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Salerno: adescavano minori su Facebook, in manette due casalinghe


Due casalinghe di 27 e 29 anni "incapaci di tenere a freno i propri istinti sessuali, nonostante i rapporti con altri uomini", sono state arrestate dai carabinieri del comando provinciale di Salerno perchè circuivano sui social network minorenni per convincerli ad avere rapporti sessuali. Le donne, residenti nel Vallo di Diano, sono state poste ai domiciliari su disposizione del gip del tribunale di Salerno.  

Le indagini sono partite dalla denuncia presentata dalla madre di un minorenne che, preoccupata per gli atteggiamenti del figlio non ancora 14enne, ha raccontato i propri dubbi ai militari. L'adolescente aveva iniziato a dimostrare disinteresse per gli studi e ad allontanarsi dall'abitazione familiare, anche di notte, senza motivo e senza autorizzazione preventiva dei genitori. 

Il padre e la madre del ragazzo hanno iniziato così una serie di ricerche, sia nei luoghi di ritrovo dei suoi coetanei sia accedendo al suo profilo Facebook. Sul social network sono stati così individuati alcuni messaggi inequivocabilmente a sfondo sessuale. Il minorenne ha poi confessato ai propri genitori di essere stato adescato, convinto a intrattenere rapporti intimi proprio dalle due donne arrestate. 

Le successive indagini hanno accertato che alcuni genitori dei minori adescati si erano addirittura rifiutati di denunciare quanto accaduto. Le investigazioni, però, hanno permesso con pedinamenti e intercettazioni di accertare la responsabilità delle due casalinghe. In ben due occasioni una delle due arrestate aveva condotto un bimbo di 10 anni all'interno dei bagni pubblici comunali per "far provare un bambino a un uomo". 

Intercettazioni e servizi di osservazione, controllo e pedinamento degli indagati, ma anche monitoraggio di profili sul social network, hanno consentito l'emissione del provvedimento restrittivo emesso dal Gip.  I reati contestati sono di "atti sessuali con minorenni infraquattordicenni". Nel corso di alcune perquisizioni domiciliari è stato anche sottoposto a sequestro materiale utile per proseguire le indagini.

Fonte: AGI
Via: TMNews

Video pedofilo su Facebook: migliaia di condivisioni, Web sotto shock


E' bufera su Facebook dopo la pubblicazione di un video pedopornografico, rimasto alcune ore visibile sul social network prima di essere rimosso. Protagonista dell'agghiacciante filmato sarebbe una bambina abusata da un uomo adulto. Immediata è scoppiata la polemica su Twitter dove molti utenti hanno espresso la loro indignazione sia per le immagini diffuse ma soprattutto per il successo che ha riscosso la mancata repentina rimozione.

Ma quel che ha fatto inorridire ancor di più gli utenti del social network - che ha festeggiato proprio in questi giorni i 7 anni di vita - è stato il numero di "like" ricevuti: secondo il tam-tam su Twitter, il filmato avrebbe ottenuto in meno di 7 ore quasi 4.000 "Mi piace" e sarebbe stato condiviso sul social network di Mark Zuckerberg da oltre 16.000 utenti. Il video è successivamente stato rimosso ma ha comunque fatto il giro del web e probabilmente scaricato.

Dopo le proteste della rete i vertici del social network si sono scusati con gli utenti. "Tolleranza zero contro la pedopornografia", ha sottolineato lo staff di Facebook, "la tempestiva segnalazione di questo contenuto ci ha consentito di rimuoverlo il più rapidamente possibile. Facebook non tollera in alcun modo la presenza di contenuti pedopornografici e siamo determinati ad adottare ogni provvedimento per prevenire la pubblicazione di questo tipo di materiali".

Questo aspetto inquietante di Facebook non è una nuova rivelazione per l'azienda, che fino al 2011 ha fatto affidamento sulle segnalazione degli utenti su attività illegali. L'anno scorso un intervento pubblicato da WND.com ha rivelato una quantità preoccupante di pornografia infantile che viene condivisa da parte di predatori sul social network. L'inclusione del programma PhotoDNA di Microsoft ha contribuito ad abbattere immagini e dati in modo rapido.



