Mentre il collettivo di Anonymous si appresta a scovare i responsabili degli attacchi terroristici a Parigi, gli utenti di Facebook mostrano il loro sostegno alle vittime con un filtro foto del profilo. Dopo la diffusione su Twitter degli hashtag "#Pray forParis" e "#JeSuisParis", il social network ha attivato la funzione che permette di modificare i colori della foto del proprio profilo con quelli della bandiera francese. In risposta ai tragici attentati di venerdì sera a Parigi, Facebook ha aggiunto un filtro foto così gli utenti possono facilmente mostrare il loro sostegno alla Francia.
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Facebook consente di attivare la bandiera francese nella foto profilo
Mentre il collettivo di Anonymous si appresta a scovare i responsabili degli attacchi terroristici a Parigi, gli utenti di Facebook mostrano il loro sostegno alle vittime con un filtro foto del profilo. Dopo la diffusione su Twitter degli hashtag "#Pray forParis" e "#JeSuisParis", il social network ha attivato la funzione che permette di modificare i colori della foto del proprio profilo con quelli della bandiera francese. In risposta ai tragici attentati di venerdì sera a Parigi, Facebook ha aggiunto un filtro foto così gli utenti possono facilmente mostrare il loro sostegno alla Francia.
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Facebook permetterà di scegliere un video al posto della foto profilo
Il social network cambia ancora e rivoluziona le immagini del profilo. Facebook è in procinto di diventare più vivace. Il social network ha annunciato martedì che sta testando una nuova funzionalità chiamata "profili video", che permetterà agli utenti di caricare sette secondi di clip, invece di un avatar statico. Gli utenti di iPhone in California e nel Regno Unito saranno tra i primi ad essere in grado di caricare brevi video looping come foto del loro profilo. La funzione sarà implementata alla più grande base di utenti di Facebook in un prossimo futuro.
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Matrimonio gay, 26 milioni di utenti Facebook con la foto arcobaleno
Più di 26 milioni di utenti hanno usato lo strumento per colorare la foto del profilo. Pochi minuti dopo che la Corte Suprema ha annunciato la sua storica decisione di abbattere il divieto sul matrimonio gay a livello nazionale, la Casa Bianca ha mostrato il suo sostegno su Facebook. La nuova immagine della White House è una vivace immagine della Casa Bianca colorata con le pittoresche strisce della iconica Rainbow Flag. La Casa Bianca ha anche condiviso uno screenshot del tweet del presidente Barack Obama a sostegno della storica decisione.
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Facebook offre nuovo controllo privacy delle singole foto profilo e mobile
Ci sono voluti più di tre anni, ma alla fine Facebook sembra aver risolto la questione della cancellazione ritardata delle foto dai suoi server. Ed ora il social network ha introdotto un'importante novità che riguarda la privacy proprio delle foto. Gli utenti avranno la possibilità di scegliere il grado di visibilità per ogni foto inserita all'interno dell'album foto del Profilo e l'album in cui sono presenti i caricamenti dal dispositivo mobile.
Fino a poco tempo fa, però, Facebook non concedeva la possibilità di impostare la privacy di una singola foto presente in un album, ma finalmente il social network ha introdotto questa possibilità, introducendo un widget privacy su ogni foto passata del profilo. Questo mette l'album Foto Profilo in una categoria speciale insieme ai Caricamenti dal cellulare. Altri controlli possono tradursi in una maggiore disponibilità per caricare le foto.
Selezionando un'immagine presente in uno di questi due album, verrà concessa la possibilità all'utente di impostare la privacy del singolo contenuto. Le altre foto, inserite nei restanti contenitori, non potranno essere settate singolarmente, ma bisognerà estendere la privacy all'intero album di foto. Ogni volta che viene pubblicata una nuova foto nel album Foto Profilo o Caricamenti dal cellulare, potrete selezionare i destinatari per quella foto.
