Facebook ha inavvertitamente reso visibili pubblicamente i post privati di circa 14 milioni di utenti sulla sua rete, l'ultima battuta d'arresto della società dopo le vicende Cambridge Analytica e quella legata ai dati condivisi con i produttori di smartphone. Il nuovo problema è stato provocato da un bug interno che ha interessato lo strumento di selezione dell'audience e che ha comportato la condivisione di un post su Facebook non solo con gli amici ma con tutti. Il social network ha chiesto agli utenti interessati di rivedere tutti gli aggiornamenti effettuati durante un periodo di nove giorni a maggio.
Visualizzazione post con etichetta Facebook bug. Mostra tutti i post
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Facebook rende pubblici per errore post riservati di 14 milioni utenti
Facebook ha inavvertitamente reso visibili pubblicamente i post privati di circa 14 milioni di utenti sulla sua rete, l'ultima battuta d'arresto della società dopo le vicende Cambridge Analytica e quella legata ai dati condivisi con i produttori di smartphone. Il nuovo problema è stato provocato da un bug interno che ha interessato lo strumento di selezione dell'audience e che ha comportato la condivisione di un post su Facebook non solo con gli amici ma con tutti. Il social network ha chiesto agli utenti interessati di rivedere tutti gli aggiornamenti effettuati durante un periodo di nove giorni a maggio.
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Facebook Insights: revisionate metriche pubblicitarie, report e video
Facebook ha aggiunto molte nuove caratteristiche nel corso degli anni per estendere la sua capacità di connettere aziende a clienti. Ma alcune critiche sulla poca di trasparenza degli insights ed errori nei report ha spinto l'azienda a rivedere i suoi strumenti di analisi. Facebook ha così deciso di espandere le verifiche a terze parti e lavorare più a stretto contatto con marchi e agenzie, come Nielsen e comScore, per gli sviluppi futuri delle sue metriche. Facebook ha anche creato un nuovo processo di revisione interna, che ha già individuato le aree più problematiche.
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Facebook si scusa per il bug nel Safety check dopo strage di Lahore
Stupore per il "Safety check" sull'attacco in Pakistan arrivato anche agli utenti italiani. Il gigante del social networking Facebook ha chiesto scusa lunedi dopo un bug della sua funzione di "controllo di sicurezza" in un avviso di breaking news per tutti gli utenti dopo una potente esplosione che ha distrutto un parco pubblico a Lahore, uccidendo 69 persone e ferendone oltre 250. Facebook accende la funzionalità "Safety check" per aiutare a far sapere ad amici e familiari di essere al sicuro nel caso in cui si resta intrappolati dopo un disastro naturale o attacco terroristico.
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Vulnerabilità di Facebook svela la lista contatti anche quando privata
La ricercatrice di sicurezza Irene Abezgauz del Quotium Seeker Research Center ha individuato una falla di sicurezza nei controlli della privacy di Facebook. La vulnerabilità consente agli aggressori di visualizzare l'elenco amici di un utente sul social network. Questo attacco viene effettuato abusando della funzione "Persone che potresti conoscere", il meccanismo con cui Facebook suggerisce nuovi amici agli utenti.
Per impostazione predefinita il social network consente di accedere alla sezione Amici della propria Timeline, ma è possibile restringerne la visualizzazione o renderla privata modificando le Impostazioni della privacy. Con gli attacchi in aumento, Facebook è spesso preso di mira dagli hacker per le informazioni che possiede. Gli utenti si affidano alla piattaforma per mantenere la loro privacy al meglio delle capacità.
Per eseguire l'attacco, un utente malintenzionato deve creare un nuovo profilo su Facebook e inviare una richiesta di amicizia alla vittima. Anche se l'utente di destinazione non risponde alla richiesta di amicizia, per vedere l'elenco dei suoi amici basta utilizzare la funzione Trova Amici messa a disposizione dal social network. A questo punto Facebook comincia a suggerire all'attaccante gli utenti che potrebbe conoscere.
