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Posta su Facebook foto hard della ex diciassettenne, arrestato stalker


Pubblica su Facebook le foto pornografiche che aveva realizzato con l'ex fidanzata con cui ha troncato la relazione da tempo e viene arrestato. E' successo a Caltanissetta dove i Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile hanno arrestato Davide Miraglia. E' accusato di produzione e divulgazione di materiale pedopornografico, diffamazione e minaccia. 

Miraglia era agli arresti domiciliari, perchè era già stato incriminato per stalking nei confronti della minorenne, alla quale è legato da una parentela. Un'indagine che s'è mossa sull'asse Caltanissetta-California, in particolare a Palo Alto dove ha sede Facebook. 

E' stata la madre della diciassettenne a denunciare lo scorso 2 settembre che sul profilo Facebook di Miraglia erano state postate scatti hard in cui v'era in posa la figlia e che altre immagini compromettenti erano state pubblicate su un secondo profilo. 

Miraglia, inoltre, avrebbe inviato un sms all'ex fidanzata minacciandola che avrebbe fatto girare altre foto osè se non fossero tornati insieme. Ma scavando nella rete, i carabinieri hanno individuato un terzo profilo dove Miraglia aveva pubblicato altre foto. 

Venerdì notte i carabinieri hanno perquisito l'abitazione di Miraglia, sequestrando diversi cellulari, numerosi Cd e un computer che saranno analizzati dagli specialisti per verificare se contengano altro materiale pedo-pornografico. Ora le indagini dei carabinieri mirano ad individuare se vi sono stati altri utenti di Facebook che hanno condiviso le foto pubblicate da Davide Miraglia.

Via: AGI
Foto dal web

Scopre su Facebook rivale amoroso: gli taglia gomme e lo accoltella


Ha scoperto il suo rivale in amore su Facebook e lo ha ferito a coltellate. L’aggressore è stato arrestato dalla polizia, la vittima si trova ricoverata in ospedale in prognosi riservata. È accaduto a Leinì, nel torinese. L’uomo aveva scoperto, navigando sulla rete, che la giovane di cui si era invaghito senza essere corrisposto, si intratteneva con un ragazzo di 22 anni. 

Prima gli ha danneggiato l’auto, poi, durante una lite, lo ha colpito con tre coltellate. L’aggressore, Roberto Romano, 35 anni, è stato arrestato con l’accusa di lesioni aggravate. L’epilogo, che ha sfiorato la tragedia, è avvenuto sotto casa sua, a Rivoli (non Leini), alle porte di Torino. 

Secondo la ricostruzione degli investigatori, a chiamarlo in strada era stato il giovane ventiduenne al quale Romano, sempre attraverso Facebook, aveva fatto sapere di aver tagliato gli pneumatici. Provocatoriamente sul social network Romano gli aveva scritto di andare a vedere che cosa fosse successo alla sua vettura. 

Pronta la reazione del giovane che, trovandosi davanti chi gli aveva danneggiato l’auto, gli ha sferrato un calcio. Ma Romano, uscito da casa con un coltello da cucina, a sua volta lo ha colpito con tre fendenti, uno dei quali ha provocato un emopneumotorace.

Dopo l’aggressione - fa sapere la Polizia - Romano è rientrato a casa dove ben presto è stato raggiunto dagli agenti del commissariato Rivoli che lo hanno arrestato. A quanto si è saputo, l'uomo più volte era stato denunciato per stalking e danneggiamento, dalla fine dell'anno scorso fino a settembre di quest'anno.
Via: La Stampa
Foto dal web

Palermo: ragazza uccisa, il popolo di Facebook invoca pena di morte


Il popolo di Facebook è indignato e si scaglia contro Samuele Caruso, il 23enne con la passione per i gatti e il fisico palestrato, che venerdì ha ucciso barbaramente Carmela Petrucci, 17 anni, e ferito gravemente la sorella Lucia, di un anno più grande. Agli investigatori, che lo hanno ascoltato per tre ore di fila, ha detto di aver perso la testa.

Il giovane, che sul social network si definisce tigrotto, non si era rassegnato alla fine della sua storia d'amore con Lucia, conosciuta proprio su Facebook. Samuele, armato di coltello, si è recato venerdì sotto la casa in cui l'ex viveva con la famiglia e ha atteso il suo ritorno dopo la scuola.

