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Facebook offre strumenti per prevenire suicidio su Live e Messenger


Facebook sfrutta la connessione per fornire il supporto a coloro che destano segnali di allarme. Il social network ha annunciato di aver aggiornato gli strumenti e le risorse offerte alla persone che possono pensare al suicidio, così come il supporto offerto ai loro familiari e agli amici interessati. Questi includono strumenti di prevenzione dei suicidi per aiutare le persone in tempo reale su Facebook Live, supporto Chat e via Messenger dalle organizzazioni che lavorano su questo tema, e la segnalazione semplificata che sarà assistita dall'intelligenza artificiale.

Facebook aggiunge nuova funzionalità per prevenire eventi suicidiali


Facebook aumenta i suoi sforzi contro il rischio di suicidio da parte dei suoi iscritti e decide di ampliare notevolmente il sostegno e le risorse in tal senso. Il social network sta per introdurre un nuovo strumento per offrire aiuto e sostegno a chi potrebbe togliersi la vita o compiere autolesionismo. La nuova funzionalità per segnalare tentati suicidi verrà resa disponibile su desktop e mobile. Attualmente, se un post suggerisce che il suo autore intende farsi del male e un amico lo legge e lo segnala, Facebook analizza quel messaggio e raccomanda una eventuale assistenza telefonica.

India: genitori le vietano Facebook, adolescente si impicca in camera


Una ragazza indiana di 17 anni si è suicidata dopo che i suoi genitori le avevano proibito di usare Facebook. E' successo a Parbhani, nello stato di Maharashtra, nell'India occidentale. "Mercoledì sera, ha avuto una discussione con i suoi genitori che gli avevano detto di non usare Facebook e il suo cellulare tutto il giorno per chiacchierare", ha raccontato l'agente di polizia Nanal Peth.

"Gli avevano detto di concentrarsi sullo studio. Dopo la lite, si è chiusa a chiave nella sua stanza ed è stata trovata in seguito impiccata", ha aggiunto. Le forze dell'ordine hanno riferito che la ragazzina aveva lasciato un messaggio per spiegare il gesto nel quale faceva riferimento alla proibizione di Facebook. Suo padre ha dichiarato: "Ancora non riesco a crederci. Siamo in un profondo shock".

"Volevamo solo si concentrasse sui suoi studi. Non potevamo mai pensare che lei avrebbe fatto un gesto del genere", ha aggiunto Dahiwal. Johnson Thomas, direttore di Aasra, un servizio di assistenza con sede a Mumbai, che lavora per la prevenzione dei suicidi, ha detto che i problemi affrontati da giovani vanno dalla mancanza di comunicazione con i genitori alle relazioni interrotte.

Gli esperti dicono che i casi di suicidio sono in aumento. L'utilizzo di Internet è ancora minoritario in India, ma sta crescendo rapidamente: entro il 2013 il web raggiungerà 200 milioni di persone, su una popolazione di 1,2 miliardi. Secondo i dati della Tata consultancy services, tre quarti degli adolescenti indiani preferiscono usare Facebook rispetto al cellulare per comunicare con gli amici.


Fonte: AGI
Via: WSJ
Foto dal Web

Quattordicenne suicida: Moige denuncia Facebook, omesso controllo


Più volte critici nei confronti dei social network, il Moige - movimento italiano genitori - denuncia Facebook per la vicenda della 15enne suicida lo scorso gennaio a Novara. Oltre alla responsabilità degli 8 minori che la Procura dei minori di Torino ha iscritto nel registro degli indagati con l'accusa di istigazione al suicidio e detenzione di materiale pedopornografico, corresponsabilità ci sarebbero - secondo il Moige - da parte della multinazionale per omesso controllo e vigilanza. 

Il Moige ha presentato una formale denuncia alla Procura di Roma, ed "è pronto a costituirsi parte civile in tutti i prossimi episodi di mancato controllo a danno dei minori da parte di Facebook". Maria Rita Munizzi, presidente nazionale del Moige, spiega che "dopo gli ultimi casi di cronaca e le segnalazioni ricevute di contenuti più che discutibili, i casi di bullismo e anche adescamento pedopornografico su Facebook" è stato deciso di procedere ricorrendo all'autorità giudiziaria. 

