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Insegnante liceo minaccia su Facebook strage ebrei e immigrati


"Torino, professore su facebook minaccia stragi di ebrei e immigrati": e' il titolo dell'articolo di Repubblica.it che il professore citato nel pezzo, Renato Pallavidini, di Torino, ha linkato sulla sua bacheca di Facebook, cliccando sul tasto "mi piace". La strage di ebrei minacciata nella sinagoga di Torino se gli amministratori di Facebook avessero tolto alcune foto di Hitler e del Duce da lui pubblicate online, oggetto del titolo e dell'articolo del giornale, oggi sono sparite. 

Ma restano le foto e altri post e commenti di stampo neonazista del professor Pallavidini, 55 anni, insegnante di liceo che in passato era gia' stato accusato di negazionismo. Sul suo profilo, inoltre, si leggono anche minacce xenofobe e antisemite. "Americani e servi di sion che mi state controllando dalla California! E che cancellate ogni mio scritto sulla bacheca! Arrivera' anche per voi il momento di pagare con il sangue il vostro essere!", scrive in un post datato 14 settembre

Sulla bacheca del gruppo dal nome "Commemorazione morte del nostro amato duce", scrive: "Occorre organizzare una straripante e ben inquadrata manifestazione per il 28 ottobre 2012 che accomuni, senza divisioni, tutti i gruppi che si richiamano ai valori del Fascismo. E occorre muoversi con tempestivita' e discrezione!". 

Facebook non e' forse il luogo migliore per agire "con discrezione", ma proprio oggi Pallavidini aggiunge un commento che insuna il dubbio di essere "spiato": "Per quale motivo alcune pagine della mia bacheca, che contengono affermazioni forti, sono visibili a tutti, sul web, digitando il mio nome? Dovrebbero essere visibili solo dagli amici, non dai giornalisti di Repubblica che poi telefonano per chiedertene spiegazione!". In realtà molti contenuti della sua bacheca sono pubblici.

Via: AGI
Foto dal Web

Strage Firenze, indagini sul profilo del killer e amici Facebook


Facebook come soluzione nelle indagini sulla spietata esecuzione dei giovani ambulanti senegalesi. Gianluca Casseri - il ragioniere-killer cinquantenne malato di depressione e diabete ma anche, e soprattutto, di razzismo e neonazismo - aveva soltanto due amici sul suo profilo Facebook. Procura e investigatori stanno indagando su eventuali confronti prima della strage tra Casseri e i due amici, indottrinati di cultura xenofoba, che hanno in qualche modo potuto spingerlo a compiere gli omicidi. 

Sempre su Facebook è concentrat un’altra tranche dell’inchiesta. Riguarda i sostenitori del gesto folle del ragioniere simpatizzante di Casa Pound. Il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi ha aperto un fascicolo per istigazione o agevolazione a delinquere. 

"Sono state avviate indagini - precisa - per identificare gli autori di questi messaggi. Si sta, cioè, verificando l’ipotesi della presenza di eventuali concorrenti nei due omicidi e nei tre tentati omicidi non solo sotto il profilo materiale, ma anche in forma di concorso morale sotto il profilo di eventuale istigazione o agevolazione dei reati". 

Resta da capire se da uno di questi due contatti Facebook è partita la suggestione - per non dire il suggerimento - sulla sparatoria di martedì. E il ruolo del social network, in questa drammatica storia di ordinaria follia, non finisce qui. Sempre sul computer recuperato nella casa della madre di Gianluca Casseri, a Pistoia, sono evidenti le tracce lasciate dalle chat e dai contatti con siti di estrema destra stranieri. Il computer, in realtà, appartiene al fratello dell’assassino, ferroviere in pensione. Ad usarlo, tuttavia, era prevalentemente Gianluca che raggiungeva la casa di famiglia ogni 4-5 giorni.

Via: La Stampa

Aggredito a Padova con bastoni e catene consigliere Aliprandi


E' stato aggredito con bastoni e catene da un gruppetto vicino ai centri sociali il consigliere comunale Vittorio Aliprandi (Pdl), che ieri era stato condannato dal tribunale di Padova per la violazione della legge Mancino dopo che aveva messo su Facebook delle frasi offensive verso i Rom. La notizia è stata postata alle 12 sulla pagina Facebook dello stesso Aliprandi. Il consigliere era assieme al figlio in piazza Duomo quando e' stato bloccato e aggredito da alcuni giovani, due quali sono stati fermati da passanti e sono stati portati in Questura Padova. I due, Alex Ferraretto (30 anni) e Michele Nigro (25 anni), vicini ai centri sociali sono interrogati in Questura dal pm Sergio Dini. La polizia scientifica sta compiendo accertamenti su una spranga, su una catena e un casco trovati poco lontano dal luogo dell’aggressione. Il centro sociale Pedro nel pomeriggio si è dissociato dall'episodio: "Oggettivamente ciò che è accaduto è sbagliato - ha scritto in una nota il leader Max Gallob - privo di alcun senso soprattutto se riferito alla dura e difficile battaglia culturale e politica contro razzismo e xenofobiache stiamo conducendo. Al contrario possiamo già dire che favorisce non solo la Lega ma tutti coloro che vorrebbero vedere chiusa in città l’esperienza del centro sociale stesso". "E' un episodio gravissimo - commenta il sindaco Flavio Zanonato - in città ci sono dei veri e propri criminali: mi aspetto che la polizia e la magistratura siano molto netti nei confronti di questa gentaglia. Bisogna farla finita con la violenza politica e la prevaricazione".

Equality Italia, frasi choc su Facebook contro rom e down


"Come si ammazzano 15 mosche in un colpo solo? Dando uno schiaffo ad un bimbo africano''. "Questo e' solo uno dei commenti pubblicati dai quasi diecimila iscritti alla pagina italiana di Facebook 'I veri crociati del black humor'", denuncia la rete sui diritti civili 'Equality Italia', che ha chiesto a Facebook di provvedere alla chiusura della pagina. "E' difficile contare quante frasi razziste, antisemite, xenofobe, di offesa verso i bambini down, siano state scritte - afferma la rete per i diritti civili - Nel vano tentativo di far passare tutto come uno scherzo, questi personaggi hanno trovato il modo di offendere e discriminare pesantemente neri, disabili, migranti, meridionali, donne e ebrei". Per questo motivo "abbiamo chiesto a Facebook la chiusura di questa ulteriore pagina discriminatoria e volgare". Per capire di cosa si sta parlando e' sufficiente leggere qualche esempio fornito da Equality Italia: "Allarme topi nei campi Rom di tutta Italia: non possiamo continuare cosi', sono troppi, puzzano, e portano malattie hanno dichiarato i topi". Offese illegibili anche i bambini down: ''Perche' questa pianta ha le cuffie?" scrive un frequentatore a commento di una foto che ritrae un bimbo down con le cuffie. "Su questa pagina puo' accedere chiunque - dice Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia - anche i minori, e non si puo' restare inerti spettatori nel leggere frasi di questo tipo".