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Pestato in discoteca riconosce i suoi aggressori da foto su Facebook


Pestato a sangue per aver invitato una ragazza a ballare, riconosce uno dei suoi aggressori su Facebook e lo fa condannare. Protagonisti della vicenda sono un giovane di 33 anni di Zumaglia e i due imputati: Fabrizio Nieddu, 33 anni, e Marco Benedetti, 24, entrambi di Biella, accusati di lesioni.

Al primo, recidivo, il giudice Pietro Brovarone ha inflitto due anni di reclusione, e al secondo un anno, con la sospensione condizionale della pena. L'episodio era avvenuto la notte del 31 agosto 2009, in un locale pubblico del quartiere Riva. La vittima vede una ragazza e la invita a ballare, senza sapere che su di lei hanno già messo gli occhi altri due giovani.

Questi ultimi, passati pochi istanti, lo aggrediscono a calci e pugni, facendosi buttare tutti e tre fuori dal locale. Il ragazzo preso di mira scappa e cerca rifugio in un vicino distributore, dove viene raggiunto da Fabrizio Nieddu e Marco Benedetti, a cui si sono aggiunti altri soggetti, mai identificati. Qui l'aggressione continua fino all'arrivo di alcuni passanti.

La prognosi sarà di 40 giorni, per lesioni e fratture. Il giovane riuscirà a identificare uno degli aggressori in Questura. Poi, cercando su Facebook, riesce a rintracciare anche l'altro fra gli amici "virtuali" del ragazzo che l'aveva picchiato. Grazie anche agli indizi raccolti dalla polizia, i due sono stati indagati e poi processati.



Fonte: La Stampa
Foto dal web

Regione Lazio, minacce morte a Renata Polverini su profilo Facebook


La presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha presentato denuncia all'Ufficio della Digos della questura di Roma dopo aver ricevuto messaggi con minacce di morte attraverso il proprio profilo Facebook. Lo comunica una nota della Regione Lazio riferendo che in un messaggio privato, un utente ha scritto a Polverini: ''attenta che una pallottola per te ci sarà"

"Come ho sempre detto, la data del voto è stata concordata con il ministro Cancellieri in modo da farla coincidere con le altre Regioni chiamate al rinnovo del consiglio". Lo dice Renata Polverini aggiungendo che "mi sembra che la data del 10 e 11 febbraio sia la scelta giusta e confermo la volontà di indire le elezioni per cinquanta consiglieri invece che settanta". 

"Il buon senso ci impediva di chiamare i cittadini alle urne nel periodo delle festività natalizie anche per consentire lo svolgimento regolare delle operazioni che precedono il voto e, soprattutto, la massima partecipazione alla campagna elettorale così come vuole la democrazia e la legge", prosegue la presidente della Regione Lazio sul sito della Fondazione Città Nuove

"Era evidente - aggiunge - che le richieste strumentali e demagogiche avanzate, anche violentemente, dalla coalizione di sinistra per votare a Natale non potevano essere accolte e così è stato: ora spero che il clima si rassereni e tutti pensino a proporre ai cittadini del Lazio un programma ed una maggioranza in grado di governare". "Trovata intesa sul voto", ha scritto Renata Polverini su Twitter.