"Come genitori - prosegue la presidente del Moige - non possiamo più tollerare il far west che vivono i nostri figli iscritti senza il nostro consenso a Facebook, la questione dell'accesso e vigilanza è centrale. Abbiamo più volte ricordato che l'iscrizione dei minori concretamente comporta la formalizzazione di un contratto da parte di un soggetto che non ha ancora capacita' giuridica per farlo, nè al genitore è riconosciuta la possibilità di esercitare la legittima potestà di controllo sul proprio figlio". 

Ed è "grave che una multinazionale come Facebook non effettui una vigilanza sulle piazze virtuali, che sembrano diventate lo strumento privilegiato per pedofili e bulli. Siamo indignati e preoccupati per il silenzio e l'indifferenza di chi gestisce questi potenti mezzi di comunicazione, senza un'adeguata politica di tutela dei minori", conclude il Moige. Mentre si attende la replica del social network, sulla pagina Facebook Safety dei video di esperti spiegano come difendersi dal cyberbullismo.


Fonte: MOIGE
Via: AGI

Novara/ ragazza suicida, Moige: Facebook e Twitter simile far-west


Il Movimento Italiano Genitori (Moige) chiede di fare subito chiarezza sulle cause del suicidio della 14enne di Novara e si dichiara pronto a costituirsi parte civile. In particolare manifesta preoccupazione per il cyber-bullismo: "temiamo che i social network non garantiscono la sicurezza dei nostri figli", ha dichiarato il direttore generale del Moige, Antonio Affinita

"Il fenomeno del cyber-bullismo - aggiunge Affinita - sempre più dilagante continua a non essere affrontato, se non quando succedono fatti di cronaca cosi devastanti come il suicidio della giovane 14enne". "I social network - osserva - da grande opportunità stanno diventando un grande problema: in questo momento, sono un far west, senza regole, né controlli". 

"Se dovesse essere accertato quanto riportato dagli amici della giovane, - aggiunge il direttore del Moige - ci troveremmo davanti a un vero e proprio concorso di responsabilità penale gravissima del social network, colpevole di non aver vigilato, nei suoi server, sulla presenza del gruppo di minori protagonista di queste violenze psicologiche verso la ragazza".

"Noi genitori - ammonisce Affinita - non possiamo tacere. Pretendiamo che ci siano vere garanzie a tutela dei nostri figli, soprattutto quando si parla della loro sicurezza: tutti devono sentirsi responsabili, compresi coloro che dalla rete traggono profitto. Siamo indignati e preoccupati per l'indifferenza di chi gestisce questi strumenti: la vita dei nostri figli vale di piu' del profitto".


Fonte: La Stampa
Foto: Facebook

Chat confidenziale con psicologo su Facebook per suicide prevention


Facebook lavora su nuovi modi per aiutare gli utenti in difficoltà e ha deciso di creare degli strumenti per la suicide prevention. Le persone che lottano con pensieri suicidi spesso entrano in contatto con gli amici e la famiglia in primo luogo. Ma quando la cerchia sociale vive on-line, le più grandi reti di social media sono alle prese con il modo di intervenire e fornire agli utenti il ​​giusto tipo di aiuto. Facebook si fa così "psicologo" per prevenire i suicidi, tramite un sistema che consente agli utenti che manifestano un disagio di collegarsi istantaneamente con un consulente a portata di chat.

Travolto da un treno, rivive con i post degli amici su Facebook


Matteo se ne è andato il 20 marzo scorso, a 17 anni, travolto da un treno vicino Pontedera (Pisa), la città dove abitava. Il giovane si gettò all'improvviso davanti a un treno in arrivo, senza alcun motivo apparente. Sono passati otto mesi, ma da allora i suoi amici continuano a 'parlargli' su Facebook. Matteo amava molto stare in compagnia ma anche la privacy e la sua pagina Facebook è accessibile solo agli amici che continuano a frequentarla. Gli amici del ragazzo continuano a lasciargli messaggi, a fargli domande, raccontargli i piccoli segreti della vita quotidiana. La storia, raccontata dal Tirreno, sta facendo il giro del Web. Matteo era gioviale e allegro. Amava e praticava pugilato. Era rappresentante di classe, ed era sempre disposto a regalare un sorriso, così come a dare una mano a chi si trovava in difficoltà. A Matteo sono state dedicate altre pagine virtuali e forum con contatti da record. C'è chi gli scrive ''ci rivedremo dall'altra parte della strada'', chi lo ringrazia dicendogli ''hai donato a tutti noi momenti magnifici e ci hai insegnato a essere migliori''. Ma anche chi gli racconta i propri tormenti e le proprie gioie, o gli parla dell'ultimo videogioco uscito sul mercato. Ieri l'Itis Marconi di Pontedera, la scuola che frequentava, gli ha intitolato un'aula multimediale. Le postazioni multimediali sono state donate alla scuola dai genitori del ragazzo: Matteo era un appassionato di informatica. Sotto i computer una targa voluta dai compagni di scuola: ''A pugni chiusi e con il tuo sorriso rimarrai sempre con noi''. Ed è come se Matteo continuasse a vivere, nonostante quel gesto disperato. E inaspettato. ''La vita finisce. L'amicizia no".

