Mentre insegnanti e studenti si preparano a tornare a scuola, Facebook ha svelato una nuova iniziativa volta a servire (e migliorare) il settore dell'istruzione. A seguito degli ambiziosi piani per collegare il mondo attraverso Internet.org, il prossimo progetto del social network è quello di rinnovare l'esperienza scolastica tradizionale. Il team di ingegneri di Facebook ha rivelato la collaborazione con Summit Public Schools, una organizzazione non-profit con base nella Silicon Valley con le scuole K-12 che operano in California e nello stato di Washington.
Visualizzazione post con etichetta Scuole. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scuole. Mostra tutti i post
Facebook collabora con scuola pubblica attraverso programma pilota
Mentre insegnanti e studenti si preparano a tornare a scuola, Facebook ha svelato una nuova iniziativa volta a servire (e migliorare) il settore dell'istruzione. A seguito degli ambiziosi piani per collegare il mondo attraverso Internet.org, il prossimo progetto del social network è quello di rinnovare l'esperienza scolastica tradizionale. Il team di ingegneri di Facebook ha rivelato la collaborazione con Summit Public Schools, una organizzazione non-profit con base nella Silicon Valley con le scuole K-12 che operano in California e nello stato di Washington.
Etichette:
Casa Bianca,
Chris Cox,
Education,
Facebook account,
Facebook dipendenti,
Facebook Engineering,
Insegnanti,
Internet.org,
K-12,
Newsroom Facebook,
Privacy,
Scuole,
Silicon Valley,
Studenti,
Summit Public Schools
Usa: Corte Suprema, minacce di morte non sono reato su Facebook
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato la condanna di un uomo della Pennsylvania che aveva rivolto minacce di morte all'ex moglie e ai colleghi su Facebook. Secondo i supremi giudici americani, i procuratori non hanno infatti presentato sufficienti prove del fatto che con i post incriminati abbiano fatto sentire minacciata ragionevolmente una persona. E' stato così accolto il ricorso, presentato da Anthony Elonis, dopo essere stato condannato per aver postato testi di canzoni rap in cui minacciava di uccidere in modo orrendo l'ex moglie.
Etichette:
Condanne,
Corte Suprema,
Cronaca Estera,
Esteri,
Facebook,
Fbi,
Minacce,
Post,
Scuole
Facebook vietato per brutti voti: ragazzina si butta in dirupo, salvata
Andava male a scuola e i genitori le avevano limitato l'utilizzo di pc e Facebook. Per questo una ragazzina di 14 anni di origine romena non era tornata a casa da scuola e si era poi lanciata in un dirupo. È successo nel canavese. Portata all'ospedale di Ivrea se l'è cavata con una prognosi di 40 giorni.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, venerdì scorso la ragazza al termine delle lezioni non era tornata a casa. Gli amici e la convivente del padre l'avevano rintracciata intorno alle 18,30 nei pressi del Castello Medievale del paese ma lei, rimproverata per essersi allontanata, è saltata nel dirupo.
Subito è stata soccorsa dai sanitari del 118. Successivamente è emerso che la ragazza temeva nuovi rimproveri del padre che le aveva limitato l'uso del computer dopo che, convocato a scuola dagli insegnanti, aveva saputo delle numerose assenze e del cattivo rendimento scolastico della figlia.
Il mese scorso, per curare la dipendenza da Facebook della figlia quattordicenne, Paul Baier ha fatto firmare un vero e proprio contratto, che prevede la disattivazione del suo profilo. Se la ragazzina non userà il social network fino al 26 giugno, suo padre la ricompenserà con 200 dollari.
Via: La Stampa
Foto dal web
Foto dal web
Etichette:
118,
Arma dei Carabinieri,
Cronaca,
Facebook dipendenza,
Minori,
Scuole,
Studenti
Amicizia su Facebook tra professori e studenti, soltanto per far numero
L’amicizia con il prof sbarca su Facebook: una questione che più volte ha sollevato spinose polemiche. In molti si sono pronunciati sull’etica della questione e, spesso, si è arrivati alla decisione di vietare i rapporti tra insegnanti e alunni nel mondo virtuale con tanto di circolari. Ma i ragazzi rispondono con un sorriso: all’amicizia sui social network danno, infatti, scarso valore.
Molto spesso, però, ci si dimentica che le azioni fatte nel mondo virtuale hanno delle conseguenze, anche pesanti, su quello reale. Secondo quanto emerso da un sondaggio realizzato da Skuola.net, sebbene ci sia fra gli studenti un 40% che ha fra le sue amicizie virtuali sia insegnanti che genitori, c'è poi solo un 8% che ha fra gli amici di Facebook i suoi professori.
