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Verona: scappa da casa, 16enne ritrovata grazie a foto su Facebook


Era scappata da casa ma è stata rintracciata grazie a Facebook. Protagonista una minore di 16 anni, rumena, di cui la famiglia non aveva più notizie dal 14 giugno scorso, quando la ragazzina alle 6.30 aveva assicurato con una telefonata alla madre che sarebbe tornata presto a casa. L'ultima volta era stata vista alla fermata dell'autobus diretto a Verona, dove frequenta un istituto professionale. 

Poi di lei nessuna traccia. La madre, angosciata, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. I militari, dopo aver provato attraverso il cellulare a contattare la ragazza e a ricostruire il tragitto da lei fatto lontano da casa, hanno consultato Facebook e lì hanno trovato una fotografia della minore in compagnia di un suo amico. 

I carabinieri di Verona hanno girato quella foto a tutte le caserme presenti in provincia e da una di queste è arrivata la notizia che la ragazza poteva essere in un paese della provincia scaligera. Una volta riconosciuto il luogo dove era stata scattata la foto e l'amico che la ospitava, i militari si sono presentati presso l'abitazione dei genitori del minore. 

Inutile il tentativo di nascondersi in cantina: i carabinieri l'hanno trovata e riaffidata alla madre. La ragazza, in buono stato di salute, ha raccontato ai militari di aver girato tra Veneto e Lombardia nei giorni di sua assenza da casa.

Fonte: Adnkronos
Via: Libero Quotidiano
Foto: ANSA

Conosce fidanzato su Facebook, 13enne costretta a prostituirsi


Tra le sue amiche quasi tutte sapevano del suo amore nato via chat. Ma dietro quell'amore sbocciato su internet si nascondeva ben altra storia. La ragazzina è finita nel giro della prostituzione. I carabinieri hanno arrestato l'amico conosciuto su Facebook, un romeno di 24 anni, e un trans italiano di 65. E' stata così ritrovata la tredicenne, nata in Italia da genitori arrivati dalla ex Jugoslavia nel 1990, scomparsa sabato scorso a Besnate nel varesotto.

I carabinieri non hanno impiegato molto per seguirne le tracce, disseminate un po' ovunque. Un numero di cellulare sul diario, qualche messaggio rimasto su Facebook, le ammissioni delle amiche che comunque sapevano solo quello che lei aveva raccontato. La ragazzina, la cui foto è comparsa anche sul sito di Chi l'ha visto? (capelli e occhi neri, alta 1,65), era in un appartamento a Milano, dove l'aveva portata il giovane conosciuto via Facebook.

Un'abitazione di proprietà di un trans italiano, già noto per induzione e sfruttamento della prostituzione. Come tutti i suoi coetanei la ragazza trascorreva molto del suo tempo libero sul social network. Così ha conosciuto il giovane che l'ha adescata, presentandosi come uno studente italiano di 17 anni. Si erano incontrati e la ragazza, pare, non aveva sospettato nessuna bugia.

Quattro o cinque gli appuntamenti e la studentessa aveva cominciato a disertare le lezioni. Fino a sabato scorso quando il romeno la convince a non tornare a casa per stare con lui. Ancora non è stato accertato se e con quanti clienti l'adolescente ha avuto contatti. Adesso ci si interroga sui reali pericoli del grooming, l'adescamento dei minori sul Web in aumento.

