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Zuckerberg e moglie donano a ospedale di San Francisco 75 milioni $


Il fondatore e CEO di Facebook Mark Zuckerberg, insieme alla moglie Priscilla Chan hanno donato 75 milioni di dollari al San Francisco General Hospital (SFGH) per raddoppiare la capacità della sala d'emergenza e quadruplicare i numeri di posti letto.  Questa sovvenzione è il più grande regalo unico che la Fondazione dell'ospedale abbia ricevuto da quando è stata fondata nel 1994, e si crede di essere il più grande regalo singolo privato da individui a un ospedale pubblico negli Stati Uniti.

India, vende neonato su Facebook per 11mila euro: arrestato nonno


Un uomo è stato arrestato nello stato indiano nord occidentale del Punjab per aver venduto un neonato, suo nipote, su Facebook per 800 mila rupie (oltre 11 mila euro). Lo riferisce oggi la tv Zee News. Lo scioccante caso è successo nella città di Ludhiana e ha coinvolto tre persone complici nel losco affare tutte arrestate dalla polizia.

Il piccolo era stato rapito dallo zio materno subito dopo la sua nascita in un ospedale della città. L’uomo aveva detto alla nipote che aveva partorito un feto morto. D’accordo con una infermiera, identificata con il solo nome Sunita, ha quindi «venduto» il neonato a un altro dipendente del nosocomio, il Satyam Hospital, per una cifra equivalente a 640 euro.

Quest’ultimo ha messo un annuncio su Facebook a cui ha risposto un amico di New Delhi che ha offerto oltre 11 mila euro per avere il bambino. Nel frattempo però la neo madre, non credendo alla morte del neonato, ha denunciato il genitore alla polizia. Gli investigatori sono riusciti a risalire ai complici del rapimento e a ritrovare il bambino.

La televisione precisa però che «l’acquirente», un imprenditore, ha fatto perdere le proprie tracce. Di recente a New Delhi, e in altre parti dell’India, c’è stata una escalation di rapimenti e di violenze sessuali su bambini che hanno provocato diverse proteste da parte di associazioni per la difesa dei diritti umani e dei partiti dell’Opposizione.


Via: La Stampa
Foto dal web

Tiziano Ferro ricoverato a Madrid, lui tranquillizza i fan su Facebook


Tiziano Ferro è stato ricoverato domenica d'urgenza in ospedale a Madrid, dove si trova per promuovere il suo nuovo disco e per registrare il programma La Voz, al quale collabora a Telecinco. Secondo alcune voci la causa potrebbe essere un abuso di farmaci. Il cantante però tranquillizza i fan su Facebook.

"A chi mi pensa e si preoccupa per me - scrive - Sto bene, vi sento vicini. Vi voglio bene, davvero. Grazie! Tiziano". Domenica, intorno a mezzanotte, l'artista - che è ospite dell'Hotel Palace, nel centro della Capitale - è stato trasferito d'urgenza all'Ospedale Universitario Clinico San Carlos

E' stato lo stesso cantante, di 31 anni, a chiamare i servizi di emergenza medica madrilena del 112. Pochi minuti dopo, un'ambulanza è accorsa e Ferro è stato prelevato dalla sua stanza. Ricoverato intorno all'1,15 del mattino, è rimasto per alcune ore in osservazione prima di essere dimesso. 

"Domenica sera a Madrid Tiziano è andato a vedere un concerto con il suo staff, poi ha mangiato qualcosa fuori e, tornato in albergo, si è sentito male. Dolore allo stomaco, sudore freddo. Per sicurezza è stato portato al pronto soccorso, dove è stato tenuto per qualche ora sotto osservazione".

E' quanto spiegano dall'entourage di Tiziano Ferro. Lo staff smentisce che si sia trattato di un abuso di farmaci. "E' stato portato al pronto soccorso perché il giorno dopo doveva intervenire nel programma condotto da Miguel Bosé, come poi ha fatto, e si voleva avere certezza che non fosse nulla di grave". 

"Ora Tiziano è a Milano e sta bene". E il cantante rassicura un'altra volta i suoi fan con un messaggio su Facebook. "Tutto bene. Sono a casa e mi sto riprendendo… E grazie a tutti i messaggi e alle testimonianze d’amore che ho ricevuto, tutto è più facile. Ci vediamo presto, vi voglio bene :’) Tiziano".


