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Usa: mette su Facebook foto con figlia, poi la uccide e tenta suicidio


Un giovane padre posta la foto della figlia di 19 mesi su Facebook e la uccide con una pistola che poi punta su di sè. Per la piccola non c'è stato nulla da fare, mentre Merrick McKoy è ricoverato in ospedale. E' successo nella mattinata di lunedì a Westmister in Colorado e il motivo della azione estrema dell'uomo è una lite furibonda con la mamma della bimba, Kim Phanthavongsa. 

Sul profilo del social network, il 22enne aveva pubblicato: "Ti avevo detto che non avrei potuto vivere senza di te, forse pensavi stessi giocando, adesso io e mia figlia ci togliamo di mezzo". Poi il suo ultimo post: "Non giudicatemi non avevo scelta". Sotto choc Kim, 21 anni, che ha raccontato alla polizia di essersi svegliata con la pistola puntata e poi di essere riuscita ad andare dai vicini per chiamare il 911.


McKoy è sopravvissuto alla ferita d'arma da fuoco ed è stato ricoverato in ospedale in Colorado. La giovane ha spiegato che Merrick era un ragazzo molto geloso e possessivo. McKoy era stato anche oggetto di un ordine restrittivo dopo un incidente di violenza domestica nei confronti di Kim. Era stato accusato di aggressione, furto con scasso, violazione di domicilio e molestie.

La polizia ha detto che su McKoy era stato emesso un ordine restrittivo della libertà personale che gli vietava di essere in quel appartamento. McKoy era stato arrestato dalla polizia di Westminster il 27 settembre ed un giudice della contea di Adams aveva emesso l'ordine tre giorni dopo, il 30 settembre, lo stesso giorno che McKoy è stato rilasciato dal carcere dopo l'invio di 20.000 dollari di cauzione.


Fonte: AGI
Via: WCPO
Foto: Facebook

Pestato in discoteca riconosce i suoi aggressori da foto su Facebook


Pestato a sangue per aver invitato una ragazza a ballare, riconosce uno dei suoi aggressori su Facebook e lo fa condannare. Protagonisti della vicenda sono un giovane di 33 anni di Zumaglia e i due imputati: Fabrizio Nieddu, 33 anni, e Marco Benedetti, 24, entrambi di Biella, accusati di lesioni.

Al primo, recidivo, il giudice Pietro Brovarone ha inflitto due anni di reclusione, e al secondo un anno, con la sospensione condizionale della pena. L'episodio era avvenuto la notte del 31 agosto 2009, in un locale pubblico del quartiere Riva. La vittima vede una ragazza e la invita a ballare, senza sapere che su di lei hanno già messo gli occhi altri due giovani.

Questi ultimi, passati pochi istanti, lo aggrediscono a calci e pugni, facendosi buttare tutti e tre fuori dal locale. Il ragazzo preso di mira scappa e cerca rifugio in un vicino distributore, dove viene raggiunto da Fabrizio Nieddu e Marco Benedetti, a cui si sono aggiunti altri soggetti, mai identificati. Qui l'aggressione continua fino all'arrivo di alcuni passanti.

La prognosi sarà di 40 giorni, per lesioni e fratture. Il giovane riuscirà a identificare uno degli aggressori in Questura. Poi, cercando su Facebook, riesce a rintracciare anche l'altro fra gli amici "virtuali" del ragazzo che l'aveva picchiato. Grazie anche agli indizi raccolti dalla polizia, i due sono stati indagati e poi processati.



Fonte: La Stampa
Foto dal web

Palermo, rimuove l'amica da Facebook e si scatena rissa in strada


Nell'era dei social network capita anche che qualcuno tolga l'amicizia virtuale ad un conoscente e l'ex "amico", per vendetta, inneschi una mega rissa per strada. E' accaduto a Palermo, nel popolare quartiere di Borgo Nuovo, dove una signora ha eliminato dalla sua lista di contatti Facebook una conoscente e questa, dopo averle chiesto conto e ragione della cancellazione, ha deciso di passare alle vie di fatto con botte e spintoni, non sopportando lo "sgarro" subito.