Via: ANSA

Giglio: appello Facebook madre Dayana, speranza da testimoni


Le speranze di ritrovare qualcuno ancora in vita nel relitto della Concordia sono ormai definite "remote" ma la ricerca dei dispersi nel ventre della grande nave non è ancora terminata. Un appello disperato a non interrompere le ricerche è stato lanciato sulla sua pagina Facebook da Sabrina Ottaviani, cugina di Williams Arlotti, il 36enne di Rimini scomparso insieme alla figlia Dayana di 5 anni. "Non smettete di cercarli!!! - scrive a lettere maiuscole - C'erano tante altre persone insieme a loro in acqua sul ponte 4 prima di perdere le loro tracce. Vi prego - conclude il post - se qualcuno era in quel corridoio ormai inondato e ha visto o sentito la bambina ed il babbo si faccia sentire, racconti". E proprio alle testimonianze questa giovane mamma si aggrappa per tenere viva la speranza. Come quella del superstite di Terni che l’ha vista insieme a una coppia di spagnoli al terzo livello della nave. Un racconto compatibile con quello del pugliese Giovanni Lazzarini, l’animatore dei bambini della nave, che in un post pubblicato sul profilo Facebook della cugina di Williams Arlotti, ricostruisce i concitati momenti prima e dopo la collisione della Concordia con lo scoglio. "Dopo che i miei colleghi avevano accompagnato i bambini alle 21.20 in teatro - racconta Lazzarini - mi sono soffermato a parlare con il padre, la compagna e la bambina. Dopodichè, con la mia chief, ci siamo diretti al teatro per raggiungere i bambini. Una volta uditi dei segnali in codice siamo andati con calma di nuovo allo Squok Club, al ponte 10. Ci siamo radunati in una zona sicura, perchè la nave si era già inclinata sul lato sinistro. Ci siamo messi in cerchio con i bambini all’interno ed abbiamo cominciato a distrarli dalla situazione. Lì con noi erano presenti anche il padre di Dayana, la compagna e la bimba".

Via: Il Resto del Carlino
Foto: ANSA

Giglio: Giuseppe Girolamo tra i dispersi, appello su Facebook


Sono centinaia su Facebook i messaggi e gli appelli scritti dagli amici di Giuseppe Girolamo, il musicista 30enne di Alberobello (Bari) che figura tra i dispersi della Costa Concordia, naufragata la sera di venerdì scorso sulla scogliera dell'isola del Giglio. Alcuni amici gli chiedono di farsi vivo, chiamandolo con affetto 'Satomi', come il musicista del cartone animato 'kiss me Licia' forse per la folta capigliatura che accomuna il 30enne di Alberobello al personaggio della serie tv.

Per seguire da vicino le ricerche e avere informazioni piu rapidamente è partita oggi per Grosseto la mamma e uno zio di Giuseppe, che, come batterista della band 'Dee Dee Smith', lavorava sulla Costa Concordia dallo scorso 4 dicembre. Al momento dell'incidente stava suonando in una delle sale ristorante. Da quanto si è appreso, Giuseppe era in procinto di imbarcarsi sulla scialuppa di salvataggio quando sembra sia capitato qualcosa che gli avrebbe impedito di entrarci. Sul suo profilo facebook un amico dice di aver saputo che Giuseppe avrebbe lasciato il suo posto sulla scialuppa ad un bambino.

Tra i testi che girano in rete: "I genitori e gli amici lo stanno cercando con grande apprensione. Potrebbe essere sull'isola ferito, in stato di shock o non capace di comunicare. Se lo avete visto o avete notizie al riguardo contattate le forze dell'ordine. E' importante che la foto giri tra gli abitanti dell'isola. Abbiamo bisogno del vostro aiuto! Grazie". A lanciare per primo l'allerta su Facebook è stato il musicista e collega Roberto Napoleone, il quale lo descrive come un "ragazzo educato e rispettoso di tutto e tutti come ce ne sono pochi, timido e fragile".

Via: ANSA

Polizia Postale, chiuso gruppo troll su Facebook contro Straccia


Nelle scorse ore era comparso su Facebook un gruppo dal titolo "Scommesse aperte: Roberto Straccia ucciso dagli amici o dalla madre?". Non solo il titolo ma anche i commenti comparsi sul social network erano stati offensivi ed irrispettosi. Gli amici dello studente, scomparso il 14 dicembre scorso a Pescara dopo essere andato a fare jogging, che poco dopo il fatto hanno creato sempre su Facebook la pagina "Aiutateci a cercare Roberto Straccia", avevano segnalato il gruppo alla Polizia Postale che è stato adesso chiuso. 

"Ferma restando l'eventuale attivita' d'indagine avviata dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, qualora ci si imbatta in un gruppo o pagina dal contenuto offensivo o provocatorio l'unica cosa da fare - dicono dalla Polizia Postale - e' non farsi trascinare dalla provocazione, ignorare e segnalare la pagina ai gestori del sito cliccando su "segnala pagina" (in basso a sinistra della videata Facebook), astenendosi dall'aderire a gruppi e soprattutto dal pubblicare commenti di qualsiasi tipo". 

L'individuo che si cela dietro questo fenomeno e' comunemente definito con il nome di troll, elementi disturbatori delle comunita' virtuali che intervengono per creare scompiglio e confusione. Intanto, e' stato attivato un numero verde per le segnalazioni: 800 969 473. Lo annuncia la sorella di Roberto, Lorella, che ha lanciato un nuovo appello su Facebook nella pagina creata appositamente per lo studente universitario. 