Poi, forse al culmine dell'ennesimo rifiuto, ha estratto l'arma e ha sferrato decine di fendenti. Alcuni mortali hanno raggiunto Carmela, che nel tentativo di difendere la sorella ha fatto da scudo alla ferocia bestiale. Nella pagina di Facebook Carmela Petrucci riposa in pace, che ha quasi 1.000 iscritti, monta la rabbia della gente.

Alberto scrive: "Non ci sono parole, solo rabbia e dolore. Spero che in carcere i detenuti gli facciano una bella festa con tante legnate!!!! Palermo in lutto". Per Mary "in casi come questi in cui si ha il colpevole si deve approvare la pena di morte". Federica mette in dubbio l'ipotesi che si tratti di un delitto d'impeto.

"Non ha perso la testa - scrive -, lui è andato lì con l'intenzione di ucciderla.. altrimenti non sarebbe uscito con un coltello. E questo, secondo me, è ancora più grave. Gente che si sente in diritto di togliere la vita altrui, che schifo. Povera ragazza". Lucia gli chiede "perché non ti sei ammazzato tu?", mentre Viviana dice:

"Che ora paghi! Che lo Stato intervenga! Che i pm siano consapevoli della gravità! Mostro!!!". "Ti dovrebbero far saltare la testa a colpi di macete" scrive Gemma. Carmela e Lucia frequentano la stessa classe fin dalla prima elementare. Chi le conosce le descrive come due ragazze particolarmente unite, sempre insieme.


Via: Adnkronos
Foto: Facebook

Germania: rivela su Facebook per vendetta dati del molestatore


Giustizia sommaria che calpesta la privacy o reazione giustificata? Ariane Friedrich, 28 anni, la campionessa tedesca di salto in alto e agente di polizia nella vita extrasportiva, combatte contro un uomo che l'ha molestata su Facebook, inviandole anche una foto dei suoi genitali. Lei ha deciso di reagire. Non si è limitata a denunciarlo, ma ha rivelato sul social network nome e luogo di residenza del suo persecutore.

Molti si sono schierati dalla sua parte, con comprensione, altri la criticano per "essersi fatta giustizia da sola". E i giornali si chiedono se Ariane abbia commesso un reato, se possa essere citata in giudizio, se "abbia fatto la cosa giusta". I pareri sono discordi. Giuridicamente, va tenuto naturalmente conto del fatto che non è provato che la persona accusata sia effettivamente il mittente dei messaggi.

In secondo luogo, sono tre le città che si chiamano come quella indicata dall'atleta tedesca e in una di queste esistono due uomini con lo stesso nome. Persone incolpevoli potranno trovarsi in difficoltà e decidere di avviare un'azione legale. La maggioranza di chi è inizialmente intervenuta su Facebook e sui siti ha sottolineato la priorità di mettere i molestatori in grado di non nuocere.

Intanto, un portavoce della polizia ha detto che si stanno facendo tutti gli accertamenti per risolvere il caso. Nessuna ipotesi, per il momento, di provvedimenti disciplinari. I responsabili dei due sindacati degli agenti hanno elogiato la reazione, "perché il codice penale si applica anche su Internet". Ma Josef Scheuring, presidente della Gewerschaft der Polizei (GdP), ha anche definito "problematica" la scelta di rivelare i dati del molestatore.

Via: Il Corriere della Sera
Foto: Facebook

Ruba il profilo Facebook e la perseguita per 3 anni, denunciata


Ha aperto un falso profilo Facebook di una collega di lavoro e le ha reso la vita un inferno per tre anni, costringendola ad abbandonare l'impiego e l'abitazione. La vittima e' una 36enne di Prato, mentre la sua persecutrice è una donna di 32 anni, residente a Sesto Fiorentino (Firenze), denunciata per stalking e sostituzione dalla polizia. A scatenare gli atti persecutori è stata la convinzione della stalker che la 32enne flirtasse con un collega di cui si era invaghita lei.

