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Nasce in Gran Bretagna la brigata Facebook che combatte sui social


L'esercito britannico sta creando una forza speciale di "guerrieri Facebook", abili nelle operazioni psicologiche e l'uso dei social media per coinvolgerli in una guerra non convenzionale nell'era dell'informazione. La 77esima Brigata, che avrà sede a Hermitage, nei pressi di Newbury, nel Berkshire, sarà di circa 1.500 soldati e composta da unità estratte da tutto l'esercito. La brigata sarà responsabile di quella che viene descritta come la guerra non letale.

Apocalisse a Palermo, viaggiavano su Facebook le minacce del boss


Scorrendo il diario pubblico del profilo Facebook di uno degli arrestati nell'ambito dell'operazione antimafia "Apocalisse", che ha portato alla cattura di 95 persone a Palermo, ci si imbatte in decine di foto con un unico tema: la condanna dei pentiti e dei collaboratori di giustizia, e l'apprezzamento della "legge" dell'omertà, del "farsi i fatti propri". La pagina è quella che Gregorio Palazzotto, titolare di una ditta di traslochi ritenuto a capo della cosca dell'Arenella, condivide con la compagna.

India: genitori le vietano Facebook, adolescente si impicca in camera


Una ragazza indiana di 17 anni si è suicidata dopo che i suoi genitori le avevano proibito di usare Facebook. E' successo a Parbhani, nello stato di Maharashtra, nell'India occidentale. "Mercoledì sera, ha avuto una discussione con i suoi genitori che gli avevano detto di non usare Facebook e il suo cellulare tutto il giorno per chiacchierare", ha raccontato l'agente di polizia Nanal Peth.

"Gli avevano detto di concentrarsi sullo studio. Dopo la lite, si è chiusa a chiave nella sua stanza ed è stata trovata in seguito impiccata", ha aggiunto. Le forze dell'ordine hanno riferito che la ragazzina aveva lasciato un messaggio per spiegare il gesto nel quale faceva riferimento alla proibizione di Facebook. Suo padre ha dichiarato: "Ancora non riesco a crederci. Siamo in un profondo shock".

"Volevamo solo si concentrasse sui suoi studi. Non potevamo mai pensare che lei avrebbe fatto un gesto del genere", ha aggiunto Dahiwal. Johnson Thomas, direttore di Aasra, un servizio di assistenza con sede a Mumbai, che lavora per la prevenzione dei suicidi, ha detto che i problemi affrontati da giovani vanno dalla mancanza di comunicazione con i genitori alle relazioni interrotte.

Gli esperti dicono che i casi di suicidio sono in aumento. L'utilizzo di Internet è ancora minoritario in India, ma sta crescendo rapidamente: entro il 2013 il web raggiungerà 200 milioni di persone, su una popolazione di 1,2 miliardi. Secondo i dati della Tata consultancy services, tre quarti degli adolescenti indiani preferiscono usare Facebook rispetto al cellulare per comunicare con gli amici.


Fonte: AGI
Via: WSJ
Foto dal Web

Facebook e privacy, spot belga sensibilizza utenti sui possibili pericoli


Lo status di Facebook scritto qualche mese fa potrebbe anche essere dimenticato dall'autore, ma è certo che la Timeline non lo farà. Tutto ciò che resta in bacheca potrebbe, infatti, creare qualche problema. A mettere in guardia dai problemi collegati all'esporsi troppo sui social network è una nuova pubblicità progresso che arriva dal Belgio.

Scopre su Facebook rivale amoroso: gli taglia gomme e lo accoltella


Ha scoperto il suo rivale in amore su Facebook e lo ha ferito a coltellate. L’aggressore è stato arrestato dalla polizia, la vittima si trova ricoverata in ospedale in prognosi riservata. È accaduto a Leinì, nel torinese. L’uomo aveva scoperto, navigando sulla rete, che la giovane di cui si era invaghito senza essere corrisposto, si intratteneva con un ragazzo di 22 anni. 

Prima gli ha danneggiato l’auto, poi, durante una lite, lo ha colpito con tre coltellate. L’aggressore, Roberto Romano, 35 anni, è stato arrestato con l’accusa di lesioni aggravate. L’epilogo, che ha sfiorato la tragedia, è avvenuto sotto casa sua, a Rivoli (non Leini), alle porte di Torino. 