Via: Adnkronos

Suicidio su Facebook, alla Polizia: volevo attirare l'attenzione


Aveva "postato" un messaggio sulla bacheca del suo profilo di facebook, minacciando il suicidio, ma un' amica, preoccupata, ha chiamato la Polizia. Gli agenti della sala operativa della Questura di Siena, dopo aver provato inutilmente a chiamare sul cellulare della donna, che risultava spento, hanno immediatamente effettuato alcune ricerche e sono riusciti ad individuare il luogo di sua residenza. La centrale ha inviato una Volante a casa della ragazza che e' stata rintracciata in via Cassia Sud. 

Gli agenti hanno constatato il buono stato di salute della donna, una 38enne di origini camerunensi, che ha riferito loro di aver scritto quel messaggio su facebook senza rendersi conto delle effettive conseguenze che avrebbe potuto comportare. Secondo quanto e' emerso in seguito al colloquio avuto con la Polizia, la donna aveva soltanto voluto attirare l'attenzione del ragazzo con il quale aveva poco prima avuto una accesa discussione telefonica. 

I poliziotti hanno anche fatto intervenire i sanitari del 118 per assicurarsi circa le buone condizioni di salute della donna che sono state effettivamente confermate. Lo scorso 22 ottobre una donna aveva annunciato su Facebook la sua intenzione di suicidarsi, perche' depressa per la conclusione di una relazione sentimentale, e' stata salvata grazia alla macchina di soccorso messa in moto dalla polizia postale di Catania. Dopo l'intervento degli investigatori la donna sulla bacheca del suo profilo ha pubblicato dei messaggi di scuse per l'allarme procurato, dovuto a un particolare momento di depressione.

Via: AGI

Minaccia il suicidio su Facebook, salvata dalla Polizia Postale


Una donna, che vive in paesino della Toscana, che aveva annunciato su Facebook la sua intenzione di suicidarsi, perche' depressa per la conclusione di una relazione sentimentale, e' stata salvata grazia alla macchina di soccorso messa in moto dalla polizia postale di Catania. Una donna di 35 anni, che vive in paesino della Toscana, è stata salvata dopo l'annuncio di suicidio 'postato' su Facebook.

Depressa, forse per la conclusione di una relazione sentimentale, la donna aveva deciso di farla finita ma grazie all'intervento della polizia postale delle comunicazioni di Catania, è stata salvata. A lanciare all'allarme è stato un frequentare del social network. La polizia postale di Catania ha ottenuto da Facebook i dati utili per l'esatta identificazione dell'utente e ha poi compiuto una ricerca per risalire a probabili contatti telefonici di alcuni degli 'amici' della donna presunto sul sito.

Gli investigatori sono riusciti a individuata una societa' per la quale aveva lavorato qualche anno prima, e, in seguito, grazie a sua un'amica hanno ricostruito le generalita' complete della donna, e alla sua residenza in una piccola citta' della Toscana. 

Sono stati presi contatti con la Questura del luogo che, in sinergia con la stazione dei carabinieri piu' vicina all'abitazione della donna, e' intervenuta per verificare lo stato di salute della donna. Dopo l'intervento degli investigatori la donna sulla bacheca del suo profilo ha pubblicato dei messaggi di scuse per l'allarme procurato, dovuto a un particolare momento di depressione.