La perseguita per mesi, divieto di contattare l'ex su Facebook


Dopo mesi di continue persecuzioni e molestie un ventisettenne di Parma non potrà più contattare la sua ex ragazza nemmeno su Facebook. Si conclude così l'ennesima storia di degenerazione nel comportamento di un ragazzo incapace di accettare la fine di una relazione sentimentale. La ragazza sarebbe stata anche oggetto di ossessive attenzioni e molestie da parte dell'ex fidanzato attraverso sms. Lei - studentessa 22enne domiciliata a Parma - decide di lasciare il fidanzato. Lui - G. F. le sue iniziali - non ci sta e comincia a tempestarla di telefonate e sms per farle cambiare idea. Un'escalation di due mesi in cui il giovane la importuna con appostamenti e pedinamenti. Sempre con toni violenti, minacce e aggressioni verbale che non si placano nemmeno di fronte a una pattuglia della polizia municipale, allertata in un'occasione dalla ragazza esasperata dal comportamento dell'ex fidanzato. A quel punto, a ottobre, la vittima degli atti persecutori si rivolge alla squadra Mobile e scatta la denuncia per stalking. Dopo aver esaminato i documenti relativi al caso, i tabulati telefonici e ascoltato i testimoni delle scenate pubbliche del giovane, il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Parma emette la misura cautelare nei confronti del ventisettenne, applicando le nuove disposizioni contemplate per i reati di stalking, introdotte dall'articolo 612 bis del codice penale. Per lui, il divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dall'ex fidanzata, e di contattarla con qualunque mezzo, anche tramite il noto social network. Recentemente  la Corte di Cassazione ha ritenuto punibile per stalking la persecuzione attuata da un ragazzo alla ex fidanzata anche con messaggi inviati su Facebook.

Via: La Repubblica

Divulga le foto intime della ex su Facebook, arrestato


Foto intime messe su Facebook, minacce telefoniche, un profilo fasullo sullo stesso social network per invitare gli uomini a conoscere l’ex fidanzata: è quanto ha ideato un consulente commerciale di 45 anni di Manfredonia (Foggia), dopo essere stato lasciato da una ventenne di Montenero di Bisaccia (Campobasso). 

L’uomo è stato arrestato dal Commissariato di Termoli nel centro pugliese per stalking, violazione della privacy e diffamazione. La ragazza aveva instaurato una relazione sentimentale con il consulente dopo averlo conosciuto sulla chat Badoo, ma nel giro di qualche mese, alla richiesta di chiudere la storia, nello scorso gennaio, sono cominciate le minacce e i tormenti da parte dell’uomo. 

La reazione del consulente è stata violenta e persecutoria e si è concretizzata con le minacce alla ex, la divulgazione di foto e commenti imbarazzanti sulla giovane. La studentessa è stata contattata spesso da sconosciuti che avevano letto il suo falso profilo su Facebook proponendole incontri di natura sessuale. 

Secondo il vice Questore di Termoli Maria Santoli che ha condotto le indagini in stretto contatto con la Procura frentana, dietro i messaggi e contatti degli estranei in realtà si nascondeva un unico molestatore, il quarantacinquenne di Manfredonia ora rinchiuso in carcere a Foggia. La ventenne, sottoposta a forti pressioni psicologiche, è dovuta ricorrere a cure specialistiche a seguito del forte stress subito.

Via: Corriere del Mezzogiorno

Stalking: Facebook allevia la pena a 32 enne ex calciatore


Graziato, in parte, anche da Facebook. Lui e' un ex calciatore dell'Imperia ed aspirante modello, di 32 anni, Maurizio Saglietto, accusato di stalking nei confronti dell'ex fidanzata, una giovane donna di 23 anni, cameriera di Sanremo. E, infatti e' stato grazie a Facebook, in particolare ad alcune foto che ritraevano la sua ex fidanzata in discoteca con gli amici, a giocare a favore del giovane, che oggi ha patteggiato 8 mesi di reclusione, quindi il minimo della pena. In quel modo, la sua difesa ha voluto dimostrare che la vita della ragazza, tutto sommato, non era cambiata in modo tale da configurare un reato di stalking, alla base della quale e' necessario che gli atti persecutori nei confronti della parte lesa siano cosi' forti da indurre quest'ultima a cambiare anche stile di vita. 'Ero innamorato di lei, ma non sapevo che sarebbe andata a finire in questo modo'. Ha risposto alle domande del gip Maria Grazia Leopardi. All'origine dell'arresto ci sarebbero stati una serie di atti persecutori del giovane, nei confronti della ex con la quale aveva avuto una lunga relazione, che negli ultimi tempi era stata costellata da violenti litigi. Uno di questi anche in commissariato, dove la giovane si era recata per denunciarlo e lui, pare, che l'avesse seguita. L'imputato aveva si usato maniere troppo insistenti con la sua ex ragazza per tornare insieme, ma secondo il giudice si trattava di fatti piuttosto lievi.

