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Facebook e Instagram mettono al bando commercio armi tra privati


Facebook ha messo al bando le vendite di armi tra privati sul suo social network e sul suo servizio di photo-sharing Instagram, una mossa destinata a reprimere il commercio di pistole senza licenza. Facebook vieta già alle persone di offrire marijuana, farmaci e droghe illegali per la vendita, e la società ha comunicato di aver aggiornando la sua politica che include le armi. Il divieto si applica alle vendite private di pistole da persona a persona. I rivenditori di armi su licenza e club armi possono ancora mantenere le pagine di Facebook e postare su Instagram.

Facebook chiarisce le regole comunitarie su nudo e contenuti violenti


Facebook ha rilasciato domenica le nuove norme comunitarie volte a dare agli utenti una migliore idea di che tipo di contenuti rimuoverà il social network. La società ha scritto che comprende quando le persone condividono immagini grafiche violente o video, a volte per "condannare o sensibilizzare al riguardo". La società ha affrontato delle critiche in passato per aver vietato messaggi politici grafici, come i video dei monaci tibetani che si son dati fuoco per protestare contro le politiche cinesi.

Facebook afferma di non ospitare gruppi terroristici sulla piattaforma


I terroristi hanno trovato su Internet e social network terreno fertile per reclutare militanti e fare una potente propaganda. Facebook, spesso indicato come strumento di reclutamento o propaganda souvent per le organizzazioni jihadiste, si è difeso affermando che i gruppi terroristici sono esclusi dal social network. Lo ha spiegato Monika Bickert, responsabile della politica dei contenuti di Facebook.

Nuove Policy di Facebook e Instagram sulla vendita delle armi illegali


Facebook inasprisce le regole per la vendita di armi sul social network. Dopo le critiche che le sono state mosse, Facebook introduce nuove norme più stringenti, entrando così di fatto nell'acceso dibattito sulle armi negli Stati Uniti dopo Starbucks che ha chiesto in una lettera aperta ai propri clienti di non portare armi nelle caffetterie. Facebook è stata accusata da gruppi contro le armi di facilitare le vendite online di prodotti non regolamentati, consentendo agli "amici" di pubblicare sui propri profili armi in vendita.