Fonte: Dailymail
Via: AGI
Foto dal Web

Pedofilia: arrestato allenatore basket, usava Facebook per circuire vittime


I carabinieri del Nucleo investigativo di Roma hanno arrestato A.D., romano di 46 anni, per violenza sessuale su minori, atti sessuali con minorenni e induzione alla prostituzione minorile, reati commessi in un arco temporale compreso tra il 2007 ed il 2012. Lo rende noto un comunicato dell'Arma del Lazio. L'uomo si trova ora nel carcere di Regina Coeli.

"L'uomo, di professione assicuratore, svolgeva anche l'attività di allenatore di una squadra maschile di basket presso un circolo sportivo in un quartiere periferico nella zona Est di Roma, composta da minori dell'età compresa tra i 12 e i 15 anni, sfruttando tale ruolo per circuirne alcuni e indurli al compimento di atti sessuali", scrivono i carabinieri.

"L'indagato era solito instaurare con loro un rapporto confidenziale paritario, ricorrendo anche a Facebook ove le vittime venivano coinvolte progressivamente in discussioni a sfondo sessuale sempre piu' spinte, culminanti in espliciti tentativi di approccio sessuale, caratterizzati da un equivoco atteggiamento scherzoso e goliardico".

 Le indagini sono state avviate proprio grazie alla denuncia di alcuni genitori delle vittime i quali, insospettiti dagli atteggiamenti troppo confidenziali di A.D. verso i loro figli, avevano controllato i computer di casa, trovando delle conversazioni di Facebook particolarmente spinte tra i minori e l'indagato.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di far luce anche su altri abusi, reiterati dall'indagato per diversi anni, nei confronti di alcuni giovani di un campeggio nei pressi del lago di Bracciano, dove l'indagato trascorreva le vacanze estive. Sei i minori, tutti maschi, individuati quali vittime. Le indagini comunque proseguono, visto che l'indagato aveva creato una vasta rete di contatti.

Fonte: Adnkronos
Via: Libero Quotidiano

PhotoDNA, Polizia Postale e Microsoft contro pedofilia su Facebook


Attribuire un''impronta digitale' ad ogni foto che consenta di identificare in maniera univoca uno scatto e confrontarlo con i milioni presenti sul web: lo fa Photo Dna la nuova tecnologia Microsoft da oggi a disposizione degli investigatori della Polizia Postale, impegnati nel tentativo di arginare il fenomeno della pedopornografia online. Photo Dna è un software che consente alle forze dell'ordine di ridurre drasticamente i tempi di indagine ma anche i rischi per le vittime.

Moige: Facebook non tutela i nostri figli, azioni legali se necessario


"Facebook non tutela i nostri figli ed è gravissimo che continui a consentire l'iscrizione senza imporre nessun tipo di controllo. Siamo pronti ad azioni legali contro il social network se non si provvederà ad adottare forme di tutela più efficaci che impediscano ai nostri figli di incorrere in tali pericoli". Lo ha detto Maria Rita Munizzi, Presidente del Moige, Movimento italiano genitori dopo gli ultimi gravi casi di adescamento sul web. 

"Era solo di pochi giorni fa la notizia dell'allenatore di pallavolo che adescava ragazze minorenni avvalendosi di falsi profili creati su diversi social network, e oggi ecco un nuovo caso che vede un gruppo di minorenni fare violenza su una ragazzina di 13 anni, adescata su Facebook, con la minaccia di rendere pubblico, attraverso il web, l'abuso. Come genitori, non possiamo rimanere in silenzio di fronte a simili notizie", ha detto ancora il presidente del Moige. 

"Siamo all'anno zero per quel che riguarda l'educazione dei ragazzi all'uso responsabile del web, noi saremo sempre in prima linea per sensibilizzare ed educare i ragazzi all'uso del web, ma è assolutamente necessario che ognuno faccia la sua parte, a partire da chi come Facebook lucra milioni di euro sulla sua piattaforma sociale", conclude il presidente del Moige. 

Il Moige - movimento genitori è un’organizzazione di promozione sociale, che agisce per la tutela dei diritti dei genitori e dei minori in ogni aspetto della loro vita: sociale, economica, culturale e ambientale. Presente oggi in 35 province italiane con un network di oltre 30.000 genitori, il Moige - movimento genitori si batte per migliorare la vita di bambini e adolescenti e delle loro famiglie in Italia e, insieme alle federazioni cui aderisce, in Europa e nel mondo .