Fonte: La Nazione

Comunica all'amica su Facebook di volersi suicidare: salvata


Comunica all'amica in chat su Facebook che si sta per suicidare, lei chiama i carabinieri che la salvano. E' successo Martedì sera, intorno alle 22,30, quando una donna di Nuoro ha chiamato al 112 dicendo che mentre chattava su facebook con una sua amica di Sassari, quest'ultima aveva interrotto improvvisamente la conversazione dopo averle comunicato che si sarebbe suicidata. Immediatamente il 112 ha inviato una pattuglia della radiomobile di Sassari nell'abitazione indicata dalla donna nuorese e quando i militari hanno suonato il campanello, non hanno ottenuto risposta. A quel punto i carabinieri hanno deciso di sfondare la porta e all'interno dell'appartamento hanno trovato la donna, 50 anni, svenuta, distesa sul letto, in un lago di sangue perche' si era tagliata le vene dei polsi. Sul comodino c'erano anche 5 flaconi vuoti di diversi farmaci. In attesa dei soccorsi, i carabinieri hanno tamponato la forte emorragia con asciugami e lenzuola stretti intorno ai polsi e tentato di rianimarla tenendola vigile, in modo da impedire il soffocamento. Nel frattempo hanno chiamato il 118 che e' intervenuto con l'ambulanza medicalizzata che ha portato la donna all'ospedale dove e' stata sottoposta a terapie e cure. Ora e' ricoverata, fuori pericolo di vita. I medici hanno affermato che l'intervento dei carabinieri e' stato quanto mai tempestivo, poiche' qualche altro minuto di ritardo nei soccorsi sarebbe stato fatale. La donna aveva comunicato all'amica nuorese che stava attraversando un periodo difficile dopo aver perso il suo posto di lavoro come impiegata in uno studio professionale, lasciata dal marito e in cattivi rapporti con i suoi due figli, con a carico un mutuo per l'acquisto della casa.

Fonte: Adnkronos

Studente bocciato suicida sotto treno, l'addio su Facebook


Non è stato ammesso all'esame scolastico finale e si è suicidato gettandosi sotto un treno. E' successo ieri mattina alla stazione di Hone-Bard. Il diciassettenne prima di compiere il folle gesto ha scritto una lettera e uno straziante messaggio su Facebook. David B. ieri mattina non è andato a scuola, ma ha aspettato il convoglio che, sulla tratta Ivrea-Aosta, passa a Hone-Bard. Il giovane, a quanto si è appreso, era molto scosso per il risultato scolastico ottenuto all'Isitip di Verres, nella bassa Valle d'Aosta. "Mi è toccato avvisare i genitori - ha spiegato il sindaco di Hone, Luigi Bertschy - una brutta telefonata. Ieri mattina David ha sentito qualche amico. E' una situazione straziante". Sul suo profilo Facebook, David ha lasciato l'ultimo messaggio, le scuse a chi ha fatto soffrire e chiedendo a un'amica di mantenere aperta la sua pagina del social network. "Ehi gente... grazie di tutto per quel che avete fatto per me... spero solo che mi perdoniate se vi ho fatto soffrire... tutto quello che c'è da sapere è nelle 2 lettere che ho scritto... non voglio solo che la mia pagina qui venga cancellata […] con questo vi auguro ogni bene... Addio", aveva scritto David attorno alle 21 di Martedì sorso. Il ragazzo, anche se non aveva ancora compiuto i 18 anni, aveva già partecipato alla festa dei coscritti, fra i quali aveva molti amici, e giocava a calcio nella squadra del paese. “Esprimo grande amarezza, dispiacere e vicinanza alla famiglia - ha aggiunto il sindaco - perché ha perso la vita un ragazzo positivo, attivo anche nella nostra squadra di calcio”. Del fatto si occupa la polizia ferroviaria.

Disoccupato si suicida in mare dopo l'annuncio su Facebook


Aveva annunciato il suicidio una decina di giorni fa su Facebook spiegando di essere disperato perche' senza lavoro: ieri lo hanno trovato i vigili del fuoco, morto annegato, dentro la sua auto, nel porticciolo del lungomare Ognina di Catania. L'uomo é stato trovato morto annegato al posto di guida e legato con la cintura di sicurezza. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Del caso del disoccupato di 39 anni, Gaetano Antonino Privitera, si erano occupati anche il quotidiano La Sicilia e la trasmissione televisiva di Raitre 'Chi l'ha visto?'. 

I carabinieri ritengono che sia stato un suicidio, e che il tragico gesto sia stato compiuto subito dopo il suo annuncio dato on line sul social network. L'uomo, sposato e con una figlia, aveva perso il posto di lavoro e aveva delle difficolta' economiche. Avrebbe preso la sua auto, si e' legato la cintura di sicurezza, e si e' lanciato in mare, raggiungendo una profondita' di 6-7 metri. A notare l'Opel Astra in fondo al mare sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco impegnati in un'altra operazione di perlustrazione dei fondali del porticciolo di Ognina. 