Fornendo la possibilità di fare clic su un pulsante "Mostra tutti" per convenienza. Le persone che vengono suggerite sono gli amici dell'utente vittima al quale l'attaccante ha inviato una richiesta di amicizia, anche se la sua lista amici e quella dei suoi amici è impostata su "privata". Abezgauz ha portato la questione all'attenzione di Facebook che però ha minimizzato il problema, dicendo che non è possibile vedere la lista amici completa.
"Se non avete amici su Facebook e inviate una richiesta di amicizia a qualcuno che ha scelto di nascondere la propria lista di amici completa dalla Timeline, è possibile vedere alcuni suggerimenti di amici che sono anche suoi amici. Ma non avete modo di sapere se i suggerimenti che vedete rappresentano la lista di amici completa di qualcuno", ha detto il social network in una dichiarazione.
Ma Abezgauz ha scritto che "la ricerca di questo problema ha dimostrato che la maggior parte della lista amici, spesso centinaia di amici, è disponibile per l'attaccante. In ogni caso, anche una lista di amici parziale è una violazione dei controlli della privacy scelta dall'utente". In breve, chiunque su Internet può scoprire i contatti di un utente Facebook o una parte di questi, anche se le amicizie sono private.
Via: Quotium
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Scoperto bug che permetteva di cancellare qualsiasi foto da Facebook
Dopo il caso del ragazzo palestinese che qualche settimana fa aveva violato il profilo di Mark Zuckerberg, un altro bug, un errore del sistema, è stato scoperto da un altro giovane utente del social network. Si tratta di Arul Kumar, un ingegnere indiano di 21 anni che ha scoperto una vulnerabilità che permetteva di cancellare qualsiasi foto pubblicata su Facebook (sia di profili, pagine o gruppi). Questo grave problema è stato segnalato correttamente alla piattaforma che ha premiato il giovane hacker con ben 12.500 dollari.
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Bacheca Facebook di Mark Zuckerberg hackerata per evidenziare bug
Un hacker ha scoperto una grave vulnerabilità nel codice di Facebook, ma il team di sicurezza ha ignorato troppo a lungo la criticità del problema. La scoperta riguardava la possibilità di bypassare le impostazioni sulla privacy di qualsiasi utente Facebook. ''Prima di tutto, scusa per aver rotto la tua privacy e aver postato sulla tua bacheca. Mi chiamo Khalil''. Inizia così il messaggio pubblicato da uno sviluppatore palestinese sulla Timeline di Mark Zuckerberg.
Non ci sarebbe nulla di male se Khalil Shreateh fosse nella cerchia di amici del fondatore di Facebook; invece Khalil è un hacker (blog) che ha individuato un problema tecnico, in conseguenza del quale chiunque avrebbe potuto scrivere sulla bacheca di un estraneo. Il ricercatore, che come immagine del profilo ha la foto di Edward Snowden, ha infatti scoperto l'esistenza di un modo per aggirare le impostazioni della privacy e permettere la pubblicazione di post anche sulle Timeline degli utenti che non sono nella propria cerchia di amici.
Visto che i suoi avvertimenti sono stati ignorati dal team della sicurezza del social network, Khalil ha scelto la "soluzione drastica" e pubblicato un post sul profilo privato del suo fondatore, "impresa" che gli è costata la sospensione del proprio account "per precauzione". Eppure il ricercatore aveva cercato in tutti i modi di comunicare il bug alla società di Menlo Park: ha prima contattato il team della sicurezza segnalando la vulnerabilità tramite una e-mail.
Poi ha dimostrato l'esistenza del bug pubblicando con il suo account sulla bacheca di Sarah Goodin, ex compagna di college di Zuckerberg, e ha incluso un link al suo post nella successiva e-mail. Ma anche questa segnalazione è rimasta inascoltata. Uno dei componenti del team sicurezza di Facebook - identificato come Emrakul - ha risposto che non poteva vedere il post poiché non era amico di Sarah Goodin. E all'insistenza di Khalil avrebbe risposto: "Mi dispiace questo non è un bug".
