Mark Zuckerberg donerà 500mila euro sotto forma di AD credits alla Croce rossa italiana per aiutare le vittime del terremoto nell'Italia centrale. Il fondatore di Facebook lo ha annunciato durante un incontro con gli studenti dell'Università Luiss, a Roma, avvenuto dopo un'intensa giornata di incontri ufficiali con Papa Francesco e il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Poche ore prima aveva invece fatto jogging tra il Circo Massimo e il Colosseo, scrivendo sulla sua pagina Facebook: "E' piuttosto sorprendente correre per le vie della città che ha aiutato ad inventarle".
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Zuckerberg dona alla Croce Rossa 500mila euro di Ad su Facebook
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Facebook collabora con scuola pubblica attraverso programma pilota
Mentre insegnanti e studenti si preparano a tornare a scuola, Facebook ha svelato una nuova iniziativa volta a servire (e migliorare) il settore dell'istruzione. A seguito degli ambiziosi piani per collegare il mondo attraverso Internet.org, il prossimo progetto del social network è quello di rinnovare l'esperienza scolastica tradizionale. Il team di ingegneri di Facebook ha rivelato la collaborazione con Summit Public Schools, una organizzazione non-profit con base nella Silicon Valley con le scuole K-12 che operano in California e nello stato di Washington.
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Studentessa malata difende test animali e riceve insulti su Facebook
Un fiume di insulti, addirittura con auguri di morte, si è riversato attraverso Facebook su una studentessa 25enne padovana, affetta da quattro malattie rare, che sul social network aveva voluto ringraziare la sperimentazione farmacologica sugli animali, grazie alla quale - sottolineava - oggi è ancora in vita. "Ho 25 anni grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale, senza la ricerca sarei morta a 9 anni".
"Per me puoi pure morire domani..." è stato uno dei post che le sono stati inviati. "Vi faccio vedere come si vive con le mie malattie, e dopo gli oltre 30 auguri di morte e oltre 500 offese"... "metto a nudo la mia realtà, perché voi capiate che l'unica mia colpa in tutto ciò sia stata curarmi senza uccidere nessuno direttamente": ha ribattuto sulla propria pagina Facebook la protagonista, Caterina Simonsen, studentessa di Veterinaria all'Università di Bologna.
La giovane, affetta da 4 malattie rare (immunodeficienza primaria, deficit di proteina C e proteina S, deficit di alfa-1 antitripsina, neuropatia dei nervi frenici), abbinate ad un prolattinoma, un tumore ipofisario, e a reflusso gastroefofageo, asma allergico e tiroidite autoimmune, non è una che si perde d'animo facilmente. E soprattutto è abituata ad esporsi. Lo ha già fatto anche contro il metodo Stamina, esprimendosi con un video e dei post su Facebook dai quali erano scaturite accese discussioni.
"Io esisto. No a Stamina, sì al metodo scientifico anche se momentaneamente abbiamo bisogno della sperimentazione animale", aveva scritto Caterina sul social network in occasione della raccolta fondi Telethon. Ad attirarle la valanga di insulti e minacce è stata una foto pubblicata lo scorso 21 dicembre che la vede ritratta con un respiratore artificiale e con in mano un foglio:
''Io, Caterina S. ho 25 anni grazie alla vera ricerca, che include la sperimentazione animale. Senza la ricerca sarei morta a 9 anni. Mi avete regalato un futuro". Alla pioggia di "insulti, apprezzamenti, di tutto e di più", la ragazza ha risposto con due video in cui risponde a chi la attacca e lancia un appello al Partito animalista europeo, alla Lega antivivisezione (Lav) e a Michela Vittoria Brambilla, affinché si dissocino dagli auguri di morte e prendano provvedimenti.