Ricordiamo che quando taggate qualcuno in una foto, il pubblico di amici per quella foto diventa Amici (+). Questo significa che il pubblico si espande per includere gli amici di tutte le persone che sono taggate nella foto. Le persone che possono vedere una foto possono anche eseguire azioni "Mi pace" o commentarla. Questo si applica alle singole foto dell'album. L'aggiornamento sarà diffuso gradualmente a tutti gli utenti di Facebook entro le prossime settimane.
Via: Techcrunch
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Foto del profilo Facebook primo giudizio di altri su nostra personalità
L’immagine batte i contenuti persino nel mondo virtuale. E più è ambigua, più ha effetto verso potenziali nuovi amici. Su Facebook è infatti la foto del profilo a essere la protagonista delle pagine dei singoli utenti. Proprio questa immagine influenza il primo giudizio degli altri sulla nostra personalità. Una ricerca dell’Ohio State University ha scoperto come gli utenti del celebre social network sondano le caratteristiche di un nuovo virtual friend: scartano status e testi, puntando alle fotografie.
Dall’indagine che ha coinvolto quasi duecento studenti del college statunitense è emerso che per farsi un’idea rapida e precisa di un potenziale amico è sufficiente lanciare un’occhiata alla sua foto profilo. Meno è definita e più si stuzzica la curiosità degli altri. Se la foto infatti rimanda messaggi marcatamente positivi finisce per frenare del tutto la curiosità di chi bazzica nella nostra pagina che viene prontamente abbandonata a favore del diario di qualcuno che sfoggia maggiori ambiguità, contraddizioni o spunti negativi.
Insomma, se lo scatto ci lascia nel dubbio o suggerisce contenuti anormali, solletica il desiderio un po’ morboso di approfondire nel dettaglio e leggere biografia e status, prima di stabilire un’impressione definitiva. I 195 ragazzi coinvolti nella ricerca hanno visualizzato il profilo di uno studente fittizio per valutarne su una scala da 1 a 7 il livello di estroversione/introversione in base alla foto e a una frase descrittiva. Quando l’immagine rimandava a uno spirito socievole, il testo è stato prontamente scartato.
Se riguardava un animo timido e riservato, i partecipanti correvano a sbirciare i contenuti. I risultati supportano la teoria che le persone tendono in generale a concentrarsi maggiormente sulle informazioni che hanno un background sfavorevole o fuori dalla norma. I ricercatori sostengono che i social network aumentino questa propensione, spingendo gli utenti a cercare quel “ qualcosa che non torna” capace di stuzzicare l’interesse. La fotografia o l’ immagine del profilo è però sufficiente solo a farsi una prima idea del potenziale amico virtuale.
Un’ulteriore analisi ha dimostrato infatti che i testi restano comunque più influenti nella formazione di una impressione durevole e significativa, soprattutto se aggiungono informazioni impreviste. Lo studio statunitense, pubblicato su Journal of Communication, ha lo scopo di evidenziare come le reazioni registrate attraverso i social network costituiranno i riferimenti futuri per la definizione di strategie comunicative e politiche efficaci, fondate sullo sfruttamento delle attuali dinamiche di percezione della desiderabilità sociale.
Fonte: Wired
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Facebook rinnova la grafica dei gruppi ed aggiunge le foto in alto
Dopo aver completato la migrazione dei gruppi al nuovo formato, Facebook ha aggiornato il layout dei gruppi aggiungendo le foto nella parte alta dei gruppi stessi. "Nuovo! Facilmente è possibile vedere chi è nel gruppo. Ora le foto dei membri si trovano nella parte superiore del gruppo - basta cliccare su qualcuno per vedere il suo diario. È possibile trovare le altre foto tra le foto del gruppo.", si legge nel messaggio di Facebook che presenta la nuova funzionalità per i gruppi.