Fonte: Adnkronos
Via: AGI

No Tav, poliziotto scrive ai manifestanti: pregiudizio unica barriera


"Ciao manifestante, chi ti parla è quello 'sbirro' che odi e che vorresti vedere morto": a scrivere è Maurizio Cudicio, sovrintendente della Polizia, in servizio alla Questura di Trieste, rappresentante del sindacato di Polizia Consap, che tenta così il suo personale dialogo con i No Tav della Val di Susa. E le risposte viaggiano sul web, con post su Facebook che alla riflessione di fondo del poliziotto ("Un'unica barriera fra di noi: il pregiudizio!) replicano in modi, contenuti e colori diversi, fino all'amarezza di Marco: "Questa è una guerra fra poveri. Va a finire - scrive Marco a Maurizio - che presto verrò anch'io sull'autostrada, per accompagnare i miei figli. Tre persone in più da prendere di peso. Non esagerare... grazie" Cudicio, che già in occasione delle proteste degli indignati aveva avuto un'iniziativa singolare, portando le brioches calde ai ragazzi che dormivano nelle tende nella centralissima piazza Unità, a Trieste - scrive di essere orgoglioso del suo mestiere e di essere poliziotto. Racconta di essere in Val di Susa "e tra non molto - scrive - è il mio turno. Ho dormito veramente poco e mangiato ad orari impossibili. Davvero - confessa- qualche volta mi sembra di andare in guerra, invece mi trovo in una valle sconosciuta e lontano da casa. Mi chiama mia moglie preoccupata per le notizie che ascolta incessantemente al tg, le dico di stare tranquilla e che andrà tutto bene, per tranquillizzarla le dico che sono lontano dalla confusione. Le chiedo di dare un bacio ai miei figli". Cudicio ricostruisce i momenti di tensione, quando "le urla di persone indignate e stanche quanto noi di questa situazione, sovrastano gli ordini impartiti dai superiori. La visibilità ora è scarsa, la tensione è altissima". Noi - sottolinea - siamo "lì per garantire l’ordine" e "alcuni di voi solo a vedere la divisa ci insultano e forse a qualcuno non dispiacerebbe vederci morti...".

Via: La Stampa
Foto: Fan Page

Riconosce il suo palpeggiatore su Facebook e lo fà denunciare


Pesantemente palpeggiata in discoteca da uno sconosciuto mentre era in compagnia delle amiche. La vittima dei presunti abusi è una diciassettenne bolognese che la sera del 20 novembre ha denunciato alla polizia quanto accaduto poco prima all'interno di un locale nel pieno centro di Bologna. L'uomo, dopo un mese di indagini, è stato identificato e denunciato. La giovane ha raccontato di essere stata presa di mira da un gruppetto di tre uomini, mentre si trovava con due amiche. Secondo il suo racconto sarebbe stata accerchiata dai tre e mentre due la tenevano ferma, il terzo l'avrebbe ripetutamente toccata nelle parti intime. La ragazza è riuscita a divincolarsi e a chiedere aiuto alle amiche, che hanno chiamato il 113. A quel punto però i tre si erano già dileguati. Alla scena però ha assistito un testimone che ha descritto il gruppetto e fornito particolari utili agli agenti. Dopo un mese gli agenti del commissariato Due Torri-San Francesco sono infatti riusciti a identificare il presunto molestatore, un meccanico bolognese di 48 anni, incensurato. I poliziotti, coordinati dalla Pm Alessandra Serra, sono arrivati a lui anche grazie a un colpo di fortuna. Qualche giorno dopo i fatti, la diciassettenne ha riconosciuto l'uomo in una foto pubblicata sulla pagina Facebook della discoteca per pubblicizzare la serata del 20 novembre. Un'altra indicazione preziosa è arrivata dal testimone che durante le molestie ha sentito il soprannome con cui gli amici chiamavano l'uomo. Il meccanico è stato rintracciato e identificato in foto dalla diciassettenne che successivamente l'ha riconosciuto in un confronto all'americana in questura attraverso uno specchio. Per lui è scattata una denuncia a piede libero per violenza sessuale su minore.

Fonte: Corriere della Sera

Picchiavano titolari bar e mettevano foto su Facebook, arrestati


La polizia e i carabinieri hanno eseguito a Messina 8 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di altrettanti giovani accusati di lesioni, estorsione, minacce e danneggiamenti. Quattro di loro si trovano in carcere, altri tre ai domiciliari; uno ha l'obbligo di dimora. Minacciavano i titolari dei pub e consumavano senza pagare. E se qualche commerciante si ribellava veniva picchiato. 