Secondo la ricostruzione degli investigatori, a chiamarlo in strada era stato il giovane ventiduenne al quale Romano, sempre attraverso Facebook, aveva fatto sapere di aver tagliato gli pneumatici. Provocatoriamente sul social network Romano gli aveva scritto di andare a vedere che cosa fosse successo alla sua vettura. 

Pronta la reazione del giovane che, trovandosi davanti chi gli aveva danneggiato l’auto, gli ha sferrato un calcio. Ma Romano, uscito da casa con un coltello da cucina, a sua volta lo ha colpito con tre fendenti, uno dei quali ha provocato un emopneumotorace.

Dopo l’aggressione - fa sapere la Polizia - Romano è rientrato a casa dove ben presto è stato raggiunto dagli agenti del commissariato Rivoli che lo hanno arrestato. A quanto si è saputo, l'uomo più volte era stato denunciato per stalking e danneggiamento, dalla fine dell'anno scorso fino a settembre di quest'anno.
Via: La Stampa
Foto dal web

Palermo: ragazza uccisa, il popolo di Facebook invoca pena di morte


Il popolo di Facebook è indignato e si scaglia contro Samuele Caruso, il 23enne con la passione per i gatti e il fisico palestrato, che venerdì ha ucciso barbaramente Carmela Petrucci, 17 anni, e ferito gravemente la sorella Lucia, di un anno più grande. Agli investigatori, che lo hanno ascoltato per tre ore di fila, ha detto di aver perso la testa.

Il giovane, che sul social network si definisce tigrotto, non si era rassegnato alla fine della sua storia d'amore con Lucia, conosciuta proprio su Facebook. Samuele, armato di coltello, si è recato venerdì sotto la casa in cui l'ex viveva con la famiglia e ha atteso il suo ritorno dopo la scuola.

Poi, forse al culmine dell'ennesimo rifiuto, ha estratto l'arma e ha sferrato decine di fendenti. Alcuni mortali hanno raggiunto Carmela, che nel tentativo di difendere la sorella ha fatto da scudo alla ferocia bestiale. Nella pagina di Facebook Carmela Petrucci riposa in pace, che ha quasi 1.000 iscritti, monta la rabbia della gente.

Alberto scrive: "Non ci sono parole, solo rabbia e dolore. Spero che in carcere i detenuti gli facciano una bella festa con tante legnate!!!! Palermo in lutto". Per Mary "in casi come questi in cui si ha il colpevole si deve approvare la pena di morte". Federica mette in dubbio l'ipotesi che si tratti di un delitto d'impeto.

"Non ha perso la testa - scrive -, lui è andato lì con l'intenzione di ucciderla.. altrimenti non sarebbe uscito con un coltello. E questo, secondo me, è ancora più grave. Gente che si sente in diritto di togliere la vita altrui, che schifo. Povera ragazza". Lucia gli chiede "perché non ti sei ammazzato tu?", mentre Viviana dice:

"Che ora paghi! Che lo Stato intervenga! Che i pm siano consapevoli della gravità! Mostro!!!". "Ti dovrebbero far saltare la testa a colpi di macete" scrive Gemma. Carmela e Lucia frequentano la stessa classe fin dalla prima elementare. Chi le conosce le descrive come due ragazze particolarmente unite, sempre insieme.


Via: Adnkronos
Foto: Facebook

Olanda, uccide coetanea su richiesta via Facebook: condannato 15enne


Un litigio su Facebook si è concluso nel più drammatico dei modi: un ragazzino 15enne ha ucciso il 14 gennaio scorso a coltellate una compagna di classe e poi ha tentato di eliminare anche il padre che voleva difenderla. Il teenager olandese è stato condannato oggi da un tribunale di Arnhem a un anno di detenzione in un carcere minorile e altri tre in una clinica psichiatrica.

Jinhua K., che all'epoca dei fatti aveva 14 anni, è andato di proposito a casa di Joyce Winsie Hau, 15enne, per ucciderla, dopo essere stato assoldato attraverso il social network da una coppia di compagni di classe. Il caso, conosciuto come Facebook murder, ha causato in Olanda un dibattito molto diffuso sul ruolo dei social network nei crimini violenti.

