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Antitrust, cessione di dati da WhatsApp a Facebook: al via indagini


Dopo la richiesta del Garante per la protezione dei dati personali, nata dalla modifica alla policy effettuata da WhatsApp a fine agosto, l'Antitrust ha aperto due indagini nei confronti della società ipotizzando due infrazioni del Codice del Consumo. Un primo procedimento punta ad appurare se WhatsApp, che da febbraio 2014 è di proprietà di Facebook, abbia costretto gli utenti ad accogliere integralmente i nuovi Termini contrattuali, in particolare la condivisione dei propri dati con l'azienda di Menlo Park. L'altra istruttoria è volta ad accertare la vessatorietà di alcune clausole.

Facebook si adegua a normativa su uso dei cookies e mostra banner


Facebook si è adeguato alla normativa Cookie Law, in conformità a quanto stabilito dal Garante Privacy con un provvedimento dell'8 maggio 2014, che impedisce l'uso di cookie per profilazione e marketing da parte dei gestori dei siti senza aver prima informato gli utenti e aver ottenuto il loro consenso. Collegandosi al social network appare un avviso nella parte alta della pagina, con una tonalità di colore adatta al design di Facebook, che informa l'utente al primo accesso della presenza dei cookies e suggerisce di visitare la web page del relativo consenso.

Bug di Facebook per Android, ultimatum del Garante Privacy italiano


La recente scoperta di un bug nell'applicazione Facebook per Android, che inviava, senza autorizzazione degli utenti, i contenuti delle rubriche personali anche dei non iscritti al social network ai server di Menlo Park, sta sollevando numerose polemiche e preoccupazioni. La app avrebbe diffuso in rete più di 6 milioni di dati archiviati nelle rubriche degli smartphone.

Facebook vince controversia con Garante Privacy tedesco su identità


Facebook ha ottenuto una vittoria in tribunale in Germania, in una controversia con l'Autorità Garante della Privacy locale. Il tribunale amministrativo dello Stato di Schleswig-Holstein ha stabilito che Facebook potrà mantenere la sua politica sui nomi reali degli account. La battaglia legale era stata sollevata dalla ULD - Unabhängigen Landeszentrums für Datenschutz.

Francia: bug Facebook dei messaggi privati, il Governo chiede spiegazioni


Mentre in Borsa il titolo di Facebook continua a crollare (-9%), una nuova tegola di abbatte sul social network. A farne le spese sono stati alcuni utenti francesi, che si sarebbero visti pubblicare sulla loro Timeline, ben visibili a tutti gli amici, i contenuti di messaggi privati e conversazioni in chat risalenti ad almeno tre anni fa. La notizia sta facendo il giro del mondo, gettando ombre sull'affidabilità di Facebook.

E se l'azienza smentisce, l'Eliseo scende in campo e chiede ufficialmente un chiarimento. A scoprire quanto stava accadendo è stato il giornale francese Metro che, su segnalazione di alcuni lettori, ha accertato che conversazioni datate 2007, 2008 e 2009, destinate a rimanere private, sono misteriosamente apparse online nella bacheca degli utenti, violando di fatto il diritto alla riservatezza degli iscritti.

"Nessuna violazione di privacy: i messaggi privati risalenti al periodo tra il 2007 e il 2009 erano da sempre visibili sulle pagine degli utenti", ha detto Facebook contattato da Techcrunch. Il social network ha sottolineato che ci sono ostacoli tecnici che impediscono ai messaggi privati ​​di apparire come messaggi in bacheca: "I due sistemi sono totalmente separati". Così Facebook ha allontanato le ipotesi di un bug.

La versione dell'azienda, però, non ha convinto il governo francese che ha chiesto dei chiarimenti. In una nota, i ministri Arnauld Montebourg e Fleur Pellerin auspicano che "spiegazioni chiare e trasparenti siano date senza ritardi" ai francesi davanti alla Commissione nazionale dell'Informatica (Cnli), l'autorità indipendente incaricata di vigilare sugli aspetti delle nuove tecnologie legati in particolare alla privacy.



Fonte: TG Com
Via: Cnli

Scuola, foto su Facebook: condivisibili solo con il consenso dei presenti


Pubblicare su Facebook le foto della gita scolastica, un must per la stragrande maggioranza degli adolescenti. Da oggi è tassativamente vietato, a patto di non avere l'autorizzazione esplicita da parte di tutte le persone riprese. Una rigorosa presa di posizione da parte del Garante della Privacy che non si limita alle gite, ma include anche tutte le attività connesse alla scuola, comprese le recite.