Studentesse picchiano coetanea 14enne e si vantano su Facebook


Il resoconto di una rissa tra ragazzine finisce su Facebook a suon di commenti e insulti. Poi qualcuno si rende conto che i messaggi potrebbero compromettere la situazione, così i post vengono cancellati. Troppo tardi, perché i carabinieri di Vobarno, paesino della Valsabbia (Brescia), avevano già ricevuto una denuncia per aggressione. Una ragazza di 14 anni è stata picchiata a sangue da 4 coetanee. La vittima ha riportato contusioni al costato, ecchimosi in diverse parti del corpo e la frattura di una mano. Le tre coetanee frequentano la scuola media “Migliavacca” di Vobarno, e qualche giorno fa avevano discusso animatamente.

Sembra che l'alterco sia stato provocato da un amore conteso. Dopo gli insulti, però, due delle tre studentesse avevano deciso di passare alle maniere forti, aggredendo fisicamente la compagna di classe. Subito dopo il pestaggio avvenuto nel pomeriggio, all'uscita dalla biblioteca della scuola, le ragazzine avevano pensato bene di descrivere le “gesta” sulle rispettive bacheche Facebook. Vari i commenti, tra cui “L'ho presa per i capelli e l'ho trascinata, nel frattempo mia sorella gli dava i calci, ke ridere”, a cui qualcuno aveva anche risposto, “Alla prossima falla peggio, uccidila”. Al “consiglio” della compagna di classe, la 14enne violenta aveva risposto sicura: “Certo nn ti preoccupare gli rompo l'altra mano a questa”.

Il consiglio di classe della scuola ha sospeso tutte le ragazze coinvolte, e i professori vagliano e ascoltano le versioni più disparate: secondo alcuni, la vittima del pestaggio avrebbe provocato l'ira delle quattro compagne di proposito. A soccorrere la malcapitata, il fidanzato della sorella, che ha sedato la rissa. Nonostante l'intervento, il referto medico ha confermato le numerose lesioni riportate. La mamma della ragazzina aggredita, intanto, ha spiegato al Giornale di Brescia che sua figlia non vuole più tornare in quell'istituto: “Ha deciso di riconsegnare il flauto baritono alla scuola e di non andarci più. Musica era l'unica materia in cui andava bene”.

Via: Fan Page
Foto: Goodwitchbadwitch

Accoltellò ragazzo davanti a discoteca, preso grazie a Facebook


Tentato omicidio è l'accusa per un egiziano che la notte di Halloween accoltellò un suo coetaneo albanese mentre erano in fila davanti alla discoteca Yab di Firenze. Il ragazzo è stato arrestato anche grazie a Facebook. Sul suo profilo la Polizia ha trovato elementi che poi hanno contribuito all'arresto. Tra accoltellatore e vittima già in passato c'erano state altre liti. Il 22enne aveva amici in comune su Facebook con la sua vittima. 

Secondo quanto emerso, gli agenti della squadra mobile hanno condotto le indagini avvalendosi dei racconti di alcuni testimoni, e delle informazioni fornite dallo stesso albanese, che a seguito dell'aggressione riportò 40 giorni di prognosi per una perforazione del polmone. L'assalitore, che aveva contatti Facebook con alcuni amici della vittima, è stato identificato anche grazie alle verifiche effettuate sul suo profilo. 

In base a quanto ricostruito, in passato il ventenne albanese aveva avuto più volte a che fare con il suo aggressore, avendolo incontrato varie volte nel centro cittadino e in vari locali: pochi giorni prima del ferimento i due avevano avuto una lite dopo essersi incontrati causalmente alla stazione di Santa Maria Novella. Inoltre, sempre in base a quanto appreso, l'egiziano aveva già tentato di accoltellarlo la scorsa estate, durante un litigio all'interno di una discoteca fiorentina. 

Alcuni giorni dopo il tentato omicidio l'uomo sarebbe stato sentito da alcuni testimoni mentre ammetteva di aver colpito l'albanese con il coltello perchè si era comportato male con lui, commentando la sua azione con la frase "se l'è meritata". Dopo aver formato un fascicolo fotografico con immagini prese dal social network l'aggressore è stato riconosciuto dalla vittima e arrestato.