Fonte: Quomedia
Foto dal Web

Polpost: Facebook tra i social network più insidiosi per i minori


Spetta ai social network l'infelice primato della realta' virtuale piu' insidiosa per i minori. E' su Facebook e simili che corrono piu' rischi, potenziali vittime di pedofili pronti ad adescarli. Ma anche piu' esposti al bullismo, diventato ormai sempre più 2.0: dai banchi di scuola ha finito per infettare e contagiare la Rete. 

"Sicuramente - riconosce Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, intervenendo a un congresso organizzato oggi a Roma da Telefono Azzurro in occasione della giornata mondiale per la sicurezza su internet - i social network sono la realta' che ormai cela piu' insidie. Stanno diventando uno dei percorsi abituali, battuto dai pedofili per adescare vittime". A renderli piu' rischiosi, anche il fatto che i ragazzi abbassano le difese quando si trovano a navigare sui loro profili. 

"Si sentono piu' sicuri, al riparo - spiega Apruzzese - e con le nuove tecnologie basta un telefonino per accedervi, dunque sono sempre connessi". La nota positiva "e' che sta aumentando la sensibilita', la conoscenza del fenomeno - precisa il direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni - quindi abbiamo segnalazioni preventive, che arrivano prima e ci consentono di tagliare i tempi degli interventi a difesa dei minori". Pedofili online, a caccia delle loro prede sul web. 

Nel mirino ragazzini da adescare sfruttando le potenzialita' della Rete. Un fenomeno in allarmante crescita, come mostrano i numeri dei pedofili stanati online e finiti in manette. E se da un lato è la piaga della pedofilia a preoccupare, dall'altra c'e' il bullismo 2.0 con cui la Polizia Postale è chiamata a fare i conti. Un fenomeno di cui si è spesso parlato negli anni recenti, legato ad episodi di cronaca in cui i ragazzi erano sia attori che vittime e che oggi ha nuovi confini con l’avvento dei social network che, a loro volta, ridefiniscono i concetti di amicizia, di relazione e di comunità.

Via: Adnkronos
Foto dal Web

Adesca 12enne su Facebook, arrestato per stupro nel veronese


Adesca una 12enne su Facebook, poi abusa di lei: arrestato dai carabinieri nel veronese un 33enne con l'accusa di violenza sessuale. L'uomo si è giustificato così di fronte ai carabinieri: "Era consenziente". Dopo complesse e delicate indagini, i carabinieri della compagnia di Valdagno, in provincia di Vicenza, hanno arrestato M.Z., 33 anni, residente a Grezzana, in provincia di Verona. L'uomo - spiegano i carabinieri - ha conosciuto una 12enne del vicentino tramite Facebook, ha allacciato 'un'amicizia' sul social network, poi è riuscito a convincerla ad accompagnarlo nella sua casa e a trascorrere con lui tutta la notte e il giorno seguente. I genitori della 12enne hanno presentato una denuncia di scomparsa e sono immediatamente scattate le indagini dei carabinieri, al termine delle quali è emerso che l'uomo avrebbe compiuto atti sessuali sulla minore. Arrestato con l'accusa di violenza sessuale aggravata, l'uomo si è difeso dicendo che la 12enne era consenziente. Il 33enne è stato portato nel carcere di Verona Montorio, ed è ora in attesa dell'interrogatorio di garanzia da parte del gip di Verona. Ricordiamo che, anche in assenza di "atti di contatto fisico'', se la condotta di un presunto pedofilo e' ''oggettivamente idonea a violare la liberta' di autodeterminazione della vittima nella sfera sessuale'' e c'e' ''l'intenzione di raggiungere l'appagamento dei propri istinti sessuali'', si configura il reato di tentata violenza sessuale. Per questi motivi il gup di Milano Maria Grazia Domanico aveva condannato a 3 anni di reclusione un maresciallo dell'esercito, arrestato nel marzo 2011 per aver adescato su Facebook una ragazzina di 12 anni, che era stata compagna della figlia, cercando di portarla a casa sua.

Via: TM News

Adescava minorenni su Facebook, arrestato 56enne vicentino


Adescava minorenni su Facebook e cercava approcci sessuali offrendo in cambio ricariche telefoniche. Un imprenditore vicentino di 56 anni e' stato arrestato dalla squadra mobile di Padova con l'accusa di pedofilia. L'indagine è partita grazie alla denuncia di una madre che aveva scovato il profilo dell'imprenditore sul social network abitualmente frequentato da suo figlio di 14 anni. L'uomo aveva regalato al ragazzino una ricarica telefonica indirizzandogli messaggi a sfondo sessuale. 

