Facebook potrebbe essere obbligata a ricercare e identificare eventuali commenti che violano l'onore. Questa opinione è stata espressa dall'avvocato generale della Corte di giustizia europea (CGCE), Maciej Szpunar, in una causa tra Facebook Ireland ed Eva Glawischnig-Piesczek, deputata al Parlamento austriaco e presidente del gruppo dei Verdi, che ha chiesto ai giudici austriaci di emettere un'ordinanza cautelare nei confronti del social network. Tuttavia, la normativa UE non disciplina se Facebook può essere costretta a cancellare i commenti in questione in tutto il mondo.
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Corte Ue: Facebook può essere obbligata a togliere post diffamatori
Facebook potrebbe essere obbligata a ricercare e identificare eventuali commenti che violano l'onore. Questa opinione è stata espressa dall'avvocato generale della Corte di giustizia europea (CGCE), Maciej Szpunar, in una causa tra Facebook Ireland ed Eva Glawischnig-Piesczek, deputata al Parlamento austriaco e presidente del gruppo dei Verdi, che ha chiesto ai giudici austriaci di emettere un'ordinanza cautelare nei confronti del social network. Tuttavia, la normativa UE non disciplina se Facebook può essere costretta a cancellare i commenti in questione in tutto il mondo.
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Notizie false, pagine Facebook da mezzo miliardo di views: oscurate
Facebook ha chiuso 23 pagine che diffondevano fake news e violavano le policy del social. Sono oltre mezzo miliardo le visualizzazioni ottenute negli ultimi tre mesi dalle fake news pubblicate su 77 pagine e gruppi che Facebook ha chiuso su segnalazione della Ong internazionale Avaaz. Si tratta di pagine usate "come delle armi" dai partiti e dai gruppi di estrema destra e anti-Ue che però, sottolinea l'organizzazione non governativa, sono solo la "punta dell'iceberg". "Solo il 20% delle reti segnalate" perché diffondono notizie false e contenuti che incitano all'odio sono state chiuse.
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Ricavi in crescita per Facebook ma sotto aspettative e titolo tracolla
Il CEO e co-fondatore del social network, Mark Zuckerberg, ha perso circa 16 miliardi di dollari rispetto al suo patrimonio di 78 miliardi di dollari. Ricavi trimestrali in rialzo annuo del 42% ma sotto le stime. Utili in aumento del 31%, appena sopra le previsioni. Utenti cresciuti meno del previsto. Si è chiuso così il secondo trimestre del 2018 per Facebook, che si aspetta una decelerazione della crescita del fatturato nella seconda parte dell'esercizio a causa degli ingenti investimenti in sicurezza resi urgenti dallo scandalo Cambridge Analytica e dalle nuove norme Ue volte a tutelare la privacy.
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GDPR, WhatsApp si conforma: vietato ai minori di 16 anni in Europa
WhatsApp, il popolare servizio di messaggistica di proprietà di Facebook, sta alzando l'età minima degli utenti da 13 a 16 anni in Europa per aiutarla a conformarsi alle nuove regole sulla privacy dei dati che entreranno in vigore il mese prossimo. La società ha affermato di aver agito in questo modo per rispettare l'imminente GDPR (General Data Protection Regulation) dell'Unione Europea che entrerà in vigore il prossimo 25 maggio. La normativa non prevederà però l'esibizione di un documento d'identità da parte degli iscritti e non obbligherà a WhatsApp una procedura di verifica.
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Eset lancia allarme: falsi post video su Facebook scaricano malware
Dopo lo scam dei Ray-Ban che promette occhiali a prezzi scontati su Facebook, i ricercatori di ESET, il più grande produttore di software per la sicurezza digitale dell'Unione Europea, hanno recentemente analizzato una nuova ondata di truffe sul social network in cui l'utente viene indotto, tramite un link malevolo, a scaricare un video il più delle volte dal titolo "Il mio primo video", " Il mio video" o "Video privato". Una volta entrato nel computer il malware inizia automaticamente a taggare gli amici su post che riportano al malware. Non solo, è anche difficile da rimuovere.
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Class action contro Facebook: per 25mila utenti ha violato la privacy
La class action potrebbe essere costosa. In venticinquemila trascinano Facebook in un'aula di giustizia. In un tribunale civile di Vienna ha preso il via l'azione legale collettiva sostenuta dal giurista austriaco Max Schrems che ha depositato il ricorso. L'accusa per l'azienda di Mark Zuckerberg è quella di aver violato le leggi europee sulla privacy. La causa è stata intentata il primo agosto 2014. A essere contestato è il modo in cui il social network raccoglie e gestisce i dati degli utenti.