Fonte: ANSA
Via: Il Sole 24 Ore
Foto: Facebook
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Facebook vietato per brutti voti: ragazzina si butta in dirupo, salvata
Andava male a scuola e i genitori le avevano limitato l'utilizzo di pc e Facebook. Per questo una ragazzina di 14 anni di origine romena non era tornata a casa da scuola e si era poi lanciata in un dirupo. È successo nel canavese. Portata all'ospedale di Ivrea se l'è cavata con una prognosi di 40 giorni.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, venerdì scorso la ragazza al termine delle lezioni non era tornata a casa. Gli amici e la convivente del padre l'avevano rintracciata intorno alle 18,30 nei pressi del Castello Medievale del paese ma lei, rimproverata per essersi allontanata, è saltata nel dirupo.
Subito è stata soccorsa dai sanitari del 118. Successivamente è emerso che la ragazza temeva nuovi rimproveri del padre che le aveva limitato l'uso del computer dopo che, convocato a scuola dagli insegnanti, aveva saputo delle numerose assenze e del cattivo rendimento scolastico della figlia.
Il mese scorso, per curare la dipendenza da Facebook della figlia quattordicenne, Paul Baier ha fatto firmare un vero e proprio contratto, che prevede la disattivazione del suo profilo. Se la ragazzina non userà il social network fino al 26 giugno, suo padre la ricompenserà con 200 dollari.
Via: La Stampa
Foto dal web
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Elezioni: protesta su Facebook studenti Erasmus, forse una soluzione
Nato da pochi giorni ma con già quasi 5.000 aderenti, sta facendo parlare di sè sulla Rete la Gruppo Facebook "Studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni". "La legge italiana esclude dal diritto di voto gli studenti temporaneamente all'estero - si legge nelle info del gruppo-. Facciamo vedere quanto siamo numerosi!".
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Novara/ ragazza suicida, Moige: Facebook e Twitter simile far-west
Il Movimento Italiano Genitori (Moige) chiede di fare subito chiarezza sulle cause del suicidio della 14enne di Novara e si dichiara pronto a costituirsi parte civile. In particolare manifesta preoccupazione per il cyber-bullismo: "temiamo che i social network non garantiscono la sicurezza dei nostri figli", ha dichiarato il direttore generale del Moige, Antonio Affinita.
"Il fenomeno del cyber-bullismo - aggiunge Affinita - sempre più dilagante continua a non essere affrontato, se non quando succedono fatti di cronaca cosi devastanti come il suicidio della giovane 14enne". "I social network - osserva - da grande opportunità stanno diventando un grande problema: in questo momento, sono un far west, senza regole, né controlli".
"Se dovesse essere accertato quanto riportato dagli amici della giovane, - aggiunge il direttore del Moige - ci troveremmo davanti a un vero e proprio concorso di responsabilità penale gravissima del social network, colpevole di non aver vigilato, nei suoi server, sulla presenza del gruppo di minori protagonista di queste violenze psicologiche verso la ragazza".
"Noi genitori - ammonisce Affinita - non possiamo tacere. Pretendiamo che ci siano vere garanzie a tutela dei nostri figli, soprattutto quando si parla della loro sicurezza: tutti devono sentirsi responsabili, compresi coloro che dalla rete traggono profitto. Siamo indignati e preoccupati per l'indifferenza di chi gestisce questi strumenti: la vita dei nostri figli vale di piu' del profitto".
Fonte: La Stampa
Via: Libero Quotidiano
Foto: Facebook
Palermo: ragazza uccisa, il popolo di Facebook invoca pena di morte
Il popolo di Facebook è indignato e si scaglia contro Samuele Caruso, il 23enne con la passione per i gatti e il fisico palestrato, che venerdì ha ucciso barbaramente Carmela Petrucci, 17 anni, e ferito gravemente la sorella Lucia, di un anno più grande. Agli investigatori, che lo hanno ascoltato per tre ore di fila, ha detto di aver perso la testa.
Il giovane, che sul social network si definisce tigrotto, non si era rassegnato alla fine della sua storia d'amore con Lucia, conosciuta proprio su Facebook. Samuele, armato di coltello, si è recato venerdì sotto la casa in cui l'ex viveva con la famiglia e ha atteso il suo ritorno dopo la scuola.
Poi, forse al culmine dell'ennesimo rifiuto, ha estratto l'arma e ha sferrato decine di fendenti. Alcuni mortali hanno raggiunto Carmela, che nel tentativo di difendere la sorella ha fatto da scudo alla ferocia bestiale. Nella pagina di Facebook Carmela Petrucci riposa in pace, che ha quasi 1.000 iscritti, monta la rabbia della gente.