A questo punto l'hacker palestinese non ha avuto scelta: "Ok - ha scritto al team - non mi rimane che postare direttamente sulla bacheca di Mark''. E così ha fatto. Ola Okelola, altro security engineer di Facebook, ha commentato il post chiedendo a Shreateh stavolta delucidazioni sul bug: tuttavia, il palestinese si è ritrovato col proprio account disattivato come "precauzione". Facebook non ha più commentato la vicenda ma il bug dovrebbe essere stato risolto.
Con una nota dolente per il suo scopritore: Khalil Shreateh infatti non sarà ricompensato, così come previsto da parte della società per chiunque trovi una falla del sistema, perché - secondo quanto fa sapere il social network (come si legge su Hacker News) - ha violato la cosiddetta "politica di divulgazione". Facebook ha un programma di taglie dove paga le persone per segnalare i bug invece di usarli o venderli sul mercato nero.
A questo punto l'hacker palestinese non ha avuto scelta: "Ok - ha scritto al team - non mi rimane che postare direttamente sulla bacheca di Mark''. E così ha fatto. Ola Okelola, altro security engineer di Facebook, ha commentato il post chiedendo a Shreateh stavolta delucidazioni sul bug: tuttavia, il palestinese si è ritrovato col proprio account disattivato come "precauzione". Facebook non ha più commentato la vicenda ma il bug dovrebbe essere stato risolto.
Con una nota dolente per il suo scopritore: Khalil Shreateh infatti non sarà ricompensato, così come previsto da parte della società per chiunque trovi una falla del sistema, perché - secondo quanto fa sapere il social network (come si legge su Hacker News) - ha violato la cosiddetta "politica di divulgazione". Facebook ha un programma di taglie dove paga le persone per segnalare i bug invece di usarli o venderli sul mercato nero.
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Facebook acquisisce startup di verifica del codice software Monoidics
Facebook prosegue gli sforzi per migliorare il suo prodotto mobile. All'inizio di quest'anno, ha acquistato Parse, uno stack tecnologico, e ora l'azienda ha acquisito Monoidics, un code verification software developer con sede nel Regno Unito. Il team di ingegneri Monoidics si uniranno all'ufficio Facebook di Londra una volta che la transazione sarà completata. L'ingegnere software di Facebook Phillip Su annunciato la notizia in un post su Facebook.
"Sono entusiasta di annunciare che abbiamo deciso di acquisire alcune attività di Monoidics, una pioniera del software per la verifica del codice! Questa attività di acquisizione rappresenta il nostro investimento nella qualità della nostra piattaforma di applicazioni mobile e anche il nostro personale, come i membri del loro team di ingegneri di talento si uniranno a noi per lavorare presso l'ufficio di Londra di Facebook una volta che l'affare si chiude".
"Abbiamo sempre puntato sulle assunzioni intelligenti, ingegneri di talento - e in questa acquisizione, ne abbiamo trovato molti. Il loro spirito imprenditoriale e la voglia di fare ha un impatto per rendere un grande contributo a Facebook. Non vediamo l'ora di averli qui!". Monoidics anche celebrato l'evento sul blog del sito web: "Nel 2009 abbiamo fondato questa società con l'obiettivo di creare il miglior software automatico di verifica e analisi formale nel settore".
"Tuttavia, abbiamo sempre cercato il modo di fare ancora di più, e quando abbiamo incontrato i membri del team di progettazione di Facebook, abbiamo realizzato quanto abbiamo in comune: una continua qualità, il desiderio di muoversi velocemente e provare cose nuove. Subito abbiamo abbiamo costruito il livello successivo. Entrare nel team di Facebook apre un mondo di nuove opportunità per la nostra tecnologia e per la nostra individuale e competenza scientifica collettiva".
"Una volta che l'affare si chiuderà - si legge ancora sul post - in attesa di alcune condizioni di chiusura, il team tecnico entrerà a far parte del team di ingegneria in crescita di Facebook a Londra. Vorremmo ringraziare tutti coloro che hanno aderito e sostenuto in questo viaggio: il nostro team, i nostri clienti, i nostri consulenti, il team di QuantumWave Capital, i nostri compagni di sviluppatori e ricercatori, e in particolare i nostri amici e le famiglie".
