Visualizzazione post con etichetta Esercito italiano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Esercito italiano. Mostra tutti i post

Su Facebook l'omaggio al caporal maggiore Roberto Marchini


"Io sono stato quello che gli altri non volevano essere. Io sono andato dove gli altri non volevano andare. Io ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare. Io non ho preteso mai niente da quelli che non danno mai nulla. Ho pianto, ho sofferto e ho sperato... ma più di tutto, io ho vissuto quei momenti che gli altri dicono sia meglio dimenticare. Quando giungerà la mia ora agli altri potrò dire che sono orgoglioso per tutto quello che sono stato: un soldato". 

Questa poesia, intitolata "Soldier", del plurimedagliato capitano veterano del Vietnam George L. Skypeck, campeggia nella bacheca del gruppo Facebook "Onore al caporal maggiore Roberto Marchini", creato da Alberto Fiorillo, che in poche ore ha raccolto oltre 3.300 adesioni. "Onore a te Roberto, eravamo nello stesso blocco Cesano di Roma dodicesimo 03. I tuoi vecchi amici di Sammichele ti salutano". 

"Speravo di non dover provare più questo dolore grande, è terribile perdere dei ragazzi così, spero solo che i familiari abbiano la forza di andare avanti". Sono alcuni dei messaggi comparsi su Facebook. E ancora: "Una certa Italia non si dimenticherà di voi". 

Beatrice lo saluta così: "Onore a Roberto e a tutti i militari che ogni giorno sacrificano la propria vita per la patria". Giovanni: "Sei morto a 28 anni per salvare altre persone che neppure conoscevi, il tuo nome rimarrà sempre nei nostri Cuori. Ciao!". E Nadia: "un altro eroe che se ne va... non credo in dio ma si dice che lui scelga i migliori per averli vicino a se... ciao Roberto".

Fonte: Il Tempo
Foto: Newspedia

Omicidio Rea, analisi archivi del profilo Facebook di Parolisi


Arrivano in California le indagini sulla morte di Melania Rea, la mamma di 29 anni di Somma Vesuviana uccisa e trovata morta nel bosco di Ripe di Civitella, nel teramano, il 20 aprile scorso. Grazie a una rogatoria internazionale, ottenuta dalla Procura di Ascoli Piceno, gli investigatori potranno consultare gli archivi telematici di Facebook in California e analizzare il contenuto di eventuali messaggi cancellati dal profilo di Salvatore Parolisi. 

"Dal profilo Facebook di Parolisi possono emergere spunti investigativi, ma non delle prove. Il momento focale dell'inchiesta ci sara' solo quando queste informazioni saranno incrociate con i dati della relazione di Tagliabracci sull'esame cadaverico e delle indagini scientifiche dei Ris sui reperti raccolti. Non prima". 

Cosi' all'AGI il comandante provinciale dei carabinieri di Ascoli Piceno Col. Alessandro Patrizio, nel commentare le ricerche gia' in fase avanzata, da parte sempre di ufficiali dell'Arma, fatte direttamente presso la sede del social network americano, a Palo Alto, in California, per scoprire se nei contatti del caporalmaggiore dell'esercito con la sua amante - la soldatessa ed ex sua allieva Ludovica P. - siano nascosti elementi utili per le indagini in corso sull'assassinio brutale di Melania Rea, moglie dello stesso militare. 

Il caporalmaggiore dell’esercito indagato per l’omicidio volontario della moglie, è tornato intanto ad Ascoli per riprendere il lavoro nella caserma "Clementi", dove ha svolto finora il ruolo di addestratore delle reclute.