A chiarire maggiormente le idee sono stati gli stessi ragazzi che sulla pagina Facebook di Skuola.net hanno espresso il loro punto di vista sull’argomento: “Fra gli amici ho solo due ex prof. delle medie e non ci chatto mai”. Sono pochi i ragazzi che con i loro insegnanti hanno dei rapporti virtuali e, quando li hanno, si fermano alla scuola, come confessa un’altra utente.
Non sono pochi quei ragazzi che hanno anche confessato, liberamente, di non aver aggiunto i loro insegnanti fra gli amici di Facebook: “Perchè dovrei averli come amici? Per fare numero nella lista degli amici come fanno quasi tutti? Non mi va che leggano i fatti miei” racconta una studentessa, ma non è la sola.
Anche altri ragazzi affermano: “Non li aggiungo perché se leggessero le cose che pubblico mi boccerebbero a prescindere”. Questo conferma che, nel nostro Paese, i social network sono utilizzati principalmente per fini ricreativi. Coloro che ne fanno un uso costruttivo, con gruppi di classe e condivisione di file e informazioni, sono veramente dei casi piuttosto rari.
Fonte: Skuola.net
Via: Tg Com
Etichette:
Amici,
Facebook Fan Page,
Fan page,
Insegnanti,
Post,
Richieste amicizia,
Scuole,
Siti Web,
Studenti
Scuola, foto su Facebook: condivisibili solo con il consenso dei presenti
Pubblicare su Facebook le foto della gita scolastica, un must per la stragrande maggioranza degli adolescenti. Da oggi è tassativamente vietato, a patto di non avere l'autorizzazione esplicita da parte di tutte le persone riprese. Una rigorosa presa di posizione da parte del Garante della Privacy che non si limita alle gite, ma include anche tutte le attività connesse alla scuola, comprese le recite.
Se ne è discusso a lungo e alla fine si è arrivati ad una conclusione: troppe foto di minorenni in rete, molto spesso inconsapevoli o addirittura contrari. Ma a destare preoccupazione non sono solo le immagini statiche: sul web vengono diffusi sempre più frequentemente video girati in classe, che narrano le epiche bravate di adolescenti ribelli. La pronuncia del Garante è chiara e non lascia dubbi: illegali.
Al bando anche smartphone e tablet, utilizzabili solo per fini strettamente personali e attinenti allo studio. Ma in questo caso la normativa offre più libertà: sarà ogni Istituto a disciplinare in materia, scegliendo se vietarne totalmente l'utilizzo o adottare una linea di tolleranza. Previste sanzioni in denaro per chi trasgredisce e, attenzione, in alcuni casi si rischia penalmente.
Il presidente dell'Authority ha spiegato che "l'obiettivo non è di sanzionare o dare prescrizioni". Eppure la regola è chiara, così come per i cellulari: possono essere usati solo "per scopi strettamente personali", non per diffondere video o foto su internet "senza il consenso delle persone riprese". Diktat precisi anche su iPad e simili: si usino solo "per fini didattici" o per "consultare in classe libri elettronici e testi online".
Fonte: TG Com24
Via: Blitz Quotidiano
Etichette:
Cellulari,
Facebook foto,
Facebook Privacy,
Foto,
Garante privacy,
Minori,
Privacy,
Scuole,
Smartphone,
Social Network,
Studenti,
Tablet
Facebook lancia Groups for Schools, nuova funzione per file sharing
Facebook ha appena lanciato il suo strumento collaborativo per i campus chiamato "Groups for Schools" ("gruppi per le scuole"). La nuova funzionalità permette a college e università americani di creare gruppi per qualsiasi entità, dormitori, classi e organizzazioni studentesche rilevanti. Ogni studente registrato sul social network avrà a disposizione una mail con indirizzo .edu grazie al quale potrà accedere allo spazio e visionare il materiale condiviso dai suoi colleghi di istituto.
Si tratta d'un sistema di file-sharing molto simile a Dropbox ma limitato nell’utilizzo ai soli studenti iscritti nello stesso istituto. L'idea è di "rendere ancora più semplice condividere appunti delle lezioni, programmi sportivi, o compiti in classe", secondo l'annuncio di Facebook. TechCrunch è stato in grado di testare la funzionalità e le dimensioni del file, riferendo che questi ultimi sono limitati a 25 MB.
File .exe non possono essere caricati in modo da evitare la diffusione di programmi dannosi. Facebook si aspetta anche di monitorare le violazioni del copyright per evitare di diventarne la sorgente. Gli utenti potranno vedere le notifiche di file nel proprio newsfeed dove possono accedere direttamente ai downloads. Sarà possibile inoltre condividere documenti in modo molto simile a quello adottato da piattaforme che operano nel settore come Google Docs.
