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Posta su Facebook foto hard della ex diciassettenne, arrestato stalker


Pubblica su Facebook le foto pornografiche che aveva realizzato con l'ex fidanzata con cui ha troncato la relazione da tempo e viene arrestato. E' successo a Caltanissetta dove i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile hanno arrestato Davide Miraglia. E' accusato di produzione e divulgazione di materiale pedopornografico, diffamazione e minaccia. 

Miraglia era agli arresti domiciliari, perchè era già stato incriminato per stalking nei confronti della minorenne, alla quale è legato da una parentela. Un'indagine che s'è mossa sull'asse Caltanissetta-California, in particolare a Palo Alto dove ha sede Facebook. 

E' stata la madre della diciassettenne a denunciare lo scorso 2 settembre che sul profilo Facebook di Miraglia erano state postate scatti hard in cui v'era in posa la figlia e che altre immagini compromettenti erano state pubblicate su un secondo profilo. 

Miraglia, inoltre, avrebbe inviato un sms all'ex fidanzata minacciandola che avrebbe fatto girare altre foto osè se non fossero tornati insieme. Ma scavando nella rete, i carabinieri hanno individuato un terzo profilo dove Miraglia aveva pubblicato altre foto. 

Venerdì notte i carabinieri hanno perquisito l'abitazione di Miraglia, sequestrando diversi cellulari, numerosi Cd e un computer che saranno analizzati dagli specialisti per verificare se contengano altro materiale pedo-pornografico. Ora le indagini dei carabinieri mirano ad individuare se vi sono stati altri utenti di Facebook che hanno condiviso le foto pubblicate da Davide Miraglia.

Via: AGI
Foto dal web

Quattordicenne suicida: Moige denuncia Facebook, omesso controllo


Più volte critici nei confronti dei social network, il Moige - movimento italiano genitori - denuncia Facebook per la vicenda della 15enne suicida lo scorso gennaio a Novara. Oltre alla responsabilità degli 8 minori che la Procura dei minori di Torino ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di istigazione al suicidio e detenzione di materiale pedopornografico, corresponsabilità ci sarebbero - secondo il Moige - da parte della multinazionale per omesso controllo e vigilanza. 

Il Moige ha presentato una formale denuncia alla Procura di Roma, ed "è pronto a costituirsi parte civile in tutti i prossimi episodi di mancato controllo a danno dei minori da parte di Facebook". Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, spiega che "dopo gli ultimi casi di cronaca e le segnalazioni ricevute di contenuti più che discutibili, i casi di bullismo e anche adescamento pedopornografico su Facebook" è stato deciso di procedere ricorrendo all'autorità giudiziaria. 

"Come genitori - prosegue la presidente del Moige - non possiamo più tollerare il far west che vivono i nostri figli iscritti senza il nostro consenso a Facebook, la questione dell'accesso e vigilanza è centrale. Abbiamo più volte ricordato che l'iscrizione dei minori concretamente comporta la formalizzazione di un contratto da parte di un soggetto che non ha ancora capacita' giuridica per farlo, nè al genitore è riconosciuta la possibilità di esercitare la legittima potestà di controllo sul proprio figlio". 

Ed è "grave che una multinazionale come Facebook non effettui una vigilanza sulle piazze virtuali, che sembrano diventate lo strumento privilegiato per pedofili e bulli. Siamo indignati e preoccupati per il silenzio e l'indifferenza di chi gestisce questi potenti mezzi di comunicazione, senza un'adeguata politica di tutela dei minori", conclude il Moige. Mentre si attende la replica del social network, sulla pagina Facebook Safety dei video di esperti spiegano come difendersi dal cyberbullismo.


Fonte: MOIGE
Via: AGI

Pedopornografia: adesca 12enne in chat Facebook, indagato 20enne


Ha tentato di adescare una ragazzina di 12 anni e di farla spogliare in webcam, ma la mamma si è insospettita, ed è grazie a questo che la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Perugia, insieme al Commissariato di polizia di Città di Castello, ha smascherato e denunciato un 20enne altotiberino incensurato.