"Roberto ha bisogno di noi - scrive la ragazza. Roberto deve tornare da noi. Aiutateci a diffondere la foto di Roberto in tutta Italia. Potrebbe davvero essere ovunque". Sono queste le parole della ragazza che ha realizzato e pubblicato su Facebook un nuovo volantino, in cui Roberto appare anche con la barba lunga, grazie ad un fotomontaggio.

Via: Il Secolo XIX
Foto dal web

Studente scomparso, continuano ricerche attraverso Facebook


Ha compiuto ieri 24 anni Roberto Straccia, lo studente universitario originario dell'ascolano scomparso a Pescara dopo essere uscito a fare jogging lungo la spiaggia. Di lui non si hanno più notizie da ormai 16 giorni .
''Se non si può festeggiare oggi non fa nulla, importa solo poterlo rivedere presto - dichiarano Rita e Lorena Straccia, madre e sorella di Roberto a Tgcom24 - . Io non avevo notato nulla di strano, non si notavano problemi, era tranquillo. Non abbiamo alcuna idea su quanto possa essere successo, sicuramente è accaduto qualcosa, ma non sappiamo. Non crediamo all'allontanamento volontario - aggiungono - perché altrimenti non sarebbe uscito in abbigliamento per andare a correre''. Le due donne lanciano un appello: ''Chi lo vede chiami immediatamente, qualsiasi informazione può essere utile''. ''Il problema delle segnalazioni finora arrivate è che vengono fatte troppo tardi. Se qualcuno vede Roberto deve fermarlo e chiamare subito i carabinieri. Dalle indagini non è emerso nulla di strano''. Nel giorno del suo compleanno, gli amici hanno voluto 'festeggiarlo' con una nuova giornata di ricerche. E anche chi non lo conosce ha dimostrato la sua vicinanza facendogli gli auguri su Facebook. Sono numerosi, infatti, i gruppi creati sul social network per aiutare nelle ricerche del ragazzo, i più frequentati sono Aiutateci a trovare Roberto Straccia, che conta ormai 2.691 membri e la pagina Troviamo Roberto Scaccia con 1.957 membri. In tanti hanno lasciato post per gridare a Roberto 'Buon compleanno': "Auguroni, ti aspettiamo!!" ha scritto una ragazza, 'Il regalo più grande è quello che solo tu puoi fare a noi!! :(", scrive un altro utente sperando in un suo rientro a casa.

Via: Adnkronos

Studente scomparso a Palermo, su Facebook per trovare risposte


"Per favore, aiutateci a ritrovarlo", è l'appello disperato che aveva lanciato Laura Zarcone, mamma di Marcello Volpe, lo studente palermitano scomparso la mattina del 12 luglio. Di Marcello non si sà più nulla dal giorno precedente al suo ventesimo compleanno. Alle 8 è uscito di casa in via Aloisio Juvara,, nella zona della Fiera del Mediterraneo, dicendo al fratello che sarebbe andato al laboratorio di un ebanista e sarebbe rientrato dopo un paio di ore, ma da quel momento ha fatto perdere le proprie tracce. Non ha portato con sé alcun documento di riconoscimento e il suo cellulare da allora risulta irraggiungibile. L’immagine di Marcello, alto circa un metro e 75 centimetri, longilineo, capelli e occhi castani, con i segni dell’acne giovanile sulle guance, a più di quattro mesi dalla scomparsa è ancora in ogni punto di Palermo, nei bar, nei negozi e nei centri commerciali con la speranza che qualcuno lo riconosca e possa dare notizie. Anche su Facebook è scattata la ricerca finora purtroppo vana. I genitori di Marcello hanno organizzato fiaccolate, comprato pagine di giornale, fatto appelli in tutti i modi, ma del loro ragazzo ancora non c'è nessuna notizia. "Mio figlio aveva nel portafogli cinquecento euro e temo che possa essere stato rapinato e aggredito - dice la madre - Qualche segnalazione c'è stata, come quella di un venditore di panelle ad agosto, ma finora niente di concreto". "Da quando mi sveglio la mattina a quando mi addormento la sera non riesco a smettere di pensare a lui - dice ancora la madre - Mi chiedo dove sarà, cosa starà facendo... Migliaia di domande che scorrono veloci come un fiume in piena". Per eventuali segnalazioni è possibile chiamare il numero di cellulare 320 431 944.