Alberto scrive: "Non ci sono parole, solo rabbia e dolore. Spero che in carcere i detenuti gli facciano una bella festa con tante legnate!!!! Palermo in lutto". Per Mary "in casi come questi in cui si ha il colpevole si deve approvare la pena di morte". Federica mette in dubbio l'ipotesi che si tratti di un delitto d'impeto.
"Non ha perso la testa - scrive -, lui è andato lì con l'intenzione di ucciderla.. altrimenti non sarebbe uscito con un coltello. E questo, secondo me, è ancora più grave. Gente che si sente in diritto di togliere la vita altrui, che schifo. Povera ragazza". Lucia gli chiede "perché non ti sei ammazzato tu?", mentre Viviana dice:
"Che ora paghi! Che lo Stato intervenga! Che i pm siano consapevoli della gravità! Mostro!!!". "Ti dovrebbero far saltare la testa a colpi di macete" scrive Gemma. Carmela e Lucia frequentano la stessa classe fin dalla prima elementare. Chi le conosce le descrive come due ragazze particolarmente unite, sempre insieme.
Via: Adnkronos
Foto: Facebook
Amicizia su Facebook tra professori e studenti, soltanto per far numero
L’amicizia con il prof sbarca su Facebook: una questione che più volte ha sollevato spinose polemiche. In molti si sono pronunciati sull’etica della questione e, spesso, si è arrivati alla decisione di vietare i rapporti tra insegnanti e alunni nel mondo virtuale con tanto di circolari. Ma i ragazzi rispondono con un sorriso: all’amicizia sui social network danno, infatti, scarso valore.
Molto spesso, però, ci si dimentica che le azioni fatte nel mondo virtuale hanno delle conseguenze, anche pesanti, su quello reale. Secondo quanto emerso da un sondaggio realizzato da Skuola.net, sebbene ci sia fra gli studenti un 40% che ha fra le sue amicizie virtuali sia insegnanti che genitori, c'è poi solo un 8% che ha fra gli amici di Facebook i suoi professori.
A chiarire maggiormente le idee sono stati gli stessi ragazzi che sulla pagina Facebook di Skuola.net hanno espresso il loro punto di vista sull’argomento: “Fra gli amici ho solo due ex prof. delle medie e non ci chatto mai”. Sono pochi i ragazzi che con i loro insegnanti hanno dei rapporti virtuali e, quando li hanno, si fermano alla scuola, come confessa un’altra utente.
Non sono pochi quei ragazzi che hanno anche confessato, liberamente, di non aver aggiunto i loro insegnanti fra gli amici di Facebook: “Perchè dovrei averli come amici? Per fare numero nella lista degli amici come fanno quasi tutti? Non mi va che leggano i fatti miei” racconta una studentessa, ma non è la sola.
Anche altri ragazzi affermano: “Non li aggiungo perché se leggessero le cose che pubblico mi boccerebbero a prescindere”. Questo conferma che, nel nostro Paese, i social network sono utilizzati principalmente per fini ricreativi. Coloro che ne fanno un uso costruttivo, con gruppi di classe e condivisione di file e informazioni, sono veramente dei casi piuttosto rari.
Fonte: Skuola.net
Via: Tg Com
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Scuola, foto su Facebook: condivisibili solo con il consenso dei presenti
Pubblicare su Facebook le foto della gita scolastica, un must per la stragrande maggioranza degli adolescenti. Da oggi è tassativamente vietato, a patto di non avere l'autorizzazione esplicita da parte di tutte le persone riprese. Una rigorosa presa di posizione da parte del Garante della Privacy che non si limita alle gite, ma include anche tutte le attività connesse alla scuola, comprese le recite.
Se ne è discusso a lungo e alla fine si è arrivati ad una conclusione: troppe foto di minorenni in rete, molto spesso inconsapevoli o addirittura contrari. Ma a destare preoccupazione non sono solo le immagini statiche: sul web vengono diffusi sempre più frequentemente video girati in classe, che narrano le epiche bravate di adolescenti ribelli. La pronuncia del Garante è chiara e non lascia dubbi: illegali.
