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Facebook global transparency report: +27% richieste dati da governi


Facebook ha pubblicato il suo Global Government Requests Report che dettaglia quante richieste governative sui dati degli utenti, così come il numero di oggetti sottoposti a restrizioni per aver violato la legge locale nei paesi in cui il servizio è disponibile. Per la prima volta, il Transparency Report include le informazioni sulle istanze governative di conservazione dei dati in attesa di ricevere un processo legale. Il report rivela che le richieste sono aumentate del 27% a livello globale nella prima metà del 2016 rispetto al semestre precedente, passando da 46.710 a 59.229.

Facebook consente di attivare la bandiera francese nella foto profilo


Mentre il collettivo di Anonymous si appresta a scovare i responsabili degli attacchi terroristici a Parigi, gli utenti di Facebook mostrano il loro sostegno alle vittime con un filtro foto del profilo. Dopo la diffusione su Twitter degli hashtag "#Pray forParis" e "#JeSuisParis", il social network ha attivato la funzione che permette di modificare i colori della foto del proprio profilo con quelli della bandiera francese. In risposta ai tragici attentati di venerdì sera a Parigi, Facebook ha aggiunto un filtro foto così gli utenti possono facilmente mostrare il loro sostegno alla Francia.

Charlie Hebdo, Mark Zuckerberg: Facebook non sarà messo a tacere


Anche il Ceo di Facebook Mark Zuckerberg è intervenuto sull'attacco terroristico contro gli uffici di Parigi del settimanale satirico Charlie Hebdo, promettendo in un post su Facebook che il social network resterà un servizio in cui è possibile parlare liberamente senza aver paura di violenze e ritorsioni. Il co-fondatore di Facebook ha raccontato un episodio accaduto nel 2010 e che ha avuto come protagonista un estremista pakistano. In un aggiornamento di stato pubblicato venerdì sulla sua pagina ufficiale ha detto che un estremista in Pakistan ha combattuto per farlo condannare a morte.

Facebook organizza evento il 20 giugno per lancio di nuovo prodotto


Facebook sembra avere nuovi prodotti nella manica. Con un biglietto che finge di essere macchiato di caffè, Facebook ha invitato la stampa al quartier generale di Menlo Park, in California, il 20 giugno prossimo per la presentazione dell'ultima novità dell'azienda guidata da Mark Zuckerberg. "Un piccolo team ha lavorato su una grande idea. Unitevi a noi per un caffè per scoprire un nuovo prodotto", si legge nell'invito Facebook ad Abc News.

Attentato Equitalia, commenti shock di esultanza su Facebook


Dopo la Deutsche Bank a Francoforte, il secondo pacco bomba degli anarchici italiani è arrivato a Roma, nella sede di Equitalia, società pubblica incaricata della riscossione dei tributi dello Stato. Intorno alle 12.30, in via Millevoi, all'Ardeatina, nella sua stanza il direttore generale Marco Cuccagna, 50 anni, ha aperto il plico giallo foderato all'interno con la plastica pluriball. Lo strappo ha innecato la batteria e acceso la polvere, poi il boato. E la notizia dell'esplosione del pacco bomba nell'agenzia di Equitalia fà il giro del Web. La maggior parte delle reazioni però non è di solidarietà al direttore. In molti su Facebook hanno commentato l'esplosione: "Questo succede a voler tirare troppo la corda e nel voler entrare nelle tasche degli italiani. E andrà sempre peggio continuando così". Anche dai commenti apparsi sulla pagina Facebook del Messaggero, l'antipatia verso la società incaricata della riscossione dei tributi è abbastanza esplicita. C'è chi addirittura esulta, scrivendo "Goduria", "Evvaiiii", "Allora Dio c'è!". Altri, come Mario, vanno contro corrente: "Poveretti, ma loro fanno solo il loro dovere". Su Twitter all'hashtag #Equitalia invece i post sono ancora più espliciti. Qualcuno si chiede se "Babbo Natale non sia arrivato in anticipo, portando una bomba a Equitalia", altri sottolineano che era prevedibile: "Sono l'unico a non essere sorpreso?", dice Gigi. Pamela sceglie l'ironia, ma il messaggio è lo stesso: "Esploso pacco bomba in agenzia Equitalia. Indagati 60 milioni di possibili mandanti". Ma c'è anche Arianna che scrive: "Su facebook sto cancellando dai miei contatti persone che esultano per la bomba contro Equitalia".

