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Studio rivela che su Facebook la maggioranza degli amici sono falsi


Possedere molti amici sul social network non serve a nulla, quelli veri si contano sulle dita delle mani e alla gran parte non frega nulla di ciò che si pubblica, secondo l'ultima ricerca. Quanti dei vostri amici di Facebook che si dicono tali sono veramente vostri amici? Un nuovo studio dell'Università di Oxford ha scoperto che le liste amici sui siti di social media come Facebook possono essere altamente fuorvianti. Lo studio afferma che gli amici della maggior parte degli utenti hanno più probabilità di essere antipatici e poco affidabili nelle situazioni di vita reale.

Facebook aiuta a scordare ex partner senza blocco con Take a break


Facebook sta testando una nuova funzione per gestire meglio la fine di una relazione sulla piattaforma, suggerendo agli utenti diversi sistemi per avere sotto controllo i post e gli altri contenuti che possono vedere i propri ex. Dopo aver reso più facile che mai condividere i momenti del felice rapporto, il social network vuole contribuire a rendere la rottura sentimentale altrettanto semplice. L'azienda sta testando un nuovo strumento che aiuterà le persone a gestire il modo in cui interagiscono con i loro ex partner su Facebook dopo la fine di un rapporto.

Aggiornamento di stato su Facebook indica se un utente è narcisista


Le persone che soffrono di bassa autostima sono più propensi a pubblicare il loro stato di relazione su Facebook, ha rilevato un nuovo report. Uno studio della Brunel University, pubblicato venerdì scorso, ha scoperto che la caratteristica popolare di Facebook "relationship status" è stata utilizzata per generare attenzione dalle persone con bassa autostima per distrarre dai propri sentimenti. "Le persone con bassa autostima sono più propensi a vedere il vantaggio di auto svelarsi su Facebook piuttosto che di persona", dice lo studio.

Facebook introduce nuovo Ask button per le pagine dei profili utente


Fino a poco tempo fa, il sistema di Facebook per accumulare informazioni personali per motivi di pubblicità mirata ha operato in maniera per lo più robotica. Quando gli utenti caricano le proprie pagine personali, il social network chiede di aggiungere interessi e Like in determinate categorie, e se eventuali porzioni di storia personale vengono lasciati vuoti, Facebook suggerisce le categorie in modo automatico, come lavoro e istruzione. 

A quanto pare, la fastidiosa automatizzazione non si è dimostrata abbastanza fruttuosa, perché questa settimana, il social netwok ha lanciato un nuovo modo per arrivare al cuore della vita dei suoi utenti. Ora, come riporta Ars Technica, quando gli utenti sbirciano i profili degli amici sul browser Web desktop e mobile, vedranno un pulsante "Ask" sulla Timeline in alto a sinistra del box "about" quando le informazioni pertinenti sono state lasciate vuote.


Se gli utenti non rivelano i propri dati personali come stato sentimentale, città natale, lavoro attuale, o scuola, quei vuoti non sarebbero visualizzati nel box "Informazioni". Ora, Facebook ha introdotto - al momento solo in Usa - l"Ask button" (foto: Mashable). Ad esempio, se si fa clic su "Ask" nella sezione "carriera" di un amico, viene mostrato un messaggio in cui viene chiesto il motivo per cui l'utente chiede le info, insieme ad un testo vuoto optional. 

L'utente in questione riceve la notifica a ciò che viene chiesto e può rispondere compilando il campo di testo o controllare attraverso un elenco di scelte per compilare spazi come posti di lavoro e "relationship status". La risposta rimane privata tra la persona che ha chiesto e la persona a cui viene fatta la domanda. Al momento è limitato alle informazioni e non è visibile al proprietario del profilo ma soltanto agli altri utenti. A breve il pulsante Ask arriverà anche in Italia. 


Year in Review: classifica Facebook trend 2013 in Italia e nel mondo


Su "Facebook stories" sono stati raccolti gli avvenimenti più popolari del 2013. Il naufragio degli immigrati presso l'isola di Lampedusa a ottobre, seguito dalle elezioni politiche e, terzo, il gossip assieme alle vicende sportive di Mario Balotelli: è questa la Top 3 degli argomenti più discussi dagli utenti italiani su Facebook, secondo la classifica 2013 resa nota oggi dalla divisione italiana del social network.

Amore su Facebook: donne più inclini alla gelosia rispetto agli uomini


Le donne sono più inclini alla gelosia sui post di Facebook rispetto agli uomini, soprattutto se altre persone credono che il loro rapporto potrebbe essere nei guai, suggerisce un nuovo studio. Nello studio sono stati coinvolti 226 individui in età universitaria, ambosessi ed eterosessuali, a cui è stato domandato loro di immaginare di aver scoperto una foto della persona più importante per loro in compagnia di un'altra di sesso opposto.