Attualmente, solo scuole e università americane selezionate hanno accesso a gruppi per le scuole. L'esclusività della scuola si riallaccia ai primi giorni di Facebook, così come la condivisione di file. Mark Zuckerberg ha lavorato su un progetto denominato Wirehog, consistente in una rete peer-to-peer di file-sharing, fin dall'inizio del 2006. Gli studenti che vogliono accedere a Groups for Schools per la loro università possono farlo collegandosi a questo link.
Etichette:
Campus,
Dropbox,
File sharing,
Funzionalità,
Funzionalità gruppi,
Google Docs,
Gruppi,
Gruppi per la scuola,
Mark Zuckerberg,
Scuole,
Università,
Wirehog
Niente amicizia su Facebook tra prof e studenti, infuria la polemica
Proibite le amicizie su Facebook tra professori e studenti, per "mantenere la distanza" tra i due ruoli. Protagonista della decisione, racconta il Messaggero Veneto, è il preside dell'Isis Malignani, Aldo Durì di Cervignano, in provincia di Udine. Oltre al fatto, sul web è montata la polemica anche per la durezza con cui il dirigente scolastico ha esposto le sue ragioni:
"Trovo insopportabile e vedere mescolate, nei profili di alcuni insegnanti sui social network, le amicizie più diverse. Tra i contatti convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola".
Inoltre, continua il preside sul Messaggero Veneto: "Il professore non è l'amico e non deve essere un confidente. Fare confusione in merito alla diversità dei ruoli è un elemento di assoluto disorientamento che può provocare uno scompenso psicologico ai ragazzi. Nel momento in cui un professore metta a rischio il prestigio dell'istituzione e la sua autorevolezza professionale creando rapporti ambigui, confusi e inopportuni con i ragazzi, ne risponderà personalmente".
Ma Durì si tradisce quando gli vengono chiesti quali siano questi "episodi disdicevoli", di cui sono stati protagonisti i social network che hanno scatenato una così drastica presa di posizione: "Una persona non può scendere dalla cattedra e dare giudizi inopportuni pubblicamente sul preside e sui colleghi. Sconsiglio nel modo più fermo l'apertura del proprio profilo ad amicizie eterogenee, che comprendano contatti privati con alunni. E' bene che tutti si adeguino a queste disposizioni prudenziali di comportamento nell'interesse della tutela di una corretta relazione docente-alunno che non può essere paritaria".
Mentre non è chiaro come questo preside possa attuare le sue minacce, la polemica impazza sul web, tra chi trova giusta la sua presa di posizione e chi invece sia convinto che i social network siano anche loro importanti canali educativi per facilitare il rapporto studente-professore, se usati correttamente. In Liguria è stata emanata la prima circolare scolastica che impone il divieto agli alunni e agli insegnanti di diventare amici sul social network.
Fonte: La Stampa
Studentesse picchiano coetanea 14enne e si vantano su Facebook
Il resoconto di una rissa tra ragazzine finisce su Facebook a suon di commenti e insulti. Poi qualcuno si rende conto che i messaggi potrebbero compromettere la situazione, così i post vengono cancellati. Troppo tardi, perché i carabinieri di Vobarno, paesino della Valsabbia (Brescia), avevano già ricevuto una denuncia per aggressione. Una ragazza di 14 anni è stata picchiata a sangue da 4 coetanee. La vittima ha riportato contusioni al costato, ecchimosi in diverse parti del corpo e la frattura di una mano. Le tre coetanee frequentano la scuola media “Migliavacca” di Vobarno, e qualche giorno fa avevano discusso animatamente.
Sembra che l'alterco sia stato provocato da un amore conteso. Dopo gli insulti, però, due delle tre studentesse avevano deciso di passare alle maniere forti, aggredendo fisicamente la compagna di classe. Subito dopo il pestaggio avvenuto nel pomeriggio, all'uscita dalla biblioteca della scuola, le ragazzine avevano pensato bene di descrivere le “gesta” sulle rispettive bacheche Facebook. Vari i commenti, tra cui “L'ho presa per i capelli e l'ho trascinata, nel frattempo mia sorella gli dava i calci, ke ridere”, a cui qualcuno aveva anche risposto, “Alla prossima falla peggio, uccidila”. Al “consiglio” della compagna di classe, la 14enne violenta aveva risposto sicura: “Certo nn ti preoccupare gli rompo l'altra mano a questa”.
Il consiglio di classe della scuola ha sospeso tutte le ragazze coinvolte, e i professori vagliano e ascoltano le versioni più disparate: secondo alcuni, la vittima del pestaggio avrebbe provocato l'ira delle quattro compagne di proposito. A soccorrere la malcapitata, il fidanzato della sorella, che ha sedato la rissa. Nonostante l'intervento, il referto medico ha confermato le numerose lesioni riportate. La mamma della ragazzina aggredita, intanto, ha spiegato al Giornale di Brescia che sua figlia non vuole più tornare in quell'istituto: “Ha deciso di riconsegnare il flauto baritono alla scuola e di non andarci più. Musica era l'unica materia in cui andava bene”.