Le foto delle serate trascorse così erano poi pubblicate su Facebook. Ed è anche attraverso le immagini sul social network che gli investigatori hanno rintracciato ed arrestato i giovani accusati di lesioni, estorsione, minacce e danneggiamenti. La banda di giovani aveva creato inoltre un clima di terrore, spaventando tutte le persone che entravano nel bar e intimando ai titolari di pagare il pizzo. 

Polizia e carabinieri sono riusciti a risalire anche grazie a Facebook ai componenti della banda e li hanno bloccati. Gli indagati sono A. M., 19 anni, L. C., 23 anni, P. R., 20 anni e un minore di 16 anni che si trovano ora in carcere, mentre ai domiciliari sono finiti invece G. C., 23 anni, F. A., 31 anni e un diciassettenne. 

Infine L. O. è stato raggiunto da una misura di obbligo di dimora. I giovani avrebbero anche aggredito senza una particolare motivazione un extracomunitario che vendeva delle rose e in un altro caso hanno anche palpeggiato una giovane. Gli arrestati non fanno parte di nessun clan cittadino. Per il Questore di Messina Carmelo Gugliotta: ''E' stata un'operazione importante per la città perchè è stata sgominata una banda che seminava panico. Invitiamo tutti a denunciare questi episodi per non garantire l'impunità a questi malviventi''.

Via: ANSA

Suicidio su Facebook, alla Polizia: volevo attirare l'attenzione


Aveva "postato" un messaggio sulla bacheca del suo profilo di facebook, minacciando il suicidio, ma un' amica, preoccupata, ha chiamato la Polizia. Gli agenti della sala operativa della Questura di Siena, dopo aver provato inutilmente a chiamare sul cellulare della donna, che risultava spento, hanno immediatamente effettuato alcune ricerche e sono riusciti ad individuare il luogo di sua residenza. La centrale ha inviato una Volante a casa della ragazza che e' stata rintracciata in via Cassia Sud. 

Gli agenti hanno constatato il buono stato di salute della donna, una 38enne di origini camerunensi, che ha riferito loro di aver scritto quel messaggio su facebook senza rendersi conto delle effettive conseguenze che avrebbe potuto comportare. Secondo quanto e' emerso in seguito al colloquio avuto con la Polizia, la donna aveva soltanto voluto attirare l'attenzione del ragazzo con il quale aveva poco prima avuto una accesa discussione telefonica. 

I poliziotti hanno anche fatto intervenire i sanitari del 118 per assicurarsi circa le buone condizioni di salute della donna che sono state effettivamente confermate. Lo scorso 22 ottobre una donna aveva annunciato su Facebook la sua intenzione di suicidarsi, perche' depressa per la conclusione di una relazione sentimentale, e' stata salvata grazia alla macchina di soccorso messa in moto dalla polizia postale di Catania. Dopo l'intervento degli investigatori la donna sulla bacheca del suo profilo ha pubblicato dei messaggi di scuse per l'allarme procurato, dovuto a un particolare momento di depressione.

Via: AGI

Sventato rave party abusivo grazie a indagine su Facebook


Seguendo su Facebook la tribù del «Flow» gli uomini della Guardia di finanza hanno stroncato sul nascere un rave party organizzato da uno dei gruppi festaioli più trasgressivi del Veneto. Il blitz degli uomini delle Fiamme Gialle è scattato Venerdì notte nei pressi della chiesa sconsacrata di San Clemente a Padova. 

I finanzieri hanno controllato un centinaio di giovani arrivati in zona industriale per dare vita ad un mega party non autorizzato con affezionati dello sballo provenienti da nord Italia. Facebook era stato lo strumento attraverso cui la community aveva organizzato e diffuso la notizia dell'evento, pensando così di evitare che le forze di polizia potessero scoprirlo e bloccarlo. 

Tutto nasce alcune settimane addietro, quando la Polizia di Stato aveva intimato agli organizzatori dell'evento, pubblicizzato attraverso locandine e spot, di non svolgere alcuna attività d'intrattenimento nella notte tra il 16 ed il 17 settembre, in quanto i locali che erano stati individuati non erano idonei ad accogliere le centinaia di persone previste e non rispettavano le condizioni di sicurezze per garantire l'incolumità dei partecipanti. 