Monoidics ha sviluppato i principi matematici per determinare se un software viene eseguito correttamente. L'idea è nata da un progetto di ricerca dei co-fondatori Dino Distefano e Cristiano Calcagno, che con i due colleghi Peter O'Hearn e Hongseak Yang hanno sviluppato "Infer", un programma che punta ai difetti critici dei programmi, come crash del computer o mostra che il software è ottimo. Monoidics aiuterà Facebook a individuare ed eliminare i bug sulla piattaforma mobile.
Fonte: Facebook
Via: Monoidics
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Bug di Facebook per Android, ultimatum del Garante Privacy italiano
La recente scoperta di un bug nell'applicazione Facebook per Android, che inviava, senza autorizzazione degli utenti, i contenuti delle rubriche personali anche dei non iscritti al social network ai server di Menlo Park, sta sollevando numerose polemiche e preoccupazioni. La app avrebbe diffuso in rete più di 6 milioni di dati archiviati nelle rubriche degli smartphone.
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Facebook ammette esposizione dati di 6 milioni di utenti da un anno
Facebook ha ammesso una importante violazione della sicurezza a causa di un "bug" che ha reso sei milioni dei suoi utenti vulnerabili, e ha iniziato l'invio di email informative a quegli utenti i cui indirizzi e-mail e numeri di telefono sono stati esposti. Dopo il bug nella messaggistica di Facebook, questa notizia potrebbe essere uno shock per gli utenti che si sono fidati delle impostazioni della privacy personalizzate del sito.
Il sito di social networking ha rivelato recentemente che 9.000-10.000 dati degli utenti sono stati condivisi con le autorità statunitensi. Il data leaks è iniziato nel 2012, anche se il bug è stato sanato in 24 ore. Facebook è venuto a conoscenza del bug nella privacy attraverso il suo White Hat program. "Abbiamo concluso che circa 6 milioni di utenti di Facebook hanno in comune indirizzi e-mail o numeri di telefono", ha ammesso Facebook Security venerdì.
La violazione della sicurezza è accaduta per gli utenti che hanno utilizzato gli strumenti "Scarica le tue informazioni" (Download Your Information) e "Persone che potresti conoscere". Mentre, "Persone che potresti conoscere" suggerisce agli utenti di Facebook le persone che sia hanno la probabilità di conoscere, sulla base delle liste dei contatti, lavoro, Reti e le rubriche caricate da loro, lo strumento DYI aiuta a scaricare l'archivio della Timeline di Facebook.
Facebook ha dichiarato nel suo post che il bug è stato risolto, ma gli utenti di Facebook stanno raccontando una storia diversa nei commenti. Un utente che ha commentato ieri pomeriggio, scrive: ".Ho appena scaricato il backup esteso e sto ancora visualizzando i messaggi di posta elettronica e numeri telefonici che non sono pubblici!!". Chi ha scaricato i dati delle informazioni della lista dei contatti, ha avuto accesso a informazioni che non erano pubbliche.
Bug in messaggistica Facebook permetteva hack di qualsiasi account
Solo tre settimane dopo la divulgazione di un bug trovato su Facebook, l'esperto di sicurezza Web Nir Goldshlager ha detto di aver scoperto un altro difetto che gli ha permesso di violare la rete ancora una volta. In un post sul blog dal titolo "How I Hacked Any Facebook Account ... Again!" Goldshlager ha detto che era in grado di sfruttare un altro punto debole della rete.
"Anche se la vittima non ha mai permesso qualsiasi applicazione nel suo account di Facebook, ho potuto ottenere ancora le autorizzazioni complete sul suo account tramite Facebook Messenger app_id", ha scritto. Goldshlager ha detto a febbraio in un blog post di aver trovato un difetto "che mi ha permesso di prendere il pieno controllo di qualsiasi account di Facebook".