Via: Corriere Fiorentino

Picchiavano titolari bar e mettevano foto su Facebook, arrestati


La polizia e i carabinieri hanno eseguito a Messina 8 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti giovani accusati di lesioni, estorsione, minacce e danneggiamenti. Quattro di loro si trovano in carcere, altri tre ai domiciliari; uno ha l'obbligo di dimora. Minacciavano i titolari dei pub e consumavano senza pagare. E se qualche commerciante si ribellava veniva picchiato. 

Le foto delle serate trascorse così erano poi pubblicate su Facebook. Ed è anche attraverso le immagini sul social network che gli investigatori hanno rintracciato ed arrestato i giovani accusati di lesioni, estorsione, minacce e danneggiamenti. La banda di giovani aveva creato inoltre un clima di terrore, spaventando tutte le persone che entravano nel bar e intimando ai titolari di pagare il pizzo. 

Polizia e carabinieri sono riusciti a risalire anche grazie a Facebook ai componenti della banda e li hanno bloccati. Gli indagati sono A. M., 19 anni, L. C., 23 anni, P. R., 20 anni e un minore di 16 anni che si trovano ora in carcere, mentre ai domiciliari sono finiti invece G. C., 23 anni, F. A., 31 anni e un diciassettenne. 

Infine L. O. è stato raggiunto da una misura di obbligo di dimora. I giovani avrebbero anche aggredito senza una particolare motivazione un extracomunitario che vendeva delle rose e in un altro caso hanno anche palpeggiato una giovane. Gli arrestati non fanno parte di nessun clan cittadino. Per il Questore di Messina Carmelo Gugliotta: ''E' stata un'operazione importante per la città perchè è stata sgominata una banda che seminava panico. Invitiamo tutti a denunciare questi episodi per non garantire l'impunità a questi malviventi''.

Via: ANSA

Litiga su Facebook e viene aggredita dai parenti, denunciati


Una lite "virtuale" iniziata davanti al PC è degenerata a sorpresa della vittima in "vere" botte. E' successo a Roma, nel quartiere Monteverde, dove zio e cugino sono stati denunciati per avere aggredito la nipote 17enne. Tutto e' nato su Facebook quando la ragazza ha agganciato un vivace scambio di battute con il marito della sorella di suo padre: oggetto della discussione, il rammarico della giovane per essere stata avvertita in ritardo della morte del nonno.

Esulta su Facebook dopo accoltellamento, tre fermi a Milano


Ha esultato su Facebook per l'accoltellamento di un coetaneo di una gang rivale, e cosi' e' stato scoperto e bloccato dalla polizia. In stato di fermo sono finiti in tre, due minorenni e un maggiorenne, tutti ecuadoriani, con l'accusa di tentato omicidio. Il primo ottobre scorso, a Milano, avevano aggredito un peruviano di 16 anni colpendolo con cinque coltellate e una bottigliata alla testa, perche' colpevole di far parte di una banda avversaria, militanti dei famigerati Latin King-Chicago. Le indagini sono partite da una denuncia dei genitori del peruviano, che avevano saputo che uno dei feritori del figlio, su Facebook, inveiva contro la banda di cui faceva parte il ragazzo ed esultava per il suo ferimento.  I Latin King sono giovani di origini latinoamericane, prevalentemente ecuadoregni, che si raggruppano in piccole o grandi baby gang. Esistono in buona parte d’Europa, in tutti gli Stati Uniti e ovviamente nei paesi di origine. La città in ogni caso dovrebbe cominciare a domandarsi come mai dinamiche di gang arrivano e prolificano anche nel nostro Paese. Questo problema potrebbe infatti essere facilmente legato alla difficoltà di integrazione, al razzismo o alla diffidenza in generale dello "straniero", specialmente in zone periferiche già di per sè problematiche. Il fatto di entrare a far parte in una gang è legato al desiderio di appartenenza a un gruppo e specialmente a un determinato gruppo etnico. Ma dall'altra parte le logiche della vita di gang trascinano con sè anche la delinquenza, le "prove" di iniziazione e le lotte per il controllo del territorio, che spesso sfociano in violenti episodi di cronaca come questo.