Sms e minacce su Facebook a ragazzine, denunciati


Molestie pesanti per telefono, offese sui muri, sms, minacce attraverso Facebook. Un vero e proprio incubo vissuto da due ragazzine di Corleone (Palermo), che dopo aver 'rifiutato' due ragazzi del posto, un 23enne e un 27enne, sono state tormentate per mesi. Adesso i due 'cyber-stalker' sono stati identificati e denunciati e nei loro confronti il gip di Termini Imerese ha disposto il divieto di dimora nel territorio del comune di Corleone. L'incubo per le due minorenni inizia nel settembre del 2010 con telefonate anonime, spesso ingiuriose e minacciose, scritte sui muri altamente offensive, continui messaggi pubblicati sul social network sia in bacheca che in chat. Le vittime decidono cosi' di denunciare tutto ai carabinieri. Immediatamente scatta il controllo dei tabulati telefonici per risalire al recapito telefonico dei molestatori. Nel frattempo le indagini interessano anche internet. Si riesce a risalire all'indirizzo I.P. del computer da cui i molestatori inviavano i messaggi ed, attraverso un riscontro incrociato con il Cin (Customer Identification Number) della linea telefonica. Proseguono le telefonate e scattano cosi' le intercettazioni, grazie alle quali i militari hanno conferma di quanto riferito dalle ragazze. Attraverso le telefonate gli investigatori hanno la conferma dell'identita' dei loro sospettati risalendo, cosi', agli autori della vicenda, che vengono denunciati.

Mark Zuckerberg perseguitato da uno stalker su Facebook


Il ventiseienne miliardario ha ottenuto un ordine restrittivo contro un uomo che secondo i suoi avvocati rappresentava una credibile minaccia di violenza e di pericolo imminente per il re dei social network, la sorella Randi e la fidanzata Priscilla Chan. Lo stalker, un americano di origini indiane, che si chiama Pradeep Manukonda, ha sommerso Zuckerberg di mail deliranti usando proprio la casella di Facebook. 

La richiesta era sempre la stessa: «Ho bisogno di denaro, ti prego aiutami». Secondo i documenti legali depositati da Zuckerberg in tribunale il trentunenne stalker ha «seguito», sorvegliato» e «contattato» il Ceo di Facebook «usando modi e linguaggio che hanno compromesso la sua sicurezza personale e quelle della sua ragazza, Priscilla Chan, e della sorella Randi Zuckerberg». 

Via Facebook, con numerose mail «intimidatorie», e nella vita reale. In attesa dell'udienza fissata per fine mese un giudice della California ha ordinato per ora a Pradeep Manukona di stare almeno 270 metri lontano da ciascuno dei tre. Alcune fonti di polizia hanno riferito a Tmz che Manukonda sarebbe arrivato in più di un'occasione fino dentro gli uffici californiani di Palo Alto per incontrare di persona il fondatore del social netwok e chiedere soldi spiegando di trovarsi in gravi problemi finanziari. 

A fine gennaio l'uomo è poi stato fermato dagli uomini della sicurezza all'esterno della villetta di Zuckerberg a Palo Alto. A quanto sembra lo stalker avrebbe continuato a cercare dei contatti con il giovane milionario spedendo perfino mazzi di fiori e lettere scritte a mano. Ogni volta con la preghiera di un aiuto economico per sè e la sua famiglia.

Via: Tmz
Foto: Buzztab

Stalking: perseguitava la sua vittima pure su Facebook, arrestato


A Messina, la polizia ha eseguito un'ordinanza cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di un quarantenne responsabile di stalking. La vittima dopo ripetute molestie e minacce, ha denunciato atteggiamenti persecutori e reiterati e vessazioni continue che le avevano procurato un perdurante stato d'ansia e paura per l'incolumita' propria e dei familiari. L'uomo, infatti, pedinava la donna ovunque, ossessionandola nella vita reale e persino in quella virtuale di Facebook, dove l’uomo, un quarantenne messinese dava il meglio di sé con oscenità e volgarità di ogni tipo indirizzate alla vittima ed estese anche alle persone a lei più vicine. Un incubo finito giovedi scorso quando gli agenti del Commissariato Nord di Polizia di Stato hanno notificato all’uomo un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale degli arresti domiciliari per stalking. Grazie all’esecuzione del provvedimento emesso dal Tribunale di Messina, lo stalker non potrà allontanarsi dalla sua abitazione, né potrà comunicare con persone diverse dai familiari o conviventi con qualsiasi mezzo, compreso quello virtuale.

