Più di 26 milioni di utenti hanno usato lo strumento per colorare la foto del profilo. Pochi minuti dopo che la Corte Suprema ha annunciato la sua storica decisione di abbattere il divieto sul matrimonio gay a livello nazionale, la Casa Bianca ha mostrato il suo sostegno su Facebook. La nuova immagine della White House è una vivace immagine della Casa Bianca colorata con le pittoresche strisce della iconica Rainbow Flag. La Casa Bianca ha anche condiviso uno screenshot del tweet del presidente Barack Obama a sostegno della storica decisione.
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Matrimonio gay, 26 milioni di utenti Facebook con la foto arcobaleno
Più di 26 milioni di utenti hanno usato lo strumento per colorare la foto del profilo. Pochi minuti dopo che la Corte Suprema ha annunciato la sua storica decisione di abbattere il divieto sul matrimonio gay a livello nazionale, la Casa Bianca ha mostrato il suo sostegno su Facebook. La nuova immagine della White House è una vivace immagine della Casa Bianca colorata con le pittoresche strisce della iconica Rainbow Flag. La Casa Bianca ha anche condiviso uno screenshot del tweet del presidente Barack Obama a sostegno della storica decisione.
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Usa: Corte Suprema, minacce di morte non sono reato su Facebook
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato la condanna di un uomo della Pennsylvania che aveva rivolto minacce di morte all'ex moglie e ai colleghi su Facebook. Secondo i supremi giudici americani, i procuratori non hanno infatti presentato sufficienti prove del fatto che con i post incriminati abbiano fatto sentire minacciata ragionevolmente una persona. E' stato così accolto il ricorso, presentato da Anthony Elonis, dopo essere stato condannato per aver postato testi di canzoni rap in cui minacciava di uccidere in modo orrendo l'ex moglie.
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I Winklevoss presentano nuovo ricorso contro Facebook
I campioni olimpici di canottaggio Cameron e Tyler Winklevoss hanno presentato nuovamente ricorso contro Facebook nella giornata di ieri. Solo il giorno prima, avevano rinunciato a fare appello alla Corte Suprema. I gemelli contestano le sentenze che hanno confermato l'accordo da 65 milioni di dollari fra loro due, il loro socio (Divy Narendra) e Mark Zuckerberg.
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Winklevoss perdono appello e ricorrono alla Corte Suprema degli Usa
I gemelli Cameron e Tyler Winklevoss, che hanno accusato Facebook di aver rubato loro l'idea del social network, hanno perso l'ennesimo appello e pensano di ricorrere alla Corte Suprema americana. Non sono riusciti a convincere la Corte d'Appello di San Francisco di riconsiderare la decisione dell'11 aprile: ha stabilito che il risarcimento di 65 milioni di dollari ricevuto nel 2008 da Mark Zuckerberg e' equo e che i due non hanno il diritto di contestare un accordo raggiunto in precedenza.
L’appello trae origine da un accordo negoziale tra i Winklevoss e Narendra, firmato con il più grande social network del mondo del 2008, dopo aver dichiarato che Zuckerberg aveva loro "rubato" l’idea per un sito di social networking che loro ricorrenti avevano chiamato ConnectU. Era già stato riconosciuto loro un indennizzo "liberatorio" di 65 milioni di dollari, a seguito del quale ogni ulteriore lite in materia avrebbe dovuto essere scongiurata.
Dopo la firma dell’accordo, però, i ricorrenti hanno affermato che i 65 milioni erano una cifra arbitrariamente stabilita da Facebook e, di conseguenza, irrealistica. Oggi Facebook è un’azienda che vale oltre 50 miliardi di dollari e nega del tutto le accuse, sottolineando che i ricorrenti hanno già ricevuto un "più che lauto" assegno.
Il mese scorso il nono circuito delle Corti Usa, per voce del giudice Alex Kozinski ha messo a fermo il caso affermando che l’accordo del 2008 era ancora valido. "I fratelli Winklevoss non sono le prime controparti risarcite da un concorrente che poi cercano di alzare la posta attraverso ulteriori liti, nel tentativo di ottenere ciò che cercano dal mercato", ha sentenziato il giudice.
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