Fonti: ANSA, Blogosfere
Foto dal Web

Presa a pugni in faccia perché lesbica, denuncia su Facebook


Infastidito dalle effusioni di alcune ragazze gay sedute al tavolo vicino, si è alzato e, dopo un vivace battibecco, ha sferrato un pugno al volto di una di loro. Riuscendo poi a defilarsi prima dell’arrivo della polizia che conferma l’episodio, senza tuttavia poter precisare le cause. Il caso è stato denunciato su Facebook, da una grafica milanese, Patrizia Lai: "L’altra sera poco dopo le 22 in via Raffello Sanzio una lesbica a cena con le amiche e la fidanzata è stata pestata a sangue da una bestia d’uomo che poi è scappato e questo solo perché non gradiva vederle teneramente insieme. È stata pestata perché mentre faceva una foto con la fidanzata al tavolo accanto, questo tizio, che per tutta la sera le importunava con occhiate e battute chiaramente omofobe, l’ha appellata molto poco carinamente e lei ha risposto". "Dopo il violentissimo e fulmineo pestaggio con una raffica di pugni al volto - ha ancora denunciato Patrizia, lesbica anche lei - questo omone palestrato sui 90/100 chili, 35 annidi età, pelato e tatuato, ha continuato ad aggredirla verbalmente per almeno altri cinque minuti, tanto che io e le mie amiche che eravamo nel ristorante accanto ci siamo avvicinate. Lui gridava e voleva ancora picchiarla e la minacciava, io mi sono messa in mezzo e con un altro signore siamo riusciti a separarli definitivamente. Lei era ricoperta di sangue, lui intanto, mentre chiamavano la polizia, è scappato verso la metropolitana. Due amiche lo hanno inseguito ma lui avrebbe cercato di picchiarle". L’episodio è stato confermato dalla Questura, che non ha però potuto puntualizzare l’origine omofoba dell’aggressione, puntualizzando come la vittima sia stata trasportata in codice verde all’ospedale San Carlo.

Fonte: Il Giornale
Foto dal Web

Ragazzini si vantavano delle rapine su Facebook, incastrati


I carabinieri della stazione Gratosoglio, estrema periferia sud del capoluogo lombardo, hanno eseguito mercoledì due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due italiani incensurati di 15 e 16 anni, autori di almeno quattro rapine consumate tra le strade del proprio quartiere nel gennaio e febbraio scorso. Un 13enne, che agiva insieme ai due destinatari delle ordinanze, è stato segnalato al Tribunale dei Minori. I militari hanno anche denunciato a piede libero altri 15 giovani incensurati italiani tra i 15 e i 16 anni, tra cui 5 ragazzine, responsabili in un totale di 40 episodi di bullismo, per i reati di lesioni personali, violenza privata e rapina. I carabinieri hanno precisato che i ragazzi coinvolti da queste bravate sarebbero almeno una cinquantina, tra cui anche svariate ragazze. E' stato proprio uno dei ragazzi rapinati a dare il via alle indagini: è stato lui a fare ricerche su Facebook fino a quando ha trovato il profilo di uno dei «bulli» che lo avevano aggredito un mese prima, soprannominato «Diabolik». È così emerso uno scenario inquietante: decine di ragazzi tra i 13 e i 17 anni che si vantavano delle rapine postando messaggi sul social network, che inneggiavano a boss come Totò Riina e «Il Barone» di Cosa Nostra Salvatore Lo Piccolo, che frequentavano molto poco gli istituti scolastici in cui erano iscritti e che davano vita a continui episodi di bullismo e violenza privata. I messaggi su Facebook non lasciavano dubbi: «Oggi lo abbiamo pestato di brutto», «Siamo i numeri uno», «Distruggiamo tutto», scrivevano i «bulli». I ragazzini lanciavano anche insulti alle forze dell’ordine («Sbirri maledetti, se vi acchiappo vi distruggo»). Il gruppo di 5 ragazze era solito prendersela con le coetanee, che venivano picchiate e in alcuni casi rapinate.