Via: Il Corriere della Sera

Dodicenne ritrovata a Roma, chattava con adulti su Facebook


L'ultimo litigio si era consumato martedi scorso per Facebook. Continue discussioni con i genitori che non volevano che stesse in chat con adulti. Così Erika, una ragazzina di 12 anni di Zagarolo, vicino a Roma, ha tenuto con il fiato sospeso i genitori per due giorni. La mamma si era rivolta ai carabinieri per denunciare la scomparsa della dodicenne. I militari dell' Arma avevano iniziato subito le indagini. 

La fuga ha avuto però un lieto fine. Alcuni passanti, grazie alla segnalazione mandata in onda dalla trasmissione 'Chi l'ha visto?', l'hanno avvistata vagare smarrita in strada a Roma e hanno chiamato la polizia. La ragazzina era nei pressi della Stazione Termini, dove si aggirava già dalla sera precedente. I genitori hanno raggiunto la figlia al commissariato San Lorenzo, a Roma, dove la ragazzina è stata ascoltata a lungo per ricostruire quanto le è accaduto negli ultimi due giorni. 

Erika ha detto agli agenti di aver dormito da un'amica a Roma e di essere andata poi in giro per la Capitale. La dodicenne non è apparsa scossa e indossava indumenti puliti. Il suo racconto è al vaglio degli investigatori, per verificarne l'attendibilità. Erika deve aver visto la fuga come unica soluzione possibile alla lite con i genitori, i quali le avevano vietato di utilizzare Facebook perché chattava con persone molto più grandi di lei. 

Manuel, il cugino della dodicenne, era preoccupato perché sapeva che Erika era solita chattare "anche con gente di 35-40 anni". Giovedì sera il lieto fine e l'abbraccio con i genitori: "L'incubo è finito - ha raccontato la mamma - . Ringrazio i due passanti che hanno assistito alla trasmissione 'Chi l'ha visto?' e che dopo aver riconosciuto nostra figlia hanno avvisato la polizia".

Via: ANSA

Ragazza scopre bocciatura e scompare, gruppo su Facebook


Una studentessa di 15 anni, Alessandra Falco, e' scomparsa da casa, a Colle Val d'Elsa (Siena), da venerdi' scorso. La ragazzina non e' rientrata dopo aver scoperto di essere stata bocciata. L'ipotesi degli inquirenti e' che si sia allontanata volontariamente. La quindicenne ha frequentato il secondo anno di Liceo. Da venerdi' ha il telefono spento. La famiglia ha divulgato ai media la notizia della scomparsa della ragazzina dopo le prime ricerche senza alcun esito. Alessandra si sarebbe allontanata da casa dopo aver scoperto di essere stata bocciata, andando a vedere i quadri di fine anno del liceo che frequentava, a Poggibonsi. Fa pensare alla fuga volontaria anche il fatto che la ragazzina prima di sparire nel nulla è tornata a casa e ha preso dei soldi che aveva messo da parte. Unica testimonianza quella di una sua amica, che è stata l'ultima a vedere Alessandra mentre prendeva un pullman che conduce alla zona delle Caldane, zona conosciuta per le grandi vasche di acqua calda. I familiari hanno diffuso anche molti appelli su Facebook, e creato una fan page tutta per lei: "Alessandra ritorna, ti aspettiamo". La quindicenne è alta 161 cm, ha una corporatura normale, dei capelli biondi. Al momento della scomparsa indossava dei pantaloni neri lunghi fino al ginocchio ed uno zainetto di jeans. La notte scorsa le ricerche sono state condotte anche con le unità cinofile. I carabinieri stanno ascoltando parenti e amici per ricostruire gli ultimi spostamenti della ragazzina che vive con la madre e per cercare di capire quali siano i luoghi che frequenta.

Disoccupato si suicida in mare dopo l'annuncio su Facebook


Aveva annunciato il suicidio una decina di giorni fa su Facebook spiegando di essere disperato perche' senza lavoro: ieri lo hanno trovato i vigili del fuoco, morto annegato, dentro la sua auto, nel porticciolo del lungomare Ognina di Catania. L'uomo é stato trovato morto annegato al posto di guida e legato con la cintura di sicurezza. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Del caso del disoccupato di 39 anni, Gaetano Antonino Privitera, si erano occupati anche il quotidiano La Sicilia e la trasmissione televisiva di Raitre 'Chi l'ha visto?'. 