Il gip di Venezia, quindi, su richiesta del pubblico ministero, Giovanni Zorzi, ha emesso un provvedimento restrittivo nei confronti dell’uomo. Le indagini della polizia hanno appurato che la prassi dell'uomo, titolare di una ditta di componentistica per prodotti elettronici, era ormai rodata. L’uomo pagava i ragazzini, dell’età tra i 14 e i 17 anni, con ricariche telefoniche, somme in denaro dai 25 ai 50 euro e ricariche delle carte Postepay, dopo aver ricevuto delle immagini da questi e, in special modo, dopo aver avuto rapporti sessuali con tali minorenni. 

Coinvolti adolescenti delle province di Treviso, Padova, Venezia, Brescia e Vicenza. La polizia di Padova lancia un appello verso tutti i genitori dei ragazzini che si connettono ai social network: "Facebook è uno strumento bellissimo, ma anche pericoloso. Controllate sempre i profili dei vostri figli per evitare che vengano in contatto con malintenzionati". Ricordiamo un altro recente caso di pedofilia in Italia dove è coinvolto un brianzolo di 50 anni, il quale aveva creato profili falsi su Facebook al fine di adescare delle bambine.

Via: Quotidiano Italiano

Pedofilia: adescava bimbe su Facebook, arrestato 50enne


Avrebbe creato profili falsi su Facebook al fine di adescare delle bambine, ma e' stato arrestato al termine di un'operazione condotta dalla polizia postale di Cagliari e avviata a seguito di una denuncia di un genitore che ha scoperto tra i contatti della figlia 12enne una serie di messaggi con scambio di foto con uno sconosciuto. 

L'inchiesta ha permesso di scoprire che, tra il settembre 2009 e il giugno 2010, un uomo, D.F. originario di un centro della Brianza, con diverse false identita' sul social network e con la foto di un giovanissimo e piacente ragazzo, era riuscito a conquistare l'amicizia e la fiducia di un gruppo di otto bambine tutte residenti in un paese dell'hinterland cagliaritano. 

Bambine che veniva attirate dai modi gentili, regali e da particolari attenzioni ma che poi subivano minacce se non posavano per scatti fotografici particolari. L'indagine della polizia postale ha scoperto che dietro quei profili fake si nascondeva il 50enne brianzolo, ed e' stata subito disposta una serie di attivita' di intercettazioni prima e di perquisizioni dopo che hanno confermato i sospetti sull'uomo. 

Nei confronti di D.F., su richiesta del pm Pili, il Gip di Cagliari, Simone Nespoli, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere per produzione e diffusione di materiale pedopornografico e violenza privata nei confronti di due delle bambine e ora l'uomo si trova in un carcere lombardo. I poliziotti hanno scoperto anche la divulgazione di pornografia minorile attraverso Internet e la detenzione di file (immagini e video) illeciti. Le perquisizioni effettuate hanno consentito di rinvenire e sequestrare una quantita' di materiale informatico tutt'ora all'esame degli investigatori.

Via: Adnkronos

Adesca 14enne su Facebook, arrestato conduttore televisivo


Secondo i carabinieri del comando provinciale di Arezzo, il conduttore televisivo Nedo Settimelli, 68 anni, avrebbe adescato un ragazzo di 14 anni, contattandolo attraverso Facebook, col pretesto di aiutarlo nella sua attività musicale. Settimelli, volto noto dell'emittenza locale dell'aretino, è agli arresti nel carcere di Sollicciano, con l'accusa di violenza sessuale su minore. L'uomo è stato sorpreso dai carabinieri proprio mentre si trovava in compagnia del 14enne. L'intervento dei militari infatti è scattato "nel corso dell'ultimo incontro, avvenuto la sera del 30 agosto 2011", i militari hanno predisposto "specifici servizi per assicurare la necessaria cornice di sicurezza a favore del ragazzo, compresi servizi di osservazione sul posto e la cinturazione della sede televisiva, nel corso dei quali riuscivano ad accertare gli atti sessuali nei confronti del minore, interrompendo immediatamente l'azione criminosa al fine di impedire che il reato venisse portato ad ulteriore conseguenze", spiegano i carabinieri. Le indagini sono partite dalla denuncia del padre del ragazzo. I carabinieri hanno anche rivolto un appello: "Viste le modalità di approccio con il ragazzo (soprattutto attraverso Facebook) e la promessa di future esibizioni in manifestazioni musicali, gli inquirenti invitano eventuali altri giovani, che potrebbero aver ricevuto le stesse promesse e con analoghe modalità, a rivolgersi al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Arezzo". Settimelli, tramite il suo avvocato Raffaello Giorgetti, nega ogni addebito.