Un'intimazione che doveva essere rispettata, secondo le promesse degli organizzatori, ma che di fatto era stata aggirata attraverso un tam-tam sulle pagine di Facebook e sulle radio locali. Così Guardia di Finanza e Questura hanno continuato a monitorare il web, scoprendo quale sarebbe stato il nuovo luogo dell'evento. Su oltre un centinaio di ragazzi controllati, 21 sono stati sorpresi in possesso di varie sostanze stupefacenti. Decine le violazioni al codice della strada contestate ai giovani avventori che erano nei pressi del locale, la maggior parte dei quali era in evidente stato di ebbrezza.

Via: Corriere del Veneto
Fonte: ANSA

Festa Hawaiana organizzata su Facebook, 51 in ospedale


Settanta chiamate al 118, 51 giovani finiti in ambulanza al pronto soccorso quasi tutti per etilismo, il più piccolo di appena 13 anni. "Un bambino", dice una volontaria della Croce Verde. "La maggior parte erano minorenni", aggiunge un suo collega reduce dalla notte infernale. E poi feriti da schegge di vetro, per bottigliate date e ricevute, ma anche per un pugno sferrato contro una vetrina, tanto da avere avambraccio e vasi sanguigni squarciati. 

E’ il bilancio della festa hawaiana a Sestri Levante (Genova), tradizionale appuntamento del primo martedì di agosto che nel giro degli ultimi anni si è trasformato, grazie al passaparola via web (30 mila contatti su Facebook), in un’adunata oceanica con arrivi anche da Lombardia e Piemonte. 

Un evento segnato in passato da episodi di vandalismo e violenza (un’auto dei carabinieri con i militari a bordo sollevata di peso, vagoni ferroviari semidistrutti, risse e aggressioni) tanto da scatenare polemiche tra gli abitanti sull’opportunità di riproporlo. E il sindaco, Andrea Lavarello, che dichiara di poter intervenire solo per scongiurare il peggio, perché si tratta di una manifestazione popolare spontanea, quest’anno aveva emesso una severissima e dettagliatissima ordinanza in merito alla vendita di sostanze alcooliche. 

Ha incontrato prefetto e questore. Poi martedì sera ha 'cinturato' la città per controllare zaini e portabagagli e ha mandato agenti della polizia municipale in borghese, chiedendo aiuto anche ai carabinieri, alla polizia di stato e alla guardia di finanza, a spiare bar e locali: nei prossimi giorni partiranno le sanzioni.

Via: La Stampa

Aggressori musicista, riconosciuti dalle foto su Facebook


E' stato arrestato il terzo ragazzo che ha aggredito Alberto Bonanni, il musicista 29enne pestato a sangue sabato notte al rione Monti a Roma. Per il pestaggio di Bonanni, che si trova ricoverato all'ospedale San Giovanni in coma profondo, sono già in carcere Cristian Perozzi e Carmine D'Alise, entrambi di 21 anni, arrestati nei giorni scorsi perché riconosciuti da alcuni testimoni grazie a foto postate sui loro profili di Facebook. 

E sulla selvaggia aggressione di Monti spuntano nuovi aspetti inquietanti. Nel profilo Facebook di Perozzi, il ventunenne mostra alcune foto che lo riprendono col braccio alzato nel saluto romano o assieme ad alcuni amici che levano la mano nello stesso gesto. 

Inoltre, il ragazzo esibisce un tatuaggio col simbolo delle "Brigate Rione Monti" e, sempre su Facebook, colleziona immagini del gruppo ultrà Bisl ("Basta infami solo lame", una delle frazioni più violente e incontrollabili della tifoseria giallorossa) e uno striscione che inneggia a Luciano Liboni, detto il "Lupo", l'assassino di un carabiniere che fu ucciso a sua volta in una sparatoria vicino Termini il 31 luglio del 2004). 