I carabinieri ritengono che sia stato un suicidio, e che il tragico gesto sia stato compiuto subito dopo il suo annuncio dato on line sul social network. L'uomo, sposato e con una figlia, aveva perso il posto di lavoro e aveva delle difficolta' economiche. Avrebbe preso la sua auto, si e' legato la cintura di sicurezza, e si e' lanciato in mare, raggiungendo una profondita' di 6-7 metri. A notare l'Opel Astra in fondo al mare sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco impegnati in un'altra operazione di perlustrazione dei fondali del porticciolo di Ognina. 

Privitera, in passato, aveva avviato insieme al padre un attivita', che ha chiuso i battenti per difficolta' economiche. Il caso non è il primo in cui qualcuno annuncia su Facebook l'intenzione di farla finita. La scorsa settimana, una promettente modella di sedici anni ha deciso di spezzare la sua vita e la sua carriera per la fine della sua storia d’amore, buttandosi sotto un treno. L’adolescente prima di compiere il folle gesto, la sera di Pasquetta, aveva lasciato un messaggio sul proprio profilo Facebook.

Scomparsi fidanzati 15 e 17 anni, messaggio su Facebook

 
Da due giorni Jessica Detto, residente in Barriera Milano, e il suo ragazzo, Dino P., di Nichelino, sono inseriti nella banca dati nazionale delle persone scomparse. "Se non credete al nostro grande amore noi ve lo faremo vedere". È l’ultimo messaggio consegnato a Facebook, due giorni fa, prima di sparire. A scrivere il messaggio è stata Jessica, 15 anni, annunciando la sua fuga con Dino, 17 anni, conosciuto da poche settimane. Adolescenti innamorati, domenica sera hanno fatto perdere le tracce, cellulari spenti.  

Per i carabinieri si tratta solo di una fuga volontaria, niente di cui temere seriamente. Ma le rassicurazioni non bastano a tenere a freno i timori dei genitori, che da 48 ore non dormono, aspettando una telefonata, o di vedere la figlia comparire sulla porta di casa. "Vogliamo solo che torni presto - dice il papà - non siamo arrabbiati con lei. Siamo soltanto preoccupati che non si metta nei guai, che non faccia sciocchezze. Nessuno la rimprovererà per questa fuga". 

Tutto farebbe pensare ad fuga premeditata. Domenica scorsa ha trascorso la giornata in compagnia del suo Dino, di alcuni amici e del fratellino. Alle 18,30 è tornata casa per la cena. Si è fermata nell’androne del palazzo, nel cuore di Barriera Milano. Ha detto al fratellino di salire che lei sarebbe arrivata subito. Ma non è stato così. Dopo qualche minuto il padre è sceso in strada. Non c’era più nessuno in strada. Jessica indossava una maglietta scura, jeans e scarpe da ginnastica Nike a tre colori.

Finisce la fuga d'amore fidanzatini di Facebook, ritrovati


E’ durata quattro giorni la fuga dei due ragazzini di quattordici anni, Jonathan Lana e Maria, scomparsi dallo scorso giovedì mattina in seguito ad una fuga organizzata dopo un mese di loro conoscenza su Facebook. Jonathan di Boltiere, in provincia di Bergamo e Maria, dalla provincia di Pistoia, Montecatini Terme, si erano allontanati dalla propria abitazione ed erano stati avvistati a Milano, in Piazza del Duomo, esattamente lo stesso giorno della “fuga”, lo scorso giovedì. Entrambi avevano spento i loro cellulari destando grande preoccupazione presso le rispettive famiglie. Il padre del ragazzino, in particolare, aveva diffuso diversi messaggi al fine di ritrovare presto il figlio. I due quattordicenni, sono stati avvistati oggi nel bergamasco, nelle vicinanze dell’abitazione del ragazzino; un passante ha quindi avvertito subito dopo averli riconosciuti, i carabinieri. Jonathan e Maria stanno bene e sono stati subito condotti in caserma dove poi sono stati chiamati i genitori di Jonathan. Ora i due ragazzi si trovano nella caserma di Treviglio. I ragazzi hanno trascorso quattro giorni insieme, trascorrendo le notti su una panchina del Parco Sempione di Milano.