Se ne è discusso a lungo e alla fine si è arrivati ad una conclusione: troppe foto di minorenni in rete, molto spesso inconsapevoli o addirittura contrari. Ma a destare preoccupazione non sono solo le immagini statiche: sul web vengono diffusi sempre più frequentemente video girati in classe, che narrano le epiche bravate di adolescenti ribelli. La pronuncia del Garante è chiara e non lascia dubbi: illegali.

Al bando anche smartphone e tablet, utilizzabili solo per fini strettamente personali e attinenti allo studio. Ma in questo caso la normativa offre più libertà: sarà ogni Istituto a disciplinare in materia, scegliendo se vietarne totalmente l'utilizzo o adottare una linea di tolleranza. Previste sanzioni in denaro per chi trasgredisce e, attenzione, in alcuni casi si rischia penalmente.

Il presidente dell'Authority ha spiegato che "l'obiettivo non è di sanzionare o dare prescrizioni". Eppure la regola è chiara, così come per i cellulari: possono essere usati solo "per scopi strettamente personali", non per diffondere video o foto su internet "senza il consenso delle persone riprese". Diktat precisi anche su iPad e simili: si usino solo "per fini didattici" o per "consultare in classe libri elettronici e testi online".

Fonte: TG Com24
Via: Blitz Quotidiano

Rendere invisibili ad altri i post e le foto in cui si è taggati su Facebook


Ad Aprile 2012 il Controllore della privacy dell'Unione Europea ha stabilito che le attività di tagging dovranno essere autorizzate dagli utenti interessati. Dunque i social network dovranno ottenere il consenso informato dagli utenti prima di suggerire il tag nelle foto pubblicate sul sito. Facebook, ad esempio, non potrà effettuare il riconoscimento facciale degli utenti senza la loro preventiva autorizzazione.


E capita molto spesso che sul social network vengano pubblicate foto collettive con relativo tag o foto che vengono diffuse con il proprio nome ben in vista e che invece si vorrebbero private. Sebbene Facebook non ha ancora reso disponibile agli utenti un'opzione per poter scegliere di non essere taggati in nessuna foto o post, esiste un modo per non rendere visibili ad altri le foto e i post in cui si è taggati sulla piattaforma.


Per decidere chi può vedere post e foto in cui si è taggati dopo che sono stati pubblicati sul proprio profilo, bisogna utilizzare l'impostazione sulla privacy Aggiunta di tag al profilo, modificando le opzioni all'interno della relativa pagina della privacy. Per far ciò accedere alle Impostazioni della privacy, cliccare su Modifica Impostazioni accanto alla voce Diario e aggiunta di Tag. Quindi, dal menù a discesa che si aprirà, cliccare su Personalizzata accanto alla domanda "Chi può vedere i post in cui sei taggato sul tuo Diario?".


A questo punto, alla finestra successiva, alla richiesta Rendi visibile a bisogna impostare la voce Solo io e cliccare su Salva modifiche per confermare la scelta. In questo modo tutte le foto, link, video e post in cui si verrà taggati che compariranno sul proprio Diario non saranno visibili agli altri utenti. L'Impostazione Visibilità per il profilo impedisce a qualcuno di vedere i propri post taggati sulla propria bacheca. Prima che vengano visualizzati sul prorpio profilo, è possibile approvare o rifiutare post e foto in cui si è taggati attivando il Controllo del profilo.

Facebook incomincia la caccia ai profili con pseudonimi e nickname


Facebook è uno strumento eccezionale per socializzare e mettersi in contatto con le persone. Per sua natura è costruito per permettere di farlo nel modo più conveniente possibile. Alcuni utenti scelgono di utilizzare, ad esempio, pseudonimi per ulteriore privacy, che si tratti di tutela della privacy nel mondo reale o altro. Tuttavia, sembrerebbe che a Facebook non piacciano gli pseudonimi per mascherare la propria identità o renderla esclusiva.

Dopo aver lanciato lo scorso  Febbraio gli account verificati, notizie dalla Germania sembrano suggerire che il social network stia prendendo provvedimenti sui nickname, mostrando agli utenti una richiesta che consentirà loro di mandare a Facebook alcuni dettagli sugli amici che utilizzano pseudonimi. Finora sembra essere solo in Germania, come spiega Paul Ferson di Neowin. Se si viene scelti per la verifica dei propri amici, ecco il pop-up che si riceverà:



Aiutaci a migliorare la tua esperienza di Facebook

Vi preghiamo di aiutarci a capire come i membri utilizzano Facebook. La tua risposta rimane anonima e non pregiudica l'account del tuo amico. E' questo il vero nome del tuo amico?