L'indagine ha preso avvio dalla denuncia di una madre di Città di Castello preoccupata da quanto accaduto alla propria figlia 12enne: nel corso di un collegamento in chat su Facebook aveva ricevuto la proposta di un anonimo di spogliarsi davanti alla webcam e praticare alcuni giochi erotici.

Le indagini e gli accertamenti tecnici svolti in collaborazione tra il personale del compartimento di Polizia Postale di Perugia e dal commissariato di Città di Castello hanno permesso l'individuazione dell'utenza telefonica da dove partivano le connessioni collegate alla chat, con la quale il responsabile del reato aveva tentato di far spogliare la minore. 

Le connessioni portavano a casa di un 20enne incensurato della zona che, per accattivarsi le simpatie della ragazzina, si era spacciato per un 13enne. Raccolti gli indizi di prova, la Procura di Perugia ha delegato gli investigatori per una perquisizione informatica.

Lì gli esperti informatici della Polizia Postale hanno trovato nel computer del ragazzo materiale pedopornografico, posto sotto sequestro. Il giovane è stato quindi indagato, in stato di libertà per la mancanza di precedenti penali, per il tentativo di adescamento della minore e per la detenzione di materiale pedopornografico.

Fonte: Adnkronos
Via: Libero Quotidiano

PhotoDNA, Polizia Postale e Microsoft contro pedofilia su Facebook


Attribuire un''impronta digitale' ad ogni foto che consenta di identificare in maniera univoca uno scatto e confrontarlo con i milioni presenti sul web: lo fa Photo Dna la nuova tecnologia Microsoft da oggi a disposizione degli investigatori della Polizia Postale, impegnati nel tentativo di arginare il fenomeno della pedopornografia online. Photo Dna è un software che consente alle forze dell'ordine di ridurre drasticamente i tempi di indagine ma anche i rischi per le vittime.

Bambina posta la foto nuda su Facebook, indagine della Postale


Nei giorni scorsi è comparsa su Facebook un profilo e una fan page di una ragazzina di al massimo 12 o 13 anni che mostrava la sua foto profilo in primo piano e altre foto album tratte dal Web. Era stata pubblicata anche una foto che la ritraeva nuda d'innanzi allo specchio probabilmente del bagno di casa. In molti siti e blog hanno gridato allo scandalo per quella bambina che si faceva chiamare D. C. I. (queste le iniziali del suo nome o pseudonimo).

Pedofilia: adescava bimbe su Facebook, arrestato 50enne


Avrebbe creato profili falsi su Facebook al fine di adescare delle bambine, ma e' stato arrestato al termine di un'operazione condotta dalla polizia postale di Cagliari e avviata a seguito di una denuncia di un genitore che ha scoperto tra i contatti della figlia 12enne una serie di messaggi con scambio di foto con uno sconosciuto. 

L'inchiesta ha permesso di scoprire che, tra il settembre 2009 e il giugno 2010, un uomo, D.F. originario di un centro della Brianza, con diverse false identita' sul social network e con la foto di un giovanissimo e piacente ragazzo, era riuscito a conquistare l'amicizia e la fiducia di un gruppo di otto bambine tutte residenti in un paese dell'hinterland cagliaritano. 

Bambine che veniva attirate dai modi gentili, regali e da particolari attenzioni ma che poi subivano minacce se non posavano per scatti fotografici particolari. L'indagine della polizia postale ha scoperto che dietro quei profili fake si nascondeva il 50enne brianzolo, ed e' stata subito disposta una serie di attivita' di intercettazioni prima e di perquisizioni dopo che hanno confermato i sospetti sull'uomo. 

Nei confronti di D.F., su richiesta del pm Pili, il Gip di Cagliari, Simone Nespoli, ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere per produzione e diffusione di materiale pedopornografico e violenza privata nei confronti di due delle bambine e ora l'uomo si trova in un carcere lombardo. I poliziotti hanno scoperto anche la divulgazione di pornografia minorile attraverso Internet e la detenzione di file (immagini e video) illeciti. Le perquisizioni effettuate hanno consentito di rinvenire e sequestrare una quantita' di materiale informatico tutt'ora all'esame degli investigatori.