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Utenti Facebook a rischio depressione, amici sembrano più felici
Più si frequenta Facebook, più si tende a credere che gli altri abbiano una vita migliore e più bella della nostra, e che siano più felici - con il risultato che si diventa tristi e scontenti. Questo è quanto sostiene un nuovo studio statunitense. La colpa di questa ondata di depressione da Facebook sarebbe da imputare alle facce sorridenti ritratte nei profili personali degli utenti.
La maggioranza di questi, infatti, pubblica una foto di sé che lo ritrae, appunto, sorridente o in ogni caso nella forma migliore. Per comprendere meglio come questo fenomeno avesse il potere di deprimere le persone, i sociologi Hui-Tzu Grace Chou e Nicholas Edge della Utah Valley University hanno intervistato 425 studenti universitari. I partecipanti dovevano rispondere a domande inerenti la loro felicità e quella che ritenevano fosse tale nei loro amici.
Dalle informazione raccolte si è scoperto anche il 95% degli intervistati utilizzava Facebook, che erano iscritti in media da due anni e mezzo e che si collegavano al social network - e vi restavano - per circa 4,8 ore a settimana. Ciò che apparso subito evidente è che i frequentatori assidui di Facebook hanno risposto in maggioranza - esprimendo il proprio accordo o meno - che i loro amici online erano di certo più felici di loro; che la vita era ingiusta nei loro confront.
Al contrario, chi passava più tempo con amici veri e socializzava di più nella vita reale erano più propensi a giudicare la vita con ottimismo, più giusta, e non ritenere che solo gli altri fossero felici. A questo fenomeno, la dottoressa Chou dà il nome di bias di corrispondenza, ossia la tendenza psicologica con cui traiamo conclusioni errate su una persona sulla base di una conoscenza limitata. "Vedendo le immagini felici di altre persone su Facebook dà alla gente l’impressione che gli altri siano sempre felici e abbiano una bella vita, come si evince da queste immagini che ritraggono momenti felici", conclude Chou.
Via: La Stampa
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Bambina posta la foto nuda su Facebook, indagine della Postale
Nei giorni scorsi è comparsa su Facebook un profilo e una fan page di una ragazzina di al massimo 12 o 13 anni che mostrava la sua foto profilo in primo piano e altre foto album tratte dal Web. Era stata pubblicata anche una foto che la ritraeva nuda d'innanzi allo specchio probabilmente del bagno di casa. In molti siti e blog hanno gridato allo scandalo per quella bambina che si faceva chiamare D. C. I. (queste le iniziali del suo nome o pseudonimo).
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Accoltellò ragazzo davanti a discoteca, preso grazie a Facebook
Tentato omicidio è l'accusa per un egiziano che la notte di Halloween accoltellò un suo coetaneo albanese mentre erano in fila davanti alla discoteca Yab di Firenze. Il ragazzo è stato arrestato anche grazie a Facebook. Sul suo profilo la Polizia ha trovato elementi che poi hanno contribuito all'arresto. Tra accoltellatore e vittima già in passato c'erano state altre liti. Il 22enne aveva amici in comune su Facebook con la sua vittima.
Secondo quanto emerso, gli agenti della squadra mobile hanno condotto le indagini avvalendosi dei racconti di alcuni testimoni, e delle informazioni fornite dallo stesso albanese, che a seguito dell'aggressione riportò 40 giorni di prognosi per una perforazione del polmone. L'assalitore, che aveva contatti Facebook con alcuni amici della vittima, è stato identificato anche grazie alle verifiche effettuate sul suo profilo.
In base a quanto ricostruito, in passato il ventenne albanese aveva avuto più volte a che fare con il suo aggressore, avendolo incontrato varie volte nel centro cittadino e in vari locali: pochi giorni prima del ferimento i due avevano avuto una lite dopo essersi incontrati causalmente alla stazione di Santa Maria Novella. Inoltre, sempre in base a quanto appreso, l'egiziano aveva già tentato di accoltellarlo la scorsa estate, durante un litigio all'interno di una discoteca fiorentina.