Si innamorano su Facebook e scappano, l'appello del padre


Forse una fuga romantica quella dei due ragazzini di 14 anni che si sono allontanati da casa giovedì mattina con il pretesto della scuola. Da allora i due, che si erano conosciuti su Facebook qualche tempo fa, non sono più tornati e non hanno più dato notizie di sè. Jonathan Lana di Boltiere (Bergamo) e Maria di Montecatini Terme (Pistoia), si erano conosciuti qualche tempo fa su Facebook ed avevano deciso di incontrarsi di persona. Probabile meta della fuitina sarebbe Milano. L'ultima volta che sono stati visti, i due erano in una gelataria del capoluogo lombardo ed i cellulari di entrambi agganciavano la stessa cella. Da allora i telefonini sono stati staccati e dei due giovani si sono perse le tracce. Domenica 13 marzo il padre di Jonathan, Gianluca Lana, ha lanciato un appello diffondendo su internet anche i propri numeri di telefono, con il risultato che lo hanno chiamato in molti, dando notizie false. Il padre è riuscito anche ad entrare nel profilo Facebook del figlio, per chiedere la collaborazione degli amici del ragazzo. Maria è alta 1,65 metri, ha capelli lunghi castano-rossi, al momento della sua scomparsa indossava jeans blu, un giubbotto nero con pellicciotto e scarpe da ginnastica marca Nike bianche. Jonathan, invece, è alto 1,82 metri, biondo e con gli occhi azzurri, capelli piuttosto lunghi. Aveva un cappellino nero, giubbotto nero, jeans, scarpe da ginnastica e zainetto.

Su Facebook esplode la rabbia dopo il ritrovamento di Yara


Non appena i mezzi di informazione hanno diffuso la notizia del ritrovamento del corpo senza vita di Yara Gambirasio, la ragazza di 13 anni scomparsa da Brembate di Sopra, nel bergamasco, il 26 novembre scorso, gli utenti si sono riversati su Facebook, pronti a sfogarsi sulle bacheche delle pagine dedicate alla ragazzina. Dopo i primi commenti gonfi di commozione: “Ciao piccola Yara...Come una stellina sei salita in cielo, ora illumina noi, che abbiamo bisogno di luce e chiarezza. Ciao Angelo”, scrive Giuseppe S., sulla pagina di Facebook 'Yara Gambirasio', “Consola la tua mamma e il tuo papà...ora per loro comincia un dolore senza fine”, è il pensiero di Daniela Z., sul social network è affiorata la rabbia. Sul muro del gruppo 'Yara Gambirasio', 2mila iscritti, Gina Pina scrive “Pena di morte a chi uccide gli angeli”. E non è certo l'unica. Antonia, ad esempio, due minuti più tardi dice: “Se si trova l'assassino bisogna darlo in pasto alla popolazione”. E poi Angela: “Sei volata lassù perché qualcuno maledetto ha voluto così”, e ancora, Francesco S., che afferma: “Spero che chi ti ha fatto questo muoia di una lunga malattia”. Sul 'Gruppo per ritrovare Yara Gambirasio', oltre 50mila iscritti, Roberto B urla: “Vi prego ripristinate la pena di morte. E un deterrente a queste barbarie”. Gli fa eco, due minuti dopo, Massi C. “Gli infami pagheranno tutto prima poi”. “In questi casi nemmeno la tortura renderebbe giustizia, che mostri schifosi, datelo a noi” aggiunge Matteo D.

Via: Adnkronos

Rimossa la macabra pagina sulle gemelline svizzere scomparse


Subito dopo la scomparsa da oltre due settimane delle due gemelle, Livia e Alessia, avvenuta dopo il suicidio del padre Matthias, il popolo di Facebook si è mobilitato con tantissimi link e soprattutto con la pagina ufficiale. Ma se moltissimi iscritti al social network si adoperano per avere qualche notizia delle due piccole, c'è anche chi ha creato su Facebook una pagina inquietante e macabra dedicata alle gemelle scomparse. "Scommesse aperte: gemelle sotto terra o cibo per pesci?", questo il titolo della pagina, frutto di persone che non hanno la minima considerazione della dignità umana e del dolore. Nel frattempo la pagina è stata rimossa dal social network, grazie alla segnalazione di migliaia di utenti e segnalata all'Osservatorio sui Diritti dei Minori. "Siamo davanti all'ennesima riprova - dice Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio e consulente della Commissione parlamentare per li'Infanzia - di cio' che il social network, fra le cose mirabili, puo' rappresentare, ovvero un contenitore di pattume sociale privo di sensibilita' e lesivo delle dignita' personali. ''Una fenomenologia, questa - continua il sociologo - da stigmatizzare anche perche' pervasiva al punto da registrare adesioni. La pagina dedicata alle sventurate piccoline ne conta 256. E' necessario - conclude - che gli inquirenti individuino i fautori anche per aiutarli a rivedere se stessi, partendo dalla presa d'atto di un sentimento che potrebbe assisterli nel processo di reinserimento al contesto sociale corretto, cioe' la vergogna". Ancora una volta l'idiozia umana ha trovato una valvola di sfogo sul social network.