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Unione Europea investe in Fiware per realizzare un nuovo Facebook
Uber, WhatsApp, Twitter, Google, Instagram e ovviamente Facebook, popolarissimi tra i cittadini europei, sono stati ideati e prodotti negli Stati Uniti. Ora però l'Unione Europea vuole recuperare terreno su questo fronte. E annuncia ingenti investimenti su nuove start up e servizi on-line "Made in Ue", sperando magari di creare un giorno qualcosa che possa essere il "prossimo" Facebook, ma europeo. In particolare, si tratta di 300 milioni spesi sul progetto Fiware, un neologismo dalla fusione delle parole "Future Internet e software".
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Giornata della Lingua Madre, Facebook: grazie ai traduttori volontari
Il 21 febbraio ricorre l'International Mother Language Day (IMLD) delle Nazioni Unite per promuovere la diversità linguistica e culturale in tutto il mondo. La Giornata Internazionale della Lingua Madre (in italiano) è stata istituita dall'Assemblea dell'Unesco nel 1999 su proposta del Bangladesh, per ricordare la sollevazione avvenuta nel 1952, nell'allora Pakistan orientale, in difesa del bengalese, madre lingua di quella parte del paese, contro l'imposizione della lingua urdu.
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Class action globale intentata contro Facebook per violazione privacy
Uno studente austriaco invita gli utilizzatori di Facebook a unirsi in una class-action contro il social network accusato di violazione della privacy. Max Schrems, studente di legge da anni impegnato in una crociata contro Facebook, punta a ottenere un risarcimento di 500 euro per ogni utilizzatore. Max Schrems, che ha citato in giudizio Facebook e diverse altre importanti aziende tecnologiche statunitensi prima, ha presentato il suo nuovo reclamo venerdì presso il tribunale commerciale di Vienna.
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Facebook e studio emozionale nel mirino del garante privacy inglese
L'azienda è oggetto di attenta analisi. Facebook sotto indagine nel Regno Unito. Il garante della privacy britannico, Information Commissioner's Office (Ico), ha avviato un'inchiesta dopo la notizia che il gruppo di Menlo Park avrebbe alterato i feed di 700 mila utenti per una ricerca sulle possibilità manipolatrici del social. L'autorità vuole capire quanti dati personali siano stati usati e se gli utenti abbiano dato il loro consenso. Quanto alla ricerca, da essa è emerso che mostrando agli utenti meno storie positive nei rispettivi news feed, si tende a pubblicare post più negativi e viceversa.
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Facebook chiede a Commissione Ue di esaminare acquisto WhatsApp
L'acquisto di WhatsApp da parte di Facebook potrebbe finire sotto i riflettori dell'autorità antitrust europea, dopo che lo stesso gruppo di Menlo Park ha chiesto alla Commissione europea di esaminare il suo investimento da 19 miliardi di dollari. Con questa mossa, Facebook fa capire di preferire Bruxelles - considerata più neutrale - alle autorità antitrust nazionali, che sono tenute sotto pressione dagli interessi locali delle compagnie telefoniche locali.
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Facebook introduce pulsante per le Elezioni europee Sono un elettore
Facebook ha introdotto nei Paesi dell'Unione Europea il pulsante "Sono un elettore", offrendo a tutti la possibilità di condividere la decisione di esercitare il diritto di voto durante le Elezioni Europee, in programma dal 22 al 25 maggio. La novità di Government & Politics senza svelare la preferenza. Cliccando sul pulsante, infatti, gli amici potranno vedere all'interno del News Feed lo status di elettore, senza i dettagli del partito per cui si è votato. Inoltre, facendo clic sul pulsante "Condividi ora" sarà possibile pubblicare una storia sulla propria Timeline.
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Elezioni: protesta su Facebook studenti Erasmus, forse una soluzione
Nato da pochi giorni ma con già quasi 5.000 aderenti, sta facendo parlare di sè sulla Rete la Gruppo Facebook "Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni". "La legge italiana esclude dal diritto di voto gli studenti temporaneamente all'estero - si legge nelle info del gruppo-. Facciamo vedere quanto siamo numerosi!".
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Facebook smentisce voci copyright violato, critiche contro governance
Facebook respinge le accuse di violazione del copyright degli utenti. "Qualcuno crede che Facebook stia adottando un cambiamento a riguardo, ma è tutto falso", ha dichiarato il social network in un post pubblicato sul sito. "Ogni utente ha il controllo di ciò che pubblica e di come viene condiviso: è la nostra politica da sempre".