Alcuni giorni dopo il tentato omicidio l'uomo sarebbe stato sentito da alcuni testimoni mentre ammetteva di aver colpito l'albanese con il coltello perchè si era comportato male con lui, commentando la sua azione con la frase "se l'è meritata". Dopo aver formato un fascicolo fotografico con immagini prese dal social network l'aggressore è stato riconosciuto dalla vittima e arrestato.
Via: Corriere Fiorentino
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Terrorblanche, foto Facebook finta: bimbo pagato per sdraiarsi
Un giovane bianco sorridente che accovacciato impugna orgoglioso un fucile e preme il ginocchio su un bimbo nero disteso. Era la foto agghiacciante postata su un profilo Facebook e che aveva movimentato la Rete, sul quale ha indagato la procura di Johannesburg. Il profilo riportava il nome di "Eugene Terrorblanche", che richiamava il nome dell’ex leader del movimento di resistenza africana di estrema destra Terre Blanche, uno dei più feroci oppositori dell'uguaglianza tra bianchi e neri, assassinato nell’aprile 2010. La polizia ha raccontato di aver interrogato già nel 2007 il misterioso Eugene Terrorblanche, il quale aveva detto "di aver pagato il bimbo per sdraiarsi. Non era morto". Tuttavia, ciò che stava succedendo sul social network aveva imposto una riapertura del caso. "Ci stiamo concentrando sul sapere se il bambino è vivo o morto. L’accusa è quella di omicidio", aveva detto la polizia. Il profilo Terrorblanche sul social network era falso, per cui gli agenti non sono stati in grado di rintracciare l’autore che ad oggi è scomparso. Su Facebook Terrorblanche si presentava come un lavoratore autonomo, interessato ai coltelli, le armi da fuoco e il close combat. Poco prima che fosse disattivato il suo profilo Facebook, la foto shock era stata sostituita da quella di un militante a cavallo con la bandiera del Movimento di resistenza afrikaaner. Le indagini devono provare a chiarire perché quattro anni dopo quella foto sia tornata alla luce. In attesa della risoluzione del caso, il quadro è servito ad approfondire il problema razziale sudafricano.
Via: El Mundo
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Facebook ricorda Marco Simoncelli, foto e pagine per il Sic
Marco Simoncelli ha perso la vita in gara, nel Gp della Malaysia, dopo una scivolata che, invece di portarlo fuori dalla pista, lo ha trascinato tra le ruote di Colin Edwards e di Valentino Rossi. A spiegare cosa è successo ci pensa la moviola, anche se nemmeno il rallenty chiarisce fino in fondo la dinamica dell'impatto. La moto non cerca la via di fuga ed è difficile capire perché il casco si sfili senza che il laccio si rompa.
Nato a Cattolica il 20 gennaio 1987, ma residente a Coriano (Rimini), Marco ha cominciato a correre giovanissimo, già a sette anni nelle minimoto. E su Facebook in migliaia hanno ricordato il 'Sic', cambiando la loro foto del profilo, e sostituendola con un’immagine del centaruro. Altri hanno scritto un post sulla propria bacheca, oppure sulle varie pagine dedicate al pilota, alcune delle quali contano centinaia di migliaia di fan.
Intanto amici, parenti e fan piangono la morte del 24enne. In primis il grande amico Valentino Rossi che, dopo una giornata di silenzio e lacrime, ieri sera ha scritto su Twitter poche righe per ricordare Marco: "Per me era come un fratello minore tanto duro in pista come dolce nella vita. Ancora non posso crederci, mi mancherà un sacco".
Dopo l'incidente sono circolate anche voci di un possibile ritiro del 'Dottore'. Ma questa mattina è arrivata la smentita di Alessio Salucci, amico e assistente di Rossi: "Per quelli che lo chiedono, Vale non sta pensando assolutamente di smettere. Mi dispiace che girino queste notizie false in momenti così. Le speculazioni sull'idea che Valentino avesse pensato di chiudere in anticipo la sua carriera sono false", si legge su un messaggio su Twitter.