Fonti: Il MessaggeroIl Tempo
Immagine: Fanpage

I lettori del Secolo XIX ricordano l'11 settembre su Facebook


Il ricordo degli attacchi che l’11 settembre del 2001 sconvolsero New York, l’America e il mondo intero è ancora ben vivo nelle menti di tutti. A dimostrarlo, anche gli oltre 30 commenti pubblicati sulla pagina Facebook del Secolo XIX in cui il giornale ha chiesto ai suoi lettori dov’erano e che cosa facevano durante il crollo delle Torri Gemelle. Fra i primi a rispondere, Edoardo Repetto: "Ero molto piccolo, avevo appena 8 anni. Ero a casa che guardavo i cartoni animati in tv. Mi ricordo che interruppero le trasmissioni e, a reti unificate, diedero l’annuncio della caduta delle Torri Gemelle". 

"Ho seguito l’edizione straordinaria del Tg1 che ha trasmesso in diretta quelle immagini dure, ma non ero del tutto conscio di ciò che era successo. A distanza di qualche anno, realizzai meglio ciò che successe". Gli fa eco Franca Berutti: "Telefona mio papà e dice: 'Senti un pò cosa succede... accendi la tv'... Guardando quelle immagini e apprese tutte quelle notizie ho abbracciato forte i miei bambini, allora piccoli. Credevo scoppiasse una guerra". Paolo Tealdi stava lavorando: "In quell’anno ero collaboratore al centro Ricerche e Innovazione tecnologica della Rai di Torino. 

Era un susseguirsi di notizie convulse, i server web Rai erano andati in crash perché intasati dalle troppe connessioni". Più brevi, ma non per questo meno significative, le testimonianze di Perflavia Cp: "Ero in casa. Pensavo fosse la ripresa di un film. Ho dovuto sedermi, quando mi sono resa conto dell’orrore. Mi è mancato il respiro. La più grande tragedia del secolo. Odio disumano"; o di Dabbiero Maria: "Ero al lavoro, alcuni colleghi mi dissero che era successo una strage. Vidi alla tv la disperazione, lo spavento, lo sgomento, l’inferno"; o, ancora, di Mara Parodi: "Al lavoro pensavo fosse uno scherzo, e anche guardando la tv continuavo a pensare 'non è vero'".

Fonte: Il Secolo XIX
Foto dal Web

Strage in Norvegia, il profilo dell'attentatore su Facebook lo descrive


"Single, cristiano, conservatore e anti-islamico" è questo il profilo Facebook (ora non più disponibile), che tracciava di se stesso Anders Behring Breivik, il 32enne arrestato dalla polizia norvegese e accusato del doppio attacco che ieri, sull'isola di Utoya e a Oslo, ha causato 91 morti. Gli interessi, le idee politiche e le letture di Breivik appaiono sul profilo  (qui la copia cache) passato al setaccio dagli inquirenti che stanno indagando sugli attentati.

Appassionato di videogiochi e di caccia, il presunto killer indicava tra gli interessi il body-building e la massoneria manifestando il proprio odio per la societa' multiculturale e multirazziale. Sulla sua pagina Twitter, lo scorso 17 luglio, anche una citazione del filosofo inglese, John Stuart Mill: "Una persona con una fede ha la forza di 100mila che hanno solo interessi".

Breivik, secondo quanto riferiscono i media norvegesi, sarebbe proprietario di una fattoria a 150 km da Oslo nella regione di Heidmark dove si sarebbe trasferito un mese fa lasciando la capitale norvegese. Dagli elenchi tributari, che in Norvegia sono pubblici, emerge che Breivik, negli ultimi 5 anni, ha dichiarato zero redditi, con l'eccezione del 2009, anno nel quale ha indicato modesti guadagni.