E' una buona cosa che uno sviluppatore web e online esperto di sicurezza Nir Goldschlager è dalla parte dei buoni. Facebook è stato in grado di risolvere entrambi i difetti immediatamente. Goldshlager ha ricevuto un premio da parte della società per la recente falla, così come per quella che ha trovato in precedenza. La dimensione del premio non è stata divulgata.
"Era un errore molto simile (con un modello fatto simile) e come si può vedere dal post siamo stati in grado di risolvere il problema quasi immediatamente", ha detto il portavoce di Facebook Frederic Wolens al sito MarketWatch. "Abbiamo fornito premi ad oltre 200 ricercatori, e il signor Goldschlager ha riportato a noi diverse vulnerabilità in passato", ha aggiunto.
In una dichiarazione, Facebook ha anche detto: "Non abbiamo alcuna prova che gli utenti sono stati influenzati da questo bug. Abbiamo premiato il ricercatore per ringraziarlo del suo contributo alla sicurezza di Facebook". Facebook rivelato il mese scorso che la sua rete è stata violata dopo che alcuni laptop dei dipendenti sono stati infettati da un software dannoso.
Fonte: Nir Goldshalger
Via: MarketWatch
Facebook corregge bug che trapelava numeri di telefono degli utenti
Facebook ha corretto un bug che permetteva il leak dei numeri di telefono degli utenti agli sviluppatori di applicazioni. Riportato nel mese di giugno 2012, l'errore API (Application Programming Interface) ha interessato il campo email in alcune applicazioni mobili che accedono alle API di Facebook. Il rapporto originale del glitch è stato riprodotto in un avviso di Facebook Developers in cui Alvin Sng, ingegnere di Facebook, ha detto che dovrebbe essere risolto.
Facebook ha detto che durante il recupero di e-mail di un utente tramite l'API Graph, gli sviluppatori di applicazioni hanno ricevuto un numero di 10 cifre una volta ogni 1.000 utenti, più o meno, al posto dell'indirizzo e-mail formattato correttamente che il campo della documentazione doveva restituire. Ma, come sottolineato da Zach Miners di IDG (International Data Group), alcuni sviluppatori di app hanno riportato incidenze significativamente più elevate.
Uno di questi sviluppatori - Nathan Cobb, investigatore di ricerca con l'American Legacy Foundation, un'organizzazione antifumo senza scopo di lucro - ha detto che il gruppo di app per smettere di fumare, Ubiquitous, ha restituito numeri di telefono per circa uno ogni 200 utenti, secondo i rapporti di Miners. Facebook non ha riportato se sia o meno a conoscenza di sviluppatori che hanno usato i numeri per chiamare gli utenti a promuovere i propri servizi.
Ultimamente il social network ha affrontato problemi di privacy collegati al Graph Search, il suo nuovo motore di ricerca sociale, attualmente in versione beta. Lo strumento è stato progettato per consentire agli utenti di trovare più facilmente le cose sul sito attraverso le loro relazioni sociali, ma alcuni si sono chiesti se riveli troppo. Facebook ha spiegato nelle ultime settimane, per esempio, perché Graph Search non compromette i diritti di privacy dei minori.
Fonte: Network World
Via: Facebook Developers
Fonte: Network World
Via: Facebook Developers
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Facebook risolve dei problemi relativi ai dati di Insights per le Pagine
Facebook ha effettuato recentemente una verifica tecnica del prodotto Insights per le Pagine business. Nel corso di questo controllo gli ingegneri della piattaforma hanno rilevato dei problemi tecnici che hanno colpito la creazione di report per portata e visualizzazioni dei post. Ne da notizia la stesso social network con un comunicato ufficiale sulla pagina di Facebook per le aziende, aggiungendo che tali problemi non hanno avuto conseguenze sulla distribuzione.
