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Web cambia la comunicazione aziendale: Facebook batte call center


Con il web il consumatore ha oggi nuovi strumenti a portata di mano per diventare da fruitore passivo a utente attivo, trasformando così anche la comunicazione aziendale che non può più prescindere dai social network, visto che Facebook batte ormai il call center. E’ quanto emerge dall’undicesimo rapporto Censis/Ucsi sulla comunicazione promosso da 3 Italia, Mediaset, Mondadori, Rai e Telecom Italia. Il Rapporto è stato presentato a Roma presso la Sala delle Colonne della Camera dei Deputati.

Tra i giovani la quota di utenti della rete arriva al 90,4%, mentre è ferma al 21,1% tra gli anziani; il 75,6% dei primi è iscritto a Facebook, contro appena il 9,2% dei secondi; il 66,1% degli under 30 usa telefoni smartphone, ma lo fa solo il 6,8% degli over 65. Il 36,6% degli italiani che hanno accesso a Internet è entrato in contatto con un’azienda che commercializza prodotti o servizi di loro interesse negli ultimi due mesi. 

Il sito web aziendale è il primo punto di approdo, rileva il Censis, perché è stato usato dal 19,9%. Contattare un’azienda inviando una e-mail è la seconda attività di comunicazione più praticata (11,7%). Segue il rapporto con il mondo dei social network: l’8,2% consulta la pagina Facebook creata e gestita direttamente dall’azienda, il 5,2% le pagine Facebook create da altri consumatori su un’azienda o un prodotto.

I canali video dedicati a recensioni e video-tutorial “fatti in casa” dai consumatori consultabili su YouTube fungono da mezzo informativo per il 2,5% degli internauti, a cui si aggiunge l’1,2% che consulta i canali YouTube gestiti direttamente dalle aziende. I blog a tema e i forum di discussione online vengono usati dal 3,4%. Tra le opzioni possibili, parlare direttamente con il call center di un’azienda è un’attività che ha coinvolto il 6,6% del campione: meno, dunque, di quanti hanno cercato l’azienda su Facebook.

Fonte: TMNews
Via: La Stampa

Silvio Berlusconi su Facebook smentisce le sue dimissioni


Silvio Berlusconi, tramite la sua pagina su Facebook, ha smentito le voci delle sue dimissioni. "Le voci delle mie dimissioni sono destituite di fondamento", scrive il presidente del Consiglio in un post che ha già raccolto il commento di 4.651 fan. "Mi consenta, si dimetta", ha scritto Lara. "Se ne vada, cavaliere! Con tutti i soldi che ha, non crede che starebbe meglio ad Antigua a godersi la vecchiaia", le ha fatto eco Dania. "Presidente non molli", l'ha esortato Luca. "Tieni duro presidente", ha chiesto anche Frank. "Non mollare le redini ai comunisti...vai avanti e manda tutti a quel paese", ha incoraggiato Vittorio. Silvio Berlusconi smentisce seccamente, definendole prive di fondamento, le voci di dimissioni diffuse nella mattinata di ieri dal vice direttore di Libero, Franco Bechis, e dal direttore del Foglio, Giuliano Ferrara. "Che Silvio Berlusconi stia per cedere il passo è cosa acclarata, è questione di ore. Alcuni dicono di minuti", affermava Ferrara, mentre Bechis, via Twitter, scriveva: "Devo rettificare quel che ho detto ad Omnibus. Ora ho notizie dirette. Berlusconi si dimette". Dichiarazioni che avevano influenzato positivamente le Borse e i mercati, fino alla smentita del premier. Dopo aver smentito le voci di dimissioni sulla sua pagina Facebook, Berlusconi ha affermato: "Non capisco come siano circolate le voci delle mie dimissioni, sono destituite di ogni fondamento. Domani si vota il rendiconto alla Camera, quindi porrò la fiducia sulla lettera presentata a Ue e Bce. Voglio vedere in faccia chi prova a tradirmi".

Fonti varie

Costi politica: Enzo Iacchetti rinnova il suo «vaffa» su Facebook


L'attore Enzo Iacchetti segue la moda in voga tra i vip di postare video d'opinione su Facebook e così torna alla carica, dopo le polemiche dei giorni scorsi avuti con il Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Il conduttore del programma di "Striscia la notizia" si era sfogato contro i ministri, mandandoli letteralmente a quel paese. Lo aveva fatto postando sulla bacheca della sua pagina Facebook un videoclip (quello sotto).

Facebook smaschera il Presidente Fini, non è super partes


Sulla sua pagina di Facebook (e su Twitter), il presidente della Camera Gian franco Fini annunciava: "Nel pomeriggio salirò al Quirinale per spiegare come sia diventato difficile, vista la situazione in cui versa la maggioranza, garantire il normale andamento dei lavori parlamentari". Come riporta 'Il Giornale', "Se è vero che martedì il governo è andato sotto, alla Camera, nell'approvazione dell'articolo 1 del Rendiconto generale dello Stato, è altresì evidente che ogni valutazione politica di merito spetta al capo del governo e al Presidente della Repubblica". 