Eskil Pedersen, leader del movimento giovanile del partito laburista norvegese (Auf) ha affermato che la sparatoria sull'isola di Utopya è stato "un attacco contro i giovani democratici che hanno un credo". "Ma non ci faremo zittire, in onore di chi ha perso la vita - ha aggiunto Pedersen - Continueremo a tenere alti i nostri ideali di tolleranza e antirazzismo".

Su Facebook l'omaggio al caporal maggiore Roberto Marchini


"Io sono stato quello che gli altri non volevano essere. Io sono andato dove gli altri non volevano andare. Io ho portato a termine quello che gli altri non volevano fare. Io non ho preteso mai niente da quelli che non danno mai nulla. Ho pianto, ho sofferto e ho sperato... ma più di tutto, io ho vissuto quei momenti che gli altri dicono sia meglio dimenticare. Quando giungerà la mia ora agli altri potrò dire che sono orgoglioso per tutto quello che sono stato: un soldato". 

Questa poesia, intitolata "Soldier", del plurimedagliato capitano veterano del Vietnam George L. Skypeck, campeggia nella bacheca del gruppo Facebook "Onore al caporal maggiore Roberto Marchini", creato da Alberto Fiorillo, che in poche ore ha raccolto oltre 3.300 adesioni. "Onore a te Roberto, eravamo nello stesso blocco Cesano di Roma dodicesimo 03. I tuoi vecchi amici di Sammichele ti salutano". 

"Speravo di non dover provare più questo dolore grande, è terribile perdere dei ragazzi così, spero solo che i familiari abbiano la forza di andare avanti". Sono alcuni dei messaggi comparsi su Facebook. E ancora: "Una certa Italia non si dimenticherà di voi". 

Beatrice lo saluta così: "Onore a Roberto e a tutti i militari che ogni giorno sacrificano la propria vita per la patria". Giovanni: "Sei morto a 28 anni per salvare altre persone che neppure conoscevi, il tuo nome rimarrà sempre nei nostri Cuori. Ciao!". E Nadia: "un altro eroe che se ne va... non credo in dio ma si dice che lui scelga i migliori per averli vicino a se... ciao Roberto".

Fonte: Il Tempo
Foto: Newspedia

Su Facebook prime immagini della Giffords dopo attentato di Tucson


Sorridente, con i capelli corti e gli occhiali, Gabrielle Giffords, la deputata democratica gravemente ferita nella sparatoria di Tucson, e' riapparsa al pubblico. L'occasione e' stata la pubblicazione della sua pagina su Facebook con cui la parlamentare dell'Arizona, moglie del comandante della navetta spaziale Endeavour Mark Kelly, ha deciso di mostrarsi dopo l'intervento al cranio nel Tirr Memorial Hermann Hospital di Houston.

La foto del suo 'account', accompagnata da un altro scatto in cui appare con un'amica, e'stata scattata il 17 maggio scorso ma pubblicata solo oggi. Moltii messaggi di commento dei fan: "Gabby - si legge in uno di questi - sei in piena forma. Vai avanti cosi'!". La Giffords ha colto l'occasione anche per far sapere che, entro fine giugno, lascera' l'ospedale ma, secondo quanto ha aggiunto il suo portavoce, non tornera' in Arizona bensi' restera' in Texas per sottoposti a ulteriori terapie.

La Giffords, 40 anni, era stata ferita lo scorso 8 gennaio mentre teneva un comizio a Tucson. Jared Loughner, di 22 anni, aveva fatto irruzione e aveva aperto il fuoco all'impazzata provocando la morte di sei persone tra cui un giudice federale e una bambina di 9 anni. Altre 13 persone erano rimaste ferite. Loughner si è dichiarato non colpevole. Ora è detenuto in un carcere del Missouri. Un giudice lo ha dichiarato incapace di affrontare un processo, ma i magistrati dell'accusa sperano di poter ottenere un nuovo giudizio e portare il giovane alla sbarra.