Via: Adnkronos

Ricatti sessuali a quindici ragazzine su Facebook, arrestato


Chattava con ragazzine di 13, 14, 15 anni via Messenger e proseguiva il dialogo su Facebook, presentandosi prima con modi garbati, poi riempiendole di apprezzamenti e, infine, avanzando richieste a sfondo sessuale sempre più esplicite. Più di 15 adolescenti, residenti in varie parti d’Italia, sono cadute nella trappola tesa dal giovane, uno studente di 19 anni di Cologno Monzese appena diplomato, e hanno accettato di spogliarsi per lui davanti alla webcam. 

In un caso, poi, il ragazzo, ha deciso di mettere in piedi un vero e proprio ricatto, durato mesi, nei confronti di una ragazzina che all’epoca aveva solo 13 anni. Pressioni psicologiche sempre più pesanti che sono andate avanti per oltre 2 mesi, fino a che, il 28 maggio 2010, la ragazzina, che si era confidata con alcune amiche, ha trovato la forza di presentarsi al commissariato per sporgere denuncia. 

Gli agenti si sono subito recati a casa del ragazzo per sequestrare il pc e così hanno scoperto che la 13enne non era l’unica vittima. Gli investigatori, infatti, hanno trovato un vero e proprio archivio, tenuto con precisione quasi maniacale dal giovane che conservava anche i testi scritti dei dialoghi via chat: decine di foto e video a luci rosse di altra quindicina di adolescenti. 

Finora ne sono state identificate tre, compresa l’autrice della denuncia. Con una delle ragazzine il giovane, che a volte girava anche le immagini a un suo amico per vantarsi, avrebbe anche avuto un rapporto sessuale, ma lei era consenziente e aveva più di 14 anni. Interrogato lo studente, ora accusato di tentata violenza sessuale aggravata e di produzione di materiale pedopornografico, ha scelto di non rispondere alle domande del gip.

Fonte: Il Giornale

Si finge ragazza su Facebook e adesca un 13enne, arrestato


Si fingeva ragazza su Facebook per adescare minori. Un 33enne, C.M., residente a Cuneo, e' stato arrestato dal commissariato milanese di Scalo Romana con l'accusa di violenza sessuale aggravata perche' commessa su minore con eta' inferiore ai 14 anni. Tutto e' partito dalla denuncia di una vittima, un ragazzino di 13 anni. Attraverso un profilo fittizio su Facebook, l'uomo, gia' condannato in passato per detenzione di materiale pedopornografico, si e' spacciato per una ragazza ed e' cosi' riuscito ad adescare la sua vittima. Dopo aver stabilito un contatto e ottenuto alcune foto ammiccanti, ha rivelato la sua identita' e cominciato a ricattare il ragazzino, minacciando di consegnare le foto avute ai genitori, se questi non fosse stato disposto a incontrarlo. Spaventato, il ragazzino ha ceduto: ha incontrato il suo 'aguzzino' subendo atti sessuali durante quattro incontri nei pressi della stazione Romolo della metropolitana milanese. I genitori del 13enne hanno colto alcuni segnali di disagio nel comportamento del figlio e trovato sms strani sul suo telefonino. Il ragazzino e' crollato e ha raccontato tutto alla famiglia ed e' partita la denuncia. L'uomo e' stato arrestato venerdi' scorso (si era rifugiato sul tetto, ma gli agenti sono riusciti a fermarlo). In casa, gli agenti hanno sequestrato un gran numero di video e foto pedopornografiche, tra cui quelle di altri ragazzini che l'uomo potrebbe aver approcciato sempre via internet.