Yara: preghiera organizzata dal gruppo e iniziativa su Facebook


Pomeriggio di preghiera, ieri, al santuario della Madonna di Caravaggio, in provincia di Bergamo, per Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra sparita ormai da due mesi e mezzo. Il momento di raccoglimento e preghiera, dopo la fiaccolata di venerdì sera, è iniziato dalle 13 di domenica. Alle 15,15 è stato recitato il Rosario, poi è stata letta la preghiera per Yara. Alle 16 la Messa, dopo la quale la preghiera è stata nuovamente letta a tutti i fedeli presenti in chiesa. «O Signore, a te rivolgiamo la nostra preghiera, a te chiediamo con forza di proteggere Yara e di giungere con il tuo immenso amore nel cuore di chi l'ha strappata alla sua famiglia affinché pietà li colga, affinché il pentimento li pervada». Inizia così la preghiera letta domenica pomeriggio al santuario di Caravaggio dal gruppo di amici che su Facebook hanno dato via al gruppo 'Per trovare Yara Gambirasio', che si e' formato pochi giorni dopo la sparizione della ragazzina. Il gruppo, che oggi conta oltre 48mila iscritti, ha lanciato anche un'altra iniziativa per chiedere il ritorno a casa della tredicenne. Si tratta di un palloncino virtuale di colore rosa che tutti gli utenti del social network possono condividere in rete, facendolo viaggiare in diverse località del mondo (ne ha già toccate al momento 359). Su Facebook c'è anche la bacheca «Pensieri per Yara», dove si possono lasciare pensieri e frasi dedicate alla tredicenne.

Arrestato il manager di Google della pagina di Facebook anti Mubarak


Wael Ghonim, il marketing executive di Google per il medio oriente, era stato arrestato il 28 gennaio durante le manifestazioni anti-governative al Cairo. Per questo motivo Google non aveva più avuto notizie di lui e ne aveva annunciato la scomparsa il 1 febbraio scorso. Ritenuto dalla polizia il gestore anonimo della pagina di Facebook da cui è partito l'invito a scendere in piazza, di lui non si sa più niente: sarebbe rinchiuso in un carcere. Wael Ghonim, marketing executive in terra d’Egitto per conto del colosso americano del web, è stato visto essere bloccato e portato via da uomini in borghese nel quartiere di Mohandessin. L’episodio è stato reso noto da Amnesty International, che ha anche lanciato l’allarme: “Corre il rischio di subire torture e altri maltrattamenti”. L'organizzazione per la difesa dei diritti umani cha chiesto alle autorità egiziane di svelare dove il manager sia stato portato e di rilasciarlo o di contestargli specifici capi di accusa.”Non sappiamo chi lo stia detenendo né dove: non ha accesso al mondo esterno -ha insistito Amnesty International- e queste sono le condizioni che favoriscono il ricorso alla tortura”. L’uomo d'affari Naquib Sawiris, che oggi ha partecipato agli incontri tra governo e opposizione sulla crisi politica in Egitto, ha detto che Ghonim verrà rilasciato a breve. Durante un’intervista televisiva, Sawaris di avere ottenuto assicurazioni dal vicepresidente egiziano Suleiman che il rilascio del manager Google avverrà domani alle 16 locali.