Le fotografie hanno fatto pensare a un movente legato, in qualche modo, alla politica anche perché Alberto Bonanni e i suoi amici sfoggiavano un abbigliamento abbastanza "alternativo" ma la questura smentisce. Intanto le condizioni di Alberto Bonanni restano stabili. Nell'ospedale San Giovanni, dove e' ricoverato, c'é un via vai di amici del ragazzo che cercano di sostenere i familiari.

Fonte: La Repubblica
Via: Sicurezza Pubblica

Botellon organizzato su Facebook, cinquemila partecipanti


Sono state circa cinquemila, secondo la Questura di Pescara, le persone provenienti da tutta Italia che, dopo essersi date appuntamento su Facebook, si sono incontrate nel capoluogo adriatico per partecipare al ''botellon'' in spiaggia, che si e' svolto dalle 22.30 fino alle 6 del mattino all'Arena del Mare. Numerosi, nel corso del maxi-raduno, gli interventi del personale del 118 per intossicazioni da alcol e per chi si e' tagliato con i cocci di vetro abbandonati sulla sabbia, ma tutti senza conseguenze gravi. L'aspetto complessivamente sgradevole e' che la spiaggia e' stata lasciata sporca, letteralmente piena di spazzatura. Per il resto, fa sapere la Questura che ha coordinato le operazioni, la manifestazione si e' svolta senza particolari problemi.



Qualche denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. I promotori spiegano sul social network che il botellon e' "una tradizione giovanile ispanica che consiste nel radunarsi in un posto, tutti insieme, per passare una serata con tanta gente. L'origine del termine e' "botella" (bottiglia): l'unica regola infatti e' che ognuno deve portare da bere per se'". L'associazione So.Ha Giovani Cittadini Attivi, ha commentato l'evento: "Una manifestazione nata e pubblicizzata solamente online attraverso i social network che riesce a radunare più di cinquemila giovani, come il Botellon che si è tenuto la scorsa notte all’Arena del Mare di Pescara, non può non essere motivo di riflessione. Intanto sulla pagina Facebook dell'evento, sono centinaia i commenti lasciati dai ragazzi sulla serata.

Aggredito a Padova con bastoni e catene consigliere Aliprandi


E' stato aggredito con bastoni e catene da un gruppetto vicino ai centri sociali il consigliere comunale Vittorio Aliprandi (Pdl), che ieri era stato condannato dal tribunale di Padova per la violazione della legge Mancino dopo che aveva messo su Facebook delle frasi offensive verso i Rom. La notizia è stata postata alle 12 sulla pagina Facebook dello stesso Aliprandi. Il consigliere era assieme al figlio in piazza Duomo quando e' stato bloccato e aggredito da alcuni giovani, due quali sono stati fermati da passanti e sono stati portati in Questura Padova. I due, Alex Ferraretto (30 anni) e Michele Nigro (25 anni), vicini ai centri sociali sono interrogati in Questura dal pm Sergio Dini. La polizia scientifica sta compiendo accertamenti su una spranga, su una catena e un casco trovati poco lontano dal luogo dell’aggressione. Il centro sociale Pedro nel pomeriggio si è dissociato dall'episodio: "Oggettivamente ciò che è accaduto è sbagliato - ha scritto in una nota il leader Max Gallob - privo di alcun senso soprattutto se riferito alla dura e difficile battaglia culturale e politica contro razzismo e xenofobiache stiamo conducendo. Al contrario possiamo già dire che favorisce non solo la Lega ma tutti coloro che vorrebbero vedere chiusa in città l’esperienza del centro sociale stesso". "E' un episodio gravissimo - commenta il sindaco Flavio Zanonato - in città ci sono dei veri e propri criminali: mi aspetto che la polizia e la magistratura siano molto netti nei confronti di questa gentaglia. Bisogna farla finita con la violenza politica e la prevaricazione".