Facebook sottolinea che non sono stati colpiti dai problemi i dati di Insights relativi alle inserzioni. "Una volta riscontrati i suddetti problemi, - si legge nella nota - il nostro team tecnico ha lavorato per risolverli nel minor tempo possibile. A partire da oggi e per tutto il weekend implementeremo delle soluzioni per porre fine a questo problema. L'impatto effettivo dei problemi tecnici può variare a seconda della Pagina e del giorno, in base a una serie di fattori tra cui la data e la frequenza dei post".
Per verificare l'effetto complessivo, laddove esistente, sulle singole Pagine, Facebook consiglia di controllare le visualizzazioni e la portata spontanee, a pagamento e virali della vostra Pagina e dei vostri post nelle prossime settimane a partire da lunedì 25 febbraio. Il social network spiega che tali problemi tecnici hanno colpito i suoi sistemi di archiviazione e dunque non sarà in grado di "ripopolare la funzione Insights per le Pagine con dati passati".
Facebook ritiene che la maggior parte delle Pagine riporterà una portata totale invariata o superiore per la maggior parte delle Pagine; un aumento della portata a pagamento nel caso di inserzioni nella sezione Notizie; un aumento o una diminuzione della portata spontanea sulla base di numerosi fattori, tra cui la composizione della base di fan, la data e la frequenza dei post e i modelli di pagamento; una modifica delle metriche calcolate a partire da portata e visualizzazioni, come tasso di coinvolgimento e viralità".
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Bug reindirizzava utenti da siti esterni a pagina di errore su Facebook
Un curioso bug temporaneo di Facebook ha portato tutti i siti Web di terze parti che utilizzano il login di Facebook o plug-in sociali come il Like button, a reindirizzare gli utenti a Facebook.com dove veniva visualizzato un messaggio di errore mai visto prima di oggi: "An error occured. please try again later".
Nel tardo pomeriggio di ieri (era notte in Italia), gli utenti che tentavano di visitare uno dei siti che usano l'Api di Facebook Connect, sono stati reindirizzati a una pagina errore all'interno di Facebook che presentava la seguente frase: "Si è verificato un errore. Per favore riprovare più tardi".
Un portavoce del social network ha detto in una dichiarazione: "Per un breve periodo di tempo, c'è stato un bug che reindirizzava le persone registrate su Facebook da siti di terze parti a Facebook.com. Il problema è stato rapidamente risolto, e il login di Facebook sta lavorando come al solito".
Il problema è durato circa 30 minuti o meno, in base a quello che Inside Facebook ha potuto raccogliere da quando gli utenti Twitter hanno segnalato il problema. Gli utenti che non erano collegati a Facebook non sono stati colpiti. La questione, inoltre, non ha causato alcun problema al dominio di Facebook.
Anche se di breve durata, il bug è stato significativo a causa della sua portata. Con così tanti siti che incorporano Facebook, dal login al plugin commenti o anche un semplice Like button, un piccolo errore potrebbe influenzare molte persone e aziende, vista la perdita di contatti generata da un caso del genere.
Via: Inside Facebook
Via: Inside Facebook
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Facebook rende disponibile Timeline su una colonna, bug e soluzioni
Facebook torna alle origini ed elimina la doppia Timeline sulla pagina del profilo. La novità era stata anticipata a novembre scorso in fase di test per gli utenti neozelandesi e farà contenti coloro che non hanno mai accettato il passaggio al nuovo profilo. Nel restyling rimane la Timeline a singola colonna, introdotto un anno fa, ma compare una nuova unica Timeline sulla sinistra.
Oltre alle novità grafiche, c'è una riorganizzazione di musica e filmati, più una mappa in cui taggare amici e località visitate. In alcuni box sono organizzati tutti i "Mi piace", dalla musica alle serie tv, passando per i film, più una mappa dei tag composti dai luoghi visitati e dalle foto. Questo step consente a ciascuno di personalizzare il contenuto nella parte superiore del Diario.
Fin quando non sarà completato l'update è possibile che spariscano i post condivisi sulla bacheca. Si tratta d'un problema temporaneo e dovrebbe risolversi in modo automatico. Se persiste e l'unica cosa che viene caricata sul proprio Diario diario è la foto di copertina, potete comunicarlo a Facebook. Se invece è l'intero diario ad essere vuoto, potete utilizzare questo form.