Adescava minori su Facebook fingendosi 16enne, arrestato


Gli uomini del Commissariato di Ventimiglia e della Polizia Postale di Imperia hanno arrestato Massimo Trifarò, 40 anni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare del Tribunale di Genova, in quanto era stato denunciato dalla Polizia di Stato alcuni mesi or sono per la propria attività su Facebook. L'uomo, residente a Ventimiglia, di professione macellaio, era stato oggetto di oltre 40 denunce per aver adescato altrettante minorenni, selezionate tra gli oltre 200 contatti sul proprio profilo di Facebook. Sul social network si faceva chiamare Davide Balestra, 16 anni, ed il suo avatar era una foto di un ignaro e sconosciuto adolescente. Chiacchierava con ragazzine tra i 12 e i 16 anni fino ad entrarci in confidenza e poi chiedeva loro di spedirgli fotografie che le ritraevano nude o in biancheria intima che poi scambiava in rete sui siti pedopornografici. Quando non riusciva ad ottenere quello che chiedeva, minacciava le giovani incappate nella sua ragnatela. Dopo essere stato raccolto, il materiale pedopornografico finiva condiviso in rete con un noto programma di file-sharing, come è stato appurato dalla Polizia Postale. In una occasione ha costretto una ragazza di 14 anni ad avere rapporti sessuali, minacciandola di raccontare ai genitori di "avere avuto una storia con lui". Trifarò è stato condotto nel carcere genovese di Marassi a disposizione dell’autorità giudiziaria, di fronte alla quale dovrà rispondere delle accuse di estorsione, minacce, violenza sessuale, sostituzione di persona e detenzione di materiale pedopornografico.

Adesca 14enni su Facebook e le costringe a filmarsi, arrestato


Un romano di 38 anni (L.F.) è stato arrestato dagli agenti del commissariato Prenestino, diretto da Fabrizio Calzoni, con l'accusa di violenza sessuale aggravata. Una 14enne era stata adescata su internet dall'uomo che, utilizzando un account femminile, era riuscito a carpire la sua fiducia. Poi erano iniziate le minacce e le richieste di foto e video a contenuto erotico, in cui l'uomo aveva coinvolto anche la migliore amica della giovane. Giorno dopo giorno le richieste erano diventate sempre più spregiudicate. L'uomo forniva precise indicazioni sul contenuto che doveva caratterizzare le riprese erotiche. Poi aveva iniziato a ricattarle, dicendo che se non fossero state più al gioco avrebbe messo i filmati in rete. Le ragazzine, impaurite dalle possibili ritorsioni, non avevano avuto scelta. Chiuse nel bagno dovevano filmarsi e inviare le immagini agli indirizzi di posta elettronica che l'uomo aveva loro fornito. L'epilogo a metà ottobre, quando le due 14enni hanno trovato il coraggio di confidare ai loro genitori le violenze che erano costrette a subire. I genitori delle ragazze hanno denunciato gli abusi alla polizia, che si è messa subito al lavoro. Sono riusciti, così, a scoprire che dietro quei due account fake, si nascondeva un uomo di 38 anni. Nell'abitazione dell'uomo, perquisita, oltre ai video realizzati dalle ragazzine, sono stati rinvenuti numerosi filmati amatoriali a contenuto pedopornografico, che sono stati sequestrati. Sulla base degli elementi di prova raccolti, l'autorità giudiziaria ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell'uomo.

Si finge donna per adescare minori su Facebook, arrestato


Sono centinaia le foto scabrose che riprendono minori sequestrate dalla Squadra Mobile di Treviso a un 35enne che adescava minorenni in Facebook. La polizia ha arrestato un uomo che, fingendosi donna su Facebook, adescava ragazze tra i 12 e 18 anni promettendo un futuro nello spettacolo. Con una delle vittime, alcune delle quali con menomazioni psichiche, l'indagato ha avuto anche rapporti sessuali. L'uomo era stato già arrestato nel 2006 per violenza sessuale su una minorenne. Sono 7 le minori cadute nella rete del pedofilo, ma la polizia ritiene che il numero delle sue vittime sia superiore. 

Contro l'indagato negli ultimi cinque mesi erano state effettuate quattro denunce per minacce, atti persecutori e sostituzione di persona, che però non avevano avuto seguito. Per l'esito dell'indagine è stata determinante la collaborazione di una delle vittime, che ha raccontato alla polizia di Treviso come era stata adescata: l'indagato, presentandosi su Facebook come ragazza, raccontava come il suo ragazzo 25enne, ben inserito nel mondo dello spettacolo, potesse offrire alle ragazze un futuro di successo in questo campo. 

Ottenuta la fiducia delle vittime, la "ragazza" convinceva queste ultime ad essere contattate dal suo "fidanzato" (che era lo stesso indagato con altro profilo) che poi riusciva a farsi mandare per sms foto scabrose. L'uomo, Giuseppe Mutton, di Ponzano Veneto (Treviso), e' stato arrestato su disposizione della magistratura veneziana - il pm e' Carlo Nordio - che e' competente per reati inerenti alla pornografia minorile.