Privitera, in passato, aveva avviato insieme al padre un attivita', che ha chiuso i battenti per difficolta' economiche. Il caso non è il primo in cui qualcuno annuncia su Facebook l'intenzione di farla finita. La scorsa settimana, una promettente modella di sedici anni ha deciso di spezzare la sua vita e la sua carriera per la fine della sua storia d’amore, buttandosi sotto un treno. L’adolescente prima di compiere il folle gesto, la sera di Pasquetta, aveva lasciato un messaggio sul proprio profilo Facebook.

Modella suicida a 16 anni, su Facebook l'ultimo messaggio


Il mondo della moda londinese è scovolto dall’improvvisa e tragica scompasa di Gabby Joseph, promettente modella di sedici anni che ha deciso di spezzare la sua vita e la sua carriera per la fine della sua storia d’amore. Così la ragazza ha deciso di uccidersi buttandosi sotto un treno. L’adolescente prima di compiere il folle gesto, la sera di Pasquetta, ha lasciato un messaggio sul suo profilo Facebook, adesso cancellato. "Amava tutti" aggiungendo che avrebbe sentito la mancanza di tutti e poi: "Lo faccio per me stessa". 

Parole che hanno subito allertato gli amici della modella che hanno cominciato a chiamarla ma senza ottenere risposta e hanno lasciato sul suo profilo tantissimi messaggi per convincere la giovane a non fare stupidagini. Ma niente è servito e Gabby Joseph ha deciso di togliersi definitivamente la vita per non soffrire d’amore. "Il giorno dopo ho ricevuto una telefonata da un fotografo con cui avevamo lavorato entrambe", racconta un'amica di Gabby. "Mi ha detto che Gabs era morta, sono caduta a terra in lacrime". 

Amici e familiari sono disperati. La madre ha raccontato che Gabby "era la ragazza più bella del mondo, sia dentro che fuori. Niente potrà alleviare il dolore e la devastazione che questo ha portato nella nostra famiglia". La zia, Carolyn Gammon, ha aggiunto che "Gabby non ha mostrato segni di depressione. Invitiamo tutti i giovani a non tenere dentro le cose e parlare con la gente invece di andare sui siti web". Gli investigatori stanno esaminando gli ultimi messaggi di Gabby su Facebook per ricostruire le sue ultime ore di vita.

Via: The Mirror

Suicida studente 17enne: un'ora prima l'addio su Facebook


Con la musica rock nelle orecchie, la voglia di essere normale e l'ironia che usava in pubblico quando non soffriva, in privato, della sua "diversità" di albino. Se ne è andato così, Giuseppe (ndr, il nome è di fantasia), lanciandosi dal terrazzino della palazzina di tre piani in cui abitava con i genitori, in un paesino della provincia di Bari. A 17 anni, pensando a quella ragazza della quale era innamorato da tre, dopo aver invano sognato che lei, appena tornata libera, decidesse di fidanzarsi con lui. Lo ha fatto proprio venerdì, nel giorno del compleanno del suo grande amore, che poco prima aveva incontrato. Si è buttato dal terrazzino dopo aver lasciato un'ora prima il suo testamento su Facebook: "Questa è la vita vera? O è solo fantasia? Travolto da una frana senza scampo dalla realtà, apri gli occhi, alza lo sguardo al cielo - scrive nel suo ultimo post - e vedrai che sono solo un povero ragazzo. Non ho bisogno di essere capito perché mi lascio trasportare, sono un indolente, un po' su, un po' giù, comunque soffi il vento, a me non importa". Non accettava di non essere come gli altri. Non che fosse un solitario, al contrario: Giuseppe frequentava un corso di chitarra, usciva con gli amici. Era tra i più bravi del liceo scientifico che frequentava. Del caso è stato avvertito il sostituto procuratore di turno presso il tribunale di Bari, che ha aperto un fascicolo di inchiesta, interrogando familiari e amici e disponendo l'acquisizione degli ultimi compiti di Giuseppe, allo scopo di trovare una motivazione all'irreparabile.