Il nuovo aspetto assunto da Facebook sembra quindi essere più semplice e congeniale, così come lo si era definito alle origini. L'immagine di copertina non subisce modifiche e la foto profilo viene abbassata leggermente: il nome di conseguenza trasla più in alto (come su Twitter). Ancora oggi sono disponibili delle applicazioni che consentono, a chi vuole, di "disattivare" la funzione.
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Utenti aggiunti nuovamente ai gruppi Facebook che avevano lasciato
Facebook sta affrontando un bug che coinvolge i suoi gruppi, che ha portato alcuni utenti ad essere reiscritti ai gruppi che in precedenza avevano lasciato, anche se "privati" o "chiusi" senza azioni intraprese dagli utenti interessati o dagli amministratori dei rispettivi gruppi. Il problema tecnico non ha dato accesso ai dati personali degli utenti se nascosti attraverso le impostazioni sulla privacy.
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Facebook chiede la verifica dei numeri di telefono che sono sul Diario
Login approval è la procedura di sicurezza adottata da Facebook per impedire i furti di account. Il meccanismo prevede che gli utenti forniscano una password, da usare una sola volta, inviata via SMS al loro numero di telefono cellulare, quando si collegano al proprio account da nuovi dispostivi.
Un problema che è emerso nelle scorse settimane, sta nel cosiddetto database di ricerca inversa, il sistema utilizzato da Facebook per memorizzare i dati, che permette di risalire alle generalità di un utente (ad es. il nome) a partire dalle informazioni da lui inserite sul Diario, come, appunto, il numero di telefono.
Ma un portavoce di Facebook ha annunciato che i tecnici stanno lavorando a un sistema che permetterà agli utenti che scelgono di utilizzare il meccanismo del login approval di decidere se essere presenti o meno nel database di ricerca inversa. E in queste ore Facebook sta inviando un avviso sulla home page degli iscritti:
"Per controllare chi può cercarti inserendo il tuo numero di telefono, visita le impostazioni sulla privacy. Grazie al numero di telefono, potrai accedere al tuo account qualora dovessi perdere la password. Inoltre, gli amici potranno trovarti più facilmente, noi potremo mostrarti inserzioni più adatte a te e altro ancora".
E' possibile gestire la privacy degli aggiornamenti di stato, foto e informazioni usando lo strumento di selezione del pubblico, quando vengono condivisi o in un secondo momento. Il Nome utente è un link personalizzato al proprio diario che è possibile condividere con le persone o pubblicare su siti Web esterni.
Se qualcuno conosce il nome utente o l'ID utente, potrà utilizzarlo per accedere alle informazioni della persona tramite il sito Web facebook.com. Ad esempio, è possibile digitare facebook.com/NomeUtente nel browser per vedere le informazioni pubbliche dell'utente e qualsiasi altra cosa resa pubblica.
Via: Wired
Clip art: Mimooh
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Francia: nessun bug messaggi, Facebook non ha violato privacy utenti
Facebook non ha mai pubblicato i messaggi privati degli utenti francesi nella loro bacheca pubblica: questa la conclusione del Cnil, l’authority francese di Internet, che la settimana scorsa aveva lanciato -su richiesta del governo del presidente Francois Hollande - una serie di indagini per far luce sul presunto bug di Facebook, riportato da molti media transalpini e internazionali.
“I messaggi segnalati da numerosi utenti di Internet - scrive il Cnil, al termine delle indagini - sembrano essere esclusivamente dei messaggi ‘wall-to-wall’ e non dei messaggi inviati attraverso la messaggeria privata di Facebook”. “Nonostante ciò - osserva l’organismo francese - il carattere privato dei contenuti di alcune comunicazioni sembra indiscutibile”.
In altri termini, gli utenti avevano l’impressione di inviare messaggi privati quando invece utilizzavano la funzione 'wall-to-wall'. Il problema è sorto a causa del cambiamento "unilaterale e ricorrente" di alcuni parametri di riservatezza dei dati tra il 2009 e il 2010, per cui gli utenti erano convinti di scrivere messaggi privati mentre erano conversazioni di dominio pubblico.