La disputa sarebbe iniziata tra le due ragazze - riporta la Bbc - che hanno litigato per alcuni commenti postati sul profilo Facebook di Polly da Joyce Winsie Hau, la vittima. Secondo le ricostruzioni dei media olandesi, Polly W e il suo ragazzo avrebbero dato a Jinhua, il killer, un biglietto con le indicazioni sui tempi e modi per uccidere Joyce, in cambio di una somma di denaro (alcuni media indicano 100 euro).

Secondo Blick, la causa del litigio è stata l'accusa di una scappatella sessuale rivolta da Winsie a Polly, che avrebbe fatto infuriare la giovane coppia. Jinhua, che si è scusato con la corte per il suo gesto, avrebbe agito perché incapace di opporsi alle pressioni della ragazzina. La perizia psichiatrica ha riscontrato nel ragazzo gravi disordini mentali e un comportamento psicopatico.

Il padre della vittima ha denunciato la mitezza della sentenza: "Fa una grossa differenza, io ho perso una figlia, lui ha avuto un anno di prigione" ed ha aggiunto: "Mi chiedo ogni giorno come queste persone possono averla uccisa solo per un litigio". I due adolescenti, Polly W e il suo ragazzo, saranno processati il prossimo mese con l'accusa di aver commissionato l'omicidio.


Via: TMNews

Per i tedeschi chi non è iscritto a Facebook può essere un assassino


Chi non ha un profilo su Facebook è sospetto e considerato dai tedeschi come un possibile "assassino di massa". Sono proprio gli esperti tedeschi ad aver formulato questa singolare teoria, riportata in un articolo del Tagess Spiegel, i quali portano come esempi quelli del norvegese Anders Behring Breivik, autore della strage di Oslo, e dell'americano James Holmes, autore della strage di Denver mascherato da Batman.

Entrambi non hanno profili Facebook e hanno poche info sul proprio conto sul Web. L'assioma dei tedeschi quindi è: chi non vuole apparire su Facebook ha qualcosa da nascondere, quindi è sospetto. In realtà un profilo di Breivik c'era su Facebook, anche se è stato quasi immediatamente disattivato dopo il suo arresto. Mentre un altro James Holmes che un account Facebook ce l'ha, ha dovuto postare un messaggio in cui precisava di non essere lo sparatore di Aurora.

A differenza di Ander Behring Breivik, James Holmes sembra non aver preannunciato la strage in rete nè letto proclami deliranti che lasciassero intendere la sua pericolosità. Come scrive Blitz Quotidiano, l'idea che una persona che non ha un profilo Facebook possa essere un terrorista è quasi esilarante, anche perché sul social network ci sono moltissimi gruppi che inneggiano ad esempio al razzismo o al nazismo o allo sterminio di massa.

Ci sono persone che scelgono di non essere su Facebook per una miriade di motivi non patologici: perché lo trovano troppo coinvolgente, o perché vogliono mantenere la propria privacy, o perché in realtà non vogliono sapere che cosa fanno i loro vecchi compagni di classe o le loro vecchie fiamme. Ma sembra che in questa nuova società 2.0, chi non si iscrive su Facebook viene considerato un diverso o uno di cui sospettare.

Attentato Brindisi, inquirenti vagliano gli accessi ai profili Facebook


Il killer di Brindisi che ha ucciso la studentessa Melissa Bassi si cerca su Facebook. Secondo quanto scrive La Repubblica, la polizia informatica sta esaminando tutti i profili Facebook delle studentesse dell’istituto Morvillo Falcone colpite sabato 19 maggio. La polizia sta controllando i profili, le bacheche e tutte le informazioni di Melissa Bassi, di Veronica e Vanessa Capodieci, di Selena, di Azzurra e di Sabrina, le ragazze rimaste ferite a seguito dell’esplosione.

Su Facebook il dolore per Melissa: non si può morire così a 16 anni


Le pagine su Facebook dedicate a Melissa Bassi sono pieni di post che vogliono testimoniare il dolore e la rabbia per la 16enne vittima dell'esplosione all'Istituto Morvillo-Falcone di Brindisi. "Non si può morire così, i colpevoli devono fare la stessa fine". Amici e sconosciuti che lasciano un messaggio. Tutti sembrano chiedersi il senso di una morte che non può che rimanere insensata ed impunita.