Via: Adnkronos
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Un ciclamino come foto profilo Facebook contro fibrosi cistica
In occasione della Nona settimana nazionale per la ricerca contro la fibrosi cistica, la Fondazione per la ricerca sulla fibrosi cistica onlus (FFC) organizza una raccolta fondi. Fino al 31 ottobre si potrà sostenere la ricerca attraverso l'invio di SMS solidali del valore di 2 euro al numero 45502 (Tim, Wind, Vodafone, 3, CoopVoce, Postemobile, Tiscali) oppure chiamando lo stesso numero da rete fissa (Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Teletu).
Sabato 22 e domenica 23 ottobre in oltre 500 piazze italiane verrà offerto il fiore simbolo della ricerca FFC, il ciclamino. In particolare, i volontari della fondazione creata e presieduta da Matteo Marzotto, saranno presenti con l’iniziativa "Ciclamini per la Ricerca" per divulgare informazioni su questa grave malattia genetica e per raccogliere fondi a sostegno dei progetti della fondazione. E su Facebook si porta la solidarietà, pubblicando come immagine del profilo il ciclamino simbolo della FFC.
Un gesto semplice, ma in grado di richiamare molta attenzione. La fondazione promuove, seleziona e finanzia progetti avanzati di ricerca clinica e di base per migliorare la durata e la qualità di vita dei malati e sconfiggere la grave malattia genetica più diffusa tra le popolazioni occidentali, trasmessa ereditariamente dai genitori attraverso un gene mutato di cui sono portatori sani, spesso inconsapevoli, circa 3 milioni di persone in Italia.
I progetti sin ora finanziati sono 192 e hanno coinvolto oltre 400 ricercatori italiani e 164 laboratori e centri di ricerca. La Fondazione si è volontariamente sottoposta alla procedura di valutazione che ne ha sancito la certificazione di aderenza alla carta della donazione, quale organizzazione che opera secondo criteri di efficienza, trasparenza, credibilità e onestà.
Fonti: Il Corriere | Il Giornale
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Foto choc su Facebook: bambino nero diventa un trofeo di caccia
Un ragazzo bianco sorridente con un fucile in mano che mostra con orgoglio ai suoi piedi, come fosse un trofeo di caccia, un bambino nero, apparentemente senza vita. L'immagine è postata su Facebook e la storia ha provocato un enorme scalpore in Sudafrica.
La polizia sta ora cercando di identificare chi è l'uomo nella fotografia e chi ha inserito il post e se l'immagine tanto agghiacciante sia vera o frutto di un fotomontaggio. La foto è stata pubblicata sul profilo il 24 giugno da un utente denominato Terrorblanche Eugene, nome che richiama l'ex leader del Movimento di Resistenza Afrikaner (AWB) di estrema destra Eugene TerreBlanche, assassinato nell'aprile del 2010.
Il portavoce del Ministero della Polizia, Zweli Mnisi, ha spiegato che sul caso è stata aperta un'inchiesta e invita chi dovesse riconoscere l'uomo ritratto nella foto (che potrebbe essere stata manipolata) a chiamare la polizia: "Se, infatti si tratta di un fatto reale quell'uomo deve essere punito".
Sul profilo di Facebook Terrorblanche si descrive come un impresario a cui piacciono la musica africana, i Simpson, le armi bianche e il fuoco e conta. "Coloro che hanno fatto commenti favorevoli potranno essere accusati di non aver denunciato il fatto, di razzismo e di abuso su minori" ha spiegato Miranda Giordano, direttore dell'istituto contro gli abusi sui minori.
"Per lui, l'accusa potrebbe essere omicidio o lesioni gravi ad un bambino". Ora su Facebook si sono formati due gruppi di protesta contro la foto del "cacciatore di bambini neri". Si tratta del gruppo "arrestate tutti gli amici di Terrorblanche" e un "gruppo di protesta" contro di lui.