Geloso dell'amico su Facebook chiude la moglie in casa


Geloso perchè la moglie aveva un amico su Facebook l’ha chiusa in casa. Il fatto è accaduto a Cosenza. A dare l’allarme sono stati alcuni vicini della coppia che hanno sentito la donna invocare aiuto. Sul posto si sono recati gli agenti delle volanti della Questura che hanno liberato la signora e poi hanno chiamato la guardia medica per accompagnare il marito al pronto soccorso e verificare se fosse necessario un trattamento sanitario obbligatorio. 

Trattamento di cui non c’è stato bisogno. Dopo gli accertamenti del caso, i poliziotti hanno segnalato la vicenda alla Procura della Repubblica di Cosenza. E nuovi particolari sconvolgenti emergono dall'uxoricidio di Carpi, avvenuto il 22 marzo scorso. 

Dario Solomita, il 41enne che dopo una lite con la compagna Giuseppa Caruso l'ha accoltellata a morte, spiava la moglie con una webcam. L'idraulico avrebbe visto qualche tempo prima la moglie parlare con un suo ex. Da lì si è scatenata la gelosia incontrollabile dell'uomo che ha deciso di piazzare una telecamera nascosta nella camera da letto per spiare in questo modo i movimenti della compagna. 

La tragedia si sarebbe scatenata per via un black-out di un paio d'ore, in cui la telecamera non ha ripreso quello che accadeva nella casa. Solomita si è così convinto che la moglie avesse manomesso la web cam per nascondere altarini. E così la sua gelosia si è trasformata in una furia cieca che si è conclusa con l'uccisione di Pina.

Fonte: ANSA

Divulga le foto intime della ex su Facebook, arrestato


Foto intime messe su Facebook, minacce telefoniche, un profilo fasullo sullo stesso social network per invitare gli uomini a conoscere l’ex fidanzata: è quanto ha ideato un consulente commerciale di 45 anni di Manfredonia (Foggia), dopo essere stato lasciato da una ventenne di Montenero di Bisaccia (Campobasso). 

L’uomo è stato arrestato dal Commissariato di Termoli nel centro pugliese per stalking, violazione della privacy e diffamazione. La ragazza aveva instaurato una relazione sentimentale con il consulente dopo averlo conosciuto sulla chat Badoo, ma nel giro di qualche mese, alla richiesta di chiudere la storia, nello scorso gennaio, sono cominciate le minacce e i tormenti da parte dell’uomo. 

La reazione del consulente è stata violenta e persecutoria e si è concretizzata con le minacce alla ex, la divulgazione di foto e commenti imbarazzanti sulla giovane. La studentessa è stata contattata spesso da sconosciuti che avevano letto il suo falso profilo su Facebook proponendole incontri di natura sessuale. 

Secondo il vice Questore di Termoli Maria Santoli che ha condotto le indagini in stretto contatto con la Procura frentana, dietro i messaggi e contatti degli estranei in realtà si nascondeva un unico molestatore, il quarantacinquenne di Manfredonia ora rinchiuso in carcere a Foggia. La ventenne, sottoposta a forti pressioni psicologiche, è dovuta ricorrere a cure specialistiche a seguito del forte stress subito.

