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Facebook punta sull'India, Mark Zuckerberg incontra il premier Modi


Mark Zuckerberg alla conquista alla conquista dell'India. Dopo i capi di Amazon e Microsoft, è stato il fondatore di Facebook in persona a recarsi nel Paese asiatico. Ad accoglierlo nientepopodimeno che il premier Narendra Modi. Un politico che conosce bene le virtù della tecnologia, visto l'ampio utilizzo dei social network fatto in campagna elettorale e addirittura l'impiego degli ologrammi per apparire in contemporanea davanti a milioni di elettori.

Facebook supera 100 mln di utenti in India, secondo paese dopo Usa


Facebook ha superato i 100 milioni di utenti in India, che è diventato così il secondo paese a toccare tale soglia dopo gli Stati Uniti. "Oggi contiamo oltre 100 milioni di persone che accedono in modo attivo a Facebook ogni mese in India", ha detto Kevin D'Souza, responsabile Facebook in India. "Ora puntiamo a un miliardo in India, ma si tratta di un obiettivo e di una sfida molti diversi", ha aggiunto Javier Olivan, responsabile delle crescita mondiale del social media, parlando al giornale Economic Times.

Secondo gli analisti, l'India potrebbe superare gli Stati Uniti per numero di utenti già alla fine dell'anno in corso, toccando la cifra dei 150 milioni. Facebook, con oltre 1,23 miliardo di utenti in tutto il mondo, sta puntando la propria attenzione ai mercati emergenti. L'India conta oggi 200 milioni di utenti di internet, e più di 9 su 10 si connettono dal telefono cellulare. "Per raggiungere 1 miliardo - ha proseguito Olivan - abbiamo bisogno di una connettività semplice, la più grande sfida della nostra generazione".

"Una delle iniziative sulle quali siamo concentrati è internet.org (partnership tra Facebook e sei aziende di tecnologia mobile per fornire accesso a Internet a prezzi accessibili). Da 1 a 10 milioni, gran parte della sfida era di ottenere il prodotto ottimizzato per gli utenti in India. Da 10 a 100 milioni, ci siamo concentrati sul miglioramento dell'esperienza su dispositivi di fascia bassa, assicurandoci che ognuno avesse una grande esperienza e che fosse l'ispirazione di Facebook per ogni telefono". 

"Siamo concentrati sulle lingue locali, oggi ne abbiamo nove, tra cui Hindi, Malayalam, Gujarati e Punjabi. Per 1 miliardo, abbiamo bisogno di una connettività semplice, la più grande sfida della nostra generazione. Circa il 90% della popolazione mondiale vive già in aree che sono servite da segnali wireless. Ma due terzi del mondo non è collegato. Quindi, è evidente che la principale opportunità consiste in aree già coperte. Per il restante 10%, vi è la necessità dell'innovazione tecnologica". 


Via: TMNews

India: genitori le vietano Facebook, adolescente si impicca in camera


Una ragazza indiana di 17 anni si è suicidata dopo che i suoi genitori le avevano proibito di usare Facebook. E' successo a Parbhani, nello stato di Maharashtra, nell'India occidentale. "Mercoledì sera, ha avuto una discussione con i suoi genitori che gli avevano detto di non usare Facebook e il suo cellulare tutto il giorno per chiacchierare", ha raccontato l'agente di polizia Nanal Peth.

"Gli avevano detto di concentrarsi sullo studio. Dopo la lite, si è chiusa a chiave nella sua stanza ed è stata trovata in seguito impiccata", ha aggiunto. Le forze dell'ordine hanno riferito che la ragazzina aveva lasciato un messaggio per spiegare il gesto nel quale faceva riferimento alla proibizione di Facebook. Suo padre ha dichiarato: "Ancora non riesco a crederci. Siamo in un profondo shock".

"Volevamo solo si concentrasse sui suoi studi. Non potevamo mai pensare che lei avrebbe fatto un gesto del genere", ha aggiunto Dahiwal. Johnson Thomas, direttore di Aasra, un servizio di assistenza con sede a Mumbai, che lavora per la prevenzione dei suicidi, ha detto che i problemi affrontati da giovani vanno dalla mancanza di comunicazione con i genitori alle relazioni interrotte.