Fonte: Tm News

Approcci sessuali con undicenne su Facebook, arrestato un 29enne


Dopo averla contattata su Facebook, con approcci sessuali spinti, l'aveva invitata per un incontro in un paese del Ravennate. Ma i genitori della bambina, una 11enne della zona, si sono accorti di tutto e hanno avvisato i carabinieri che dopo avere bloccato l'uomo, un 29enne disoccupato originario di Lecce e domiciliato a Forlì, i militari lo hanno perquisito e arrestato.

Ora è accusato oltre che di atti sessuali con una minore di 14 anni, anche di detenzione di materiale pornografico con minorenni. Secondo le verifiche dei militari, l'uomo aveva inviato alla ragazzina messaggi dall'inequivocabile significato sessuale. Quindi si era deciso a darle un appuntamento. I carabinieri, una volta avvisati dai genitori, hanno iniziato a pedinare l'uomo.

Alla fine, si sono presentati all'appuntamento al posto della bambina. Più tardi è stato sequestrato un computer portatile e un telefono cellulare, dal quale erano stati realizzati accessi a siti pornografici. Dentro c'erano messaggi scritti alla 11enne, oltre a immagini generiche di altri bambini. Sono in corso ulteriori verifiche per capire se l'uomo abbia avuto contatti con altri minori.

Un mix di curiosità e imprudenza può spingere bambini e adolescenti ad avventurarsi, senza la giusta consapevolezza, su Internet oppure ad utilizzare con ingenuamente il cellulare, entrando così in contatto con interlocutori sconosciuti. Spesso però, dietro nickname e falsi profili sui social network si celano malintenzionati o, ancor peggio, pedofili.

Questo reato è oggi identificato con il termine grooming, che si riferisce specificamente alla tecnica usata da molti pedofili per adescare i minori attraverso l’uso delle nuove tecnologie e conquistare la loro fiducia fino ad arrivare a chiedere un incontro vis a vis.

Fonti: LEGGO | Pariopportunità

Si finge ragazza su Facebook e adesca un 13enne, arrestato


Si fingeva ragazza su Facebook per adescare minori. Un 33enne, C.M., residente a Cuneo, e' stato arrestato dal commissariato milanese di Scalo Romana con l'accusa di violenza sessuale aggravata perche' commessa su minore con eta' inferiore ai 14 anni. Tutto e' partito dalla denuncia di una vittima, un ragazzino di 13 anni. Attraverso un profilo fittizio su Facebook, l'uomo, gia' condannato in passato per detenzione di materiale pedopornografico, si e' spacciato per una ragazza ed e' cosi' riuscito ad adescare la sua vittima. Dopo aver stabilito un contatto e ottenuto alcune foto ammiccanti, ha rivelato la sua identita' e cominciato a ricattare il ragazzino, minacciando di consegnare le foto avute ai genitori, se questi non fosse stato disposto a incontrarlo. Spaventato, il ragazzino ha ceduto: ha incontrato il suo 'aguzzino' subendo atti sessuali durante quattro incontri nei pressi della stazione Romolo della metropolitana milanese. I genitori del 13enne hanno colto alcuni segnali di disagio nel comportamento del figlio e trovato sms strani sul suo telefonino. Il ragazzino e' crollato e ha raccontato tutto alla famiglia ed e' partita la denuncia. L'uomo e' stato arrestato venerdi' scorso (si era rifugiato sul tetto, ma gli agenti sono riusciti a fermarlo). In casa, gli agenti hanno sequestrato un gran numero di video e foto pedopornografiche, tra cui quelle di altri ragazzini che l'uomo potrebbe aver approcciato sempre via internet.

