella propria camera da letto, il 68%, infatti, ha il PC in camera da letto e il 61% la TV. Naturalmente il 45% li ha entrambi”.

Facebook e Twitter creano maggior dipendenza di alcol e fumo


Facebook e Twitter danno più dipendenza di fumo e alcol. E' questa la conclusione a cui sono giunti i ricercatori dell'Università di Chicago Booth School of Business, secondo cui resistere all'urgenza di controllare i siti dei social network per eventuali aggiornamenti risulta più difficile rispetto a rifiutare un bicchiere di alcol. La ricerca condotta su un campione di 250 persone ha rivelato che dormire e fare sesso sono i due principali desideri della giornata, ma che l'urgenza di rimanere aggiornati sui social network è la più ardua a cui resistere, rispetto anche ad alcool e fumo che suscitano invece un minor desiderio, nonostante siano ritenute le due principali dipendenze. Secondo i ricercatori, resistere spesso o aver resistito di recente a una particolare urgenza aumenta le possibilità di cavarsela alla prossima tentazione. Wilhelm Hofmann, l'autore dello studio pubblicato dal Psychological Science journal e riportato dal Telegraph, ha dichiarato: "Mentre la giornata trascorre lentamente, la forza di volontà si allenta e diventa più probabile un fallimento dei tentativi di autocontrollo". A livello celebrale vengono rilasciate maggiori quantità di sostanze psico-attivanti e a livello mentale si creano meccanismi e schemi ricompensatori che portano al riutilizzo continuo e sempre maggiore. Anche a livello fisico possono subentrare molteplici problemi come ad esempio emicrania, stress oculare, iper sudorazione, tachicardia, tensioni, crampi e/o dolori muscolari (per le tante ore passate al PC). Nel dicembre scorso, al liceo Righi di Bologna avevano fatto un esperimento, riuscito: gli studenti della seconda A erano rimasti a corto di tecnologia per una settimana. Sette giorni senza Facebook, pc, tv e cellulare, cioè tutti gli accessori della vita 2.0.

Via: TM News

Test sopravvivenza in un liceo, senza Facebook per sette giorni


"Mia mamma non ci credeva, invece ce l´ho fatta". Dopo sette giorni senza mandare sms e chattare in Facebook, Caterina esulta. E scatta l´orgoglio della seconda A del Righi. Si sentono quasi eroi, quelli che possono stare senza tv-computer-telefonino, i sopravvissuti, i protagonisti di un digiuno impossibile, almeno agli occhi degli adulti. 

"Che soddisfazione", dicono ora alla professoressa di Lettere, Matilde Maresca. È lei che ha lanciato la sfida: l´astinenza dalle nuove tecnologie, quelle da cui si sentivano più dipendenti, per una settimana. Al rientro dalle vacanze di Natale faranno un giorno a settimana, a rotazione, di black out: chi spegnerà la tv, il pc o il cellulare, chi non giocherà alla 'play' per 24 ore. 

Così sino alla fine dell´anno. È la rivincita della Net generation. Ma a mezzanotte e un minuto di domenica, quando la prova è terminata, che è successo? Diego risponde per tutti: "Dormivamo". Ma qualcuno rompe gli indugi. Lorenzo confessa: "Mi sono messo su un cd degli Iron Maiden, il metal a cui avevo rinunciato, è la mia debolezza. A volume basso, però". 
Federico ha acceso il computer: "Non potevo rinunciare a sapere cosa era successo nella pagina di Lady Gaga". Difficile è stato organizzarsi per la serata o la partita a basket: chi ha rispolverato il telefono di casa, chi si è perso qualche amico all´appuntamento. "Almeno ci siamo confrontati tra persone reali", osserva Filippo. 

Ci tengono a non sentirsi diversi. "Non siamo cambiati, mica siamo diventati hippies! Solo che ora sappiamo usare più responsabilmente il telefonino o il computer". Non rinunceranno a chattare o agli sms, certo che no. "Ma non era questo lo scopo", osserva l´insegnante. "L´idea era proporre un uso più consapevole delle tecnologie".