Via: Fan Page
Foto: Goodwitchbadwitch
Etichette:
Aggressioni,
Bacheche,
Bullismo,
Bullismo Facebook,
Bullismo online,
Cronaca,
Minori,
Post,
Scuole,
Studenti
Usa, rubate foto Facebook di studenti e inserite in sito pornografico
Se pensate che le impostazioni di privacy del vostro bambino su Facebook in realtà non sono importanti - pensateci di nuovo. L'FBI sta indagando su un incidente in cui sono state prese le foto su Facebook di ragazze adolescenti e collocate su un sito pornografico. L'età delle vittime va dai 14 ai 17 anni.
La buona notizia è che le foto mostrano le ragazze completamente vestite e la cattiva notizia è che alcuni dei loro dati personali sono stati inseriti sul sito insieme alle foto. Gli studenti sono rimasti scioccati ed imbarazzati quando il decano della scuola ha riferito loro la notizia. Immaginate di vedere le foto di vostro figlio su un sito pornografico con il loro nome e accanto pubblicato il nome del liceo.
A peggiorare le cose, la pornografia infantile è stata scoperta anche sul sito web theMassachusettsbased. "Le impostazioni della privacy di questi giovani hanno permesso a qualcuno di prendere e raccogliere quelle foto", ha detto il direttore James Pervier alla Polizia. I ragazzi non hanno le loro impostazioni di privacy configurate correttamente, e il design di Facebook rende molto facile il download delle foto.
Tutto quello che occorre è fare clic su un'immagine, e si ha la possibilità di salvarla. Alcuni siti di foto condivise disabilitano l'opzione di salavataggio col tasto destro del mouse. Questo può essere un lieve deterrente per qualcuno, ma ci sono ancora nolti modi perchè le proprie immagini possano essere rubate.
Bisogna tener sempre a mente che qualsiasi cosa su Internet può ritorcersi contro una persona. Ricordate inoltre che le foto di copertina Timeline sono pubbliche, e questo non può essere modificato. Per il massimo della privacy, non caricate fotografie reali di se stessi o della vostra famiglia - usate clip art, la vostra scena preferita all'aperto o un'altra immagine di qualche tipo.
Via: Facecrooks
Etichette:
Esteri,
Facebook Privacy,
Fbi,
Minori,
News,
Pornografia,
Scuole,
Siti hot,
Studenti
Test sopravvivenza in un liceo, senza Facebook per sette giorni
"Mia mamma non ci credeva, invece ce l´ho fatta". Dopo sette giorni senza mandare sms e chattare in Facebook, Caterina esulta. E scatta l´orgoglio della seconda A del Righi. Si sentono quasi eroi, quelli che possono stare senza tv-computer-telefonino, i sopravvissuti, i protagonisti di un digiuno impossibile, almeno agli occhi degli adulti.
"Che soddisfazione", dicono ora alla professoressa di Lettere, Matilde Maresca. È lei che ha lanciato la sfida: l´astinenza dalle nuove tecnologie, quelle da cui si sentivano più dipendenti, per una settimana. Al rientro dalle vacanze di Natale faranno un giorno a settimana, a rotazione, di black out: chi spegnerà la tv, il pc o il cellulare, chi non giocherà alla 'play' per 24 ore.
Così sino alla fine dell´anno. È la rivincita della Net generation. Ma a mezzanotte e un minuto di domenica, quando la prova è terminata, che è successo? Diego risponde per tutti: "Dormivamo". Ma qualcuno rompe gli indugi. Lorenzo confessa: "Mi sono messo su un cd degli Iron Maiden, il metal a cui avevo rinunciato, è la mia debolezza. A volume basso, però".
Federico ha acceso il computer: "Non potevo rinunciare a sapere cosa era successo nella pagina di Lady Gaga". Difficile è stato organizzarsi per la serata o la partita a basket: chi ha rispolverato il telefono di casa, chi si è perso qualche amico all´appuntamento. "Almeno ci siamo confrontati tra persone reali", osserva Filippo.
Ci tengono a non sentirsi diversi. "Non siamo cambiati, mica siamo diventati hippies! Solo che ora sappiamo usare più responsabilmente il telefonino o il computer". Non rinunceranno a chattare o agli sms, certo che no. "Ma non era questo lo scopo", osserva l´insegnante. "L´idea era proporre un uso più consapevole delle tecnologie".