Fonte: Vanitatis
Via: ANSA

Ospedale San Martino, Facebook vietato a medici ed infermieri


Da due settimane Facebook è vietato all'ospedale San Martino-Ist perché la situazione non era più sotto controllo. Continuavano ad arrivare segnalazioni di dipendenti attaccati per ore al computer, intasando anche la rete aziendale su cui viaggiano referti e documenti sanitari sui ricoverati. La conferma arriva proprio dal sistema informatico interno: ora ha ripreso ad andare alla velocità di qualche mese fa. Chiudere Facebook vuol dire scatenare i malumori di medici, tecnici, operatori sanitari e infermieri, così l’ospedale si è mosso in silenzio, senza fare comunicazioni ufficiali, intanto, come spiega un dirigente del personale: "Chi è sempre attaccato al computer, lo scopre subito che non può più andare su Facebook". Guarda caso al San Martino hanno preferito non mettere i manifesti ma nei 2.380 computer Facebook è soltanto un ricordo. Dario Padrone è il direttore del servizio informatico dell’ospedale e parla di un intervento difensivo: "Siamo stati costretti a chiudere i social network perché erano diventati la fonte principale di software maligni che si introducevano nella rete aziendale e creavano problemi ai computer". Ammette che era arrivato il momento di mettere un freno a Facebook, ma la Cgil non ha gradito e Luciano Trotta alza la voce e spera in una retromarcia: "È una misura esagerata. L’azienda, prima di decidere, avrebbe dovuto avere il quadro sull’uso sconsiderato dei computer aziendali. Facebook è diventato un importante strumento per socializzare e ormai di uso comune. Non mi sembra ci sia nulla di male anche se è ovvio che i lavoratori devono navigare con buonsenso e senza esagerare".

Via: Il Secolo XIX

Un sorriso su Facebook per aiutare l'ospedale Bambino Gesù


Un sorriso non costa nulla ma può cambiare molte cose. Per questo motivo l'associazione non-profit ''Smile for a Smile'' ha deciso di raccogliere i sorrisi dalle persone di tutto il mondo tramite una nuova app di Facebook, che riconosce quando la persona davanti alla webcam sta sorridendo. Fino al 25 dicembre gli utenti potranno scattarsi una foto del loro sorriso e donarla, insieme a un'eventuale offerta in denaro, all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. 

L'obiettivo è raccogliere migliaia di sorrisi da proiettare durante un evento di beneficenza. ''Smile for a Smile è stato creato per convincere il maggior numero di utenti di Facebook a contribuire a far sorridere gli altri'', ha spiegato Alessandro Petrucciani, il 24enne romano ideatore del progetto.

''Circa il 12% della popolazione mondiale ha un account Facebook - aggiunge Petrucciani - e quando si dà un'occhiata a quello per cui la gente si preoccupa, ci si accorge che è troppo coinvolta in problemi minori. Per quanto possano essere importanti, dobbiamo sempre ricordarci che ci sono altre cose, forse più importanti, che ci possono far sentire meglio e sorridere''. 

Il progetto 'Smile for a Smile' è stato sviluppato, in collaborazione con l'ospedale pediatrico Bambino Gesù, da 4 studenti provenienti da Italia, Germania, Austria e Turchia. Tre di loro (tra i quali lo stesso Petrucciani) si sono laureati al Master in International Management presso la Business School Esade di Barcellona. Mentre il quarto studia presso l'Università di Scienze Applicate di Potsdam, a Berlino.


Smile For A Smile from Alessandro Petrucciani on Vimeo.

Via: ASCA

Presa a pugni in faccia perché lesbica, denuncia su Facebook


Infastidito dalle effusioni di alcune ragazze gay sedute al tavolo vicino, si è alzato e, dopo un vivace battibecco, ha sferrato un pugno al volto di una di loro. Riuscendo poi a defilarsi prima dell’arrivo della polizia che conferma l’episodio, senza tuttavia poter precisare le cause. Il caso è stato denunciato su Facebook, da una grafica milanese, Patrizia Lai: "L’altra sera poco dopo le 22 in via Raffello Sanzio una lesbica a cena con le amiche e la fidanzata è stata pestata a sangue da una bestia d’uomo che poi è scappato e questo solo perché non gradiva vederle teneramente insieme. È stata pestata perché mentre faceva una foto con la fidanzata al tavolo accanto, questo tizio, che per tutta la sera le importunava con occhiate e battute chiaramente omofobe, l’ha appellata molto poco carinamente e lei ha risposto". "Dopo il violentissimo e fulmineo pestaggio con una raffica di pugni al volto - ha ancora denunciato Patrizia, lesbica anche lei - questo omone palestrato sui 90/100 chili, 35 annidi età, pelato e tatuato, ha continuato ad aggredirla verbalmente per almeno altri cinque minuti, tanto che io e le mie amiche che eravamo nel ristorante accanto ci siamo avvicinate. Lui gridava e voleva ancora picchiarla e la minacciava, io mi sono messa in mezzo e con un altro signore siamo riusciti a separarli definitivamente. Lei era ricoperta di sangue, lui intanto, mentre chiamavano la polizia, è scappato verso la metropolitana. Due amiche lo hanno inseguito ma lui avrebbe cercato di picchiarle". L’episodio è stato confermato dalla Questura, che non ha però potuto puntualizzare l’origine omofoba dell’aggressione, puntualizzando come la vittima sia stata trasportata in codice verde all’ospedale San Carlo.