Al bando anche smartphone e tablet, utilizzabili solo per fini strettamente personali e attinenti allo studio. Ma in questo caso la normativa offre più libertà: sarà ogni Istituto a disciplinare in materia, scegliendo se vietarne totalmente l'utilizzo o adottare una linea di tolleranza. Previste sanzioni in denaro per chi trasgredisce e, attenzione, in alcuni casi si rischia penalmente.
Il presidente dell'Authority ha spiegato che "l'obiettivo non è di sanzionare o dare prescrizioni". Eppure la regola è chiara, così come per i cellulari: possono essere usati solo "per scopi strettamente personali", non per diffondere video o foto su internet "senza il consenso delle persone riprese". Diktat precisi anche su iPad e simili: si usino solo "per fini didattici" o per "consultare in classe libri elettronici e testi online".
Fonte: TG Com24
Via: Blitz Quotidiano
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Wsi lancia AppGrade, innovativo gioco per imparare la lingua inglese
Wall Street Institute, società del gruppo Pearson e principale realtà nell'insegnamento della lingua inglese nel mondo, ha lanciato AppGrade, un nuovo gioco educativo e coinvolgente concepito per aiutare gli utenti a imparare l'inglese. Il gioco si basa sugli articoli del Financial Times riadattati ed è disponibile esclusivamente su Facebook per i 300.000 fan di Wall Street Institute in tutto il mondo.
Il gioco di apprendimento è centrato su un articolo settimanale del Financial Times che viene adattato per gli studenti e pubblicato sul social network. Questo incoraggia gli utenti a sfidare i propri coetanei e condividere i propri successi con gli amici. I giocatori guadagnano punti rispondendo a una serie di domande riguardanti l'articolo e i progressi nel gioco si basano sul numero di punti guadagnati ogni settimana.
"Appgrade è un'opportunità molto interessante per i nostri fan Facebook e non solo", dichiara Emiliano Battaglia, General Manager di Wall Street Institute Italia. "L'interazione sul social network è fortissima e questo nuovo strumento ci permette di avvicinare l'inglese anche agli utenti che non seguono i nostri corsi: i fan della pagina possono infatti condividere il gioco sui loro profili e anche sfidare direttamente i propri amici: una rivoluzione divertente dell'apprendimento!".
L'App propone un nuovo articolo del Financial Times ogni settimana e un archivio degli ultimi 10, riadattati per tutti i fan della pagina Wall Street Institute su Facebook, a prescindere se siano studenti in corso o meno. Dopo i tools presenti su wallstreet.it, Wsi continua a sviluppare strumenti aggiuntivi per contribuire a promuovere e motivare le persone a raggiungere i loro obiettivi linguistici. Per scoprire la nuova App interattiva e iniziare il gioco è sufficiente cliccare qui http://on.fb.me/Nt7mGQ.
Via: Pr Newswire
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Più amici attraenti si hanno su Facebook maggiore è la popolarità
Su Facebook più amici attraenti si hanno più si è popolari. E vale soprattutto per le donne: per proprietà transitiva, se hai bei contatti, lo sei anche tu. Lo rivela uno studio che si rifà a Charles Darwin per decifrare i codici delle reti sociali. "Gli individui - ha detto il ricercatore olandese Piet Kommers - sono attratti da persone che sembrano in buona salute, felici e "fertili", nel senso sessuale del termine. E' una legge dell'evoluzione assodata".
Il team dell'università di Twente a Enschede (Paesi Bassi) ha creato quattro profili Facebook con foto di un uomo e una donna, considerati "neutri" dal punto di vista attrattivo. Per ciascuno sono state fatte due pagine distinte: una con foto di amici seducenti e un'altra con contatti bruttini. I profili erano identici dal punto di vista delle informazioni: luogo di residenza, data di nascita, interessi, film e musica preferita.