Via: Corriere del Mezzogiorno

Trova uomo in camera e chiede aiuto via Facebook, arrestato


Brutta avventura a lieto fine per una giovane donna cilena in un albergo nel centro di Roma. Quando erano da poco passate le 5 del mattino, la giovane si e' svegliata di soprassalto, accorgendosi della presenza di un uomo sdraiato accanto a lei nel letto, che aveva iniziato a palpeggiarla nelle parti intime. A quel punto, opponendosi con forza, la donna ha cercato di fuggire dalla stanza trovando pero' la porta chiusa. Grazie alle urla della giovane pero', l'uomo ha desistito dai suoi intenti e ha aperto la porta della camera. E' a questo punto che la donna, rientrata in stanza, dopo aver visto l'uomo uscire, in stato di shock ha contattato su Facebook il suo fidanzato in Cile, il quale e' riuscito a mettersi in contatto tramite Skype con la Polizia Municipale di Roma che ha immediatamente girato la richiesta d'aiuto alla Sala Operativa della Questura. I poliziotti, grazie alla descrizione fornita dalla ragazza, si sono messi subito sulle tracce dell'uomo, riuscendo nel giro di pochi minuti ad individuarlo. Sentita dagli agenti, la donna ha riferito che al suo arrivo nella struttura alberghiera era stata "avvisata" del fatto che poteva condividere la stanza con terze persone, anche per il costo basso del soggiorno giornaliero. Dopo essere stato accompagnato negli uffici del Commissariato Viminale, l'uomo, un albanese di 30 anni, e' stato sottoposto in stato di fermo di polizia giudiziaria, con le accuse di violenza sessuale e sequestro di persona.

Nicole e Fatima ritrovate grazie alla connessione a Facebook


Sono state ritrovate a Milano e stanno bene Nicole Donis e Fatima Dermouni, le due amiche quindicenni scomparse da sabato scorso a Vercelli. La fuga di Niki e Fatima si è conclusa ieri, in tarda serata. Le due giovani, verso mezzanotte e mezza, sono state riaccompagnate a casa dalla polizia. E' stata solo una bravata, spiega la polizia, che è riuscita a risalire alle due ragazzine ricostruendo il loro spostamenti dopo che le quindicenni si erano collegate al loro profilo di Facebook da un computer di Leno, in provincia di Brescia. Il contatto viene subito agganciato dalla Postale di Vercelli e girato alla Mobile di Brescia. Grazie agli accertamenti tecnici, i poliziotti sono riusciti a individuare il luogo dal quale era avvenuto il collegamento: un'abitazione dove un 18enne albanese con altri amici ha riferito di aver conosciuto le ragazzine un paio di giorni prima in un locale e di averle ospitate. Le due amiche hanno preso poi un treno alla stazione di Brescia, dirette a Milano. Una ricostruzione che ha trovato conferma anche nella segnalazione di un viaggiatore, che ha detto alla polizia di aver visto Nicole e Fatima sul treno diretto nel capoluogo lombardo. Ieri sera, infine, un'amica delle giovani ha chiamato la madre di Fatima dicendo che aveva sentito le ragazzine e che volevano tornare a casa. Riacceso il telefonino, che era stato spento dopo che si erano allontanate, le giovani hanno parlato con i genitori spiegando che si trovavano alla stazione di Milano e che avrebbero preso un treno per rientrare. Prima che prendessero il convoglio, gli agenti della Polfer, allertati, hanno bloccato le due ragazzine che nella notte sono state riportate dalle loro famiglie.

Minaccia di morte la ex con countdown su Facebook, arrestato


Ancora un nuovo caso di stalking attraverso Facebook. Aveva creato sul proprio profilo del social network un «conto alla rovescia» in scadenza il giorno del compleanno dell'ex fidanzata, che avrebbe dovuto avere come epilogo la morte della giovane. 

Un modenese, gia' ammonito dal questore per stalking, e' stato arrestato dalla Squadra Mobile in seguito alle condotte persecutorie nei confronti della donna. Non sopportava di essere stato lasciato, a tal punto da postare sul suo profilo Facebook il «conto alla rovescia» per uccidere la ex fidanzata. Il giorno «x» sarebbe stato quello del compleanno della ragazza. S

econdo quanto riferisce la Questura, gli agenti "hanno fatto in modo che per il giorno del compleanno della malcapitata, questa non fosse più reperibile all'interno dell'appartamento dove era residente e nelle ore immediatamente successive, l'uomo è stato tratto in arresto". Nei confronti dell’uomo è stata emessa un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per condotte persecutorie.