"Non si può morire a soli sedici anni... avevi ancora una vita davanti da assaporarti e goderti senza pensieri e problemi... maledetto sia chi si ritiene padrone delle vite altrui... di poterle spezzare quando e come vuole in un attimo... chi uccide altri esseri umani senza pentirsene... non merita di vivere... senza parole...Ciao Melissa ♥", scrive Tommaso.

E Giuseppe scrive: "Uno splendido sorriso strappato via da un atto folle che colpisce i giovani, sicuramente la parte più preziosa di questa Italia in piena crisi. Non ci sono parole per commentare questo gesto indegno… resta lo sgomento per un attentato che ci riporta indietro di quasi trent’anni. Ciao Melissa".

"Ciao Melissa. Non è giusto ciò che è accaduto e tante cose non sono giuste e tu da oggi non sei più tra noi. Eri solo andata a scuola come fanno i tuoi coetanei e come in tutte le società civili dovrebbero fare i tuoi coetanei. La nostra non è una società civile, ma occorre continuare ad andare a scuola per renderci tutti più civili. Un abbraccio alla tua famiglia", scrive Isabel.

Era figlia unica Melissa Bassi, di Mesagne (Brindisi). Il papà di Melissa è un operaio, fa il piastrellista, e la mamma è una casalinga. "Era figlia unica - racconta il sindaco di Mesagne, Franco Scoditti, dopo aver incontrato i genitori - e ovviamente era una ragazza molto amata e coccolata, era la gioia di questi genitori che vivevano per lei".

Via: Tg Com
Foto: Facebook

Ventenne uccisa, aveva ricevuto minacce di morte su Facebook


Tra novembre e dicembre scorsi Antonella Riotino, la 20enne di Putignano, in provincia di Bari, uccisa mercoledi' sera, avrebbe ricevuto delle minacce attraverso Facebook. Le minacce arrivavano da un utente che si faceva identificare con lo pseudonimo 'Rasta light', il nome di un videogioco che la vittima aveva regalato al suo fidanzato 19enne, Antonio Giannandrea, accusato dalla Procura di Bari dell'omicidio volontario della giovane studentessa. 

Attraverso questo profilo di fantasia, ieri, avrebbe anche inviato un messaggio alla sorella di Antonella. Frequentavano insieme l'istituto alberghiero di Putignano. Le presunte minacce, giunte anche via sms sul telefonino, sarebbero state anche denunciate alla caserma dei carabinieri. 

Gli inquirenti sospettano anche che il ragazzo, dopo aver ucciso Antonella, sia entrato nel profilo Facebook di lei, di cui conosceva la password di accesso, e abbia aggiornato lo status per depistare le indagini e allontanare il sospetto che la ragazza potesse essere sparita. 

Di Antonella non si avevano più notizie da mercoledì sera. Era uscita di casa e i genitori non l'avevano più vista tornare. Ieri mattina allarmati sono andati dai carabinieri a Putignano per denunciarne la scomparsa. Subito sono partite le ricerche. I primi sospetti si sono immediatamente concentrati sul fidanzato Antonio, portato in caserma e interrogato per ore. 

Messo alle strette, il giovane assassino è crollato. Il movente non e ancora chiaro: secondo gli investigatori, Giannandrea non sopportava l'idea che lei lo potesse lasciare. Nell'ultimo periodo i due litigavano spesso e Antonella, stanca anche della gelosia morbosa di lui, aveva deciso di troncare la relazione. La famiglia di Antonella è sotto choc.