Un incontro, quello con Napolitano, presentato dunque non tanto come una missione istituzionale in rappresentanza dei capigruppo quanto come un faccia a faccia politico. Il capogruppo del Pdl Cicchitto, in Aula, chiede conto di quella frase ripresa da un'agenzia e il presidente Fli ha spiegato che avrebbe fatto rettificare l'errato lancio di agenzia. 

Il guaio è che i social network non mentono. Lo staff di Fini, infatti, il 'disastro' l'ha combinato anche su Twitter postando lo stesso messaggio con tanto di link che riportava al post di Facebook (adesso inesistente). Il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto, non si sofferma sulla frase comparsa sui social network ma pone l'accento sui comportamenti tenuti da Fini in queste ore. 

Cicchitto sottolinea che Fini "si è distinto dall’opposizione che chiedeva la non procedibilità della presenza del presidente del Consiglio in aula, però precedentemente ha fatto un percorso che non ha rinviato ai lavori della commissione il ragionamento sul rendiconto dello Stato, e ha dato un’interpretazione unilaterale della prevalenza dell’articolo 1 rispetto al resto dell’articolato".

Il menu low-cost del Senato fà infuriare il popolo di Facebook


Il pranzo alla buvette a 1,50 euro? ''Poverini. Hanno troppe spese, almeno su questo possono risparmiare, su''. Il popolo di Facebook ironizza sui prezzi del menù offerto al Senato, una realtà svelata dal deputato dell'Idv Carlo Monai. Ma c'è anche chi si indigna: ''facciamo sentire il nostro disgusto contro l'ultima 'vergogna' messa a segno dalla 'casta' di Palazzo Madama: il pranzo alla buvette dei senatori costa 1 euro e 50''. 

E c'è anche chi commenta: ''semplicemente disgustoso... Ma quanto rimborsa poi lo Stato per ogni pranzo alla società che gestisce la buvette per ogni pranzo?''. Un pasto che al ristorante costa in media 15 euro, nei palazzi della politica si può pagare davvero molto poco e la differenza ovviamente non è a carico degli onorevoli ma dei contribuenti. Tra gli utenti del social network si registra un misto tra sarcasmo ed incredulità. 

Non manca chi si dice semplicemente ''senza parole''. Altri navigatori stilano l'elenco dei prezzi: ''Pasta al ragù, 1 euro e 50; roast beef, 2 euro; birra, 1,60; caffè, 42 centesimi; pasticcino, 0,46; aperitivo o ammazzacaffè, 0,93. Mensa dei poveri? Trattoria popolare di un bassofondo urbano? No, buvette del Senato'', viene spiegato. 

"Resta valida e confermo la mia proposta - spiega Antonio Mazzucchi, questore della Camera in quota Pdl - di sostituire tutte le mense con un unico self service con i relativi costi dei pasti a carico di chi ne usufruisce". Un risparmio che secondo il deputato "sarebbe almeno di 4-5 milioni di euro l’anno". Per i deputati i prezzi sono un po’ più alti rispetto ai colleghi di palazzo Madama ma certamente non siamo neanche vicini a quelli di un discount.

Fonti: Adnkronos | La Stampa
Foto: La Stampa

Montecitorio risponde ad accuse Spider Truman su Facebook


Con una nota del Capo ufficio stampa della Camera, Giuseppe Leone, Montecitorio ha risposto su diversi punti a quanto il misterioso (adesso meno) Spider Truman, ha pubblicato su Facebook nella pagina I segreti della casta di Montecitorio che in questi giorni ha fatto registrare un numero di contatti da primato. 

Relativamente al noto tema della locazione di Palazzo Marini, l'autore afferma che la Camera dei deputati pagherebbe 25 milioni annui per l'affitto dell'intero Palazzo, sede degli uffici dei deputati, pari a 2 milioni di euro al mese. Al riguardo, ove ci si riferisca al cosiddetto Palazzo Marini 1, è stata già comunicata dalla Camera dei deputati alla proprietà la volontà di esercitare il diritto di recesso a partire dal 1 gennaio 2012. 

Da tale data, il risparmio annuo sarà pari a circa 14 milioni. L'autore afferma nella pagina facebook che i barbieri della Camera guadagnerebbero 11 mila euro al mese e che la loro provenienza geografica sarebbe la stessa di un ex Presidente della Camera. Va in primo luogo ricordato che gli addetti al Reparto Barberia sono attualmente sette e che la loro retribuzione media netta mensile è di circa 2.400 euro. 

Circa le asserite agevolazioni tanto sul listino per i deputati sulle utenze cellulari TIM quanto sull'acquisto delle autovetture dell'azienda Peugeot, vale il princìpio per cui le proposte commerciali che le singole aziende avanzano in tal senso nei confronti dei deputati avvengono nell'ambito della loro discrezionalità d'impresa e senza alcun tipo di intermediazione della Camera.

Minacce su Facebook alla Gelmini, messaggi a sostegno e solidali


Dopo i gruppi su Facebook 'Uccidiamo Berlusconi', adesso e' la volta del ministro della Pubblica istruzione, Mariastella Gelmini. Il popolo del network si e' scagliato contro la titolare del dicastero di viale Trastevere costituendo oltre quaranta gruppi 'Uccidiamo la Gelmini'. E poi altri 29 gruppi con tantissime altre offese pesanti.