Gli esperti dicono che i casi di suicidio sono in aumento. L'utilizzo di Internet è ancora minoritario in India, ma sta crescendo rapidamente: entro il 2013 il web raggiungerà 200 milioni di persone, su una popolazione di 1,2 miliardi. Secondo i dati della Tata consultancy services, tre quarti degli adolescenti indiani preferiscono usare Facebook rispetto al cellulare per comunicare con gli amici.


Fonte: AGI
Via: WSJ
Foto dal Web

India: Facebook e Google a rischio chiusura per contenuti offensivi


Un tribunale indiano ha minacciato di “oscurare” Facebook e Google India se non rimuoveranno le pagine considerate “offensive” e con “contenuti discutibili”. L’ammonimento giunge dall’Alta Corte di Delhi, impegnata a esaminare una denuncia presentata un mese fa da un giornalista contro 21 siti internet. “Siamo pronti a bloccare tutti i website, come ha fatto la Cina” è il monito lanciato dal giudice Suresh Kaith durante l’udienza ieri e riportato oggi sui principali media locali. 

I giudici hanno chiesto a Facebook e Google India di creare un “meccanismo per monitorare e rimuovere automaticamente i contenuti offensivi dalle loro pagine”. Il legale del famoso motore di ricerca ha però replicato che la cosa non è fattibile, dato il grande numero di internauti indiani, che sono oltre 100 milioni. 

Oltre un mese fa il ministro delle Telecomunicazioni, Kabil Sibal, aveva già richiamato all’ordine i siti internet in una riunione a New Delhi con i principali responsabili, in cui aveva annunciato un nuovo regolamento per impedire la circolazione in rete di materiale offensivo. L’iniziativa era stata presa dopo la pubblicazione su diversi siti di un fotomontaggio, definito di “cattivo gusto” della potente leader del Congresso Sonia Gandhi e del premier Manmohan Singh. 

L’India non è il primo Paese che vuole mettere in atto queste misure restrittive sul Web. Risale allo scorso novembre la notizia dell’oscuramento di Facebook in Arabia Saudita. “Facebook ha letteralmente passato il segno”, queste furono le parole rilasciate da un funzionario arabo della commissione per la comunicazione, definendolo “la porta della lussuria”. Ma sono tanti altri i Paesi ai quali “non piace” Google e Facebook: dalla Cina al Pakistan, dal Bangladesh all'Arabia, e ora forse alla lista si aggiunge l’India.

Via: ANSA

Facebook denunciato per pagina contro il Mahatma Gandhi


Facebook è stato denunciato in India per ospitare sulle sue pagine una campagna di odio contro il Mahatma Gandhi. Un funzionario del governo dello stato dell'Uttar Pradesh ha presentato querela contro il social network per violazione del codice penale e della legge sulle tecnologie informatiche. 

La pagina, che ha oltre 2.900 aderenti, si intitola "I hate Gandhi" (Io odio Gandhi) e contiene commenti offensivi e volgari, nonchè immagini caricaturali, verso il padre della patria indiana e apostolo della non violenza. 

Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma (in sanscrito significa Grande Anima, soprannome datogli dal poeta indiano R. Tagore), è il fondatore della nonviolenza e il padre dell'indipendenza indiana. Il nome Gandhi in lingua indiana significa 'droghiere': la sua famiglia dovette esercitare per un breve periodo un piccolo commercio di spezie. 

Nato il 2 ottobre 1869 a Portbandar in India, dopo aver studiato nelle università di Ahmrdabad e Londra ed essersi laureato in giurisprudenza, esercita brevemente l'avvocatura a Bombay. Nel 1893 si reca in Sud Africa con l'incarico di consulente legale per una ditta indiana: vi rimarrà per ventuno anni.

Qui si scontra con una realtà terribile, in cui migliaia di immigrati indiani sono vittime della segregazione razziale. L'indignazione per le discriminazioni razziali subite dai suoi connazionali (e da lui stesso) da parte delle autorità britanniche, lo spinsero alla lotta politica.

Fonte: ANSA