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Tav: Formigoni condanna scontri, minacciato su Facebook


La dura condanna degli scontri in Val di Susa tra forze dell'ordine e i No-Tav e' valsa delle minacce di morte su facebook al presidente della Lombardia, Roberto Formigoni. "Lancio di pietre, bombe carta, feriti. Ancora una volta - ha scritto in un post sul social network il governatore - i falsi ambientalisti no-tav fanno parlare di se' attentando allo Stato e impegnando le forze dell'ordine che tutto dovrebbero fare tranne rincorrere la follia eversiva di questi esagitati. Chi semina violenza deve essere condannato severamente". Al post del governatore lombardo hanno fatto seguito una serie di commenti, tra cui quello di un utente con minacce "Formigoni: devi morire". Immediata la solidarieta' di molti utenti del social network. "È stata una violenza di stampo terroristico. E io sono d’accordo con chi ipotizza il reato di tentato omicidio". Così Roberto Maroni interviene sugli scontri di ieri in Valle di Susa: il ministro dell’interno ringrazia le forze dell’ordine per come hanno saputo gestire la situazione e si augura che la magistratura "colpisca duramente i responsabili". Alle parole di Maroni replica il leader del Pd, Pierluigi Bersani: "Penso anch’io che aggredire poliziotti che stanno difendendo un legittimo cantiere sia un reato. Ma penso che spetti ai magistrati, e non a Maroni, dire quale". Dai No Tav si levano le proteste contro l’operato delle forze dell’ordine. Facebook, Twitter e Youtube raccolgono le tante voci di chi parla di una manifestazione pacifica degenerata in violenza solo per l’atteggiamento della polizia.

Yara, una cartolina a Maroni per non spegnere i riflettori


Nato a fine novembre per aiutare le ricerche della tredicenne di Brembate Sopra scomparsa il 26 dello stesso mese, la pagina su Facebook “per trovare Yara Gambirasio” ha indetto una nuova iniziativa volta a mantenere alta l’attenzione delle autorità sulla vicenda della ragazzina. Ha infatti creato on line una cartolina indirizzata alla pagina Facebook del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al quale si rivolge un appello: «Ministro Maroni, le chiediamo di intervenire affinché il dispiegamento di forze messe in campo per riportare a casa Yara Gambirasio non venga ridotto. La esortiamo a continuare ad incoraggiare chi, seppur fuori da ogni obbligo giudirico, sta sacrificando famiglia e vita per tornare a dare una speranza alla famiglia di Yara». Se la famiglia Gambirasio ha chiesto il silenzio stampa sulla vicenda, su Facebook invece si moltiplicano messaggi per tenere viva la speranza di ritrovare la tredicenne. Il timore è che i riflettori si siano spenti e che senza la ribalta mediatica le indagini abbiano subito una battuta d’arresto. In realtà, sia pure sotto traccia e senza clamore, le indagini e le ricerche della ragazzina non si sono mai interrotte e proseguono senza sosta, coinvolgendo sia polizia e carabinieri, sia i diversi gruppi di volontari che collaborano con le forze dell’ordine.

'Bambini scomparsi', l'applicazione per aiutare le forze dell'ordine


In Europsa ogni giorno scompaiono in media 27 bambini o adolescenti. È un fenomeno «in crescita», come denuncia il presidente di Telefono Azzurro, Ernesto Caffo, secondo il quale l'Italia «in ritardo» negli interventi preventivi e di accoglienza. Secondo i dati della Federazione europea per i bambini scomparsi e sfruttati, di cui è membro lo stesso Telefono Azzurro, nel 2009, in 11 paesi europei del network, sono state segnalate 9.685 scomparse di minori. Nell'85% dei casi, la motivazione è la fuga da casa o da un istituto; la maggior parte dei minori scomparsi, anche in Italia, riguarda stranieri (romeni e bulgari). E dopo l'applicazione latitanti, uno nuovo strumento è stato sviluppato per diffondere in maniera virale su Facebook l'elenco dei bambini che risultano scomparsi ed aiutare le istituzioni al loro ritrovamento trasformando quest’ultima in un azione collaborativa e sociale.


In questo ambito è nata un'applicazione (sviluppata da terzi), al fine di stimolare lo spirito di collaborazione della collettività con le Forze di Polizia nel settore della ricerca dei bambini scomparsi. Per poterla utilizzare è sufficiente collegarsi a questa pagina su Facebook ed avviarla. Potete inoltre aggiungerla alla vostra pagina Facebook. Il link di riferimento sul sito del Ministero dell'Interno è http://www.bambiniscomparsi.it/. L'applicazione è ancora in fase sperimentale e dunque soggetta ad ulteriori miglioramenti e sviluppi. Troverete l'opzione "Bambini scomparsi" nelle bacheche di tutte le Pagine che collaboreranno a questo progetto. In base ai risultati di questo esperimento, primo in Italia nell'ambito dei social network, si potrà valutarne l'uso in altre situazioni, dove risulti indispensabile la collaborazione del maggior numero di utenti.

Sarah, Polizia Postale fa rimuovere gruppi a sostegno zio Misseri



Ieri pomeriggio su Facebook sono stati creati dei gruppi a favore di Michele Misseri, lo zio di Sara Scazzi che ha confessato l'omicidio della ragazza. Uno di questi si intitolava "Uccidiamo Sarah Scazzi...Ops!Già fatto?" e mostrava la fotografia della ragazza di Avetrana. Al gruppo erano iscritti un centinaio di persone, la maggior parte dei quali aveva lasciato sulla bacheca insulti e invettive nei confronti del creatore della pagina. La pagina ora non è più visibile perchè è stata rimossa dal social network.

'Latitanti', l'applicazione per aiutare le Forze dell'Ordine


Il Ministero dell'Interno ha pubblicato la lista dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia, stilata nell'ambito del Programma speciale di ricerca da parte del Gruppo Integrato Interforze per la Ricerca dei Latitanti più pericolosi (GIIRL). Di essi viene fornita, oltre ad una foto segnaletica ed alle generalità (nome, cognome, data e luogo di nascita), anche una succinta indicazione dei reati per cui sono ricercati nonché dell'anno a partire dal quale sono iniziate le ricerche.

Un codice di autoregolamentazione per prevenzione reati su internet


I gestori delle reti internet e i rappresentanti di Facebook, convocati dopo la proliferazione sulla rete di gruppi e siti che istigavano alla violenza, hanno incontrato Martedì scorso il ministro dell'Interno Roberto Maroni. «La strada da seguire è quella di un accordo di responsabilità fra tutti gli operatori, definendo un codice di autoregolamentazione che coinvolga i soggetti interessati, evitando interventi d'autorità ma ottenendo ugualmente il risultato», cioè contemperare la tutela della libertà di espressione con la necessità di rimuovere da Internet «contenuti che integrino gravi reati».

L'assessore Fabiano Amati oscurato da Facebook, scrive a Maroni


Fabiano Amati, assessore regionale alle Opere pubbliche, è su tutte le furie. Da sabato scorso il suo profilo sul social network è stato disabilitato, senza comunicazione nè motivazione. Amati, esponente di primo piano del Partito democratico pugliese, vantava 1.100 contatti e materiale personale caricato sul profilo. «È una decisione sconcertante perché va a ledere la libertà degli utenti di utilizzare internet», dichiara Amati.