Perseguitata su Facebook ma lui vive in Francia, non e' punibile


Da quattro anni vive un incubo la donna straniera ormai residente a Perugia da quasi due decenni. Un ragazzo francese conosciuto in una chat online la perseguita con messaggi, telefonate, e minacce a lei e alla sua famiglia. Ma la giustizia italiana nulla puo' oltralpe dove il reato di stalking non esiste. La vicenda e' riportata ieri dall'edizione Umbra del quotidiano Il Messaggero. La donna, cinquantenne, conosce un trentenne francese che le racconta di essere un malato terminale. Allora decide di fargli compagnia, per quanto possibile da dietro un pc. Ma poche settimane dopo averlo conosciuto, per lei inizia l'incubo: 16 lettere recapitate a casa e sul posto di lavoro, 40 telefonate al giorno e una valanga di messaggi. Lei decide di non sentirlo piu'. Ma lui reagisce male, la cerca al lavoro, trova i vicini di casa, alcuni parenti e li minaccia. Si iscrive in vari siti con l'identita' della sua vittima, e le fissa appuntamenti erotici. Sotto casa sua si presentano decine di uomini. Usa anche i nomi dei figli della donna per creare falsi profili online. E manda lettere con delle croci e i nomi dei piccoli scritti. Il pubblico ministero di Perugia Giuseppe Petrazzini ha aperto un fascicolo, ma per ora l'indagine si ferma al confine.

Perseguita ex moglie su Facebook, denunciato per stalking


Un ternano di 44 anni, P.G., e' stato denunciato dalla divisione di polizia anticrimine della questura di Terni per il reato di stalking. Secondo quanto riferito dalla questura di Terni, l'uomo, perseguitava la ex moglie con l'intento di farle perdere l'affidamento del figlio 12enne. 

Telefonate, messaggi al cellulare e su Facebook, oltre a pedinamenti e appostamenti sotto casa e nei luoghi frequentati dalla donna, una ternana di 36 anni. Gli agenti hanno svolto accurate indagini su quanto raccontato dalla donna, che hanno permesso di raccogliere prove oggettive a riscontro di quanto denunciato ripetutamente dalla 36enne. 

E' infatti emerso che l'uomo aveva messo in atto una vera persecuzione nei confronti dell'ex moglie. Una condotta che aveva provocato una preoccupazione continua nella donna, condizionando la sua vita quotidiana e le sue abitudini, al punto da evitare di uscire di casa e di frequentare amici e parenti. 

Il giudice ha ritenuto che il comportamento dell'uomo integrasse il reato di stalking e ha emesso un provvedimento specifico, vietandogli di avvicinarsi alla casa della ex moglie, al luogo dove lavora, alla casa della madre, alla scuola ed ogni altro luogo frequentato dal figlio per motivi di studio o svago, nonche' di comunicare con loro con qualsiasi mezzo.

Stalker hackerava gli account Facebook femminili, arrestato


La California Highway Patrol ha arrestato Bronk George, 23 anni, di Citrus Heights, California. L'uomo scansionava i profili di Facebook delle donne, alla ricerca di chi mostrava pubblicamente il proprio indirizzo email. Avrebbe poi studiato la bacheca di quella persona ed i campi che aveva compilato al fine di conoscere i suoi interessi, attività, e altri dati utili che in seguito avrebbe potuto utilizzare per contattare il fornitore del servizio email della donna e dire che aveva dimenticato la sua password. Utilizzando le informazioni essenziali raccolte dai profili, Bronk è stato in grado di rispondere correttamente alle domande di sicurezza che le donne avevano impostato. Una volta ottenuto l'accesso alla caselle di posta elettronica delle donne, cercava le immagini di nudo o i video e li inviava da questi account. Qualche volta ha trasmesso i contenuti a tutto l'elenco dei contatti della vittima, e qualche volta ha contattato la vittima direttamente minacciandola di condividere le immagini se lei non gli avesse inviate delle nuove. In alcuni casi, Bronk avrebbe usato l'account di posta elettronica per contattare Facebook e fare lo stesso trucco dimenticando la password per accedere all'account Facebook della vittima. Il suo computer è stato sequestrato e la polizia ha trovato oltre 172 immagini contenenti immagini di nudo e di pornografia. Bronk ha prontamente ammesso la sua colpa e si è dichiarato colpevole d'innanzi alla Corte Superiore di Sacramento di sette crimini, tra cui l'intrusione informatica, la sostituzione di persona e possesso di pornografia infantile. Egli dovrà risarcire le vittime ed affrontare una condanna a sei anni di carcere.