Sì / No / Non so chi sia questa persona / Non voglio rispondere

Linee guida per i nomi / Invia

Facebook spiega che i nomi utente possono contenere solo caratteri alfanumerici o punti e devono contenere almeno una lettera. E' possibile includere punti e lettere maiuscole per rendere il proprio nome utente più facile da leggere, ma non cambiano il modo in cui le persone possono trovare la Pagina del profilo. La nuova feature potrebbe presto apparire a livello globale. Facebook è stato nel mirino delle autorità tedesche, in nome del rispetto della privacy.

Ad Agosto dello scorso anno, nel Bundesland dello Schlewsig-Holstein, il garante della privacy aveva messo al bando il pulsante ‘mi piace’ per istituzioni e imprese. La scelta di Facebook sembra in contrasto con quella di Google Plus, il social network del Colosso di Mounain View, che consente da qualche tempo agli utenti di autenticarsi sulla piattaforma tramite nickname. Non è ancora chiaro cosa succederà agli utenti colti in flagranza, né quali conseguenze subiranno.

Privacy Policy, dati utenti usati per pubblicare Ads fuori Facebook


Oggi Facebook inizierà l'invio della prima dei tre miliardi di comunicazioni agli utenti circa le modifiche proposte alla sua politica sulla privacy, che sono state effettuate in esecuzione di un termine da parte del garante irlandese sulla protezione dei dati. Tre sono i maggiori cambiamenti che Erin Egan, Chief Privacy Officer per la Policy di Facebook, ha raccontato a Tech Crunch. Una precisazione per quanto riguarda la policy attuale di Facebook che può utilizzare i dati per gli annunci al di fuori di Facebook.com mentre gli utenti sono su altri siti web.

Facebook costretto a piegarsi alle richieste del garante irlandese


Facebook entro sei mesi rivedrà i suoi servizi in Europa dopo l'esame riguardo alla gestione dei dati personali a cui è stato sottoposto dall’organo di garanzia dell'Irlanda. Facebook ''ha accettato di introdurre numerosi miglioramenti'' al suo servizio che sarà oggetto di una revisione formale a luglio, riferisce l'agenzia irlandese di protezione dei dati, al termine di una procedura di controllo durata tre mesi. 

''E' stato un impegno stimolante sia per il mio ufficio sia per Facebook Irlanda'', spiega Billy Hawkes, commissario dell'agenzia irlandese. Dal rapporto emerge che è necessario ''aumentare la trasparenza e i controlli riguardo all'uso dei dati personali a fini pubblicitari''. Positiva anche la replica dei vertici di Facebook: 

"Siamo lieti che il rapporto dimostra come Facebook aderisce ai principi europei di protezione dei dati ed è conforme al diritto irlandese. Naturalmente l’audit mette in evidenza alcune aree in cui possiamo migliorare". L'agenzia ha cominciato tre mesi fa la revisione di Facebook in conformità con le norme sulla protezione dei dati dell'Irlanda e dell'Unione europea. Il social network da parte sua si è dichiarato disponibile a migliorare la comunicazione agli utenti su ciò che accade quando cancellano o rimuovono un contenuto e a semplificare le spiegazione riguardo alla privacy. 

Le novità riguarderanno principalmente forme di avviso e protezione per i dati e la pubbblicità, con condizioni più chiare che forniranno agli utenti maggiori possibilità di sapere come vengono utilizzati dal sito e da altri utenti i contenuti immagazzinati. La richiesta di controllo arriva anche alla luce di una denuncia di alcuni internauti austriaci che avevano lamentato che Facebook creasse una serie di "profili ombra" a partire da dati reali, per far lievitare il numero di utenti registrati a fini pubblicitari.

Via: Adnkronos

Legge Ue su tutela dati personali, tre studenti sfidano Facebook Inc.


Dopo la scoperta fatta da Max Schrems, insieme a due compagni di Università, delle 1200 pagine pdf in formato A4 di dati che lo riguardano registrati da Facebook, i tre hanno individuato 22 violazioni sulla privacy e hanno deciso di segnalarle alla irlandese Data Protection Commissioner - dato che la sede di Facebook in Europa si trova a Dublino e dunque sottindente alla direttiva Ue sulla tutela dei dati personali (94/45 CE) - che il 24 agosto ha accolto la richiesta ed ha avviato un’indagine conoscitiva.

Indagine irlandese sulla gestione dati degli utenti da parte Facebook


Il Garante per la privacy in Irlanda aprira' un'indagine a livello europeo sulla gestione dei dati degli utenti da parte di Facebook. Come riferisce il Guardian, entro le prossime due settimane l'Autorita' irlandese per la protezione dei dati personali avviera' un accertamento in tutti i 27 Paesi dell'Unione europea sulle modalita' con cui il social network tutela la privacy dei suoi iscritti.