Tratto da: La Repubblica (Bologna)
Articolo di Ilaria Venturi
Etichette:
Facebook dipendenza,
Generazione Y,
Psicologia,
Scuole,
Studenti
Facebook vietato tra prof e alunni, psicoterapeuta: non condizionante
Vietate le amicizie su Facebook tra alunni e docenti della scuola media De Andrè di Albisola superiore, in provincia di Savona. La circolare emanata dal preside della scuola è chiara: nessuna amicizia informatica tra educatori ed educandi. La decisione è giunta dopo gli insulti di uno studente sulla bacheca di Facebook di una docente. Il provvedimento è il primo in Italia ed ha aperto una discussione. C’è chi sostiene che l’amicizia sui social network annienti l’autorità dei professori, mentre c’è chi la incoraggia come il preside di un liceo di Torino, che tra gli amici di Facebook conta 899 dei suoi studenti.
"Lo strumento della comunicazione (lettera scritta con inchiostro, messaggi cellulari, dialoghi post-lezione) non condiziona il rapporto". Lo dichiara all'Adnkronos lo psicoterapeuta Francisco Mele commentando il divieto per alunni e professori della scuola media di Albisola superiore, in Liguria, di stringere amicizia virtuale su Facebook. "Se Facebook viene usato come una qualunque altra forma di trasmissione da un soggetto all'altro - continua - come deve essere, non è il suo linguaggio web a definire il rapporto fra professore e studente."
"Anzi, tale rapporto può acquisire un livello di maggior positività pedagogica, se il professore mantiene la sua posizione di maestro, insegnante, persona di maggiore maturità a cui il giovane si indirizza per averne risposte". "Se invece il professore - conclude - illudendosi di una nuova giovinezza, diventa l'amico e il pari del ragazzo o se il ragazzo si illude di una maggiore confidenza rispetto al maestro, allora viene meno quel tipo di rapporto che deve sussistere fra le due parti". Il caso non è nuovo negli Stati Uniti, dove questa estate lo stato del Missouri ha approvato un simile provvedimento, seguito da ricorsi e proteste.
Fonte: Adnkronos
Via: Blitz Quotidiano
Etichette:
Amici,
Bacheche,
Insegnanti,
Psicologia,
Psicoterapeuti,
Scuole
Travolto da un treno, rivive con i post degli amici su Facebook
Matteo se ne è andato il 20 marzo scorso, a 17 anni, travolto da un treno vicino Pontedera (Pisa), la città dove abitava. Il giovane si gettò all'improvviso davanti a un treno in arrivo, senza alcun motivo apparente. Sono passati otto mesi, ma da allora i suoi amici continuano a 'parlargli' su Facebook. Matteo amava molto stare in compagnia ma anche la privacy e la sua pagina Facebook è accessibile solo agli amici che continuano a frequentarla. Gli amici del ragazzo continuano a lasciargli messaggi, a fargli domande, raccontargli i piccoli segreti della vita quotidiana. La storia, raccontata dal Tirreno, sta facendo il giro del Web. Matteo era gioviale e allegro. Amava e praticava pugilato. Era rappresentante di classe, ed era sempre disposto a regalare un sorriso, così come a dare una mano a chi si trovava in difficoltà. A Matteo sono state dedicate altre pagine virtuali e forum con contatti da record. C'è chi gli scrive ''ci rivedremo dall'altra parte della strada'', chi lo ringrazia dicendogli ''hai donato a tutti noi momenti magnifici e ci hai insegnato a essere migliori''. Ma anche chi gli racconta i propri tormenti e le proprie gioie, o gli parla dell'ultimo videogioco uscito sul mercato. Ieri l'Itis Marconi di Pontedera, la scuola che frequentava, gli ha intitolato un'aula multimediale. Le postazioni multimediali sono state donate alla scuola dai genitori del ragazzo: Matteo era un appassionato di informatica. Sotto i computer una targa voluta dai compagni di scuola: ''A pugni chiusi e con il tuo sorriso rimarrai sempre con noi''. Ed è come se Matteo continuasse a vivere, nonostante quel gesto disperato. E inaspettato. ''La vita finisce. L'amicizia no".
Via: Adnkronos
Etichette:
Amici,
Bacheche,
Cronaca,
Facebook messaggi,
Facebook Privacy,
Post,
Profili,
Scuole,
Suicidi,
Web
Cinquemila iscritti alla pagina di Stefania Bivone su Facebook
Più di cinquemila iscritti alla pagina Facebook di Stefania Bivone, la nuova Miss Italia, l'unica calabrese in gara. E il suo trionfo è anche la vittoria della comunità di internauti che si è stretta attorno alla sua reginetta di bellezza. Noemi ha quasi le lacrime agli occhi, ancora non ci crede che la sua migliore amica, la compagna di banco, adesso è la ragazza più bella d'Italia.