Vie: Tgcom24 | ANSA

Giornata Nazionale contro la pedofilia, rischi sui social network


Il fenomeno della pedopornografia on-line è in continua crescita e non sembra fermarsi. Nel primo quadrimestre 2011 (gennaio-aprile) Meter, la onlus contro la pedofilia e la pedopornografia, ha infatti inoltrato a polizia e autità giudiziaria 517 segnalazioni pari a 11.862 tra siti web, social network, servizi di scambio files foto e video e indirizzi email 'a rischio' pedofilia. Numeri di molto superiori a quelli del 2010, quando in totale le segnalazioni erano state 1.082, pari a 13.766 siti pedofili. I sospetti italiani riscontrati nei social network e denunciati alle autorità giudiziarie sono 89, sui quali in corso sono gli accertamenti. Un aumento esponenziale di pedofilia on-line nel primo quadrimestre dell'anno si è avuto in particolare per i social network. Sono 282 le segnalazioni in questo senso: i più gettonati: Grou.ps (178 segnalazioni), Ning (19), Facebook (64), Socialgo, Webs (3), Youtube (16), newentry è Twitter (2). Nel 2010 erano solo 315. I sospetti italiani riscontrati nei social network sono 89. In totale tra il 2003 e il 2010 sono stati 689.394 i siti monitorati da Meter. Di questi, 65.056 sono stati segnalati alle polizie di tutto il mondo e in particolare alla polizia postale e delle Comunicazioni italiana per i contenuti pedofili e pedopornografici. Nel 2010 sono stati 13.766 i siti nei quali è stato riscontrato un contenuto pedofilo (7.240 nel 2009). Il pedofilo, spiega Telefono Azzurro, non è un soggetto facilmente identificabile come "problematico": è invece abile nel mimetizzarsi all'interno della comunità e a sfruttare tutte quelle situazioni che favoriscono il contatto con i bambini.

Adesca minori su Facebook, genitori fanno arrestare pedofilo


Adescava minorenni su Facebook, poi li avvicinava all'uscita di scuola per invitarli a mangiare qualcosa in un fast food: un pugliese di 44 anni residente a Soliera (Modena) è stato arrestato nei giorni scorsi per detenzione di materiale pedopornografico a seguito di una perquisizione domiciliare disposta dalla Procura di Bologna ed eseguita dalla polizia postale di Modena. L'uomo è stato trovato in possesso di oltre 400 file di immagini a contenuto pedopornografico. L'indagine, coordinata per competenza distrettuale dalla procura felsinea, è partita nel marzo 2010 quando alcuni genitori hanno segnalato la presenza sospetta del 44enne nei pressi di una scuola media di Modena. La denuncia fu fatta dopo aver notato quell'uomo davanti alla scuola, con occhi allucinati. L'uomo aveva anche avvicinato alcuni ragazzini, invitandoli a mangiare un panino o cercando di contattarli su Facebook. L'uomo è stato anche fotografato con il cellulare dal padre di un ragazzino nei pressi della scuola. L'arresto è stato convalidato dal Gip di Modena che ha disposto gli arresti domiciliari con il divieto utilizzare il computer e di comunicare con l'esterno. In questa indagine non sono emersi episodi di molestie sessuali ai danni dei ragazzini. Il 44enne era già stato condannato, per un'altra vicenda, a tre anni e quattro mesi di reclusione con l'accusa di violenza sessuale ai danni di minorenni.