Vie: Adnkronos | TM News
Foto: Facebook

Frank e Robert: rap, motocross e il nastro nero su Facebook


Avevano deciso di trascorrere la notte della vigilia di Natale in un locale di un paese vicino, ma i loro sogni, le loro speranze nel futuro e le loro vite sono finite su un viadotto, spezzate dallo scontro dell’auto sulla quale viaggiavano contro un’altra auto. Quattro giovani ed una ragazzina di 15 anni sono morti così, poco dopo la mezzanotte del giorno di Natale, lungo la statale 107 Silana-Crotonese, una strada non nuova ad incidenti mortali. A San Giovanni in Fiore, grosso centro di 18 mila abitanti della Sila cosentina, un giorno di festa si è trasformato in un giorno di lutto e di dolore per una strage della strada. Robert Laurenzano, di 20 anni, il fratello Frank, di 22, Domenico Noce (20), Samuel Crivaro (21) e Emanuela Palmeri, di 15 anni, erano amici. I fratelli Laurenzano erano nati in Francia, dove il padre era emigrato da giovane prima di tornare a San Giovanni in Fiore ed aprire un’attività di gommista dove lavoravano i figli. Robert era appassionato di motocross e disputava anche alcune gare. Con il fratello era appassionato di rap. Adesso, sul suo profilo Facebook tanti suoi amici hanno listato a lutto la propria immagine con un nastro nero. Domenico Noce era impiegato in una piccola azienda, mentre Samuel Crivaro faceva il manovale. La ragazzina, invece, andava ancora a scuola. Il sindaco, Antonio Barile, in segno di lutto ha deciso di sospendere tutte le iniziative programmate dall’Amministrazione per le feste Natalizie sino al funerale, che non è stato ancora fissato. Ed anche la festa in piazza organizzata per l’ultimo dell’anno è in forse. A rendere surreale San Giovanni in Fiore, dove oggi i locali sono chiusi e le strade sono deserte, la nevicata che ha ammantato di bianco tutto il paese.

Via: La Stampa

Strage Firenze, indagini sul profilo del killer e amici Facebook


Facebook come soluzione nelle indagini sulla spietata esecuzione dei giovani ambulanti senegalesi. Gianluca Casseri - il ragioniere-killer cinquantenne malato di depressione e diabete ma anche, e soprattutto, di razzismo e neonazismo - aveva soltanto due amici sul suo profilo Facebook. Procura e investigatori stanno indagando su eventuali confronti prima della strage tra Casseri e i due amici, indottrinati di cultura xenofoba, che hanno in qualche modo potuto spingerlo a compiere gli omicidi. 

Sempre su Facebook è concentrat un’altra tranche dell’inchiesta. Riguarda i sostenitori del gesto folle del ragioniere simpatizzante di Casa Pound. Il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi ha aperto un fascicolo per istigazione o agevolazione a delinquere. 

"Sono state avviate indagini - precisa - per identificare gli autori di questi messaggi. Si sta, cioè, verificando l’ipotesi della presenza di eventuali concorrenti nei due omicidi e nei tre tentati omicidi non solo sotto il profilo materiale, ma anche in forma di concorso morale sotto il profilo di eventuale istigazione o agevolazione dei reati". 

Resta da capire se da uno di questi due contatti Facebook è partita la suggestione - per non dire il suggerimento - sulla sparatoria di martedì. E il ruolo del social network, in questa drammatica storia di ordinaria follia, non finisce qui. Sempre sul computer recuperato nella casa della madre di Gianluca Casseri, a Pistoia, sono evidenti le tracce lasciate dalle chat e dai contatti con siti di estrema destra stranieri. Il computer, in realtà, appartiene al fratello dell’assassino, ferroviere in pensione. Ad usarlo, tuttavia, era prevalentemente Gianluca che raggiungeva la casa di famiglia ogni 4-5 giorni.

Via: La Stampa

Accoltellò ragazzo davanti a discoteca, preso grazie a Facebook


Tentato omicidio è l'accusa per un egiziano che la notte di Halloween accoltellò un suo coetaneo albanese mentre erano in fila davanti alla discoteca Yab di Firenze. Il ragazzo è stato arrestato anche grazie a Facebook. Sul suo profilo la Polizia ha trovato elementi che poi hanno contribuito all'arresto. Tra accoltellatore e vittima già in passato c'erano state altre liti. Il 22enne aveva amici in comune su Facebook con la sua vittima. 

Secondo quanto emerso, gli agenti della squadra mobile hanno condotto le indagini avvalendosi dei racconti di alcuni testimoni, e delle informazioni fornite dallo stesso albanese, che a seguito dell'aggressione riportò 40 giorni di prognosi per una perforazione del polmone. L'assalitore, che aveva contatti Facebook con alcuni amici della vittima, è stato identificato anche grazie alle verifiche effettuate sul suo profilo. 

In base a quanto ricostruito, in passato il ventenne albanese aveva avuto più volte a che fare con il suo aggressore, avendolo incontrato varie volte nel centro cittadino e in vari locali: pochi giorni prima del ferimento i due avevano avuto una lite dopo essersi incontrati causalmente alla stazione di Santa Maria Novella. Inoltre, sempre in base a quanto appreso, l'egiziano aveva già tentato di accoltellarlo la scorsa estate, durante un litigio all'interno di una discoteca fiorentina. 