Fonte: Corriere della Sera

Aggredisce coetanea conosciuta su Facebook, denunciata


Una minorenne di 15 anni e' stata denunciata dalla polizia municipale di Perugia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni per aver aggredito una coetanea conosciuta su Facebook e con la quale si era data appuntamento nel centro storico del capoluogo umbro, dopo una chiaccherata animata sul social network. 

Secondo quanto riferito dalla polizia municipale l'episodio di violenza ha avuto origine proprio sul social network, e le due minorenni si erano date appuntamento a seguito di alcuni insulti scambiati on line. La sedicenne aggredita, trasportata all'ospedale Santa Maria della Misericordia, ha riportato escoriazioni giudicate guaribili in cinque giorni. 

La ragazza, insieme ai suoi genitori, si e' presentata presso gli uffici della polizia municipale per formalizzare denuncia querela per le lesioni subite. Gli accertamenti svolti dai vigili urbani hanno portato all'individuazione e alla identificazione della quindicenne e di alcuni amici delle due giovani che pero' al momento dell'intervento della pattuglia si sono dati alla fuga. Purtroppo questo non è un fatto isolato. Spesso succedono fatti simili. 

E' stato il caso dell’episodio avvenuto a Napoli lo scorso maggio, dove dei ragazzi avevano discusso su Facebook a causa di una fidanzatina di appena 14 anni. Poi sono passati ai fatti. In questo caso però sono partiti dei colpi di pistola, uno dei quali ha ferito la gamba sinistra di un 17enne. I due aggressori sono stati arrestati dagli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale della Questura di Napoli per tentato omicidio e porto illegale di arma.

Via: AGI
Foto dal Web

Festa Hawaiana organizzata su Facebook, 51 in ospedale


Settanta chiamate al 118, 51 giovani finiti in ambulanza al pronto soccorso quasi tutti per etilismo, il più piccolo di appena 13 anni. "Un bambino", dice una volontaria della Croce Verde. "La maggior parte erano minorenni", aggiunge un suo collega reduce dalla notte infernale. E poi feriti da schegge di vetro, per bottigliate date e ricevute, ma anche per un pugno sferrato contro una vetrina, tanto da avere avambraccio e vasi sanguigni squarciati. 

E’ il bilancio della festa hawaiana a Sestri Levante (Genova), tradizionale appuntamento del primo martedì di agosto che nel giro degli ultimi anni si è trasformato, grazie al passaparola via web (30 mila contatti su Facebook), in un’adunata oceanica con arrivi anche da Lombardia e Piemonte. 

Un evento segnato in passato da episodi di vandalismo e violenza (un’auto dei carabinieri con i militari a bordo sollevata di peso, vagoni ferroviari semidistrutti, risse e aggressioni) tanto da scatenare polemiche tra gli abitanti sull’opportunità di riproporlo. E il sindaco, Andrea Lavarello, che dichiara di poter intervenire solo per scongiurare il peggio, perché si tratta di una manifestazione popolare spontanea, quest’anno aveva emesso una severissima e dettagliatissima ordinanza in merito alla vendita di sostanze alcooliche. 

Ha incontrato prefetto e questore. Poi martedì sera ha 'cinturato' la città per controllare zaini e portabagagli e ha mandato agenti della polizia municipale in borghese, chiedendo aiuto anche ai carabinieri, alla polizia di stato e alla guardia di finanza, a spiare bar e locali: nei prossimi giorni partiranno le sanzioni.

Via: La Stampa

Musicista pestato a morte, arrestati grazie a Facebook


Un ragazzo di 29 anni è stato aggredito tra sabato e domenica scorsa in via dei Serpenti, nel quartiere Monti, nel pieno centro di Roma, ed è morto questa mattina. Due giovani romani di 21 anni, sono stati arrestati dalla Polizia Municipale del commissariato Esquilino, mentre altri due aggressori sono ricercati. 

I vigili urbani del centro storico di Roma, supportati da quelli del commissariato Esquilino, sono riusciti a risalire agli assassini anche grazie a Facebook: attraverso, infatti, alcune testimonianze e grazie all'informazione sul nome di battesimo di uno degli aggressori, gli agenti hanno utilizzato il social network per arrivare agli assassini, di cui due sono già stati arrestati e gli altri due sono ricercati. 