Facebook ribadisce che non c'è bisogno di pubblicare un messaggio per dichiarare di voler proteggere il materiale online - come molti utenti del social network hanno fatto negli ultimi mesi, dichiarando di essere i soli possessori del materiale condiviso in rete e rifiutando a chiunque altro il diritto di utilizzarlo.
Le accuse di invasione della privacy contro Facebook, già in circolazione da mesi, sono riemerse la settimana scorsa in occasione di una revisione delle regole messa in opera dal social network, che in particolare vuole poter condividere le informazioni fornite dai suoi utenti con altre società del gruppo.
Due associazioni dei consumatori americane hanno criticato oggi le nuove regole, il CDD (Center for Digital Democracy) e l'EPIC (Electronic Privacy Information Center). Secondo queste associazioni, le nuove norme sono pensate soprattutto per Instangram, l'applicazione di condivisione di foto che il gruppo ha acquisito in aprile.
Le associazioni in una lettera all'Ad Mark Zuckerberg chiedono il ritiro delle nuove norme, citando rischi per la confidenzialità dei dai degli utenti, ma anche la violazione di un accordo firmato l'anno scorso dal social network: Facebook si era impegnato a chiedere l'esplicito consenso degli utenti prima di condividere le loro informazioni.
In sostanza, Facebook dovrebbe ripristinare il vecchio sistema basato sui feedback per eventuali modifiche alle policy sull'uso dei dati personali oltre che alla DDR. Le associazioni hanno sollevato la questione poco dopo che l'ufficio dell'Irish Data Protection Commissioner (DPC), aveva chiesto chiarimenti a Facebook sulla privacy.
È dall'anno scorso che i regolatori irlandesi si occupano della protezione dati di Facebook nell'UE.
A settembre scorso il DPC ha chiuso un'indagine aperta sul social network obbligandolo a rimuovere tutti i dati raccolti dagli utenti nell'ambito dell'Unione europea per i dispositivi di riconoscimento facciale.
Via: TMNews
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Facebook Italia, Luca Colombo: generata economia per 2,5 miliardi euro
Facebook - che ha appena superato il miliardo di utenti nel mondo e dal 2009 ha una sede anche a Milano - per l'Italia è una vera e propria "macchina" che genera economia e lavoro. Ne è convinto il numero uno di Facebook Italia, Luca Colombo intervistato a Capri, in occasione della Between Italia+Smart.
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Privacy, Norvegia avvia indagine sul riconoscimento facciale Facebook
La Norvegia ha avviato un'indagine sul riconoscimento facciale di Facebook. Lo riporta l'agenzia finanziaria Bloomberg. Il servizio, disponibile da giugno dell'anno scorso, riconosce automaticamente i volti dei membri del social network e associa le immagini ai profili delle persone coinvolte. Gli utenti possono scegliere di disabilitare questa funzione, se non desiderano il suggerimento tag nelle foto (http://on.fb.me/RLo9HX).
"Facebook ha uno strumento molto potente ma non è ancora del tutto chiaro come funzioni", ha detto Bjorn Erik Thon, responsabile della protezione dei dati, che ha inviato un questionario al social network. La Norvegia, che non fa parte dell'Ue, sta coordinando l'inchiesta con la controparte irlandese, che l'anno scorso aveva già condotto una verifica sull'osservanza delle norme di protezione dei dati personali da parte del social network.
L'ufficio irlandese della società è il principale fornitore di servizi per gli utenti di Facebook fuori da Stati Uniti e Canada. Una portavoce di Facebook ha rifiutato di commentare. L'azienda di Menlo Park ha perso più di 35 miliardi di dollari in valore di mercato sin dalla sua offerta pubblica iniziale a maggio, in quanto non riesce a dissipare le preoccupazioni su come ottenere maggiori guadagani da quasi un miliardo di utenti.
Non è la prima volta che l'identificazione dei volti suscita dubbi e timori, specialmente in Europa: a tale riguardo, il gruppo Article 29 aveva pubblicato un rapporto a marzo, mentre il regolatore tedesco per la privacy ha sospeso la funzione a giugno in attesa della revisione irlandese. La protezione dei dati è attualmente sottoposta a regolamentazioni separate all'interno dell'Ue, ma l'organo esecutivo intende semplificare il sistema.