Fonte: Il Giornale
Foto dal Web

Aggressori musicista, riconosciuti dalle foto su Facebook


E' stato arrestato il terzo ragazzo che ha aggredito Alberto Bonanni, il musicista 29enne pestato a sangue sabato notte al rione Monti a Roma. Per il pestaggio di Bonanni, che si trova ricoverato all'ospedale San Giovanni in coma profondo, sono già in carcere Cristian Perozzi e Carmine D'Alise, entrambi di 21 anni, arrestati nei giorni scorsi perché riconosciuti da alcuni testimoni grazie a foto postate sui loro profili di Facebook. 

E sulla selvaggia aggressione di Monti spuntano nuovi aspetti inquietanti. Nel profilo Facebook di Perozzi, il ventunenne mostra alcune foto che lo riprendono col braccio alzato nel saluto romano o assieme ad alcuni amici che levano la mano nello stesso gesto. 

Inoltre, il ragazzo esibisce un tatuaggio col simbolo delle "Brigate Rione Monti" e, sempre su Facebook, colleziona immagini del gruppo ultrà Bisl ("Basta infami solo lame", una delle frazioni più violente e incontrollabili della tifoseria giallorossa) e uno striscione che inneggia a Luciano Liboni, detto il "Lupo", l'assassino di un carabiniere che fu ucciso a sua volta in una sparatoria vicino Termini il 31 luglio del 2004). 

Le fotografie hanno fatto pensare a un movente legato, in qualche modo, alla politica anche perché Alberto Bonanni e i suoi amici sfoggiavano un abbigliamento abbastanza "alternativo" ma la questura smentisce. Intanto le condizioni di Alberto Bonanni restano stabili. Nell'ospedale San Giovanni, dove e' ricoverato, c'é un via vai di amici del ragazzo che cercano di sostenere i familiari.

Fonte: La Repubblica
Via: Sicurezza Pubblica

Team di medici su Facebook raccoglie gli Sos dei teenager


I ragazzi preferiscono le consulenze online ai consigli di genitori e insegnanti. E per questo, attraverso Facebook raccoglieranno gli Sos di teenager in difficolta', perche' e' nel mondo virtuale dei social network che gli under 20 di oggi si muovono con dimestichezza. Un team di camici bianchi si fa largo nella dimensione parallela creata da Mark Elliott Zuckerberg e apre un servizio di consulenza online. 

E' il progetto lanciato a Milano dall'ospedale Fatebenefratelli e dall'associazione Itaca onlus. Punto di partenza una pagina Facebook intitolata a Zheng He, coraggioso navigatore cinese che, nel XV secolo, prima di Colombo e di Magellano, percorse per 7 volte in lungo e in largo l'Oceano Indiano, guidando 317 navi con 27 mila uomini tra Asia e Africa. Un personaggio simbolo di orientamento, carisma, coraggio. 

Un navigatore, come navigatori sono i giovani internauti abituali frequentatori del web. Secondo gli ultimi dati Istat, i giovani tra i 15 e i 19 anni, rispetto agli adulti, navigano privilegiando chat, newsgroup, forum (quasi il 50%), leggendo blog (oltre il 45%) e creandone in prima persona (piu' del 23%). Facebook, in particolare, e' il punto di ritrovo globale: il 93% dei giovani under 20 lo usa. 

Lo scopo del servizio, spiegano i promotori, e' quello di "offrire uno spazio virtuale di conversazione in tempo reale (via chat) e differito (via e-mail) che avvicini gli adolescenti alla richiesta di aiuto psicologico attraverso uno strumento che elimina la vergogna, abbatte l'istituzionalita' del consulto, e' gratuito, facile e accessibile da qualunque luogo".

Via: Adnkronos

Sanitari scherzano su pazienti e pubblicano foto, denunciati

http://www.corrieredimaremma.it/

Foto di sanitari che scherzano e compiono atti goliardici nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Grosseto, dove sono ricoverati anche pazienti in coma, sono state pubblicate su Facebook. Li hanno fotografati e ripresi mentre erano intubati sui loro lettini d'ospedale, li hanno sbeffeggiati travestendosi da mummie e prendendosi gioco di loro. Ad allestire questa triste messa in scena, e a prendersi una denuncia, sono stati alcuni addetti del reparto di rinamazione di un importante ospedale di Grosseto. Si tratta del "Misericordia", dove il personale ha improvvisato questo brutto scherzo vantandosene poi sul social network. "Sono indignata - dice la donna che ha denunciato il fatto - per il solo fatto che malati inconsapevoli possano essere stati scherniti con così tanta leggerezza. Nel nome della comunità in cui vivo e per il sendo civico che mi ha sempre accompagnato, ritengo opportuno rendere noto questo fatto tanto increscioso, affinché non accada mai più. Non c'è nulla di male che medici e infermieri si fotografino tra loro, ma quello che è sconcertante è che malati in gravi condizioni siano stati immortalati e scaraventati sul web alla mercè di tutti". La donna che ha denunciato l'accaduto aggiunge che gli addetti del reparto si sono anche "divertiti a sprecare materiale sanitario come bende, garze per travestirsi da mummie". Questo vuol dire, sottolinea la donna, "sciupare soldi pubblici". E ancora: "E' stato calpestato il rispetto per la privacy. E' stato scambiato l'ospedale cittadino per una sala da biliardo".