I computer possono giudicare tratti della personalità meglio di amici e familiari. E ad aiutarli a svelare in modo preciso elementi chiave del carattere delle persone sono stati i "Mi piace" su Facebook. E' quanto emerge da un nuovo studio, pubblicato su Pnas e condotto congiuntamente da ricercatori della Stanford University e della Università di Cambridge, che confronta la capacità di computer ed esseri umani di esprimere giudizi sui tratti psicologici di una persona.
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Studio: Facebook Likes rivelano personalità meglio di amici e parenti
I computer possono giudicare tratti della personalità meglio di amici e familiari. E ad aiutarli a svelare in modo preciso elementi chiave del carattere delle persone sono stati i "Mi piace" su Facebook. E' quanto emerge da un nuovo studio, pubblicato su Pnas e condotto congiuntamente da ricercatori della Stanford University e della Università di Cambridge, che confronta la capacità di computer ed esseri umani di esprimere giudizi sui tratti psicologici di una persona.
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Facebook può causare attacchi psicotici e deliri, secondo i ricercatori
Facebook e altri siti di social networking possono influenzare la salute mentale, provocando episodi psicotici e deliri, avvertono i ricercatori. Poiché l'accesso a Internet diventa sempre più diffuso, così da creare psicopatologie correlate, come la dipendenza da Internet e delusioni legate alla tecnologia e ai rapporti virtuali, secondo lo studio. Le comunicazioni informatiche come Facebook e gruppi di chat sono una parte importante di questa storia, ha detto il dottor Uri Nitzan dell'Università di Tel Aviv e centro salute mentale Shalvata.
Per lo studio, i ricercatori hanno studiato tre pazienti che sono stati coinvolti in intense relazioni virtuali, al fine di sfuggire alla solitudine. Tutti i partecipanti hanno avuto in comune un problema di solitudine di fondo, ma nessuno di loro era tossicodipendente o aveva una storia di psicosi precedente. Secondo Nitzan, i pazienti condividevano alcune caratteristiche fondamentali, tra cui la solitudine o la vulnerabilità a causa della perdita o separazione da una persona cara, relativa all'inesperienza con la tecnologia.
In ogni caso, è stato trovato un collegamento tra lo sviluppo graduale e l'esacerbazione di sintomi psicotici, tra cui deliri, ansia, confusione, e l'uso intenso di comunicazioni informatiche. La buona notizia è che tutti i pazienti, che volontariamente hanno cercato un trattamento per conto proprio, hanno avuto un pieno recupero con il trattamento e la cura, ha detto Nitzan. Mentre le tecnologie come Facebook hanno numerosi vantaggi, alcuni pazienti sono danneggiati da questi siti di social networking.
Tutti e tre i pazienti di Nitzan hanno cercato rifugio da una situazione di solitudine e trovato conforto in intense relazioni virtuali. Anche se questi rapporti sono stati positivi in un primo momento, alla fine hanno portato a sentimenti di dolore, tradimento, e violazione della privacy, ha detto Nitzan. Due pazienti si sono sentiti vulnerabili a causa della condivisione di informazioni private, e uno ha anche sperimentato allucinazioni tattili, credendo di poter toccare fisicamente la persona al di là dello schermo.
Fonte: Daily Mail
Via: Indian Express
Foto dal web
Facebook dipendenza, carenza di Like genera frustrazione ed invidia
Più di un miliardo di persone nel mondo hanno un account Facebook e circa la metà comunicano regolarmente con Twitter. Il commento "Mi piace" viene cliccato 500 milioni di volte al giorno, mentre i cinguettii giornalieri su Twitter sono 340 milioni. E se tutti questi numeri per molti non sono una sorpresa, oggi c'è anche una stima della cosiddetta dipendenza da social network: una sindrome che ha contagiato oltre 350 milioni di utenti.
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Facebook fa bene all'umore e induce le persone a connettersi
Facebook fa bene all’umore, crea un crescendo di profonde emozioni positive che induce le persone a connettersi più e più volte al social network. Lo dimostra uno studio italiano coordinato da Giuseppe Riva della Cattolica di Milano e pubblicato sulla rivista Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking.
Quello che emerge dai test psicologici e fisiologici su 30 volontari di 18-24 anni, spiega all’ANSA uno degli autori, Pietro Cipresso dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano che lavora anche al Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, è che “la navigazione nei social network genera una serie di continui stimoli positivi che coinvolgono attivamente l’utente in un processo continuo di attivazione di aree neurali cognitive, innescando il desiderio di successivi ingressi in Facebook.
In un certo senso Facebook è simile a un cibo di cui siamo ghiotti: non smetteremmo mai di mangiarlo. Gli esperti hanno sottoposto a test psicologici e fisiologici 30 volontari di 18-24 anni sia mentre entravano in Facebook, sia di fronte a panorami naturalistici (con effetto rilassante) sia infine mentre erano sottoposti a test matematici (condizione di stress).
Lo stato psicofisico dei giovani è stato misurato in vari modi: come indice di eccitamento è stata usata la misura della conduttanza cutanea, capacità della pelle di trasmettere corrente, la misura del ritmo respiratorio, numero di respirazioni al minuto, delle onde Beta nel cervello, con elettroencefalogramma, del battito cardiaco, con elettrocardiogramma.
Sono tanti i motivi di tale benessere psicologico Facebook-indotto: di certo la sensazione di avere tanti amici, ma in primis l’idea di “esserci”. Quanto più forte è questa idea, tanto maggiore sarà la convinzione di vivere ricche relazioni sociali anche se totalmente telematiche e quindi il benessere procurato da Facebook.
Fonte: ANSA
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