Annuncia suicidio su Facebook, salvata dalla Polizia di Stato


Aveva deciso di farla finita, annunciando il proprio suicidio su Facebook. Una donna 55enne di Ragusa, in preda a un forte stato depressivo, è stata salvata dagli agenti della Polizia di Stato che hanno fatto irruzione all'interno della sua abitazione, insieme al figlio di lei. Gli agenti della polizia di Ragusa hanno salvato una donna che ha tentato di suicidarsi ingerendo una ventina di pillole di ansiolitico dopo aver manifestato sul social network Facebook la volontà di uccidersi. 

E' accaduto sabato scorso ma è stato reso noto solamente oggi. Appresa la notizia, gli agenti hanno avvertito la polizia postale che ha accertato che la donna aveva manifestato sul social network intenzioni suicide. La pattuglia della Volante, una volta raggiunta l’abitazione della donna, ha verificato lo stato confusionale in cui si trovava, avendo ingerito circa 20 compresse di lorazepam, un principio attivo con effetto ansiolitico, e alcool. Il figlio, arrivato nel frattempo, ha detto che la madre soffre di problemi psichiatrici che avevano reso necessarie nel tempo le cure di uno specialista. I poliziotti hanno immediatamente avvertito il 118. La donna dopo varie resistenze, ha acconsentito al ricovero ospedaliero per le cure del caso.

Diciassettenne suicida per delusione d'amore, l'addio su Facebook


Avrebbe compiuto 18 anni nel giugno prossimo. Ma da giorni Dominika Synowiec, studentessa polacca che abitava a Capena con i genitori, progettava lucidamente la sua morte, in uno dei bagni della sua scuola, a Monterotondo. E venerdì mattina la ragazza ha messo in atto il suo tragico proposito: si è impiccata con una corda presa in palestra. Sconvolti i familiari, gli amici e gli insegnanti dell’istituto professionale «Marco Polo». Su Facebook Dominika aveva annunciato la sua morte («Paradiso arrivo, finalmente è venerdì») e poi spiegato i motivi del suicidio in un biglietto trovato nel suo zaino. «Mi ammazzo perché mi ha lasciato per un’altra», ha scritto riferendosi a un ragazzo con il quale aveva iniziato una storia. Nella camera ardente, aperta ieri all'ospedale dove si è spenta la ragazza, ci sono i genitori, distrutti, confortati da conoscenti e soprattutto dagli stessi compagni di classe della figlia. La coppia parla poco, a tratti, si tiene lontana da tutti lasciandosi avvicinare, appunto, soltanto dai più intimi. «Era una bella ragazza, bionda, con gli occhi azzurri, ma da un po’ era ingrassata e questo non le piaceva - spiega Roberto, anche lui diciassettenne ed ex "filarino" di Dominika - ma non ho mai saputo che avesse problemi particolari. Certo, sembrava ossessionata dalle diete». A Capodanno era stata eletta miss Starlight».

Minaccia suicidio su Facebook, salvato dai Carabinieri


Aveva espresso su Facebook l'intenzione di farla finita. L'aspirante suicida, un cesenate di 41 anni, è stato salvato dai Carabinieri. L'episodio si è consumato nel pomeriggio di Natale a Cesena. A dare l'allarme al 112 è stato il fratello del 41enne dopo aver letto il messaggio lasciato su Facebook. Il social newtork ha salvato un altro aspirante suicida, questa volta però si è trattato di un salvataggio particolarmente drammatico. Quando gli uomini dell'Arma si sono presentati nell'abitazione hanno trovato l’uomo già appeso ad una corda, e sono riusciti appena in tempo a soccorrerlo. Il fratello dell’aspirante suicida ha letto per caso l’ultimo post su Facebook in cui l’uomo manifestava l’intenzione di farla finita proprio a Natale. Alle 17 del pomeriggio, sperando che non fosse troppo tardi, lo stesso fratello ha dato l’allarme al 112 dei Carabinieri. E questi, come si è detto, sono giunti all’abitazione del cesenate disperato appena in tempo per liberarlo dal cappio che lo stava soffocando. L’uomo è ora ricoverato all’Ospedale Bufalini di Cesena. Le sue condizioni non appaiono preoccupanti. Deve sicuramente la vita a poche righe lasciate su Facebook.

Annuncia suicidio su Facebook, poi si getta sotto il treno


Aveva annunciato su Facebook l'intenzione di uccidersi il ragazzo che si è tolto la vita nel pomeriggio di ieri gettandosi sotto un treno nei pressi della stazione di Sant'Ilario d'Enza nel reggiano.Sono le ore 15 quando il macchinista del convoglio Piacenza-Ancona lancia l’allarme: il dipendente delle Fs sconvolto racconta di aver travolto una persona, un giovane che ha visto - troppo tardi per evitarlo - gettarsi contro la locomotiva nella zona tra ponte Enza e Sant’Ilario, più o meno dietro al circolo Arci Fuori Orario. 