I ricercatori li hanno sottoposti a 74 studenti tra i 21 e i 31 anni chiedendo loro di giudicare l'attrattiva sociale dei loro possessori. I partecipanti al test si sono basati su questioni del tipo "potrebbe essere un mio amico?", "sarebbe piacevole uscirci?". I ricercatori hanno dimostrato che i ragazzi erano più propensi a scegliere il profilo con gli amici attraenti.
"L'aspetto degli amici - si legge nello studio - influenza la percezione che gli altri hanno del proprietario del profilo. La carica attrattiva delle persone che gli sono collegate su Facebook, ha un effetto positivo diretto sulla propria attrattiva sociale". Lo studio, pubblicato nell'International Journal of Web Based Communities (Ijwbc), sostiene che il fatto di avere begli amici è importante soprattutto per la popolarità delle donne. Gli autori avvertono che vale anche l'opposto: avere collegate foto poco attraenti potrebbe nuocere all'attrattiva di individui o società che usano le reti sociali.
Fonte: TM News
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Rifiutare l'amicizia su Facebook fa soffrire come nei rapporti reali
Un nuovo studio suggerisce che un rifiuto d'amicizia virtuale fa male quanto uno reale, e che ignorare una persona tramite internet provoca reazioni emotive e psicologiche molto simili a quelle che avvengono in un rapporto reale. "Facebook molto spesso viene utilizzato per escludere o ignorare qualcuno con facilità, senza l'imbarazzo causato dal farlo di persona" spiega Joshua Smyth, professore della Penn State University negli Stati Uniti e capo dello studio pubblicato sulla rivista Computers in Human Behavior.
I ricercatori hanno condotto due esperimenti paralleli di interazione sociale tra gruppi di studenti. Nel primo, i partecipanti dovevano descrivere le loro aspettative nel caso ipotetico in cui venissero esclusi da una conversazione tra persone. La reazione è di fastidio e perdita di autostima. Nel secondo esperimento, un gruppo di partecipanti ignari è stato messo in una situazione in cui avrebbero dovuto fare conoscenza con altri studenti, in realtà attori addestrati ad escludere i partecipanti dalla conversazione e a ignorare le loro parole.
"Abbiamo effettuato questo esperimento sia in una situazione reale che su Facebook, e poi messo a confronto le reazioni delle persone escluse" ha spiegato Smyth. "Gli esclusi hanno mostrato una serie di reazioni emotive e psicologiche simili a quelle di chi viene escluso di persona, un senso di fastidio e perdita di autostima". Per Smyth, questi risultati sono in realtà positivi, in quanto mostrano che anche un rapporto sociale di tipo virtuale, in apparenza distante e freddo, può essere carica di significato e di emotività se causa questi risultati quando viene a mancare.
Foto dal web
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Niente amicizia su Facebook tra prof e studenti, infuria la polemica
Proibite le amicizie su Facebook tra professori e studenti, per "mantenere la distanza" tra i due ruoli. Protagonista della decisione, racconta il Messaggero Veneto, è il preside dell'Isis Malignani, Aldo Durì di Cervignano, in provincia di Udine. Oltre al fatto, sul web è montata la polemica anche per la durezza con cui il dirigente scolastico ha esposto le sue ragioni:
"Trovo insopportabile e vedere mescolate, nei profili di alcuni insegnanti sui social network, le amicizie più diverse. Tra i contatti convivono adulti, parenti, adolescenti e studenti che frequentano le classi di quegli stessi insegnanti. Dal punto di vista deontologico è una cosa oscena. Ci sono distanze che vanno rispettate così come la diversità dei ruoli che è necessario mantenere in classe e fuori dalla scuola".
Inoltre, continua il preside sul Messaggero Veneto: "Il professore non è l'amico e non deve essere un confidente. Fare confusione in merito alla diversità dei ruoli è un elemento di assoluto disorientamento che può provocare uno scompenso psicologico ai ragazzi. Nel momento in cui un professore metta a rischio il prestigio dell'istituzione e la sua autorevolezza professionale creando rapporti ambigui, confusi e inopportuni con i ragazzi, ne risponderà personalmente".