Stefania Bivone, 18 anni, Miss Italia 2011, calabrese di Sinopoli, è stata premiata dai giurati in studio e dal televoto del pubblico da casa. La sua incoronazione a reginetta della bellezza italiana è stata accolta con grande soddisfazione da tutta la calabria e soprattutto dagli studenti della quinta A del liceo scientifico "Nicola Pizi" di Palmi, compagni di classe della neo miss Italia. Felice è anche il preside dell'istituto, Maria Corica tra i più entusiasti sostenitori di Stefania Bivone.
I compagni di classe e gli insegnanti sperano di riabbracciare Stefania al più presto, felici per la nuova vita che aspetta la loro compagna e che magari, le consentirà di coronare il suo sogno di diventare una cantante di successo. A casa si Stefania Bivone, la nonna Rosa e lo zio Andrea sono al settimo cielo per l'elezione a Miss Italia 2011 della nipotina, fino a pochi giorni prima la "piccola" di casa, ora la regina della bellezza italiana. Mamma e papà, emozionatissimi, erano con lei a Montecatini.
"Le avevo detto di andare tranquilla che sarebbe ritornata con il titolo di Miss Italia" racconta la nonna della neo reginetta. Alla neo miss Italia sono arrivati anche gli auguri del governatore della Calabria. "E' la tipica bellezza mediterranea ma anche una ragazza semplice - ha detto Giuseppe Scopelliti - le auguro di potersi affermare nel campo dello spettacolo".
Via: Tmnews
Etichette:
Concorsi di bellezza,
Fan page,
Miss Italia,
Scuole
Bufala per evitare esami riparazione, aiutata dagli amici Facebook
Si è presentata con la mamma davanti alla preside del Liceo linguistico Fusinato di Padova la quindicenne romena che, per dribblare l'esame di riparazione, ha finto di essere rimasta ferita in un incidente stradale a Sharm el Sheikh, in cui sarebbe morto (cosa rivelatasi assolutamente inventata) un presunto fratello diciottenne.
La responsabile dell'istituto Antonella Visentin - che aveva ricevuto nei giorni scorsi la telefonata di una persona, che, spacciandosi per la madre, aveva raccontato dell'incidente per giustificare l'assenza alle tre prove di riparazione - è riuscita a mettersi in contatto con i genitori della ragazzina, rientrati dalla Romania dopo una vacanza, e li ha convocati nel proprio ufficio.
Il complicato castello di bugie costruito dalla giovane è caduto in pochi secondi: la madre era all'oscuro del fatto che la quindicenne fosse stata rimandata in tre materie e che proprio Venerdì avrebbe dovuto affrontare la prima prova. «La studentessa è stata per un'ora muta davanti a me - racconta la prof. Visentin - mentre riferivo alla madre, sempre più costernata, l'accaduto. Solo dopo ha cominciato a dire qualcosa, fino a quasi ammettere di essere lei l'autrice della telefonata incriminata che denunciava l'incidente».
La parziale ammissione delle colpe non salverà, comunque, Luisa Maria dalla bocciatura e dagli accertamenti che saranno compiuti dai Carabinieri per verificare se nell'intera vicenda si configurino reati di natura penale. «Resta il fatto - commenta la preside - che per un anno la giovane ha continuato a raccontare una sequenza infinita di bugie, a partire dal suo rendimento scolastico». Invenzioni a cui potrebbero essersi prestati, secondo gli insegnanti, anche alcuni degli oltre 2000 amici che la ragazzina aveva in Facebook.
Foto dal Web
Usa: studenti e insegnanti non possono far amicizia su Facebook
Studenti e insegnanti nel Missouri non possono dialogare né via sms né via social network, e chi lo farà verrà punito dalla legge. Dietro la decisione dello stato americano si nasconde il timore di violenze sessuali nei confronti di minori e un tentativo di proteggere dal pericolo i più giovani. Qualche anno fa un giovane studente fu molestato ripetutamente da parte di un insegnante fuori dalla scuola. Uno studente non potrà essere "amico" del suo professore in un social network, come invece avviene normalmente in tutto il mondo. Mentre resta aperta la possibilità di diventare "fan" della pagina pubblica di un professore su Facebook.
"L'unica cosa che stiamo vietando è la comunicazione nascosta tra docenti ed ex studenti, per lo più minorenni, che non si sono laureati", ha detto il senatore dello Stato Jane Cunningham, sponsor principale della legge. Ma l’associazione degli educatori del Missouri dichiara guerra alla nuova legge, in vigore dal prossimo 28 agosto, e accusa lo stato di non rispettare il primo emendamento della Costituzione americana: quello che garantisce a ogni cittadino il diritto di parola, associazione e religione.
