Il mandato di cattura internazionale, emesso dall'Interpol, su richiesta della Svezia, lo scorso 20 novembre, nei confronti di Julian Paul Assange, fondatore di Wikileaks, sta animando e dividendo il popolo di Facebook. Sono moltissimi infatti i gruppi pro e contro nati in tutto il mondo nei confronti del mandato d'arresto internazionale del ex-hacker australiano. Numerosi sono i gruppi e le pagine che lo sostengono e che sono a favore del suo sito, Wikileaks nella convinzione che grazie ad Assange sono stati diffusi documenti che hanno rivelato lati nascosti dei potenti della terra.
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Facebook si divide sul mandato di cattura per Julian Assange
Rubata l'identità del capo Interpol su Facebook
Criminali informatici hanno rubato l'identita' del capo dell'Interpol, Ronald K. Noble, per carpire informazioni su operazioni di polizia. Lo ha rivelato lo stesso Noble a Hong Kong: "Il team per la sicurezza informatica ha scoperto due profili creati con l'obiettivo di assumere la mia identita' in qualita' di segretario generale dell'Interpol", ha detto Noble. "Uno dei criminali tentava di usare questo profilo per avere informazioni sui ricercati catturati durante l'operazione Infra Red". Con Operation Infra-Red l’Interpol ha lanciato un appello agli utenti del web per collaborare alla ricerca che ha lo scopo di individuare più di 450 ricercati in tutto il mondo.
Finora l'Interpol ha catturato già cento ricercati, come un ex modello colombiano, Angie Sanclemente Valencia, ricercato per traffico di stupefacenti, o Mouamba Munanga, della Repubblica democratica del Congo, ricercato da tempo per riciclaggio di denaro sporco. Ma davanti alla mole impressionante di lavoro per identificare e catturare i fuggiaschi, l'Interpol ha deciso di accelerare le operazioni ricorrendo alle informazioni che potrebbero essere fornite dai cittadini delle 29 nazioni coinvolte. E' anche possibile trasmettere informazioni, in modo anonimo, al sito http://www.csiworld.org/
Via: http://www.ansa.it/web/
Violenta la figlia e fugge in Brasile, tradito da Facebook
La sezione Catturandi della Squadra Mobile di Napoli, a conclusione di una laboriosa ed articolata indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, in collaborazione con la Polizia Postale e delle Comunicazioni Campania e la Divisione Interpol, in Brasile, località Salvador de Bahia, hanno arrestato G.O., di 53 anni.
Latitante da ben 8 anni, era stato condannato, in I grado, alla pena di anni 9 di reclusione perché resosi responsabile di gravissimi abusi sessuali sulla figlia che, all’epoca dei fatti aveva solo 4 anni. Le violenze - secondo gli investigatori - sono state commesse nell'aprile del 2001 a Napoli e a Ischia. Nelle ultime settimane l'uomo aveva cercato ripetutamente di mettersi in contatto con la ragazza attraverso Facebook, circostanza che ha consentito alla Questura di Napoli e alla polizia postale della Campania di individuarlo e di coordinarne l'arresto con l'ausilio la polizia internazionale.
Per quei reati, nel novembre del 2005, O.G. era stato condannato in primo grado a nove anni di reclusione. Alla fine di gennaio 2009, la Corte d'Appello aveva confermato la condanna emessa dal tribunale di Napoli. La Cassazione, nel maggio del 2010, aveva invece annullato la sentenza rinviando il giudizio ad un' altra sezione della Corte. Le autorita' italiane hanno avviato le procedure di richiesta al Brasile per l'estradizione del latitante.
Via: Il Nolano
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