Ma Durì si tradisce quando gli vengono chiesti quali siano questi "episodi disdicevoli", di cui sono stati protagonisti i social network che hanno scatenato una così drastica presa di posizione: "Una persona non può scendere dalla cattedra e dare giudizi inopportuni pubblicamente sul preside e sui colleghi. Sconsiglio nel modo più fermo l'apertura del proprio profilo ad amicizie eterogenee, che comprendano contatti privati con alunni. E' bene che tutti si adeguino a queste disposizioni prudenziali di comportamento nell'interesse della tutela di una corretta relazione docente-alunno che non può essere paritaria".
Mentre non è chiaro come questo preside possa attuare le sue minacce, la polemica impazza sul web, tra chi trova giusta la sua presa di posizione e chi invece sia convinto che i social network siano anche loro importanti canali educativi per facilitare il rapporto studente-professore, se usati correttamente. In Liguria è stata emanata la prima circolare scolastica che impone il divieto agli alunni e agli insegnanti di diventare amici sul social network.
Fonte: La Stampa
Studentesse picchiano coetanea 14enne e si vantano su Facebook
Il resoconto di una rissa tra ragazzine finisce su Facebook a suon di commenti e insulti. Poi qualcuno si rende conto che i messaggi potrebbero compromettere la situazione, così i post vengono cancellati. Troppo tardi, perché i carabinieri di Vobarno, paesino della Valsabbia (Brescia), avevano già ricevuto una denuncia per aggressione. Una ragazza di 14 anni è stata picchiata a sangue da 4 coetanee. La vittima ha riportato contusioni al costato, ecchimosi in diverse parti del corpo e la frattura di una mano. Le tre coetanee frequentano la scuola media “Migliavacca” di Vobarno, e qualche giorno fa avevano discusso animatamente.
Sembra che l'alterco sia stato provocato da un amore conteso. Dopo gli insulti, però, due delle tre studentesse avevano deciso di passare alle maniere forti, aggredendo fisicamente la compagna di classe. Subito dopo il pestaggio avvenuto nel pomeriggio, all'uscita dalla biblioteca della scuola, le ragazzine avevano pensato bene di descrivere le “gesta” sulle rispettive bacheche Facebook. Vari i commenti, tra cui “L'ho presa per i capelli e l'ho trascinata, nel frattempo mia sorella gli dava i calci, ke ridere”, a cui qualcuno aveva anche risposto, “Alla prossima falla peggio, uccidila”. Al “consiglio” della compagna di classe, la 14enne violenta aveva risposto sicura: “Certo nn ti preoccupare gli rompo l'altra mano a questa”.
Il consiglio di classe della scuola ha sospeso tutte le ragazze coinvolte, e i professori vagliano e ascoltano le versioni più disparate: secondo alcuni, la vittima del pestaggio avrebbe provocato l'ira delle quattro compagne di proposito. A soccorrere la malcapitata, il fidanzato della sorella, che ha sedato la rissa. Nonostante l'intervento, il referto medico ha confermato le numerose lesioni riportate. La mamma della ragazzina aggredita, intanto, ha spiegato al Giornale di Brescia che sua figlia non vuole più tornare in quell'istituto: “Ha deciso di riconsegnare il flauto baritono alla scuola e di non andarci più. Musica era l'unica materia in cui andava bene”.
Via: Fan Page
Foto: Goodwitchbadwitch
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Usa, rubate foto Facebook di studenti e inserite in sito pornografico
Se pensate che le impostazioni di privacy del vostro bambino su Facebook in realtà non sono importanti - pensateci di nuovo. L'FBI sta indagando su un incidente in cui sono state prese le foto su Facebook di ragazze adolescenti e collocate su un sito pornografico. L'età delle vittime va dai 14 ai 17 anni.
La buona notizia è che le foto mostrano le ragazze completamente vestite e la cattiva notizia è che alcuni dei loro dati personali sono stati inseriti sul sito insieme alle foto. Gli studenti sono rimasti scioccati ed imbarazzati quando il decano della scuola ha riferito loro la notizia. Immaginate di vedere le foto di vostro figlio su un sito pornografico con il loro nome e accanto pubblicato il nome del liceo.
