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Usa, la CIA diventa social e sbarca su Facebook e Twitter con ironia


La Cia, che insieme ai cugini della Nsa, ha controllato per anni i social network, sbarca su Twitter e Facebook con un profilo ufficiale. L'obiettivo e dare la versione di Langley sulle notizie e le voci che si rincorrono sulla rete sempre sulla Cia. "Questa settimana, la Cia ha ampliato la sua presenza sui social media con il lancio degli account ufficiali di social media su Twitter e Facebook", si legge in un post sul sito della Central Intelligence Agency.

"Il lancio espande la presenza online della Cia, che include già il sito web pubblico dell'Agenzia, CIA.gov e CIA.gov mobile e gli account ufficiali Flickr e YouTube. Il "primo" cinguettio ha dimostrato che l'umorimo è una dote che non manca tra gli 007 Usa: "Non possiamo nè confermare nè smentire che questo sia il nostro primo tweet". In meno di 90 minuti erano già quasi 90.000 i follower di @CIA e la pagina Facebook è invece http://on.fb.me/1i9u3Mx


"Entrando su queste piattaforme la Cia avrà la possibilità di entrare in contatto in modo diretto con le persone e fornire informazioni su la sua missione, la sua storia e i suoi sviluppi", ha scritto il direttore, John Brennan. "Abbiamo spunti importanti da condividere, e vogliamo fare in modo che le informazioni non classificate sull'Agenzia siano più accessibili al pubblico americano che serviamo, coerente con la nostra missione di sicurezza nazionale". 

La Cia ha aperto la pagina su Facebook il 1° giugno, pubblicando anche un post sui memoriali per il 70° anniversario del D-Day. La notizia arriva mentre la compagnia telefonica Vodafone ha rivelato che alcuni governi hanno accesso alle comunicazioni dei suoi utenti in Europa e nel mondo. L'azienda ha pubblicato un documento sulla trasparenza, intitolato "disclosure report", che mostra le attività di sorveglianza degli stati nei confronti dei loro cittadini.


Fonte: AGI

FBI studia monitoraggio Facebook e Twitter contro terrorismo


L'Fbi sta studiando un sistema per monitorare Facebook e Twitter al fine di trarre informazioni preziose per la lotta al terrorismo. L'agenzia federale è alla ricerca di una società tecnologica in grado di realizzare un sistema di monitoraggio adatto, capace di rintracciare conversazioni che potrebbero essere collegate ad attentati terroristici. Nella richiesta da parte del Ministero della Giustizia americano, si legge

"Il Federal Bureau of Investigations sta conducendo una ricerca di mercato per determinare le capacità del settore IT di fornire un'applicazione di social media. Lo strumento come minimo dovrebbe essere in grado di soddisfare le esigenze operative e di analisi descritte in allegato. [...] Tutte le soluzioni presentate devono includere le stime di prezzo per la rispettiva soluzione (s), che saranno riesaminate e utilizzate per ricerche di mercato e alla pianificazione [...]". 

Ma il Federal Bureau of Investigation non è stata la prima agenzia governativa a individuare nei social network una fonte di informazioni preziosa per la sicurezza degli americani. Anche la Cia e la Darpa (il braccio che si occupa di ricerca per il dipartimento della Difesa), per esempio, stanno studiando sistemi simili. L'annuncio dell'Fbi ha inevitabilmente sollevato critiche riguardo la privacy, un argomento sempre più caro agli utenti. 

Ma l'agenzia federale ha specificato che analizzerà soltanto i dati pubblici, gli stessi che sono tenuti sotto osservazione anche dalle aziende per ottimizzare politiche di marketing. Eppure, basta un manipolo di hacker per mandare in tilt le difese Web dei servizi segreti americani. Con un grande attacco, i pirati informatici del gruppo Anonymous hanno infatti recentemente bloccato per ore il portale della Cia, esultando poi su twitter con lo slogan “Cia Tango Down!”.

Via: TM News

Facebook respinge le accuse formulate da Assange di spiare utenti


Facebook è "il più terrificante strumento di spionaggio mai inventato", una fonte inesauribile di informazioni per l’intelligence americana, che si avvale gratuitamente di dati che altrimenti richiederebbero grandi sforzi in termini di tempo e denaro. 

In un’intervista rilasciata all’emittente moscovita Russia Today, Julian Assange ha preso di mira il social network più popolare del pianeta, ma non ha risparmiato nemmeno Google e Yahoo, per poi affrontare i temi di attualità come le rivoluzioni che hanno cambiato la fisionomia del mondo arabo, la situazione di Guantanamo e i suoi rapporti con i media. 

La risposta di Facebook non s'è fatta attendere: "il social web non è una macchina di spionaggio, anzi, per accedere ai dati di un indagato le forze dell'ordine devono avere il mandato della Corte e compilare un modulo interno". Forbes ha riportato le dichiarazioni difensive di Facebook, che ha smentito categoricamente l'esistenza di una interfaccia ad hoc ad esclusivo uso dell'intelligence americana. 

Facebook ha precisato, infatti, che per entrare in possesso di tutte le informazioni sugli iscritti (compresi elenco contatti, posta e quant'altro) CIA e FBI devono presentare un mandato firmato dalla Corte, come previsto dalla legislatura vigente. 

Secondo il portavoce di Facebook, la procedura in caso di indagini prevede che gli investigatori compilino un ulteriore modulo interno che viene valutato da un ufficio preposto alle funzioni legali, prima di poter procedere. L'azienda ha già messo in discussione almeno un mandato e che spera di stabilire un precedente legale per poter rifiutare in futuro richieste dello stesso genere.