Adescava minori su Facebook fingendosi 16enne, arrestato


Gli uomini del Commissariato di Ventimiglia e della Polizia Postale di Imperia hanno arrestato Massimo Trifarò, 40 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Genova, in quanto era stato denunciato dalla Polizia di Stato alcuni mesi or sono per la propria attività su Facebook. L'uomo, residente a Ventimiglia, di professione macellaio, era stato oggetto di oltre 40 denunce per aver adescato altrettante minorenni, selezionate tra gli oltre 200 contatti sul proprio profilo di Facebook. Sul social network si faceva chiamare Davide Balestra, 16 anni, ed il suo avatar era una foto di un ignaro e sconosciuto adolescente. Chiacchierava con ragazzine tra i 12 e i 16 anni fino ad entrarci in confidenza e poi chiedeva loro di spedirgli fotografie che le ritraevano nude o in biancheria intima che poi scambiava in rete sui siti pedopornografici. Quando non riusciva ad ottenere quello che chiedeva, minacciava le giovani incappate nella sua ragnatela. Dopo essere stato raccolto, il materiale pedopornografico finiva condiviso in rete con un noto programma di file-sharing, come è stato appurato dalla Polizia Postale. In una occasione ha costretto una ragazza di 14 anni ad avere rapporti sessuali, minacciandola di raccontare ai genitori di "avere avuto una storia con lui". Trifarò è stato condotto nel carcere genovese di Marassi a disposizione dell’autorità giudiziaria, di fronte alla quale dovrà rispondere delle accuse di estorsione, minacce, violenza sessuale, sostituzione di persona e detenzione di materiale pedopornografico.

Social network nel mirino dell'Ue, poco sicuri per i minori


I siti di social network come Facebook non proteggono abbastanza i bambini e i ragazzi da pericoli come la pedofilia o il bullismo online. L’allarme arriva da un’inchiesta condotta per conto della Commissione Ue: su 14 siti posti sotto osservazione, solo due - Bebo e MySpace - assicurano i controlli necessari per assicurarsi che estranei non possano accedere ai profili. 

I test hanno riguardato Arto, Bebo, Facebook, Giovani.it, Hyves, Myspace, Nasza-klaza.pl, Netlog, One.lt, Rate.ee, SchulerVZ, Irc Galleria, Tuenti e Zap.lu. "Sono deluso dal fatto che il maggior numero dei social network non riesca a garantire che i profili dei minori siano accessibili soltanto dai contatti approvati per default", ha detto il vice-presidente della Commissione Ue, Neelie Kroes. 

Secondo l'Ue, il numero dei minori che usano Internet e si iscrivono ai social network sta crescendo (attualmente, è il 77% del ragazzini tra i 13 e i 16 anni; il 38% di quelli 9-12). Kroes ha assicurato che esorterà i le società proprietarie dei siti ad apportare le modifiche al "quadro di auto-regolamentazione". "Non si tratta solo di proteggere i minori da contatti non voluti ma anche di proteggere la loro reputazione online: i giovani non comprendono appieno le conseguenze del rivelare troppo della loro vita personale on-line". 

Particolarmente preoccupante la pratica del tagging delle immagini delle persone, che aumenta il rischio del cyber-bullismo, secondo l’esecutivo Ue. Facebook è già nel mirino degli organismi di controllo europei sulla privacy per la sua tecnologia di riconoscimento facciale, che suggerisce i nomi per le persone nelle foto appena caricate sul sito.

Via: La Stampa

Meter: gruppo a sostegno dei pedofili denunciato alla Postale


Un gruppo italiano su Facebook pro-pedofili, nato da pochissime e' gia' inondato di scritte e adesioni, con commenti ''carne tenera'' e ''bambini per tutti''. Lo denuncia l'Associazione Meter che ha immediatamente segnalato il fatto al Compartimento della Polizia Postale di Catania. ''E' una vergogna questa proliferazione di siti e portali pro-pedofilia - dice don Fortunato Di Noto, presidente di Meter - ed e' una ipocrisia non parlare e non informare l'opinione pubblica e le autorita' per prendere dei seri e puntuali provvedimenti''. 

Secondo don Di Noto, ''non puo' essere definita una goliardia, e' una vera e propria istigazione a normalizzare un fenomeno drammatico che richiede con celerita' la approvazione della Convenzione di Lanzarote ferma al Parlamento da tre anni''. "Abbiamo gia' contattato i gestori di Facebook in California per la rimozione della pagina e il congelamento dei dati. Stiamo lavorando per identificare il creatore del gruppo", sottolineano all'Adnkronos dal compartimento di Catania della Polizia postale e delle comunicazioni, che ha confermato l'avvenuta segnalazione da parte dell'associazione della pagina Sosteniamo i diritti dei pedofili

"Abbiamo informato la procura della Repubblica di Catania e l'ipotesi di reato e' l'apologia di delitto. A breve - viene rilevato - ci aspettiamo la rimozione della pagina e il congelamento dei dati in attesa dell'intervento dell'autorita' giudiziaria". Non e' escluso che all'origine del caso possa esserci la trovata di un troll. "Nel codice penale non e' reato, ma se rientra nell'apologia di delitto, il responsabile ne dovra' rispondere", spiegano alla Polizia postale.

