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Facebook presenta nuova piattaforma prevenzione contro il bullismo


Facebook lancia in Italia la piattaforma di prevenzione contro il bullismo in collaborazione con Save the Children Italia e Telefono Azzurro. "Oggi lanciamo il nuovo Centro di prevenzione contro il bullismo, in Italia che offrirà strumenti importanti per consentire alle persone di aiutarsi a vicenda quando assistono a episodi di bullismo, sia online che offline", si legge in un post di Facebook Safety.

Ragazzi sempre più dipendenti da Internet, oltre il 50% su Facebook


Presentato il Rapporto 2012 di Telefono Azzurro e Eurispes: adolescenti a rischio dipendenza da Internet. Le applicazioni per cellulari maggiormente usate dai ragazzi sono: il collegamento a Internet (54%), l’uso dei Social Network quali Facebook e Twitter (50,8%), la visione di filmati su YouTube (49 per cento), l’utilizzo di giochi quali Angry Birds e Fruit ninja (44,8 per cento).

Seguono iTunes o altre app per ascoltare musica (26,8%), Instagram o altre app per le foto (21,8%), Live Score o altre app con aggiornamenti sui risultati sportivi (18,8%), preferite largamente dal pubblico maschile. Chiudono la classifica l’utilizzo di mappe o del navigatore (13,8%), di Skype (10,8%) e di iMovie o altre applicazioni per i video (10,4%).

Quale sarebbe la paura più grande dei ragazzi se gli fosse preclusa di collegarsi ad Internet? Il 55,7% avrebbe paura di non venire a sapere le cose, di non venire a conoscenza o non essere aggiornato su eventi e appuntamenti, il 50,2 per cento di essere tagliato fuori da ciò che quotidianamente accade nel mondo, il 46,5% di perdersi qualcosa di divertente.

Ed ancora il 38,4 per cento di non avere più la possibilità di conoscere nuove persone, il 31,9 per cento di perdersi qualcosa di più interessante della vita normale, il 22 per cento di restare fuori dalla propria cerchia di amicizie, che molto si nutre e si cementa nel Web e sui Social Network, il 17,2 per cento di perdere l’opportunità di trovare un partner.

Alla domanda “ti capita, quando sei connesso a Internet, di non riuscire a staccarti, anche se ti sei riproposto di farlo?” quasi metà degli adolescenti (47 per cento) risponde “qualche volta”, al 14,5 per cento accade spesso e al 7,2% sempre. Solo il 30,3 per cento dei ragazzi non mai messo in atto comportamenti di dipendenza, anche se con diverse gradazioni, dalla Rete.

Via: Telefono Azzurro
Foto dal web

Polpost: Facebook tra i social network più insidiosi per i minori


Spetta ai social network l'infelice primato della realta' virtuale piu' insidiosa per i minori. E' su Facebook e simili che corrono piu' rischi, potenziali vittime di pedofili pronti ad adescarli. Ma anche piu' esposti al bullismo, diventato ormai sempre più 2.0: dai banchi di scuola ha finito per infettare e contagiare la Rete. 

"Sicuramente - riconosce Antonio Apruzzese, direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni, intervenendo a un congresso organizzato oggi a Roma da Telefono Azzurro in occasione della giornata mondiale per la sicurezza su internet - i social network sono la realta' che ormai cela piu' insidie. Stanno diventando uno dei percorsi abituali, battuto dai pedofili per adescare vittime". A renderli piu' rischiosi, anche il fatto che i ragazzi abbassano le difese quando si trovano a navigare sui loro profili. 

"Si sentono piu' sicuri, al riparo - spiega Apruzzese - e con le nuove tecnologie basta un telefonino per accedervi, dunque sono sempre connessi". La nota positiva "e' che sta aumentando la sensibilita', la conoscenza del fenomeno - precisa il direttore della Polizia Postale e delle Comunicazioni - quindi abbiamo segnalazioni preventive, che arrivano prima e ci consentono di tagliare i tempi degli interventi a difesa dei minori". Pedofili online, a caccia delle loro prede sul web. 