Adescava ragazzine su Facebook e le ricattava, denunciato


Adescava le ragazzine su Facebook, si faceva mandare video compromettenti e poi le ricattava. Un uomo di 40 anni di Ventimiglia è stato denunciato per estorsione e detenzione di materiale pedopornografico. L'uomo aveva utilizzato un account con dati di fantasia, in modo da non rivelare la sua identità. Ottenuto il video è scattato il ricatto: "Paga o pubblico le immagini su Facebook". E la ragazzina aveva dovuto consegnare 50 euro per evitare la pubblicazione. Durante la perquisizione a casa dell'uomo la polizia ha sequestrato un pc dentro il quale è stato trovato materiale pedopornografico. Le ragazze adescate hanno tra i 13 e 14 anni. L'uomo, dipendente di una macelleria in Francia, aveva creato un falso profilo sul social network con il nome "Davide Balestra". Dopo aver carpito la confidenza e la fiducia delle ignare ragazzine procedeva al ricatto vero e proprio. Si fingeva loro coetaneo ed anche le foto del suo profilo ritraevano un ragazzo sui 18 anni. I soldi chiedeva fossero messi in una busta e abbandonati sul tavolo di un bar. Si coglie l’occasione per sottolineare che da tempo la Polizia di Stato collabora con istituti scolastici, per promuovere nel comprensorio la cultura della sicurezza in rete, per informare gli studenti sui rischi della navigazione in Internet e sensibilizzarli ad un uso consapevole e responsabile della rete, coinvolgendo anche le famiglie ad una partecipazione sempre più attiva ed un maggior controllo anche per evitare contatti di amicizia a rischio nei social network.

Falso fotografo di Hallo Kitty adescava ragazzine su Facebook, preso


Adescava ragazzine su Facebook spacciandosi per fotografo addetto al casting per la pubblicità di una linea di costumi da bagno di Hello Kitty. “Hallo Kitty” è una rivista per ragazzine adolescenti. Con il marchio “Hallo Kitty” vengono prodotti anche accessori e linee di abbigliamento. Ovviamente l’orco mentiva ma grazie a questo stratagemma, facendosi scudo con l’immagine rassicurante della gattina giapponese, riusciva a convincere le sue vittime a spogliarsi in webcam e valutare così la rispondenza ai requisiti fisici necessari per le modelle della campagna promozionale. I video venivano immagazzinati dal sedicente fotografo e sono stati trovati dalla polizia postale nel corso della perquisizione domiciliare. L’episodio, risalente a qualche tempo fa, è stato reso noto ieri dalla polizia delle comunicazioni dell’Emilia Romagna. E’ stata una mamma residente in provincia di Bologna a far scattare le indagini dopo avere scoperto che la figlia dodicenne era entrata in contatto su Facebook col pedofilo. L’adescatore, un milanese di 28 anni, è stato individuato con un’operazione on line sotto copertura: una poliziotta si è messa al computer fingendo di essere una bambina e ha raccolto le prove dell’azione messa in atto dal maniaco per convincere le vittime a spogliarsi. Il successivo blitz ha portato alla scoperta di una grande quantità di immagini di bambine e ragazzine nude in pose erotiche. Per l’uomo, che è tuttora detenuto, sono scattate le manette con l'accusa di produzione di materiale pedopornografico.

Giornata nazionale contro la pedofilia: tocca al popolo di Facebook


Il 5 maggio prossimo sarà la Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. Trattasi della seconda edizione d'una iniziativa voluta con forza dalla Fondazione Luca Barbareschi. Lo scopo è quello di «far arrivare ai bambini un forte messaggio di vicinanza da parte degli adulti per infrangere il silenzio che spesso diventa l’ostacolo più difficile da superare per chi ha subito una violenza». Perciò il 5 maggio sarà l'occasione per «valutare i passi avanti nella lotta contro la pedofilia e garantire ai bambini italiani un futuro più sereno».

La lotta alla pedofilia non ha colore politico e questa battaglia bisogna combatterla tutti insieme, uniti. La Rete non può esimersi dall'affrontare medesimo discorso: vista più come community che non come strumento, spesso la Rete è stata tirata in ballo attribuendo al canale responsabilità non propriamente e non esclusivamente sue.

E sono in tanti su Facebook ad abbracciare la causa, attraverso l'evento organizzato sul social network in blu. La giornata nazionale contro la pedofilia ha l’ambizioso obiettivo di far arrivare ai bambini il messaggio di vicinanza da parte degli adulti: così come per gli adulti è difficile cogliere i segnali del disagio e della sofferenza dei più piccoli, spesso il silenzio diventa l’ostacolo più difficile da superare per chi ha subito una violenza. Per sconfiggere la piaga orribile della pedofilia l’approccio è quello della prevenzione attraverso atteggiamenti di apertura e dialogo tra bambini ed adulti, attraverso le parole, il gioco, il confronto e l’ascolto.