Stalking: Facebook vietato agli ex partner molestatori


Per un giovane savonese, venticinquenne, reo di perseguitare con pesanti pressioni psicologiche l’ex fidanzata di 22 anni che invece delle sue attenzioni non ne voleva sapere da mesi, il Gip ha firmato un provvedimento con la misura del “divieto di avvicinamento” imposto al giovane studente universitario. Il giovane dovrà quindi “stare alla larga” dall’ex fidanzata di 22 anni che lo aveva denunciato nei mesi scorsi agli uffici della Questura dopo aver ricevuto troppe “attenzioni” che hanno finito per trasformarsi in una vera e propria persecuzione dopo la fine del loro rapporto. “Starle alla larga” in ogni modo, dunque non solo con sms e pedinamenti (che andavano in scena quotidianamente, per cercare di riallacciare il rapporto), ma anche con Internet, soprattutto con Facebook, che può trasformarsi in un mezzo per dare attenzioni indesiderate. «È una questione vecchia di mesi, superata, gli ultimi tentativi ritenuti dall’ex fidanzata persecutori risalgono al giugno scorso. Ci siamo stupiti di questo provvedimento ad oltre sei mesi di distanza. I due ex fidanzati ora frequentano addirittura compagnie di amici diverse». Per sicurezza il Gip ha disposto anche le distanze minime da far rispettare. Obbligo di stare ad almeno 25 metri di distanza dalla persona, e almeno a 50 dai luoghi e locali frequentati dalla ragazza. Oltre al non potersi avvicinare alla casa, se R.S. dovesse entrare in un locale in cui si trova l’ex fidanzata ne è prevista l’uscita.

Minaccia di morte la ex con countdown su Facebook, arrestato


Ancora un nuovo caso di stalking attraverso Facebook. Aveva creato sul proprio profilo del social network un «conto alla rovescia» in scadenza il giorno del compleanno dell'ex fidanzata, che avrebbe dovuto avere come epilogo la morte della giovane. 

Un modenese, gia' ammonito dal questore per stalking, e' stato arrestato dalla Squadra Mobile in seguito alle condotte persecutorie nei confronti della donna. Non sopportava di essere stato lasciato, a tal punto da postare sul suo profilo Facebook il «conto alla rovescia» per uccidere la ex fidanzata. Il giorno «x» sarebbe stato quello del compleanno della ragazza. S

econdo quanto riferisce la Questura, gli agenti "hanno fatto in modo che per il giorno del compleanno della malcapitata, questa non fosse più reperibile all'interno dell'appartamento dove era residente e nelle ore immediatamente successive, l'uomo è stato tratto in arresto". Nei confronti dell’uomo è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per condotte persecutorie.

Via: La Repubblica

Lo stalking vale anche su Facebook

Non solo pedinamenti e chiamate a ogni ora del giorno, adesso, tra le minacce degli stalker rientrano anche i messaggi scritti su Facebook. A stabilirlo è la Cassazione che ha confermato oggi i domiciliari, disposti dal Tribunale di Potenza, per un ragazzo accusato di “atti persecutori” ai danni dell’ex fidanzata. Il giovane, non rassegnandosi alla fine della relazione, prima aveva riempito di minacce la bacheca virtuale del social network, poi aveva postato un video che ritraeva i due durante un rapporto sessuale. Non contento aveva anche tartassato il nuovo compagno della ragazza con foto precedentemente scattate in situazioni intime. “Continui episodi di molestie, consistiti in telefonate, invii di sms, messaggi di posta elettronica e tramite Facebook, anche nell'ufficio dove lei lavorava” avevano portato il Tribunale di Lagonegro, dopo la denuncia della ragazza, nel febbraio 2010 a disporre la custodia cautelare in carcere per l'uomo. In riforma del provvedimento, poi, il Tribunale di Potenza aveva concesso i domiciliari. Inutile per l’indagato il ricorso in Cassazione: i Supremi Giudici, infatti, hanno confermato il provvedimento ritenendo quei comportamenti “minacciosi e molesti” e considerando “gravi indizi di colpevolezza” anche i messaggi su Facebook, che avevano creato nella vittima “uno stato d'animo di profondo disagio e paura in conseguenza delle vessazioni patite”.

Fonte: http://libero-news.it/