Nel mirino ragazzini da adescare sfruttando le potenzialita' della Rete. Un fenomeno in allarmante crescita, come mostrano i numeri dei pedofili stanati online e finiti in manette. E se da un lato è la piaga della pedofilia a preoccupare, dall'altra c'e' il bullismo 2.0 con cui la Polizia Postale è chiamata a fare i conti. Un fenomeno di cui si è spesso parlato negli anni recenti, legato ad episodi di cronaca in cui i ragazzi erano sia attori che vittime e che oggi ha nuovi confini con l’avvento dei social network che, a loro volta, ridefiniscono i concetti di amicizia, di relazione e di comunità.

Via: Adnkronos
Foto dal Web

Web tabù tra genitori e figli, solo 26% dichiara uso di Facebook


Solo un adolescente su quattro parla con i propri genitori di Internet e di nuove tecnologie e un genitore su cinque conosce poco o niente delle attività dei figli nel 'mondo virtuale'. E' quanto rileva Telefono Azzurro, secondo cui il 68,8% dei genitori non parla mai, o solo occasionalmente, con i propri figli della Rete. 

Solo il 26.8% dichiara di utilizzare Facebook e, sebbene i dati sul sexting e il cyberbullismo siano in crescita, l'88,9% dei genitori intervistati ritiene impossibile che il figlio possa spogliarsi e mettere sue immagini/video online, mentre l'84% ritiene impossibile che i figli diffondano su Internet informazioni/video che possono far soffrire altri coetanei. 

Questo gap di conoscenze si traduce non solo in un'assenza di dialogo con i figli su potenzialità e rischi delle nuove tecnologie, ma nell'utilizzo di strategie 'repressive' anziche' educative: non sapendo concretamente come tutelare i ragazzi, molti genitori italiani, a differenza di quelli europei, continuano ad utilizzare la proibizione e il controllo del tempo come unica modalita' di tutela dei figli. 

In occasione del Safer Internet Day - La Giornata per la Sicurezza su Internet che si celebra in tutto il mondo il 7 febbraio, S.O.S. Il Telefono Azzurro Onlus organizza l'evento 'GenerAzioni web!: Genitori e Figli insieme per una rete più sicura', un confronto aperto con la partecipazione attiva di centinaia di studenti e la presenza delle istituzioni, dei genitori, degli insegnanti e di esponenti del mondo della Comunicazione e delle nuove tecnologie. 

Un'occasione importante per fare il punto sui pericoli che bambini e adolescenti corrono in Rete, rischio spesso sottovalutato dai genitori, che in una recente indagine di Telefono Azzurro e Eurispes dichiarano di saper utilizzare Internet ''poco'' o ''niente'' (35%) e ritengono impossibile che il proprio figlio chattando incontri un adescatore pedofilo e che veda su Internet immagini sessualmente esplicite (46,4%).

Via: Adnkronos

Facebook è il social network più utilizzato e amato dai ragazzi


Facebook è utilizzato dall'85,6% dei ragazzi dai 12 ai 18 anni. E' quanto emerge dall'Indagine Nazionale sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza di Telefono Azzurro ed Eurispes. Sono soprattutto le ragazze a non rinunciare ad avere un profilo: il 87,5% contro l'82,1% dei maschi, e sono questi ultimi inoltre a indicare piu' spesso di aver smesso di utilizzarlo perche' noioso (3,5% vs 2,2%). 

Tra i 16 e 18 anni Facebook viene utilizzato nel 90,9% dei casi, una percentuale che scende all'82,6% tra i piu' piccoli dai 12 ai 15 anni. Ha un profilo su Facebook ben il 93,3% dei ragazzi residenti nel Nord-Est, segue il Centro (90,5%) e il Sud (74,3%). Il 68,8% dei ragazzi è on line su Facebook tutti i giorni: il 32,2% per 1-2 ore al giorno, il 14,4% da 2 a 5 ore e il 3,9% piu' di 5 ore.  

Le ragazze utilizzano Facebook più intensamente dei maschi, che non lo usano tutti i giorni nel 23,2% dei casi, contro il 21,2% delle femmine. I ragazzi più grandi tendono a trascorrere da 1 a 5 ore su Facebook in percentuali maggiori rispetto ai più piccoli (rispettivamente: 35,5% da 1 a 2 ore dei 16-18enni vs il 30,3% dei 12-15enni e 15,1% da 2 a 5 ore dei 16-18enni vs il 13,9% dei 12-15enni). 