La legge viene anche chiamata Amy Hestir Student Protection Act, in riferimento al caso di cronaca legato alla donna - Amy Hestir - che qualche anno fa venne ripetutamente molestata da un giovane insegnante della scuola superiore che frequentava, fuori e dentro l’istituto, via sms e di persona. In quel caso, l’insegnante vantava un curriculum insospettabile, con diversi impieghi nello stato e pure una nomina a "insegnante dell’anno". Gli insegnanti del Missouri, attraverso la loro associazione di categoria, la Missouri State Teachers Association, hanno portato in tribunale lo stato e chiesto che la nuova legge venga dichiarata incostituzionale almeno nella parte relativa a Facebook.
Via: Corriere della Sera
Foto dal Web
Etichette:
Cronaca Estera,
Fan page,
Insegnanti,
Leggi,
Minori,
Richieste amicizia,
Scuole,
Studenti
Offende gli alunni in chat Facebook, maestra denunciata
Alcuni alunni di prima elementare sarebbero stati offesi con parole molto pesanti tramite la chat di Facebook dalla loro maestra. La chat tra le maestre è stata scoperta dai genitori di alcuni alunni che frequentano la scuola in centro città a Livorno. Papà e mamma di un bambino con problemi comportamentali si sono rivolti ad un avvocato per presentare una querela.
Tra i comportamenti contestati all'insegnante ci sarebbe anche un percorso di esclusione di un bambino autistico. Le parole al centro della vicenda sarebbero state scritte a gennaio scorso dalla maestra sul social network durante alcune conversazioni con alcune colleghe.
I bambini sarebbero stati definiti con parole come "parac..., rompic...", mentre la maestra avrebbe anche sollecitato una collega a cambiare di posto un bambino autistico per ridimensionare alcune tensioni con la famiglia del ragazzino. I genitori di quest'ultimo si sono rivolti a uno studio legale che ha presentato querela alla Procura ipotizzando i reati di ingiurie e tentativo di maltrattamenti psicologici.
"L’episodio riportato dalla stampa locale è a dir poco sconcertante, ci lascia basiti. [...] Chiediamo che su episodi come quello verificatosi alla scuola De Amicis si faccia la massima chiarezza, aumentando i controlli da parte del Dirigente Scolastico Regionale". Questo il commento preoccupato dei consiglieri regionali del Pdl Marco Taradash e Tommaso Villa alla notizia delle offese subite da alcuni alunni su Facebook, per mano di maestre della scuola elementare di Livorno.
Fonte: ANSA
Via: Nove
Foto dal Web
Compito di matematica su Facebook, smascherata studentessa
Non sa come risolvere il compito in classe di matematica, allora lo fotografa con il telefonino e lo pubblica in Facebook, nella speranza che qualcuno le posti la soluzione. E' accaduto ieri mattina alle 11, nel Liceo linguistico paritario Galilei di Treviso, protagonista una studentessa del secondo anno: "circa un'ora fa tramite iPhone xy Aiutatemiiii". Peccato che a notare la richiesta di aiuto sia stato un anonimo che ha pensato bene di girare l'invocazione sia ai dirigenti scolastici che ai giornali locali. Dopo la soffiata la prova è stata immediatamente annullata. Sui provvedimenti a carico della studentessa la scuola ha opposto un fantomatico "diritto alla privacy". Ma di certo i suoi compagni di classe non saranno stati felici di vedersi annullare un compito che, tra l'altro, in molti avevano ampiamente terminato, considerata la non eccessiva difficoltà di risoluzione. Bramanti e Travaglini hanno un’idea ben precisa dei motivi per cui molte persone incontrano difficoltà nello studio della matematica; difficoltà riconducibile a due carenze. Una riguarda i prerequisiti: essendo lo studio della matematica organizzato in un percorso logico molto sequenziale, ogni eventuale periodo di difficoltà comporta una debolezza nell’affronto delle fasi successive, che non sempre viene risolta. L’altra carenza è dovuta al particolare metodo di studio che la matematica richiede di sviluppare: bisogna comprendere la necessità di un linguaggio preciso e saperlo utilizzare quando necessario, familiarizzarsi con gli strumenti logici e il simbolismo matematico, comprendere le giustificazioni dei risultati verificandone i passaggi e riutilizzandole in situazioni analoghe. In sintesi: fare propria una certa forma mentale che privilegi sistematicamente il ragionamento rispetto alla memorizzazione e all'applicazione di schemi meccanici.