Tratto da: La Repubblica (Bologna)
Articolo di Ilaria Venturi

Facebook fà bene agli adolescenti, aiuta a costruire personalità


Facebook puo' essere cruciale per lo sviluppo psicologico di un adolescente. Lo afferma uno studio dell'Universita' di Tel Aviv. Nonostante i pericoli che si nascondono sul web, e nonostante il tempo che gli adolescenti trascorrono su internet, i social network possono effettivamente essere utili a un sano sviluppo della psiche dei piu' giovani. Lo studio dei ricercatori israeliani e' stato pubblicato sul Journal of Adolescence. Moshe Israelashvili e Joan Constantiner, insieme a Taejin Kim e Gabriel Bukobza, hanno studiato 278 adolescenti, maschi e femmine, provenienti da tutte le scuole israeliane e hanno scoperto che molti ragazzi hanno utilizzato internet come strumento per esplorare questioni di identita' personale e costruire con successo la loro vita. "Il social networking - dice Israelashvili - e' un esempio positivo di come possa essere utilizzata la rete. L'uso di Facebook non e' nella stessa categoria di giocare d'azzardo e di conseguenza i medici dovrebbero ridefinire le caratteristiche del disturbo diagnosticato tra gli adolescenti noto come dipendenza da internet". Ci sono due tipi diversi di adolescenti 'drogati di Internet', spiegano gli studiosi. Il primo gruppo è composto 'veri' maniaci, che si concedono maratone di giochi online, siti hot e chat erotiche, isolandosi dal mondo reale. L'altro è composto da 'cercatori', che usano Internet per definire la propria identità e il proprio posto nel mondo. Insomma, ciò che è importante è il modo in cui si naviga, non solo le ore passate online. Se i genitori sono ancora preoccupati dalla quantità di tempo che i loro ragazzi passano davanti al computer, piuttosto che strepitare o vietare, dovrebbero diventare una fonte di informazione per i loro figli adolescenti, favorendo una sana conversazione in casa. Cosa che qualcuno di loro già fa.

Fonti: AGI, Adnkronos Salute

Codacons: italiani Facebook-dipendenti anche sulle spiagge


Anche quest anno Facebook si conferma il compagno preferito delle vacanze degli italiani. Una indagine del Codacons svolta sulle spiagge del nostro paese, rivela come nemmeno in vacanza gli italiani riescano a liberarsi di facebook, diventato oramai un'abitudine quotidiana per milioni e milioni di utenti.

Genitori temono che figli diventino dipendenti da Facebook


Un'indagine sull'impatto delle tecnologie digitali sul benessere umano, è stata condotta dagli esperti della Nominet Trust, un'organizzazione britannica che promuove progetti sul web diretti a combattere gli svantaggi sociali. Dopo aver intervistato 1000 genitori il team ha rilevato che 4 su 5 temono che i figli sviluppino una dipendenza da Facebook, 1 su 3 è convinto che internet abbia il potere di cambiare il loro modo di pensare se usato senza la supervisione di qualcuno e, infine, l'80% crede che i social network siano in grado di prendere il controllo della vita dei ragazzi. Gli analisti hanno poi sottoposto i risultati del test a Paul Howard Jones, docente di neuroscienze dell'Università di Bristol che, dopo averli studiati, ha concluso che non esistono evidenze neurologiche che dimostrino che i siti di social networking, come Facebook, siano in grado di "ricablare" la mente dei giovani più di altri fattori. Parlando sul tema, il direttore di Nominet Trust Annika Small ha detto: "Il Trust Nominet crede in internet come una forza per il bene sociale. Timori esagerati circa l'uso di Internet è potenzialmente in grado di negare i benefici a chi ne ha più bisogno". Nominet Trust suggerisce al contrario che i social network, come Facebook e Twitter, di solito, consolidano amicizie già esistenti. Inoltre, i video giochi sui social network migliorano il coordinamento e le capacità di elaborazione visiva.

Giovani malati di Facebook: 150 casi soltanto a Roma in un anno


Facebook crea dipendenza, anzi provoca addirittura una malattia. È quanto emerge da un'indagine pubblicata oggi dal Messaggero, che ha scoperto già ben 150 casi di "malati di Facebook"; ragazzi ricoverati all'ospedale Gemelli solo nell'ultimo anno, che hanno evidenziato i sintomi della dipendenza da social network.