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Miami: uccide la moglie e posta foto cadavere su Facebook, arrestato


Un 31enne americano si e' costituito alla polizia di Miami dopo aver ucciso la moglie e aver postato su Facebook una foto del corpo martoriato della donna. E' stato lo stesso Derek Medina a raccontare l'omicidio della 26enne Jennifer Alfonso, pubblicando sul social network un messaggio: "Andro' in prigione o verro' condannato a morte per aver ucciso mia moglie, mi vedrete tra le notizie". 

"Mia moglie mi stava picchiando e non volevo piu' sottostare all'abuso, cosi' ho fatto quello che ho fatto, spero che capirete", ha spiegato. Dopo averlo interrogato, gli inquirenti si sono recati sul luogo del presunto delitto, dove "hanno trovato la vittima deceduta per colpi d'arma da fuoco cosi' come la figlia di 10 anni illesa". "Il movente al momento e' ignoto", ha fatto sapere la polizia. 

La foto del corpo di Jennifer sul pavimento, con la faccia e le braccia ricoperte di sangue, e' rimasta per circa 5 ore su Facebook, e condivisa 170 volte, prima che la pagina venisse bloccata dal social network, con i commenti allarmati degli amici che chiedevano cosa fosse successo. Nell'abitazione c'era anche la figlia di 10 anni, che fortunatamente è rimasta illesa. Nella versione del padre di Medina, la coppia aveva avuto un violento litigio.

"Ha semplicemente detto che sua moglie aveva preso un coltello per avventarsi contro di lui, hanno avuto un grosso scontro e lui gli ha sparato". Medina condivideva la sua vita on-line con video postati sul suo canale di YouTube. Ha pubblicato dei libri e teneva un sito web chiamato EmotionalWriter.com. I suoi libri pretendono di essere sulla "comunicazione efficace" e "suggerimenti di consulenza matrimoniale", secondo il sito web. 

"Derek medina è uno scrittore emozionale. Il suo obiettivo è quello di salvare la vita delle persone attraverso i suoi libri che ha pubblicato", dice il sito. "Il mio obiettivo è per voi, i lettori, di aprire gli occhi e cambiare per il meglio." Ore prima dell'uccisione, Medina ha postato una foto di sua moglie, sua figlia e se stesso a cena insieme all'aperto in un porto turistico. Erano tutti sorridenti.


Fonte: AGI
Via: CNN

Geloso dell'amico su Facebook chiude la moglie in casa


Geloso perchè la moglie aveva un amico su Facebook l’ha chiusa in casa. Il fatto è accaduto a Cosenza. A dare l’allarme sono stati alcuni vicini della coppia che hanno sentito la donna invocare aiuto. Sul posto si sono recati gli agenti delle volanti della Questura che hanno liberato la signora e poi hanno chiamato la guardia medica per accompagnare il marito al pronto soccorso e verificare se fosse necessario un trattamento sanitario obbligatorio. 

Trattamento di cui non c’è stato bisogno. Dopo gli accertamenti del caso, i poliziotti hanno segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica di Cosenza. E nuovi particolari sconvolgenti emergono dall'uxoricidio di Carpi, avvenuto il 22 marzo scorso. 

Dario Solomita, il 41enne che dopo una lite con la compagna Giuseppa Caruso l'ha accoltellata a morte, spiava la moglie con una webcam. L'idraulico avrebbe visto qualche tempo prima la moglie parlare con un suo ex. Da lì si è scatenata la gelosia incontrollabile dell'uomo che ha deciso di piazzare una telecamera nascosta nella camera da letto per spiare in questo modo i movimenti della compagna. 

La tragedia si sarebbe scatenata per via un black-out di un paio d'ore, in cui la telecamera non ha ripreso quello che accadeva nella casa. Solomita si è così convinto che la moglie avesse manomesso la web cam per nascondere altarini. E così la sua gelosia si è trasformata in una furia cieca che si è conclusa con l'uccisione di Pina.

Fonte: ANSA

Uccide moglie, su Facebook aveva scritto in relazione complicata


Una donna di 45 anni, Giuseppa Caruso, è stata uccisa a coltellate dal marito a Carpi, nel Modenese. È accaduto intorno alle 6.30 di ieri mattina nel loro appartamento di via Lama. L’uomo, Dario Solomita di 41 anni, l’avrebbe assalita in casa senza che la loro figlia di nove anni si accorgesse di nulla. 

I due alle prime luci dell’alba stavano litigando in cucina, durante la colazione, mentre la loro figlia, una bambina di 9 anni, dormiva nella sua camera. Improvvisamente l’uomo avrebbe impugnato un coltello appoggiato su una mensola, colpendo ripetutamente la moglie. La polizia è intervenuta immediatamente, ma per la donna non c’era più nulla da fare.

Gli agenti hanno svegliato la bambina che ancora dormiva nella sua stanza e, coprendole gli occhi, l’hanno fatta uscire dalla casa per poi accompagnarla dai nonni materni. Sul posto il sostituto procuratore Marco Niccolini. Lei, siciliana, dipendente del settore ambiente del Comune di Carpi, lui, originario di Avellino, impiegato in un’azienda di termoidraulica, ultimamente non lavorava con continuità. 

Da tempo i due pare avessero seri problemi di relazione. Dario Solomita giovedì scorso sul suo profilo Facebook alla voce «situazione sentimentale» aveva modificato lo stato da «sposato» a «relazione complicata» e - secondo gli inquirenti - il movente del folle gesto potrebbe essere la gelosia dell’uomo. Ieri mattina i vicini hanno detto di non essersi mai accorti dei litigi dai due, ma a quanto pare i familiari erano a conoscenza della situazione di tensione, anche se mai si sarebbero immaginati un simile epilogo.