Via: AGI

Pacco bomba in caserma, su Facebook solidarietà al parà

http://www.difesa.it/

"Usiamo tutti questa immagine del profilo per 24 ore contro i terroristi bastardi". È lo slogan con il quale dalla notte scorsa rimbalza sul social network un messaggio di solidarietà al tenente colonnello Alessandro Albamonte, il militare della Brigata Folgore ferito da un pacco bomba giovedì in una caserma di Livorno, attraverso la pagina "Noi stiamo con Albamonte". Al momento hanno aderito più di 800 utenti, molti dei quali hanno raccolto l'invito di sostituire per 24 ore la foto del profilo personale del social network con lo stemma della Folgore: la saetta gialla che attraversa il cielo dietro a un paio di ali bianche, sottolineata dal nome "Folgore" in amaranto. L'evento è stato creato da un ex militare di Vigevano e le iscrizioni arrivano da ogni parte d'Italia. "Tieni duro, non dargliela vinta" scrive sulla pagina Pierangelo, "Il nostro Paese ha bisogno di te" gli fa eco Domenico, mentre Corrado lancia un appello alle forze dell'ordine "Chi compie questi gesti, non può e non deve essere lasciato impunito" e molti altri scrivono messaggi pieni di rabbia nei confronti dei responsabili dell'attentato. "Credo che essere ferito nella propria patria e molto probabilmente dai tuoi stessi connazionali - scrive Silvia - faccia ancora più male che essere feriti in una guerra". 120 utenti, invece, si sono iscritti a un altro gruppo, "Vicini a Alessandro Albamonte" e, mentre la solidarietà all'ufficiale arriva dalle tante pagine dedicate alla Folgore, lo scontro dialettico esplode sulla pagina Facebook che porta il nome della Federazione Anarchica Informale (60 iscritti), la stessa sigla che ha firmato la rivendicazione dell'attentato di giovedi.

Su Facebook i commenti dei militari colpiti in Afghanistan


«Mi sono rotto di stare qua in Afghanistan, non si capisce nulla». Il messaggio, datato il 3 ottobre scorso è l'ultimo che appare nella bacheca di Luca Cornacchia, il militare abruzzese ferito ieri mattina nell'attentato nella zona di Farah, dove hanno perso la vita quattro militari italiani. Una pagina in cui, attraverso articoli foto e canzoni, Cornacchia racconta la vita in Afghanistan e il contributo alla vita di tutti i giorni. Come immagine di profilo il militare ha scelto una foto di Ernesto Che Guevara. Tra gli ultimi messaggi della bacheca, tra una video di Carmen Consoli («Amore di plastica») condiviso giovedì e una canzone di Vasco Rossi, spicca la foto di un soldato che dà la mano a un bambino del posto, con lo slogan «non importa quando doniamo ma quanto amore mettiamo in quello che doniamo». C'è anche spazio a un messaggio di speranza, «tranquilli cuccioli vi riporto tutti a casa...», scrive agli amici a casa parlando dei suoi commilitoni, tra i commenti di un video in cui scorrono le immagini dei soldati statunitensi che riabbracciano le proprie famiglie. E poi rivolto alla moglie, Monica, scrive, «amore sei la mia vita...».


Anche una delle vittime, Francesco Vannozzi, ha lanciato qualche messaggio dall'Afghanistan. Brevi testi per dire di essere ossessionato dalla sabbia. Nella sezione Info compaiono tre citazioni di taglio decisamente militare: «Si vis pacem, para bellum». «Non so con quali armi combatteremo la Terza guerra mondiale, ma nella Quarta useremo sassi e bastoni». «Io non credo nel paradiso; credo nel dolore, credo nella paura, credo nella morte». La morte dopo qualche giorno l’ha incontrata davvero.


«Meglio morire in piedi che vivere una vita strisciando» ha invece scritto nella sua pagina Gianmarco Manca, un altro dei caduti di Farah. Sulla sua bacheca pochi post nei mesi scorsi che raccontano in modo insofferente la vita nella base. «Fuori fa caldo......in tenda di piu'......ma dove cavolo devo andare per trovare un po' di fresco??????porca p..........». Al suo arrivo in Afghanistan, il 15 agosto Gianmarco aveva scritto: “Inizia una nuova avventura, ciao Italia ci si vede presto”, salutando il suo Paese, senza poter mai immaginare che non avrebbe più fatto ritorno.

Fonte: http://www.corriere.it/esteri/