Alcuni giorni dopo il tentato omicidio l'uomo sarebbe stato sentito da alcuni testimoni mentre ammetteva di aver colpito l'albanese con il coltello perchè si era comportato male con lui, commentando la sua azione con la frase "se l'è meritata". Dopo aver formato un fascicolo fotografico con immagini prese dal social network l'aggressore è stato riconosciuto dalla vittima e arrestato.

Via: Corriere Fiorentino

Su Facebook la difesa di Amanda Knox e Raffaele Sollecito


Non solo i media tradizionali hanno giocato un loro ruolo all'interno delle dinamiche del processo Meredith, come più volte denunciato in aula in senso negativo sia dal procuratore Giancarlo Costagliola che dal pm Giuliano Mignini, che hanno invitato la Corte "a non tenerne conto". Dal 2008 ad oggi sono nati in rete dei veri e propri comitati di sostenitori di Amanda e Raffaele, che hanno dato via a dei siti Internet sia per raccogliere fondi per la causa che per smentire l'immagine "diabolica" (per Amanda) e di "succube" (Raffaele) emersa con le ricostruzioni dell'accusa. 

Il primo a comparire in rete fu quello realizzato dagli amici di Seattle di Amanda Knox: www.friendsofamanda.org. "La vera Amanda Knox - scrivono prima della fotogallery - non assomiglia affatto alla immagine distorta che le Autorità italiane e molte parte dei media hanno dato di lei. Amanda è una persona di buon cuore, con una personalità aperta e positiva. Può essere franca ma quasi mai arrabbiata. 

Anche il sito Internet di Raffaele Sollecito (www.raffaelesollecito.org) è sulla falsa riga di quello della ragazza americana, ma aggiunge una serie di testimonianze di amici che smentiscono la potenziale crudeltà o la freddezza passiva attribuita al ragazzo pugliese. Naturalmente non può mancare Facebook. Sul social network il ragazzo di Giovinazzo può contare su un gruppo che lo vuole libero con 350 iscritti, mentre Amanda sbanca: su una pagina ha la vicinanza di 4.133 fan.



Via: TMNews

Omicidio Rea, su Facebook la chat tra Parolisi e Ludovica


Il gip di Ascoli Carlo Calvaresi ha accolto la richiesta della Procura, che chiedeva l'arresto di Salvatore Parolisi per l'omicidio volontario aggravato della moglie. Il marito di Melania Rea utilizzava lo pseudonimo “Vecio alpino” per comunicare attraverso Facebook con la soldatessa con cui aveva una relazione. Di seguito uno stralcio dello scambio di messaggi sul social network, riportati dal Secolo XIX, tra Ludovica P. e Salvatore Parolisi, che chatta con l’avatar Vecio Alpino. 

Ludovica: ti penso sempre..voglio la mia vita con te..ma la voglio fatta per bene...senza più doversi nascondere..ti immagino con me sempre..spero che tu riesca a fare tutto quello che mi hai detto..e spero che l’avvocato protegga subito la tua posizione..ma soprattutto spero che tu tra pochissimo sia libero di essere solo mio [...]

Ludovica: ...parli di cose che sappiamo da tempo ma senza dirmi se hai fatto realmente e concretamente qualcosa..lo so che basta la tua convinzione..devi fare le tue valigie e andartene e cominciare ad avviare la cosa in maniera legale..senza se..senza ma..senza altro tempo..sono passati 2 anni direi che sono anche troppi.. [...]

Vecio Alpino: amoruccio mio nn devi stare in ansia io ho quasi risolto tutto ho trovato anche un accordo con lei e le cose stanno andando per il verso giusto mi serve solo un altro po di tempo sicuramente non riuscirò ad essere li da te questa settimana ma ti garantisco che ormai è fatta noi potremmo presto coronare i nostri sogni come posso ti chiamo [...]

Ludovica: ...mi viene la rabbia solo a leggerla quella frase..«manca poco..» ma cosa????????me lo stai dicendo d mesi!!!!!!e nn sei stato capace neanche di liberarti per questo fine settimana..e stiamo al 17marzo!!!!!!!ripetermi che mi fai schifo è poco!!!!!!ti avevo giurato che se nn venivi dopo tutto il tempo che ti ho dato x me finiva qui [...]