Pacco bomba in caserma, su Facebook solidarietà al parà

http://www.difesa.it/

"Usiamo tutti questa immagine del profilo per 24 ore contro i terroristi bastardi". È lo slogan con il quale dalla notte scorsa rimbalza sul social network un messaggio di solidarietà al tenente colonnello Alessandro Albamonte, il militare della Brigata Folgore ferito da un pacco bomba giovedì in una caserma di Livorno, attraverso la pagina "Noi stiamo con Albamonte". Al momento hanno aderito più di 800 utenti, molti dei quali hanno raccolto l'invito di sostituire per 24 ore la foto del profilo personale del social network con lo stemma della Folgore: la saetta gialla che attraversa il cielo dietro a un paio di ali bianche, sottolineata dal nome "Folgore" in amaranto. L'evento è stato creato da un ex militare di Vigevano e le iscrizioni arrivano da ogni parte d'Italia. "Tieni duro, non dargliela vinta" scrive sulla pagina Pierangelo, "Il nostro Paese ha bisogno di te" gli fa eco Domenico, mentre Corrado lancia un appello alle forze dell'ordine "Chi compie questi gesti, non può e non deve essere lasciato impunito" e molti altri scrivono messaggi pieni di rabbia nei confronti dei responsabili dell'attentato. "Credo che essere ferito nella propria patria e molto probabilmente dai tuoi stessi connazionali - scrive Silvia - faccia ancora più male che essere feriti in una guerra". 120 utenti, invece, si sono iscritti a un altro gruppo, "Vicini a Alessandro Albamonte" e, mentre la solidarietà all'ufficiale arriva dalle tante pagine dedicate alla Folgore, lo scontro dialettico esplode sulla pagina Facebook che porta il nome della Federazione Anarchica Informale (60 iscritti), la stessa sigla che ha firmato la rivendicazione dell'attentato di giovedi.

Su Facebook il messaggio di una vittima dell'attacco in Egitto

http://www.xinhuanet.com/
Ventidue morti e 79 feriti. Questo il bilancio dell'esplosione che, nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio, ha colpito la comunità di cristiani copti di Alessandria d'Egitto davanti la chiesa di al Kidissine, in piena messa di Capodanno. Un saluto al 2010, "l'anno migliore della mia vita", e un pensiero carico di entusiasmo per i "tanti desideri" da realizzare nel 2011. E' il messaggio lasciato su Facebook da una delle vittime. Mariouma Fekry, 22 anni, ha scritto queste parole pochi minuti prima di recarsi nella chiesa dei Santi Marco e Pietro per la messa di mezzanotte ma la sua testimonianza è già divenuta un vero e proprio simbolo del '"martirio" dei copti in Egitto. Molti siti e forum copti, infatti, riproducono le sue parole mentre su Youtube già circola un video con le sue foto e numerose le pagine dedicate su Facebook alla vittima innocente.


"Il 2010 e' ormai passato - questo il messaggio scritto da Mariouma - Quest'anno porta con se' i migliori ricordi della mia vita. Spero che il 2011 sia ancora meglio. Ho cosi' tanti desideri per il 2011. Per favore, Dio, stammi vicino e aiutami a realizzarli". Una delle pagine sul social network mostra una giovane donna, abbigliata elegantemente con un vestito di seta salmone e una rosa tra i capelli. Un altra le sue fotografie, da quando era bambina fino al giorno in cui si è diplomata, accompagnate da decine e decine di saluti pieni di commozione: "non ti dimenticheremo mai, sei un angelo", scrive una donna. "La gente muore a causa dell'odio. Non riesco ancora a crederci. Sarai sempre nel nostro cuore", afferma un'altra ragazza. Ed un ragazzo: ''Di che crimine ti sei macchiata perche' sia fatto scorrere il tuo sangue?''. ''Io sono egiziano musulmano - scrive un frequentatore - e il mio sangue e' il tuo''.