Via: La Stampa
Facebook non risolve Trova Amici, condanna della Germania su privacy
Il tribunale distrettuale di Berlino ha dichiarato la scorsa settimana che la funzionalità Trova amici di Facebook stava invadendo la privacy delle persone - e che il sito non dovrebbe lasciare che la gente lo usi senza che venga detto loro esplicitamente che lo strumento può prelevare tutti i dettagli del libro indirizzi dal loro indirizzo di posta elettronica, inclusi i nomi e indirizzi fisici dei contatti. La Corte ha anche rilevato che Facebook ha sbagliato a rivendicare i diritti sulle foto e gli altri contenuti caricati dai suoi utenti sul sito di social networking.
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Con Facebook generati 232.000 posti di lavoro, 34.000 in Italia
Pubblicità, fan page, app, eventi organizzati su Facebook e l'uso da parte degli utenti di linee fissa o mobile per collegarsi non sono solo divertimento. Ma incrementano di 15,3 miliardi di euro il giro d'affari delle aziende europee e contribuiscono a generare circa 232.000 posti di lavoro, solo in Italia quasi 34 mila.Sono alcune delle cifre contenute in uno studio commissionato da Facebook a Deloitte, che rivela per la prima volta l'impatto della piattaforma nel mondo business dei Paesi dell'Europa a 27.
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Privacy, Ue: foto su Facebook presto vietate senza approvazione
La Commissione europea è pronta ad imporre, per mezzo di pesanti sanzioni se necessario, il consenso degli utenti per l'utilizzo dei loro dati personali e oggi presenterà un progetto di direttiva e di regolamento in tal senso. "Il cittadino deve poter controllare quello che viene messo online", spiega Viviane Reding, commissario europeo alla Giustizia, autrice del progetto.
Viviane Reding vuole evitare che società come Facebook o Google, non raccolgano dei dati personali in Europa e sottraendosi in seguito alla legislazione europea, li stocchino all'estero. La riforma obbligherà le imprese a chiedere l'approvazione in termini "chiari" degli utenti per raccogliere i dati e di spiegare loro come saranno utilizzati, per quanto tempo e a quali fini.
La direttiva dovrà anche garantire agli europei un "diritto all'oblio digitale" che obbligherà i social network a sopprimere i dati personali, fotografie o altro, degli utenti che lo chiederanno. In caso di attacco informatico che possa mettere a rischio la privacy degli utenti, inoltre, il sito è tenuto a notificare immediatamente l’accaduto, pena una sanzione che può arrivare fino all’1% del suo fatturato annuo mondiale.
Delle deroghe sono previste per la stampa e anche per il trattamento dei dati da parte della polizia e della magistratura, come le immagini delle telecamere di sorveglianza. Il cittadino avrà il diritto di far ritirare la fotografia scattata ad esempio, ad una festa, e postata a sua insaputa su Facebook, se può nuocere alla sua reputazione.
Facebook sarà obbligato a farla cancellare se l'interessato lo chiede e ad avvertire dell'avvenuta cancellazione tutti gli altri siti che potrebbero pubblicarla. Inoltre, se la sua pubblicazione non ha ottenuto il consenso dell'interessato, non sarà utilizzabile in un colloquio di lavoro né in caso di contenzioso.
Via: TMNews
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Arriva l’app Facebook del Parlamento Ue per libera espressione
L'Europa sbarca sui nuovi strumenti di comunicazione per difendere i diritti fondamentali. Il Parlamento europeo ha lanciato un'applicazione su Facebook che simula l'interazione tra gli utenti del social network in assenza di diritti umani e di liberta' di espressione per evidenziarne il valore fondamentale nella nostra societa'. "La tua cartolina natalizia inviata a Tanja e' stata censurata", recita l'applicazione del Pe 'without freedom' (senza liberta') su Facebook (https://sakharov.epsocial.eu/freedom/). "Il dipartimento per l'etica di Stato ha dichiarato la propaganda cristiana un crimine", continua l'app che si ispira al premio Sacharov per la liberta' di pensiero assegnato ogni anno dall'Eurocamera.
Il Parlamento ricorda, infine, l'importanza dello specifico diritto di cui si e' simulata l'assenza: ''Senza il diritto di liberta' religiosa praticare la propria fede e possedere simboli religiosi potrebbe mettervi in una situazione pericolosa". Cosi' come la chat con un amico potrebbe essere intercettata: "Senza liberta' di espressione puoi essere monitorato mentre contatti gli amici", ricorda l'Europarlamento. "Ci piace sperimentare - racconta Raffaella De Marte - la social media coordinator del Pe - e con i social media il costo delle azioni, delle strategie e' piu' basso che su altri media". L’Europarlamento è arrivato sui social media nel 2009 in seguito ad una crisi di partecipazione.
Via: ANSA
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