Pestaggio organizzato su Facebook, studenti denunciati
Otto bulli tra i 14 ed i 16 anni, sono accusati di avere perseguitato, anche su Facebook, minacciato e pestato un compagno di classe. A denunciare i fatti sono stati i genitori della vittima, un ragazzo di 13 anni che frequenta il primo anno presso un istituto tecnico di Palermo. In un primo momento il ragazzo era stato vittima di "attenzioni" da parte degli otto coetanei, tutti compagni di classe, con sfottò e piccole schermaglie. Poi il 13enne è finito vittima di veri e propri atti di bullismo con atteggiamenti particolarmente aggressivi: dall'offesa verbale alla violenza fisica. Negli ultimi tempi il ragazzo si rifiutava di andare a scuola. Gli uomini dell'Arma hanno accertato il branco agiva non solo nell'orario scolastico, ma anche all'esterno, su Facebook: cosi' sulle 'bacheche' online venivano pubblicate offese del tipo "cosa inutile, tu non conti niente, tu non puoi parlare, non ci accorgiamo nemmeno delle tua presenza". Non contenti, erano presto passati alla violenza fisica, sfociata in una gravissima aggressione la mattina del 22 gennaio scorso. Le indagini, scattate all'indoman dell'aggressione, hanno permesso di scoprire che i ragazzi avevano organizzato via web l'aggressione, in una pagina di facebook: "picciotti domani secondo mega cappottone", "domani alla seconda ora". Qualche minuto prima dell'aggressione un sms avvertiva del via all'aggressione. I persecutori sono stati deferiti in stato di liberta' con l'accusa di lesioni personali e atti persecutori aggravati; sono stati sospesi per 20 giorni, uno di loro ha cambiato istituto, mentre un altro si e' ritirato.
Etichette:
Arma dei Carabinieri,
Bacheche,
Bullismo,
Bullismo Facebook,
Denunce,
Gruppi,
Scuole
Facebook contro il reality Mediaset sui precari della scuola
Sono oltre tredicimila gli invitati all'evento della pagina salernitana di Facebook contro il reality Mediaset sui precari della scuola. Il comitato precari salernitani è già sul piede di guerra contro quello che potrebbe diventare una vera e propria gogna mediatica per tutti i docenti rimasti senza cattedra in seguito alla riforma del ministro Gelmini. L'evento del social network chiamato: "No al ridicolo programma sui precari della scuola Mediaset" ha già radunato circa tredicimila persone, di cui duemila hanno già aderito ad un presidio di protesta che dovrebbe avere luogo in molte città italiane il prossimo 30 giugno. Ma a tenere banco è la notizia che un laureato venticinquenne salernitano è stato contattato dal casting Mediaset. Al momento sono già stati diversi precari della scuola, tutti nella fascia d’età tra i venticinque ed i quarant’anni, anche sposati e con figli. "Il casting lo stanno facendo solo a Milano" - confermano dal comitato precari di Salerno - "ed abbiamo immaginato di presidiare in segno di protesta la sede Mediaset. Comunque sia c’è una mobilitazione generale di protesta contro questo ennesimo schiaffo in faccia alla nostra dignità". La trasmissione, in programma per il prossimo mese di ottobre, dovrebbe vedere da un lato i tanti eliminati dalle edizioni del Grande Fratello nella veste di alunni ripetenti, ed precari nel classico ruolo di insegnanti, nel tentativo di trasmettere cultura ai discussi personaggi del Grande Fratello.
Etichette:
Facebook Eventi,
Lavoro,
Programmi Tv,
Scuole
Usa: maestra critica i suoi alunni su Facebook, sospesa
![]() |
| www.google.com |
Una maestra elementare di una scuola di Paterson, in New Jersey, è stata sospesa dal suo preside per aver criticato i suoi alunni su Facebook. La donna, di cui ancora non si conosce il nome, tempo fa ha comunicato sul social network di "sentirsi un guardiano che passa tutto il giorno a badare a futuri criminali". La frase, che era destinata ai suoi amici di Facebook, in qualche modo, è stata letta dai genitori dei suoi allievi che, imbufaliti, hanno reagito immediatamente chiedendone il licenziamento. Ora l'intera vicenda è passata nelle mani del giudice. Terry Corallo, la portavoce del distretto scolastico, ha confermato che in attesa che il Tribunale dica la sua, la docente è stata sospesa dall'incarico. Nancy Oxfeld, la legale della maestra, ha criticato duramente la scelta di sospenderla dal lavoro: "La mia assistita ha espresso i suoi giudizi durante il suo tempo libero, esclusivamente ai suoi amici. Se i genitori sono tanto preoccupati dei loro bimbi - sostiene l'avvocato - allora pensassero di più a come si comportano in classe, non a cosa dice la maestra nella sua vita privata". Irene Sterling, la presidente di un gruppo di volontari che appoggiano le scuole locali, si schiera a favore dei genitori: "E' orribile che una maestra pensi e scriva queste cose sui suoi alunni. E poi tutti sanno che le cose scritte su Facebook alla fine finiscono per essere di dominio pubblico, conosciute da tutti, non solo dai genitori. E pensiamo a cosa sarebbe potuto succedere se gli stessi studenti avessero scoperto da soli cosa la loro maestra pensa di loro. Sarebbe stato un trauma molto negativo".
Iscriviti a:
Post (Atom)

