Fonte: El Mundo
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Boss latitante D'Avino tradito da foto compagna su Facebook
I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Napoli in collaborazione con la Guardia Civil hanno catturato nei pressi di Marbella (Spagna) il latitante Salvatore D'Avino, 39 anni, legato, anche da vincoli di parentela, al clan camorristico dei "Giuliano" già operante nel centro storico di Napoli, già noto alle forze dell'ordine e inserito nell'elenco dei 100 ricercati di massima pericolosità. Una lunga latitanza tradita da Facebook.
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Foto su Facebook con collanina rubata, Polizia incastra scippatore
Gli agenti del Commissariato di Polizia di Foligno hanno arrestato su ordine di carcerazione emesso dalla autorità giudiziaria un giovane che un mese fa nel centro storico di Foligno aveva strappato la catenina dal collo a una signora ed era riuscito a scappare. E' stata la fotografia su facebook in cui si vedeva la stessa catenina al collo indossata durante la rapina, a incastrare un marocchino di 24 anni, pregiudicato, arrestato dalla polizia di Foligno. Secondo la ricostruzione degli investigatori lo straniero, un mese fa, nel centro storico di Foligno, aveva strappato la catenina dal collo a una signora ed era riuscito a scappare. L'anziana signora pero', nel tentativo di reagire, si era trovata in mano la collanina dell'aggressore ed un pezzo di stoffa a quadri colorata della sua camicia. Questi gli elementi in base ai quali i poliziotti hanno avviato le indagini e con i quali sono riusciti ad incastrare il 24enne. Da un controllo eseguito nella sua abitazione, infatti, dove erano presenti solo i suoi genitori, e' stata trovata nel cesto della biancheria sporca la camicia strappata. Dalla comparazione di una foto in possesso dei poliziotti e quella estrapolata dal profilo personale del marocchino sul social network e' emerso che in entrambe M.B. indossava proprio la catenina che la signora era riuscita a stappargli. Dopo giorni di appostamenti e grazie anche alla collaborazione del personale della polizia ferroviaria di Foligno gli agenti sono riusciti a bloccare il responsabile e ad arrestarlo per rapina e lesioni aggravate. Le indagini proseguono per individuare eventuali complici ed eventuali ulteriori colpi messi a segno dallo scippatore.
Fonte: AGI
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Diagnosi via Facebook salva vita a bimbo di quattro anni
Facebook ha giocato negli Stati Uniti un ruolo determinante nel salvare un bambino affetto da una malattia rara. La storia inizia a maggio quando la scrittrice e fotografa Deborah Copaken Kogan pubblica su Facebook una foto del suo bambino di 4 anni, dopo che si era svegliato con un'eruzione cutanea e la febbre alta. La madre pensa ad un'infiammazione della gola.
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Aggressori musicista, riconosciuti dalle foto su Facebook
E' stato arrestato il terzo ragazzo che ha aggredito Alberto Bonanni, il musicista 29enne pestato a sangue sabato notte al rione Monti a Roma. Per il pestaggio di Bonanni, che si trova ricoverato all'ospedale San Giovanni in coma profondo, sono già in carcere Cristian Perozzi e Carmine D'Alise, entrambi di 21 anni, arrestati nei giorni scorsi perché riconosciuti da alcuni testimoni grazie a foto postate sui loro profili di Facebook.
E sulla selvaggia aggressione di Monti spuntano nuovi aspetti inquietanti. Nel profilo Facebook di Perozzi, il ventunenne mostra alcune foto che lo riprendono col braccio alzato nel saluto romano o assieme ad alcuni amici che levano la mano nello stesso gesto.
Inoltre, il ragazzo esibisce un tatuaggio col simbolo delle "Brigate Rione Monti" e, sempre su Facebook, colleziona immagini del gruppo ultrà Bisl ("Basta infami solo lame", una delle frazioni più violente e incontrollabili della tifoseria giallorossa) e uno striscione che inneggia a Luciano Liboni, detto il "Lupo", l'assassino di un carabiniere che fu ucciso a sua volta in una sparatoria vicino Termini il 31 luglio del 2004).