"Voglio complimentarmi con gli agenti del I gruppo, guidati da Stefano Napoli", ha detto il comandante degli agenti della Polizia Municipale di Roma, Angelo Giuliani. Il 29enne, che ha perso la vita oggi dopo tre giorni in ospedale, era un musicista e si trovata con altri sei amici con i quali si era esibito in un locale. 

Il gruppo di ragazzi era stato minacciato da un residente in zona, che era sceso in strada addirittura con una frusta lamentandosi degli schiamazzi: intorno alle due del mattino, i quattro aggressori si sono avvicinati al gruppo di ragazzi e hanno pestato a morte il giovane, colpendolo con calci e pugni anche alla testa: entrato in coma, il 29enne è deceduto stamattina. 

"Lo abbiamo fatto per legittima difesa - hanno detto i due fermati - sono stati gli altri ad alzare le mani per primi". Ma la loro versione non corrisponde al racconto dei testimoni, e i vigili sono sulle tracce degli altri due componenti della banda.

Via: Il Messaggero

Messi aggredito, il fuoriclasse tranquillizza tifosi su Facebook


Brutta avventura per Lionel Messi  a Rosario. Il fuoriclasse del Barcellona è un idolo in tutto il mondo ma non in tutta l'Argentina. Attraverso la sua pagina ufficiale su Facebook, Lionel Messi tranquillizza tutti sulle sue condizioni dopo l'aggressione subita in un bar a Rosario, la sua città. "Sto perfettamente bene, sono sorpreso da tutto questo trambusto, non sono stato colpito - scrive in un post sul social network il giocatore del Barcellona -. Al fine di tranquillizzare tutti coloro che ci hanno chiesto informazioni sulla veridicità dell'incidente all'uscita di un ristorante, vi voglio dire di non essere stato colpito da alcun manrovescio da parte di nessuno. Grazie ad ogni modo per i vostri messaggi". Il quotidiano sportivo Olè ha d'altra parte reso noto una dichiarazione del goleador argentino, il qualche ha sottolineato di "non aver sentito niente. Non sono stato toccato". Lionel Messi, in vacanza in Argentina da qualche giorno, prima del ritiro per la Copa America, si stava facendo scattare una foto assieme ad alcuni studenti davanti al ristorante "El Club de la Milanesa" quando un altro gruppo di studenti e' piombato all'interno del locale a caccia di foto e autografi. Messi li ha invitati ad aspettare, promettendo di soddisfare le loro richieste ma a un certo punto ecco un tifoso del Rosario Central colpirlo con un pugno al grido di "Codardo". Messi, infatti, ha sempre dichiarato di essere un tifoso del Newell's Old Boys, l'altra squadra della città. L'aggressore si è poi dato alla fuga e il giocatore, fortunatamente illeso, ha deciso di non denunciarlo.

Picchiato dopo litigio su chat Facebook, 30 giorni di prognosi


A poche ore dalla spedizione punitiva che ha mandato in ospedale un 14enne che, su Facebook, aveva pubblicato un commento che non era piaciuto a tre giovani di 15, 16 e 17 anni, uno studente modello il primo e gli altri due già pregiudicati, una lite virtuale su Facebook si è trasformata in un'aggressione reale. Un giovane è stato, infatti, aggredito e malmenato sotto casa da un conoscente con il quale era in contatto su Facebook e con il quale aveva avuto un diverbio sulla chat del social network.