La centrale ferroviaria e le forze dell’ordine consigliano al macchinista di fermarsi alla stazione di Sant’Ilario, mentre sul posto accorrono vigili del fuoco, carabinieri di Gattatico, polizia ferroviaria e personale del 118. La Polfer e gli addetti all’ambulanza trovano subito il corpo straziato: non c’è più nulla da fare, il giovane è spirato all’istante. 

Sul proprio profilo di Facebook il giovane, originario di Torre del Greco (Napoli) ma residente a Cadelbosco (Reggio Emilia), separato e con un figlio, aveva annunciato la sua intenzione. «Stanotte non ho avuto il coraggio di buttarmi sotto a un treno, lo farò». «Prima di Natale lo farò, mi deve riuscire». 

E ancora: «Domani mi butto sotto un treno». Il gesto, leggendo Facebook, pare essere stato originato da una delusione d'amore. Polizia e carabinieri stanno indagando per comprendere le reali motivazioni del gesto. Il suicidio ha provocato l'interruzione del traffico sulla Milano-Bologna, necessaria per consentire i rilievi all' autorità giudiziaria.

Via: 4minuti

Annuncia il suicidio su Facebook, 28enne in fin di vita


Aveva lasciato un post su Facebook, caricato dal suo telefonino, che avrebbe potuto facilmente far intuire la sua intenzione di farla finita. «Secondo voi - aveva scritto - vale la pena farla finita dopo che una... ti ha portato via tutto compreso l'orgoglio? Per me sì!». Quelle parole, pubblicate sul suo profilo nella scorsa notte, sarebbero dovute essere un messaggio di addio. Infatti, poco dopo Giuseppe Manta, 28 anni, si è appartato con la sua auto all'interno della sua proprietà in provincia di Caltanissetta. 

Il giovane nisseno non è riuscito a darsi forza dopo la grande delusione d’amore. I carabinieri l'hanno ritrovato ancora vivo, anche se in condizioni critiche, con la pistola ancora accanto a sè. A dare l'allarme erano stati i suoi genitori che, preoccupati, non vedendolo tornare martedì sera avevano avvertito le forze dell'ordine. All'alba è arrivato un elicottero del 118 che ha trasferito il ragazzo in fin di vita all'ospedale "Sant'Elia" di Caltanissetta dove attualmente è ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Rianimazione. 

La prognosi non è ancora stata sciolta, ma i medici hanno riscontrato che il proiettile è entrato da un lato ed è uscito dall'altro, oltrepassando l'intera cavità cranica. Non ci sono dubbi sul fatto che si sia trattato di tentato suicidio, ma rimane il giallo dell'arma che ha usato. Nè lui nè i suoi familiari possedevano un'arma da fuoco. Rimane un mistero come il ragazzo si sia procurato l’arma, adesso in coma farmacologico, lotta per la vita.

Via: GDS

In due tentano suicidio in Umbria, salve grazie a Facebook


In due hanno tentato il suicidio in Umbria, una 29enne ad Orvieto e un'altra donna a Città di Castello, ed entrambe sono state salvate grazie a Facebook e alla segnalazione di un utente nel primo caso e all'intervento di un maresciallo dei carabinieri nel secondo. Già qualche giorno fà era successo a Torino. La ventinovenne, di origini milanesi e residente nel Viterbese, aveva scritto sulla bacheca di Facebook "La faccio finita". Un utente lo ha segnalato ai carabinieri che l'hanno individuata in un bosco dell'Orvietano. 

Aveva collegato lo scarico della sua vettura all'abitacolo e stava piangendo. Aveva invece lasciato un biglietto al marito e si era allontanata portando con sè numerosi medicinali, la donna di Città di Castello. Un maresciallo dei carabinieri, entrando nel suo profilo su Facebook, ha individuato i nomi di alcune sue amiche. Fingendosi conoscente di queste ultime, è quindi riuscito a parlare al telefono con la donna, che ha dato indicazioni sul luogo dove si trovava. Quando i militari l'hanno raggiunta, era in stato di semi-incoscienza, in seguito all'assunzione dei farmaci.

Via: Unione Sarda