Una class-action, simile a quella affrontata da Apple e Google, per gli acquisti fatti dai ragazzini senza il consenso dei genitori. È quella che si prepara ad affrontare Facebook, autorizzata da un tribunale californiano per presunte violazioni della legge dello Stato Usa sul rimborso degli acquisti effettuati. Il caso è nato nel 2012, a intentare la causa i genitori di un gruppo di minorenni che hanno acquistato, senza la loro autorizzazione, crediti virtuali da usare nei giochi online.
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Class action dei genitori per acquisti fatti dai minorenni su Facebook
Una class-action, simile a quella affrontata da Apple e Google, per gli acquisti fatti dai ragazzini senza il consenso dei genitori. È quella che si prepara ad affrontare Facebook, autorizzata da un tribunale californiano per presunte violazioni della legge dello Stato Usa sul rimborso degli acquisti effettuati. Il caso è nato nel 2012, a intentare la causa i genitori di un gruppo di minorenni che hanno acquistato, senza la loro autorizzazione, crediti virtuali da usare nei giochi online.
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Minacce su Facebook e Twitter alla Carfagna: verremo a prenderti...
La portavoce del gruppo Pdl alla Camera dei deputati Mara Carfagna ha dato mandato ai suoi legali di procedere per diffamazione e minacce verso gli utenti di Facebook e Twitter che hanno utilizzato nei suoi confronti affermazioni lesive e gravemente offensive. Lo comunica, in una nota, l'ufficio stampa della parlamentare del Pdl.
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Vasco Rossi ancora contro Nonciclopedia: è stupida e volgare
Vasco Rossi è tornato a far parlare di sé con un post, pubblicato su Facebook, in cui commenta la baruffa nata appena una settimana fa con il sito Nonciclopedia: "Cari i miei 'brufolosi e ignoranti ragazzini' - si legge nel post che ha ottenuto 8.700 mi piace - fatevene una ragione. Non è della mia reputazione o della mia immagine che si tratta. Sapete quanto me ne frega? Se avete passato il limite della diffamazione ne dovrete rispondere ai miei avvocati e in sede legale. E' inutile che vi arrampichiate sugli specchi. Dovete prendervi la 'responsabilità' di quello che avete fatto".
L’artista, sulla propria pagina sul social network, domenica ha acceso nuovamente la miccia: "Nonciclopedia è un’idea stupida, volgare, vergognosa, ignorante e ipocrita!". E a proposito dell'azione legale che i suoi avvocati hanno mosso nei confronti degli amministratori di Nonciclopedia continua:
"Se verranno accertati gli estremi della diffamazione, i danni che vi chiederò di pagare saranno devoluti in beneficenza e non saranno pochi. Questo ve lo posso garantire. Ma questa è solo una questione 'tecnica'. Restano solo gli 'specchi'... da pulire e la vostra arrogante ignoranza... da punire". Il cantante ha tenuto poi a sottolineare in cosa consista per lui il concetto di libertà: "Scrivere in forma anonima sul muro di un cesso o su un sito internet - si legge su Facebook - può essere un'attività divertente, ma NON si tratta di libertà di espressione o di parola".
Libertà per Vasco equivale a responsabilità: "Questo sacrosanto diritto conquistato dalla civiltà occidentale al prezzo della vita di milioni di persone, lo si esprime solamente quando ci si prende la responsabilità di quello che si dice mettendo il proprio nome e cognome. La 'delazione' anonima è la triste realtà dei regimi totalitari e dittatoriali del secolo scorso".
Via: La Stampa
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Facebook contro Daily Mail per articolo su banda pedofili
Facebook sta minacciando azioni legali contro il Daily Mail che aveva pubblicato un articolo in prima pagina sull'operato d'una banda di pedofili attiva proprio sul sito di Mark Zuckerberg. Venerdì scorso il quotidiano aveva pubblicato un articolo dal titolo "Ancora quante vittime della gang del sesso di Facebook?". I genitori di circa 16mila minori d'Albione avrebbero infatti espresso le più allarmate preoccupazioni per l'operato di una rete di pedofili attivi nella contea di Devon, che avrebbe coinvolto almeno 20 vittime. Questo ha provocato una rabbiosa reazione a Facebook, che ha detto che non vi sarebbero prove a sostegno dell'affermazione che il sito di social networking sia stato utilizzato per agevolare lo sfruttamento sessuale dei bambini in questo caso. Facebook si è lamentato con il Daily Mail, e il giornale ha cambiato il testo del titolo online in attesa di una ulteriore ricerca. Il sito - che sta cercando di adottare una posizione dura contro il Mail - ha anche chiesto le scuse della stampa. Tuttavia, il Mail ritiene di non avere alcuna ragione per scusarsi e addetti ai lavori hanno detto che il giornale aveva buone ragioni per menzionare Facebook. Un portavoce del Daily Mail ha dichiarato: "Noi non modifichiamo il nostro racconto". Infelice della situazione di stallo, Facebook ha deciso di arruolare i suoi avvocati, Osborne Clarke, ad esaminare se la società di social networking può citare in giudizio il giornale o se debba presentare una denuncia alla Press Complaints Commission.
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