Vecio Alpino: sei arrabbiatissima ed è normalissimo ma dammi la possibilità di spiegarmi a telefono ti devo dire solo due cose sabato sicuramente ti chiamerò e parleremo se vorrai ascoltarmi fai bene a trattarmi cosi me lo merito dopo tutto quello che ti ho promesso e normale che tu ti comporta cosi con me l’odio e significato di amore [...]

Vecio Alpino: ...hai ragione quando mi dici che bastava fare le valigie e tutto finisce ma non è proprio cosi i legali sono dei pezzi di [...] per non dire i giudici o di chi ha fatto questo schifo di legge del [...] che sono tutte per la donna e nessuna per l’uomo....mi tocca dagli anche altri soldi che tu sai che mi dovevano arrivare  [...]

Ludovica: a me nn me ne frega niente nè dei soldi nè degli accordi nè della legge che tu e il tuo avvocato nemmeno conoscete xkè tu nn gli devi una lira ed ora che questa si trovi un lavoro!!!!!!!o tu te ne vai di casa subito o è finita per sempre basta nn ci sono alternative [...] BASTA!

Melania: Parolisi eliminò profilo Facebook dopo scomparsa


I risultati della ricerca nei server di Palo Alto sarebbero già nelle mani dei carabinieri del Ros e tra breve arriveranno sul tavolo dei cinque magistrati ascolani che seguono il caso. Secondo le ultime indiscrezioni, Salvatore Parolisi, unico indagato per l’omicidio della moglie Melania Rea, avrebbe cancellato il suo profilo Facebook martedì 19 aprile, il giorno dopo la scomparsa della donna. Sul social network il caporalmaggiore si faceva chiamare con il nickname Vecio Alpino

Proprio la data della cancellazione ha fatto nascere sospetti negli inquirenti. Il comandante dei carabinieri di Ascoli, Alessandro Patrizio, spiega che "dal profilo Facebook di Parolisi possono emergere spunti investigativi, ma non delle prove". L’obiettivo è scoprire se nei contatti del caporalmaggiore dell’esercito con la sua amante - la soldatessa ed ex allieva Ludovica - siano nascosti elementi utili per le indagini in corso sul brutale assassinio di Melania. 

L’indagine sul profilo Facebook ha già trasmesso un messaggio importante agli inquirenti, ma bisogna attendere gli esiti delle perizie sui reperti, l'esame sull'auto di Parolisi, la perizia medico-legale sul corpo di Melania e il confronto fra quest’ultimi e le testimonianze raccolte. Lunedì, intanto, il caporalmagiore ha ricominciato a lavorare, ma non si occuperebbe più di addestrare soldatesse, in attesa di chiarimenti, soprattutto su quelli che erano i suoi rapporti con le sue allieve. Il caporalmaggiore dovrebbe svolgere mansioni d’ufficio fino a nuovo ordine.

Via: Il Resto del Carlino

Ilaria e Gianluca, su Facebook dolore e rabbia degli amici


Nel carcere milanese di San Vittore, è cominciato l’interrogatorio per la convalida dell’arresto di Riccardo Bianchi, il giovane di 21 anni accusato di duplice omicidio volontario e di violenza sessuale per aver ucciso il suo migliore amico, Gianluca Palummieri, e la sorella di lui, sua ex fidanzata, Ilaria, che è stata anche picchiata e violentata prima di essere legata a un letto e soffocata con un sacchetto di plastica sulla testa. Gli amici di Ilaria e Gianluca riversano su Facebook il dolore e la rabbia per la morte dei due fratelli: ci sono frasi d'addio, ricordi condivisi e foto sorridenti. Un'amicizia lunga 10 anni che Riccardo, ora in carcere, ha cancellato in 36 ore di follia. Sulla pagina di Facebook dedicata ai due i commenti increduli degli amici. "Non esiste separazione definitiva, finché esiste il ricordo! E noi vi porteremo sempre nel cuore! Vi vogliamo bene", scrive Giovanni. "No! Non è giusto! non riesco ancora a farmi una ragione! non riesco ancora a credere davvero che non ci siete più!", è il post di un'amica. E Maria: "la vostra storia ha sconvolto l'intera Nazione! da nord a sud non si fa che parlare di voi. Dovrebbe marcire in carcere quel maniaco fallito e bastardo che, non solo ha fatto quel ke ha fatto ma, ha anke cercato di scaricare la colpa su vostro padre gettando il corpo del povero Gianluca in un cassonetto del paese...". "Era meglio ke stavi sola e non incontravi quella bestia" e ancora: "Tu Ilaria eri così bella e dolce da meritare di certo un principe, un uomo decisamente migliore ...spero marcisca in galera e non riveda più il sole dopo che ha chiuso i tuoi splendidi occhi e quelli del tuo fratellino".