E' invece maggiore la percentuale di 12-15enni che trascorrono più di 5 ore al giorno su Facebook (4,1%, contro il 3,5% dei piu' grandi). Il 30,8% dichiara di avere più di 500 amici sul social network, mentre il 33,5% tra 201 e i 500 e il 21,9% ha tra i 50 e i 200 contatti. Solo il 4,4% dei ragazzi ha risposto di averne meno di 50, mentre il 9,4% non ha voluto fornire alcuna risposta in proposito.

Via: ASCA

Giornata Nazionale contro la pedofilia, rischi sui social network


Il fenomeno della pedopornografia on-line è in continua crescita e non sembra fermarsi. Nel primo quadrimestre 2011 (gennaio-aprile) Meter, la onlus contro la pedofilia e la pedopornografia, ha infatti inoltrato a polizia e autità giudiziaria 517 segnalazioni pari a 11.862 tra siti web, social network, servizi di scambio files foto e video e indirizzi email 'a rischio' pedofilia. Numeri di molto superiori a quelli del 2010, quando in totale le segnalazioni erano state 1.082, pari a 13.766 siti pedofili. I sospetti italiani riscontrati nei social network e denunciati alle autorità giudiziarie sono 89, sui quali in corso sono gli accertamenti. Un aumento esponenziale di pedofilia on-line nel primo quadrimestre dell'anno si è avuto in particolare per i social network. Sono 282 le segnalazioni in questo senso: i più gettonati: Grou.ps (178 segnalazioni), Ning (19), Facebook (64), Socialgo, Webs (3), Youtube (16), newentry è Twitter (2). Nel 2010 erano solo 315. I sospetti italiani riscontrati nei social network sono 89. In totale tra il 2003 e il 2010 sono stati 689.394 i siti monitorati da Meter. Di questi, 65.056 sono stati segnalati alle polizie di tutto il mondo e in particolare alla polizia postale e delle Comunicazioni italiana per i contenuti pedofili e pedopornografici. Nel 2010 sono stati 13.766 i siti nei quali è stato riscontrato un contenuto pedofilo (7.240 nel 2009). Il pedofilo, spiega Telefono Azzurro, non è un soggetto facilmente identificabile come "problematico": è invece abile nel mimetizzarsi all'interno della comunità e a sfruttare tutte quelle situazioni che favoriscono il contatto con i bambini.

'Bambini scomparsi', l'applicazione per aiutare le forze dell'ordine


In Europsa ogni giorno scompaiono in media 27 bambini o adolescenti. È un fenomeno «in crescita», come denuncia il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, secondo il quale l'Italia «in ritardo» negli interventi preventivi e di accoglienza. Secondo i dati della Federazione europea per i bambini scomparsi e sfruttati, di cui è membro lo stesso Telefono Azzurro, nel 2009, in 11 paesi europei del network, sono state segnalate 9.685 scomparse di minori. Nell'85% dei casi, la motivazione è la fuga da casa o da un istituto; la maggior parte dei minori scomparsi, anche in Italia, riguarda stranieri (romeni e bulgari). E dopo l'applicazione latitanti, uno nuovo strumento è stato sviluppato per diffondere in maniera virale su Facebook l'elenco dei bambini che risultano scomparsi ed aiutare le istituzioni al loro ritrovamento trasformando quest’ultima in un azione collaborativa e sociale.


In questo ambito è nata un'applicazione (sviluppata da terzi), al fine di stimolare lo spirito di collaborazione della collettività con le Forze di Polizia nel settore della ricerca dei bambini scomparsi. Per poterla utilizzare è sufficiente collegarsi a questa pagina su Facebook ed avviarla. Potete inoltre aggiungerla alla vostra pagina Facebook. Il link di riferimento sul sito del Ministero dell'Interno è http://www.bambiniscomparsi.it/. L'applicazione è ancora in fase sperimentale e dunque soggetta ad ulteriori miglioramenti e sviluppi. Troverete l'opzione "Bambini scomparsi" nelle bacheche di tutte le Pagine che collaboreranno a questo progetto. In base ai risultati di questo esperimento, primo in Italia nell'ambito dei social network, si potrà valutarne l'uso in altre situazioni, dove risulti indispensabile la collaborazione del maggior numero di utenti.