Nello scenario ipotetico, i partecipanti allo studio potevano visualizzare le impostazioni della privacy dell'account Facebook del loro fidanzato o fidanzata (senza aver effettuato il login) e quindi verificare se la foto fosse visibile agli altri su Facebook. Le donne hanno riferito maggiori sentimenti di gelosia quando hanno immaginato lo scenario rispetto agli uomini. Le donne hanno evidenziato statistici livelli di gelosia di 6 su 9, contro 4 maschi su 9.

Sia le donne che gli uomini hanno riportato il maggior livello di gelosia se le impostazioni di privacy della foto facevano sì che la foto non potesse essere vista da altre persone su Facebook, poiché secondo i partecipanti questo fatto era segno che il proprio lui o lei stava cercando di nascondere qualcosa. Se la foto poteva essere vista da altre persone su Facebook, il livello di gelosia degli uomini è sceso, mentre quello delle donne si è mantenuto elevato.

Le donne sono anche più risentite rispetto agli uomini se c'erano poche foto di loro con il proprio partner. "La potenziale infedeltà può influenzare le emozioni in modo diverso per uomini e donne", hanno scritto i ricercatori sulla rivista CyberPsychology, Behavior, and Social Networking. "Le donne possono avere emozioni più negative quando credono che gli altri non sono in grado di visualizzare prove che sono impegnate in una relazione", hanno detto.

Tuttavia, poiché lo scenario è stato soltanto immaginato, è impossibile sapere se i risultati riescano a tradursi nel mondo reale, o addirittura causare la rottura del rapporto tra due persone. La futura ricerca dovrebbe esaminare se una situazione su Facebook, simile a quella utilizzata in questo studio, farebbe male ad una vera relazione, hanno detto i ricercatori presso l'Università dell'Alabama, a Tuscaloosa.

Via: My Health News
Foto dal web

Cambiano le relazioni, così ci si corteggia ai tempi di Facebook


Il cellulare funziona sempre, il telefono fisso è un reperto da museo. Ma il cuore dei nuovi rapporti è Facebook. Il social network più frequentato del pianeta ha cambiato relazioni, dinamiche sociali e perfino le storie d’amore. Che iniziano e finiscono sulle pagine del sito. La serata tipo: incontro in centro o in discoteca, scambio di sguardi e, soprattutto, di nomi: la chiave di tutto. 

A casa, tuffo su Facebook per cercarsi: un’occhiata al profilo, se pubblico, un poke se privato, e via con la richiesta di amicizia, il primo approccio. Il resto è un lungo scambio di messaggi in chat che portano al terzo livello del "cyber-corteggiamento": lo scambio dei numeri di telefono e il fiume di messaggini che - se tutto funziona per il meglio - portano all’appuntamento. Con gli amici, per qualche giorno, poi scatta la serata a due.



Ma per capire se la storia d’amore comincia davvero bisogna tornare alla schermata di Facebook: la dichiarazione ufficiale si fa sullo status, il quadratino della home page personale con tre scelte: "single", "impegnato", "fidanzato". Per i tredicenni sms e messaggi di email sono archeologia pura, chi ha 17 anni è pronto a dare una chance alla mail. 

"I comportamenti sono dinamici, e cambiano mano a mano che le persone entrano in differenti fasce d’età - spiega Ann-Charlotte Kornblad, senior advisor del laboratorio Ericsson -. Crescendo, i teenager iniziano a utilizzare i mezzi di comunicazione come fanno gli adulti. Continuano a sfruttare i loro strumenti, dai messaggini ai social network ma, allo stesso tempo, capiscono il bisogno di usare la voce". Il 76% dei ragazzi italiani ha un profilo Facebook, ma sono pochi quelli che rischiano di essere travolti.

Tratto da: La Stampa, articolo di Giuseppe Bottero

Chi trova un nuovo amore perde un amico, anche su Facebook


L'inizio di una relazione amorosa comporta la 'perdita' almeno di un amico e di un familiare. A spiegarlo è stato, in una lezione all'università Bicocca di Milano, Robin Dunbar, professore di Antropologia evolutiva all'università di Oxford e noto per aver elaborato la teoria secondo cui non si possono avere più di 150 amici, anche su Facebook. 

"Quando si inizia una storia d'amore - spiega - si perde almeno un amico e un parente. Solo che il familiare con il tempo ti perdona e lo recuperi, mentre l'amico no, lo perdi per sempre. E la causa non sta in un aut-aut del nuovo partner, ma nel fatto che si ha molto meno tempo da dedicare all'amico". 

Dunbar ha anche spiegato che il nostro cervello è in grado di gestire fino ad un massimo di 150 amici, o meglio, "150 tipi di relazioni - continua - Gli amici più stretti infatti sono solo 5, poi c'é un nucleo un po' più largo di 15 con cui si ha una relazione importante ma meno intensa. 