A peggiorare le cose, la pornografia infantile è stata scoperta anche sul sito web theMassachusettsbased. "Le impostazioni della privacy di questi giovani hanno permesso a qualcuno di prendere e raccogliere quelle foto", ha detto il direttore James Pervier alla Polizia. I ragazzi non hanno le loro impostazioni di privacy configurate correttamente, e il design di Facebook rende molto facile il download delle foto.
Tutto quello che occorre è fare clic su un'immagine, e si ha la possibilità di salvarla. Alcuni siti di foto condivise disabilitano l'opzione di salavataggio col tasto destro del mouse. Questo può essere un lieve deterrente per qualcuno, ma ci sono ancora nolti modi perchè le proprie immagini possano essere rubate.
Bisogna tener sempre a mente che qualsiasi cosa su Internet può ritorcersi contro una persona. Ricordate inoltre che le foto di copertina Timeline sono pubbliche, e questo non può essere modificato. Per il massimo della privacy, non caricate fotografie reali di se stessi o della vostra famiglia - usate clip art, la vostra scena preferita all'aperto o un'altra immagine di qualche tipo.
Via: Facecrooks
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Test sopravvivenza in un liceo, senza Facebook per sette giorni
"Mia mamma non ci credeva, invece ce l´ho fatta". Dopo sette giorni senza mandare sms e chattare in Facebook, Caterina esulta. E scatta l´orgoglio della seconda A del Righi. Si sentono quasi eroi, quelli che possono stare senza tv-computer-telefonino, i sopravvissuti, i protagonisti di un digiuno impossibile, almeno agli occhi degli adulti.
"Che soddisfazione", dicono ora alla professoressa di Lettere, Matilde Maresca. È lei che ha lanciato la sfida: l´astinenza dalle nuove tecnologie, quelle da cui si sentivano più dipendenti, per una settimana. Al rientro dalle vacanze di Natale faranno un giorno a settimana, a rotazione, di black out: chi spegnerà la tv, il pc o il cellulare, chi non giocherà alla 'play' per 24 ore.
Così sino alla fine dell´anno. È la rivincita della Net generation. Ma a mezzanotte e un minuto di domenica, quando la prova è terminata, che è successo? Diego risponde per tutti: "Dormivamo". Ma qualcuno rompe gli indugi. Lorenzo confessa: "Mi sono messo su un cd degli Iron Maiden, il metal a cui avevo rinunciato, è la mia debolezza. A volume basso, però".
Federico ha acceso il computer: "Non potevo rinunciare a sapere cosa era successo nella pagina di Lady Gaga". Difficile è stato organizzarsi per la serata o la partita a basket: chi ha rispolverato il telefono di casa, chi si è perso qualche amico all´appuntamento. "Almeno ci siamo confrontati tra persone reali", osserva Filippo.
Ci tengono a non sentirsi diversi. "Non siamo cambiati, mica siamo diventati hippies! Solo che ora sappiamo usare più responsabilmente il telefonino o il computer". Non rinunceranno a chattare o agli sms, certo che no. "Ma non era questo lo scopo", osserva l´insegnante. "L´idea era proporre un uso più consapevole delle tecnologie".