Fonte: ASCA

Si finge donna per adescare minori su Facebook, arrestato


Sono centinaia le foto scabrose che riprendono minori sequestrate dalla Squadra Mobile di Treviso a un 35enne che adescava minorenni in Facebook. La polizia ha arrestato un uomo che, fingendosi donna su Facebook, adescava ragazze tra i 12 e 18 anni promettendo un futuro nello spettacolo. Con una delle vittime, alcune delle quali con menomazioni psichiche, l'indagato ha avuto anche rapporti sessuali. L'uomo era stato già arrestato nel 2006 per violenza sessuale su una minorenne. Sono 7 le minori cadute nella rete del pedofilo, ma la polizia ritiene che il numero delle sue vittime sia superiore. 

Contro l'indagato negli ultimi cinque mesi erano state effettuate quattro denunce per minacce, atti persecutori e sostituzione di persona, che però non avevano avuto seguito. Per l'esito dell'indagine è stata determinante la collaborazione di una delle vittime, che ha raccontato alla polizia di Treviso come era stata adescata: l'indagato, presentandosi su Facebook come ragazza, raccontava come il suo ragazzo 25enne, ben inserito nel mondo dello spettacolo, potesse offrire alle ragazze un futuro di successo in questo campo. 

Ottenuta la fiducia delle vittime, la "ragazza" convinceva queste ultime ad essere contattate dal suo "fidanzato" (che era lo stesso indagato con altro profilo) che poi riusciva a farsi mandare per sms foto scabrose. L'uomo, Giuseppe Mutton, di Ponzano Veneto (Treviso), e' stato arrestato su disposizione della magistratura veneziana - il pm e' Carlo Nordio - che e' competente per reati inerenti alla pornografia minorile.

Vie: Tgcom24 | ANSA

Giornata Nazionale contro la pedofilia, rischi sui social network


Il fenomeno della pedopornografia on-line è in continua crescita e non sembra fermarsi. Nel primo quadrimestre 2011 (gennaio-aprile) Meter, la onlus contro la pedofilia e la pedopornografia, ha infatti inoltrato a polizia e autità giudiziaria 517 segnalazioni pari a 11.862 tra siti web, social network, servizi di scambio files foto e video e indirizzi email 'a rischio' pedofilia. Numeri di molto superiori a quelli del 2010, quando in totale le segnalazioni erano state 1.082, pari a 13.766 siti pedofili. I sospetti italiani riscontrati nei social network e denunciati alle autorità giudiziarie sono 89, sui quali in corso sono gli accertamenti. Un aumento esponenziale di pedofilia on-line nel primo quadrimestre dell'anno si è avuto in particolare per i social network. Sono 282 le segnalazioni in questo senso: i più gettonati: Grou.ps (178 segnalazioni), Ning (19), Facebook (64), Socialgo, Webs (3), Youtube (16), newentry è Twitter (2). Nel 2010 erano solo 315. I sospetti italiani riscontrati nei social network sono 89. In totale tra il 2003 e il 2010 sono stati 689.394 i siti monitorati da Meter. Di questi, 65.056 sono stati segnalati alle polizie di tutto il mondo e in particolare alla polizia postale e delle Comunicazioni italiana per i contenuti pedofili e pedopornografici. Nel 2010 sono stati 13.766 i siti nei quali è stato riscontrato un contenuto pedofilo (7.240 nel 2009). Il pedofilo, spiega Telefono Azzurro, non è un soggetto facilmente identificabile come "problematico": è invece abile nel mimetizzarsi all'interno della comunità e a sfruttare tutte quelle situazioni che favoriscono il contatto con i bambini.