Via: La Repubblica

Scoprono che vuol suicidarsi, gli amici di Facebook la salvano


Una donna, decisa a compiere il gesto estremo del suicidio, ha condiviso tutti i suoi pensieri su Facebook attraverso i suoi ultimi post in bacheca. Grazie a Facebook, la polizia e' cosi' riuscita a sventare il tentativo di suicidio messo in atto da una donna fiorentina di 47 anni. Gli amici hanno letto infatti sulla bacheca del social network le dichiarazioni della donna, che annunciava di volerla fare finita, e hanno avvertito prima la questura di Ravenna, intorno alle 3 di notte, poi la questura di Firenze. 

Agenti delle volanti si sono recate nell'abitazione della 47enne, in zona Rifredi a Firenze, e hanno trovato la donna che aveva gia' ingerito un cocktail di medicinali e tranquillanti. L'aspirante suicida e' stata portata d'urgenza in ambulanza all'ospedale di Careggi, e adesso e' fuori pericolo.

Via: Italiainformazioni

Violenta la figlia e fugge in Brasile, tradito da Facebook


La sezione Catturandi della Squadra Mobile di Napoli, a conclusione di una laboriosa ed articolata indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni Campania e la Divisione Interpol, in Brasile, località Salvador de Bahia, hanno arrestato G.O., di 53 anni. 

Latitante da ben 8 anni, era stato condannato, in I grado, alla pena di anni 9 di reclusione perché resosi responsabile di gravissimi abusi sessuali sulla figlia che, all’epoca dei fatti aveva solo 4 anni. Le violenze - secondo gli investigatori - sono state commesse nell'aprile del 2001 a Napoli e a Ischia. Nelle ultime settimane l'uomo aveva cercato ripetutamente di mettersi in contatto con la ragazza attraverso Facebook, circostanza che ha consentito alla Questura di Napoli e alla polizia postale della Campania di individuarlo e di coordinarne l'arresto con l'ausilio la polizia internazionale. 

Per quei reati, nel novembre del 2005, O.G. era stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione. Alla fine di gennaio 2009, la Corte d'Appello aveva confermato la condanna emessa dal tribunale di Napoli. La Cassazione, nel maggio del 2010, aveva invece annullato la sentenza rinviando il giudizio ad un' altra sezione della Corte. Le autorita' italiane hanno avviato le procedure di richiesta al Brasile per l'estradizione del latitante.

Via: Il Nolano

Donna annuncia suicidio su Facebook, salvata dai carabinieri



Una donna di 30 anni è stata salvata stamattina in extremis da un tentativo di suicidio annunciato su Facebook. In suo aiuto sono arrivati i Carabinieri allertati dalla questura di Roma che aveva ricevuto la segnalazione da un utente del social network della Capitale. Il fatto è avvenuto intorno alle 7.30 a Porto Torres (Sassari), dove l'aspirante suicida abita da sola in un appartamento del centro. La donna aveva ingerito un intero flacone di ansiolitico, ma prima di mettere in atto il tentativo di uccidersi aveva comunicato i motivi e le ultime volontà su Facebook, specificando anche in che modo si sarebbe tolta la vita. 

L'inquietante messaggio è stato raccolto da un internauta romano che ha subito segnalato il fatto alla Questura. Successivamente sono stati allertati i carabinieri della centrale operativa e del nucleo radiomobile della compagnia di Porto Torres che hanno rintracciato l'abitazione della donna e si sono recati sul posto, facendo intervenire anche un'ambulanza del 118. Entrati in casa, i militari hanno trovato l'aspirante suicida riversa sul letto ormai in stato di incoscienza. 

È stata quindi ricoverata all'ospedale di Sassari e sottoposta ai necessari trattamenti sanitari. Ora la donna è fuori pericolo. Lo scorso 18 marzo un’aspirante suicida di 45 anni di Garbagnate (Milano) che su Facebook aveva annunciato l’intenzione di farla finita, fu tratta in salvo e ricoverata d’urgenza in ospedale, grazie a un intervento congiunto della polizia postale con i carabinieri di Imperia e della provincia di Milano, partito su input di una giovane donna, abitante in provincia di Imperia utente del social network, che allertò il 112.

Via: Il Giornale