Tratto da: La Repubblica (Bologna)
Articolo di Ilaria Venturi
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Studente scomparso a Palermo, su Facebook per trovare risposte
"Per favore, aiutateci a ritrovarlo", è l'appello disperato che aveva lanciato Laura Zarcone, mamma di Marcello Volpe, lo studente palermitano scomparso la mattina del 12 luglio. Di Marcello non si sà più nulla dal giorno precedente al suo ventesimo compleanno. Alle 8 è uscito di casa in via Aloisio Juvara,, nella zona della Fiera del Mediterraneo, dicendo al fratello che sarebbe andato al laboratorio di un ebanista e sarebbe rientrato dopo un paio di ore, ma da quel momento ha fatto perdere le proprie tracce. Non ha portato con sé alcun documento di riconoscimento e il suo cellulare da allora risulta irraggiungibile. L’immagine di Marcello, alto circa un metro e 75 centimetri, longilineo, capelli e occhi castani, con i segni dell’acne giovanile sulle guance, a più di quattro mesi dalla scomparsa è ancora in ogni punto di Palermo, nei bar, nei negozi e nei centri commerciali con la speranza che qualcuno lo riconosca e possa dare notizie. Anche su Facebook è scattata la ricerca finora purtroppo vana. I genitori di Marcello hanno organizzato fiaccolate, comprato pagine di giornale, fatto appelli in tutti i modi, ma del loro ragazzo ancora non c'è nessuna notizia. "Mio figlio aveva nel portafogli cinquecento euro e temo che possa essere stato rapinato e aggredito - dice la madre - Qualche segnalazione c'è stata, come quella di un venditore di panelle ad agosto, ma finora niente di concreto". "Da quando mi sveglio la mattina a quando mi addormento la sera non riesco a smettere di pensare a lui - dice ancora la madre - Mi chiedo dove sarà, cosa starà facendo... Migliaia di domande che scorrono veloci come un fiume in piena". Per eventuali segnalazioni è possibile chiamare il numero di cellulare 320 431 944.
Via: Il Corriere della Sera
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Usa, la generazione Y preferisce il social Facebook al posto di lavoro
Per i "nativi digitali" della generazione Y, cresciuti a pane e internet e non conoscendo epoca senza computer l'accesso a internet e Facebook è piuttosto importante. Per il 56% degli americani tra i 21 e i 29 anni, è addirittura fondamentale: senza accesso ai social media, rifiuterebbero un posto lavoro. Il rapporto ha inoltre evidenziato che il 70% dei giovani italiani interpellati - e più della metà degli intervistati a livello globale - non potrebbero vivere senza il web e lo definiscono "una parte integrante della loro vita", in alcuni casi più rilevante di avere una relazione o divertirsi.
Uomini vittime di truffe su Facebook, meno prudenti rispetto donne
Inutile dire che ci sono molte truffe veicolate su Facebook. Una parte di queste iniziano tramite una semplice richiesta di amicizia ricevuta da parte di sconosciuti. Accettano amicizie da persone sconosciute con maggiore frequenza, soprattutto se sono di bell'aspetto, sono meno prudenti nei contatti che instaurano e, in generale, hanno livelli di protezione della propria privacy più bassi: gli uomini, su Facebook, possono cadere "prede" di estranei e di frodi informatiche più facilmente delle donne che, invece, si dimostrano più caute nel cedere le proprie informazioni personali.
Facebook e calciatori per spiegare la prevenzione dei tumori
Il cancro si previene da giovani ma nessuno spiega ai ragazzi come fare: il 71% non ha mai ricevuto informazioni in proposito, solo il 17 ne ha parlato in famiglia e appena il 12 a scuola. Le conseguenze sono una forte ignoranza sui fattori di rischio da fumo e alcol (un terzo non crede abbiano legami con i tumori) fino alla sedentarieta' (il 43% la sottovaluta).
Per sopperire a questa ignoranza i medici dell'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) hanno lanciato nel 2011 il progetto 'Non fare autogol': un tour per l'Italia con i calciatori di serie A per insegnare agli studenti come proteggersi. In sette tappe hanno incontrato circa 2.000 alunni e decine di migliaia di giovani hanno seguito la campagna su internet (www.nonfareautogol.it).
I risultati, presentati al Congresso nazionale dell'associazione in corso a Bologna, danno ragione agli oncologi: "Il 94% dei ragazzi ha apprezzato il nostro intervento, di questi la meta' si augura possa diventare un appuntamento fisso in classe", ha spiegato il presidente Aiom Carmelo Iacono. Per sensibilizzare i giovani Aiom ha inoltre realizzato un opuscolo a vignette con le caricature dei calciatori ("Non fare autogol - gioca d'attacco contro il cancro") e le 'regole d'oro' dell'allenatore.
Reso possibile da Boehringer-Ingelheim, ha inoltre ha ottenuto il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI, della FIGC e della FMSI. Oltre 2.500 amici seguono 'Non fare autogol' su Facebook, dove e' stato attivato un concorso che ha messo in palio le t-shirt autografate dei campioni.
Via: AGI
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