Adesca minori su Facebook, genitori fanno arrestare pedofilo


Adescava minorenni su Facebook, poi li avvicinava all'uscita di scuola per invitarli a mangiare qualcosa in un fast food: un pugliese di 44 anni residente a Soliera (Modena) è stato arrestato nei giorni scorsi per detenzione di materiale pedopornografico a seguito di una perquisizione domiciliare disposta dalla Procura di Bologna ed eseguita dalla polizia postale di Modena. L'uomo è stato trovato in possesso di oltre 400 file di immagini a contenuto pedopornografico. L'indagine, coordinata per competenza distrettuale dalla procura felsinea, è partita nel marzo 2010 quando alcuni genitori hanno segnalato la presenza sospetta del 44enne nei pressi di una scuola media di Modena. La denuncia fu fatta dopo aver notato quell'uomo davanti alla scuola, con occhi allucinati. L'uomo aveva anche avvicinato alcuni ragazzini, invitandoli a mangiare un panino o cercando di contattarli su Facebook. L'uomo è stato anche fotografato con il cellulare dal padre di un ragazzino nei pressi della scuola. L'arresto è stato convalidato dal Gip di Modena che ha disposto gli arresti domiciliari con il divieto utilizzare il computer e di comunicare con l'esterno. In questa indagine non sono emersi episodi di molestie sessuali ai danni dei ragazzini. Il 44enne era già stato condannato, per un'altra vicenda, a tre anni e quattro mesi di reclusione con l'accusa di violenza sessuale ai danni di minorenni.

Adesca 12enne su Facebook: arrestato un maresciallo esercito


Un maresciallo dell'Esercito di 45 anni è stato arrestato con l'accusa di tentata violenza sessuale per aver adescato tramite Facebook, fingendosi un'altra persona, la figlia di una conoscente, una ragazzina di 12 anni. Il provvedimento di fermo, richiesto dal pm di Milano Giancarla Serafini e dal procuratore aggiunto Pietro Forno, è stato convalidato dal gip Bruno Giordano, che ha disposto anche la custodia cautelare per il militare. Dopo averle fatto apprezzamenti, ha inondato la dodicenne di messaggini a sfondo erotico attraverso Facebook, ed e' riuscito a strapparle un appuntamento, ma i carabinieri sono riusciti a fermarlo in flagranza, proprio mentre la ragazzina stava per salire a casa sua. Ad accorgersi dell'uomo, infatti, erano stati i genitori della piccola che la lasciavano 'chattare' su Facebook, ma le controllavano il 'profilo'. Si sono accorti, dunque, delle avances dell'uomo, denunciando tutto ai carabinieri. Secondo una sentenza della Cassazione del 1993, poi, come è stato spiegato in Procura, far salire in macchina una ragazzina che non ha ancora compiuto i 14 anni, dopo averla adescata con lusinghe, configura il reato di tentata violenza sessuale. La combinazione delle due circostanze ha portato all'arresto. Determinante il ruolo dei genitori dell'adolescente che si sono accorti delle avences telematiche ricevute dalla figlia e d'intesa con Forno hanno organizzato la trappola per arrestare il maresciallo.

Fonte: AGI

Facebook contro Daily Mail per articolo su banda pedofili


Facebook sta minacciando azioni legali contro il Daily Mail che aveva pubblicato un articolo in prima pagina sull'operato d'una banda di pedofili attiva proprio sul sito di Mark Zuckerberg. Venerdì scorso il quotidiano aveva pubblicato un articolo dal titolo "Ancora quante vittime della gang del sesso di Facebook?". I genitori di circa 16mila minori d'Albione avrebbero infatti espresso le più allarmate preoccupazioni per l'operato di una rete di pedofili attivi nella contea di Devon, che avrebbe coinvolto almeno 20 vittime. Questo ha provocato una rabbiosa reazione a Facebook, che ha detto che non vi sarebbero prove a sostegno dell'affermazione che il sito di social networking sia stato utilizzato per agevolare lo sfruttamento sessuale dei bambini in questo caso. Facebook si è lamentato con il Daily Mail, e il giornale ha cambiato il testo del titolo online in attesa di una ulteriore ricerca. Il sito - che sta cercando di adottare una posizione dura contro il Mail - ha anche chiesto le scuse della stampa. Tuttavia, il Mail ritiene di non avere alcuna ragione per scusarsi e addetti ai lavori hanno detto che il giornale aveva buone ragioni per menzionare Facebook. Un portavoce del Daily Mail ha dichiarato: "Noi non modifichiamo il nostro racconto". Infelice della situazione di stallo, Facebook ha deciso di arruolare i suoi avvocati, Osborne Clarke, ad esaminare se la società di social networking può citare in giudizio il giornale o se debba presentare una denuncia alla Press Complaints Commission.