Centocinquanta è il numero limite che ci permette di essere altruisti e provare un senso di obbligazione verso gli altri. Ecco anche perché ai matrimoni è comune che si invitino 150 persone". I rapporti di amicizia però con il tempo si perdono, si rovinano gradualmente, mentre quelli con i familiari sono più stabili e duraturi, anche se "possono terminare in modo drammatico con rotture decennali". 

Quello che fa di un amico un 'buon amico' sono 5 caratteristiche, che condividiamo con loro. "Cioé l'avere gli stessi interessi - prosegue Dunbar -, gli stessi tratti di personalità, provenire dalla stessa città parlare la stessa lingua o dialetto, avere un'istruzione simile e soprattutto avere un senso dello humour simile". . Un limite teorico di 150 amicizie è ormai considerato legge come "Numero di Dunbar".




Fonte: ANSA

Il numero amici Facebook della persona è scritto nel cervello umano


Una nuova ricerca condotta presso il Wellcome Trust Institute ha concluso che il numero di “amici su Facebook” di una persona è proporzionale al numero di amici che ha nella vita reale. Questa tendenza a stabilire rapporti di amicizia o di conoscenza sarebbe veramente connaturata alla personalità del soggetto, al punto da trovarne traccia nel suo cervello, e sarebbe “scritta” nelle dimensioni di una particolare area cerebrale. 

Geraint Rees, primo autore dello studio apparso sulla rivista Proceedings of the Royal Society B, ha analizzato, insieme con i colleghi, le scansioni cerebrali di 125 studenti universitari, tutti attivi su Facebook, studiando in particolare l'amigdala, una regione strettamente connessa alla memoria e alle risposte emotive. 

Recentemente, uno studio ha trovato che il volume di materia grigia di questa regione tende a essere maggiore nelle persone con un'ampia rete di amicizie nella vita reale e quest'ultimo risultato sembra così estendere le conclusioni anche alla vita online. 

Le dimensioni di altre tre regioni cerebrali sono risultate correlate alle dimensioni della rete sociale online dei soggetti, ma non con quelle dalla rete sociale reale, e precisamente: il solco temporale superiore destro, cruciale per la nostra capacità di percepire il movimento; il giro temporale mediale sinistro, implicato nell'attivazione della risposta agli sguardi degli altri e quindi nella percezione degli stimoli sociali; infine la corteccia entorinale destra, implicata nei processi di memoria. 

“Il nostro studio consentirà di iniziare a comprendere in che modo le nostre interazioni con il mondo siano mediate dai social network”, ha spiegato Rees. “Ciò consentirà di affrontare questioni che riguardano la relazione tra Internet e il cervello”.

Via: Le Scienze

Matrimoni: il partner ideale si cerca ora anche su Facebook


Una volta erano gli annunci sui giornali locali, poi sono stati creati gli 'uffici di collocamento per cuori solitari', poi e' arrivato l'incontro in televisione, adesso invece e' internet il luogo d'incontro privilegiato per i single. C'e' chi si affida alle 'vecchie' agenzie matrimoniali sbarcate sul web e invece chi agli annunci e agli appuntamenti 'al buio' preferisce l'idea di approcciarsi direttamente tramite chat, in uno dei siti per single che ospitano spazi riservati di 'incontro virtuale'. 

E se non si vuole fare nemmeno la fatica di iscriversi, la soluzione piu' semplice e' di cliccare 'mi piace' ad uno dei gruppi Facebook che raggruppano i single della propria citta' o della propria regione. Sono molte le tradizionali agenzie matrimoniali sbarcate sul web, in pratica trasportando online il loro consueto modo di lavorare. 

Ci si registra fornendo generalita', mail e dati personali che possono interessare e poi si puo' curiosare tra i profili degli altri utenti registrati. In qualche sito sono presenti foto e filmati dei registrati, nella maggior parte invece tutto e' legato al 'brivido' dell'appuntamento al buio. Paradossalmente sono soprattutto questi ad interessare agli utenti: nessun contatto, nessuna parola e nessuna immagine del futuro partner, per uscire dalle regole della ipervisibilita' del web. 

 Per evitare di lamentarsi che il partner non ha le caratteristiche che si volevano, prima di iniziare una relazione d'amore è necessario chiedersi cosa si cerca nel partner: l'aspetto fisico dopo un po' di tempo passa in secondo piano e nella vita di coppia ciò che conta veramente sono le affinità caratteriali. Trovare il partner ideale non è facile e nessuno è perfetto, prima di pretendere qualcosa si dovrebbe pensare a quello che ciascuno è in grado di dare di se stesso.

Via: Adnkronos