Aggressione a CC, Renzi su Facebook: "i ragazzi devono pagare"


"La solidarietà mia personale e di tutta Firenze all'Arma dei Carabinieri e ai militari feriti ieri nel grossetano. Spero che i ragazzi che si sono comportati in quel modo paghino fino in fondo per il loro gesto assurdo e disumano...". A scriverlo è stato il sindaco di Firenze, Matteo Renzi (Pd), in un post sulla sua pagina di Facebook. Renzi ha dunque sottolineato la necessità di una doverosa riflessione, esprimendo l'auspicio che non si "facciano i furbi poi sui processi verso questi ragazzi". Per loro (alcuni dei quali residenti in provincia di Firenze), secondo Renzi, l'accusa di tentato omicidio con la quale sono stati fermati ''mi sembra il minimo''. Renzi ha anche ribadito la ''solidarieta' mia e di tutta la citta' all'Arma dei Carabinieri'' e ''la vicinanza profonda alle famiglie e ai due carabinieri''. Per il primo cittadino fiorentino ''l'idea che due servitori dello Stato, due carabinieri, siano presi a sprangate da quattro ragazzini, di cui uno maggiorenne, perche' fermati per l'etilometro sono situazioni che fanno e devono far riflettere. Un’aggressione brutale, un pestaggio vigliacco con un bastone di legno, e poi la fuga in auto, durata poco anche perché la corsa è stata fermata da proiettili che hanno forato due gomme. Quattro giovani, di cui solo uno maggiorenne, Matteo Gorelli, 19 anni di Cerreto Guidi in provincia di Firenze, arrestati per tentato omicidio. Tra loro c’è una ragazza di 16 anni, si sono difesi dicendo di "aver perso il controllo" e accusano il ragazzo che guidava l’auto. In una zona di campagna a circa 5 chilometri dal luogo dell'aggressione era in corso un rave party e non è escluso che i quattro fossero diretti lì. Le condizioni dei due militari sono definite stabili.

Aggredito a Padova con bastoni e catene consigliere Aliprandi


E' stato aggredito con bastoni e catene da un gruppetto vicino ai centri sociali il consigliere comunale Vittorio Aliprandi (Pdl), che ieri era stato condannato dal tribunale di Padova per la violazione della legge Mancino dopo che aveva messo su Facebook delle frasi offensive verso i Rom. La notizia è stata postata alle 12 sulla pagina Facebook dello stesso Aliprandi. Il consigliere era assieme al figlio in piazza Duomo quando e' stato bloccato e aggredito da alcuni giovani, due quali sono stati fermati da passanti e sono stati portati in Questura Padova. I due, Alex Ferraretto (30 anni) e Michele Nigro (25 anni), vicini ai centri sociali sono interrogati in Questura dal pm Sergio Dini. La polizia scientifica sta compiendo accertamenti su una spranga, su una catena e un casco trovati poco lontano dal luogo dell’aggressione. Il centro sociale Pedro nel pomeriggio si è dissociato dall'episodio: "Oggettivamente ciò che è accaduto è sbagliato - ha scritto in una nota il leader Max Gallob - privo di alcun senso soprattutto se riferito alla dura e difficile battaglia culturale e politica contro razzismo e xenofobiache stiamo conducendo. Al contrario possiamo già dire che favorisce non solo la Lega ma tutti coloro che vorrebbero vedere chiusa in città l’esperienza del centro sociale stesso". "E' un episodio gravissimo - commenta il sindaco Flavio Zanonato - in città ci sono dei veri e propri criminali: mi aspetto che la polizia e la magistratura siano molto netti nei confronti di questa gentaglia. Bisogna farla finita con la violenza politica e la prevaricazione".

Concia denuncia su Facebook aggressione omofoba in strada


Insulti rivolti a Paola Concia ieri sera a Roma mentre passeggiava insieme alla sua compagna. Un'aggressione verbale all'indirizzo della deputata gay del Pd che ha suscitato l'immediata testimonianza di solidarietà e di condanna da parte di tutte le forze politiche. L'episodio è stato denunciato dalla stessa Concia sul suo profilo Facebook: "Stavo andando alla macchina mano nella mano con Ricarda e mi sono sentita scaricare addosso tanti di quegli insulti: 'lesbica di merda, ai forni vi devono mandare' ecc. Mi voleva mettere le mani addosso. In pieno centro, le persone guardavano...e alcuni si sono arrabbiati con me. Che cosa siamo diventati?". Il mondo politico tutto ha condannato immediatamente l'aggressione. Per primi si sono espressi tanti esponenti del Pd a cominciare dal segretario Pier Luigi Bersani, "si tratta dell'ennesimo episodio di inqualificabile intolleranza. Questa brutta vicenda conferma la necessità di una battaglia culturale nel Paese e dell'approvazione della legge contro l'omofobia". Il ministro delle Pari opportunità, Mara Carfagna, ha invece chiesto scusa a Paola Concia, "a nome degli italiani perbene, che sono la stragrande maggioranza, e del Governo, per le offese ricevute, per l'atto di intolleranza verificatosi ieri. E' importante che oggi, proprio perché ad essere colpita è stato un simbolo, il mondo politico si unisca nel condannare questo spregevole gesto". Arcigay esprime "sdegno per l'ignobile e vigliacca aggressione omofoba subita dall'onorevole Paola Concia e dalla sua compagna Ricarda".