Le fotografie hanno fatto pensare a un movente legato, in qualche modo, alla politica anche perché Alberto Bonanni e i suoi amici sfoggiavano un abbigliamento abbastanza "alternativo" ma la questura smentisce. Intanto le condizioni di Alberto Bonanni restano stabili. Nell'ospedale San Giovanni, dove e' ricoverato, c'é un via vai di amici del ragazzo che cercano di sostenere i familiari.
Fonte: La Repubblica
Via: Sicurezza Pubblica
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Rapinatori arrestati grazie alle foto dei loro profili Facebook
Arrestati grazie a Facebook una coppia di fidanzati rapinatori. I carabinieri hanno messo a confronto le immagini del dispositivo di videosorveglianza di un supermercato di Potenza Picena con quelle del profilo di uno dei due su Facebook e rintracciati entrambi. I due ladri tentarono di rubare alcune bottiglie di alcoolici. Lo scorso 23 maggio un dipendente del negozio aveva intimato alla coppia di restituire i prodotti rubati, ma i due avevano tentato di colpire l'uomo con un coltello, prima di dileguarsi. Le loro facce rimasero però impresse sulle videocamere della sorveglianza. I fotogrammi della video sorveglianza hanno aiutato i militari dell'Arma ad agire tempestivamente nelle indagini sulla rapina per ricostruire la mappa dei possibili autori. Insieme alle classiche tecniche investigative, i carabinieri di Porto Potenza hanno avuto l'intuizione di comparare i fotogrammi dei sospettati con le foto dei loro profili su Facebook e sono riusciti a trovare i due ritratti nella foto profilo di uno dei due fidanzatini-rapinatori. Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Macerata ed hanno condotto ad un cognome e nome di entrambi gli autori. Il Gip del Tribunale Maceratese ha emesso un ordine di custodia cautelare per rapina aggravata in concorso mediante l’uso di armi. I due fidanzati, originari del fermano, sono stati tratti in arresto dagli stessi carabinieri di Porto Potenza e Civitanova e condotti lui al carcere di Ancona mentre lei al regime degli arresti domiciliari.
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Una foto di Sarah all’obitorio pubblicata come foto su profilo facebook
Ancora oltraggio alla figura della ragazzina Sarah Scazzi uccisa dallo zio Michele Misseri ed arriva proprio da Facebook. Dopo i gruppi a favore dello zio e rimossi prontamente dalla Polizia Postale, ieri pomeriggio per pochi minuti sul social network è comparso un nuovo profilo, visibile a tutti, denominato "Sarino Scazzi". Aveva come foto il cadavere di una ragazzina bionda, sistemato su un tavolone di ferro.
Sembrava proprio una foto, scattata da un cellulare, fatta al cadavere della povera Sarah nell’obitorio dell’ospedale "Santissima Annunziata" di Taranto dove è rimasto per poco più di 24 ore, dalla mattina di giovedì quando è stato ripescato dalla cisterna di Avetrana dove era stato gettato dallo zio, al primo pomeriggio di venerdì quando, ultimate le operazioni da parte del medico legale Luigi Strada, è stato riconsegnato alla famiglia.
È stato un frequentatore di Facebook a segnalare ai carabinieri il nuovo, inquietante profilo, ma i militari dell’Arma, hanno avuto solo il tempo di visionare la foto - ritenuta plausibilmente vera - perché dopo una manciata di minuti è stato tutto rimosso. Il fatto - gravissimo - resta però in tutta la sua interezza e gli inquirenti, con la collaborazione della polizia postale e i responsabili del social network, cercheranno di risalire a chi ha messo sul web, visibile a tutti, una foto che sembrava proprio quella del cadavere di Sarah.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno
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