Sorelline scomparse: si cerca in tutta Italia, pagina su Facebook


Si chiama 'Missing Alessia and Livia' la pagina Facebook creata dopo l'allontanamento volontario dalla citta' svizzera nella quale viveva, Losanna, dell'uomo di 40 anni, Matthias, con le due gemelline di sei anni, dopo un ennesimo litigio con la moglie. Il padre - che soffriva per la separazione dalla moglie - aveva preso in affidamento le piccole per il week end il 28 gennaio scorso ma poi, invece di riportarle a casa dalla madre a Losanna, era fuggito senza più dare notizie. L'uomo e' stato trovato l'altra sera morto sotto un treno nei pressi della stazione di Cerignola; delle bambine per ora non si hanno notizie. Il messaggio su Facebook compare in italiano, inglese e francese. Chi vedesse, si dice, puo' chiamare il +41 79 77 23 648, la polizia locale oppure mandare un email a liviaealessia@gmail.com''. La pagina e' stata aggiornata con la notizia del ritrovamento del corpo dell'uomo. In inglese e' detto che ''il corpo di Matthias e' stato trovato a Cerignola (Foggia), in Italia meridionale. Noi speriamo e preghiamo che le piccole siano salve. Abbiamo bisogno del vostro aiuto attorno ad Ascoli, nel Sud Italia, per cercare ed aiutarci a trovare le carissime ragazzine''. Ascoli sarebbe - a quanto si e' saputo - la citta' di origine della mamma delle bambine, dove tuttavia non vivrebbero parenti della donna. Non si sa per ora se Ascoli debba intendersi, come e' piu' probabile, Ascoli Satriano, cittadina di circa 6.500 abitanti, nel Subappennino dauno, a pochi chilometri da Cerignola, o la citta' marchigiana di Ascoli Piceno.

Fonte: http://www.ansa.it/

Ritrovata dai carabinieri tredicenne scomparsa grazie a Facebook

http://www.facebook.com/

Bianca Tarcomnicu, la ragazzina romena di tredici anni allontanatsi da casa mercoledì pomeriggio, è stata rintracciata alla stazione di Milano, dove i carabinieri l'hanno vista seduta su una panchina. In un post sul profilo di Facebook scrive di essere tenuta prigioniera con tanti bambini. E' probabile che abbia trascorso la notte in città, dove si trovava già da ieri. Un po' stanca ma in buona salute, sarà riaccompagnata a casa nelle prossime ore. A mettere gli investigatori sulle sue tracce sono stati sicuramente il cellulare e Facebook. Appena dopo la scomparsa Bianca aveva spento il telefonino, ma nel corso della serata c'è stato un momento in cui l'ha acceso, il tempo sufficiente per localizzarla. Un altro segnale della sua presenza lo aveva dato attraverso un post su Facebook, nel quale aveva scritto: "Sono in un posto con tanti bambini. Ma non mi fanno uscire: farò di tutto per tornare a casa". Il ritrovamento sembra confermare le ipotesi degli inquirenti, secondo i quali si sarebbe trattato di una fuga volontaria, forse determinata da una piccola discussione in famiglia, avvenuta mercoledì scorso, per un brutto voto preso a scuola. Dieci giorni fa, inoltre, la tredicenne era arrivata in classe in ritardo, alle 9.30, piangendo e tremando. All’insegnante aveva raccontato di essere stata aggredita ai giardinetti del Fante da tre uomini incappucciati che, dopo averle perquisito lo zaino, l’avevano lasciata andare.

Yara, una cartolina a Maroni per non spegnere i riflettori


Nato a fine novembre per aiutare le ricerche della tredicenne di Brembate Sopra scomparsa il 26 dello stesso mese, la pagina su Facebook “per trovare Yara Gambirasio” ha indetto una nuova iniziativa volta a mantenere alta l’attenzione delle autorità sulla vicenda della ragazzina. Ha infatti creato on line una cartolina indirizzata alla pagina Facebook del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, al quale si rivolge un appello: «Ministro Maroni, le chiediamo di intervenire affinché il dispiegamento di forze messe in campo per riportare a casa Yara Gambirasio non venga ridotto. La esortiamo a continuare ad incoraggiare chi, seppur fuori da ogni obbligo giudirico, sta sacrificando famiglia e vita per tornare a dare una speranza alla famiglia di Yara». Se la famiglia Gambirasio ha chiesto il silenzio stampa sulla vicenda, su Facebook invece si moltiplicano messaggi per tenere viva la speranza di ritrovare la tredicenne. Il timore è che i riflettori si siano spenti e che senza la ribalta mediatica le indagini abbiano subito una battuta d’arresto. In realtà, sia pure sotto traccia e senza clamore, le indagini e le ricerche della ragazzina non si sono mai interrotte e proseguono senza sosta, coinvolgendo sia polizia e carabinieri, sia i diversi gruppi di volontari che collaborano con le forze dell’ordine.