All’epoca, ricorda ancora l’organismo, la Cnil e il gruppo delle authority europee (G29) avevano “vivamente criticato i cambiamenti realizzati all’insaputa degli utenti”. Inoltre, gli utenti hanno recentemente riscoperto questi messaggi da quando è avvenuto il passaggio automatico alla Timeline (storia delle attiv dalla creazione dell'account), osservando che essi erano ormai facilmente accessibili.
Questo episodio dimostra la necessità di seguire le raccomandazioni della Cnil e G29, che da diversi anni, incoraggiano le reti sociali di garantire una maggiore trasparenza nei confronti dei loro utenti sull'uso dei loro dati personali, mettendo a disposizione strumenti che forniscono agli utenti un maggiore controllo sui loro dati e le informazioni che pubblicano.
Fonte: Cnil
Via: TM news
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Francia: bug Facebook dei messaggi privati, il Governo chiede spiegazioni
Mentre in Borsa il titolo di Facebook continua a crollare (-9%), una nuova tegola di abbatte sul social network. A farne le spese sono stati alcuni utenti francesi, che si sarebbero visti pubblicare sulla loro Timeline, ben visibili a tutti gli amici, i contenuti di messaggi privati e conversazioni in chat risalenti ad almeno tre anni fa. La notizia sta facendo il giro del mondo, gettando ombre sull'affidabilità di Facebook.
E se l'azienza smentisce, l'Eliseo scende in campo e chiede ufficialmente un chiarimento.
A scoprire quanto stava accadendo è stato il giornale francese Metro che, su segnalazione di alcuni lettori, ha accertato che conversazioni datate 2007, 2008 e 2009, destinate a rimanere private, sono misteriosamente apparse online nella bacheca degli utenti, violando di fatto il diritto alla riservatezza degli iscritti.
"Nessuna violazione di privacy: i messaggi privati risalenti al periodo tra il 2007 e il 2009 erano da sempre visibili sulle pagine degli utenti", ha detto Facebook contattato da Techcrunch. Il social network ha sottolineato che ci sono ostacoli tecnici che impediscono ai messaggi privati di apparire come messaggi in bacheca: "I due sistemi sono totalmente separati". Così Facebook ha allontanato le ipotesi di un bug.
La versione dell'azienda, però, non ha convinto il governo francese che ha chiesto dei chiarimenti. In una nota, i ministri Arnauld Montebourg e Fleur Pellerin auspicano che "spiegazioni chiare e trasparenti siano date senza ritardi" ai francesi davanti alla Commissione nazionale dell'Informatica (Cnli), l'autorità indipendente incaricata di vigilare sugli aspetti delle nuove tecnologie legati in particolare alla privacy.
Fonte: TG Com
Via: Cnli
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Test Users, account Facebook fittizi per provare App e individuare bug
Creare profili falsi su Facebook è vietato dalle policy del social network. Come leggiamo nei Termini di servizio: "gli utenti di Facebook forniscono il proprio nome e le proprie informazioni reali (...). Per quanto riguarda la registrazione e al fine di garantire la sicurezza del proprio account, l'utente si impegna a non fornire informazioni personali false su Facebook o creare un account per conto di un'altra persona senza autorizzazione; non creare più di un account personale (...)".
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Un bug altera le rubriche e provoca la perdita dei messaggi Facebook
Facebook ha recentemente modificato forzatamente gli indirizzi email @facebook.com sulle Timeline dei propri iscritti. Secondo quanto segnalato in queste ore, un numero preoccupante di utenti non ne era ancora al corrente ed ha notato come questa modifica abbia variato anche le loro rubriche, causando la perdita di vari contatti e l'impossibilità ad accedere a diversi messaggi di posta elettronica ricevuti. Rachel Luxemburg, un dipendente di Adobe ed utente di Facebook, scrive sul suo blog personale:
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