Chiede amicizia a ragazza su Facebook, fidanzato lo accoltella


Facebook è un social network dove si può trascorrere un po’ del proprio tempo libero, ritrovando vecchie amicizie, chattando con quelle appena conosciute o magari con il proprio ragazzo. Ma attenzione a malintesi, fraintendimenti, e gelosie che sono sempre in agguato. E' il caso d'un giovane che aveva chiesto su Facebook l'amicizia a una ragazza, ma il fidanzato di lei, geloso, lo ha accoltellato.

La polizia di Acireale, comune in provincia di Catania, ha arrestato Simone Giorgio C., di trent'anni, con l'accusa di lesioni aggravate, porto abusivo di coltello e minacce. Secondo quanto ricostruito dagli agenti, l'uomo e' accusato di avere ferito all'interno di un pub di Aci Catena, con un coltello lungo 13 centimetri, un domenicano, Jonny Suazo P. L'uomo, dopo l'arresto, è stato rinchiuso nel carcere di piazza Lanza.

La presenza crescente di Facebook come piazza virtuale, i cui effetti (o conseguenze) sempre più spesso si trasformano in atti reali, talvolta cruenti. Fatti come quello avvenuto a Catania potrebbero accadere per altri futili motivi, senza bisogno di mettere Facebook di mezzo. Tuttavia, la straordinaria possibilità offerta dal social network di seguire l'altrui vita in tempo reale sembra stia amplificando le reazioni violente delle persone psicologicamente instabili.

Scontri Roma: grave 15enne, è caccia al colpevole su Facebook


E' stato colpito violentemente da un altro ragazzo con un casco. Cristiano, 15 anni, casca per terra dopo un violentissimo colpo, durante gli scontri seguiti alla manifestazione studentesca dello scorso 14 dicembre. Cristiano frequenta il liceo Mamiani ed è ancora sconvolto da quanto accaduto. Il video dell'aggressione, uno dei tanti che girano nel web dopo quanto accaduto martedì, ha scatenato l'ira degli utenti di Facebook, che hanno aperto una pagina per scoprire il colpevole, il cui volto è nitidamente visibile nella clip. 

Il ragazzo, come ha raccontato la zia Benedetta a Repubblica.it commentando il video che ritrae l'aggressione, ha una frattura scomposta del setto nasale. Dal suo letto all'ospedale San Giovanni Cristiano, parla Cristiano, colpito al volto con un casco da un altro ragazzo dopo aver lanciato frutta in direzione delle forze dell'ordine. Poi, stramazzando a terra ha anche battuto la testa sui sampietrini riportando la frattura dell'osso temporale e un ematoma sub-epidurale. Lunedì prossimo sarà sottoposto ad un intervento per rimettergli a posto il naso. 

Nel video il corteo dei ragazzi è fermo su via delle Botteghe Oscure, a fianco a piazza Venezia: si vede un ragazzo alto con un casco in mano, che allontana i più violenti mentre cercano di assalire una camionetta dei carabinieri. All'improvviso il 'paciere' scaglia un colpo col casco sul viso di un ragazzino con una felpa blu, che aveva appena lanciato un oggetto verso un punto imprecisato. "Chi se lo immaginava - ha detto Cristiano - che lanciando un po' di frutta mi sarebbe arrivato dopo un casco in testa. Eravamo andati lì per manifestare con il motto 'Lotta dura con la verdura' e poi sono stato aggredito".