Melania Rea: giallo su Facebook, minacce morte a Paciolla


Proseguono le indagini della polizia postale, sulla vicenda delle minacce di morte nei confronti dell'agente di custodia carceraria Raffaele Paciolla - amico e vicino di casa a Folignano (Ascoli Piceno) di Salvatore Parolisi, il caporalmaggiore dell'esercito indagato per omicidio in relazione alla morte di Melania Rea - minacce pervenute tramite il suo profilo Facebook, agli inizi di giugno. L'avvocato Tommaso Pietropaolo presentò regolare denuncia per l'episodio, e spiega all'AGI: "Al momento non abbiamo novità. Ma la vicenda è molto recente, e quindi dobbiamo attendere l'esito delle ricerche delle forze dell'ordine. Per il resto - continua - noi pensiamo potrebbe trattarsi dell'opera di un mitomane, ma potrebbe essere anche qualcosa di più serio, tanto più che nella minaccia era scritto esplicitamente "stai attento a quello che fai...". Per il legale di Paciolla, quando l'agente incontrò a Folignano Salvatore Parolisi, la storia delle minacce non sarebbe legata al caso di Melania Rea. "E io non credo - ha sottolineato l'avvocato Pietrapaolo - che lui sappia qualcosa di più di quanto ha gia' detto sulla vicenda della donna uccisa". E' comunque il caso di ricordare, che proprio in queste ore gli investigatori stanno svolgendo indagini approfondite sul falso profilo facebook di Parolisi, registrato come lo pseudonimo di "Vecio Alpino" , ora sequestrato, e grazie al quale il caporalmaggiore potrebbe aver comunicato con soldatesse del Reggimento Piceno, sue ex allieve, o con altri soggetti. Dalla sede di Facebook a Palo Alto, si attendono maggiori informazioni sulla questione.

Stroncato a 16 anni per overdose, su Facebook un angelo volato via


Potrebbe essere stata un'overdose a provocare il decesso di Simone Benedetti, 16enne spezzino, trovato morto Martedì pomeriggio nel letto di un'amica, nella casa di Pugliola di Lerici (La Spezia) dove in piena notte aveva trovato ospitalita' al termine di una serata trascorsa in compagnia di altri coetanei. Risulterebbe, secondo quanto si è appreso, dal primo referto medico. Soltanto l'autopsia potrà, però, chiarire le cause della morte. 

I carabinieri della compagnia di Sarzana stanno ricostruendo le ultime ore di vita. Simone aveva lasciato su Facebook uno struggente messaggio indirizzato all’amico Aldo Valentini Pallotto. Quest’ultimo, v20enne residente a Zoagli (Genova), il 2 maggio scorso era stato stroncato da un mix letale di droghe e alcol durante un rave party in discoteca. Si sospetta che le due morti siano strettamente connesse. 

Simone aveva scritto recentemente su Facebook: "Ti voglio qui, anche se ora so che mi guardi da lassù. Mi manchi Aldino, non ti dico né ciao né addio, ma solo a presto…". Non e' ancora certo, i carabinieri stanno indagando in tal senso, ma sembra che i due si conoscessero, in qualche modo che frequentassero le stesse discoteche. 

La pagina  ''Simone, un altro angelo volato via'' dedicata al 16enne, nemmeno hanno fatto in tempo a postarla su Facebook, che ha gia' raccolto quasi 2.000 adesioni e migliaia di commenti. Amici, conoscenti, compagni hanno voluto ricordare Simone, accasciatosi a casa di una amica dai capelli di colore viola, e mai più ripresosi. Tanti i messaggi, anche di adulti, che invitano i ragazzi a non fare uso di stupefacenti, a non ''bruciarsi'', al contrario, ad apprezzare la vita.